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Il clima sta cambiando, ok??

E i nostri edifici sono parte del problema.

Lunedì scorso presso EURAC con Daniele Pernigotti, Ulrich Santa (Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima) e Roberto Lollini (EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili) abbiamo preso spunto dalla splendida iniziativa di Daniele e dei suoi amici Ride With Us (da Venezia a Parigi in bicicletta per partecipare alla conferenza COP21) per parlare di cambiamento climatico e di edifici ecosostenibili.
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Due fatti sono ormai inconfutabili. 1. Il clima sta cambiando, 2. La responsabilità è dell’uomo e dipende in buona parte dai consumi energetici e dall’impatto ambientale degli obsoleti edifici nei quali viviamo, lavoriamo, studiamo.

Il clima sta cambiando.

«La scienza non è una democrazia. È una dittatura. Sono le evidenze che guidano questa dittatura.» dice John Reisman. Gli eventi estremi sono più che raddoppiati rispetto agli anni ’80, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, ad esempio con le cosiddette “bombe d’acqua” neologismo pericolosissimo che fa sembrare questi fenomeni come assolutamente eccezionali, mentre in realtà stanno diventando consueti.

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Ghiacciaio della Marmolada (foto: forum.meteo4.com)

Diverse situazioni nel mondo lo dimostrano. Lo scioglimento dei ghiacciai, vedi ad esempio lo splendido film documentario “Chasing Ice” e le foto del ghiacciaio della Marmolada.

Kiribati (Oceania), 33 isole sparse in un’area larga quattromila chilometri per duemila, abitata da poco più di centomila persone, che rischiano di scomparire per sempre nell’arco di pochi decenni, a causa dell’innalzamento dei mari per il riscaldamento globale (con il primo caso di “richiesta di asilo climatico” rifiutata dalla Nuova Zelanda). La storia di Siabatou Sanneh, che si è presentata allo start della maratona di Parigi lo scorso aprile con una tanica in testa e una scritta appesa al collo “Questa è la stessa distanza che in Africa le donne fanno per prendere l’acqua”. E tanti altri esempi.

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Arcipelago Kiribati (Oceania)

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Siabatou Sanneh, Maratona di Parigi 12.04.2015

La colpa è dell’uomo

Il “Consensus Project” ha misurato il livello di consenso scientifico internazionale sul fatto che gli esseri umani stiano causando il riscaldamento globale, analizzando 21 anni di articoli “peer-reviewed” (cioè validati da esperti del settore). Tra i 12.465 documenti, sono stati identificati oltre 4.014 articoli scritti da 10.188 scienziati che hanno preso posizione sul riscaldamento globale e tra questi il 97,1% è del parere che sia scientificamente provato che questo cambiamento dipende dall’uomo. I media in generale non hanno ancora preso atto definitivamente di questa condivisione planetaria, continuando ad alimentare una confusione generale nella discussione su questi temi. Le opinioni di segno opposto vengono spesso esposte ad arte come se il mondo scientifico fosse diviso su questa tematica con un rapporto 50/50, quando in realtà il rapporto è appunto 97% contro 3%.

Lo denuncia in modo divertente “Last Week Tonight with John Oliver” (della rete HBO) inscenando un finto dibattito sul cambiamento climatico come davvero dovrebbe essere. Insomma, possiamo definitivamente archiviare il negazionismo, iniziando a lavorare tutti per invertire la tendenza e mantenere l’aumento della temperatura media del globo sotto quei fatidici 2° C che rappresentano la soglia della catastrofe.

2015_11_26-04 Consensus Project

Sono gli edifici ad avere il maggior impatto ambientale

Molti pensano che le industrie, il traffico, i trasporti siano i principali responsabili. No, l’impatto ambientale maggiore è provocato dagli edifici. Per questo è importante realizzare nuovi edifici ad alte prestazioni energetiche ma soprattutto è di gran lunga più importante migliorare prestazioni di quelli esistenti. Ed è altrettanto fondamentale adottare sistemi di misurazione oggettiva e olistica della sostenibilità come i protocolli internazionali riconosciuti (LEED). Le tecnologie necessarie già esistono ma non basta, è indispensabile un profondo e diffuso cambiamento culturale, che va dall’adozione di idonei regolamenti al comportamento virtuoso degli utenti. Tutti possono fare qualcosa, tutti i giorni, sia nelle piccole azioni che nei grandi cambiamenti. E questi cambiamenti possono avvenire solo con il contributo di tutti.

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Cosa fare? Bisogna cambiare marcia

La politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali“. È il messaggio di assoluta chiarezza contenuto nell’ultima enciclica di Papa Francesco, “Laudato si’”. La lentezza con la quale stiamo agendo su questi problemi non ci consentirà mai di arrivare a risolverli efficacemente. Si sta manifestando un fenomeno che potrebbe essere spiegato con la storiella della rana e della pentola d’acqua sul fuoco. Se gettate (non fatelo, è un esempio!) una rana viva in una pentola d’acqua che bolle, questa schizzerà fuori all’istante. Ma se mettete una rana in una pentola d’acqua fredda e riscaldate l’acqua fino a ebollizione, la rana morirà bollita, perché si è adattata via via all’aumento della temperatura.

E sta succedendo proprio questo; resilienza e capacità di adattamento stanno rallentando la battaglia contro il cambiamento climatico, dato che la velocità di adattamento dell’uomo si sta rivelando molto maggiore di quella del cambiamento climatico. Un esempio? La creazione negli USA, di un sistema di certificazione delle “case resilienti” (FORTIFIED Home), dove la strategia è quella di non agire direttamente sulle cause, ma continuare a vivere con lo stile di vita corrente, cercando di mettersi il più possibile al riparo dalle conseguenze. È insomma un grave problema di percezione. Ma ripeto, le tecnologie e i sistemi ci sono ed è il caso di affrontare la questione tramite un approccio radicalmente innovativo, ad esempio sposando una filosofia e una metodologia per progettare e realizzare edifici, come il Living Building Challenge.

Ancora Papa Francesco: “Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale“. E allora è forse proprio il caso di ripensare la nostra strategia di sviluppo, come ci ammonisce Pepe Mujica, l’ex presidente uruguaiano, in uno stralcio dell’intervista tratta dallo splendido “Human” di Yann Arthus-Bertrand.

Vuoi rivedere la presentazione fatta durante Ride With Us (EURAC, 23.11.2015)? Clicca qui 🙂

Guiding light.

Ieri ho avuto il piacere di moderare insieme a Michaela Egebrecht il convegno  al TIS “Tecnologie luminose innovative” organizzato dall’Area Sviluppo prodotto & Nuove tecnologie. Il tema della luce, nelle strutture per anziani ma non solo, è quanto mai importante per il comfort (vedi anche il Gruppo di Lavoro IEQ presso il TIS). Aggiungo che il 2015 è l’Anno Internazionale della Luce (International Year of Light and Light-based Technologies), un’iniziativa approvata dalle Nazioni Unite per sensibilizzare su come le tecnologie ottiche possono promuovere lo sviluppo sostenibile e procurare delle soluzioni per il risparmio energetico, per l’agricoltura, le comunicazioni e la salute.

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Bartenbach | Messezentrum Basel, Schweiz – Herzog & de Meuron Architekten

Vivere più a lungo una vita indipendente è uno dei maggiori desideri della nostra società. Nel corso di questo convegno si è discusso su come le soluzioni tecniche possano aiutare a soddisfare questa esigenza. In particolare l‘argomento clou della giornata è stata la luce, una presenza lieve e delicata, ma di grande influenza sulle nostre vite, in particolari per le condizioni di salute e mobilitá. Il convegno si inserisce nella tematica “Ambient Assisted Living” (AAL) ed è stato organizzato dal TIS innovation park in collaborazione con il consorzio del progetto “Guiding Light“. Il consorzio sta sviluppando un sistema di assistenza luminosa per l‘orientamento spazio-temporale degli anziani.

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Guiding Light Project

Questo il programma degli interventi:

  • Il punto di vista scientifico sugli effetti della luce sull’aumento della mobilità e sul miglioramento del benessere degli anziani | Markus Laner, Bartenbach
  • Guiding Light – test pratico di un sistema intelligente p,er anziani indipendenti | Hermann Atz, apollis e Cornelia Schauber, YOUSE
  • Panel di discussione moderato da Guido Kempter, Fachhochschule Voralberg. Esigenze e aspettative di diversi gruppi target: anziani, parenti, associazioni di lavoratori, case di cura per anziani, medici, istituzioni.
  • La pianificazione dell’illuminazione nella costruzione di case di cura per anziani | Gerlinde Schatzer e Daniel Schiefele, Lichtraum2
  • Vantaggi per i Comuni? Esperienze della Città di Bolzano con i progetti AAL in appartamenti destinati agli anziani | Michela Trentini, Città di Bolzano
  • I progetti legati all’illuminazione nella pratica dal punto di vista di una casa di riposo | Cornelia Ebner, Fondazione Griesfeld
  • Approfondimenti sul sistema Guiding Light per persone e istituzioni | Tom Ulmer, MyVitali
  • UNCAP – un progetto di ricerca europeo sull’aumento di mobilità per gli anziani | Mariolino De Cecco, Università di Trento

Qui le presentazioni dei relatori.

A fianco del convegno, una mini-expo dedicata a progetti in ambito AAL di vari enti e aziende: LVH, EURAC, Consorzio Guiding Light, LISA habitec e Lichtraum2.

2015_04_24-01 Year of lightThe International Year of Light and Light-based Technologies (IYL 2015) is a global initiative which will highlight to the citizens of the world the importance of light and optical technologies in their lives, for their futures, and for the development of society. It is a unique opportunity to inspire, educate, and connect on a global scale. In proclaiming an International Year focusing on the topic of light science and its applications, the UN has recognized the importance of raising global awareness about how light-based technologies promote sustainable development and provide solutions to global challenges in energy, education, agriculture and health. Light plays a vital role in our daily lives and is an imperative cross-cutting discipline of science in the 21st century. It has revolutionized medicine, opened up international communication via the Internet, and continues to be central to linking cultural, economic and political aspects of the global society.

2015_04_24-02 Year of light

Il GL Facciate entra nello European Façade Network.

Il Gruppo di Lavoro Facciate del TIS è diventato partner della affermata cooperazione internazionale nel campo della progettazione e della costruzione di facciate “European Façade Network” (EFN).

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Ulrich Knaack (TU Delft, TU Darmstadt) e Paolo Rigone (UNICMI, Politecnico di Milano)

Con il proprio corso “FACE | Façade Architecture Construction Engineering“ e le attività nel campo della ricerca e sviluppo sulle facciate dei propri membri (centri di ricerca così come aziende) il GL Facciate è diventato un punto di riferimento per l’innovazione in Alto Adige – afferma Carlo Battisti, del Cluster Edilizia del TIS innovation park, coordinatore del Gruppo.

Le tecnologie innovative per le facciate sono basate su un lavoro di gruppo creativo, interdisciplinare e orientato ai processi, da realizzare correttamente, e contribuiscono allo sviluppo di costruzioni in grado di risparmiare energia e risorse.

I partner dello EFN si sono accordati su

  • l’impegno nel reciproco scambio
  • la cooperazione nel marketing e nella ricerca di fondi europei per la formazione
  • diverse attività in collaborazione: partecipazione a conferenze, workshop, programmi di formazione anche per aziende
  • cooperazione nello sviluppo di una rete europea di competenze nei sistemi di facciata
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Façade2014 presso KKL, Lucerna (CH)

Tra gli eventi che vengono organizzati dall’EFN c’è il convegno internazionale “Façade”, dove ingegneri e architetti di fama internazionale presentano le ultime tendenze, gli sviluppi e le tecnologie dell’involucro edilizio. L’evento di quest’anno “Façade2014” a Lucerna (CH) con il motto “Involucri edilizi adattivi” è stato dedicato a una tecnologia ancora relativamente nuova.

Die AG Fassaden vom TIS tritt dem „European Façade Network“ bei.

Die Arbeitsgruppe Fassaden vom TIS ist Partner des im Bereich Fassadengestaltung und –Konstruktion auf internationaler Ebene etablierten Kooperationsnetzwerkes „European Façade Network“ (EFN) geworden.

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Ignacio Fernández Solla, ARUP Madrid (in der Mitte)

Mit dem Kurs “FACE | Façade Architecture Construction Engineering“ sowie den Aktivitäten im Rahmen der Forschung und Entwicklung mit Schwerpunkt Fassaden der eigenen Mitglieder (Wissenschaftler sowie Fachunternehmen) ist die AG Fassaden zu einem Bezugspunkt im Bereich der Innovation in Südtirol geworden– erklärt Carlo Battisti, Gruppenkoordinator beim Cluster Bau des TIS innovation park.

Die innovativen Fassadentechniken entstehen dank einer kreativen, interdisziplinären und prozessorientierten Teamarbeit und stellen einen konkreten Beitrag zur Entwicklung von energie- und ressourcensparenden Hochbauten.

Die EFN-Partner haben folgende Punkte vereinbart

  • Verpflichtung zum Austausch von Informationen und Daten
  • Zusammenarbeit im Bereich Marketing und bei der Beschaffung von EU-Bildungsmitteln
  • Kooperation auf verschiedenen Ebenen: Teilnahme an Konferenzen, Workshops, Bildungsprogrammen u.a. auch für Unternehmen.
  • Zusammenarbeit bei der Entwicklung eines europäischen Kompetenz-Netzwerks für Fassaden-Systeme.
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Abdulmajid Karanouh, Ramboll, London (UK), Fassade2014 – Luzern (CH)

Unter den Veranstaltungen, die vom EFN organisiert werden, ist auch die internationale Konferenz „Fassade“ wo international renommierte Ingenieur/-innen und Architekten neueste Trends, Entwicklungen und Technologien in der Gebäudehülle vorstellen. Die diesjährige Veranstaltung „Fassade2014“ in Luzern (CH) unter dem Motto «Adaptive Gebäudehüllen» wurde einer in der Fassaden-Entwicklung neuen Technologie gewidmet.

La tua T-shirt è OGM free?

Domenica 16.11 sera su RaiUno è andato in onda Behind the Label (2011), l’ottimo documentario sulla “doppia faccia” della coltivazione del cotone in India prodotto da Barbara Ceschi a Santa Croce e diretto da Sebastiano TecchioBehind the Label è un documentario importante perché in circa cinquanta minuti riesce a far conoscere una storia ignota ai più, la storia di un attentato al territorio, con conseguenze devastanti dal punto di vista ambientale ma soprattutto sociale, nell’indifferenza totale del governo, dei media, del mondo.

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L’obiettivo è quello di indurre le persone che acquistano una camicia, una maglietta, un qualsiasi indumento di cotone, a chiedersi se anche loro non contribuiscano ad arricchire un mercato che trae le sue basi da un uso indiscriminato delle risorse naturali a nostra disposizione, impoverendole inesorabilmente. L’obiettivo è quello di dimostrare che il 90% della coltivazione del cotone OGM si può ridurre sensibilmente permettendo a quella biologica di aumentare fino ad almeno un 50%, con conseguente aumento della qualità della vita di tutti. Attraverso testimonianze autorevoli (Vandana Shiva su tutti) vengono smascherati i danni irreversibili provocati dalle strategie commerciali di Monsanto in India. Il film si può rivedere qui, in streaming o acquistandolo.

Per approfondire, vedi anche lo studio di Greenpeace Picking Cotton, su “The choice between organic and genetically-engineered cotton for farmers in South India”.

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A seimila km di distanza Re-Bello, startup incubata presso il TIS innovation park di Bolzano nel 2011, è ormai un’azienda in forte espansione, con un marchio offerto in più di 250 punti di vendita in Italia, Austria, Svizzera, Germania, Benelux e Giappone. Re-Bello (Comfort by Nature) ha saputo coniugare sostenibilità ed un design moderno e piacevole. L’azienda di Daniel Tocca, Daniel Sperandio ed Emanuele Bacchin produce e commercializza T-shirt, felpe e abbigliamento in eucalipto (62% della produzione), bambù (32%) e lana riciclata (6%). Materiali rapidamente rinnovabili ma soprattutto certificati secondo rigorosi protocolli di sostenibilità della produzione tessile:

  • gots-logo1Global Organic Textile Standard (GOTS): leader mondiale nella definizione degli standard di lavorazione tessile di fibre organiche, inclusi criteri ecologici e sociali.
  • 500%20-%20CopyOrganic Content Standard è un certificato emesso dell’ente internazionale TextileExchange il quale, appoggiandosi a enti di certificazione terzi quali Soil Association, garantisce che il prodotto contiene una certa percentuale di cotone organico.
  • tencelTencel ®: più che un certificato, il Tencel ® è un brevetto registrato sul processo di produzione della fibra di eucalipto.
  • OEKO-TEX_100+_1000_120MM_160810OEKO-TEX ® Standard 100: sistema di controllo e certificazione indipendente per tutto il mondo tessile dalle materie prime, ai semilavorati fino ai prodotti finiti in tutte le fasi di lavorazione.
  • fwflogo_webrgb_largeFair Wear Foundation: organizzazione non-profit indipendente che lavora in stretto contatto con aziende e fabbriche con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavori di operai e lavoratori in genere occupati nell’industria tessile.
  • logo-cardatoCardato regenerated co2 neutral è il primo prodotto tessile certificato a ” zero emissioni”.

Insomma, un’altra via all’abbigliamento sostenibile, trainato da scelte responsabili del consumatore e certificato da enti terzi imparziali. Uno studio di goodpurpose® (Edelman) basato su un sondaggio tra 8.000 consumatori in 16 nazioni europee, ha messo in luce che la maggior propensione di acquisto legato ad aspetti di interesse globale, è relativa alla sostenibilità ambientale (una priorità per l’88% degli intervistati). Analogo è il risultato della Styling Sustainability Survey di Sustainable Brands, per il quale chi acquista abbigliamento tiene conto della sostenibilità nel 70% dei casi.

2014_11_21 immagine 01Perché invece di fatto gli acquisti “green” sono ancora marginali? Perché i consumatori non si fidano delle spesso false dichiarazioni delle aziende sull’impatto ambientale dei loro prodotti. Per questo sono importanti le dichiarazioni certificata da enti terzi, come EPD, ecc. Ma il cambiamento più importante è che iniziamo stabilmente, quando prendiamo in mano un capo di abbigliamento in uno dei negozi o dei grandi magazzini (in genere frequentatissimi dai giovani) a chiederci «Da dove viene questo prodotto? Come è stato realizzato? Da dove provengono le materie prime e come sono state coltivate?» Ma soprattutto «Ne ho veramente bisogno?» Ricordate la dirompente pubblicità di Patagonia «Non comprate questa giacca» … ? Uscito sul New York Times nel periodo del giorno del Ringraziamento 2011, il messaggio era «Pensate all’impatto ambientale dei nostri prodotti e comprate di meno». C’era anche un video di circa mezzora “Worn Wear” proiettato negli store Patagonia. Risultato? + 40% nelle vendite nei due anni successivi. La trasparenza paga 🙂

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Behind the Label | What lies behind the spread of genetically modified plants in cotton cultivation in India?  Who benefits from it? Is biotechnology really the solution for the development of Third World Countries? Who or What is Behind the Label?  India is one of the largest countries in the world, and it is the second largest producer of fibre textiles that are used by billions of men and women from all over the world for an endless variety of daily needs.
In just nine years, promising prosperity for Indian farmers, seeds produced by the multinational company Monsanto, have completely dominated the Indian cotton-growing market []

re-bello-1logoRe-Bello is joy for life. That is how they see Re-Bello and how they started their business. They are three young entrepreneurs that have started this venture for people like them, people that enjoy life and love the world around us. This philosophy is what they try to transmit to their co-workers, suppliers and customers. For the same reason they have decided to use only eco-sustainable fibers for their products and to employ the most comfortable textiles for each garment []

I rumori della LUNA.

Anche stavolta un successo. 5.119 visitatori al TIS (mille in più del ‘boom’ del 2010) su circa 16.000 partecipanti complessivi all’edizione 2014 della Lunga Notte della Ricerca, l’evento che ogni due anni apre ai visitatori le porte del mondo altoatesino della ricerca e dell’innovazione. 1 città, 14 location, 140 stazioni.

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Suoni nell’aria – la stazione LUNA al TIS

Tra queste, 26 erano al TIS e in particolare quella organizzata dal Cluster Edilizia | Bau, collegata al progetto SANE: insieme a Markus Bacher e Boris Longo, rispettivamente direttore e responsabile commerciale dell’azienda Neolit (ex Lecablock) e allo specialista di acustica Marcello Brugola dell’omonimo studio a Milano abbiamo svelato i segreti del suono. In Suoni nell’aria (questo il titolo della stazione) abbiamo dimostrato come funziona l’abbattimento acustico delle barriere anti-rumore installate lungo autostrade e ferrovie.

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Marcello Brugola (Studio Ing. Brugola, Lissone – MI)

Oltre a ciò, con l’aiuto di alcuni campioni e documenti tecnici, chi è entrato nella nostra ‘show room’ ha potuto ripercorrere i principali passaggi del progetto di Ricerca e Sviluppo ‘SANE’ che Neolit con il partner Elektro Gasser & Fischer sta conducendo per realizzare una barriera antirumore in calcestruzzo alleggerito con LECA e integrazione di moduli fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica.

Dopo l’efficienza energetica, che è ormai una tematica all’ordine del giorno, le persone stanno scoprendo l’importanza del comfort sonoro all’interno di abitazioni, scuole, uffici. L’efficienza acustica degli edifici potrebbe davvero essere l’obiettivo del nostro prossimo. Tanti visitatori interessati (non solo architetti e ingegneri …) e tante domande. Stavolta solo un «Mi son sempre domandata cosa fate al TIS …», ma spero di averlo spiegato in modo chiaro ed esaustivo … 😉

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SANE | Silence and New Energy

SANE è un progetto di Ricerca e Sviluppo di Neolit (ex Lecablock) ed Elektro Gasser & Fischer finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con la Legge sull’innovazione 14/2006. Il Cluster Edilizia del TIS fornisce sostegno all’innovazione seguendo tutte le fasi del progetto, dall’idea al prototipo, alla divulgazione finale dei risultati, fornendo inoltre contenuti specialistici in alcune fasi del progetto.

L’idea del progetto

Il motivo principale del progetto risiede nel fatto che il rumore in continuo aumento è percepito come un carico e un pericolo per la salute. Il rumore danneggia la qualità della vita. Presumiamo che le future direttive legislative e i futuri progetti costruttivi si atterranno ad una maggiore richiesta in tal senso.

La ridotta possibilità di utilizzo del territorio nelle zone alpine costringe le zone residenziali alla vicinanza con strade e ferrovie, con i già noti problemi dei danni dovuti al rumore. Uno dei motivi principali del disturbo dovuto al rumore nelle valli alpine è la riflessione del suono. Dalle strade e dalle linee ferroviarie, che scorrono a valle, il rumore del traffico viene riflesso in alto verso le zone residenziali. La presenza di pannelli solari non fonoassorbenti oppure di pareti non fonoassorbenti non può evitare tale effetto.

In aggiunta al fono assorbimento, il nuovo tipo di parete fonoassorbente può essere dotato di un valore aggiuntivo di energia rinnovabile. L’ottimizzata combinazione di pareti fonoassorbenti con tale valore aggiunto, rendere il sistema economicamente conveniente a medio e lungo termine, grazie alla produzione di energia, diminuisce il costo del ciclo di vita e aumenta la sostenibilità del prodotto.

Il percorso del progetto

Queste le fasi principali:

  1. Ricerca di mercato
  2. Stato dell’arte e ricerca brevetti
  3. Posizionamento del prodotto
  4. Elaborazione del corpo assorbitore
  5. Progettazione dei moduli fotovoltaici e combinabilità con la parete antirumore
  6. Produzione di serie
  7. Pubblicazione dei risultati finali del progetto

[testi: Neolit]

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Boris Longo e Markus Bacher (Neolit)

Basisidee des Projektes

Die Hauptmotivation des Projektes besteht in der Tatsache, dass Lärm zunehmend als Belastung und Gesundheitsgefährdend gesehen wird. Lärm beeinträchtigt die Lebensqualität. Wir gehen davon aus, dass zukünftigen gesetzliche Richtlinien und Bauprojekte erhöhte Mindestanforderungen stellen werden.

Die reduzierte Möglichkeit der Bodennutzung in Alpenraum ergibt notgedrungen die Nähe von Straßen und Bahnlinien zu den Wohngebieten, mit den bereits bekannten Problemen der Lärmbeeinträchtigung. Eine der Hauptursachen von Lärmbelästigung in Alpinen Tälern ist Schallreflexion. Der Verkehrsschall wird von der Straße oder Bahnlinie, die im Tal verlaufen, nach oben in Richtung der Wohnsiedlungen reflektiert. Bestehende PV-Lärmschutzwände oder nicht absorbierende Lärmschutzwände können diese Wirkung nicht vermeiden.

Ergänzend zum Lärmschutz soll die neue Lärmschutzwand mit einem Mehrwert aus erneuerbarer Energie versehen werden. Die optimale Kombination des Lärmschutzes mit dem Mehrwert die entstehende neue Fläche teilweise für die Energiegewinnung zu nutzen, soll das System mittel- und langfristig durch den Energieeintrag kostengünstig machen, den Life-Cycle-Cost vermindern, und die Nachhaltigkeit des Produktes erhöhen.

Projektablauf

  1. Marktforschung
  2. Stand der Technik und Patenrecherche
  3. Positionierung des Produktes
  4. Ausarbeitung Absorberkörper
  5. Ausarbeitung der PV-Module und Kombinationsmöglichkeiten mit dem Absorberelement
  6. Serienfertigung
  7. Veröffentlichung Projektergebnis

FACE off.

Il corso “FACE” di TIS ed EURAC ha formato 15 specialisti di facciate di edifici.

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Dare nuova vita all’edilizia innovando le facciate degli edifici. Questa l’idea alla base del corso “FACE” che ha creato una nuova figura professionale, lo specialista di facciate. Il corso, i cui diplomi vengono consegnati oggi all’EURAC, è stato organizzato da EURAC e TIS innovation park. Nell’ambito dell’iniziativa, quindici tra architetti, ingegneri e tecnici di aziende delle facciate di Bolzano, Trento e Genova hanno sviluppato, tramite “project work” individuali, quindici idee per nuovi prodotti o innovazione di processi.

L’azienda di Villandro Hannes Huber, per esempio, ha messo in produzione un lucernario per piani interrati. La novità consiste nel fatto che il bordo del serramento è a filo pavimentazione esterna e il vetro è carrabile. Il prodotto è stato sviluppato dal responsabile dell’ufficio tecnico dell’impresa che durante il corso “FACE” ha imparato a utilizzare un software di calcolo per la simulazione delle prestazioni energetiche. Inoltre, grazie al TIS, a breve il prodotto entrerà a far parte di un progetto di ricerca e sviluppo per il lancio sul mercato con la marcatura CE.

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Modulo didattico ‘Comportamento sismico delle facciate’

Questo è solo un esempio del risultato di 14 mesi e 220 ore di teoria e pratica con più di 30 docenti provenienti da Politecnico di Milano, Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio e Leghe (UNCSAAL), Università di Bolzano, Università di Trento, EURAC, Agenzia CasaClima e numerose aziende del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS.

«TIS ed EURAC hanno voluto dare ad architetti e ingegneri una nuova possibilità nel settore dell’edilizia» spiega Carlo Battisti, Project Manager del Cluster Edilizia del TIS e direttore del corso. «Questi specialisti sono orientati all’innovazione e hanno acquisito competenze multidisciplinari» continua Battisti «dalla conoscenza delle norme, alla statica del vetro, dalle tecnologie digitali applicate alle facciate fino alla riqualificazione energetica di facciate esistenti».

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Laboratorio Maico Academy, San Leonardo in Passiria (BZ)

I partecipanti hanno inoltre visitato contesti innovativi e di eccellenza: i laboratori di prova di EURAC, Maico e GBD, i centri di ricerca sulle facciate della Technische Universität e del TNO di Delft, i cantieri Porta Nuova, CityLife e Torre Velasca a Milano. «Attraverso questo percorso, unico in Italia» spiegano Günther Cologna di EURAC Education e Stefano Prosseda del TIS, coordinatori dell’iniziativa, «si è cercato di accrescere il know-how sulle facciate di aziende e liberi professionisti locali, creando una nuova figura professionale specializzata, in grado di sfruttare al massimo le potenzialità dell’involucro edilizio».

Il corso di alta formazione sulle facciate “FACE | Façades Architecture Construction Engineering” è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è stato organizzato da EURAC Education e dal Cluster Edilizia del TIS innovation park [comunicato stampa TIS-EURAC].

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Rotterdam (NL)

15 Fassaden-Experten von TIS und EURAC ausgebildet.

Das Baugewerbe neu beleben und zwar durch Innovationen an Gebäudefassaden: das ist die Idee, die hinter dem Spezialisierungskurs „FACE“ steckt, und mit dessen Hilfe ein neues Berufsbild geschaffen wurde – der Fassaden-Experte. Die Diplome an die ersten 15 Fassadenexperten – Architekten, Fassadenproduzenten und Techniker aus Trient, Genua und Bozen – wurden heute an der EURAC überreicht. Organisiert wurde der Spezialisierungskurs von EURAC und TIS. Im Laufe der Ausbildung wurden 15 Ideen für Produkt- und Prozessinnnovationen entwickelt.

Ein Oberlicht für unterirdische Gebäudeteile ist beispielsweise die neuste Entwicklung der Hannes Huber GmbH aus Villanders. Die Neuheit besteht darin, dass das Glas das Gewicht von Fahrzeugen trägt, es also befahrbar ist, und dass der Fensterrahmen mit dem Boden bündig ist, also kein Höhenunterschied zwischen Oberlicht und Boden besteht. Entwickelt wurde das Produkt vom Leiter der technischen Abteilung des Unternehmens. Im Rahmen des Spezialisierungskurses „FACE“ hatte dieser die Verwendung einer Software erlernt, mit deren Hilfe er die Eigenschaften des Oberlichts simulieren und berechnen konnte. Demnächst wird das neue Oberlicht im Rahmen eines Forschungsprojektes – mit Hilfe des TIS – die CE-Kennzeichnung erhalten und damit die Marktreife erlangen.

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das Lernmodule ‘Projekt Management’

220 Stunden theoretische und praktische Ausbildung in 14 Monaten mit 30 Dozenten haben unter anderem zu diesem neuen Produkt der Huber GmbH geführt. Die Dozenten des Kurses kamen übrigens vom Politecnico Mailand, von der italienischen Vereinigung der Fenster- und Türenhersteller aus Stahl und Aluminium (UNCSAAL), den Universitäten Bozen und Trient, der EURAC, der KlimaHaus-Agentur und von vielen Unternehmen der Fassaden-Arbeitsgruppe des TIS innovation park.

“TIS und EURAC wollten Architekten und Ingenieuren neue Businessmöglichkeiten im Bausektor eröffnen“, erklärt Carlo Battisti, Projektmanager im Cluster Bau des TIS und Leiter des Kurses. „Die neu ausgebildeten Fassaden-Experten sind innovationsorientiert und haben Kompetenzen in den Bereichen Glasstatik, Normen, digitale Applikationen und energetische Sanierung erworben“, so Battisti weiter.

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Porta Nuova, Mailand

Darüber hinaus besuchten die Kursteilnehmer die Test-Laboratorien der EURAC, von Maico und GBD sowie die Fassaden-Forschungszentren der Technischen Universität und des TNO in Delft (Niederlande). Zudem wurden die Baustellen Porta Nuova, CityLife und Torre Velasca in Mailand besichtigt. Günther Cologna von der EURAC und Stefano Prosseda vom TIS, erklären einhellig, dass dieser Ausbildungskurs einmalig in Italien ist. Ziel sei es, das Know-how zu Thema Fassaden bei Unternehmern und Freiberuflern zu erweitern. Das Schaffen des neueen Berufsbildes des Fassaden-Experten könne einen wichtigen Beitrag leisten, Potenziale im Bereich der Gebäudehülle maximal zu nutzen.

Der Spezialisierungskurs im Fassadenbereich „FACE | Façades Architecture Construction Engineering“ wurde vom Europäischen Sozialfonds finanziert und in Zusammenarbeit von EURAC und dem Cluster Bau des TIS innovation park organisiert [Pressemitteilung TIS-EURAC].

#facciate

Il ciclo di convegni di Macro Design Studio su sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio ha ‘girato intorno alla boa’, con la sessione del 14.05.2014 tutta dedicata al mondo delle facciate tecnologiche complesse degli edifici moderni: ‘Involucro trasparente’. L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è stato quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici.

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Carlo Battisti, Paola Moschini e i relatori di ‘Involucro trasparente’

Organizzato con la collaborazione del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS innovation park, di Bolzano, il pomeriggio in Manifattura ha visto confrontarsi tematiche che legano sostenibilità ed efficienza energetica al valore immobiliare degli edifici ad alte prestazioni. Abbiamo parlato di prestazioni energetiche dell’involucro, di innovazione di prodotto e di processo, del ‘façade engineering’ nelle imprese general contractor di facciate, di progettazione e costruzione di facciate come integrazione di sistemi, di prefabbricazione spinta e modularità di sistemi chiavi in mano, sui quali i centri di ricerca stanno concentrando il proprio lavoro. Per concludere, la metodologia alla base della costruzione di una rete di competenze come quella del Gruppo Facciate del TIS, un’esperienza interessante che sta fornendo risultati brillanti e opportunità di sviluppo di un sistema locale delle tecnologie di facciata.

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Francesco Giovine (ABeC)

Ne hanno parlato in successione: Francesco Giovine, titolare di ABeC façadengineering (Le facciate multifunzionali), Massimo Colombari responsabile del settore facciate di Stahlbau Pichler (L’esperienza del MUSE di Trento), Alessandro Pezzani, titolare di Oros (Il Liceo scientifico Vallisneri a Lucca), Stefano Avesani ricercatore presso l’Istituto per le Energie Rinnovabili di EURAC (Riqualificazione attraverso l’involucro) e Carlo Battisti animatore del Gruppo Facciate del TIS.

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Massimo Colombari (Stahlbau Pichler)

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Alessandro Pezzani (Oros)

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Stefano Avesani (EURAC)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il format dei convegni MDS prevede le presentazioni in sequenza alternate da sessioni di domande, con una parte finale collegiale che vede il pubblico e i moderatori confrontarsi con i relatori. Anche stavolta sono emersi spunti importanti per ulteriori riflessioni e approfondimenti per i partecipanti: le prestazioni reali delle facciate si discostano da quanto progettato? E perché? Chi sviluppa l’innovazione, le ‘archistar’ o le aziende delle facciate? Come sono strutturate le aziende e come si organizzano per affrontare i progetti più sfidanti sul mercato? Come viene declinata la sostenibilità nel settore? Quanto incidono le facciate sul conto economico di un edificio, nuovo o da risanare? Quali sono le tematiche che i progettisti devono tenere in conto per progettare correttamente una facciata (vedi anche le ‘Linee Guida Facciate’ elaborate dal GL Facciate del TIS)? Esistono degli specialisti delle facciate (il riferimento è anche al corso FACE | Façades Architecture Construction Engineering organizzato da EURAC Education e TIS, che si avvia alla conclusione).
Il ciclo di convegni di Macro Design Studio si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città.

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