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#ènelnostrointeresse

Va in scena oggi venerdì 10 e domani sabato 11 luglio con il payoff “E’ nel nostro interesse”  la 5° Assemblea di ItaliaCamp nella suggestiva cornice  dell’Esposizione Universale di Milano.

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2015_03_02-02 padiglione Italia“E’ nel nostro interesse”, da cittadini della nascente “economia delle connessioni”, partecipare ad EXPO 2015, per valorizzare la  rete – nazionale e internazionale – di opportunità che l’Esposizione  Universale offrirà ai partecipanti di ItaliaCamp (300 delegati, tra ospiti e partecipanti …!) provenienti, per  l’occasione, da tutte le regioni d’Italia e oltre 60 università partner. Con l’Assemblea ItaliaCamp, infatti, si potranno percorrere insieme i  Padiglioni degli oltre 140 Paesi e Organizzazioni internazionali presenti  all’EXPO, per vivere il significato autentico di un percorso articolato tra “nessi” culturali e “connessioni” naturali con cui “Nutrire il Pianeta” e  generare “Energia per la Vita”.

Milano Expo 2015,Movida serale. L'albero della vita (Massimo Procopio, MILANO - 2015-05-12) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

Milano Expo 2015, Movida serale. L’albero della vita (Massimo Procopio)

2015_03_02-03 ItaliaCampUna location privilegiata per cittadini, famiglie, imprese e istituzioni,  che a 5 anni dalla nascita del Gruppo ItaliaCamp consentirà di valorizzare i migliori risultati raggiunti, proponendo nuove sfide progettuali ispirandosi alle più innovative best practice internazionali. Un’esperienza partecipata e arricchita dal valore della partnership con il Padiglione Italia con cui ItaliaCamp promuove le esperienze di innovazione provenienti dai territori come migliore vetrina in cui raccontare l’eccellenza del nostro Paese nel Mondo.

2015_07_10-01 Vigna Leonardo

La Vigna di Leonardo

2015_07_10-03 Cascina Triulza

Cascina Triulza

Non solo Padiglione Italia @EXPO, la due giorni di ItaliaCamp prevede eventi anche presso la Vigna di Leonardo, sempre a Milano, e Cascina Triulza. Ecco di seguito l’ultimo programma aggiornato, che potete scaricare anche qui.

2015_07_10-05 Programma ItaliaCamp 1

2015_07_10-06 Programma ItaliaCamp 2

Ci vediamo a Milano? E’ nel nostro interesse 😉

USACamp. Missione compiuta?

usacamp_ribbonC’è voluta almeno una settimana per uscire dal frullatore (no, il jet lag l’ho superato già la sera del giorno del ritorno, andando a dormire ad un’ora ‘italiana’) e cominciare a rendersi conto dell’esperienza di USACamp, la trasferta di ItaliaCamp a New York e Washington sotto il vessillo del motto ‘Let your idea fly‘. Perché funziona così, le esperienze si cristallizzano in ricordi ben precisi e di eventi e momenti da ricordare ce ne sono tanti. Siamo riusciti a fare quasi tutto, solo una tempesta di neve lunedì 03.03 a Washington (la chiamano così, la neve in sé non è terribile, solo che è un polverino che va in tutte le direzioni ad una temperatura di, stimo io, -10° C) ci ha impedito di incontrare il segretario di stato USA John Kerry, dato che tutti gli uffici pubblici erano stati preventivamente dichiarati chiusi dalla sera della domenica. Di impegni ce ne sono stati davvero tanti, scorro di nuovo il programma e me ne rendo conto:

New York | Mercoledì, 26 febbraio

  • 12.00 Welcome event | ENIT – 630 Fifth Avenue
  • 18.00 Italian Ideas Going on Global Change | NYSE

Giovedì. 27 febbraio

  • 10.00 Global Executive Seminar on Social Innovation | Centre for Social Innovation

Venerdì 28 febbraio

  • 08.00 ‘Europe: A Museum or an Investment Opportunity’. A Summit organized by Italy & Destinazione Italia | Time Warner Center North Tower

  • 19.00 Global Executive Seminar on ‘Made in Italy’| UN Headquarters

Washington | Sabato 1 marzo

  • 15.00 Seminar on Social Innovation promotion | George Washington University
  • 18.00 Global Executive Seminar su ‘Energia e infrastrutture’ e Gala dinner | Ambasciata d’Italia

A rileggere le ‘location’ penso alla solita frase ‘Se … anni fa m’avessero detto che il giorno … avrei toccato con mano i desk dei trader della Borsa di New York …’. Non voglio fare il resoconto o  diario di bordo di questa settimana, anche perché c’è chi l’ha già fatto molto bene, come Enrica Arena, cofondatrice della sorprendente startup Orange Fiber, che sul blog di StartupItalia! ha raccontato le frenetiche giornate americane (E’ il sogno americano che si realizza) o Fabrizio Sammarco, presidente dell’Associazione ItaliaCamp nel suo post del 26.02 su Che Futuro !

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Enrica Arena (Orange Fiber) al Palazzo delle Nazioni Unite
Foto © ItaliaCamp

Ok, torno alla domanda di partenza – Missione compiuta? Se la missione era portare più di cento persone al di là dell’oceano a toccare con mano i luoghi dove si decidono gli investimenti, dove le idee trovano l’opportunità di realizzarsi, dove si incontrano le persone che muovono capitali in grado di cambiare la storia di aziende e persone beh, direi che la missione è riuscita. Se la missione era quella di portare diverse startup italiane a confrontarsi con il mercato per eccellenza, nel primo BarCamp mai fatto dentro Wall Street (! iniziative come questa è già tanto pensarle, poi bisogna anche metterle in pratica) anche qui possiamo mettere un segno di spunta.

2014_03_14 immagine 07Oltre ad Orange Fiber, che realizza tessuti ‘vitaminici’ per l’abbigliamento a partire dagli scarti della lavorazione delle arance, ricordo: ClouDesire (bel nome) applicazione che consente ai fornitori di software di vendere e distribuire le loro applicazioni, in pochi minuti, automatizzando alcuni passaggi problematici e costosi, Le Cicogne, la rete di baby sitter nata a Roma, ragazze e ragazzi tra i 18 ed i 28 anni che si prendono cura dei tuoi figli ogni volta che ne hai bisogno, che tu abbia un impegno o un imprevisto, e altre ancora, molte delle quali censite nei 100 innovatori di Riccardo Luna. Tutto molto sull’innovazione sociale (che è nel DNA di ItaliaCamp). Coinvolgente ad esempio l’evento al Centre for Social Innovation, con la testimonianza di un altro progetto che ci ha particolarmente colpiti, Shoot4Change, un network internazionale (ma con solide e profonde radici e basi italiane) di volontariato fotografico sociale.

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@ Centre for Social Innovation, NYC

Insomma, siamo stati ‘dove accadono le cose’ o meglio (e qui il merito va tutto a ItaliaCamp e all’organizzazione di un evento così ‘impervio’) abbiamo ‘fatto accadere delle cose’, con quell’inconscienza che pare essere una delle virtù di questo periodo storico tribolato e complesso. Una volta che l’iniziativa è realizzata è facile commentare questa o quella sfumatura: quanti contatti con investitori andranno davvero a buon fine e per buon fine cosa si intende, un finanziamento di … ? quante startup hanno trovato davvero spazio, qual è il ritorno (complessivo e individuale) per i partecipanti, si poteva enfatizzare il confronto con operatori e aziende locali, la partecipazione è stata troppo affollata, ecc. ecc.

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@ NYSE New York Stock Exchange, Wall Street

Mi sono reso conto che ItaliaCamp è … Italia, nel senso più ‘ecumenico’ del termine. Con tutte le pecche e gli slanci di qualità che un’organizzazione italica di questo tipo rappresenta. Riccardo Luna (che era presente a Wall Street), ancora nel suo elenco dei 100 innovatori del 2013, aveva commentato ‘All’inizio ero diffidente di Fabrizio e della rete di  Italiacamp: troppo vicina alla vecchia politica, mi sembrava […]’ItaliaCamp è inserita nel tessuto istituzionale nazionale (rapporti con grandi aziende pubbliche, ministeri, università) e probabilmente in molti casi si porta appresso una zavorra. Ma questo radicamento è anche la sua forza, perchè le dà la possibilità di muoversi e raggiungere (e in modo organico e davvero rappresentativo di tutto un Paese) mete che per altri sono difficilissime anche da pensare. Insomma, c’è davvero un grande potenziale. I commenti comunque sono tutti ‘del poi’, la missione è stata una successione di ‘first movements’ e tolgo definitivamente il punto di domanda nel titolo. Come a volte capita nella vita si fanno delle cose e ci si rende conto solo dopo della loro portata. Ci si dice ‘avrei potuto farlo prima’ ma si capisce che in realtà quel passo lo abbiamo fatto perché solo in quel momento eravamo maturi per farlo. ItaliaCamp questo passo lo ha fatto e tornare indietro … non è un’opzione. Let your idea fly.

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@ Ambasciata d’Italia, Washington. Foto © ItaliaCamp

Video correlati: Caterpillar 28.02.2014 | TG1 Economia 03.03.2014 | RTL 102.5 28.11.2012 | Create your future (promo di USACamp)

From Italy to USACamp

(e ritorno) with you and your ideas #ITandUS

2014_01_24 immagine 01L’Associazione e la Fondazione ItaliaCamp intendono estendere il modello ItaliaCamp su scala internazionale, con l’intento di sperimentare l’avvio di un modello di crescita e sviluppo internazionale.  Dal 25 febbraio 2014 al 4 marzo, ItaliaCamp ha organizzato un road show internazionale, per presentare le migliori idee di policy e di business (startup) raccolte attraverso la 3° edizione del concorso ‘La tua idea per il Paese‘. USACamp sarà un hub attrattore d’investimenti in un international placement di idee: il 1° BarCamp alla New York Stock Exchange (NYSE) a Wall Street di fronte ai principali fondi di investimento, venture capitalist e attori della finanza globale.  Oltre a ciò i Global Executive Seminars (GES), eventi di approfondimento su tematiche di interesse strategico a livello globale con i vertici di istituzioni e aziende italiane e statunitensi. Fervono i preparativi … ecco il trailer di USACamp. From Italy to USA (e ritorno) with you and your ideas #ITandUS.

Il programma di USACamp

Le idee selezionate per USACamp

I 100 di Luna – parte II.

Cambiamo tutto !È in corso una rivoluzione che sta abbattendo antichi vizi nazionali, è la rivoluzione degli innovatori. Non la fanno riempiendo le piazze o dando l’assalto ai palazzi del potere. Ma cambiando le nostre vite: il modo in cui si fa scienza, si condivide la conoscenza, si fa impresa, si creano posti di lavoro, si producono beni, si amministra la cosa pubblica. Non sono casi isolati. È un movimento. ‘Cambiamo tutto!‘ di Riccardo Luna è un libro e un sito web sull’ottimismo. Sul perché dobbiamo essere ottimisti oggi in Italia. Il mondo attorno a noi può cambiare in meglio grazie a tre parole d’ordine: trasparenza, partecipazione, collaborazione.

Seconda e conclusiva parte della lista dei 100 innovatori del 2013, secondo Riccardo Luna. Elencati in versione ipertestuale nomi, volti e link dei 100 che stanno cambiando tutto.

arianna-ciccone51) Arianna Ciccone. Ha chiuso il suo Festival del giornalismo di Perugia per insensibilità delle istituzioni ma lo ha rilanciato via crowdfunding, facendo una mossa geniale.

INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE DI TISCALI A SA ILLETTA52) Renato Soru. Un nome storico. Continua ad innovare quando potrebbe sedersi. Indoona (app per chiamare e scambiare gratuitamente messaggi di testo), Streamago (live broadcasting sviluppata per creare la tua WebTV) e  iStella (motore di ricerca per ciò che non è indicizzato dagli altri motori) i suoi progetti in corso.

paolo privitera53) Paolo Privitera. In pratica, il giro del mondo in 80 giorni (lo seguo su fb, dire che è un frequent flyer è un eufemismo), per promuovere Pick1, che mette a disposizione strumenti per svolgere ricerche di mercato nei social media.

dettori_gianluca54) Gianluca Dettori. Per Luna è il miglior talent scout che c’è. Il suo Barcamper è in tour perenne (ha comprato il camper di Renzi …), con grande attenzione ai talenti nelle regioni del Sud.

giovanni menduni55) Giovanni Menduni è coordinatore dell’area innovazione del Comune di Firenze. E’ stato direttore generale presso il Dipartimento della Protezione civile. E’ professore associato in aspettativa nel Politecnico di Milano.

Luciano Belviso e Angelo Petrosillo56) Luciano Belviso e Angelo Petrosillo. Con Blackshape costruiscono aerei ultraleggeri da turismo realizzati interamente in fibra di carbonio. Tutto nato da un prestito di 25.000 euro della regione Puglia per un programma di incentivi al … rientro di cervelli.

Jason Fontana57) Jason Fontana. Biotecnologo di 22 anni, studia a Trento, autore di due post  molto scientifici letti da moltissimi su CheFuturo! Sul suo blog si definisce Biohacker, biotechnologist, enthusiast photographer and blogger.

Seble Woldeghiorghis58) Seble Woldeghiorghis. E’ la promotrice della Casa dei diritti a Milano: servizi e sportelli destinati alla difesa dei diritti e allo loro tutela contro ogni discriminazione.

Lorenzo e Luciano Cantini59) Lorenzo e Luciano Cantini. I due fratelli fiorentini che si sono dati alle stampanti 3D. Vorrebbero diffonderle nelle scuole. Sono quelli di Kentstrapper.

silvia-vianello60) Silvia Vianello. E’ una professoressa alla Bocconi che sulla innovazione tra green e social media dà dei punti a tutti. Ok, ha anche detto no al Grande Fratello.

Roberto Covolo61) Roberto Covolo. Ha trasformato l’ex stabilimento enologico Fadda a San Vito dei Normanni in contenitore culturale dalla passione di un gruppo di artisti, attivisti, economisti.

Miriam Surro62) Miriam Surro. MiDo sviluppa applicazioni di smart metering in cloud computing, per monitoraggio e gestione della produzione e la distribuzione di energia.

Federico Morello63) Federico Morello. FriuliADD è una community che spiega com’è stato possibile accedere a Internet nel suo piccolo paese friulano, non raggiunto dall’ADSL.

Ermanno-Cece64) Ermanno Cece. FinSMEs (Flash NewsBlog about Startup and SME financing) è per Luna il miglior blog del mondo sulla finanza delle startup.

alicelizza65) Alice Lizza e Davide Starinieri. Alice, blogger di StartupItalia! e Davide hanno fatto un videoblog sulla terza rivoluzione industriale, da NY a San Francisco. Ne è venuto fuori Go! un documentario che Rai3 manda in onda a partire dal 14 gennaio.

giampaolo-colletti66) Giampaolo Colletti. Communication manager e storyteller digitale. Anima di wworkers, la prima job community dei lavoratori della rete.

Marthia Carrozzo67) Marthia Carrozzo. Che c’entra la poesia con l’innovazione? Innovation is more poetry than science, come disse una volta Phil McKinney. Ha aperto il Next di Bari al Petruzzelli per celebrare i talenti dell’innovazione pugliese

Antonella Napolitanocarola-frediani68) Carola Frediani e Antonella Napolitano. Non lavorano assieme ma scrivono entrambe per TechPresident, il riferimento numero uno al mondo per open gov e e-democracy.

FerrariMauro69) Mauro Ferrari. Star mondiale della medicina, guida con umiltà e visione un importante centro di ricerca sulle nanotecnologie a Houston. Il ministro Lorenzin lo ha nominato in extremis per dire la parola fine al caso Stamina.

Alberto Cottica70) Alberto Cottica. Nel 2013 ha lanciato la piattaforma Edgeryders, ‘un grande bottone rosso con la scritta: pronto intervento hackers’. Community di giovani pronti ad affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali del mondo.

2013_09_04 immagine 0471) Maurizio Napolitano. E’ il referente italiano della Open Knowledge Foundation ed è riuscito a portare l’Open Data Institute a Trento. C’è tanto ma tanto lavoro da fare sui dati aperti e sulla loro mancata utilizzazione.

stefano_venagiuseppe_naccarato72) Giuseppe Naccarato e Stefano Vena. Due ingegneri hackers calabresi che in una notte hanno scaricato i – pochi – dati aperti del Mibac e in qualche mese hanno montato Viaggiart, la prima piattaforma dei beni culturali italiani.

Flavia Marzano73) Flavia Marzano. Guida gli Stati Generali della Innovazione, un organismo creato da lei e Nello Iacovo con il compito di dialogare con una politica sempre più sorda. Nel 2013 ha anche aggiunto Wister, Women for Intelligent and Smarter Territories.

Simone PuksicAlessandra_Poggiani74) Alessandra Poggiani e Simone Puksic. Alessandra è responsabile dell’operazione Go On Italia!, Simone è il giovane friulano che ne seguirà lo sviluppo nella prima regione, il Friuli Venezia Giulia.

Stefano Quintarelli75) Stefano Quintarelli. Per Luna è il più competente, preparato, equilibrato conoscitore delle questioni digitali e delle loro ricadute sulla economia. Svolta digitale è il suo blog.

carnevale-maffe976) Carlo Alberto Carnevale Maffé. Su Twitter e Facebook, sono frequentissimi e martellanti i suoi interventi sulla mancata innovazione in Italia. E’ anche professore di Strategia e Imprenditorialità alla Bocconi.

Ernesto BellisarioGuido-Scorza77) Guido Scorza e Ernesto Belisario. Due sentinelle della innovazione sulla frontiera della legge e della pubblica amministrazione. Internet, diritto e politica dell’innovazione e Il diritto delle nuove tecnologie sui loro blog.

Alessandra Rucci78) Alessandra Rucci. Tante le storie belle di scuola che cambia, ma fra tutte quella di questa preside di Ancona, cAncona: Alessandra Rucci 78esima nella lista degli innovatori di Riccardo Luna
on la nuova aula 3.0 dell’IIS Savoia Benincasa.

Cristiano Seganfredo79) Cristiano Seganfreddo. La finale del Premio Marzotto con la banda larga della innovazione riunita nella sala musica di Valdagno è stata una delle cose migliori del 2013 in questo campo.

fabrizio-sammarco80) Fabrizio Sammarco. L’associazione ItaliaCamp promuove e sostiene l’innovazione sociale. La Fondazione ItaliaCamp nasce per sostenere le attività e i progetti di innovazione sociale promossi dall’Associazione. A febbraio porta una decina di startup italiche a Wall Street (USACamp).

Salvo Mizzi81) Salvo Mizzi. I tre acceleratori di Working Capital (Milano, Roma e Catania) sono stati un bel colpo. E ora arriva il quarto a Bologna.

Luigi-Capello82) Luigi Capello. La fabbrica delle startup alla stazione Termini di Roma è stata una intuizione geniale in un anno in cui Capello ha visto anche la quotazione in Borsa della sua Lventures.

83) Riccardo Donadon. Dopo H-Farm, il filone di H-ack, per mettere in contatto made in Italy e innovatori va nella strada giusta.

paolo-barberis84) Paolo Barberis. Dopo l’uscita da Dada, che aveva co-fondato, ha fatto NanaBianca ed è letteralmente rifiorito.

mauro-del-rio85) Mauro del Rio. Da Buongiorno a b-ventures, ha sempre una marcia in più. Molti giurano che sarà il prossimo sindaco di Parma.

michele_costabile86) Michele Costabile, Mario Mariani, Andrea Di Camillo, Massimiliano Magrini, Giovanni De Caro e Diana Saraceni: sono i volti del venture capital italiano.

Federico-Barilli87) Federico Barilli. Far funzionare ItaliaStartup è una impresa. E’ l’associazione no profit che sostiene e dà voce all’ecosistema delle startup italiane. Ci sta provando.

stefanobernardi88) Stefano Bernardi. Stefano dirige il traffico di Italian Startup Scene (anche su fb) di notte mentre di giorno lavora a San Francisco come startupper (o viceversa).

Gianluca_Neri89) Gianluca Neri. Non solo la sua Blogfest ha anticipato tutti scegliendo papa Francesco quale ‘uomo dell’anno’, ma lui a dicembre era a piazza San Pietro tutto emozionato a consegnare il premio al pontefice.

GiovanniRe90) Giovanni Re. Il punto di riferimento degli artigiani tecnologici. Quest’anno non si è risparmiato in eventi e iniziative varie. Portando ovunque il suo allegro ottimismo.

Marco Zoppi91) Marco Zoppi. Come un chimico può inventare la formula perfetta delle bolle di sapone e montarci su uno spettacolo acclamato in tutte Europa (vedere la clip della sua performance a Maker Faire).

the laserman92) The Prince Laserman. Un vero maker: si è costruito a mano la pedana per gli effetti speciali di uno show in cui gioca con i laser. Una star delle migliori discoteche del globo.

Capone Bungt Bangt93) Capone Bungt Bangt. Direttamente da Napoli, un’orchestra fatta con oggetti destinati alla spazzatura. Ma la cosa migliore sono i laboratori per insegnare ai bambini a farsi strumenti musicali con qualunque cosa. I pionieri della eco-music.

maria-teresa-cometto94) Maria Teresa Cometto. Bello Tech and the City. Startup a New York un modello per l’Italia. E se non lo avete ancora letto siete in tempo.

Alex-Giordano95)  Alex Giordano. Bello anche Societing (scritto con Adam Ardvisson): le analisi sulle mutazioni in corso e la Rural Society si confermano un punto di riferimento per capire dove andiamo e come arrivarci.

stefano-vendittiMassimiliano Colella96) Massimiliano Colella e Stefano Venditti. Rispettivamente direttore generale e presidente di Asset, azienda speciale della Camera di Commercio di Roma. Ci sono loro dietro gli eventi Happy Birthday Web, Maker, iSchool, Open Science e Maker Faire di Roma.

Fabio Lalli97) Antonio Perdichizzi, Andrea Bettini, Michele D’Alena, Viviana Cannizzo, Annibale D’Elia, Nicola Pirina, Michele Petrone, Fabio Lalli, Paolo Lombardi, Gabriele Persi, Antonio Prigiobbo. Sono le avanguardie dell’innovazione delle rispettive città o regioni.

Luca_De_Biase98) Luca De Biase. E’ tornato alla guida di Nova, dirige la fondazione Ahref e sta nella task force Agenda Digitale di palazzo Chigi. Tutte cose buone.

wired03899) Wired Italia. E’ tornato ad occuparsi di startup, makers, scienza e ha pure fatto un manifesto sull’innovazione. Bene, in questa partita, quella per cambiare e far ripartire l’Italia, c’è bisogno di tutti.

100) I lettori di Cambiamo tutto! Perché hanno reso grande un piccolo libro.

riccardo-lunaRiccardo Luna. Giornalista, è stato il primo direttore dell’edizione italiana di Wired e promotore della candidatura di Internet al Nobel per la Pace. Dal settembre 2011 scrive di innovazione su La Repubblica, Wired, Vanity Fair e Traveller. Il suo blog è su Il Post. Dal gennaio 2012 è presidente di wikitalia, associazione che si propone di diffondere trasparenza, open data e partecipazione nella politica italiana usando la rete. Coordinatore dell’Innovation Advisory Board di Expo2015, membro del board di Oxfam e di Building Green Futures. E’ direttore responsabile di CheFuturo!

[prima parte]

Il censimento delle startup italiane.

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Image: startupover.com [°]

La sintesi molto chiara che Greta Sclaunich fa nell’articolo sul Corriere del 09.11.2013 sul mondo delle startup italiane prende spunto dall’evento organizzato in questi giorni da Mind the Bridge. Due punti mi sembrano molto interessanti. Da una parte la mappa delle startup elaborata da Italia Startup (pur con qualche manchevolezza ‘regionale’, vedi in fondo al post). Su questo aspetto va ricordata la precedente lista di Gianluca Vettori di Che Futuro ! Dall’altra il tentativo di Mind the Bridge, forse schematico ma molto efficace, di classificare tre tipi di startup (con differenti destini …):

  • la startup di 1^ generazione: fortemente tecnologica, dove il fondatore è un giovane al primo lavoro, con difficoltà a trasformarsi in aziende robuste (20% del totale);
  • la startup nata dalla crisi: fondata da persone che hanno perso il lavoro o reinventano, spesso non in grado di sviluppare progetti di grande spessore (50% del totale);
  • la startup scalabile (scalable) che sembra quella destinata a maggior fortuna: gestita da persone con solide basi imprenditoriali che puntano ad affermarsi in un contesto internazionale (30% del totale).

A seguire l’articolo del Corriere, i dettagli dell’analisi di Italia Startup e alcune considerazioni personali sulla mappa dell’innovazione in Trentino-Alto Adige.

Il censimento delle Start up: in Italia 1.227 aziende neonate.

2013_11_20 immagine 01La buona notizia è che, grazie alle startup, in Italia si ritorna a fare impresa. La cattiva, che il fenomeno rischia di diventare una «bolla»: gli investimenti ci sono, ma i modi per monetizzarli scarseggiano. Startup, acquisizioni (e crowdfunding) sono  al centro di «Angel investing global forum», organizzato dalla fondazione Mind the Bridge ieri e oggi con la partecipazione di 50 speaker in arrivo da dieci paesi. La due giorni si è aperta nella sala Buzzati del Corriere della Sera con un’analisi sul panorama delle imprese innovative italiane: sono oltre 1.227 in tutta Italia (la mappa è  di Italia Startup e dell’Osservatorio del Politecnico di Milano), ma il tasso di mortalità si avvicina al 90%. La valutazione delle imprese innovative, come sceglierle e in che modo investirci, è stata al centro della prima giornata. Anche per superare un ostacolo tutto culturale, soprattutto italiano, che vede nell’alto tasso di insuccesso un freno agli investimenti. Al contrario di quello che succede negli Stati Uniti, dove gli startupper di successo vengono misurati anche dal numero di sfide che affrontano: la capacità di confrontarsi con il rischio è decisiva per innalzare l’innovazione in un Paese. Secondo Marco Marinucci e Alberto Onetti, ceo e presidente di Mind the Bridge, si tratta anche di «realizzare un ponte tra il mondo dell’impresa tradizionale e quello delle startup. Di mettere in contatto le imprese innovative in contatto con società che saranno in grado, in  futuro, di acquistarle, ma anche di cercare finanziamenti all’estero».

2013_11_20 immagine 02Ma non tutte le startup sono uguali: secondo le analisi condotte in Italia nel 2012 da Mind the Bridge su un campione di 108 imprese e 254 imprenditori le imprese innovative si dividono in tre tipi. Ci sono quelle di prima generazione (il 20% del totale): operano in settori ad alta tecnologia, il founder è un giovane per il quale la fondazione della startup rappresenta il primo lavoro, di solito non sono pronte a fare il grande salto e a trasformarsi in imprese solide. Poi ci sono quelle «nate dalla crisi» (50%): fondate da persone che hanno perso il lavoro o hanno deciso di puntare sull’innovazione per reinventarsi, spesso non sono in grado di portare avanti progetti imprenditoriali di spessore. Infine, ci sono le «scalable startup» (30%): chi ci lavora ha solide basi imprenditoriali e l’obiettivo è affermarsi su scala internazionale. Insomma, sono quelle che hanno davvero una marcia in più e tutte le possibilità di sopravvivere diventando realtà di successo.

[Greta Sclaunich © Corriere della Sera, 09.11.2013]

Qui l’elenco completo delle startup e degli operatori del sistema dell’innovazione sul sito di InfoCamere.

Qui il ‘who’s who’ diviso per aree geografiche (nord, centro, sud) e tematiche.

I numeri del fare impresa in Italia
Interessanti i dati che lo studio ha rivelato: 1227 startup innovative in Italia, 113 le startup hi-tech finanziate, 97 sono gli incubatori e acceleratori (64 pubblici e 33 privati), 32 gli investitori istituzionali (6 pubblici e 26 privati), 40 i parchi scientifici e tecnologici (37 pubblici e 3 privati), 65 gli spazi di coworking e 33 le competizioni dedicate alle startup.  Le startup innovative sono per il 50% localizzate al nord, per il 36% al centro e per il 14% al sud, mentre le startup finanziate hanno per il 46% sede al nord, per il 26% al centro e per il 28% al sud.

112 milioni sono gli euro investiti in startup hi-tech nel 2012, un dato che per il 2013 si stima intorno ai 110 milioni di euro. Nel 2012 il 70% degli investimenti nelle startup hi-tech è stato effettuato da investitori istituzionali, mentre il restante 30% fa capo a Business Angel, Family Office e Incubatori/Acceleratori. Osservando la distribuzione degli investimenti sui settori di appartenenza delle startup, il 73% ha un focus sull’ ICT, il 16% nell’energia e nelle rinnovabili, il 9% nelle Life Science [fonte: Italia Startup]

La situazione in Trentino-Alto Adige

Da ‘osservatore interno’ quanto viene mappato rispetto alla nostra regione non è pienamente rispondente. Questi i numeri del rapporto di Italia Startup per quanto riguarda il Trentino-Alto Adige:

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Funded startups: nessuna. Ehi, ma le startup della Brennerway dove sono finite, o mi sono perso qualcosa? (Brennerway is currently defined as the axis spanning from Mantua to Bozen, including Verona Rovereto and Trento). La lista coordinata da Alfiero Santarelli (anima del gruppo Startup Spritz su fb) ne conta 87 ! Alcune delle quali incluse tra le startup di stanza presso il TIS innovation park di Bolzano, attualmente in numero di  24. La lista di Brennerway riporta correttamente anche le fonti utilizzate, il che contribuisce a fare maggior chiarezza.

TIScitylight1185x1750.inddIncubators and accelerators: 4 (Progetto Manifattura, Trento RISE, la neonata filiale di IXL Center e Industrio). Non viene citato l’incubatore del TIS (!) che in 15 anni (dal 1998) ha accompagnato 101 nuove aziende, con una quota di sopravvivenza delle start-up pari al 89% (non torna con i numeri del rapporto di Italia Startup…). Tutte le 101 aziende nel 2012 hanno raggiunto un fatturato totale di quasi 44 millioni di euro e hanno creato piu’ di 300 posti di lavoro qualificati (il 54% dei dipendenti hanno una formazione tecnica superiore).

Science and technology parks: 2 (TIS innovation park e Trentino Sviluppo). Ok.

Coworking spaces: 1 (the Hub Rovereto, forse era il caso di mettere il link giusto, non quello di Milano).

Startup competitions: nessuna. E quelle del TIS (ad esempio Start Up!) e di Trentino Sviluppo (come D2T Start Cup)?

2013_11_20 immagine 04Associations, on line sources and communities: nessuna. Ma è il caso di ricordare che ad esempio ItaliaCamp, che viene inserita nell’area Centro con la propria romana, conta su Camp regionali, quali appunto quello del Trentino-Alto Adige (regione che rappresenta a livello nazionale una punta di diamante dello sviluppo sostenibile).

Insomma, fortunatamente un sistema molto dinamico che, proprio in quanto tale, è difficile da mappare in modo preciso …

[*] StartupOver è un blog sulle startup che … non ce l’hanno fatta.

ItaliaCamp inverte la tendenza.

2013_04_08 immagine 01ItaliaCamp promuove e sostiene l’innovazione sociale e lo sviluppo di nuove risposte a domande reali, lavorando per colmare la distanza tra la nascita di un’idea e la sua realizzazione. ItaliaCamp ha una grande ambizione: invertire la tendenza. Nasce per soddisfare le esigenze della società civile ancor prima che queste emergano, con rapidità, chiarezza e semplicità. Il suo obiettivo è quello di contribuire attivamente allo sviluppo di una diversa coscienza partecipativa, attraverso un nuovo modello di coinvolgimento delle persone; individuare e sostenere la formazione di nuove leadership individuali e collettive che possano lavorare concretamente per il bene del Paese; e promuovere idee che mettano al centro il cittadino, nel rispetto dei principi di sostenibilità sociale, ambientale ed economica. [dal sito web di ItaliaCamp].

Foto: ItaliaCamp, Verona 02.12.2013

Foto: ItaliaCamp, Verona 02.12.2013

Descrivere cos’è ItaliaCamp è semplice, forse lo è meno spiegare lo sviluppo esponenziale che l’associazione ha avuto in neanche tre anni, se non descrivendo un entusiasmo contagioso di giovani che stanno facendo qualcosa per cambiare il Paese senza alcun tipo di pregiudizio, barriera o condizionamento politico. Bastava vedere la positività a volte incosciente che si diffondeva nell’aria all’evento del primo dicembre scorso presso l’Università di Verona…

ItaliaCamp gode del patrocinio della Presidenza della Repubblica e delle istituzioni nazionali più importanti, a dimostrazione del consenso che ha saputo creare. Oltre a ciò, del supporto di primarie aziende, pubbliche e private (ENEL, Ferrovie, Poste, RCS, ecc.) e di tutte le università italiane di rilievo (una sessantina). Nei fatti, ItaliaCamp è sostanzialmente due cose:

2013_04_08 immagine 041. WeThinkpensare per crescere

È la rete che raggruppa i principali think-thank italiani, che tramite ItaliaCamp mettono a servizio della collettività le proprie riflessioni su famiglia e diritti, giustizia e sviluppo, pressione fiscale, politica industriale, web democracy, innovazione sociale.

2013_04_08 immagine 032. WeDoproporre per realizzare

E’ il luogo dove la domanda di innovazione incontra l’offerta attraverso eventi nazionali (e da quest’anno internazionali, con il progetto USACamp) organizzati con la formula appunto del barcamp.

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Foto: ItaliaCamp, Verona 01.12.2012

Cos’è un barcamp? Il BarCamp è una user generated un-conference che sta rivoluzionando il modo di produrre, condividere e diffondere idee e conoscenza. È user generated perché ogni singolo aspetto del BarCamp (contenuti, obiezioni, dimostrazioni) proviene dal contributo dei suoi partecipanti. È un’un-conference perché è l’opposto di una conferenza, avendo un andamento fluido e flessibile, e una struttura innovativa che supera la tradizionale divisione tra relatori e spettatori. Nato come formula nel 2005 a Palo Alto, California, nel 2009 è stato promosso in Italia per la prima volta proprio da ItaliaCamp.

Come funziona la raccolta di idee di ItaliaCamp? Chi ha un’idea, ma non sa come realizzarla, la può caricare sul portale WeDo, descrivendone caratteristiche, obiettivi e potenzialità. Chi invece cerca un’idea (enti pubblici, aziende e singoli privati) può lanciare una call for ideas e WeDo fornirà gratuitamente delle soluzioni validate da ItaliaCamp. L’iniziativa che conduce alla selezione delle migliori idee per il paese si chiama appunto ‘La tua idea per il paese’ e nella nuova edizione 2013 (qui il regolamento) prevede una fase di raccolta idee su base regionale (i cosiddetti teaser) dal 20.03 al 05.08.2013, con riferimento ad aree di interesse molto varie: impresa e lavoro, politica istituzioni e pubbliche amministrazioni, ambiente ed energia, infrastrutture, economia e finanza, ricerca e scienza, tecnologia, cultura e sociale. USACampCome si vede c’è veramente spazio per tutti. La presentazione delle idee vincitrici, selezionate con un processo passante attraverso un gruppo di valutazione preliminare e un comitato scientifico, avverrà in due eventi a Washington e New York nella settimana 9-16 novembre 2013 (USACamp).

Le idee vincitrici delle passate edizioni

10 idee vincitrici nel 2011, 44 nel 2013 (le migliori due per regione) su un totale di più di mille idee caricate nel database ItaliaCamp attraverso call regionali ed eventi nazionali. Dopo gli Stati generali del Mezzogiorno (30.06.2012 a Catanzaro) e InnovaCamp (20.10.2012 presso la Pontificia Università Lateranense al Vaticano, con il sorprendente titolo ‘Salvezza o dannazione? Proposte e soluzioni anticrisi’) l’ultimo evento nazionale in ordine di tempo risale agli Stati generali del Centro Nord dell’01.12.2012 a Verona, il barcamp dedicato alle 13 regioni del centro nord Italia con 120 progetti presentati, oltre 1500 partecipanti, 150 rappresentanti del mondo delle istituzioni, delle imprese, della cultura e dell’Accademia.

Queste le due idee vincitrici della selezione Trentino Alto Adige a Verona.

Dr. Drin

2013_04_08 immagine 05(Francesca Sernissi e altri laureati provenienti dalla Scuola Superiore Sant’Anna e dall’Università di Pisa: Sara Bendinelli, Mauro Marinoni, Antonio Mancina, Christian Castelli, Raffaello Brondi, Filippo Bannò e Daniele Sartiano). Risponde alla necessità di mettere le più moderne tecnologie informatiche al servizio di anziani e malati, al fine di migliorare la conformità alle terapie farmacologiche, ottenendo, quindi, sul lungo periodo, una riduzione della spesa a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Ecofarming: allevamento ecologico di gamberi.

2013_04_08 immagine 06(Valentin Kager, Patrik Rosanelli, David Gamberoni e Alessandro Mich). Si tratta di allevamento ecologico di Mazzancolle Tropicali a circuito chiuso, con sistema BIOFLOC, non inferiore a 100 tonnellate annue. Vi è la possibilità di realizzazione ad impatto “zero”, come anche la produzione di alimenti a chilometro “zero”. Ecofarming è da poco diventata una start-up insediata presso il TIS innovation park di Bolzano.

La struttura di ItaliaCamp

Come accennato ItaliaCamp è organizzata con un forte radicamento territoriale attraverso 20 camp regionali. Il coordinamento del Trentino è affidato a Maria Liana Dinacci, mentre coordinatore dell’Alto Adige è Gabriele Paglialonga, affiancato da Giuseppe Franco (vice coordinatore), Mauro Mazzio (segretario organizzativo), Laura Stenico (stampa e social media) e Alessandra Sebaste (membership). Contatti: trentinoaltoadige@italiacamp.it Il direttivo ha in programma quest’anno a Bolzano alcune iniziative di rilievo focalizzate sull’innovazione sociale, quindi … stay tuned !

e per chiudere … l’imperdibile (e irresisistibile) palindromo di ItaliaCamp. Sorridi … sei con ItaliaCamp

Sorridi, sei su ItaliaCamp.

Immagine: ItaliaCamp

Immagine: ItaliaCamp

… è un palindromo di ItaliaCamp. Basta leggerlo al contrario per invertire la tendenza.