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Il wellbeing che vorrei.

Appunti per un comfort sostenibile.

Di ritorno da un weekend in un wellness hotel, la domanda principale che mi sono fatto è “Ma, qual è il wellness che vorrei?”. Perché, diciamolo, l’esperienza mi ha lasciato qualche perplessità e mi spinge a tornare ancora una volta sul tema comfort e sostenibilità, ovvero “Un comfort sostenibile ?” Partiamo dagli hotel, che rappresentano proprio un ambito di riferimento per il tema.

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Oberoi Udaivilas in Udaipur, Rajasthan (India)

Primo punto. Comfort = lusso? Come in questo splendido hotel indiano? Comfort = abbondanza? Ovvero una lista infinita di possibilità e servizi che è impossibile sfruttare tutti, a meno che non si soggiorni nell’albergo per un mese? Perché se tenti di fare tutto in un weekend (e questo è il tempo a disposizione che mi è capitato di avere) ti ricoverano in preda ad una crisi di nervi. La novità degli ultimi anni è la ¾ pensione, che è più di mezza pensione e meno di una pensione completa. Ovvero, torni presto dalla sciata (ma perché dovresti farlo?) e trovi un buffet per uno “spuntino”, magari alle due o alle tre del pomeriggio, che vi assicuro alla fine è come un pranzo. E all’orizzonte incombe la cena, di almeno 5 portate. Nel mezzo, bisogna affrettarsi a frequentare l’area wellness, sperando che vapori e acqua calda ti brucino qualche caloria (difficile).

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Troppi servizi, troppa offerta … riuscirò a far tutto in un weekend??

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WALL•E – Pixar Animation Studios & Walt Disney Pictures (2008)

Insomma lo scenario apocalittico di una società viziata e sedentaria alla “Wall-e” è dietro l’angolo. Ma tutti i suddetti comfort alla fine vengono dimenticati velocemente, se l’impianto di ventilazione dell’albergo è progettato o realizzato male, e nella tua mansarda arriva sin dal primo mattino l’odore di aglio. Allora, prima curare la corretta ventilazione dell’edificio e poi pensare ai succhi di frutta tropicali nell’area piscina.

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In definitiva, il troppo finisce per darmi fastidio e ripenso al “Less is more” di Ludwig Mies van der Rohe. Ed è questa ad esempio la strategia intrapresa dalla catena canadese Alt Hotels, che con l’ossimoro “Affordable luxury” caratterizzano la loro offerta con l’eliminazione di tutto ciò che non è davvero necessario, pur mantenendo un adeguato livello di comfort.

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E poi c’è la questione dei “termostati truccati”. Sì, avete capito bene. Una recente indagine documentata sul Wall Street Journal del 25.01.2017 ha scoperto che in un numero rilevante di hotel i termostati sono bloccati e non consentono la regolazione individuale della temperatura nella camera. Cioè, la rotella del termostato gira, ma in realtà la temperatura della stanza è fissata e regolata centralmente dall’hotel. E così sono spuntati in rete addirittura dei tutorial che spiegano come rimuovere il blocco dell’apparecchio e riprendere il comando delle operazioni. Insomma … “Occupy thermostats”.

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Walden Pond, Concord (MA, USA)

Secondo punto. E se tutto questo approccio bulimico al comfort fosse sbagliato? Se avesse ragione Henry David Thoreau (il più sottovalutato dei filosofi americani dell’800)? Se fosse comfort = frugalità?Walden, ovvero Vita nei boschi” è il resoconto dell’avventura dell’autore, che dedicò oltre due anni della propria vita, nell’estate del 1847, a cercare un rapporto intimo con la natura e insieme a ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile. Il suo fu un esperimento avente per obiettivo quello di cercare la conciliazione tra artista e il mondo naturale grazie all’ottimismo scaturito dal considerare l’uomo come artefice del proprio destino e come essere dipendente da sensazioni ed emozioni. Il libro fu scritto quasi interamente durante il soggiorno di Thoreau in una capanna, costruita in gran parte da solo, sulle sponde del lago Walden che si trova vicino alla cittadina di Concord in Massachusetts [Wikipedia].

Thoreau è sicuramente un riferimento per l’approccio biofilico. Biophilia = ipotesi scientifica proposta nel 1984 da Edward O. Wilson che rileva empiricamente nell’essere umano la “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”. Si può ottenere un comfort sostenibile seguendo questi principi e ci sono ormai molti studi che dimostrano i benefici tangibili sulla salute della persona e sulla riduzione dei costi operativi legati a una progettazione virtuosa degli spazi abitati. Seguendo ad esempio il protocollo (filosofia e sistema di certificazione allo stesso tempo) Living Building Challenge creato e mantenuto dall’International Living Future Institute (ILFI).

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Terzo punto. Viviamo il 90% della nostra vita all’interno di edifici. E’ una notizia tanto assodata quanto banale, ma poiché lo sappiamo, perché non puntiamo a garantire una qualità del vivere all’interno di questi spazi (Indoor Environmental Quality)? E’ la strategia dell’International WELL Building Institute. La riflessione di partenza è semplice: in un’organizzazione (immaginiamo un edificio per uffici) la stragrande maggioranza dei costi operativi riguarda i costi del personale. Circa il 90%, a fronte di un 1% per l’energia. Negli ultimi anni ci siamo battuti per l’efficienza energetica e questo è un bene, perché l’efficienza energetica è amica dell’ambiente. Ma ci siamo dimenticati delle persone. Bene, con il protocollo WELL rimettiamo al centro la persona. Un progetto certificato WELL ha il potenziale di aggiungere un valore misurabile per la salute, il benessere e la felicità degli occupanti dell’edificio. Detto in altri termini, se le persone vivono e lavorano all’interno di un ambiente salubre e confortevole, ne beneficiano umore, salute e quindi produttività. È migliora il margine di profitto. Si tratta di un nuovo ROI (Return on Investment) a beneficio del capitale investito dal conduttore e dal proprietario dell’immobile.

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Quarto punto. Tutto quanto sopra descritto è un driver micidiale per l’innovazione. Solo per quanto riguarda la misurazione e il mantenimento della qualità dell’aria interna di un ambiente stanno spuntando numerose soluzioni interessanti, come ad esempio il purificatore molecolare di aria interna, sviluppato dalla startup di San Francisco Molekule.

Per questo stiamo stimolando in IDM Südtirol Alto Adige la discussione e lo sviluppo di nuove idee proprio attraverso un Gruppo di Lavoro trasversale dedicato alla tematica del comfort e dell’Indoor Environmental Quality (IEQ).

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Quinto punto
. Abbiamo detto di quanto contano gli edifici, perché consumano risorse e con la propria efficienza energetica possono ridurre l’impatto sull’ambiente, e perché la qualità (o la mancanza di qualità) degli ambienti interni influenza direttamente la qualità della vita e il comfort delle persone. Quanto abbiamo detto per gli edifici può essere “scalato” a livello di quartieri, comunità, città intere. Gli “edifici viventi” (i Living Building di ILFI) possono trasformarsi in Living Communities. Possiamo riportare i principi virtuosi (un edificio autonomo, che non impatta sull’ambiente, che produce ciò che consuma, che ha un effetto positivo sulle persone) a una dimensione urbana più ampia. Anche questo (o proprio questo) è wellbeing.

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Riepilogando, ecco il mio decalogo per la discussione:

  1. Definire il wellness (lusso vs. frugalità, mass customization?)
  2. Less is more
  3. Dalla sostenibilità ambientale-energetica a quella delle persone
  4. Misurare e certificare le prestazioni e il wellbeing (la persona nell’edificio)
  5. Monitorare il comportamento e dialogare con gli occupanti
  6. Wellbeing come leva economica
  7. Wellness come driver per soluzioni innovative
  8. Declinare il wellbeing per tipologie di edifici (hotel, uffici, scuole, ospedali, ecc.)
  9. Recuperare il rapporto con la natura (Biofilia, Living Buildings)
  10. Saltare di scala: dai Living Buildings alle Living Communities

Siete pronti per un manifesto del comfort sostenibile, per un wellbeing a misura di uomo e di ambiente? 🙂

[Carlo Battisti è Living Future Accredited e WELL Accredited Professional. Coordina il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) presso l’Ecosystem Construction di IDM Südtirol Alto Adige].

We will make our own future.

Lessons from “Billions”.

Billions is an American television drama series created by David Levien and Andrew Ross Sorkin, starring Paul Giamatti and Damian Lewis premiering on Showtime. The series is loosely based on the activities of crusading federal prosecutor of financial crimes Preet Bharara, the U.S. Attorney for the Southern District of New York. Season 2 release date is set at 19 February 2017.

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Main cast is: Damian Lewis as Bobby “Axe” Axelrod, an ambitious hedge fund manager who came from humble beginnings. Paul Giamatti as Charles “Chuck” Rhoades Jr., U.S. Attorney for the Southern District of New York. Rhoades is ruthless, and has a particular distaste for wealthy criminals who try to buy their way out of justice. Maggie Siff as Wendy Rhoades, M.D, psychiatrist, in-house performance coach at Axe Capital and wife of Chuck Rhoades. Malin Åkerman as Lara Axelrod, wife of Bobby Axelrod and a former nurse. She is from a lower-class upbringing, but has left her former self behind.

Here are the 6 (politically correct …) best quotes (to Help You Take Control of Your Career) as selected by FindSpark.

1. «It’s not easy to do. But people are at their best when they feel appreciated». Your connections are people; treat them that way. Asking for favors all the time, without giving back, makes people feel used. The best way to network is to be generous. Ask people how you can help them; doing favors and making them feel appreciated will make them more likely to help you out down the road.
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2. «This company will not wait for an uncertain future. We will make our own future». Bobby didn’t become a self-made billionaire by sitting around and waiting for things to happen to him, and you won’t find success that way, either. You have more control over your career than you think, and it’s time to take ownership of it. They say it’s all about who you know, so if you don’t know the right people you need to do something about it.
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3. «Are we teaching them daddy’s job is always more important than mommy’s?» Throughout your career, people will try to put themselves before you or tell you that you aren’t important. It’s an unfortunate fact of life – but we know you can handle it. Always remember that your number one priority is you. Stand up for yourself and don’t let anybody tell you otherwise.
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4. «What we do has consequences, intended and unintended. The decisions we make, the action we bring, have weight». Chuck happens to be the country’s most successful prosecutor – in fact, he’s never lost a case. You don’t get that far without knowing the importance of your own actions. You matter, and what you do matters.  Every step you take, no matter how small, can have an impact on your career and the people around you.
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5. «Meaning matters more to me than happiness». “Having it all” has gotten to be a pretty ridiculous concept. How can you give 100% to every aspect of your life? More often than not, you need to make sacrifices to do what you love – and that’s ok. Your career isn’t going to be smooth sailing 24/7. There will always be times when you need to reconsider all that you’ve taken on, and it’s okay if it feels like too much.
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6. «It’s not about comp, but it is about value – mine. And growth. As in wheter I am still growing». Sure, we’d all love to have a six digit salary. But your career is about more than the money. Think about every job or internship as a chance to grow in your career. Every experience is an opportunity to learn and gain valuable skills. Take note during your time in your role of all your accomplishments, so you can use them to seriously beef up your resume.
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Do you want to know more about “Billions”? Here is a couple of reviews, one in favor, one against. Enjoy the reading!

The boring savagery of Showtime’s Billions (The Week)
Com’è Billions, la nuova serie tv di Showtime
(Wired.it)

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Forschen für mehr Komfort

Die neuen Produktideen für den Bausektor von “Under Construction”

Wann kann man ein Produkt für das Baugewerbe als “gesund” bezeichnen? Wie spart man Energie beim Luftaustausch in einem Wellnessbereich? Und wie verbessert man einen Blindrahmen für Fenster? Diese und andere Fragen aus dem Bereich Komfort im Bauwesen haben sich die Forscher von “Under Construction – Building Innovation“ gestellt – einer Methode, die Technologietransfer und Innovation vereint, indem sie Forschung und Wirtschaft zusammenbringt. Die Idee dazu hatten vor fünf Jahren EURAC und TIS; nun führt IDM Südtirol, der neue Wirtschaftsdienstleister des Landes und der Handelskammer, diesen Service für die Unternehmen weiter. Heute Nachmittag haben die Forscher nach dreimonatiger Arbeit die Ergebnisse ihrer Zusammenarbeit mit drei Südtiroler Unternehmen präsentiert, die sich an dieser Initiative beteiligt haben: Hofer Group, Naturalia-BAU und Vitralux.

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die Abschlussveranstaltung © IDM / MartinaJaider

„Wenn man Wirtschaft und Forschung zusammenspannt, ergeben sich neue Erkenntnisse, aus denen dann Ideen für neue Produkte und Dienstleistungen entstehen können. Das zeigen die Innovationen, die aus dieser aktuellen Zusammenarbeit entwickelt wurden“, sagte Hubert Hofer, Leiter der Abteilung Development von IDM Südtirol, heute bei der Vorstellung der Ergebnisse der aktuellen Auflage der Initiative. „‘Under Construction‘ ist einer der Services von IDM Südtirol, die Unternehmen dabei helfen sollen, ihre Wettbewerbsfähigkeit zu erhöhen.“ Eines der großen Ziele des neuen Sonderbetriebs sei das Wachstum der Südtiroler Wirtschaft, zu dem auch diese Initiative mit ihrem starken Fokus auf Unternehmen und Forschung beitrage.

Die neuen Projekte

Eine Produktidee, wie man den Luftaustausch in Massageräumen energiesparend bewerkstelligen kann, hat dank “Under Construction” nun die Grödner Hofer Group bekommen. Das Unternehmen produziert unter anderem Klimaanlagen für Wellnessbereiche von Hotels. „Wir waren auf der Suche nach einer Lösung, die dem regionalen Trend zu Natur und Frischluft Rechnung trägt“, erklärt Stefano Vettorazzi, Planungsabteilungsleiter Wellness des Unternehmens. „Das ist gelungen, denn die Produktidee der Forscher basiert auf einer einfachen und nachhaltigen regelmäßigen Öffnung der Fenster, um so Luft zirkulieren zu lassen. Im technischen Jargon nennt sich das ‚natürliche Belüftung‘“. Ausgetüftelt wurde für das Unternehmen ein System, das mittels Sensoren die Fenster und Türen automatisch öffnet und schließt und so das gesetzlich festgelegte Minimum an Luftaustausch garantiert. Nun kann die Hofer Group ihren Kunden ein Produkt anbieten, das die traditionelle Klimaanlage ersetzt und zudem Energie spart.

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das Team Under Construction @ Hofer Group: Daniele Torlai und Marta Avantaggiato

Mit dem Ergebnis der Forschungsarbeiten zufrieden ist auch Naturalia-BAU aus Meran, die mit natürlichen Produkten für die Bauwirtschaft handelt: „Endlich können wir auf die wichtigste Frage unserer Kunden antworten: Wie gesund sind eure Produkte?“, sagt Gianluca Farina, Organisationsleiter bei Naturalia-BAU. Bislang gab es kein objektives Messsystem, um zu verstehen und angeben zu können, ob z.B. ein Lack mit Formaldehyd schädlicher ist als einer auf Bleibasis. Nun hat das Team von „Under Construction“ ein System ausgearbeitet, das Produkte nach der Verträglichkeit für die Gesundheit klassifiziert. Dazu wurden im Vorfeld alle verfügbaren Informationen über Emissionen bzw. Inhaltsstoffe jener Baumaterialien eingeholt, die das Unternehmen hauptsächlich vertreibt; zudem wurden die strengsten internationalen Vorgaben zu diesen Stoffen studiert. Für  jedes Produkt wurde dann nach objektiven und wissenschaftlich nachvollziehbaren Kriterien ein bestimmter Wert ermittelt, der nun seine Verträglichkeit angibt.

Die Firma Vitralux aus Bruneck hingegen, so Geschäftsführer Josef Blasbichler, war schon seit geraumer Zeit auf der Suche nach einem Alternativmaterial zu Holz für die sogenannten Blindrahmen; das sind jene Rahmen, die direkt in die Hausmauern eingelassen werden und in welche man anschließend das fertige Fenster einsetzt. Holz ist zwar günstig, nachhaltig, leicht zu bearbeiten und problemlos verfügbar, reagiert aber empfindlich auf Witterungseinflüsse während der Montagephase. Dem Forscherteam ist es gelungen, Montagerahmen aus einem alternativen Material zu entwickeln, das bessere Eigenschaften als Holz besitzt und deshalb für diese Verwendung besonders ideal ist. [Text: Bettina König, IDM Südtirol]

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A tutto comfort: ecco le nuove idee di prodotto di “Under Construction” I risultati nati dall’incontro tra ricercatori e aziende del settore edile

Quando si può dire che un prodotto per l’edilizia è “salubre”? Come risparmiare nel ricambio dell’aria all’interno delle spa? E come migliorare i controtelai delle finestre? Su queste domande legate al comfort in edilizia si sono confrontati i ricercatori di Under Construction – Building Innovation, il metodo che promuove il trasferimento tecnologico e l’innovazione avvicinando ricerca e imprese. Il servizio è stato sviluppato cinque anni fa da EURAC e TIS ed è stato ereditato dalla neo-nata IDM Alto Adige, l’azienda speciale dedicata all’economia altoatesina della Provincia di Bolzano e della Camera di commercio. Oggi i ricercatori, dopo tre mesi di lavoro, hanno presentato i risultati della loro collaborazione con le tre aziende altoatesine che hanno partecipato all’iniziativa: Hofer Group, Naturalia-BAU e Vitralux.

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Il team Naturalia-BAU di Under Construction (in basso da destra Marco Fellin, Fabio Grillo, Jose Manuel Linares Felipe) con i responsabili aziendali

«Dall’incontro tra aziende e mondo della ricerca nascono nuove conoscenze che danno nuovi spunti per nuovi prodotti e servizi» ha affermato oggi nel suo intervento all’inizio dell’evento Hubert Hofer, dirigente del reparto Development di IDM Alto Adige, ricordando le idee d’innovazione sviluppate dai ricercatori di Under Construction. «Under Construction è uno dei servizi che IDM Südtirol/Alto Adige mette in campo per contribuire a rafforzare la competitività delle aziende». Con il suo focus su imprese e ricerca, il progetto aderisce infatti agli obiettivi di crescita economica locale che si è prefissata la nuova azienda speciale.

I progetti presentati quest’anno

La gardenese Hofer Group, che produce anche sistemi di climatizzazione per le aree benessere degli hotel, grazie ai ricercatori di Under Construction ha ora in mano un’idea di prodotto per ricambiare l’aria nelle sale massaggi risparmiando energia elettrica. «Volevamo una soluzione che ci permettesse di sfruttare il trend regionale del godere della natura e dell’aria aperta» ha spiegato Stefano Vettorazzi, responsabile della progettazione settore wellness dell’azienda «sfruttando in modo la semplice – e sostenibile – apertura delle finestre per far entrare l’aria, quella che in gergo tecnico si chiama ventilazione naturale». I ricercatori hanno sviluppato per l’azienda il concetto di un sistema automatico a sensori per aprire e chiudere finestre e porte garantendo però il numero minimo di ricambi di aria all’ora previsti per legge. In questo modo Hofer Group può offrire ai propri clienti un prodotto che sostituirebbe il tradizionale impianto di climatizzazione, consentendo anche un risparmio energetico.

Soddisfatti dei risultati raggiunti dai ricercatori anche alla Naturalia-BAU di Merano, che commercializza soluzioni naturali per l’edilizia: «Finalmente possiamo rispondere alla domanda fondamentale da parte dei nostri clienti – quanto sono salubri i vostri prodotti?» afferma Gianluca Farina, responsabile operativo dell’azienda. Ad oggi non esisteva un sistema codificato e oggettivo per comprendere e comunicare, ad esempio, se è più dannosa una vernice contenente formaldeide o una a base di piombo. Il team di Under Construction ha così elaborato un sistema di classificazione della salubrità dei prodotti, dopo aver raccolto le informazioni sulle emissioni e il contenuto dei principali materiali edili distribuiti dall’azienda e consultato le più severe normative internazionali esistenti. Ad ogni prodotto è associato adesso un valore che ne indica la salubrità, determinato tramite criteri oggettivi e su base scientifica.

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Il team Vitralux di Under Construction: Giuseppe De Michele e Beatrice Daverio

Alla Vitralux di Brunico, racconta Josef Blasbichler, amministratore delegato, invece da tempo erano alla ricerca di un materiale alternativo al legno per i telai che vengono inseriti nel muro e nei quali si montano le finestre, i cosiddetti falsi telai o controtelai. Il legno, infatti, pur essendo poco costoso, sostenibile e facile da lavorare e da reperire, rischia di essere rovinato dagli agenti atmosferici in fase di montaggio in cantiere. Il team di ricercatori ha quindi sviluppato l’idea per un nuovo falso telaio realizzato con un materiale alternativo che risolvesse alcune problematiche dei prodotti tradizionali, migliorandone al contempo le prestazioni. [Testo: Astrid Brunetti, IDM Alto Adige].

Appuntamento alla prossima edizione di Under Construction 2016-’17 😉

Under Construction, traguardo vicino.

Procede a pieno ritmo la fase conclusiva di “Under Construction“. L’evento finale di presentazione dei risultati è venerdì 22 gennaio 2016, ore 14-18 presso TIS, Bolzano. Partecipazione gratuita previa iscrizione entro 16.01.2016 inviando una mail a carlo.battisti@idm-suedtirol.com.

Under Construction (Building Innovation) è un metodo sviluppato dal Cluster Edilizia del TIS e da EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili, per facilitare il trasferimento tecnologico e l’innovazione, avvicinando ricerca e imprese. Il tema centrale del 2015, in collaborazione con il Cluster Salute & Benessere del TIS, è “Comfort e qualità dell’aria e dell’ambiente interno”.


L’evento ha lo scopo di presentare in anteprima le idee di innovazione elaborate dalle tre imprese altoatesine partner dell’edizione 2015:

  • Hofer Group: soluzioni tecnologiche per il settore saune e piscine, per il miglioramento degli aspetti di igiene, salute, economici ed energetici
  • Naturalia-BAU: soluzioni naturali per l’edilizia a limitate emissioni in ambiente interno di composti organici volatili (VOC) e relativo sistema di verifica/certificazione.
  • Vitralux: sviluppo di un nuovo profilo a taglio termico per serramenti in alluminio ad alte prestazioni.

L’innovazione efficace si fa in rete: nella seconda parte dell’evento, durante il “World Cafè”, i partecipanti potranno discutere le idee di innovazione direttamente con i team e le aziende di Under Construction, con la possibilità di fornire e ricevere nuovi stimoli in un’ottica di miglioramento continuo.
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Programma

Iscrizione: entro il 16 gennaio 2016
E-mail a carlo.battisti@idm-suedtirol.com
Contatto:
Carlo Battisti, IDM Südtirol-Alto Adige, Development
Via Siemens 19, 39100 Bolzano, T + 39 0471 094232
carlo.battisti@idm-suedtirol.com
Quota di partecipazione: gratuito
Evento in lingua italiana senza traduzione simultanea.

2015_01_14-01 IDMCon il 2016 i fornitori di servizi per l’economia altoatesina EOS, SMG, TIS e BLS sono diventati IDM Südtirol – Alto Adige, la nuova azienda speciale della Provincia di Bolzano e della Camera di commercio.
I servizi del TIS innovation park continuano ad essere offerti e portati avanti, principalmente dal reparto Development di IDM.

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Under Construction (Building Innovation) ist eine Unterrichtsmethode, die vom TIS-Cluster Bau und EURAC-Institut für Erneuerbare Energien entwickelt wurde, um den Technologie- und Innovationstransfer zwischen Forschungs- und Unternehmenswelt zu erleichtern. Zentrales Thema der diesjährigen Ausgabe war – in Zusammenarbeit mit dem Cluster Gesundheit & Wellness des TIS – „Komfort und Luft- und Innenraumqualität“.


Bei der Veranstaltung werden die innovativen Entwicklungen von den drei Südtiroler Unternehmen vorab präsentiert, welche bei der Edition 2015 Partner des Projektes waren:

  • Hofer Group – Technologielösungen für Saunen und Schwimmbäder, um die Aspekte der Hygiene, Gesundheit, Wirtschaft und Energie zu verbessern
  • Naturalia-BAU – Natürliche Lösungen im Bauwesen mit limitierten Emissionen von flüchtigen organischen Verbindungen (VOC) in der Innenraumluft und ihr System der Verifizierung/Zertifizierung
  • Vitralux – Entwicklung eines neuen Profils mit einer Wärmesperre für Hochleistungs- Alu-Rahmen

Effiziente Innovation erreicht man beim Networking: im zweiten Teil der Veranstaltung können sich die Teilnehmer beim „World Café“ mit den Teams und den Betrieben von Under Construction über innovative Ideen unterhalten und dabei neue interessante Anregungen bekommen.

Programm

Anmeldung: bis 16 Januar 2016
E-mail carlo.battisti@idm-suedtirol.com
Kontakt:
Carlo Battisti, IDM Südtirol-Alto Adige, Development
Siemensstraße 19, 39100 Bozen, T + 39 0471 094232
carlo.battisti@idm-suedtirol.com
Anmeldegebühr: kostenlos.
Veranstaltung in italienischer Sprache ohne Simultanübersetzung

2015_01_14-01 IDMMit Jahreswechsel wurde aus den Wirtschaftsdienstleistern BLS, EOS, SMG und TIS: IDM Südtirol – Alto Adige, der neue Sonderbetrieb des Landes Südtirol und der Handelskammer Bozen.
Die Dienstleistungen und Aktivitäten des TIS innovation park werden auch weiterhin angeboten und durchgeführt, hauptsächlich in der IDM-Abteilung Development.

Il clima sta cambiando, ok??

E i nostri edifici sono parte del problema.

Lunedì scorso presso EURAC con Daniele Pernigotti, Ulrich Santa (Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima) e Roberto Lollini (EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili) abbiamo preso spunto dalla splendida iniziativa di Daniele e dei suoi amici Ride With Us (da Venezia a Parigi in bicicletta per partecipare alla conferenza COP21) per parlare di cambiamento climatico e di edifici ecosostenibili.
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Due fatti sono ormai inconfutabili. 1. Il clima sta cambiando, 2. La responsabilità è dell’uomo e dipende in buona parte dai consumi energetici e dall’impatto ambientale degli obsoleti edifici nei quali viviamo, lavoriamo, studiamo.

Il clima sta cambiando.

«La scienza non è una democrazia. È una dittatura. Sono le evidenze che guidano questa dittatura.» dice John Reisman. Gli eventi estremi sono più che raddoppiati rispetto agli anni ’80, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, ad esempio con le cosiddette “bombe d’acqua” neologismo pericolosissimo che fa sembrare questi fenomeni come assolutamente eccezionali, mentre in realtà stanno diventando consueti.

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Ghiacciaio della Marmolada (foto: forum.meteo4.com)

Diverse situazioni nel mondo lo dimostrano. Lo scioglimento dei ghiacciai, vedi ad esempio lo splendido film documentario “Chasing Ice” e le foto del ghiacciaio della Marmolada.

Kiribati (Oceania), 33 isole sparse in un’area larga quattromila chilometri per duemila, abitata da poco più di centomila persone, che rischiano di scomparire per sempre nell’arco di pochi decenni, a causa dell’innalzamento dei mari per il riscaldamento globale (con il primo caso di “richiesta di asilo climatico” rifiutata dalla Nuova Zelanda). La storia di Siabatou Sanneh, che si è presentata allo start della maratona di Parigi lo scorso aprile con una tanica in testa e una scritta appesa al collo “Questa è la stessa distanza che in Africa le donne fanno per prendere l’acqua”. E tanti altri esempi.

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Arcipelago Kiribati (Oceania)

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Siabatou Sanneh, Maratona di Parigi 12.04.2015

La colpa è dell’uomo

Il “Consensus Project” ha misurato il livello di consenso scientifico internazionale sul fatto che gli esseri umani stiano causando il riscaldamento globale, analizzando 21 anni di articoli “peer-reviewed” (cioè validati da esperti del settore). Tra i 12.465 documenti, sono stati identificati oltre 4.014 articoli scritti da 10.188 scienziati che hanno preso posizione sul riscaldamento globale e tra questi il 97,1% è del parere che sia scientificamente provato che questo cambiamento dipende dall’uomo. I media in generale non hanno ancora preso atto definitivamente di questa condivisione planetaria, continuando ad alimentare una confusione generale nella discussione su questi temi. Le opinioni di segno opposto vengono spesso esposte ad arte come se il mondo scientifico fosse diviso su questa tematica con un rapporto 50/50, quando in realtà il rapporto è appunto 97% contro 3%.

Lo denuncia in modo divertente “Last Week Tonight with John Oliver” (della rete HBO) inscenando un finto dibattito sul cambiamento climatico come davvero dovrebbe essere. Insomma, possiamo definitivamente archiviare il negazionismo, iniziando a lavorare tutti per invertire la tendenza e mantenere l’aumento della temperatura media del globo sotto quei fatidici 2° C che rappresentano la soglia della catastrofe.

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Sono gli edifici ad avere il maggior impatto ambientale

Molti pensano che le industrie, il traffico, i trasporti siano i principali responsabili. No, l’impatto ambientale maggiore è provocato dagli edifici. Per questo è importante realizzare nuovi edifici ad alte prestazioni energetiche ma soprattutto è di gran lunga più importante migliorare prestazioni di quelli esistenti. Ed è altrettanto fondamentale adottare sistemi di misurazione oggettiva e olistica della sostenibilità come i protocolli internazionali riconosciuti (LEED). Le tecnologie necessarie già esistono ma non basta, è indispensabile un profondo e diffuso cambiamento culturale, che va dall’adozione di idonei regolamenti al comportamento virtuoso degli utenti. Tutti possono fare qualcosa, tutti i giorni, sia nelle piccole azioni che nei grandi cambiamenti. E questi cambiamenti possono avvenire solo con il contributo di tutti.

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Cosa fare? Bisogna cambiare marcia

La politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali“. È il messaggio di assoluta chiarezza contenuto nell’ultima enciclica di Papa Francesco, “Laudato si’”. La lentezza con la quale stiamo agendo su questi problemi non ci consentirà mai di arrivare a risolverli efficacemente. Si sta manifestando un fenomeno che potrebbe essere spiegato con la storiella della rana e della pentola d’acqua sul fuoco. Se gettate (non fatelo, è un esempio!) una rana viva in una pentola d’acqua che bolle, questa schizzerà fuori all’istante. Ma se mettete una rana in una pentola d’acqua fredda e riscaldate l’acqua fino a ebollizione, la rana morirà bollita, perché si è adattata via via all’aumento della temperatura.

E sta succedendo proprio questo; resilienza e capacità di adattamento stanno rallentando la battaglia contro il cambiamento climatico, dato che la velocità di adattamento dell’uomo si sta rivelando molto maggiore di quella del cambiamento climatico. Un esempio? La creazione negli USA, di un sistema di certificazione delle “case resilienti” (FORTIFIED Home), dove la strategia è quella di non agire direttamente sulle cause, ma continuare a vivere con lo stile di vita corrente, cercando di mettersi il più possibile al riparo dalle conseguenze. È insomma un grave problema di percezione. Ma ripeto, le tecnologie e i sistemi ci sono ed è il caso di affrontare la questione tramite un approccio radicalmente innovativo, ad esempio sposando una filosofia e una metodologia per progettare e realizzare edifici, come il Living Building Challenge.

Ancora Papa Francesco: “Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale“. E allora è forse proprio il caso di ripensare la nostra strategia di sviluppo, come ci ammonisce Pepe Mujica, l’ex presidente uruguaiano, in uno stralcio dell’intervista tratta dallo splendido “Human” di Yann Arthus-Bertrand.

Vuoi rivedere la presentazione fatta durante Ride With Us (EURAC, 23.11.2015)? Clicca qui 🙂

‘sti ingegneri sono noiosi …

Un modo diverso di comunicare la professione di ingegnere.

«Sono noiosi, poco inclini al dialogo, schivi! Si, solo alcuni!
Gli ingegneri trasformano fenomeni fisici in formule matematiche.
Modellano una sorta di realtà parallela espressa da numeri!
Riesci a seguirmi?
Se SI, grazie di esserti messo nei miei panni.
Se NO, fa lo stesso, io sono ingegnere, quindi è normale.»

Servizi 3

Comincia così una newsletter ricevuta ieri, di presentazione di RK Studio (il payoff è “ingegno per l’industria”), uno studio tecnico di Rovereto (TN) dedicato all’industria, che si occupa di progettazione meccanica e meccatronica di macchine e impianti industriali. Ovviamente la newsletter inizia con dei luoghi comuni ma poi svela che l’ingegneria può invece essere affascinante, se hai a che fare con bravi ingegneri, ovvero quelli che (cito ancora)

  1. Non si fermano ai numeri, spiegando con parole semplici la fisica del fenomeno.
  2. Capiscono il mondo oltre all’ingegneria, formato da marketing, commerciale, amministrazione, proprietà. E lo rispettano.
2015_11_04-01 tecnigrafo

Foto: Classicmotorblog

Evidentemente questo approccio “creativo” nella comunicazione verso il cliente mi è piaciuto molto e lo ritengo a suo modo innovativo. Perché da un lato è vero che ci aspettiamo in genere dagli ingegneri un approccio scientifico e rigoroso, ovvero come cliente ho solo bisogno da parte di un ingegnere che i conti siano esatti, nient’altro. Ma d’altro canto è ormai morto e sepolto il tempo in cui l’ingegnere, dopo aver più o meno brillantemente completato il suo difficile percorso universitario e aver fatto un (bel) po’ di esperienza, “apriva lo studio” e attendeva i clienti, chino sul tecnigrafo. Quindi ben vengano questi ingegneri innovativi! Che poi, se andate sul loro sito (altra cosa che mi piace moltissimo) hanno una sezione dedicata ai “vantaggi” ovvero ai risultati positivi delle loro consulenze, ovvero indicatori chiari (numeri % ±) che dicono in modo diretto quanto si sono ridotti per i clienti i costi di produzione o quanto è aumentato il fatturato in quel reparto, ecc.

L’esperienza di “Under Construction” sta per cominciare.

Parlando di queste nuove figure di “ingegneri 2.0” non posso pensare a come è opportuni che cambi la figura professionale dell’ingegnere. Ci sono due fattori che lo impongono. Uno ormai consolidato: il mondo dell’economia, la produzione, i bisogni, la società sono in perenne cambiamento a una velocità supersonica. L’altro, più congiunturale, anche se ormai cronico: una crisi che perdura ormai da 7-8 anni dopo la quale nulla sarà più come prima e dove l’economia ha radicalmente cambiato i propri paradigmi. Che posto c’è nella società del lavoro per un ingegnere libero professionista, quando (notizia di oggi) il gioco Candy Crush dell’italiano Riccardo Zacconi è stato venduto per la cifra di 5,9 miliardi di dollari?

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Il club degli “unicorns” ovvero le startup che hanno raggiunto la quotazione di 1 miliardo $. Notare la crescita esponenziale del mercato (è la nuova “bolla” economica?)

L’innovazione è comunque una strada virtuosa ed è per questo che per il 5° anno consecutivo mettiamo giovani ricercatori e professionisti (dell’architettura, dell’ingegneria, esperti della sostenibilità e del risparmio energetico) a contatto con le migliori aziende altoatesine delle costruzioni, per sviluppare nuovi prodotti, migliorare i processi aziendali, inventare nuovi servizi. La selezione dei partecipanti per l’edizione 2015-2016 di Under Construction è completata, abbiamo il dream team, anzi tre dream team per tre aziende, pronti a iniziare il prossimo 16 novembre un percorso che li porterà, nell’arco di due mesi, a sviluppare una nuova idea da portare con successo sul mercato.

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Foto © TIS / Martina Jaider

Anche il processo di selezione è stato molto istruttivo. Tra i candidati, chi pensava che il programma fosse in pratica un anticamera per un “lavoro fisso” (e si è ritirato quando ha scoperto che non era proprio così). Chi ha comunque mandato la candidatura tentando contemporaneamente altre strade lavorative. Credo che molti non abbiano capito subito il valore di un’esperienza che ti chiede di mettere in gioco te stesso e le tue competenze, con un approccio imprenditoriale. Ma quelli che sono rimasti sono (consapevolmente o inconsapevolmente) pronti per trarre il meglio da questo programma di formazione e job training.

Qualcuno ha detto in questi giorni che le nuove generazioni sulla carta non sono mai state così competenti e preparate, ma vanno incontro alla peggior offerta lavorativa di sempre. Ok, forse capire che è necessario diventare “imprenditore di te stesso” può aiutare a salpare col vento in poppa. Good luck 🙂

Sustainable Innovation 2015.

2015_10_14-02 CfSD‘State of the Art’ Sustainable Innovation & Design
Part of the ‘Towards Sustainable Product Design’ series of conferences
20th International Conference
9th-10th November 2015
University for the Creative Arts
Epsom
Surrey
KT18 5BE
UK

Please don’t miss our paper presentation on Day #2 at 10:45 in the Refereed Papers session – I’m the only Italian speaker 😉
Beyond Sustainability. How to Regenerate the Built Environment Using the Living Building Challenge Principles (abstract)
Carlo Battisti, Paola Moschini – Macro Design Studio

2015_10_14-04 LBC

Sustainable Innovation 2015 will provide a platform to discuss the opportunities and challenges related to the “state of the art” in sustainable innovation and design related to products, services, technologies and new business models. Sustainable Innovation 2015 will include invited and refereed papers from academics, consultants, entrepreneurs, technology providers, designers and innovation and sustainability directors as well as other business functions. The event will create a unique space for learning, networking and thinking. Delegates will come globally from large companies and SMEs, as well as academia, government and non-governmental organisations. The conference is supported by an international Advisory Board.

2015_10_14-03 Sustainable Innovation

Conference Topics

Sustainable Innovation 2015 welcomes conceptual and research-based papers focused on the “state of the art” of sustainable innovation and design. Papers should cover sustainability, innovation, product, service or technology design, and development and commercialisation issues related to the following topics:

  • Radical change
  • Crowdsourcing
  • Disruptive innovation
  • Design management & strategies
  • Market transformation
  • User centred design
  • Consumption & production
  • Product-service-systems (PSS)
  • Green growth & economy
  • New technologies & materials
  • Circular economy
  • Biomimicry
  • Low carbon innovation
  • Cradle to Cradle
  • Product policy
  • Innovation processes
  • (New) business models
  • Organisational dimensions
  • Product sustainability
  • Product development
  • Re-use & remanufacturing
  • Supply networks
  • Makers, modifiers & fixers
  • Marketing & communications
  • Open innovation
  • Tools & methodologies

Programme

2015_10_14-01 Sustainable Innovation