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I rumori della LUNA.

Anche stavolta un successo. 5.119 visitatori al TIS (mille in più del ‘boom’ del 2010) su circa 16.000 partecipanti complessivi all’edizione 2014 della Lunga Notte della Ricerca, l’evento che ogni due anni apre ai visitatori le porte del mondo altoatesino della ricerca e dell’innovazione. 1 città, 14 location, 140 stazioni.

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Suoni nell’aria – la stazione LUNA al TIS

Tra queste, 26 erano al TIS e in particolare quella organizzata dal Cluster Edilizia | Bau, collegata al progetto SANE: insieme a Markus Bacher e Boris Longo, rispettivamente direttore e responsabile commerciale dell’azienda Neolit (ex Lecablock) e allo specialista di acustica Marcello Brugola dell’omonimo studio a Milano abbiamo svelato i segreti del suono. In Suoni nell’aria (questo il titolo della stazione) abbiamo dimostrato come funziona l’abbattimento acustico delle barriere anti-rumore installate lungo autostrade e ferrovie.

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Marcello Brugola (Studio Ing. Brugola, Lissone – MI)

Oltre a ciò, con l’aiuto di alcuni campioni e documenti tecnici, chi è entrato nella nostra ‘show room’ ha potuto ripercorrere i principali passaggi del progetto di Ricerca e Sviluppo ‘SANE’ che Neolit con il partner Elektro Gasser & Fischer sta conducendo per realizzare una barriera antirumore in calcestruzzo alleggerito con LECA e integrazione di moduli fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica.

Dopo l’efficienza energetica, che è ormai una tematica all’ordine del giorno, le persone stanno scoprendo l’importanza del comfort sonoro all’interno di abitazioni, scuole, uffici. L’efficienza acustica degli edifici potrebbe davvero essere l’obiettivo del nostro prossimo. Tanti visitatori interessati (non solo architetti e ingegneri …) e tante domande. Stavolta solo un «Mi son sempre domandata cosa fate al TIS …», ma spero di averlo spiegato in modo chiaro ed esaustivo … 😉

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SANE | Silence and New Energy

SANE è un progetto di Ricerca e Sviluppo di Neolit (ex Lecablock) ed Elektro Gasser & Fischer finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con la Legge sull’innovazione 14/2006. Il Cluster Edilizia del TIS fornisce sostegno all’innovazione seguendo tutte le fasi del progetto, dall’idea al prototipo, alla divulgazione finale dei risultati, fornendo inoltre contenuti specialistici in alcune fasi del progetto.

L’idea del progetto

Il motivo principale del progetto risiede nel fatto che il rumore in continuo aumento è percepito come un carico e un pericolo per la salute. Il rumore danneggia la qualità della vita. Presumiamo che le future direttive legislative e i futuri progetti costruttivi si atterranno ad una maggiore richiesta in tal senso.

La ridotta possibilità di utilizzo del territorio nelle zone alpine costringe le zone residenziali alla vicinanza con strade e ferrovie, con i già noti problemi dei danni dovuti al rumore. Uno dei motivi principali del disturbo dovuto al rumore nelle valli alpine è la riflessione del suono. Dalle strade e dalle linee ferroviarie, che scorrono a valle, il rumore del traffico viene riflesso in alto verso le zone residenziali. La presenza di pannelli solari non fonoassorbenti oppure di pareti non fonoassorbenti non può evitare tale effetto.

In aggiunta al fono assorbimento, il nuovo tipo di parete fonoassorbente può essere dotato di un valore aggiuntivo di energia rinnovabile. L’ottimizzata combinazione di pareti fonoassorbenti con tale valore aggiunto, rendere il sistema economicamente conveniente a medio e lungo termine, grazie alla produzione di energia, diminuisce il costo del ciclo di vita e aumenta la sostenibilità del prodotto.

Il percorso del progetto

Queste le fasi principali:

  1. Ricerca di mercato
  2. Stato dell’arte e ricerca brevetti
  3. Posizionamento del prodotto
  4. Elaborazione del corpo assorbitore
  5. Progettazione dei moduli fotovoltaici e combinabilità con la parete antirumore
  6. Produzione di serie
  7. Pubblicazione dei risultati finali del progetto

[testi: Neolit]

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Boris Longo e Markus Bacher (Neolit)

Basisidee des Projektes

Die Hauptmotivation des Projektes besteht in der Tatsache, dass Lärm zunehmend als Belastung und Gesundheitsgefährdend gesehen wird. Lärm beeinträchtigt die Lebensqualität. Wir gehen davon aus, dass zukünftigen gesetzliche Richtlinien und Bauprojekte erhöhte Mindestanforderungen stellen werden.

Die reduzierte Möglichkeit der Bodennutzung in Alpenraum ergibt notgedrungen die Nähe von Straßen und Bahnlinien zu den Wohngebieten, mit den bereits bekannten Problemen der Lärmbeeinträchtigung. Eine der Hauptursachen von Lärmbelästigung in Alpinen Tälern ist Schallreflexion. Der Verkehrsschall wird von der Straße oder Bahnlinie, die im Tal verlaufen, nach oben in Richtung der Wohnsiedlungen reflektiert. Bestehende PV-Lärmschutzwände oder nicht absorbierende Lärmschutzwände können diese Wirkung nicht vermeiden.

Ergänzend zum Lärmschutz soll die neue Lärmschutzwand mit einem Mehrwert aus erneuerbarer Energie versehen werden. Die optimale Kombination des Lärmschutzes mit dem Mehrwert die entstehende neue Fläche teilweise für die Energiegewinnung zu nutzen, soll das System mittel- und langfristig durch den Energieeintrag kostengünstig machen, den Life-Cycle-Cost vermindern, und die Nachhaltigkeit des Produktes erhöhen.

Projektablauf

  1. Marktforschung
  2. Stand der Technik und Patenrecherche
  3. Positionierung des Produktes
  4. Ausarbeitung Absorberkörper
  5. Ausarbeitung der PV-Module und Kombinationsmöglichkeiten mit dem Absorberelement
  6. Serienfertigung
  7. Veröffentlichung Projektergebnis

Science makes you fly.

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LuNa chiama Bolzano … E’ di nuovo tempo della Lunga Notte della Ricerca | Lange Nacht der Forschung o, più amichevolmente, LuNa ! Come ogni due anni, dopo l’edizione del 2010 e quella del 2012, mi ritrovo a vivere l’evento che venerdì 26 settembre dalle 17 alle 24 metterà insieme una città, 14 location, 140 stazioni. Con la Lunga Notte della Ricerca 2014 l’EURAC, l’Università di Bolzano e il TIS porteranno l’innovazione a Bolzano, mostrando che lo spirito di ricerca è vivo in tutto l’Alto Adige. Ecco le 14 tappe:

  • Accademia Europea di Bolzano
  • Centro di Protezione Civile
  • Centro di Sperimentazione Laimburg @ UniBz
  • Claudiana – Scuola Superiore di Sanità
  • Fraunhofer Italia Research
  • IIT – H2 Alto Adige
  • Libera Università di Bolzano
  • Museo Archeologico dell’Alto Adige
  • Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige
  • Ospedale di Bolzano
  • Salewa
  • SEAB @ Museo di Scienze Naturali
  • SEL Centrale di teleriscaldamento Ecotherm
  • STA Strutture Trasporto Alto Adige
  • TIS innovation park
  • Ufficio Geologia e Prove Materiali Provincia BZ

Qui il sito dell’evento, qui il programma, qui il bel video dell’edizione di quest’anno e soprattutto qui l’applicazione MyLuNa, con la quale puoi personalizzare il tuo programma per la LuNa 2014 e avere sempre la panoramica delle tue stazioni preferite! E trovi la LuNa anche su Facebook.

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Tra le 26 stazioni al TIS non mancare quella organizzata dal Cluster Edilizia | Bau, collegata al progetto SANE: insieme all’azienda Lecablock e agli specialisti di acustica dello Studio Brugola di Milano potrai scoprire i segreti del suono. Suoni nell’aria è il titolo della dimostrazione e questa è la scheda.

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SANEIl progetto SANE | Silence and New Energy. Uno dei principali difetti delle infrastrutture (strade, ferrovie) nelle valli alpine è la riflessione del suono. Le attuali barriere antirumore non assorbenti o fotovoltaiche non riescono ad attenuare questo effetto. Il progetto R&S, nato dalla cooperazione tra le due aziende altoatesine Lecablock ed Elektro Gasser & Fischer, mira alla realizzazione di una barriera acustica fonoassorbente di nuova generazione, anche con integrazione di produzione fotovoltaica.

La LuNa Ti aspetta … Non mancare 🙂

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Lange Nacht der Forschung.

Bozen | Freitag, 26.09.2014 17-24 Uhr. Eine Stadt. 14 Forschungseinrichtungen. 140 Stationen. 

Forschung verleiht dem menschlichen Geist Flügel, lässt uns Hindernisse überwinden, Probleme lösen und Grenzen abbauen. Mit der Langen Nacht der Forschung 2014 bringen EURAC, Uni Bozen und TIS Wissenschaft und Innovation nach Bozen und zeigen, dass der Forschergeist in Südtirol überaus lebendig ist. Die Besucher dürfen sich freuen auf staunende Gesichter, viele Aha-Erlebnisse und anspruchsvollste Unterhaltung für Groß und Klein.

Abbiamo lanciato il sasso nello stagno.

E ora discutiamo delle onde nell’acqua.

La mega-assemblea condominiale di EPOurban. 

10 edifici x 250 alloggi x 2 ore e mezzo di confronto.

2013_11_15 immagine 01Ciò a cui abbiamo assistito lunedì sera a Bolzano è per certi versi un evento che può cambiare il modo di affrontare il tema dell’efficienza energetica e del risanamento sostenibile degli edifici, residenziali ma non solo, a Bolzano, ma non solo. In una fredda serata di San Martino si sono incontrate presso il Centro Parrocchiale a pochi passi dal Duomo di Bolzano circa 80 persone che in comune hanno una cosa sola: abitano in un alloggio, e considerata la situazione tipica di Bolzano, in un alloggio spesso di proprietà e comunque all’interno di un edificio pluripiano.

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Le assessore Patrizia Trincanato (ambiente) e Maria Chiara Pasquali (urbanistica)

L’incontro è nato con l’obiettivo primario di spiegare e discutere i risultati della prima fase operativa del progetto, dieci audit ‘smart’ (vedremo più avanti cosa intendiamo per ‘smart’) su dieci edifici residenziali bolzanini, per un totale di circa 250 alloggi. Ma al di là dei freddi aspetti tecnici, la serata si è presto trasformata in un’ampia e multi-localizzata discussione itinerante sul tema dell’efficienza energetica nelle nostre case. Un’introduzione generale sul progetto nella sala plenaria, poi discussioni parallele nelle sale divise tra edifici storici, edifici tutelati ed edifici anni ’60-’70 (le tipologie architettoniche di Bolzano) e infine di nuovo nella plenaria per confrontare i temi emersi. Tenere 80 persone (alcune anziane) fino alle 23 di un lunedì sera per parlare di efficienza energetica in una specie di mega assemblea condominiale (se è noiosa una tipica assemblea condominiale immaginate quanto può esserlo una allargata a dieci condomini) è già di per sé una notizia. Forse sbaglio a dire che si è trattato della prima assemblea condominiale ‘distribuita’ (dieci condomini in un colpo solo) d’Italia su questo tema, ma di certo questo schema di approccio (anche comunicativo) rappresenta un primo codice caratteristico di EPOurban.

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Norbert Klammsteiner spiega le proposte di risanamento
per gli edifici anni ’60

Un pubblico già in molti casi competente (vivaci discussioni sulla ventilazione meccanica controllata, vantaggi e svantaggi – la casa passiva non è una cosa astrusa e se ne parla come una scelta praticabile). Non è mancato qualche profeta ante litteram: ‘Io l’ho sempre detto che dobbiamo mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto !! …’. Ehi, una volta per tutte, l’efficienza energetica non sono le fonti rinnovabili, è chiaro questo punto? Prima abbatti il consumo di energia con un involucro energeticamente efficiente e con impianti moderni, poi e solo poi produci quel po’ di energia che ti serve con le rinnovabili. Ma nessuno per fortuna ipotizza più ‘Ma il prezzo del combustibile non potrà mica continuare a salire, no?’ Sì, aumenta sempre: il prezzo medio del gasolio era 838 € per 1000 litri a ottobre 2003, 1.410 € a ottobre 2013, pari al +68% in dieci anni. È decisamente più dell’inflazione.

Insomma lunedì, cito Norbert Klammsteiner, uno degli esperti del team di consulenti di EPOurban, abbiamo lanciato il sasso nello stagno, ora discutiamo delle onde nell’acqua (ma prima dovevamo lanciare il sasso !).

L’innovazione di EPOurban

epo_logoIl progetto e l’approccio EPOurban sono a mio avviso innovativi per almeno 10 punti, che provo a sintetizzare di seguito:

  1. Multidisciplinarietà. EPOurban non è solo gli aspetti tecnici e tecnologici del risanamento energetico, che comunque sono importanti. Diciamo che la tecnologia non è un problema. Il progetto affronta gli aspetti finanziari e sociali e lo fa con esperti di finanza, di diritto del condominio, di processi decisionali. Lo fa coinvolgendo i proprietari privati e gli stakeholders sin dal primo momento e anche in seguito, dopo aver sviluppato uno studio di fattibilità. È, in questo senso, un audit ‘smart’ che non si limita agli aspetti tecnici del processo, per poi depositare una fredda relazione tecnica sul tavolo di qualche amministratore, ma che prende in esame tutti gli aspetti del problema, declinando le opportunità dell’edificio.
  2. Centralità del proprietario. È lui il protagonista del processo, è lui che ha in mano l’efficienza energetica. Non è il tecnico, non è l’amministratore condominiale. Possiamo discutere delle situazioni in cui l’alloggio è in affitto, l’affittuario paga le bollette dell’energia e il proprietario non ha interesse alla riduzione dei consumi. Ma efficienza energetica e sostenibilità avanzano se il proprietario diventa centrale (anche ‘stanandolo’ per partecipare a momenti di confronto come quello descritto).
  3. Un nuovo amministratore condominiale. Serve una nuova figura di amministratore del condominio. Reso ancor più responsabile dal nuovo regolamento nazionale, stretto tra le sollecitazioni ‘top-down’ delle opportunità di efficienza energetica, rese possibili dalla tecnologia, e i bisogni ‘bottom-up’ avanzati dai condòmini amministrati, è l’amministratore condominiale che deve capire che non ha alternative; cavalcare l’onda della sostenibilità e farla diventare un programma d’azione per i prossimi anni oppure rimanere confuso tra obblighi e oneri e perdere il treno, magari a favore di nuovi amministratori più ‘imprenditori’ di se stessi e del condominio.
  4. Lavoro di squadra. Non è un gioco da ragazzi. La sostenibilità è una cosa complessa, da misurare e gestire con il bilancino e buone pratiche continue. A semplificarla si rischia di banalizzarla, alimentare false illusioni e vanificare i giusti sforzi. L’approccio multidisciplinare deve diventare multilivello (sensibilizzazione, informazione, formazione, consulenza diretta, confronto tra buone pratiche ed esperienze comuni). Serve una manovra ‘a tenaglia’ per affrontare il problema da tutte le direzioni, codificando soluzioni intelligenti ed efficaci (non sono infinite).
  5. Project management. Questo è un progetto o se preferite un programma o un portfolio di progetti. Quindi servono i project manager, per passare dalla teoria all’azione, dall’analisi ai risultati. Servono PM di nuova generazione. PM della sostenibilità o ancora meglio dell’innovazione sostenibile (è la matrice di questo blog). Intrinsecamente tecnici, ma sempre più trasversali, orientati ad un obiettivo futuro spesso non definito chiaramente a priori, se non nella sua mission. Mutanti. Che utilizzano gli strumenti del project management declinati nelle forme di gestione e comunicazione moderne (dal calcolo della trasmittanza di una muratura esterna fino alla comunicazione attraverso i  social network).
  6. Popolarità. Non auspico che l’efficienza energetica e la sostenibilità diventino di colpo discorsi da bar, come il calcio, nel senso deteriore del termine (ci improvvisiamo tutti allenatori, ognuno può dire la propria sul calcio, tanto nessuno ne ha la controprova) ma nel senso della popolarità dei concetti, sì. Diffondiamo l’efficienza energetica a partire dall’elite dei tecnici e facciamola diventare materia di discussione comune. Ancora una volta, parliamo delle onde nell’acqua. Non discutiamo il ‘se’ e il ‘perché’ ma il ‘come’ e il ‘quanto’.
  7. Tecnici evangelisti. Il ruolo del tecnico assume un’aura diversa, quella, perché no, di un ‘evangelista’ che diffonde il verbo ma in modo concreto, in grado di abbracciare fasce e profili sociali diversi. Dall’anziano attento al portafoglio sino al giovane che si disinteressa totalmente di efficienza energetica ma magari è inconsapevolmente abituato a ottimizzare le risorse (ricicla i rifiuti e si interfaccia online con il mondo). Informazioni chiare, senza pessimismo né facili entusiasmi, soprattutto sugli aspetti finanziari. Un consulente che sta dalla parte del consumatore e diffonde il messaggio per un fine comune.
  8. Abbiamo lanciato il sasso. Il merito di EPOurban è di aver lanciato il sasso (e non aver nascosto la mano…). Dopo l’assemblea di lunedì sera qualcosa è cambiato. La partecipazione dei proprietari è un segnale forte che non va diluito. C’eravamo abituati a pensare che gli interventi di risanamento energetico dovessero necessariamente rimanere progetti complicati, finanziariamente inarrivabili. Qualcosa solo per la singola villetta, non condivisibile in una riunione di condominio. Scopriamo che la realtà non è solo o bianca o nera, ci sono diverse sfumature di possibili interventi, per tutte le tasche e le tempistiche di ritorno dell’investimento.
  9. Il portafoglio. Ormai è chiaro, non è solo una questione ambientale o da ambientalisti. L’efficienza energetica riguarda in primis il nostro portafogli. In una crisi con recessione perdurante non possiamo non-scegliere di risparmiare. Non possiamo confrontare i cartellini al supermercato e poi disperdere ‘su per il camino’ energia e denaro che si potrebbe risparmiare. Non possiamo accettare di spartire l’inefficienza rinunciando ad esempio alla contabilizzazione individuale del calore. Vogliamo continuare a girare con una vettura ‘Euro 0’? Non credo. Serve un volano per partire, certo, ma anche qui le strade possono essere più aperte di quanto sembra.
  10. Il comfort. Non è solo ambiente ma è il comfort nostro e dei nostri figli. E, estendendo, il comfort nelle scuole dei nostri figli, negli uffici nei quali noi lavoriamo o lavorano i nostri cari. Non è solo tutela dell’ambiente, non è solo efficienza energetica, è qualità del vivere. Si tratta di invertire la tendenza e fare un retrofit non solo ‘del motore’ ma anche della qualità dell’ambiente (aria, suono, luce) in cui passiamo il 90% della nostra giornata. Prendiamocene cura tutti, singolarmente e nelle vivaci comunità che il progetto EPOurban ci sta facendo conoscere, poco a poco.

Prossimo appuntamento ufficiale del progetto: ai primi di dicembre a Lipsia per condividere con gli altri partner europei (Lipsia, Praga, Bratislava, Celje, Sopot, Voitsberg) i rispettivi piani d’azione e confrontarsi su strategie e … ricette magiche (che magiche non sono).

Articoli collegati:

C’è un EPO ‘buono’. Si chiama EPOurban.

EPOurban procede a tutto gas (risparmiato).

Riciclo, dunque sono.

2013_08_09 immagine 07E‘ in atto in questi giorni a Bolzano una ‘strisciante’ polemica, una specie di brontolio sommesso sul nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, che a volte sfocia in prese di posizione (si veda l’articolo su Alto Adige del 7 agosto ‘Rifiuti: amministratori pronti ai ricorsi’ sulla illegittimità delle multe eventualmente comminate ai condomini nel caso in cui nel bidoncino del residuo finiscano rifiuti ‘vietati’). E’ l’iniziativa di SEAB battezzata ‘Il mio bidone‘. Nel nuovo ‘bidoncino’ condominiale vanno conferiti solo i rifiuti non riciclabili, come ad esempio: ossi, gusci d’uovo, valve di molluschi, noccioli della frutta, cotone idrofilo, spazzolino da denti, involucri di carta oleata, carta plastificata, pannolini, pannoloni e assorbenti, sacchetti dell’aspirapolvere, cartoni delle bibite e cartoni del latte (Tetrapak), oggetti domestici di plastica, ornamenti, giocattoli, CD e musicassette (ci sono ancora? ..), lettiera per animali domestici. In caso di dubbi sulla destinazione del residuo, sul sito c’è anche un ‘riciclabolario‘.

2013_08_09 immagine 03Come tutti i processi di cambiamento, anche questo sembra soggetto ad un alto tasso di resistenza, dovuta anche a pigrizia mentale. La svolta è il passaggio, per quanto riguarda i rifiuti indifferenziati – quindi non quelli riciclabili e non l’umido – da un sistema a container pubblici ad uno basato sui cassonetti condominiali (chiusi con serratura – no, non è per contrastare il furto dei rifiuti, è per impedire la loro ‘delocalizzazione’ !). Cosa che in altre città europee (vedi Berlino nella famosa puntata di Report del 23.11.2008 ‘L’oro di Roma‘) è prassi comune e che a Bolzano sconta qualche inevitabile problema transitorio: i nuovi bidoncini non vengono ancora utilizzati al 100%, ci sono per strada ancora 1200 container pubblici ‘vecchio tipo’ (non è che si potevano far sparire in una notte … !); c’è chi abbandona i rifiuti per strada (voglio credere che sia magari qualche anziano colto di sorpresa dal cambiamento repentino) come puntualmente documentato fotograficamente sui media – una situazione evidentemente sconosciuta ai bolzanini. Il nuovo sistema, fondato sulla ‘titolarietà dei rifiuti’ dovrebbe a regime incentivare la raccolta differenziata e, perché no, la riduzione stessa della produzione di residui.

2013_08_09 immagine 01Se di resistenza al cambiamento si tratta, bisogna rendersi conto che questo cambiamento non può che essere considerato necessario e auspicabile e che siamo solo all’inizio del cammino. Basta spostarsi in un piccolo Comune della vicina Val di Non, per vedere come funziona un riciclaggio dei rifiuti che possa essere considerato corretto ma soprattutto efficace. Qui da tempo sono scomparse dalle strade le ‘campane’ per i residui riciclabili (vetro, plastica, carta, cartone). Il motivo? La gente non differenziava correttamente, gettando di tutto nei container, e il ritiro nei punti disseminati per il paese era comunque antieconomico. Soluzione? Ora, fatto salvo il residuo secco e umido, è compito di ogni abitante portare presso il centro di riciclaggio comunale i propri rifiuti riciclabili. Presso il CRM (Centro di raccolta materiali) ci sono degli operatori che danno le indicazioni per smaltire correttamente i residui (se Ti sbagli e metti un tetrapak nel container dei cartoni o un barattolino dello yogurt in quello delle bottiglie di plastica vieni direttamente scaraventato nel ‘container dei cittadini cattivi’ – ok, sto scherzando). E’ una vera e propria formazione sul posto. Oggi ho contato 32 (trentadue) container grandi e piccoli, diversi. Vuol dire 32 diverse categorie di rifiuto, vuol dire 32 percorsi e processi diversi per il recupero delle sostanze, che in molti casi possono diventare di nuovo materie prime. Obiezione: questo sistema è fattibile in un paese di un migliaio di abitanti, non in una città di 100.000 anime come Bolzano; ma intanto mettiamoci in quest’ordine di idee e pensiamo il nostro sviluppo urbano anche in quest’ottica – i rifiuti non si buttano ‘via’, non esiste più un ‘via’, quel ‘via’ è comunque ‘da un’altra parte’, ma dove? E come? Obiezione: questo sistema fa sì che i cittadini, una volta la settimana o giù di lì, prendano l’auto per portare i rifiuti al centro di riciclaggio. Quanta CO2 prodotta in più, ecc. ecc. Ma facciamo un bilancio ambientale di questa operazione, complessivo per tutta la comunità e poi vediamo se questa impostazione non apporta comunque un beneficio.

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2013_08_09 immagine 06Bisogna rendersi conto che, se la strada virtuosa ed efficace è questa, c’è poco da recalcitrare, conviene prenderne atto e riprogrammare il proprio comportamento pensando all’intero ‘ciclo di vita’ di tutto ciò che acquistiamo, per alimentarci, per vestirci, per muoverci, per svolgere le nostre attività di cittadini ‘moderni’. E’ evidente che riciclare è solo l’ultima delle tre R che dovrebbe essere attivata, quando abbiamo fatto del nostro meglio con le altre due: R come ‘riusa‘ ma soprattutto R come ‘riduci, come sostiene Annie Leonard, la ‘pasionaria’ di ‘The story of stuff’ (vedi il libroThe Story of Stuff: The Impact of Overconsumption on the Planet, Our Communities, and Our Health-And How We Can Make It Bettered‘ ed il sito web del progetto). Un ‘taglio alla fonte’, in pratica. L’obiettivo per le comunità ‘green’ di diventare a ‘rifiuti zero’ (vedi l’articolo di Francesco Battistini ‘La giornata a rifiuti zero di Capannori’ sul Corriere del 23.06.2013) potrebbe non essere così irraggiungibile.