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FACEcamp, hub italo-austriaco per facciate ad alte prestazioni.

Un centro di competenza per facilitare lo sviluppo di sistemi avanzati di facciata.

In un edificio la facciata deve assolvere contemporaneamente a diverse funzioni: proteggere dalle intemperie, regolare gli scambi di calore e di energia, permettere un’illuminazione comfortevole e soddisfare una funzione estetica. Nel costruire edifici energeticamente efficienti e in cui si vive bene, la capacità delle aziende di sviluppare facciate complesse sta assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante.

foto © IDM/A.Filz

L’esperienza del Gruppo di Lavoro Facciate coordinato da IDM Alto Adige Südtirol prosegue nella realizzazione di un centro di competenza transfrontaliero sulle facciate, all’interno del programma Interreg Italia – Austria. Il progetto (2017-2019) vede Eurac Research come capofila, in compagnia di IDM e delle aziende altoatesine Frener & Reifer e glassAdvisor per la parte italiana, l’Università di Innsbruck e le aziende Bartenbach e HELLA Sonnen- und Wetterschutztechnik per quella austriaca. FACEcamp (FACE = Façades Architecture Construction Engineering) vuole rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra imprese e centri per la ricerca e innovazione nel settore dei sistemi di facciata avanzati per la realizzazione di edifici confortevoli ed energeticamente efficienti.

foto: EURAC

L’obiettivo di FACEcamp è anche di sostenere gli attori del settore nella valutazione delle prestazioni delle facciate. Dal 2013, nel laboratorio per l’involucro edilizio, i ricercatori di Eurac Research testano dal punto di vista termico ed energetico componenti e sistemi d’involucro come serramenti, pareti opache e sistemi di facciata avanzati. Tra tre anni, quando il centro sarà in attività, le imprese locali potranno rivolgersi a questo hub per avere un supporto nella ricerca e nello sviluppo di facciate complesse. Nel frattempo, gli esperti dei partner di progetto si focalizzeranno sullo sviluppo di metodi di calcolo e misura per valutare in modo affidabile le prestazioni dei sistemi di facciata, il loro contributo alla qualità degli ambienti dove viviamo e lavoriamo, e gli effetti di diversi tipi di illuminamento sul benessere degli utilizzatori degli edifici.

Interreg V-A Italia – Austria fa parte dei programmi di cooperazione territoriale europea per il periodo 2014-2020. Il programma promuove lo sviluppo equilibrato e sostenibile e l’integrazione armoniosa nell’area di confine tra Italia e Austria. Il programma è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e da contributi pubblici nazionali per un totale di 98 milioni di euro. Con questi fondi, il programma promuove progetti di cooperazione italiana-austriaca nel campo della ricerca e innovazione, natura e la cultura, espansione delle competenze istituzionali e lo sviluppo regionale a livello locale.

immagine: glassAdvisor

FACEcamp | Kompetenzzentrum zur Unterstützung der Entwicklung moderner Fassadensysteme

Dieser Antrag zielt auf Stärkung und nachhaltige Stabilisierung transnationaler Kooperationen zwischen Firmen und Forschungseinrichtungen auf dem Gebiet moderner Fassadensysteme mit Fokus auf Energieeffizienz, Komfort und Gesundheit ab. Dabei sollen Stakeholder und Firmen bei der Bewältigung planerischer Anforderungen durch moderne Fassadensysteme unterstützt werden.

Das Kooperationsprogramm Interreg V-A Italien-Österreich ist Teil der Förderprogramme im Rahmen des Ziels Europäische territoriale Zusammenarbeit für die Periode 2014-2020. Es fördert die ausgewogene, nachhaltige Entwicklung sowie harmonische Integration im Grenzraum zwischen Italien und Österreich und wird durch den Europäischen Fonds für regionale Entwicklung (EFRE) und nationale öffentliche Beiträge in Höhe von insgesamt rund 98 Millionen Euro finanziert. Mit diesen Mitteln fördert das Programm italienisch-österreichische Kooperationsprojekte in den Bereichen Forschung und Innovation, Natur und Kultur, Ausbau institutioneller Kompetenz und Regionalentwicklung auf lokaler Ebene.

foto © IDM/A.Filz

FACEcamp | Competence center to facilitate the development of advanced facade systems

FACEcamp project aims at strengthening a long-term transnational cooperation among companies and R&I entities in the field of advanced façade systems for healthy, comfortable and energy efficient buildings. FACEcamp goal is to support stakeholders to cope effectively with the facade performances.

The Interreg V-A Italy-Austria programme is a cross border programme under the European Territorial Cooperation Goal for the programming period 2014-2020, aiming to support a balanced and sustainable development and a harmonious integration of the border region between Italy and Austria. The programme is funded by the European Regional Development Fund (ERDF) as well as national public contributions for a total of 98 million euro. With these funds, the programme promotes Italian-Austrian cooperation projects in the fields of research and innovation, nature and culture, institutional capacity and community led local development.

Per maggiori informazioni | mehrere Informationen | for further information: carlo.battisti@idm-suedtirol.com

Innovation Forum @ Klimainfisso.

Nell’Innovation Forum nella corsia D24 di Fiera Bolzano vengono presentati giornalmente prodotti e sistemi innovativi.

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Fiera Bolzano è situata in una regione che funge da ponte tra nord e sud in un contesto bilingue ed è in grado di attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero. Grazie alla collaborazione con associazioni del settore a livello locale, nazionale ed internazionale, Klimainfisso è una piattaforma innovativa dove ha luogo il trasferimento di know-how sia in fiera che nello scambio tra espositori e con clienti.

Innovation Forum

SABATO, 7 marzo 2015

Ore 11.00 – 11.50 Uhr
“Innovare in cooperazione”

  • Il Gruppo Facciate del TIS (Carlo Battisti, TIS)
  • Sistemi multifunzionali di facciata per il retrofit (Roberto Lollini, EURAC)
  • Facciate innovative nell’arco alpino (Josef Blasbichler, Vitralux)
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Vitralux, Piz Boè (BZ) | Alpine Lounge

 

Façade2014

Adaptive Building Envelopes.

2014_12_03 immagine 02For the third time, the international conference “Fassade 2014” took place in Switzerland this year, organised by the Competence Center Facade and Metal Engineering of the Lucerne School of Engineering and Architecture and the University Ostwestfalen-Lippe in  Detmold (D) in cooperation with the Schweizerische Zentrale für Fenster und Fassade (SZFF). Internationally renowned engineers and architects introduced newest trends, developments and technologies related to the building envelope.

This year’s event, themed “Adaptive Building Envelopes” was dedicated to a still relatively  new technology.

On the path toward more energy efficient buildings, multifunctional, adaptive and dynamic facades can be considered the next big milestone in facade technology. Adaptive building envelopes are able to interact with the environment and the user by reacting to external influences and adapting their behaviour and functionality accordingly: the building envelope insulates only when necessary, it produces energy when possible, it shades or ven-tilates when the indoor comfort so demands.

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KKL Luzern

In spite of numerous already realised projects the development and realisation of adaptive building envelopes is still in the initial stage. In addition to new technologies that enable adaptive behaviour, simulation tools and suitable testing methods must be developed, and existing norms and regulations must be adapted. Another step is to integrate such facades in the overall building system which requires a holistic view due to the many interfaces with other subcontracts such as building services, for example.

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Andreas Luible, Head of Competence Center Facade and Metal Engineering, Lucerne

Currently, European research in the field of adaptive building envelopes is coined by numerous nationally funded projects and a lack of knowledge transfer between the individual research institutes amongst each other and the industry. To counteract this situation, the European Facade Network (EFN) with its partner universities TU Delft, University Ostwestfalen-Lippe (Detmold), University of Bath, University of the Basque Country and the Lucerne School of Engineering and Architecture has initiated COST Action TU1403M – Adaptive Facades Network.

The main aim of the Action with more than 22 participating European countries is to harmonise, share and disseminate technological knowledge on adaptive facades at a European level and to generate ideas for new innovative technologies and solutions.

Workshop

In parallel with this conference, a one-week workshop was held together with master and bachelor students from our partner universities of the EFN (TU Delft (NL), University Ost-Westfalen-Lippe in Detmold (D), Universidad del Pais Vasco (E), University of Bath (UK). This year’s challenge was to build a small prototype of an adaptive façade including an intelligent control system.

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Fassade2014, 28. November 2014 – Luzern (CH)

An der internationalen Konferenz «Fassade2014» stellen international renommierte Ingenieurinnen und Architekten neueste Trends, Entwicklungen und Technologien in der Gebäudehülle vor. Die diesjährige Veranstaltung unter dem Motto «Adaptive Gebäudehüllen» widmet sich einer noch neuen Technologie in der Fassaden-Entwicklung.

FACE off.

Il corso “FACE” di TIS ed EURAC ha formato 15 specialisti di facciate di edifici.

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Dare nuova vita all’edilizia innovando le facciate degli edifici. Questa l’idea alla base del corso “FACE” che ha creato una nuova figura professionale, lo specialista di facciate. Il corso, i cui diplomi vengono consegnati oggi all’EURAC, è stato organizzato da EURAC e TIS innovation park. Nell’ambito dell’iniziativa, quindici tra architetti, ingegneri e tecnici di aziende delle facciate di Bolzano, Trento e Genova hanno sviluppato, tramite “project work” individuali, quindici idee per nuovi prodotti o innovazione di processi.

L’azienda di Villandro Hannes Huber, per esempio, ha messo in produzione un lucernario per piani interrati. La novità consiste nel fatto che il bordo del serramento è a filo pavimentazione esterna e il vetro è carrabile. Il prodotto è stato sviluppato dal responsabile dell’ufficio tecnico dell’impresa che durante il corso “FACE” ha imparato a utilizzare un software di calcolo per la simulazione delle prestazioni energetiche. Inoltre, grazie al TIS, a breve il prodotto entrerà a far parte di un progetto di ricerca e sviluppo per il lancio sul mercato con la marcatura CE.

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Modulo didattico ‘Comportamento sismico delle facciate’

Questo è solo un esempio del risultato di 14 mesi e 220 ore di teoria e pratica con più di 30 docenti provenienti da Politecnico di Milano, Unione Nazionale Costruttori Serramenti Alluminio Acciaio e Leghe (UNCSAAL), Università di Bolzano, Università di Trento, EURAC, Agenzia CasaClima e numerose aziende del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS.

«TIS ed EURAC hanno voluto dare ad architetti e ingegneri una nuova possibilità nel settore dell’edilizia» spiega Carlo Battisti, Project Manager del Cluster Edilizia del TIS e direttore del corso. «Questi specialisti sono orientati all’innovazione e hanno acquisito competenze multidisciplinari» continua Battisti «dalla conoscenza delle norme, alla statica del vetro, dalle tecnologie digitali applicate alle facciate fino alla riqualificazione energetica di facciate esistenti».

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Laboratorio Maico Academy, San Leonardo in Passiria (BZ)

I partecipanti hanno inoltre visitato contesti innovativi e di eccellenza: i laboratori di prova di EURAC, Maico e GBD, i centri di ricerca sulle facciate della Technische Universität e del TNO di Delft, i cantieri Porta Nuova, CityLife e Torre Velasca a Milano. «Attraverso questo percorso, unico in Italia» spiegano Günther Cologna di EURAC Education e Stefano Prosseda del TIS, coordinatori dell’iniziativa, «si è cercato di accrescere il know-how sulle facciate di aziende e liberi professionisti locali, creando una nuova figura professionale specializzata, in grado di sfruttare al massimo le potenzialità dell’involucro edilizio».

Il corso di alta formazione sulle facciate “FACE | Façades Architecture Construction Engineering” è cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo ed è stato organizzato da EURAC Education e dal Cluster Edilizia del TIS innovation park [comunicato stampa TIS-EURAC].

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Rotterdam (NL)

15 Fassaden-Experten von TIS und EURAC ausgebildet.

Das Baugewerbe neu beleben und zwar durch Innovationen an Gebäudefassaden: das ist die Idee, die hinter dem Spezialisierungskurs „FACE“ steckt, und mit dessen Hilfe ein neues Berufsbild geschaffen wurde – der Fassaden-Experte. Die Diplome an die ersten 15 Fassadenexperten – Architekten, Fassadenproduzenten und Techniker aus Trient, Genua und Bozen – wurden heute an der EURAC überreicht. Organisiert wurde der Spezialisierungskurs von EURAC und TIS. Im Laufe der Ausbildung wurden 15 Ideen für Produkt- und Prozessinnnovationen entwickelt.

Ein Oberlicht für unterirdische Gebäudeteile ist beispielsweise die neuste Entwicklung der Hannes Huber GmbH aus Villanders. Die Neuheit besteht darin, dass das Glas das Gewicht von Fahrzeugen trägt, es also befahrbar ist, und dass der Fensterrahmen mit dem Boden bündig ist, also kein Höhenunterschied zwischen Oberlicht und Boden besteht. Entwickelt wurde das Produkt vom Leiter der technischen Abteilung des Unternehmens. Im Rahmen des Spezialisierungskurses „FACE“ hatte dieser die Verwendung einer Software erlernt, mit deren Hilfe er die Eigenschaften des Oberlichts simulieren und berechnen konnte. Demnächst wird das neue Oberlicht im Rahmen eines Forschungsprojektes – mit Hilfe des TIS – die CE-Kennzeichnung erhalten und damit die Marktreife erlangen.

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das Lernmodule ‘Projekt Management’

220 Stunden theoretische und praktische Ausbildung in 14 Monaten mit 30 Dozenten haben unter anderem zu diesem neuen Produkt der Huber GmbH geführt. Die Dozenten des Kurses kamen übrigens vom Politecnico Mailand, von der italienischen Vereinigung der Fenster- und Türenhersteller aus Stahl und Aluminium (UNCSAAL), den Universitäten Bozen und Trient, der EURAC, der KlimaHaus-Agentur und von vielen Unternehmen der Fassaden-Arbeitsgruppe des TIS innovation park.

“TIS und EURAC wollten Architekten und Ingenieuren neue Businessmöglichkeiten im Bausektor eröffnen“, erklärt Carlo Battisti, Projektmanager im Cluster Bau des TIS und Leiter des Kurses. „Die neu ausgebildeten Fassaden-Experten sind innovationsorientiert und haben Kompetenzen in den Bereichen Glasstatik, Normen, digitale Applikationen und energetische Sanierung erworben“, so Battisti weiter.

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Porta Nuova, Mailand

Darüber hinaus besuchten die Kursteilnehmer die Test-Laboratorien der EURAC, von Maico und GBD sowie die Fassaden-Forschungszentren der Technischen Universität und des TNO in Delft (Niederlande). Zudem wurden die Baustellen Porta Nuova, CityLife und Torre Velasca in Mailand besichtigt. Günther Cologna von der EURAC und Stefano Prosseda vom TIS, erklären einhellig, dass dieser Ausbildungskurs einmalig in Italien ist. Ziel sei es, das Know-how zu Thema Fassaden bei Unternehmern und Freiberuflern zu erweitern. Das Schaffen des neueen Berufsbildes des Fassaden-Experten könne einen wichtigen Beitrag leisten, Potenziale im Bereich der Gebäudehülle maximal zu nutzen.

Der Spezialisierungskurs im Fassadenbereich „FACE | Façades Architecture Construction Engineering“ wurde vom Europäischen Sozialfonds finanziert und in Zusammenarbeit von EURAC und dem Cluster Bau des TIS innovation park organisiert [Pressemitteilung TIS-EURAC].

#facciate

Il ciclo di convegni di Macro Design Studio su sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio ha ‘girato intorno alla boa’, con la sessione del 14.05.2014 tutta dedicata al mondo delle facciate tecnologiche complesse degli edifici moderni: ‘Involucro trasparente’. L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è stato quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici.

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Carlo Battisti, Paola Moschini e i relatori di ‘Involucro trasparente’

Organizzato con la collaborazione del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS innovation park, di Bolzano, il pomeriggio in Manifattura ha visto confrontarsi tematiche che legano sostenibilità ed efficienza energetica al valore immobiliare degli edifici ad alte prestazioni. Abbiamo parlato di prestazioni energetiche dell’involucro, di innovazione di prodotto e di processo, del ‘façade engineering’ nelle imprese general contractor di facciate, di progettazione e costruzione di facciate come integrazione di sistemi, di prefabbricazione spinta e modularità di sistemi chiavi in mano, sui quali i centri di ricerca stanno concentrando il proprio lavoro. Per concludere, la metodologia alla base della costruzione di una rete di competenze come quella del Gruppo Facciate del TIS, un’esperienza interessante che sta fornendo risultati brillanti e opportunità di sviluppo di un sistema locale delle tecnologie di facciata.

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Francesco Giovine (ABeC)

Ne hanno parlato in successione: Francesco Giovine, titolare di ABeC façadengineering (Le facciate multifunzionali), Massimo Colombari responsabile del settore facciate di Stahlbau Pichler (L’esperienza del MUSE di Trento), Alessandro Pezzani, titolare di Oros (Il Liceo scientifico Vallisneri a Lucca), Stefano Avesani ricercatore presso l’Istituto per le Energie Rinnovabili di EURAC (Riqualificazione attraverso l’involucro) e Carlo Battisti animatore del Gruppo Facciate del TIS.

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Massimo Colombari (Stahlbau Pichler)

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Alessandro Pezzani (Oros)

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Stefano Avesani (EURAC)

 

 

 

 

 

 

 

 

Il format dei convegni MDS prevede le presentazioni in sequenza alternate da sessioni di domande, con una parte finale collegiale che vede il pubblico e i moderatori confrontarsi con i relatori. Anche stavolta sono emersi spunti importanti per ulteriori riflessioni e approfondimenti per i partecipanti: le prestazioni reali delle facciate si discostano da quanto progettato? E perché? Chi sviluppa l’innovazione, le ‘archistar’ o le aziende delle facciate? Come sono strutturate le aziende e come si organizzano per affrontare i progetti più sfidanti sul mercato? Come viene declinata la sostenibilità nel settore? Quanto incidono le facciate sul conto economico di un edificio, nuovo o da risanare? Quali sono le tematiche che i progettisti devono tenere in conto per progettare correttamente una facciata (vedi anche le ‘Linee Guida Facciate’ elaborate dal GL Facciate del TIS)? Esistono degli specialisti delle facciate (il riferimento è anche al corso FACE | Façades Architecture Construction Engineering organizzato da EURAC Education e TIS, che si avvia alla conclusione).
Il ciclo di convegni di Macro Design Studio si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città.

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Non mancate gli ultimi due appuntamenti:

Vi aspettiamo 😉

Facciate a Milano.

Trasferta a Milano con il corso FACE |  Façades Architecture Construction Engineering venerdì 16.05.2014 in visita alle facciate di alcuni tra gli edifici più importanti di Milano. Dal primo ‘grattacielo’ di Milano, la Torre Velasca, inaugurata nel 1958 insieme al ‘Pirellone’ (il grattacielo Pirelli), ai complessi edilizi che stanno cambiando lo skyline della città: Porta Nuova e CityLife. E’ stato il penultimo appuntamento del corso, prima della conclusione (si spera ‘col botto’) con la discussione finale dei Project Work venerdì 6 giugno presso EURAC Bolzano (ore 9-13 discussione dei PW, ore 14-18 ‘Fassadentour’ riservato ai corsisti dedicato alle facciate di alcuni edifici moderni di Bolzano, ore 18 proclamazione, aperitivo e saluti).

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Angelo Lucchini, Paolo Rigone e gli studenti di FACE sulla terrazza dell’edificio C di Porta Nuova

Con la guida competente e qualificata di Angelo Lucchini, ordinario di Design e Progettazione Tecnologica dell’Architettura al Politecnico di Milano e Paolo Rigone, associato di Architettura Tecnica, docente di Progettazione dell’involucro edilizio, sempre al Poli, nonché direttore tecnico di UNCSAAL, i partecipanti sono stati introdotti all’approccio metodologico alla progettazione, gestione e al controllo di cantieri complessi di risanamento di facciate e/o di facciate per edifici nuovi di grandi dimensioni. In particolare abbiamo durante le visite in cantiere abbiamo discusso gli aspetti di:

  • Gestione di cantieri di facciate complesse.
  • Controllo qualità in accettazione ed esecuzione.
  • Strategie operative in interventi complessi di retrofitting di facciata.
  • Direzione Lavori.
  • Principali problematiche tecniche e gestionali.
  • Interfaccia con aziende partner e fornitori.
  • Gestione della sicurezza del cantiere nella fase di progettazione e di esecuzione.
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Porta Nuova

Porta Nuova è il naturale prolungamento di via Manzoni e di via Turati, a soli 1.500 metri dal Duomo. Da qui in pochi minuti a piedi è possibile raggiungere piazza San Babila, il Castello Sforzesco e i giardini di Porta Venezia. Porta Nuova accoglie la sfida di riqualificare un’area dismessa e degradata. I quartieri circostanti sono stati fonte di ispirazione e di un dialogo volto a ricomporre l’armonia e l’equilibrio delle architetture esistenti integrandole con i progetti per i tre quartieri: Garibaldi, Varesine e Isola. Porta Nuova ha una storia fatta di “percorsi” e di comunicazione. Già nel XIX secolo, quando la Stazione Centrale di Milano era in piazza della Repubblica, i treni che percorrevano la Lombardia attraversavano le aree di Garibaldi, delle Varesine e di Isola. Nei primi decenni del XX secolo, quando la stazione Centrale fu spostata nella sede attuale, lasciò spazio nell’area delle Varesine alla stazione di Porta Nuova. Negli anni Sessanta, l’arretramento dall’area delle Varesine portò alla realizzazione della stazione di Porta Garibaldi lasciando quest’area strategica per Milano sospesa per oltre quarant’anni. Si generò così una ferita nel tessuto urbano, che portò la zona a “disconnettersi” non solo dalla città ma anche dai quartieri circostanti. Finalmente, nel 2007, le tessere del mosaico cittadino vengono ricomposte nell’area di Porta Nuova.

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La torre Unicredit dal sottopassaggio piazza G. Aulenti

Porta Nuova, attraverso la ricomposizione dei tre progetti Garibaldi, Varesine e Isola,si estende complessivamente per oltre 290.000 metri quadrati. La riqualificazione del tessuto urbano è il naturale sviluppo dei quartieri esistenti. È stato possibile così realizzare un sistema pedonale continuo, caratterizzato da aree verdi, piazze, ponti e un grande parco che può garantire un collegamento sicuro e facile tra i diversi quartieri [dalla documentazione commerciale di Hines Italia]. Oltre alla visita generale dell’area, da Via Confalonieri attraverso la nuova Piazza Gae Aulenti fino a Corso Como, abbiamo visto più da vicino il complesso ‘Bosco Verticale’ (progetto Boeri Studio), la torre Unicredit (Pelli Clarke Pelli Architects) e visitato l’edificio per uffici con facciata a cellule ‘C’ (William McDonough + Partners) che ospiterà a breve la sede milanese di Google.

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CityLife

CityLife è una città nella città. Al centro di CityLife sorge il Business & Shopping District, che racchiude in sé le tre area commerciale con oltre 100 negozi e servizi di qualità. Il distretto è il cuore pulsante di CityLife e contribuisce, insieme al Parco, alle residenze e ai due poli culturali presenti nel intera città. Chi abiterà, chi lavorerà, chi trascorrerà il tempo offerta ricca e diversificata di ristoranti, bar, locali e negozi di qualità, servizi alle persone e alle imprese. Il Business District è composto dalle tre torri progettate da Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind nelle quali lavoreranno 10.000 persone per un totale di 130.000 metri quadri.

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Torre Isozaki

Sono edifici certificati LEED a conferma dell’approccio ‘green’ di tutto il progetto CityLife, un quartiere interamente pedonale e ad emissioni zero [dalla documentazione commerciale di CityLife S.p.A., società di Assicurazioni Generali S.p.A.]. In particolare, oltre ad una panoramica sul progetto descritta dalla Direzione Lavori, l’impresa Colombo Costruzioni ci ha illustrato e ci ha condotto alla visita della torre attualmente in costruzione, la Torre Isozaki. Particolarmente complesso il ‘progetto nel progetto’ ovvero la realizzazione dell’involucro vetrato, raccontataci dal project manager di Focchi S.p.A. azienda riminese di facciate giunta al traguardo dei 100 anni di storia. La torre Isozaki si sviluppa nella parte fuori terra per complessivi 46+3 moduli e un’altezza di circa 200 metri.

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La Torre Velasca

A conclusione di una giornata pienissima l’appuntamento è con una signora milanese di 56 anni, la Torre Velasca. A raccontarci la storia di questo edificio simbolo di Milano, oltre al prof. Lucchini, direttore dei lavori di restauro, è stato il prof. Alberico Belgiojoso, figlio di Lodovico ed erede del gruppo BBPR, il gruppo di architetti composto da Gian Luigi Banfi, L. Barbiano di Belgiojoso, Enrico Peressutti ed Ernesto Nathan Rogers.

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Alberico Belgiojoso e Angelo Lucchini raccontano il concetto della torre Velasca e il progetto di restauro

Con un’altezza di 99 metri, la torre ha un impianto strutturale decisamente originale e che ne determina l’architettura della facciata: la struttura in c.a. è costituita da un nucleo centrale controventante, pilastri perimetrali (8 m di interasse) che delineano l’aspetto esterno della facciata, travi parapetto allineate al filo esterno, solai in laterizi. Il disegno architettonico della facciata è composto da elementi prefabbricati in c.a., aggettanti, ancorati alla struttura portante, e lastre 40×222×4 cm in graniglia di marmo. Proprio la facciata, ammalorata in più parti e al centro di un intervento di restauro che deve aderire fedelmente all’aspetto originario, dato che per il suo interesse storico-artistico, nel 2011 la Soprintendenza per i Beni Culturali l’ha sottoposta a vincolo culturale.

Learning from the bird of Paradise flower.

Technology4Change, a web magazine founded by the BRE Trust in 2012, has recently launched a surveyWhat is your favourite biomimetic innovation in the built environment?‘ asking the readers to choose their favourite nature-influenced creation from a picture list including:

  • Moving façades | Shading systems that fold without joints or hinges.
  • Self-healing products | North Carolina State University researchers effectively reinvigorated solar cells using channels that mimic organic vascular systems.
  • Super strong materials | MIT developed an environmentally friendly material with a similar structure to bone in just a few hours using a 3D printer.
  • Underwater buildings | Growing structures from atmospheric carbon. One process involves using an electrical current to harness adaptive growth in the structure similar to bones and trees.

Biomimicry or ‘imitating nature’ has long been used to provide innovative new solutions in buildings. Bird skulls, flowers and even human bones have all influenced a range of new weird and wonderful products. T4C has come across some fascinating products and ideas from the innovative field of biomicry and it has hand-picked some of its favourites. All readers have to do is tell which one is their favourite for the chance to see it inducted into the T4C virtual innovation showcase. Who’s going to win?

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Ok, what I like the most is … the moving façades inspired inspired by the Bird of Paradise flower. Flectofin® is a hinge-less flapping mechanism inspired by Nature, developed by a team including researchers of the University of Stuttgart (D) – Institute of Building Structures and Structural Design, the University of Freiburg – Plant Biomechanics Group and the Institute of Textile Technology and Process Engineering in Denkendorf. The The award-winning Flectofin® is inspired by a deformation principle found in the Bird-Of-Paradise flower.

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Image: Flectofin®

Its valvular pollination mechanism shows a fascinating non-autonomous plant movement which was analyzed to better understand the basic underlying principles that are responsible for the plant’s mechanical performance. The abstracted model revealed a compliant mechanism at the basis of the deformation. By examining several plant movements, comparable elastic mechanisms were found with which it was possible to gain a deeper understanding of the interacting mechanical factors. With this knowledge it was possible to rearrange the mechanism’s various structural, geometrical and material parameters, in order to develop new functional configurations. As a result, a patent for bio-inspired mechanisms was filed and registered as Flectofin.

Unlike rigid-link mechanisms that are commonly used in technical applications, the adaptability of the Flectofin® is based on elastic deflection. The advantage of replacing local and susceptible hinges with elastic deformation is in the fusion of all mechanical elements within an all-in-one pliable component. Consequentially, fully functional mechanical systems can be constructed in one production step without the need for assembly. This technology renders the possibility for novel applications in various scales, ranging from architecture, aerospace technology, and medicine to mechanical engineering.

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‘One Ocean’ Thematic Pavilion for the EXPO 2012 in South Korea (Image: soma)

The successful product development of the Flectofin® Lamella, for example, proves the feasibility of this approach and reflects the potential of advanced fabrication processes. Furthermore, using the lamella as part of a Flectofin® Facade shows the concept’s adaptability to an architectural scale and taps into new market niches. First collaborations with engineers and architects exemplify how the techniques developed for the Flectofin® can inspire architectural projects and influence our designs already today. Finally, by challenging our present mechanical understanding of biological and technical constructions, the Flectofin® clearly demonstrates an innovative paradigm shift towards an interdisciplinary knowledge transfer between biology, engineering, and architecture [from the product’s brochure].