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FACEcamp, hub italo-austriaco per facciate ad alte prestazioni.

Un centro di competenza per facilitare lo sviluppo di sistemi avanzati di facciata.

In un edificio la facciata deve assolvere contemporaneamente a diverse funzioni: proteggere dalle intemperie, regolare gli scambi di calore e di energia, permettere un’illuminazione comfortevole e soddisfare una funzione estetica. Nel costruire edifici energeticamente efficienti e in cui si vive bene, la capacità delle aziende di sviluppare facciate complesse sta assumendo negli ultimi anni un ruolo sempre più importante.

foto © IDM/A.Filz

L’esperienza del Gruppo di Lavoro Facciate coordinato da IDM Alto Adige Südtirol prosegue nella realizzazione di un centro di competenza transfrontaliero sulle facciate, all’interno del programma Interreg Italia – Austria. Il progetto (2017-2019) vede Eurac Research come capofila, in compagnia di IDM e delle aziende altoatesine Frener & Reifer e glassAdvisor per la parte italiana, l’Università di Innsbruck e le aziende Bartenbach e HELLA Sonnen- und Wetterschutztechnik per quella austriaca. FACEcamp (FACE = Façades Architecture Construction Engineering) vuole rafforzare la cooperazione transfrontaliera tra imprese e centri per la ricerca e innovazione nel settore dei sistemi di facciata avanzati per la realizzazione di edifici confortevoli ed energeticamente efficienti.

foto: EURAC

L’obiettivo di FACEcamp è anche di sostenere gli attori del settore nella valutazione delle prestazioni delle facciate. Dal 2013, nel laboratorio per l’involucro edilizio, i ricercatori di Eurac Research testano dal punto di vista termico ed energetico componenti e sistemi d’involucro come serramenti, pareti opache e sistemi di facciata avanzati. Tra tre anni, quando il centro sarà in attività, le imprese locali potranno rivolgersi a questo hub per avere un supporto nella ricerca e nello sviluppo di facciate complesse. Nel frattempo, gli esperti dei partner di progetto si focalizzeranno sullo sviluppo di metodi di calcolo e misura per valutare in modo affidabile le prestazioni dei sistemi di facciata, il loro contributo alla qualità degli ambienti dove viviamo e lavoriamo, e gli effetti di diversi tipi di illuminamento sul benessere degli utilizzatori degli edifici.

Interreg V-A Italia – Austria fa parte dei programmi di cooperazione territoriale europea per il periodo 2014-2020. Il programma promuove lo sviluppo equilibrato e sostenibile e l’integrazione armoniosa nell’area di confine tra Italia e Austria. Il programma è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e da contributi pubblici nazionali per un totale di 98 milioni di euro. Con questi fondi, il programma promuove progetti di cooperazione italiana-austriaca nel campo della ricerca e innovazione, natura e la cultura, espansione delle competenze istituzionali e lo sviluppo regionale a livello locale.

immagine: glassAdvisor

FACEcamp | Kompetenzzentrum zur Unterstützung der Entwicklung moderner Fassadensysteme

Dieser Antrag zielt auf Stärkung und nachhaltige Stabilisierung transnationaler Kooperationen zwischen Firmen und Forschungseinrichtungen auf dem Gebiet moderner Fassadensysteme mit Fokus auf Energieeffizienz, Komfort und Gesundheit ab. Dabei sollen Stakeholder und Firmen bei der Bewältigung planerischer Anforderungen durch moderne Fassadensysteme unterstützt werden.

Das Kooperationsprogramm Interreg V-A Italien-Österreich ist Teil der Förderprogramme im Rahmen des Ziels Europäische territoriale Zusammenarbeit für die Periode 2014-2020. Es fördert die ausgewogene, nachhaltige Entwicklung sowie harmonische Integration im Grenzraum zwischen Italien und Österreich und wird durch den Europäischen Fonds für regionale Entwicklung (EFRE) und nationale öffentliche Beiträge in Höhe von insgesamt rund 98 Millionen Euro finanziert. Mit diesen Mitteln fördert das Programm italienisch-österreichische Kooperationsprojekte in den Bereichen Forschung und Innovation, Natur und Kultur, Ausbau institutioneller Kompetenz und Regionalentwicklung auf lokaler Ebene.

foto © IDM/A.Filz

FACEcamp | Competence center to facilitate the development of advanced facade systems

FACEcamp project aims at strengthening a long-term transnational cooperation among companies and R&I entities in the field of advanced façade systems for healthy, comfortable and energy efficient buildings. FACEcamp goal is to support stakeholders to cope effectively with the facade performances.

The Interreg V-A Italy-Austria programme is a cross border programme under the European Territorial Cooperation Goal for the programming period 2014-2020, aiming to support a balanced and sustainable development and a harmonious integration of the border region between Italy and Austria. The programme is funded by the European Regional Development Fund (ERDF) as well as national public contributions for a total of 98 million euro. With these funds, the programme promotes Italian-Austrian cooperation projects in the fields of research and innovation, nature and culture, institutional capacity and community led local development.

Per maggiori informazioni | mehrere Informationen | for further information: carlo.battisti@idm-suedtirol.com

Mille e una facciata.

Formazione, ricerca e cooperazione offrono ampi margini di crescita alle aziende locali del settore.

Una facciata ricorda un alveare di vetro mentre l’altra combina legno e vetro: si tratta di soluzioni edili innovative che la Frener & Reifer di Bressanone e la Tip Top Fenster di Rio di Pusteria volevano indagare. Per capirne quindi potenzialità e criticità costruttive, le aziende si sono affidate a due esperti sul tema delle facciate che si sono formati al corso “FACE” organizzato da IDM ed Eurac Research. Il corso per professionisti costruttori di facciate di edifici – conclusosi la scorsa settimana – è solo una delle strategie della Provincia di Bolzano per potenziare il settore delle facciate; il loro alto potenziale d’innovazione e di sostenibilità le rende infatti oggetto di studio per Eurac Research, per un gruppo di aziende coordinato da IDM e per un progetto europeo Italia-Austria.

I partecipanti alla 2a edizione del corso FACE [Foto © Ivo Corrà / IDM]

«Le facciate sono l’elemento dell’edificio che permette di aumentare l’efficienza energetica e di salvaguardare il comfort interno» afferma Stefano Prosseda, manager dell’Ecosystem Edilizia di IDM «ecco perché, nella patria di CasaClima, sono un settore su cui si investe sempre di più». Grazie al corso FACE, per esempio, l’azienda Frener & Reifer potrà ridurre i costi e aprirsi nuovi mercati: «Alice Ancillotti, del Politecnico di Milano, ha analizzato la nuova tecnologia dell’Honeycomb Glass Panel (letteralmente: pannello di vetro a nido d’ape) dell’Hotel Berkeley a Londra» spiega Carlo Battisti, coordinatore del Gruppo di Lavoro Facciate di IDM Alto Adige, che ha organizzato il corso con Eurac Research. Le competenze acquisite nei mesi scorsi le hanno permesso di constatare che l’azienda brissinese potrebbe ottimizzare risorse materiali ed economiche adottando questa tecnologia invece dei classici sistemi per la realizzazione di facciate o coperture. L’ingegnere della Tip Top Fenster Stefano Fasiolo, invece, ha partecipato al corso per capire come sviluppare e migliorare il sistema di facciata strutturale continua in legno e vetro che la Tip Top Fenster ha già in produzione: adesso la facciata dell’azienda si collega al resto dell’edificio resistendo meglio all’acqua e all’aria e sarà possibile darle forme geometriche a linea spezzata, a singola curvatura e a doppia curvatura.

I relatori di “Questioni di facciata 2017” – Edmondo Occhipinti, Alberto Pavan, Aroldo Tegon [Foto © Ivo Corrà / IDM]

Quelle di Alice Ancillotti e Stefano Fasiolo sono solo due delle dodici soluzioni ingegneristiche presentate la settimana scorsa a “Questioni di facciata 2017“, convegno conclusivo del corso FACE che si è svolto alla sede del Development di IDM (ex-TIS). Le 120 ore di formazione sulle facciate tecnologiche complesse per edifici ha coinvolto da ottobre 2016 a febbraio 2017 quindici professionisti provenienti da tutta l’Italia. Professionisti attratti dalle sempre maggiori competenze specialistiche nel settore “green” che si stanno sviluppando in Alto Adige. Aziende ed enti locali, infatti, stanno lavorando per riuscire a rispettare la strategia “Piano clima – Energia Alto Adige 2050” della Provincia di Bolzano: ridurre le emissioni provinciali di CO2 a meno di 4 tonnellate l’anno pro capite entro il 2020 e a meno di 1,5 tonnellate l’anno al più tardi entro il 2050.

Nell’ambito di questa strategia, la Provincia di Bolzano offre supporto alle aziende locali: per il settore facciate, per esempio, possono contare per esempio sul gruppo di ricercatori di Eurac Research che si dedica specificatamente all’efficienza energetica negli edifici, e possono partecipare a progetti di ricerca e sviluppo in cooperazione tra aziende ed enti di ricerca nell’ambito del Gruppo di Lavoro “Facciate degli edifici” di IDM. Inoltre, da qualche mese, possono contribuire allo sviluppo “pilota” del centro di competenza di Alto Adige e Tirolo sulle facciate – unico nell’arco alpino – che sta nascendo grazie a finanziamenti europei.

Alberto Pavan, Politecnico di Milano [Foto © Ivo Corrà / IDM]

«Dal 2013, nel laboratorio per l’involucro edilizio, i ricercatori di Eurac Research testano dal punto di vista termico ed energetico componenti e sistemi d’involucro come serramenti, pareti opache e sistemi di facciata avanzati. Sarà proprio l’esperienza maturata dai ricercatori in questo settore a guidare la realizzazione di un centro di competenza» afferma Wolfram Sparber, Direttore dell’Istituto per le energie rinnovabili. Questo hub di competenza che collega Italia e Austria sarà realizzato in via sperimentale nell’ambito del progetto FACEcamp da IDM, Eurac Research, Università di Innsbruck e da aziende come le altoatesine glassAdvisor e Frener & Reifer, e le austriache Bartenbach e Hella. Tra tre anni, quando il centro sarà avviato, le imprese locali potranno rivolgersi all’hub per avere un supporto nella ricerca e nello sviluppo di facciate complesse. Nel frattempo, gli esperti di energia di Eurac Research e degli altri partner di progetto si focalizzeranno sullo sviluppo di metodi di calcolo e misura per valutare in modo affidabile le prestazioni dei sistemi di facciata, il loro contributo alla qualità degli ambienti dove viviamo e lavoriamo, e, oltre al comfort visivo, gli effetti di diversi tipi di illuminazione naturale sul benessere di chi vive, studia e lavora negli edifici [a cura Ufficio stampa IDM Alto Adige].

1000 und eine Fassade

Aus- und Weiterbildung, Forschung und Kooperationen lassen Südtirols Unternehmen des Sektors wachsen.

Eine Fassade erinnert an einen gläsernen Bienenstock, die andere verbindet Holz mit Glas: Diese beiden innovativen Lösungen für Gebäudefassaden wollten die Unternehmen Frener & Reifer aus Brixen und Tip Top Fenster aus Mühlbach näher vertiefen. Um das Potenzial und die kritischen Punkte bei der Konstruktion dieser Fassadenlösungen auszuloten, haben sich die Unternehmen an zwei Experten gewandt, die sich zum Thema Fassadenbau beim Kurs „Face“ weitergebildet haben. Diese Weiterbildung für Profis im Bereich Fassadenbau wurde von IDM Südtirol und Eurac Research organisiert, umfasste 120 Unterrichtsstunden und wurde letzte Woche abgeschlossen. Der Kurs ist nur eine der Strategien, mit denen Südtirol den Bereich Fassaden stärken will. Weil dieser Sektor ein besonders hohes Potential an Innovation und Nachhaltigkeit in sich birgt, ist er Forschungsgegenstand von Eurac Research, einer Gruppe von Unternehmen, die von IDM koordiniert wird, und eines EU-Projekts, bei dem Italien und Österreich beteiligt sind.  

“Fassaden können die Energieeffizienz eines Gebäudes erhöhen und für Behaglichkeit im Gebäudeinneren sorgen. Deshalb ist das ein Bereich, in den man in Südtirol – dem Heimatland des KlimaHauses – immer mehr investiert“, sagt Stefano Prosseda vom Ecosystem Bau bei IDM. So kann etwa das Unternehmen Frener & Reifer dank Face-Kurs die Kosten für die Realisierung seiner Fassade senken und neue Märkte erobern: „Alice Ancillotti vom Politecnico Mailand hat im Rahmen dieses Kurses die neue Technologie des sogenannten Honeycomb Glass Panels – einer Glasscheibe mit Bienenwaben-Muster – des Hotels Berkeley in London genau analysiert“, erklärt Carlo Battisti, Koordinator der Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen von IDM Südtirol, der den Kurs gemeinsam mit Eurac Research organisiert hat. Diese Analyse und das Know-how, das ihr im Kurs vermittelt wurde, brachten die Fassadenexpertin zu dem Schluss, dass die Brixner Firma ihre Ressourcen optimaler einsetzen könnte, wenn sie anstatt der klassischen Systeme für die Konstruktion von Fassaden und Gebäudehüllen diese neue Technologie anwendet. Stefano Fasiolo hingegen nahm an der Fortbildung teil, weil er ein bereits bestehendes Produkt weiterentwickeln und verbessern wollte: Der Ingenieur der Firma Tip Top Fenster beschäftigte sich deshalb während des Kurses intensiv mit der Vorhangfassade aus Holz und Glas, die sein Unternehmen bereits produziert. Dank dem neu erworbenen Know-how ist die Fassade von Tip Top Fenster nun perfekt mit dem Gebäude verbunden und hält so noch besser Wasser und Luft stand. Zudem kann man der Fassade auch verschiedene geometrische Formen verleihen.

Die Projekte von Alice Ancillotti und Stefano Fasiolo sind nur zwei von insgesamt zwölf technischen Lösungen, die letzte Woche bei der Abschlusstagung von Face im Sitz der Abteilung Development von IDM vorgestellt wurden. 120 Stunden lang wurden 15 Experten aus ganz Italien von Oktober 2016 bis Februar 2017 in die Geheimnisse innovativer Fassaden-Technologien für Gebäude eingeweiht. Sie waren nach Südtirol gekommen, weil das Land mittlerweile immer größere Kompetenz und immer mehr Know-how im Sektor „Green“ aufzuweisen hat. Unternehmen und Institutionen arbeiten seit langem daran, die Strategie des Klimaplans “Energie-Südtirol 2050” des Landes Südtirol umzusetzen. Dieser Plan sieht vor, dass der Ausstoß von CO² pro Kopf und Jahr innerhalb 2020 nicht mehr als 4 Tonnen betragen und spätestens bis 2050 auf maximal 1,5 Tonnen sinken soll.

Im Rahmen dieser Strategie bekommen die lokalen Unternehmen in Südtirol von mehreren Seiten Unterstützung: Für den Sektor Fassaden können sie z.B. auf eine Gruppe von Forschern von Eurac Research zählen, die sich speziell dem Thema Energieeffizienz von Gebäuden widmen; zudem können sie an Forschungs- und Entwicklungsprojekten teilnehmen, die von Unternehmen und Forschungseinrichtungen gemeinsam in der Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen von IDM abgewickelt werden. Seit einigen Monaten können die Südtiroler Betriebe auch zur Entwicklung des Kompetenzzentrums Fassaden für Südtirol und Tirol beitragen, eines im Alpenraum einzigartigen Pilotprojekts, das dank EU-Finanzierung gerade entsteht.

“Seit 2013 testen die Forscher von Eurac Research im Labor für Gebäudehüllen vom thermischen und energetischen Standpunkt her Systeme und Teile für Gebäudehüllen, wie z.B. Fenster und Türen, Wände oder innovative Fassadensysteme. Die Erfahrung, die unsere Forscher in diesem Bereich aufgebaut haben, hilft uns bei der Umsetzung des neuen Kompetenzzentrums“, sagt Wolfram Sparber, Leiter des Instituts für Erneuerbare Energie der Eurac. Dieses Zentrum verbindet Italien mit Österreich und wird als Versuchsprojekt im Rahmen des Projekts FACEcamp von IDM, Eurac Research, der Universität Innsbruck und Unternehmen wie glassAdvisor und Frener & Reifer aus Südtirol sowie Bartenbach und Hella aus Österreich umgesetzt. Wenn das Zentrum in drei Jahren voll operativ sein wird, können sich die lokalen Unternehmen an diesen „Hub“ wenden, um Unterstützung in Sachen Forschung & Entwicklung für komplexe Fassaden zu bekommen. Bis dahin konzentrieren sich die Energieexperten von Eurac Research und der anderen Projektpartner auf die Entwicklung von Methoden, um die Eigenschaften von Fassadensystem genau berechnen und messen zu können, ihren Einfluss auf das Ambiente der Gebäude, in den wir leben und arbeiten, abzuschätzen und die Auswirkungen von natürlichen Beleuchtungssystemen auf die Menschen zu studieren, die sich in den Gebäuden aufhalten [Pressestelle IDM Südtirol].

Il wellbeing che vorrei.

Appunti per un comfort sostenibile.

Di ritorno da un weekend in un wellness hotel, la domanda principale che mi sono fatto è “Ma, qual è il wellness che vorrei?”. Perché, diciamolo, l’esperienza mi ha lasciato qualche perplessità e mi spinge a tornare ancora una volta sul tema comfort e sostenibilità, ovvero “Un comfort sostenibile ?” Partiamo dagli hotel, che rappresentano proprio un ambito di riferimento per il tema.

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Oberoi Udaivilas in Udaipur, Rajasthan (India)

Primo punto. Comfort = lusso? Come in questo splendido hotel indiano? Comfort = abbondanza? Ovvero una lista infinita di possibilità e servizi che è impossibile sfruttare tutti, a meno che non si soggiorni nell’albergo per un mese? Perché se tenti di fare tutto in un weekend (e questo è il tempo a disposizione che mi è capitato di avere) ti ricoverano in preda ad una crisi di nervi. La novità degli ultimi anni è la ¾ pensione, che è più di mezza pensione e meno di una pensione completa. Ovvero, torni presto dalla sciata (ma perché dovresti farlo?) e trovi un buffet per uno “spuntino”, magari alle due o alle tre del pomeriggio, che vi assicuro alla fine è come un pranzo. E all’orizzonte incombe la cena, di almeno 5 portate. Nel mezzo, bisogna affrettarsi a frequentare l’area wellness, sperando che vapori e acqua calda ti brucino qualche caloria (difficile).

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Troppi servizi, troppa offerta … riuscirò a far tutto in un weekend??

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WALL•E – Pixar Animation Studios & Walt Disney Pictures (2008)

Insomma lo scenario apocalittico di una società viziata e sedentaria alla “Wall-e” è dietro l’angolo. Ma tutti i suddetti comfort alla fine vengono dimenticati velocemente, se l’impianto di ventilazione dell’albergo è progettato o realizzato male, e nella tua mansarda arriva sin dal primo mattino l’odore di aglio. Allora, prima curare la corretta ventilazione dell’edificio e poi pensare ai succhi di frutta tropicali nell’area piscina.

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In definitiva, il troppo finisce per darmi fastidio e ripenso al “Less is more” di Ludwig Mies van der Rohe. Ed è questa ad esempio la strategia intrapresa dalla catena canadese Alt Hotels, che con l’ossimoro “Affordable luxury” caratterizzano la loro offerta con l’eliminazione di tutto ciò che non è davvero necessario, pur mantenendo un adeguato livello di comfort.

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E poi c’è la questione dei “termostati truccati”. Sì, avete capito bene. Una recente indagine documentata sul Wall Street Journal del 25.01.2017 ha scoperto che in un numero rilevante di hotel i termostati sono bloccati e non consentono la regolazione individuale della temperatura nella camera. Cioè, la rotella del termostato gira, ma in realtà la temperatura della stanza è fissata e regolata centralmente dall’hotel. E così sono spuntati in rete addirittura dei tutorial che spiegano come rimuovere il blocco dell’apparecchio e riprendere il comando delle operazioni. Insomma … “Occupy thermostats”.

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Walden Pond, Concord (MA, USA)

Secondo punto. E se tutto questo approccio bulimico al comfort fosse sbagliato? Se avesse ragione Henry David Thoreau (il più sottovalutato dei filosofi americani dell’800)? Se fosse comfort = frugalità?Walden, ovvero Vita nei boschi” è il resoconto dell’avventura dell’autore, che dedicò oltre due anni della propria vita, nell’estate del 1847, a cercare un rapporto intimo con la natura e insieme a ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile. Il suo fu un esperimento avente per obiettivo quello di cercare la conciliazione tra artista e il mondo naturale grazie all’ottimismo scaturito dal considerare l’uomo come artefice del proprio destino e come essere dipendente da sensazioni ed emozioni. Il libro fu scritto quasi interamente durante il soggiorno di Thoreau in una capanna, costruita in gran parte da solo, sulle sponde del lago Walden che si trova vicino alla cittadina di Concord in Massachusetts [Wikipedia].

Thoreau è sicuramente un riferimento per l’approccio biofilico. Biophilia = ipotesi scientifica proposta nel 1984 da Edward O. Wilson che rileva empiricamente nell’essere umano la “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”. Si può ottenere un comfort sostenibile seguendo questi principi e ci sono ormai molti studi che dimostrano i benefici tangibili sulla salute della persona e sulla riduzione dei costi operativi legati a una progettazione virtuosa degli spazi abitati. Seguendo ad esempio il protocollo (filosofia e sistema di certificazione allo stesso tempo) Living Building Challenge creato e mantenuto dall’International Living Future Institute (ILFI).

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Terzo punto. Viviamo il 90% della nostra vita all’interno di edifici. E’ una notizia tanto assodata quanto banale, ma poiché lo sappiamo, perché non puntiamo a garantire una qualità del vivere all’interno di questi spazi (Indoor Environmental Quality)? E’ la strategia dell’International WELL Building Institute. La riflessione di partenza è semplice: in un’organizzazione (immaginiamo un edificio per uffici) la stragrande maggioranza dei costi operativi riguarda i costi del personale. Circa il 90%, a fronte di un 1% per l’energia. Negli ultimi anni ci siamo battuti per l’efficienza energetica e questo è un bene, perché l’efficienza energetica è amica dell’ambiente. Ma ci siamo dimenticati delle persone. Bene, con il protocollo WELL rimettiamo al centro la persona. Un progetto certificato WELL ha il potenziale di aggiungere un valore misurabile per la salute, il benessere e la felicità degli occupanti dell’edificio. Detto in altri termini, se le persone vivono e lavorano all’interno di un ambiente salubre e confortevole, ne beneficiano umore, salute e quindi produttività. È migliora il margine di profitto. Si tratta di un nuovo ROI (Return on Investment) a beneficio del capitale investito dal conduttore e dal proprietario dell’immobile.

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Quarto punto. Tutto quanto sopra descritto è un driver micidiale per l’innovazione. Solo per quanto riguarda la misurazione e il mantenimento della qualità dell’aria interna di un ambiente stanno spuntando numerose soluzioni interessanti, come ad esempio il purificatore molecolare di aria interna, sviluppato dalla startup di San Francisco Molekule.

Per questo stiamo stimolando in IDM Südtirol Alto Adige la discussione e lo sviluppo di nuove idee proprio attraverso un Gruppo di Lavoro trasversale dedicato alla tematica del comfort e dell’Indoor Environmental Quality (IEQ).

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Quinto punto
. Abbiamo detto di quanto contano gli edifici, perché consumano risorse e con la propria efficienza energetica possono ridurre l’impatto sull’ambiente, e perché la qualità (o la mancanza di qualità) degli ambienti interni influenza direttamente la qualità della vita e il comfort delle persone. Quanto abbiamo detto per gli edifici può essere “scalato” a livello di quartieri, comunità, città intere. Gli “edifici viventi” (i Living Building di ILFI) possono trasformarsi in Living Communities. Possiamo riportare i principi virtuosi (un edificio autonomo, che non impatta sull’ambiente, che produce ciò che consuma, che ha un effetto positivo sulle persone) a una dimensione urbana più ampia. Anche questo (o proprio questo) è wellbeing.

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Riepilogando, ecco il mio decalogo per la discussione:

  1. Definire il wellness (lusso vs. frugalità, mass customization?)
  2. Less is more
  3. Dalla sostenibilità ambientale-energetica a quella delle persone
  4. Misurare e certificare le prestazioni e il wellbeing (la persona nell’edificio)
  5. Monitorare il comportamento e dialogare con gli occupanti
  6. Wellbeing come leva economica
  7. Wellness come driver per soluzioni innovative
  8. Declinare il wellbeing per tipologie di edifici (hotel, uffici, scuole, ospedali, ecc.)
  9. Recuperare il rapporto con la natura (Biofilia, Living Buildings)
  10. Saltare di scala: dai Living Buildings alle Living Communities

Siete pronti per un manifesto del comfort sostenibile, per un wellbeing a misura di uomo e di ambiente? 🙂

[Carlo Battisti è Living Future Accredited e WELL Accredited Professional. Coordina il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) presso l’Ecosystem Construction di IDM Südtirol Alto Adige].

Ritorna “Questioni di facciata”. Ed è BIM.

Questioni di facciata 2017. Innovazione e BIM nelle facciate.

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New York City – “Gondola” per la pulizia della facciata

La facciata di un edificio, oltre a essere il biglietto da visita della creatività degli architetti più importanti, è un elemento essenziale: è l’interfaccia tra interno ed esterno, protegge dalle intemperie e dai rumori, contribuisce a mantenere la temperatura interna costante, scambia energia e consente la trasmissione della luce.

Il Building Information Modelling (BIM) è un metodo per l’ottimizzazione della pianificazione, realizzazione e gestione delle costruzioni tramite l’aiuto di un software. Come il BIM può aiutare per una progettazione e realizzazione a regola d’arte dell’involucro?

Il convegno, organizzato dall’Ecosystem Construction di IDM Südtirol – Alto Adige, in collaborazione con EURAC research e UNICMI, punta ad aprire una discussione locale sul tema. L’evento segna inoltre la conclusione della 2a edizione del corso di alta formazione sulle facciate FACE | Façades Architecture Construction Engineering.

Con gli interventi di

2017_02_09-03-edmondo-occhipintiEdmondo Occhipinti, Fondatore e amministratore delegato di 3-im, Milano.
BIM: innovazione obbligata per migliorare processi e prodotti. Razionalizzare i costi, non solo per grandi cantieri.

2017_02_09-02-aroldo-tegonAroldo Tegon, Designer e BIM Manager, CMB Cooperativa Muratori e Braccianti, Carpi.
L’esperienza della torre e del padiglione commerciale Hadid presso CityLife a Milano. BIM dal progetto alla realizzazione.

2017_02_09-04-alberto-pavanAlberto Pavan, Coordinatore del gruppo di lavoro UNI/CT 033/GL 05, Politecnico di Milano.
Gestire digitalmente i processi informativi delle costruzioni. Un nuovo scenario, con la norma UNI 11337.

E inoltre, tutte le presentazioni dei risultati dei Project Work dei partecipanti (progettisti, aziende di facciate, ricercatori) della 2a edizione del corso FACE: sistemi, prodotti e processi innovativi affrontati dal punto di vista tecnico e gestionale.

Programma

Destinatari
Aziende, professionisti dell‘architettura e dell‘ingegneria, committenti pubblici e privati, centri di ricerca.

Crediti formativi professionali
La partecipazione all’evento dà diritto a 3 (tre) crediti formativi professionali (CFP) per gli ingegneri.

Quando
Venerdì 17 marzo 2017, ore 08:30 – 14:30

Dove
IDM Südtirol – Alto Adige, Via Siemens 19, 39100 Bolzano

Iscrizione
Gratuita, entro 10 marzo 2017 (posti limitati). Qui su Eventbrite.

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My Klimahouse ’17.

2017_01_25-04-klimahouseMancano ormai poche ore a Klimahouse 2017, la fiera di riferimento a livello nazionale, che mette in mostra una serie di alternative ed economiche tecniche nell’edilizia in grado di garantire un consistente risparmio energetico. La formula vincente della manifestazione è una giusta miscela tra lo spazio espositivo con le novità di prodotto proposte da 450 aziende di settore selezionate da una giuria di qualità, e un fitto programma di eventi formativi e informativi, quali congressi e visite guidate.

Se volete qualche consiglio, ecco la mia personalissima selezione:

26-27 gennaio 2017 | ore 9-18

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Startup Innovation Day

La novità di questa edizione, organizzata da IDM Südtirol Alto Adige. Un premio dedicato alle startup italiane che lavorano ogni giorno per un futuro green e sostenibile migliorando l’efficienza energetica degli edifici. Ecco il primo Klimahouse Startup Award, premio nazionale che Klimahouse offre all’ecosistema italiano dell’innovazione con lo scopo di dare un impulso al settore green. Il premio offre alle 10 migliori startup del settore l’ingresso in una matching platform con le migliori imprese del green, un’opportunità concreta di business per accelerare il proprio sviluppo. Qui il programma della due giorni (26-27 gennaio). Ed ecco le 10 finaliste … io ho una mia preferenza 😉

Marco Parisi Fotografo

Foto © Marco Parisi

26-29 gennaio 2017 | ore 8:20-18:45

Enertour

Fitto programma con ben 11 visite tecniche guidate, a cura del team enertour di IDM Südtirol Alto Adige, da giovedì 26 fino a domenica 29. In aggiunta la visita al NOI park, il nuovo parco tecnologico di Bolzano in fase di costruzione sull’area ex Alumix, a bordo di un autobus a cella a combustibile alimentato ad idrogeno! Il luogo i cui negli anni ’30 e ’40 si producevano i due terzi di tutto l’alluminio italiano si avvia a diventare il primo quartiere certificato LEED in Italia.

Tra le trasferte in programma segnalo i due enertour organizzati in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) di IDM:

Giovedì 26 gennaio 2017 | ore 13:50-17:30

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Condominio Aurum a Ora (BZ)

enertour 2Costruire condomini ad alta efficienza e massimo comfort:

  • Condominio Aurum a Ora (BZ), con guida: Ing. Oscar Stuffer, Solarraum
  • Condominio Toggenburg a Laives (BZ), con guida: Arch. Alessio Condotta

Venerdì 27 gennaio 2017 | ore 13:50-18:30

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Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (foto © Günther Richard Wett)

enertour 9 School buildings Tour: quando architettura e pedagogia dialogano insieme (con la collaborazione della prof. Beate Weyland, pedagogista)

  •  Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (BZ), con guida: Arch. Rinaldo Zanovello
  • Scuola per l’infanzia e asilo nido Casanova a Bolzano (in fase di cantiere avanzato), con guida: Arch. Antonio D’Alessandro e collaboratore Ligno Alp

27-28 gennaio 2017 | ore 9-14

Il convegno CasaClima – Putting sustainability into practice

2017_01_25-11-convegnoIn un mondo che cambia ad una velocità mai vista prima nella storia l’importante è non disperdere nessun tipo di risorsa. Con una parola: perseguire l’efficienza in tutti i settori è ormai un fatto ineludibile per garantire alle generazioni future cibo, acqua ed energia. Non perdetevi venerdì mattina Michael Braungart (Cradle to Cradle), Cino Zucchi (Nuovi approcci alla rigenerazione urbana), Luca Mercalli (Perché ignoriamo la crisi climatica?) e sabato Enrico Giovannini (L’Italia e la sfida dello sviluppo sostenibile). Qui il programma completo.

Le aziende dei gruppi di lavoro IDM @ Klimahouse

Per finire non perdetevi le novità dei partner dei gruppi di lavoro dell’Ecosystem Construction di IDM. Ecco la lista di chi visitare e dove:

immagine evento facciate (media)Gruppo di Lavoro Facciate
A Klimahouse 2017 trovate queste aziende:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Inpek Srl/GmbH, Settore CD :: Nr. stand – D24/62
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Tip Top Fenster GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/20
Vitralux GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/50

IEQ (stretto) - CopiaGruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ)
a Klimahouse 2017 espongono:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Eurotherm AG / Spa, Settore CD :: Nr. stand – C21/58
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Naturalia-BAU GmbH / Srl, Settore AB :: Nr. stand – A03/16, A03/18
Rotho Blaas SRL, Settore CD :: Nr. stand – D22/58
Wolf System GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D22/62

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allora, ci vediamo in Fiera? … 😉

Facciate a Milano.

A distanza di due anni, con la nuova edizione di FACE | Façades Architecture Construction Engineering, il corso di alta formazione sulle facciate complesse e innovative per edifici, creato da IDM Development, Ecosystem Alpine Technologies – Construction e da EURAC Education, siamo tornati a girare per Milano … con il naso all’insù.

Anche per questa edizione di FACE abbiamo infatti previsto una trasferta a Milano, in collaborazione con UNICMI, l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti, partner ormai consolidato del Gruppo di Lavoro Facciate, la rete di aziende, enti di ricerca e professionisti delle facciate “Made in South Tyrol”. La tematica dei tre giorni 17-18-19 novembre scorsi era la funzionalità delle facciate, con un focus sugli aspetti produttivi, normativi, realizzativi.

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Andrea Mafezzoni, Metra

Il “viaggio tecnologico” alla ricerca dello stato dell’arte nel settore delle facciate è iniziato con la visita a Metra, industria leader nel campo dell’estrusione, della verniciatura, dell’ossidazione e dell’anodizzazione dell’alluminio per finestre e porte scorrevoli e a battente, facciate continue, persiane e sistemi frangisole. L’azienda, fondata nel 1962, conta oggi più di 800 dipendenti e oltre 5000 aziende partner. Andrea Mafezzoni, responsabile tecnico del settore facciate, ci ha accompagnato nella visita degli stabilimenti, dal riciclo della materia prima alluminio sino agli impianti di verniciatura a polvere e al laboratorio di prove.

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Paolo Rigone, UNICMI

Paolo Rigone, direttore tecnico di UNICMI, professore associato presso il Politecnico di Milano – è titolare della cattedra di progettazione dell’involucro edilizio – nonché coordinatore europeo del Gruppo di lavoro internazionale TC33/WG6 responsabile per la redazione delle norme tecniche per le facciate continue (Curtain walls) ha poi nel pomeriggio aggiornato i partecipanti sulle regole per la progettazione strutturale delle facciate.

Via Fabio Filzi 29

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Tutta in cantiere la giornata di venerdì, con la visita di tre progetti esemplari di facciate, molto diversi tra loro. Dopo una presentazione iniziale di Cesare Perduca, responsabile ISA per i serramenti e le facciate, e di Clara Pistoni di Tekser, che ha curato la progettazione degli impianti e la certificazione LEED (versione 2009, primo Core & Shell Platinum in Italia), abbiamo visitato insieme a Carlo Valtolina (Studio Archemi, direttore dei lavori) l’edificio in Via Filzi, 29. Si tratta dell’ex palazzo uffici Siemens angolo via Galvani (1936) progettato da Cristoforo Bietti, Aldo Pozzi e Cesare Perelli per la società Falck, con lavori eseguiti dall’Impresa Borio Mangiarotti. L’intervento di risanamento conservativo, ristrutturazione e riqualificazione del complesso immobiliare destinato a uffici è stato realizzato dall’impresa Carron.

Feltrinelli per Porta Volta

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Feltrinelli per Porta Volta

Feltrinelli per Porta Volta è la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. La peculiarità dell’area è rappresentata dalla sua localizzazione lungo il tracciato delle Mura Spagnole: le antiche mura, risalenti al Quindicesimo secolo, sono le ultime di una serie di fortificazioni che, a partire dai tempi romani, hanno definito i confini della città. Con l’apertura dei Bastioni alla fine del XIX secolo, via Alessandro Volta ha segnato l’inizio dell’estensione della città al di fuori delle vecchie mura, rappresentando un nuovo asse di collegamento tra il centro storico e il Cimitero Monumentale.

Secondo i progettisti Jacques Herzog e Pierre De Meuron i nuovi edifici si ispirano alla semplicità e all’imponente scala degli edifici che caratterizzano l’architettura storica milanese, così come al tratto lungo e lineare delle tipiche cascine della campagna lombarda. Questi alcuni numeri: 188 metri di lunghezza per 32 di altezza, 1224 finestre per quasi 10.600 metri quadri di superficie vetrata, 384 tende a rullo. Le facciate sono di AZA Aghito Zambonini. Abbiamo visitato il cantiere insieme a Fabrizio Ceriani, project manager del general contractor CMB.

City Life – Torre Hadid

La torre Hadid, soprannominata lo Storto, è uno dei tre grattacieli, il secondo per altezza, previsti nel progetto CityLife, che ha lo scopo di riqualificare tutta la zona dell’ex Fiera di Milano. Una volta completata, diventerà la sede degli uffici di Milano del Gruppo Generali. La torre, progettata da Zaha Hadid, si sviluppa per 44 piani, ha un’altezza complessiva di 175 metri ed è in grado di accogliere circa 3.200 persone. Lo stato dei lavori attuale vede completata la struttura, così come buona parte della facciata a doppia pelle, per la quale sono da realizzare ancora diversi piani del secondo involucro esterno.

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La visita del grattacielo è iniziata con una descrizione generale delle sfide del progetto da parte di Aroldo Tegon (CMB), responsabile della progettazione e gestione del cantiere attraverso strumenti BIM, seguita dall’illustrazione delle caratteristiche della facciata (circa 28 milioni di euro su un totale di 120 milioni) da parte di Alice Ancillotti e dalla spiegazione di Augusto Mastropasqua (MZA) sull’utilizzo della computazione fluidodinamica (CFD) nella valutazione del comportamento dei rivestimenti a doppia pelle a ventilazione passiva. Un cantiere impressionante, per dimensione e complessità, dove la complicazione della struttura “torcente”, in conglomerato cementizio armato, comporta il fatto che ogni livello è diverso dagli altri e i componenti architettonici (dai serramenti agli elementi della controsoffittatura) sono realizzati su misura ad ogni piano.

E infine non potevamo prescindere da un robusto ed esaustivo aggiornamento normativo. Nella mattinata conclusiva di sabato è stata Lara Bianchi, responsabile dell’ufficio tecnico di UNICMI, a passare in rassegna con i partecipanti i riferimenti normativi da considerare nella progettazione e nella realizzazione delle facciate, aggiungendo un’ampia panoramica sulla marcatura CE delle facciate. Non dimentichiamo che i componenti e sistemi edilizi senza marcatura CE sono manufatti fuorilegge, rappresentano una frode al consumatore e determinano una concorrenza sleale sul mercato.
E ora, si ritorna a Bolzano con la prossima unità didattica (15-16-17 dicembre).
A presto :-).

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Lara Bianchi, UNICMI

Fokus auf die Fassade

Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen von IDM vernetzt Unternehmen des Sektors

Die Fassade eines Gebäudes verrät viel über die Umgebung, in die es hineingebaut wurde, und gewinnt auch vom energetischen Standpunkt her immer mehr an Bedeutung. Damit sich die Südtiroler Unternehmen des Sektors Gebäudefassaden austauschen und vernetzen und gemeinsam neue, innovative Ideen und Projekte erarbeiten können, ist die Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen von IDM Südtirol aktiv. Eine der wichtigsten Initiativen dieser Gruppe ist der Kurs FACE – Façades Architecture Construction Engineering, der in Zusammenarbeit mit EURAC Research organisiert wird und soeben gestartet ist.

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MUDEC Milano, Stahlbau Pichler (Bild: Oskar Da Riz)

Der Sektor Gebäudefassaden in Südtirol verfügt über großes Know-how. In diesem Bereich sind zahlreiche Unternehmen und Experten tätig, von Betrieben, die in Produktion und Installation tätig sind, über Planer und Bauherren bis zu Forschungszentren. Um innovative Ideen rund um hochtechnologische Fassaden entstehen zu lassen und weiterzuentwickeln, gibt es seit einigen Jahren die Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen, die nun von IDM geleitet wird.

“Diese Gruppe wurde gegründet, um das Know-how des Südtiroler Bausektors in diesem Bereich zu erhöhen. Unternehmen haben dabei die Möglichkeit, konkret an innovativen Projekten mitzuarbeiten. Dadurch bestimmen sie die strategische Entwicklung des Sektors mit und bauen die Kompetenz des Südtiroler Fassadensektors weiter aus“, sagt IDM-Direktor Hansjörg Prast. Mittlerweile ist die Arbeitsgruppe auch auf nationaler Ebene eine wichtige Anlaufstelle; es gehören ihr die wichtigsten Akteure des Sektors in Südtirol an: Generalunternehmer, spezialisierte Zulieferer, Planer, Auftraggeber, Forschungszentren und Labors sowie die Freie Universität Bozen.

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BMW Welt München, Frener & Reifer (Bild: Oskar Da Riz)

Das Thema Fassaden und Gebäudehüllen hat im Bauwesen große Bedeutung. Eine Fassade ist nicht nur die Visitenkarte für die Kreativität des Architekten, sondern auch essenzieller Bestandteil eines Gebäudes: Sie ist die Schnittstelle zwischen Außen und Innen, schützt vor Wetterunbilden und Lärm, trägt zu einer konstanten Temperatur im Gebäudeinneren bei, erleichtert den Energieaustausch und den Eintritt von Tageslicht. Deshalb setzte man in den letzten Jahren stark auf die Suche nach neuen Materialien und Technologien und nach immer ausgefeilteren architektonischen Lösungen. Das Ziel: Gebäude mit einer Energiebilanz, die nahezu null beträgt – und zwar dank der Arbeit an den Gebäudehüllen.

Damit das Know-how der Südtiroler Firmen weiter wächst und die neuesten Forschungsergebnisse auch in die heimischen Unternehmen Einzug halten, haben IDM und EURAC Research die zweite Ausgabe von FACE – Façades Architecture Construction Engineering organisiert. Der Kurs für Freiberufler und technisches Personal ist vor wenigen Tagen gestartet und soll „Spezialisten ausbilden, die alle Möglichkeiten des Fassadenbaus ausschöpfen können – von der Planungsphase bis zur konkreten Ausführung. Dabei sollen auch Aspekte der Wartung und Gebäudesanierung berücksichtigt werden“, unterstreicht Carlo Battisti, Verantwortlicher der Arbeitsgruppe Fassaden und Gebäudehüllen bei IDM.

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Am Kurs nehmen 15 Techniker mit entsprechender einschlägiger Arbeitserfahrung teil; die Referenten sind allesamt Experten in ihren Bereichen, darunter auch diverse Forscher der EURAC. Neben 120 Unterrichtsstunden sind auch eine Studienreise nach Mailand und die Ausführung eines eigenen Projekts vorgesehen. Die Projekte, die im Kurs entstanden sind, werden dann im Rahmen einer weiteren Initiative der Arbeitsgruppe Gebäudefassaden vorgestellt, nämlich in der nächsten Auflage von “Alles Fassade” am 10. März 2017 in Bozen, einem Event über innovative Lösungen bei Gebäudehüllen, das alle zwei Jahre stattfindet.