Archivi tag: Living Building Challenge

Quel treno per Lancaster.

La prima scuola di formazione di RESTORE.

È passata già una decina di giorni dal ritorno da Lancaster, e sono ancora un po’ stordito. Mi aiuta a fare chiarezza lo scrivere cinque concetti principali che mi sono portato a casa. In inglese li chiamano “takeaway”, proprio come il “cibo da asporto”, avete presente il cartoccio di “fish and chips”? Anche se non è proprio così. Ti sembra di portarti via delle cose dal luogo dove hai vissuto un’esperienza intensa; ma in realtà molto di quell’esperienza rimane in quel luogo, ti tocca tornarci per riconoscerlo. Credo che tornerò a Lancaster, sì.

1. Il dono della sintesi

Ora è più che mai necessario. Avevo scritto il precedente post sulla “Restorative week”, che ci apprestavamo a vivere, ma mi sbagliavo, per difetto. Lancaster è sì stata anche la settimana “restorative”, l’immersione totale in ciò che RESTORE si appresta a diventare, una nuova concezione dell’ambiente costruito e degli edifici del futuro (come i living building di Living Future). Ma è stato molto di più. La training school di Lancaster segna un punto di non ritorno o meglio il “turning point”, il punto di svolta. Nulla davvero potrà essere come prima, l’arca di RESTORE (con i suoi 120+ partecipanti da 37 nazioni …) è salpata definitivamente.

Una mole di concetti, idee, spunti, prospettive, che raccontano un nuovo quadro di riferimento, un nuovo “framework”. Non ci siamo fatti mancare proprio nulla: restorative e regenerative sustainability, sustainability education, biophilia e biophilic design, sustainable heritage, mindfulness for sustainability, landscaping for regenerative sustainability. Ora ci attende un compito delicato e necessario, riuscire a realizzare una sintesi e a trasferire questo tesoro di conoscenza ai gruppi di lavoro che stanno arrivando e che dovranno tradurlo in linee guida, processi, metodologie, strumenti.

2. Il viaggio conta più della meta

Brockholes Nature Reserve, Preston (UK)

Il programma a ritmo serrato di questa settimana mi ha fatto perdere spesso di vista un concetto. Non è la meta, è il viaggio che conta. Siamo passati da un workshop a una lezione, a una presentazione, a una lecture, il tempo è volato, con il rischio di perdere il valore del sapere acquisito. Ma c’è il momento dell’apprendimento, c’è il momento della discussione, poi arriva il momento in cui devi spegnere tutto e fare sedimentare ciò che hai assorbito. Come in quel cammino circolare di venerdì mattina attraverso le paludi di Brockholes. Non siamo entrati subito nel centro visitatori, abbiamo fatto un giro lungo, apparentemente senza meta, e abbiamo preso il tempo, per ricollegarci con la natura e con noi stessi. È in quei momenti, di sospensione, che ciò che hai imparato diventa davvero patrimonio personale.

3. Le idee non sono nulla senza le persone

Sono convinto che “C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto” (Victor Hugo) e ciò mi porta a dire che per l’idea che è alla base di RESTORE i tempi sono maturi. Se ne avevamo bisogno, la comunità di “like minded people” (una quarantina di persone è già una comunità) che si è riunita a Lancaster – la stragrande maggioranza senza essersi mai vista prima – è la prova che questa idea è già forte, c’è e risiede già nella testa di quei molti professionisti pronti a (cambiare) salvare il mondo.

Ma le idee esistono perché esistono le persone. E presto scompare ogni differenza tra docente e alunno, e tutto diventa un continuo workshop collettivo, di nuovo un viaggio insieme. Grazie Martin per lo sforzo enorme e generoso e grazie a Edeltraud, Dorin, Emanuele e a tutto il “team Lancashire”: Ann Vanner, Alison Watson, Joe Clancy, Jenni Barrett, Paul Clarke, Simon Thorpe, Ann Parker, Barbara Jones e naturalmente Elizabeth Calabrese e Amanda Sturgeon. È stato soprattutto un “dare”, gratuito, nel senso nobile del termine. E grazie ai trenta “agenti del cambiamento” , queste “best minds” da Croazia, Danimarca, Germania, Ungheria, Irlanda, Italia, Lituania, Macedonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna. Sono loro i “restorer” del futuro prossimo. “Credici. E sei già a metà strada.

4. Prima la filosofia, poi la tecnica.

La prima training school di RESTORE aveva l’obiettivo di trasferire ad un primo gruppo di professionisti un nuovo paradigma della sostenibilità, sviluppato nel primo “pacchetto di lavoro” del progetto. L’approccio è stato quindi volutamente più sistemico che tecnico e tecnologico. “Moving beyond the state of the art: where do we want to be?” recita una delle domande introduttive al corso. Per questo è importante prima capire cosa vogliamo essere, dove vogliamo andare (parlo soprattutto del nuovo futuro dell’ambiente costruito che ci immaginiamo). Poi arriva il momento della tecnica e della tecnologia, dei metodi, delle pratiche. Le soluzioni ci sono, già oggi, dobbiamo renderle funzionali ad una visione.

5. Il genius loci

We shape our buildings; thereafter they shape us.” diceva Winston Churchill. C’è un percorso logico evolutivo che ci ha accompagnato dal primo all’ultimo giorno di questa settimana densa di ispirazione. Abbiamo vissuto, studiato, lavorato, mangiato e dormito in edifici, ci siamo mossi da un edificio all’altro. E questi edifici hanno “formato” il nostro modo di viverli. Ci ripenso, è stato un lungo elenco – lo Storey, (costruito per essere un luogo per l’istruzione scolastica nel 1898, ora è un centro per l’industria creativa); la Toll House Inn (splendida taverna dell’800), il castello di Lancaster (del 1100, è stato una prigione fino al 2011), il ristorante Water Whitch, i numerosi pub, ecc.. Poi, venerdì, come al termine di un’iniziazione, siamo usciti all’aperto (Brockholes e Cuerden Valley Park)  per riconnetterci con la natura. Abbiamo dovuto guadagnarcelo, questo incontro finale con l’ambiente che ci circonda. Sì, così ha un senso.

Cuerden Valley Park, Preston (UK)

RESTORE web site

La 1a RESTORE training school

Lo storytelling della training school a Lancaster

RESTORE su Facebook

RESTORE su Twitter

RESTORE su SlideShare

A Restorative week.

The first RESTORE Training School is going to take place in Lancaster, UK between 14th and 17th November 2017. We have 30+ trainees attending, representing a great spectrum of sustainability disciplines, experience and EU countries. We have brilliant international trainers and guest lecturers. In addition, we will be joined by 12 RESTORE core group members. It’s going to be a great event and one not to miss.

Lancaster (Lancashire), UK

Focusing on Restorative Sustainability, Biophilia, and Sustainability Education, in four days trainees will gain a deep understanding of Restorative Sustainability and the key topics from RESTORE working groups. Training School trainees (students, educators, and practitioners) will participate in multiple introduction seminars, action learning, team and individual presentations, study tours, and much more.

School Highlights

  • Introduction to Regenerative Sustainability and the work of RESTORE Working Groups.
  • Guest lectures including Digital Approaches for Regenerative Design, Mindfulness for Sustainability and more.
  • Regenerative Sustainability Education with Class Of Your Own.
  • Biophilic Design Sessions. We are delighted to have some of the world’s leading experts on biophilic design join us for a powerful biophilic design afternoon of lectures, workshops and webinars.
  • Regenerative Sustainability Tours (Brockholes BREEAM Outstanding and Cuerdon Valley Park, Living Building Challenge Project).
  • Planting trees at the LBC Project (in part to offset carbon from travel, but also to provide locally available Larch timber for any future cladding replacement of the Visitor Centre).

the venue – The Storey, Lancaster

The Training School will operate as a train the trainer course; equipping delegates with techniques and knowledge to run restorative sustainability education modules within their own institute and networks. The RESTORE Training School has been approved by ILFI (International Living Future Institute) for 20 LFA (Living Future Accredited) professional CEU hours.

Confirmed Trainers and Guest Lecturers

Martin BrownRestorative Sustainability
Innovative sustainability & business strategist & advisor @Fairsnape. Author FutuREstorative. UK Living Building Challenge Ambassador and COST Restore Vice Chair. Forest of Bowland, Lancashire, UK.

Alison Watson –  Sustainability Education
Founder and Chief Executive at Class Of Your Own Limited. Clitheroe, Lancashire, UK.

Edeltraud HaselsteinerRESTORE Working Group 1
Urban planning Consulting & Research, Lecturer (University of Technology Vienna, Faculty of Architecture and Planning. Institute of Urban Design and Landscape Architecture). Vienna, Austria.

Emanuele NaboniRESTORE Working Group 2
BArch, MArch, PhD in Science, LEED AP, Licensed Architect. Associate Professor at the Institute of Technology of the Royal Danish Academy (KADK) in Copenhagen, School of Architecture. Copenhagen, Denmark.

Joe ClancyBiophilia
CMLI Project Landscape Architect at Bradley Murphy Design. Landscape Institute. Biophilic Design Consultant, Co-Author 14 patterns of Biophilic Design. Cubbington, Warwickshire, UK.

Elizabeth CalabreseBiophilic Design
AIA, Architect, Educator WELL Faculty. Author. Fostering health and wellbeing through biophilic and ecological design. Burlington, Vermont, USA.

Amanda SturgeonBiophilia (via webinar)
FAIA, CEO of the International Living Future Institute (ILFI). She is the author of Creating Biophilic Buildings, the founder and driving force behind the organization’s Biophilic Design Initiative and is a sought-after expert on biophilic design around the world. Bainbridge Island, Washington, USA.

Simon ThorpeProject Manager Cuerdon Valley Park LBC Project. Lancashire, UK.

Ann VannerSustainable Heritage
MCIAT. ARB. FHEA Architect/Technologist/Designer. Maker/Doer/Finder. University of Central Lancashire, Preston, UK.

Anne ParkerMindfulness for Sustainability
Coach, trainer, mindfulness teacher. Poulton-le-Fylde, Lancashire, UK.

Jenni BarrettLandscaping for Regenerative Sustainability
Researcher, consultant, lecturer. Senior Lecturer at University of Central Lancashire. Preston, UK.

Barbara JonesStraw Works
Fellow of the Royal Society of Arts, manufacturing and commerce (FRSA) in 2009. She was awarded a Lifetime Achievement Award from Women in Construction in 2011 and received a Woman of Outstanding Achievement Award from UKRC in 2009.

We look forward to welcoming you to Lancaster for the First RESTORE Training School 😊

RESTORE (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy) is an EU COST Action that will advocate for a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings across Europe. It will promote forward thinking and multidisciplinary knowledge, leading to solutions that celebrate the richness of design creativity while enhancing users’ experience, comfort, health, wellbeing and satisfaction inside and outside buildings, and in harmony with urban and natural ecosystems, reconnecting users to nature. The RESTORE network currently has 120+ participants across 37 countries, representing a wide spectrum of academic, client, design and construction individuals and organisations.

Con IDM alla ricerca del Well-living.

La qualità del vivere all’interno degli edifici è sempre più importante, dato che passiamo “indoor” il 90% del nostro tempo, per vivere, studiare, lavorare. Dopo lo sviluppo della cultura dell’efficienza energetica, questa relativamente nuova visione dell’ambiente costruito richiede a progettisti, imprese, installatori un approccio che tenga conto degli effetti delle proprie scelte sulla salute delle persone. E inoltre apre la strada a interazioni multidisciplinari con medici, esperti di well-being, aziende che forniscono soluzioni per il benessere della persona, e così via. Non è solo una questione di salute o sostenibilità, questo nuovo scenario è di particolare interesse per le aziende e le organizzazioni, che si sono rese conto che il 90% dei propri costi operativi sono costi del personale (stipendi, benefit).

Concentrarsi solo sui costi energetici, che mediamente (pensiamo ad esempio ad un edificio per uffici) rappresentano l’1% dei costi totali, o sui costi di gestione (circa il 9%) allontanano in realtà dalla possibilità molto più efficace di incidere sui costi operativi, attraverso il miglioramento del benessere, della salute, della felicità e, in ultima istanza, della produttività dei collaboratori. I trend puntano tutti nella stessa direzione, sempre più persone investono sulla salute e il benessere. Se il wellness è in generale considerato (da un rapporto 2012 di McKinsey & Co.) il business prossimo futuro da mille miliardi di dollari, l’Industry Outlook di ASID (2015) conclude che la progettazione per il benessere all’interno dell’edificio ne è il sotto-trend innovativo che si sta sviluppando più velocemente.

È per questo motivo che IDM Südtirol Alto Adige, nell’ambito della propria missione di supporto all’innovazione, ha organizzato lo scorso ottobre, grazie alle sinergie tra gli Ecosystem Salute e Benessere e Ecosystem Costruzioni, un viaggio imprenditoriale di una settimana negli Stati Uniti, con tappa a New York City, Pittsburgh e Rochester, alla ricerca di progetti e iniziative esemplari nell’ambito del well-being e del well-living.

Delos Living building, NYC

A New York un “WELL Certified Spaces Tour” ci ha consentito di visitare tre progetti esemplari di uffici a Manhattan dove la ricerca del comfort interno è stato l’elemento centrale della progettazione. WELL Building Standard™ è l’innovativo protocollo internazionale di certificazione degli ambienti costruiti che si focalizza per la prima volta sulla salute e il benessere delle persone all’interno degli edifici. Gestito dall’International WELL Building Institute, è stato elaborato da Delos Living, società di consulenza immobiliare, grazie ad un lavoro di sette anni in collaborazione con Cleveland Clinic, Mayo Clinic, il Columbia University Medical Center e un team di architetti, ingegneri, scienziati e operatori del settore wellness di primaria importanza.

Gli uffici di Delos Living si trovano nel Meatpacking District, all’imbocco della High Line e a pochi passi dal fiume Hudson. Parlando con i loro collaboratori all’interno di questi uffici pieni di luce naturale, incredibili viste verso l’esterno e materiali naturali e salubri, abbiamo capito come Delos Living stia trasformando case, uffici, scuole e altri ambienti indoor mettendo la salute e il benessere al centro delle decisioni che riguardano la progettazione, la costruzione, la gestione e il funzionamento degli edifici.

COOKFOX, NYC

La seconda visita è stata presso COOKFOX, una società di progettazione particolarmente innovativa, che ha deciso di dedicarsi alla visione di una progettazione integrata in armonia con l’ambiente. I titolari e vari membri dello staff ci hanno raccontato con molti esempi come credano che la buona progettazione non possa che essere sostenibile. È una filosofia che mettono non solo a disposizione dei propri clienti, ma che anche negli spazi dove lavorano, dimostra il loro impegno nell’essere gestori avveduti delle risorse naturali e culturali che hanno a disposizione.

Dopo una società di consulenza e una di architettura, l’ultima tappa nella “grande mela” è stata un’impresa di costruzioni. Structure Tone è un general contractor con uffici anche nel Regno Unito e in Irlanda, con un fatturato di più di 3,5 miliardi di dollari e più di 1800 collaboratori. Oltre a promuovere il comfort indoor come leva per attrarre clienti numerosi ed eccellenti, gli uffici di questa azienda sono la dimostrazione di come questi principi possano essere applicati nella pratica. È stato anche un piacere scoprire che le sedie dei loro spazi comuni sono “Made in South Tyrol”…

Structure Tone, NYC

La trasferta a Pittsburgh ci ha dato la possibilità di visitare quello che viene generalmente considerato come il complesso di edifici più sostenibile del mondo. Oltre a possedere diverse certificazioni di sostenibilità (Living Building Challenge, WELL Platinum, LEED Platinum, SITES), il Phipps Conservatory & Botanical Gardens è semplicemente un luogo splendido. Oasi verde nel mezzo di Pittsburgh, è aperto dal 1893 per offrire ai propri numerosi visitatori un’esperienza unica e affascinante. La guida competente e illuminata del direttore Richard Piacentini ci ha accompagnato in un lungo viaggio alla scoperta delle incredibili prestazioni ambientali del Phipps: progettazione biofilica, conservazione delle risorse, totale autosufficienza energetica ed idrica, riciclo integrale dei rifiuti e soprattutto un comfort ambientale ottenuto anche in condizioni impegnative come quelle di un ambiente per lo più destinato a serre. Ma forse la rivelazione più importante è stata scoprire come un corretto processo di progettazione integrata e una piena e convinta collaborazione di tutti gli attori in gioco, con l’aiuto di soluzioni innovative già disponibili sul mercato, possano portare a risultati così entusiasmanti, replicabili anche in altri contesti.

Phipps Conservatory and Botanical Gardens, Pittsburgh (PA)

La tappa finale a Rochester è stata un’immersione in una e vera e propria istituzione americana. Rochester, a circa un’ora da Minneapolis, vive attorno alla Mayo Clinic, che è la prima e più la estesa struttura ospedaliera non-profit nel mondo. Vi lavorano 3800 medici e 50900 collaboratori, provenienti da ogni possibile specializzazione clinica, uniti da un’organizzazione impressionante e da una filosofia che mette al primo posto i bisogni dei pazienti. La visita parziale dello sterminato complesso di Mayo, si è concentrata sul Dan Abraham Healthy Living Center, la struttura dedicata alla prevenzione, alla riabilitazione e al mantenimento del benessere della persona. Un approccio particolarmente interessante soprattutto considerando il focus sui vari aspetti della prevenzione per la salute (esercizio fisico, nutrizione, relax, benessere mentale) e gli investimenti economici messi in campo da Mayo in questo settore della sanità.

Mayo Clinic, Rochester (MN)

In un’ideale chiusura di questo percorso “well-living”, a Rochester abbiamo infine avuto la possibilità di visitare il Well Living Lab, il centro di ricerca scientifica nato in collaborazione proprio tra Delos Living e la Mayo Clinic, che adotta esclusivamente un approccio centrato sulla persona (human-centered) per capire l’interazione tra la qualità degli ambienti indoor e la salute. La struttura include spazi abitativi modulari e riconfigurabili dove i tecnici del laboratorio possono simulare le condizioni reali degli ambienti indoor, installare un gran numero di sensori relativi a diverse variabili (fisiche e individuali) e analizzare come tali condizioni influiscano sul benessere della persona [Articolo per il “Foglio Informazioni” del Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Bolzano].

Well Living Lab, Rochester (MN)

Per informazioni: carlo.battisti@idm-suedtirol.com

[Carlo Battisti è Living Future Accredited professional, WELL AP e WELL Faculty™. Coordina il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) presso l’Ecosystem Construction di IDM Südtirol Alto Adige].

WGBW 2017

World Green Building Week is the flagship event of the global green building movement organised by WorldGBC and led by its network of over 70 Green Building Councils and their 32,000 member companies. Watch out for further details as the plans for 2017 develop.

Did you know that buildings contribute to climate change? They account for over a third of the world’s greenhouse gas emissions. But that can change.

When buildings are net zero they use clean energy, are highly efficient and don’t waste energy – helping us to win the fight against climate change. That makes them heroes. Let’s make all buildings net zero by 2050.

#OurHeroIsZero

World Green Building Week, 25 September to 1 October 2017, is an annual event that empowers the green building community to deliver green buildings for everyone, everywhere. Buildings can be heroes in the fight against climate change – and so can you.

Join the movement – by downloading our resourcesadding your actions to our Hero Action Map, or by signing up to our Thunderclap social media campaign.

What is a net zero building?

Net zero buildings are highly energy-efficient buildings which generate or supply the energy they need to operate from renewable sources – like solar energy – to achieve net zero carbon emissions. They are the homes, offices, shops, stadiums and theatres of the future.

But net zero buildings aren’t only about carbon emissions and energy. We recognise that the term “net zero” can be applied to water and waste, and can be used in reference to these during the operation of a building (e.g. operating emissions) or across the whole lifecycle of a building, from the extraction of raw materials to deconstruction and disposal (e.g. emboded carbon).

Why is the shift to net zero important?

If we continue to emit greenhouse gases at current rates, we are headed for a world where global temperature rises will exceed two degrees. Keeping the temperature rise below two degrees, within the limits set out in the Paris Agreement, means we avoid the most extreme impacts of climate change.

In order to achieve this target, we have set two goals:

  1. All new buildings must operate at net zero carbon from 2030
  2. 100% of buildings – new and existing – must operate at net zero carbon by 2050

We recognise that this is not easy and will not happen over night, and we applaud all efforts on green buildings – not just those on net zero – that help us on our journey to a net zero carbon built environment by 2050 [from World GBC web site].

My World Green Building Week 2017 (find me on the map :-))

  • Event: RESTORE Core Group meeting
    Date: September 26, 2017
    Time: 10:00 am
    Address: Avenue Louise 149
    1050 Brussels (Belgium)
    URL: http://www.eurestore.eu/
  • Event: IEQ Working Group 2017 General Assembly
    Date: September 27, 2017
    Time: 1:30 pm
    Address: Via Alessandro Volta 13a
    39100 Bolzano (Italy)
    URL: https://www.idm-suedtirol.com/en/

Train the trainer … to RESTORE.

The 1st RESTORE Training School, Lancaster (UK) 14-17 Nov 2017.

We are delighted to offer our first RESTORE Training School that will take place in Lancaster, UK between 14th and 17th November 2017. It will focus on Restorative Sustainability, Biophilia, and Sustainability Education. In four days trainees will gain a deep understanding of Restorative Sustainability and learn about key topics from RESTORE working groups.

Training School trainees (students, educators, and practitioners) will participate in multiple introduction seminars, action learning, team and individual presentations, study tours, and much more.

We are hopeful that the Training School will operate as an accredited train the trainer course; equipping delegates with techniques and knowledge to run restorative sustainability education modules within their own institute and networks, and in doing so, receive recognised certification.

Interested in bringing Restorative Sustainability knowledge to your institute and country?

Learn from experts and others experiences from restorative projects and share your own experiences.

APPLY NOW! Making your case: why is this Training School important for you, and, how will you use it to expand Restorative Sustainability understanding in your country.

Applications Open: 15th July 2017
Applications Close: 15th September 2017
Announcement of the selected trainees: 30 September 2017
Deadline for e-Cost registration and confirmation: 13 October 2017
Training School will start Tuesday, November 14, 2017 and end Friday, November 17, 2017
Location: Lancaster (closest airport: Manchester and then by train) 

Suggested Hotels: Sun Hotel 0.2 miles, Borough 0.1 miles, Toll House 0.2 miles, Lancaster University 2 miles.
About Lancaster: http://www.visitlancashire.com/explore/lancaster
Local Host Organisation: Class of Your Own (RESTORE Member, UK MC Sub).
Training School Director: Martin Brown (Fairsnape, Vice Chair RESTORE, Lead WG1).
Who can apply? Students (including PhD), Early Career Investigators, Educators, Practitioners, Change Agents.

The Training School will be limited to 35 delegates, 30 funded through the COST Action and 5 self funded or sponsored opportunities.

Financial support from COST Action RESTORE: the selected trainees will benefit of a grant of 640 Euro. The Trainee Grant is a contribution to the overall travel, accommodation and meal expenses of the Grantee. The trainees must sign the meeting attendance list on each day that they attend the event. The grant will be received one month after the training school.

Important! Read the Vademecum www.cost.eu/Vademecum for eligibility for funding.

Training School Themes:

  • Restorative Sustainability (new perspectives on sustainability thinking)
  • Sustainability Education
  • Sustainability learning, sharing and advocating

CA COST Action CA16114
REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy
(RESTORE)

   

Un divano come si deve.

Come tutti, immagino, siete bombardati dalle pubblicità (soprattutto) di una nota marca di divani, che ormai da tempo, cogliendo lo spirito del fare “manuale” tanto di moda ultimamente e tipicamente Made in Italy, ci segnala incessantemente da quali mani esperte nascono i propri divani. E se proprio non riesce a convincervi, ecco ribadito che il mega sconto è ancora disponibile fino alla prossima domenica (mi pare che la promozione perduri da anni ormai, essendo diventata ormai di fatto permanente). A giudicare dal tam-tam pubblicitario di questa e di altre marche, pare proprio che l’aspirazione principale degli italiani sia quella di acquistare un divano.

Ma com’è fatto davvero un divano? O, allargando il discorso, visto che parliamo di “qualità”, come si assembla un divano davvero “sostenibile” o “green”, se così vogliamo chiamarlo? A questo dubbio ho dato la risposta nella mia ultima trasferta a Seattle, dove ho scoperto che c’è qualcuno che davvero realizza divani … come si dovrebbe.

Ecobalanza si potrebbe definire una start-up dei divani, per come è nata e si è sviluppata, grazie alla passione e all’impegno di Aimee Robinson. Aimee – brillante imprenditrice di origine messicana trapiantata a Seattle dove coordina un gruppo di lavoranti tutti messicani, con buona pace dell’attuale presidente americano – si è messa in testa di realizzare “the ultimate sofa”. E’ il divano che manda in soffitta tutti gli altri, perché realizzato unicamente (e senza compromessi) in maniera artigianale, senza componenti chimici e con materiali biologici. E il più possibile “a chilometri zero”. Un divano con tutte queste caratteristiche, ma che sia anche e soprattutto bello e confortevole. La vision non è da poco: “We are working to build the most comfortable, beautiful and environmentally responsible luxury upholstered furniture in the world”.

Come si realizza un divano così (non lo chiamo “di nuova generazione” perché dovrebbe essere il divano della generazione alla quale ci siamo dimenticati di appartenere). Due azioni convinte sono necessarie: 1. Andare nel dettaglio e 2. Studiare molto.

La cura del dettaglio non è solo un modo di dire. Per capire dove rendere più sostenibile ambientalmente un divano bisogna scomporlo nei suoi componenti, capire perché servono e perché servono determinati materiali, da dove questi materiali provengono e come sono stati realizzati, con quali materie prime, da quali mani (toccare davvero la responsabilità sociale). Davvero il diavolo sta nei dettagli.

Le molle di un divano EcoBalanza (sopra) e quelle di un divano “comune” (sotto)

Studiare: bisogna studiare come funziona un divano, e quali sono le prestazioni necessarie, richieste dal cliente, gradite. Un divano deve sorreggere un peso (statico o dinamico), deve essere confortevole, al tatto, all’olfatto, alla vista … deve essere resistente, duraturo, trasportabile, ignifugo, lavabile, ecc. ecc. E deve essere anche producibile, fattibile artigianalmente e non eccessivamente complicato, per far sì che i costi non schizzino alle stelle. Bisogna studiare per capire come ottenere le prestazioni con materiali più sostenibili, naturali, biologici, in totale assenza di componenti o additivi chimici. Bisogna studiare per trovare delle alternative accettabili al 100%, anche cambiando i componenti o ottenendo le stesse prestazioni con una struttura diversa. Aimee non è cresciuta … producendo divani. È una passione che è emersa nel suo percorso professionale e per la quale da dieci anni ha studiato tanto per essere preparata, padroneggiare la materia e avere gli strumenti della conoscenza indispensabili per cambiare lo status quo.

See, smell (annusa!), feel, & learn about the materials and techniques we use to handcraft luxury upholstered furniture that is safe for homes & businesses and kind to the environment” – recita l’invito sul sito web dell’azienda. Nella visita alla produzione, Aimee mi ha mostrato com’è fatto un divano come la stragrande maggioranza di quelli che siamo abituati a vedere (e acquistare) e come viene invece realizzato il divano di EcoBalanza, spiegandomi, pezzo per pezzo, materiale per materiale, dove lei ha … ha cambiato le regole del gioco.

I colori per i rivestimenti

Chiaramente un divano così costa di più del solito divano (ma non così tanto come mi sarei aspettato) e, dopotutto, è personalizzato secondo le richieste del singolo cliente, alla quale il processo e le condizioni di acquisto sono spiegate in maniera chiara e trasparente. È altresì ovvio che costa di più e perché costa di più, e la considerazione che ho fatto al termine di questo viaggio nel mondo dei divani è che più che altro ho capito perché gli altri divani costano così poco. Perché vale poco l’ambiente che ci circonda? Perché vale poco la vita delle persone che lavorano per realizzare il divano sul quale siate accovacciati? Perché vale poco la nostra salute, abituati sempre di più come siamo a riempirci la casa di sostanze chimiche a basso prezzo e dannose?

Aimee è inoltre convinta dell’importanza delle certificazioni di sostenibilità. In esse non vede solo l’aspetto di marketing; lo ritiene vincente, sì, ma non ne ha bisogno per farsi strada nel mercato dei divani: dopotutto vuole mantenersi su numeri bassi, altrimenti sa che perderebbe quella artigianalità (lei sì! …) che rappresenta uno dei suoi valori distintivi. Nelle etichette di sostenibilità EcoBalanza vede il riconoscimento neutrale (di parte terza) della qualità e della coerenza ambientale di ciò che sta facendo. “We believe we can make our world safer and more sustainable one sofa, one chair, one ottoman and one upholstered headboard at a time.”

Legno FSC. No VOC. Sostenibilità e impatto sulla salute sono stati valutati e certificati per ogni componente e materia prima.

E più questi protocolli sono rigorosi e sfidanti, meglio è, perché il fine ultimo e il rigore dei principi sui quali ha fondato il suo business valgono l’impegno. Sta perseguendo la certificazione Living Product Challenge (che rappresenta la naturale evoluzione di quanto tracciato da Declare). Le chiedo “Ma non sei spaventata dall’impegno necessario, anche economico?” “Perché dovrei, mi risponde, lo devo fare perché questo riconoscimento senza pari è pienamente allineato con ciò che sto facendo”. E l’International Living Future Institute ha scelto proprio un suo divano per accogliere i propri ospiti nella lobby 😊 E scopro che la nostra battaglia per un futuro diverso può partire per cominciare proprio dal sofà dal quale sto scrivendo.

Aimee e Pinuta (Peanuts)

Carlo Battisti ha esperienza pluriennale nella verifica della conformità di materiali, componenti e sistemi per l’edilizia rispetto ai requisiti degli standard di certificazione della sostenibilità. Ha creato il sito web greenmap.it, il primo database italiano di prodotti per le costruzioni conformi ai requisiti dei crediti LEED®, per il quale ha coordinato l’analisi puntuale della conformità di più di 800 prodotti. È professionista accreditato LEED AP BD+C e ID+C, in conformità alla norma ISO/IEC 17024. Assiste i produttori nella verifica di conformità e nella certificazione dei propri prodotti secondo i più diffusi e rigorosi protocolli e marchi di sostenibilità internazionali e nazionali quali LEED, Living Building Challenge, Living Product Challenge, Declare, BREEAM, GBC Italia. Ha fornito negli ultimi otto anni 350+ servizi di consulenza tecnologica per conto di IDM Alto Adige e ha seguito alcuni progetti R&S per lo sviluppo di prodotti innovativi. Oltre alle aziende, assiste le amministrazioni pubbliche sui Criteri Ambientali Minimi (Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 gennaio 2017) collegati al nuovo Codice degli Appalti.

Maggiori informazioni e contatti qui.

From LCA to RESTORE.

Seminar “Carbon Footprint and LCA
25 July 2017 (h: 15.30 – 17.30)
Location: EURAC, Conference Hall
Viale Druso 1, 39100 Bolzano – Italy

Omega Center for Sustainable Living, Rhinebeck, New York – Photo: Farsid Assassi, via BNIM Architects

Carbon Footprint represents one of the most relevant indicators of building environmental sustainably, measuring the carbon dioxide emissions over its life cycle. The carbon dioxide is considered as the major responsible for the greenhouse effect and, therefore, of the global warming and climate change. Sustainable buildings are critical to a future that is socially just, ecologically restorative, culturally rich and economically viable within the climate change context. Within the built environment sustainability agenda a shift is occurring, towards a broader framework that enriches places, people, ecology, culture, and climate at the core of the design task, with particular emphasis on the benefits towards health.

The seminar aims at providing research results on building life cycle assessment, presenting research project RESTORE on a new paradigm for restorative sustainability, and at opening discussion with all interested researchers and practitioners on approach for addressing building design decision process towards sustainability.

Agenda

15:30     Welcome from EURAC. Introduction on Carbon Footprint and LCA
Roberto Lollini, Institute for Renewable Energy, EURAC Research

15:40     Building carbon footprint: challenges and opportunities. Results of the embodied carbon research at Skidmore, Owings and Merrill (SOM), Chicago
Andrea Meneghelli, visiting researcher at Skidmore, Owings and Merrill (SOM), Chicago

16:10     Research studies on whole life cycle embodied carbon in building structures (MIT) and best-practice of industry leaders in the implementation of Whole Life Carbon in the building Sector
Catherine De Wolf, Phd in Building Technology at the Massachusetts Institute of Technology (MIT), Boston

16:40     Introduction to RESTORE project: REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy
Carlo Battisti, RESTORE Action Chair, EURAC Research

17:00     Open discussion with participants
17.30     Closure

Registration:
Please write to gloria.peasso@eurac.edu by 20/07/2017 if you are interested in attending the Seminar.

COST (European Cooperation in Science and Technology) is a pan-European intergovernmental framework. Its mission is to enable break-through scientific and technological developments leading to new concepts and products and thereby contribute to strengthening Europe’s research and innovation capacities.www.cost.eu