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Qui una volta sarà tutta laguna.

Il catastrofismo gentile di Luca Mercalli (ascoltato ieri al convegno IDM sul piano d’azione bolzanino per rendere energeticamente a posto i condomini) ha un pregio. Si basa su dati talmente impressionanti e incontrovertibili che faccio fatica a pensare ad una tematica più facile da spiegare. E che è così immediatamente legata ad un nuovo definitivo cambio di business che è impossibile non vederlo davanti al proprio naso.

Perché purtroppo (a meno che non mi decido di darmi definitivamente allo yoga, ma non sono sicuro che i benefici possano essere così sorprendenti) molto probabilmente nel 2100 io non ci sarò e temo anche molti di Voi. Ma mi scoccia passare ai miei nipoti un globo a +4.C (questa è la direzione, altro che gli 1,5-2. C previsti a Parigi durante COP21). Che vuol dire che non solo queste simpatiche isolette Kiribati (vedi foto – attuale) di centomila abitanti in Oceania non ci saranno più,  o che i piani bassi dei grattacieli di Shanghai saranno sott’acqua, ma che il Veneto sarà tutta laguna. E questo penso che ai veneti interessi.

Come dice Mercalli, non è solo una questione etica, è una faccenda molto pratica, perché la specie umana non ha mai vissuto un +4.C ed è altamente probabile che farebbe una fatica ciclopica ad adattarsi. Ed ancora, è un presupposto talmente robusto per un diverso tipo di business, che mi domando spesso perché il mondo dell’economia (generalizzo) non lo capisca. Diversi potenziali clienti, quando ne parlo, mi guardano “come la mucca che vede passare un treno”; lo so, sono presi da altri problemi contingenti, ma se non è contingente questo??

Ma soprattutto perché non lo capisce la politica, che dovrebbe “per statuto” guardare lontano. Perché (altra informazione ribadita ieri) stiamo ancora investendo in Italia più sugli idrocarburi che sulle tecnologie e le fonti green. Quindi, di che cosa stiamo parlando?

Insomma, è davvero necessario un cambio di marcia, ma tosto, radicale, culturale. “La cultura non è la ciliegina sulla torta, la cultura è la torta” (Dipak Pant) hanno ricordato ieri. Parafrasando, “La sostenibilità non è la ciliegina sulla torta, la sostenibilità è la torta”. Per questo Living Building Challenge, l’unico protocollo/filosofia/approccio che realizza edifici a impatto ambientale nullo (sì); per questo progetti come RESTORE che puntano a provocare uno scatto nella consapevolezza europea sul tema dell’impatto delle costruzioni. Ok, questo finale era un piccolo spot, ma possiamo cambiare le cose, dai!

Zona Comfort.

2015_09_30-01 Comfort zoneUscirne, per trovarlo.

Si sente spesso l’espressione “Uscire dalla zona di comfort” per riuscire ad innovare. La zona di comfort è quello stato nel quale una persona agisce in una quiete neutra, senza ansia e senza rischio, magari tranquillizzata da rassicuranti consuetudini, e da un consolidato modo di pensare. Ma se si vuole innovare è opportuno uscire dal proprio guscio e cambiare la prospettiva, ragionare in modo non convenzionale, insomma “think outside the box” (per utilizzare un’altra espressione analoga). E ciò vale – il gioco di parole è scontato – anche per trovare nuove soluzioni … per il comfort all’interno degli spazi in cui viviamo.

In Europa si trascorre mediamente circa il 90% della propria giornata in ambienti interni: di conseguenza la qualità di tali ambienti ha un’influenza significativa sul benessere, sulla produttività e sulla qualità della vita.

Seattle Public Library (OMA + LMN) 04.04.2015

Traffico e smog sono tra le cause principali dell’inquinamento esterno, cosi come il fumo e le sostanze chimiche possono esserlo per quello interno. Oltre alle sostanze contaminanti, ci sono altri aspetti che influiscono direttamente sulla qualità dell’ambiente interno (Indoor Environmental Quality) e sono intrinsecamente connessi con il concetto di comfort: l’ingresso di luce naturale, la possibilità di vedere verso l’esterno, il microclima inteso come temperatura, umidità, velocità, composizione dell’aria interna e possibilità di regolazione, l’acustica, ecc.

Ci sono diverse strategie per affrontare la tematica IEQ, che verranno presentate in questo convegno. Più in generale, è necessario un approccio integrato e multidisciplinare, che coinvolga progettisti architettonici, impiantistici, committente, impresa di costruzioni, occupanti, lungo tutto il processo che porta dall’ideazione, al cantiere, alla consegna, gestione e monitoraggio dell’edificio.

2015_09_30-02 Zona ComfortData l’importanza del tema, il Cluster Edilizia del TIS innovation park ha promosso la costituzione del Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality – IEQ, che coinvolge enti di ricerca e certificazione del territorio, esperti dell’amministrazione pubblica, imprese e professionisti. Il convegno Zona Comfort sarà anche l’occasione per presentare e distribuire (copia gratuita a tutti i partecipanti) il libretto “Linee Guida sul Comfort” primo risultato del lavoro del gruppo.

Ecco il programma e la “line-up” di relatori di Zona Comfort:

Programma

  • 14.00  Saluti e introduzione
  • 14.10  Comfort e benessere: un diritto per la qualità   della vita. Beate Weyland, Facoltà di Scienze della   Formazione, Libera Università di Bolzano
  • 14.40  Progettare il comfort termoigrometrico. Da   adattivo a predittivo. Clara Peretti, Consorzio Q-RAD
  • 15.10  L’acustica degli spazi. Dalla progettazione al   benessere. Christina Niederstätter, Raum + Akustik
  • 15:40  Coffee break
  • 16.00   Qualità dell’aria indoor. Efficienza energetica   e/o ventilazione? Marco Fellin, CNR-IVALSA. Roberta Tomasi,   Eurotherm Spa
  • 16.30  Immersi nelle radiazioni: campi   elettromagnetici e radon. Luca Verdi, Laboratorio di chimica fisica, Agenzia provinciale per l’ambiente
  • 17.00  Naturale o artificiale? Strategie per il confort   della luce.  Gabriele Frasnelli, Stuppner Frasnelli Associati
  • 17.30  Domande e risposte. Conclusioni.

Iscrizioni: entro il 16 ottobre 2015 on-line qui
Informazioni:

2015_09_30-04 comfort

foto © TIS/A.Filz

Die Komfortzone

In Europa verbringen Menschen im Durchschnitt etwa 90% ihrer Zeit in Innenräumen. Die Qualität dieser Umgebung hat deshalb einen wesentlichen Einfluss auf das Wohlbefinden, die Produktivität und die Lebensqualität.

Verkehr und Smog gehören zu den Hauptursachen von Außenluftverschmutzung, während Rauch und Chemikalien die Innenluft beeinflussen. Neben Verunreinigungen gibt es noch andere Aspekte, die sich unmittelbar auf die Qualität des Innenraumklimas (Indoor Environmental Quality) auswirken und deshalb untrennbar mit dem Komfort verbunden sind: der Eintritt von natürlichem Licht, die Möglichkeit, nach außen zu sehen und das Mikroklima, nämlich die Temperatur, Luftfeuchte, -geschwindigkeit und -zusammensetzung und interne Regulationsmöglichkeiten, die Akustik usw.

Seattle Public Library (OMA + LMN) 04.04.2015

Es gibt unterschiedliche Herangehensweisen an das Thema IEQ, welche in diesem Workshop vorgestellt werden. Ein integrierter und multidisziplinärer Ansatz wird gebraucht, welcher architektonische Planer, Anlagenbauer, Auftraggeber, Bauunternehmen und Bewohner während des gesamten Prozesses miteinbezieht, welcher von der ersten Idee über die Baustelle bis zur Übergabe, Verwaltung und Überwachung des Gebäudes führt.

2015_09_30-03 KomfortzoneIn Anbetracht der Wichtigkeit des Themas hat der Cluster Bau des TIS innovation park die Arbeitsgruppe IEQ gegründet, in welcher lokale Forschungs- und Zertifizierungseinrichtungen, Experten der öffentlichen Verwaltung, Unternehmen und Fachleute zusammentreffen. Die Tagung “Die Komfortzone” ist eine Gelegenheit, die Broschüre „Leitlinien für Komfort” zu präsentieren und zu verteilen (kostenlose Kopie an alle Teilnehmer), welche das erste Ergebnis der Arbeitsgruppe ist.

Programm

  • 14.00  Begrüßung und Einführung
  • 14.10  Komfort und Wohlbefinden: ein Gesetz für die   Lebensqualität. Beate Weyland, Fakultät für   Bildungswissenschaften, Freie Universität Bozen
  • 14.40  Planung der thermischen Behaglichkeit. Von adaptiv zu prädiktiv. Clara Peretti, Q-RAD Konsortium
  • 15.10  Die Akustik des Raumes. Von der Planung bis         zum Wohlbefinden. Christina Niederstätter, Raum + Akustik
  • 15:40  Kaffeepause
  • 16.00   Innenraumluftqualität. Energieeffizienz und/oder LüftungMarco Fellin, CNR-IVALSA. Roberta Tomasi,   Eurotherm AG
  • 16.30  Von Strahlungen umgeben:   elektromagnetische Felder und Radon. Luca Verdi, Labor für physikalische Chemie,   Landesagentur für Umwelt
  • 17.00  Natürlich oder künstlich? Strategien für den   Komfort des LichtsGabriele Frasnelli, Stuppner Frasnelli Associati
  • 17.30  Fragen und Antworten. Schlusswort.

Anmeldung: bis 16. Oktober 2015 online hier
Für weitere Informationen:

Pedalare contro il cambiamento climatico.

E del perché gli edifici possono fare molto per contrastarlo.

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Da Venezia a Copenaghen in bici per sensibilizzare al cambiamento climatico. Ha fatto tappa a Bolzano l’iniziativa Ride With Us, con una pedalata collettiva e il successivo evento all’EURAC. Daniele Pernigotti – titolare di Aequilibria, società di consulenza ambientale, accompagnato dall’amico Claudio Bonato, ha inforcato la sua bici a Venezia lo scorso 14 ottobre e in 17 tappe e altrettante giornate arriverà a Copenaghen a fine mese, giusto in tempo per la presentazione dell’ultimo volume del rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sul cambiamento climatico. Giovedì 16 ottobre pomeriggio, dopo aver accolto Daniele e i suoi accompagnatori al Parco delle Semirurali di Bolzano abbiamo percorso insieme in bici poco più di due chilometri lungo la ciclabile che affianca l’Isarco, per raggiungere l’ampia e luminosa hall al piano terra di EURAC.

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Qual è l’impatto degli edifici sul cambiamento climatico e quali soluzioni possiamo mettere in atto per contrastarlo? Gli edifici sono infatti tra i principali responsabili delle emissioni di CO2: in Europa si calcola che il loro impatto superi il 35 per cento delle emissioni totali. Ne abbiamo parlato nel corso della piacevole chiacchierata presso EURAC, oltre che con Daniele, con Roberto Lollini – coordinatore del gruppo “Energy Management in Buildings”, EURAC Istituto per le Energie Rinnovabili) e con Ulrich Santa – direttore dell’Agenzia per l’Energia Alto Adige, CasaClima.

Dopo un resoconto da parte di Daniele su come sono andate le prime tre tappe del tour, abbiamo affrontato diversi argomenti cercando di inquadrare gli scenari attuali e futuri dell’efficienza energetica e della sostenibilità per gli edifici nei quali viviamo. Dal confronto tra gli esperti abbiamo cercato di offrire risposte a diversi interrogativi.

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Genova. Foto: Marco Bertorello, Getty Images

Perché gli edifici sono legati al cambiamento climatico? Come l’Alto Adige sta affrontando questo tema, con l’esperienza di CasaClima e i progetti di ricerca e sviluppo di EURAC? Come si può “sfruttare” positivamente il clima, per ventilare, raffrescare, illuminare gli edifici? Se l’efficienza energetica è destinata a diventare uno standard, può il confort divenire, il nuovo obiettivo futuro dell’innovazione per aziende e progettisti? Come si possono affrontare i costi del risanamento energetico degli edifici e cosa s’intende per “costo ottimale” (vedi la direttiva 2010/31/EU)? Cosa si intende per il “lock-in effect” descritto dall’IPCC? (ovvero la scelta di progettare edifici di bassa qualità dopo il secondo dopoguerra, in presenza di prezzi bassi dell’energia, che si è rivelata responsabile dell’aumento delle emissioni di gas serra mondiali). Perché certificare gli edifici? E numerosi altri spunti di discussione.

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IPCC – Implications for Buildings

Abbiamo lasciato spazio in conclusione a “What’s possible” un video emozionante realizzato da Louie Schwartzberg, per l’ultimo summit sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite dello scorso 23 settembre a New York, con la voce narrante di Morgan Freeman.

Have an enjoyable Ride With Us (Against climate change) !

Hey, questo era il 300° post 🙂 ! Buon blog …

Ride With Us.

Bicycles United Against Climate Change.

2014_09_24 immagine 01Quando il 18.03 scorso Daniele Pernigotti, mi ha scritto una mail dicendomi «Per il prossimo ottobre sto organizzando con un amico la pazzia di fare Venezia-Copenaghen in bicicletta, in occasione della presentazione del rapporto finale di sintesi dell’IPCC […]» non ho neanche finito di leggere la mail che avevo già risposto di sì, senza neanche pensarci, per dare il nostro contributo di bolzanini, amici dell’ambiente e abitanti di quella che qualcuno chiama ‘Italy’s green region’. Daniele è esperto di carbon footprint dei prodotti e coordinatore del gruppo di lavoro UNI sulle emissioni di gas serra, il suo amico Claudio Bonato ha un bar a Marghera (VE). I due intraprendenti partiranno da Piazzale Roma a Venezia il 14. ottobre e percorreranno in bici il tratto Venezia-Copenhagen attraverso 17 tappe:

  1. Venezia – Schio (VI) 14.10.2014 (93 km)
  2. Rovereto (TN) 15.10 (47 km)
  3. Bolzano 16.10 (81 km)
  4. Innsbruck (A) 17.10 (124 km)
  5. Kochel am See (D) 18.10 (70 km)
  6. München (D) 19.10 (66 km)
  7. Ingolstadt (D) 20.10 (89 km)
  8. Nürnberg (D) 21.10 (104 km)
  9. Kronach (D) 22.10 (129 km)
  10. Jena (D) 23.10 (107 km)
  11. Leipzig (D) 24.10 (91 km)
  12. Wittenberg (D) 25.10 (76 km)
  13. Berlin (D) 26.10 (105 km)
  14. Robel Muritz (D) 27.10 (128 km)
  15. Rostock (D) 28.10 (104 km)
  16. Praesto (DK) 29.10 (89 km)
  17. Copenhagen (DK) 30.10 (83 km)

Perché pedalare fino a Copenhagen?

Perché il 31 ottobre a Copenhagen verrà presentato il 5AR Synthesis Report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change ), documento che raccoglie la sintesi dei tre volumi del V° Rapporto di valutazione sul clima (5AR) la cui pubblicazione ha luogo in diversi momenti a partire dall’ottobre del 2013. Si tratta del più importante documento di analisi del cambiamento climatico a livello mondiale. Venezia e Copenhagen sono due città dell’Unione Europea molto diverse per cultura, ma in qualche modo simili per lo stretto rapporto con il mare che ha segnato il loro sviluppo. Unirle simbolicamente con una pedalata attraverso l’Europa, proprio in occasione della presentazione del 5AR, è un modo per evidenziare quanto i rispettivi destini siano collegati con il cambiamento climatico in atto.

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Trovate tutte le informazioni su tappe, percorsi, distanze, altimetrie, eventi, ecc. sul sito di Ride With Us, così come sulla pagina facebook e su Twitter.

La partecipazione

L’idea alla base del progetto è quella di rilanciare sul territorio e sui media nazionali l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tema del cambiamento climatico. La comunicazione dell’evento è impostata per facilitare per quanto più possibile la libera partecipazione alla pedalata in bicicletta di tutti in modo che, attraverso una chiara indicazione del percorso e degli orari di avanzamento, ognuno possa decidere di partecipare anche solo per pochi km. Ancora maggior significato dovrebbero assumere le tappe giornaliere.

Gli eventi

Ogni tappa, un evento organizzato intorno alla tematica del cambiamento climatico, per discuterne sia gli aspetti scientifici sia quelli legati alle pratiche quotidiane. Il tema dell’incontro a Bolzano giovedì 16 ottobre pomeriggio organizzato da TIS ed EURAC con il patrocinio dell’Agenzia CasaClima sarà ovviamente quello dell’efficienza energetica degli edifici. Gli edifici sprecano circa la metà dell’energia globale. Tecnologie innovative per costruire case più efficienti dal punto di vista energetico sono già disponibili, quindi è il momento di applicarle. Con questo approccio è possibile ridurre fino al 80% delle emissioni di anidride carbonica prodotte dai sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda, sia nelle nuove costruzioni e nelle esistenti. Grazie a ciò, è possibile combattere il cambiamento climatico. 

Nella chiacchierata dopo l’arrivo in bici di Daniele e Claudio (e di chi si vorrà unire) lungo la ciclabile di Bolzano, discuteremo dalle 18 presso EURAC, con Daniele Pernigotti, con Roberto Lollini di EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili e con Ulrich Santa, direttore dell’Agenzia CasaClima di come è possibile ridurre il forte impatto ambientale degli edifici dove viviamo, studiamo, lavoriamo. Ecco di seguito il programma di dettaglio:

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Giovedì 16 ottobre 2014 | Bolzano

Ore 17.30 | Ciclabile all’altezza del Parco delle Semirurali. Accoglienza e pedalata tutti insieme lungo la ciclabile verso l’EURAC.

Ore 18 – 19 | EURAC, Viale Druso 1. Chiacchierata sul tema “L’impatto degli edifici sul cambiamento climatico” con:

  • Roberto Lollini, esperto di efficientamento energetico, EURAC
  • Daniele Pernigotti, giornalista ambientale e ciclista per l’ambiente
  • Ulrich Santa, direttore Agenzia CasaClima

Modera: Carlo Battisti, Cluster Edilizia, TIS innovation park.

Amanti della bici, appassionati di sostenibilità, ciclisti ambientali, … Vi aspettiamo ! 🙂

Ride With Us is an opportunity to remind the importance to maintain a constant high level of attention on climate change. The trip is a sort of path towards the presentation of the IPCC 5AR Synthesis Report which will take place on October 31stin Copenhagen. 17 stages plus conferences or meetings on climate change in several stops throughout the journey. People are free to participate, also only for few km, riding with the organizers to show the personal involvement on the climate change issues.

L’università dei decatleti.

Sì, sono queste le università che ci piacciono … ragazzi che studiano con passione ed entusiasmo, sviluppano e sperimentano soluzioni innovative per risolvere i grandi problemi del mondo. Il cambiamento climatico si attenua con l’applicazione dell’efficienza energetica e dell’autosufficienza negli edifici, con una grande attenzione al comfort (termico, acustico, luminoso e dell’aria) e alla qualità della vita. E’ ciò che è andato in scena al TIS il 17.04.2014 con un evento tutto dedicato alla competizione internazionale delle case solari realizzate da studenti universitari di tutto il mondo: Solar Decathlon.

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David Calas, TU Wien (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon è un concorso internazionale promosso dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che mette a confronto 20 squadre universitarie nel progettare, costruire e far funzionare la casa a energia solare più attraente, efficace e a basso consumo energetico. Vince la squadra che ottiene il maggior punteggio su 10 discipline e riesce a fondere al meglio accessibilità, impatto sul cliente, eccellenza nel design e prestazioni energetiche. Il primo concorso si è tenuto nel 2002 poi ogni due anni dal 2005 al 2013. Il Solar Decathlon permette al pubblico di visitare le case, raccogliere idee e imparare come applicazioni per il risparmio energetico possomo ridurre le bollette. Solar Decathlon Europe è stato istituito nel 2007 con un accordo tra USA e Spagna (ogni due anni pari), quest’anno si terrà a Versailles dal 14.06 al 19.07. Dall’anno scorso c’è anche un Solar Decathlon Cina mentre la versione sudamericana è attesa nel 2016 in Colombia.

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Mario Grimaudo, Roma Tre (foto M. Gretter)

Ne hanno parlato al TIS, nell’evento moderato da Carlo Battisti e Giulia Faiella, i protagonisti che hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona questa esperienza incredibile. Una staffetta che ha collegato idealmente Solar Decathlon 2012 (Madrid), SD 2013 (Irvine, California), SD 2014 (Paris) e SD 2015 (ancora Irvine): David Calas, architetto bolzanino trasferito a Vienna, che nel 2013 è stato responsabile della simulazione energetica della casa LISI (Living Inspired by Sustainable Innovation) del team Austria (Technische Universität Wien) clamoroso 1° classificato in California; Mario Grimaudo, contest captain ed energy strategy manager del progetto MED in Italy, brillante 3° posto a Madrid nel 2012 e che quest’anno ci riprova, sempre con l’Università degli Studi Roma Tre, a Versailles con la casa RhOME for denCity e infine Stefania Rossi, laureanda dell’Università di Roma Tor Vergata, che condurrà il team del progetto STILE (Sustainable Technologies Integrated ad a Learning Experience – gli acronimi del SD sono sempre affascinanti) a Irvine (CA) 08-18.10.2015, in partnership con la West Virginia University. Una sequenza di ‘prime assolute’: la prima volta che il team austriaco (Vienna) e quelli italiani (Roma) vengono messi a confronto, la prima presentazione in Italia di LISI, trionfatrice in California, la prima volta che vengono messi in fila quattro progetti per quattro edizioni consecutive del SD e la prima uscita pubblica di STILE, il progetto di Tor Vergata che corre per il SD 2015.

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Stefania Rossi, Tor Vergata (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon si propone come una vera e propria fucina di soluzioni innovative per le costruzioni. I relatori si sono alternati per tutto il pomeriggio,  davanti ad un pubblico attento di architetti, ingegneri e aziende del settore delle costruzioni sostenibili, raccontando come hanno affrontato la sfida della competizione. Le 20 squadre universitarie che partecipano al concorso annuale, scelte dopo una lunga selezione, spendono quasi due anni per creare case in grado di competere in 10 gare: architettura, marketing, ingegneria, comunicazione, affidabilità, comfort, acqua calda, impianti, vivibilità e bilancio energetico.

Tra una presentazione e l’altra e nel dibattito finale molti gli argomenti trattati: come si adatta la stessa casa a condizioni climatiche molto diverse (da Vienna alla California), come si sviluppa la collaborazione tra università e aziende partner (nel caso di Roma, con molte delle aziende dell’Alto Adige: Rubner, Naturalia-Bau, Eurotherm, ecc.) anche sulla base di piattaforme di progettazione integrata (cloud computing), come interagiscono team universitari di paesi radicalmente differenti (il caso di Tor Vergata e West Virginia), l’applicabilità nel mercato delle costruzioni delle soluzioni sperimentate durante il concorso, cosa ne è della casa del Solar Decathlon una volta conclusa la competizione, l’importanza del project management (rispetto dei costi, dei tempi e della qualità prevista) in un’esperienza così sfidante.

Insomma, un pomeriggio … solare, traboccante di entusiastica innovazione. Congratulazioni al team LISI che l’anno scorso ha lasciato di stucco gli americani (tanto che ora le regole sono cambiate, all’edizione US possono partecipare da quest’anno solo università americane, per lo meno come capogruppo). Complimenti alla simbiosi tra passione mediterranea e tecnologia altoatesina che con MED in Italy ha tenuto alta la bandiera delle università italiane, due anni fa a Casa de Campo, Madrid (noi c’eravamo). Ma il racconto va avanti, a Chienes nel cuore della Val Pusteria nello stabilimento di Rubner si apparecchia la nuova sfida che Roma Tre giocherà nei giardini di Versailles: il concetto di RhOME for denCity affronta il tema del degrado urbano delle metropoli, come ci ha raccontato Mario attraverso le parole di Pasolini da ‘Il fronte della città’. In bocca al lupo ! E tutta la simpatia in chiusura va ad una ragazza al quarto anno di università che per la prima volta (il team STILE ha saputo solo a febbraio di essere stato scelto per SD 2015) ha esposto, di fronte ad un pubblico di navigati professionisti, come la tradizione architettonica romana e l’innovazione si siano incontrate nell’idea che gli studenti di Tor Vergata stanno sviluppando. In bocca al lupo Stefania a Te, ai tuoi compagni e agli attenti docenti che Vi stanno sostenendo in questa esperienza indimenticabile 🙂

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(foto M. Gretter)

Non avete potuto partecipare e Vi siete persi l’evento? Peccato, ma di seguito trovate le presentazioni. Restate connessi, il campionato delle case solari prosegue. Vi terremo informati … 😉

  • LISI, Living Inspired by Sustainable Innovation | David Calas, Technische UniversitätWien (A)
  • MED in Italy, the SustainableMediterranean House | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • RhOME for denCity, a home for ROME | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • Dopo Solar Decathlon: LISI on tour | David Calas, Technische Universität Wien (A)
  • STILE: an ITALY-US cooperation toward the Solar Decathlon 2015 | Stefania Rossi, Università di Roma Tor Vergata / West Virginia University

 

Sostenibilità in edilizia. 5 incontri in Manifattura.

Sostenibilità, riqualificazione e valorizzazione degli edifici sono oggi l’asse portante per una strategia di rilancio del settore edile e dell’architettura italiana. Da marzo fino a giugno, per cinque mercoledì presso Progetto Manifattura di Rovereto si terrà il ciclo di convegni ‘Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio’.

Il ciclo di incontri è organizzato da Macro Design Studio, società di consulenza all’avanguardia in materia di sostenibilità energetico-ambientale per sviluppatori, progettisti e imprese di costruzioni. La serie di convegni ha lo scopo di offrire ai professionisti spunti di riflessione e momenti di confronto tecnico tra esperti nel settore della riqualificazione green, della conservazione delle risorse e delle energie, dello sviluppo sostenibile e della qualità dell’abitare. Questo è il calendario degli appuntamenti, tutti presso la sala conferenze di Progetto Manifattura, per 5 mercoledì con orario 14:00-18:30 (coffee break e aperitivo finale inclusi):

  1. 26.03.2014 | Risanamento del patrimonio edilizio
  2. 16.04.2014 | Certificare gli edifici
  3. 14.05.2014 | Involucro trasparente
  4. 28.05.2014 | Costruzioni in legno e certificazione ARCA
  5. 18.06.2014 | Valutazione LCA ed EPD del settore delle costruzioni
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ex Manifattura Tabacchi, Rovereto

Spiega Paola Moschini, amministratore di Macro Design Studio, architetto e LEED AP: «Affronteremo il tema del risanamento del patrimonio edilizio, la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni – anche con il caso studio del progetto EPOurban del Comune di Bolzano. Si parlerà poi di certificazioni per la sostenibilità in edilizia, facendo chiarezza sullo stato dell’arte dei protocolli più diffusi. Nel terzo incontro – con la collaborazione del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS innovation park di Bolzano – si analizzerà l’involucro la cui rilevanza è centrale oggi nel tema architettonico, sia come durabilità e estetica ma soprattutto come scambio energetico tra interno ed esterno. Negli ultimi due incontri invece si affronterà il tema delle costruzioni in legno e della certificazione ad essi dedicata, ARCA (ARchitettura, Comfort, Ambiente), analizzando i vantaggi qualitativi ed economici di questo nuovo strumento. Il ciclo si chiude infine con l’incontro di giugno con una discussione sulla valutazione LCA (Life Cycle Assessment, l’analisi del ciclo di vita del prodotto), e l’EPD (Environmental Product Declaration, dichiarazione ambientale di prodotto), con l’obiettivo di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel settore costruzioni. Al termine di ogni incontro verrà rilasciato l’attestato di partecipazione. E’ stato richiesto al Consiglio Nazionale degli Architetti,  Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) per ogni evento il riconoscimento di 4 crediti formativi, nell’ambito della formazione continua permanente, così come stabilito dal Regolamento per l’aggiornamento obbligatorio dei professionisti vigente dal 1 gennaio 2014.

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Info: scrivete a eventi@macrodesignstudio.it

Iscrizioni: cliccate qui

Qui sotto trovate il programma generale del ciclo di incontri ed i programmi dettagliati dei singoli appuntamenti. Vi aspettiamo 🙂

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Abbiamo lanciato il sasso nello stagno.

E ora discutiamo delle onde nell’acqua.

La mega-assemblea condominiale di EPOurban. 

10 edifici x 250 alloggi x 2 ore e mezzo di confronto.

2013_11_15 immagine 01Ciò a cui abbiamo assistito lunedì sera a Bolzano è per certi versi un evento che può cambiare il modo di affrontare il tema dell’efficienza energetica e del risanamento sostenibile degli edifici, residenziali ma non solo, a Bolzano, ma non solo. In una fredda serata di San Martino si sono incontrate presso il Centro Parrocchiale a pochi passi dal Duomo di Bolzano circa 80 persone che in comune hanno una cosa sola: abitano in un alloggio, e considerata la situazione tipica di Bolzano, in un alloggio spesso di proprietà e comunque all’interno di un edificio pluripiano.

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Le assessore Patrizia Trincanato (ambiente) e Maria Chiara Pasquali (urbanistica)

L’incontro è nato con l’obiettivo primario di spiegare e discutere i risultati della prima fase operativa del progetto, dieci audit ‘smart’ (vedremo più avanti cosa intendiamo per ‘smart’) su dieci edifici residenziali bolzanini, per un totale di circa 250 alloggi. Ma al di là dei freddi aspetti tecnici, la serata si è presto trasformata in un’ampia e multi-localizzata discussione itinerante sul tema dell’efficienza energetica nelle nostre case. Un’introduzione generale sul progetto nella sala plenaria, poi discussioni parallele nelle sale divise tra edifici storici, edifici tutelati ed edifici anni ’60-’70 (le tipologie architettoniche di Bolzano) e infine di nuovo nella plenaria per confrontare i temi emersi. Tenere 80 persone (alcune anziane) fino alle 23 di un lunedì sera per parlare di efficienza energetica in una specie di mega assemblea condominiale (se è noiosa una tipica assemblea condominiale immaginate quanto può esserlo una allargata a dieci condomini) è già di per sé una notizia. Forse sbaglio a dire che si è trattato della prima assemblea condominiale ‘distribuita’ (dieci condomini in un colpo solo) d’Italia su questo tema, ma di certo questo schema di approccio (anche comunicativo) rappresenta un primo codice caratteristico di EPOurban.

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Norbert Klammsteiner spiega le proposte di risanamento
per gli edifici anni ’60

Un pubblico già in molti casi competente (vivaci discussioni sulla ventilazione meccanica controllata, vantaggi e svantaggi – la casa passiva non è una cosa astrusa e se ne parla come una scelta praticabile). Non è mancato qualche profeta ante litteram: ‘Io l’ho sempre detto che dobbiamo mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto !! …’. Ehi, una volta per tutte, l’efficienza energetica non sono le fonti rinnovabili, è chiaro questo punto? Prima abbatti il consumo di energia con un involucro energeticamente efficiente e con impianti moderni, poi e solo poi produci quel po’ di energia che ti serve con le rinnovabili. Ma nessuno per fortuna ipotizza più ‘Ma il prezzo del combustibile non potrà mica continuare a salire, no?’ Sì, aumenta sempre: il prezzo medio del gasolio era 838 € per 1000 litri a ottobre 2003, 1.410 € a ottobre 2013, pari al +68% in dieci anni. È decisamente più dell’inflazione.

Insomma lunedì, cito Norbert Klammsteiner, uno degli esperti del team di consulenti di EPOurban, abbiamo lanciato il sasso nello stagno, ora discutiamo delle onde nell’acqua (ma prima dovevamo lanciare il sasso !).

L’innovazione di EPOurban

epo_logoIl progetto e l’approccio EPOurban sono a mio avviso innovativi per almeno 10 punti, che provo a sintetizzare di seguito:

  1. Multidisciplinarietà. EPOurban non è solo gli aspetti tecnici e tecnologici del risanamento energetico, che comunque sono importanti. Diciamo che la tecnologia non è un problema. Il progetto affronta gli aspetti finanziari e sociali e lo fa con esperti di finanza, di diritto del condominio, di processi decisionali. Lo fa coinvolgendo i proprietari privati e gli stakeholders sin dal primo momento e anche in seguito, dopo aver sviluppato uno studio di fattibilità. È, in questo senso, un audit ‘smart’ che non si limita agli aspetti tecnici del processo, per poi depositare una fredda relazione tecnica sul tavolo di qualche amministratore, ma che prende in esame tutti gli aspetti del problema, declinando le opportunità dell’edificio.
  2. Centralità del proprietario. È lui il protagonista del processo, è lui che ha in mano l’efficienza energetica. Non è il tecnico, non è l’amministratore condominiale. Possiamo discutere delle situazioni in cui l’alloggio è in affitto, l’affittuario paga le bollette dell’energia e il proprietario non ha interesse alla riduzione dei consumi. Ma efficienza energetica e sostenibilità avanzano se il proprietario diventa centrale (anche ‘stanandolo’ per partecipare a momenti di confronto come quello descritto).
  3. Un nuovo amministratore condominiale. Serve una nuova figura di amministratore del condominio. Reso ancor più responsabile dal nuovo regolamento nazionale, stretto tra le sollecitazioni ‘top-down’ delle opportunità di efficienza energetica, rese possibili dalla tecnologia, e i bisogni ‘bottom-up’ avanzati dai condòmini amministrati, è l’amministratore condominiale che deve capire che non ha alternative; cavalcare l’onda della sostenibilità e farla diventare un programma d’azione per i prossimi anni oppure rimanere confuso tra obblighi e oneri e perdere il treno, magari a favore di nuovi amministratori più ‘imprenditori’ di se stessi e del condominio.
  4. Lavoro di squadra. Non è un gioco da ragazzi. La sostenibilità è una cosa complessa, da misurare e gestire con il bilancino e buone pratiche continue. A semplificarla si rischia di banalizzarla, alimentare false illusioni e vanificare i giusti sforzi. L’approccio multidisciplinare deve diventare multilivello (sensibilizzazione, informazione, formazione, consulenza diretta, confronto tra buone pratiche ed esperienze comuni). Serve una manovra ‘a tenaglia’ per affrontare il problema da tutte le direzioni, codificando soluzioni intelligenti ed efficaci (non sono infinite).
  5. Project management. Questo è un progetto o se preferite un programma o un portfolio di progetti. Quindi servono i project manager, per passare dalla teoria all’azione, dall’analisi ai risultati. Servono PM di nuova generazione. PM della sostenibilità o ancora meglio dell’innovazione sostenibile (è la matrice di questo blog). Intrinsecamente tecnici, ma sempre più trasversali, orientati ad un obiettivo futuro spesso non definito chiaramente a priori, se non nella sua mission. Mutanti. Che utilizzano gli strumenti del project management declinati nelle forme di gestione e comunicazione moderne (dal calcolo della trasmittanza di una muratura esterna fino alla comunicazione attraverso i  social network).
  6. Popolarità. Non auspico che l’efficienza energetica e la sostenibilità diventino di colpo discorsi da bar, come il calcio, nel senso deteriore del termine (ci improvvisiamo tutti allenatori, ognuno può dire la propria sul calcio, tanto nessuno ne ha la controprova) ma nel senso della popolarità dei concetti, sì. Diffondiamo l’efficienza energetica a partire dall’elite dei tecnici e facciamola diventare materia di discussione comune. Ancora una volta, parliamo delle onde nell’acqua. Non discutiamo il ‘se’ e il ‘perché’ ma il ‘come’ e il ‘quanto’.
  7. Tecnici evangelisti. Il ruolo del tecnico assume un’aura diversa, quella, perché no, di un ‘evangelista’ che diffonde il verbo ma in modo concreto, in grado di abbracciare fasce e profili sociali diversi. Dall’anziano attento al portafoglio sino al giovane che si disinteressa totalmente di efficienza energetica ma magari è inconsapevolmente abituato a ottimizzare le risorse (ricicla i rifiuti e si interfaccia online con il mondo). Informazioni chiare, senza pessimismo né facili entusiasmi, soprattutto sugli aspetti finanziari. Un consulente che sta dalla parte del consumatore e diffonde il messaggio per un fine comune.
  8. Abbiamo lanciato il sasso. Il merito di EPOurban è di aver lanciato il sasso (e non aver nascosto la mano…). Dopo l’assemblea di lunedì sera qualcosa è cambiato. La partecipazione dei proprietari è un segnale forte che non va diluito. C’eravamo abituati a pensare che gli interventi di risanamento energetico dovessero necessariamente rimanere progetti complicati, finanziariamente inarrivabili. Qualcosa solo per la singola villetta, non condivisibile in una riunione di condominio. Scopriamo che la realtà non è solo o bianca o nera, ci sono diverse sfumature di possibili interventi, per tutte le tasche e le tempistiche di ritorno dell’investimento.
  9. Il portafoglio. Ormai è chiaro, non è solo una questione ambientale o da ambientalisti. L’efficienza energetica riguarda in primis il nostro portafogli. In una crisi con recessione perdurante non possiamo non-scegliere di risparmiare. Non possiamo confrontare i cartellini al supermercato e poi disperdere ‘su per il camino’ energia e denaro che si potrebbe risparmiare. Non possiamo accettare di spartire l’inefficienza rinunciando ad esempio alla contabilizzazione individuale del calore. Vogliamo continuare a girare con una vettura ‘Euro 0’? Non credo. Serve un volano per partire, certo, ma anche qui le strade possono essere più aperte di quanto sembra.
  10. Il comfort. Non è solo ambiente ma è il comfort nostro e dei nostri figli. E, estendendo, il comfort nelle scuole dei nostri figli, negli uffici nei quali noi lavoriamo o lavorano i nostri cari. Non è solo tutela dell’ambiente, non è solo efficienza energetica, è qualità del vivere. Si tratta di invertire la tendenza e fare un retrofit non solo ‘del motore’ ma anche della qualità dell’ambiente (aria, suono, luce) in cui passiamo il 90% della nostra giornata. Prendiamocene cura tutti, singolarmente e nelle vivaci comunità che il progetto EPOurban ci sta facendo conoscere, poco a poco.

Prossimo appuntamento ufficiale del progetto: ai primi di dicembre a Lipsia per condividere con gli altri partner europei (Lipsia, Praga, Bratislava, Celje, Sopot, Voitsberg) i rispettivi piani d’azione e confrontarsi su strategie e … ricette magiche (che magiche non sono).

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EPOurban procede a tutto gas (risparmiato).