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Zona Comfort.

2015_09_30-01 Comfort zoneUscirne, per trovarlo.

Si sente spesso l’espressione “Uscire dalla zona di comfort” per riuscire ad innovare. La zona di comfort è quello stato nel quale una persona agisce in una quiete neutra, senza ansia e senza rischio, magari tranquillizzata da rassicuranti consuetudini, e da un consolidato modo di pensare. Ma se si vuole innovare è opportuno uscire dal proprio guscio e cambiare la prospettiva, ragionare in modo non convenzionale, insomma “think outside the box” (per utilizzare un’altra espressione analoga). E ciò vale – il gioco di parole è scontato – anche per trovare nuove soluzioni … per il comfort all’interno degli spazi in cui viviamo.

In Europa si trascorre mediamente circa il 90% della propria giornata in ambienti interni: di conseguenza la qualità di tali ambienti ha un’influenza significativa sul benessere, sulla produttività e sulla qualità della vita.

Seattle Public Library (OMA + LMN) 04.04.2015

Traffico e smog sono tra le cause principali dell’inquinamento esterno, cosi come il fumo e le sostanze chimiche possono esserlo per quello interno. Oltre alle sostanze contaminanti, ci sono altri aspetti che influiscono direttamente sulla qualità dell’ambiente interno (Indoor Environmental Quality) e sono intrinsecamente connessi con il concetto di comfort: l’ingresso di luce naturale, la possibilità di vedere verso l’esterno, il microclima inteso come temperatura, umidità, velocità, composizione dell’aria interna e possibilità di regolazione, l’acustica, ecc.

Ci sono diverse strategie per affrontare la tematica IEQ, che verranno presentate in questo convegno. Più in generale, è necessario un approccio integrato e multidisciplinare, che coinvolga progettisti architettonici, impiantistici, committente, impresa di costruzioni, occupanti, lungo tutto il processo che porta dall’ideazione, al cantiere, alla consegna, gestione e monitoraggio dell’edificio.

2015_09_30-02 Zona ComfortData l’importanza del tema, il Cluster Edilizia del TIS innovation park ha promosso la costituzione del Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality – IEQ, che coinvolge enti di ricerca e certificazione del territorio, esperti dell’amministrazione pubblica, imprese e professionisti. Il convegno Zona Comfort sarà anche l’occasione per presentare e distribuire (copia gratuita a tutti i partecipanti) il libretto “Linee Guida sul Comfort” primo risultato del lavoro del gruppo.

Ecco il programma e la “line-up” di relatori di Zona Comfort:

Programma

  • 14.00  Saluti e introduzione
  • 14.10  Comfort e benessere: un diritto per la qualità   della vita. Beate Weyland, Facoltà di Scienze della   Formazione, Libera Università di Bolzano
  • 14.40  Progettare il comfort termoigrometrico. Da   adattivo a predittivo. Clara Peretti, Consorzio Q-RAD
  • 15.10  L’acustica degli spazi. Dalla progettazione al   benessere. Christina Niederstätter, Raum + Akustik
  • 15:40  Coffee break
  • 16.00   Qualità dell’aria indoor. Efficienza energetica   e/o ventilazione? Marco Fellin, CNR-IVALSA. Roberta Tomasi,   Eurotherm Spa
  • 16.30  Immersi nelle radiazioni: campi   elettromagnetici e radon. Luca Verdi, Laboratorio di chimica fisica, Agenzia provinciale per l’ambiente
  • 17.00  Naturale o artificiale? Strategie per il confort   della luce.  Gabriele Frasnelli, Stuppner Frasnelli Associati
  • 17.30  Domande e risposte. Conclusioni.

Iscrizioni: entro il 16 ottobre 2015 on-line qui
Informazioni:

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foto © TIS/A.Filz

Die Komfortzone

In Europa verbringen Menschen im Durchschnitt etwa 90% ihrer Zeit in Innenräumen. Die Qualität dieser Umgebung hat deshalb einen wesentlichen Einfluss auf das Wohlbefinden, die Produktivität und die Lebensqualität.

Verkehr und Smog gehören zu den Hauptursachen von Außenluftverschmutzung, während Rauch und Chemikalien die Innenluft beeinflussen. Neben Verunreinigungen gibt es noch andere Aspekte, die sich unmittelbar auf die Qualität des Innenraumklimas (Indoor Environmental Quality) auswirken und deshalb untrennbar mit dem Komfort verbunden sind: der Eintritt von natürlichem Licht, die Möglichkeit, nach außen zu sehen und das Mikroklima, nämlich die Temperatur, Luftfeuchte, -geschwindigkeit und -zusammensetzung und interne Regulationsmöglichkeiten, die Akustik usw.

Seattle Public Library (OMA + LMN) 04.04.2015

Es gibt unterschiedliche Herangehensweisen an das Thema IEQ, welche in diesem Workshop vorgestellt werden. Ein integrierter und multidisziplinärer Ansatz wird gebraucht, welcher architektonische Planer, Anlagenbauer, Auftraggeber, Bauunternehmen und Bewohner während des gesamten Prozesses miteinbezieht, welcher von der ersten Idee über die Baustelle bis zur Übergabe, Verwaltung und Überwachung des Gebäudes führt.

2015_09_30-03 KomfortzoneIn Anbetracht der Wichtigkeit des Themas hat der Cluster Bau des TIS innovation park die Arbeitsgruppe IEQ gegründet, in welcher lokale Forschungs- und Zertifizierungseinrichtungen, Experten der öffentlichen Verwaltung, Unternehmen und Fachleute zusammentreffen. Die Tagung “Die Komfortzone” ist eine Gelegenheit, die Broschüre „Leitlinien für Komfort” zu präsentieren und zu verteilen (kostenlose Kopie an alle Teilnehmer), welche das erste Ergebnis der Arbeitsgruppe ist.

Programm

  • 14.00  Begrüßung und Einführung
  • 14.10  Komfort und Wohlbefinden: ein Gesetz für die   Lebensqualität. Beate Weyland, Fakultät für   Bildungswissenschaften, Freie Universität Bozen
  • 14.40  Planung der thermischen Behaglichkeit. Von adaptiv zu prädiktiv. Clara Peretti, Q-RAD Konsortium
  • 15.10  Die Akustik des Raumes. Von der Planung bis         zum Wohlbefinden. Christina Niederstätter, Raum + Akustik
  • 15:40  Kaffeepause
  • 16.00   Innenraumluftqualität. Energieeffizienz und/oder LüftungMarco Fellin, CNR-IVALSA. Roberta Tomasi,   Eurotherm AG
  • 16.30  Von Strahlungen umgeben:   elektromagnetische Felder und Radon. Luca Verdi, Labor für physikalische Chemie,   Landesagentur für Umwelt
  • 17.00  Natürlich oder künstlich? Strategien für den   Komfort des LichtsGabriele Frasnelli, Stuppner Frasnelli Associati
  • 17.30  Fragen und Antworten. Schlusswort.

Anmeldung: bis 16. Oktober 2015 online hier
Für weitere Informationen:

Pedalare contro il cambiamento climatico.

E del perché gli edifici possono fare molto per contrastarlo.

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Da Venezia a Copenaghen in bici per sensibilizzare al cambiamento climatico. Ha fatto tappa a Bolzano l’iniziativa Ride With Us, con una pedalata collettiva e il successivo evento all’EURAC. Daniele Pernigotti – titolare di Aequilibria, società di consulenza ambientale, accompagnato dall’amico Claudio Bonato, ha inforcato la sua bici a Venezia lo scorso 14 ottobre e in 17 tappe e altrettante giornate arriverà a Copenaghen a fine mese, giusto in tempo per la presentazione dell’ultimo volume del rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sul cambiamento climatico. Giovedì 16 ottobre pomeriggio, dopo aver accolto Daniele e i suoi accompagnatori al Parco delle Semirurali di Bolzano abbiamo percorso insieme in bici poco più di due chilometri lungo la ciclabile che affianca l’Isarco, per raggiungere l’ampia e luminosa hall al piano terra di EURAC.

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Qual è l’impatto degli edifici sul cambiamento climatico e quali soluzioni possiamo mettere in atto per contrastarlo? Gli edifici sono infatti tra i principali responsabili delle emissioni di CO2: in Europa si calcola che il loro impatto superi il 35 per cento delle emissioni totali. Ne abbiamo parlato nel corso della piacevole chiacchierata presso EURAC, oltre che con Daniele, con Roberto Lollini – coordinatore del gruppo “Energy Management in Buildings”, EURAC Istituto per le Energie Rinnovabili) e con Ulrich Santa – direttore dell’Agenzia per l’Energia Alto Adige, CasaClima.

Dopo un resoconto da parte di Daniele su come sono andate le prime tre tappe del tour, abbiamo affrontato diversi argomenti cercando di inquadrare gli scenari attuali e futuri dell’efficienza energetica e della sostenibilità per gli edifici nei quali viviamo. Dal confronto tra gli esperti abbiamo cercato di offrire risposte a diversi interrogativi.

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Genova. Foto: Marco Bertorello, Getty Images

Perché gli edifici sono legati al cambiamento climatico? Come l’Alto Adige sta affrontando questo tema, con l’esperienza di CasaClima e i progetti di ricerca e sviluppo di EURAC? Come si può “sfruttare” positivamente il clima, per ventilare, raffrescare, illuminare gli edifici? Se l’efficienza energetica è destinata a diventare uno standard, può il confort divenire, il nuovo obiettivo futuro dell’innovazione per aziende e progettisti? Come si possono affrontare i costi del risanamento energetico degli edifici e cosa s’intende per “costo ottimale” (vedi la direttiva 2010/31/EU)? Cosa si intende per il “lock-in effect” descritto dall’IPCC? (ovvero la scelta di progettare edifici di bassa qualità dopo il secondo dopoguerra, in presenza di prezzi bassi dell’energia, che si è rivelata responsabile dell’aumento delle emissioni di gas serra mondiali). Perché certificare gli edifici? E numerosi altri spunti di discussione.

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IPCC – Implications for Buildings

Abbiamo lasciato spazio in conclusione a “What’s possible” un video emozionante realizzato da Louie Schwartzberg, per l’ultimo summit sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite dello scorso 23 settembre a New York, con la voce narrante di Morgan Freeman.

Have an enjoyable Ride With Us (Against climate change) !

Hey, questo era il 300° post 🙂 ! Buon blog …

Ride With Us.

Bicycles United Against Climate Change.

2014_09_24 immagine 01Quando il 18.03 scorso Daniele Pernigotti, mi ha scritto una mail dicendomi «Per il prossimo ottobre sto organizzando con un amico la pazzia di fare Venezia-Copenaghen in bicicletta, in occasione della presentazione del rapporto finale di sintesi dell’IPCC […]» non ho neanche finito di leggere la mail che avevo già risposto di sì, senza neanche pensarci, per dare il nostro contributo di bolzanini, amici dell’ambiente e abitanti di quella che qualcuno chiama ‘Italy’s green region’. Daniele è esperto di carbon footprint dei prodotti e coordinatore del gruppo di lavoro UNI sulle emissioni di gas serra, il suo amico Claudio Bonato ha un bar a Marghera (VE). I due intraprendenti partiranno da Piazzale Roma a Venezia il 14. ottobre e percorreranno in bici il tratto Venezia-Copenhagen attraverso 17 tappe:

  1. Venezia – Schio (VI) 14.10.2014 (93 km)
  2. Rovereto (TN) 15.10 (47 km)
  3. Bolzano 16.10 (81 km)
  4. Innsbruck (A) 17.10 (124 km)
  5. Kochel am See (D) 18.10 (70 km)
  6. München (D) 19.10 (66 km)
  7. Ingolstadt (D) 20.10 (89 km)
  8. Nürnberg (D) 21.10 (104 km)
  9. Kronach (D) 22.10 (129 km)
  10. Jena (D) 23.10 (107 km)
  11. Leipzig (D) 24.10 (91 km)
  12. Wittenberg (D) 25.10 (76 km)
  13. Berlin (D) 26.10 (105 km)
  14. Robel Muritz (D) 27.10 (128 km)
  15. Rostock (D) 28.10 (104 km)
  16. Praesto (DK) 29.10 (89 km)
  17. Copenhagen (DK) 30.10 (83 km)

Perché pedalare fino a Copenhagen?

Perché il 31 ottobre a Copenhagen verrà presentato il 5AR Synthesis Report dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change ), documento che raccoglie la sintesi dei tre volumi del V° Rapporto di valutazione sul clima (5AR) la cui pubblicazione ha luogo in diversi momenti a partire dall’ottobre del 2013. Si tratta del più importante documento di analisi del cambiamento climatico a livello mondiale. Venezia e Copenhagen sono due città dell’Unione Europea molto diverse per cultura, ma in qualche modo simili per lo stretto rapporto con il mare che ha segnato il loro sviluppo. Unirle simbolicamente con una pedalata attraverso l’Europa, proprio in occasione della presentazione del 5AR, è un modo per evidenziare quanto i rispettivi destini siano collegati con il cambiamento climatico in atto.

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Trovate tutte le informazioni su tappe, percorsi, distanze, altimetrie, eventi, ecc. sul sito di Ride With Us, così come sulla pagina facebook e su Twitter.

La partecipazione

L’idea alla base del progetto è quella di rilanciare sul territorio e sui media nazionali l’importanza di mantenere alta l’attenzione sul tema del cambiamento climatico. La comunicazione dell’evento è impostata per facilitare per quanto più possibile la libera partecipazione alla pedalata in bicicletta di tutti in modo che, attraverso una chiara indicazione del percorso e degli orari di avanzamento, ognuno possa decidere di partecipare anche solo per pochi km. Ancora maggior significato dovrebbero assumere le tappe giornaliere.

Gli eventi

Ogni tappa, un evento organizzato intorno alla tematica del cambiamento climatico, per discuterne sia gli aspetti scientifici sia quelli legati alle pratiche quotidiane. Il tema dell’incontro a Bolzano giovedì 16 ottobre pomeriggio organizzato da TIS ed EURAC con il patrocinio dell’Agenzia CasaClima sarà ovviamente quello dell’efficienza energetica degli edifici. Gli edifici sprecano circa la metà dell’energia globale. Tecnologie innovative per costruire case più efficienti dal punto di vista energetico sono già disponibili, quindi è il momento di applicarle. Con questo approccio è possibile ridurre fino al 80% delle emissioni di anidride carbonica prodotte dai sistemi di riscaldamento e produzione di acqua calda, sia nelle nuove costruzioni e nelle esistenti. Grazie a ciò, è possibile combattere il cambiamento climatico. 

Nella chiacchierata dopo l’arrivo in bici di Daniele e Claudio (e di chi si vorrà unire) lungo la ciclabile di Bolzano, discuteremo dalle 18 presso EURAC, con Daniele Pernigotti, con Roberto Lollini di EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili e con Ulrich Santa, direttore dell’Agenzia CasaClima di come è possibile ridurre il forte impatto ambientale degli edifici dove viviamo, studiamo, lavoriamo. Ecco di seguito il programma di dettaglio:

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Giovedì 16 ottobre 2014 | Bolzano

Ore 17.30 | Ciclabile all’altezza del Parco delle Semirurali. Accoglienza e pedalata tutti insieme lungo la ciclabile verso l’EURAC.

Ore 18 – 19 | EURAC, Viale Druso 1. Chiacchierata sul tema “L’impatto degli edifici sul cambiamento climatico” con:

  • Roberto Lollini, esperto di efficientamento energetico, EURAC
  • Daniele Pernigotti, giornalista ambientale e ciclista per l’ambiente
  • Ulrich Santa, direttore Agenzia CasaClima

Modera: Carlo Battisti, Cluster Edilizia, TIS innovation park.

Amanti della bici, appassionati di sostenibilità, ciclisti ambientali, … Vi aspettiamo ! 🙂

Ride With Us is an opportunity to remind the importance to maintain a constant high level of attention on climate change. The trip is a sort of path towards the presentation of the IPCC 5AR Synthesis Report which will take place on October 31stin Copenhagen. 17 stages plus conferences or meetings on climate change in several stops throughout the journey. People are free to participate, also only for few km, riding with the organizers to show the personal involvement on the climate change issues.

L’università dei decatleti.

Sì, sono queste le università che ci piacciono … ragazzi che studiano con passione ed entusiasmo, sviluppano e sperimentano soluzioni innovative per risolvere i grandi problemi del mondo. Il cambiamento climatico si attenua con l’applicazione dell’efficienza energetica e dell’autosufficienza negli edifici, con una grande attenzione al comfort (termico, acustico, luminoso e dell’aria) e alla qualità della vita. E’ ciò che è andato in scena al TIS il 17.04.2014 con un evento tutto dedicato alla competizione internazionale delle case solari realizzate da studenti universitari di tutto il mondo: Solar Decathlon.

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David Calas, TU Wien (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon è un concorso internazionale promosso dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che mette a confronto 20 squadre universitarie nel progettare, costruire e far funzionare la casa a energia solare più attraente, efficace e a basso consumo energetico. Vince la squadra che ottiene il maggior punteggio su 10 discipline e riesce a fondere al meglio accessibilità, impatto sul cliente, eccellenza nel design e prestazioni energetiche. Il primo concorso si è tenuto nel 2002 poi ogni due anni dal 2005 al 2013. Il Solar Decathlon permette al pubblico di visitare le case, raccogliere idee e imparare come applicazioni per il risparmio energetico possomo ridurre le bollette. Solar Decathlon Europe è stato istituito nel 2007 con un accordo tra USA e Spagna (ogni due anni pari), quest’anno si terrà a Versailles dal 14.06 al 19.07. Dall’anno scorso c’è anche un Solar Decathlon Cina mentre la versione sudamericana è attesa nel 2016 in Colombia.

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Mario Grimaudo, Roma Tre (foto M. Gretter)

Ne hanno parlato al TIS, nell’evento moderato da Carlo Battisti e Giulia Faiella, i protagonisti che hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona questa esperienza incredibile. Una staffetta che ha collegato idealmente Solar Decathlon 2012 (Madrid), SD 2013 (Irvine, California), SD 2014 (Paris) e SD 2015 (ancora Irvine): David Calas, architetto bolzanino trasferito a Vienna, che nel 2013 è stato responsabile della simulazione energetica della casa LISI (Living Inspired by Sustainable Innovation) del team Austria (Technische Universität Wien) clamoroso 1° classificato in California; Mario Grimaudo, contest captain ed energy strategy manager del progetto MED in Italy, brillante 3° posto a Madrid nel 2012 e che quest’anno ci riprova, sempre con l’Università degli Studi Roma Tre, a Versailles con la casa RhOME for denCity e infine Stefania Rossi, laureanda dell’Università di Roma Tor Vergata, che condurrà il team del progetto STILE (Sustainable Technologies Integrated ad a Learning Experience – gli acronimi del SD sono sempre affascinanti) a Irvine (CA) 08-18.10.2015, in partnership con la West Virginia University. Una sequenza di ‘prime assolute’: la prima volta che il team austriaco (Vienna) e quelli italiani (Roma) vengono messi a confronto, la prima presentazione in Italia di LISI, trionfatrice in California, la prima volta che vengono messi in fila quattro progetti per quattro edizioni consecutive del SD e la prima uscita pubblica di STILE, il progetto di Tor Vergata che corre per il SD 2015.

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Stefania Rossi, Tor Vergata (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon si propone come una vera e propria fucina di soluzioni innovative per le costruzioni. I relatori si sono alternati per tutto il pomeriggio,  davanti ad un pubblico attento di architetti, ingegneri e aziende del settore delle costruzioni sostenibili, raccontando come hanno affrontato la sfida della competizione. Le 20 squadre universitarie che partecipano al concorso annuale, scelte dopo una lunga selezione, spendono quasi due anni per creare case in grado di competere in 10 gare: architettura, marketing, ingegneria, comunicazione, affidabilità, comfort, acqua calda, impianti, vivibilità e bilancio energetico.

Tra una presentazione e l’altra e nel dibattito finale molti gli argomenti trattati: come si adatta la stessa casa a condizioni climatiche molto diverse (da Vienna alla California), come si sviluppa la collaborazione tra università e aziende partner (nel caso di Roma, con molte delle aziende dell’Alto Adige: Rubner, Naturalia-Bau, Eurotherm, ecc.) anche sulla base di piattaforme di progettazione integrata (cloud computing), come interagiscono team universitari di paesi radicalmente differenti (il caso di Tor Vergata e West Virginia), l’applicabilità nel mercato delle costruzioni delle soluzioni sperimentate durante il concorso, cosa ne è della casa del Solar Decathlon una volta conclusa la competizione, l’importanza del project management (rispetto dei costi, dei tempi e della qualità prevista) in un’esperienza così sfidante.

Insomma, un pomeriggio … solare, traboccante di entusiastica innovazione. Congratulazioni al team LISI che l’anno scorso ha lasciato di stucco gli americani (tanto che ora le regole sono cambiate, all’edizione US possono partecipare da quest’anno solo università americane, per lo meno come capogruppo). Complimenti alla simbiosi tra passione mediterranea e tecnologia altoatesina che con MED in Italy ha tenuto alta la bandiera delle università italiane, due anni fa a Casa de Campo, Madrid (noi c’eravamo). Ma il racconto va avanti, a Chienes nel cuore della Val Pusteria nello stabilimento di Rubner si apparecchia la nuova sfida che Roma Tre giocherà nei giardini di Versailles: il concetto di RhOME for denCity affronta il tema del degrado urbano delle metropoli, come ci ha raccontato Mario attraverso le parole di Pasolini da ‘Il fronte della città’. In bocca al lupo ! E tutta la simpatia in chiusura va ad una ragazza al quarto anno di università che per la prima volta (il team STILE ha saputo solo a febbraio di essere stato scelto per SD 2015) ha esposto, di fronte ad un pubblico di navigati professionisti, come la tradizione architettonica romana e l’innovazione si siano incontrate nell’idea che gli studenti di Tor Vergata stanno sviluppando. In bocca al lupo Stefania a Te, ai tuoi compagni e agli attenti docenti che Vi stanno sostenendo in questa esperienza indimenticabile 🙂

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(foto M. Gretter)

Non avete potuto partecipare e Vi siete persi l’evento? Peccato, ma di seguito trovate le presentazioni. Restate connessi, il campionato delle case solari prosegue. Vi terremo informati … 😉

  • LISI, Living Inspired by Sustainable Innovation | David Calas, Technische UniversitätWien (A)
  • MED in Italy, the SustainableMediterranean House | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • RhOME for denCity, a home for ROME | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • Dopo Solar Decathlon: LISI on tour | David Calas, Technische Universität Wien (A)
  • STILE: an ITALY-US cooperation toward the Solar Decathlon 2015 | Stefania Rossi, Università di Roma Tor Vergata / West Virginia University

 

Sostenibilità in edilizia. 5 incontri in Manifattura.

Sostenibilità, riqualificazione e valorizzazione degli edifici sono oggi l’asse portante per una strategia di rilancio del settore edile e dell’architettura italiana. Da marzo fino a giugno, per cinque mercoledì presso Progetto Manifattura di Rovereto si terrà il ciclo di convegni ‘Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio’.

Il ciclo di incontri è organizzato da Macro Design Studio, società di consulenza all’avanguardia in materia di sostenibilità energetico-ambientale per sviluppatori, progettisti e imprese di costruzioni. La serie di convegni ha lo scopo di offrire ai professionisti spunti di riflessione e momenti di confronto tecnico tra esperti nel settore della riqualificazione green, della conservazione delle risorse e delle energie, dello sviluppo sostenibile e della qualità dell’abitare. Questo è il calendario degli appuntamenti, tutti presso la sala conferenze di Progetto Manifattura, per 5 mercoledì con orario 14:00-18:30 (coffee break e aperitivo finale inclusi):

  1. 26.03.2014 | Risanamento del patrimonio edilizio
  2. 16.04.2014 | Certificare gli edifici
  3. 14.05.2014 | Involucro trasparente
  4. 28.05.2014 | Costruzioni in legno e certificazione ARCA
  5. 18.06.2014 | Valutazione LCA ed EPD del settore delle costruzioni
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ex Manifattura Tabacchi, Rovereto

Spiega Paola Moschini, amministratore di Macro Design Studio, architetto e LEED AP: «Affronteremo il tema del risanamento del patrimonio edilizio, la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni – anche con il caso studio del progetto EPOurban del Comune di Bolzano. Si parlerà poi di certificazioni per la sostenibilità in edilizia, facendo chiarezza sullo stato dell’arte dei protocolli più diffusi. Nel terzo incontro – con la collaborazione del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS innovation park di Bolzano – si analizzerà l’involucro la cui rilevanza è centrale oggi nel tema architettonico, sia come durabilità e estetica ma soprattutto come scambio energetico tra interno ed esterno. Negli ultimi due incontri invece si affronterà il tema delle costruzioni in legno e della certificazione ad essi dedicata, ARCA (ARchitettura, Comfort, Ambiente), analizzando i vantaggi qualitativi ed economici di questo nuovo strumento. Il ciclo si chiude infine con l’incontro di giugno con una discussione sulla valutazione LCA (Life Cycle Assessment, l’analisi del ciclo di vita del prodotto), e l’EPD (Environmental Product Declaration, dichiarazione ambientale di prodotto), con l’obiettivo di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel settore costruzioni. Al termine di ogni incontro verrà rilasciato l’attestato di partecipazione. E’ stato richiesto al Consiglio Nazionale degli Architetti,  Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) per ogni evento il riconoscimento di 4 crediti formativi, nell’ambito della formazione continua permanente, così come stabilito dal Regolamento per l’aggiornamento obbligatorio dei professionisti vigente dal 1 gennaio 2014.

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Info: scrivete a eventi@macrodesignstudio.it

Iscrizioni: cliccate qui

Qui sotto trovate il programma generale del ciclo di incontri ed i programmi dettagliati dei singoli appuntamenti. Vi aspettiamo 🙂

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Abbiamo lanciato il sasso nello stagno.

E ora discutiamo delle onde nell’acqua.

La mega-assemblea condominiale di EPOurban. 

10 edifici x 250 alloggi x 2 ore e mezzo di confronto.

2013_11_15 immagine 01Ciò a cui abbiamo assistito lunedì sera a Bolzano è per certi versi un evento che può cambiare il modo di affrontare il tema dell’efficienza energetica e del risanamento sostenibile degli edifici, residenziali ma non solo, a Bolzano, ma non solo. In una fredda serata di San Martino si sono incontrate presso il Centro Parrocchiale a pochi passi dal Duomo di Bolzano circa 80 persone che in comune hanno una cosa sola: abitano in un alloggio, e considerata la situazione tipica di Bolzano, in un alloggio spesso di proprietà e comunque all’interno di un edificio pluripiano.

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Le assessore Patrizia Trincanato (ambiente) e Maria Chiara Pasquali (urbanistica)

L’incontro è nato con l’obiettivo primario di spiegare e discutere i risultati della prima fase operativa del progetto, dieci audit ‘smart’ (vedremo più avanti cosa intendiamo per ‘smart’) su dieci edifici residenziali bolzanini, per un totale di circa 250 alloggi. Ma al di là dei freddi aspetti tecnici, la serata si è presto trasformata in un’ampia e multi-localizzata discussione itinerante sul tema dell’efficienza energetica nelle nostre case. Un’introduzione generale sul progetto nella sala plenaria, poi discussioni parallele nelle sale divise tra edifici storici, edifici tutelati ed edifici anni ’60-’70 (le tipologie architettoniche di Bolzano) e infine di nuovo nella plenaria per confrontare i temi emersi. Tenere 80 persone (alcune anziane) fino alle 23 di un lunedì sera per parlare di efficienza energetica in una specie di mega assemblea condominiale (se è noiosa una tipica assemblea condominiale immaginate quanto può esserlo una allargata a dieci condomini) è già di per sé una notizia. Forse sbaglio a dire che si è trattato della prima assemblea condominiale ‘distribuita’ (dieci condomini in un colpo solo) d’Italia su questo tema, ma di certo questo schema di approccio (anche comunicativo) rappresenta un primo codice caratteristico di EPOurban.

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Norbert Klammsteiner spiega le proposte di risanamento
per gli edifici anni ’60

Un pubblico già in molti casi competente (vivaci discussioni sulla ventilazione meccanica controllata, vantaggi e svantaggi – la casa passiva non è una cosa astrusa e se ne parla come una scelta praticabile). Non è mancato qualche profeta ante litteram: ‘Io l’ho sempre detto che dobbiamo mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto !! …’. Ehi, una volta per tutte, l’efficienza energetica non sono le fonti rinnovabili, è chiaro questo punto? Prima abbatti il consumo di energia con un involucro energeticamente efficiente e con impianti moderni, poi e solo poi produci quel po’ di energia che ti serve con le rinnovabili. Ma nessuno per fortuna ipotizza più ‘Ma il prezzo del combustibile non potrà mica continuare a salire, no?’ Sì, aumenta sempre: il prezzo medio del gasolio era 838 € per 1000 litri a ottobre 2003, 1.410 € a ottobre 2013, pari al +68% in dieci anni. È decisamente più dell’inflazione.

Insomma lunedì, cito Norbert Klammsteiner, uno degli esperti del team di consulenti di EPOurban, abbiamo lanciato il sasso nello stagno, ora discutiamo delle onde nell’acqua (ma prima dovevamo lanciare il sasso !).

L’innovazione di EPOurban

epo_logoIl progetto e l’approccio EPOurban sono a mio avviso innovativi per almeno 10 punti, che provo a sintetizzare di seguito:

  1. Multidisciplinarietà. EPOurban non è solo gli aspetti tecnici e tecnologici del risanamento energetico, che comunque sono importanti. Diciamo che la tecnologia non è un problema. Il progetto affronta gli aspetti finanziari e sociali e lo fa con esperti di finanza, di diritto del condominio, di processi decisionali. Lo fa coinvolgendo i proprietari privati e gli stakeholders sin dal primo momento e anche in seguito, dopo aver sviluppato uno studio di fattibilità. È, in questo senso, un audit ‘smart’ che non si limita agli aspetti tecnici del processo, per poi depositare una fredda relazione tecnica sul tavolo di qualche amministratore, ma che prende in esame tutti gli aspetti del problema, declinando le opportunità dell’edificio.
  2. Centralità del proprietario. È lui il protagonista del processo, è lui che ha in mano l’efficienza energetica. Non è il tecnico, non è l’amministratore condominiale. Possiamo discutere delle situazioni in cui l’alloggio è in affitto, l’affittuario paga le bollette dell’energia e il proprietario non ha interesse alla riduzione dei consumi. Ma efficienza energetica e sostenibilità avanzano se il proprietario diventa centrale (anche ‘stanandolo’ per partecipare a momenti di confronto come quello descritto).
  3. Un nuovo amministratore condominiale. Serve una nuova figura di amministratore del condominio. Reso ancor più responsabile dal nuovo regolamento nazionale, stretto tra le sollecitazioni ‘top-down’ delle opportunità di efficienza energetica, rese possibili dalla tecnologia, e i bisogni ‘bottom-up’ avanzati dai condòmini amministrati, è l’amministratore condominiale che deve capire che non ha alternative; cavalcare l’onda della sostenibilità e farla diventare un programma d’azione per i prossimi anni oppure rimanere confuso tra obblighi e oneri e perdere il treno, magari a favore di nuovi amministratori più ‘imprenditori’ di se stessi e del condominio.
  4. Lavoro di squadra. Non è un gioco da ragazzi. La sostenibilità è una cosa complessa, da misurare e gestire con il bilancino e buone pratiche continue. A semplificarla si rischia di banalizzarla, alimentare false illusioni e vanificare i giusti sforzi. L’approccio multidisciplinare deve diventare multilivello (sensibilizzazione, informazione, formazione, consulenza diretta, confronto tra buone pratiche ed esperienze comuni). Serve una manovra ‘a tenaglia’ per affrontare il problema da tutte le direzioni, codificando soluzioni intelligenti ed efficaci (non sono infinite).
  5. Project management. Questo è un progetto o se preferite un programma o un portfolio di progetti. Quindi servono i project manager, per passare dalla teoria all’azione, dall’analisi ai risultati. Servono PM di nuova generazione. PM della sostenibilità o ancora meglio dell’innovazione sostenibile (è la matrice di questo blog). Intrinsecamente tecnici, ma sempre più trasversali, orientati ad un obiettivo futuro spesso non definito chiaramente a priori, se non nella sua mission. Mutanti. Che utilizzano gli strumenti del project management declinati nelle forme di gestione e comunicazione moderne (dal calcolo della trasmittanza di una muratura esterna fino alla comunicazione attraverso i  social network).
  6. Popolarità. Non auspico che l’efficienza energetica e la sostenibilità diventino di colpo discorsi da bar, come il calcio, nel senso deteriore del termine (ci improvvisiamo tutti allenatori, ognuno può dire la propria sul calcio, tanto nessuno ne ha la controprova) ma nel senso della popolarità dei concetti, sì. Diffondiamo l’efficienza energetica a partire dall’elite dei tecnici e facciamola diventare materia di discussione comune. Ancora una volta, parliamo delle onde nell’acqua. Non discutiamo il ‘se’ e il ‘perché’ ma il ‘come’ e il ‘quanto’.
  7. Tecnici evangelisti. Il ruolo del tecnico assume un’aura diversa, quella, perché no, di un ‘evangelista’ che diffonde il verbo ma in modo concreto, in grado di abbracciare fasce e profili sociali diversi. Dall’anziano attento al portafoglio sino al giovane che si disinteressa totalmente di efficienza energetica ma magari è inconsapevolmente abituato a ottimizzare le risorse (ricicla i rifiuti e si interfaccia online con il mondo). Informazioni chiare, senza pessimismo né facili entusiasmi, soprattutto sugli aspetti finanziari. Un consulente che sta dalla parte del consumatore e diffonde il messaggio per un fine comune.
  8. Abbiamo lanciato il sasso. Il merito di EPOurban è di aver lanciato il sasso (e non aver nascosto la mano…). Dopo l’assemblea di lunedì sera qualcosa è cambiato. La partecipazione dei proprietari è un segnale forte che non va diluito. C’eravamo abituati a pensare che gli interventi di risanamento energetico dovessero necessariamente rimanere progetti complicati, finanziariamente inarrivabili. Qualcosa solo per la singola villetta, non condivisibile in una riunione di condominio. Scopriamo che la realtà non è solo o bianca o nera, ci sono diverse sfumature di possibili interventi, per tutte le tasche e le tempistiche di ritorno dell’investimento.
  9. Il portafoglio. Ormai è chiaro, non è solo una questione ambientale o da ambientalisti. L’efficienza energetica riguarda in primis il nostro portafogli. In una crisi con recessione perdurante non possiamo non-scegliere di risparmiare. Non possiamo confrontare i cartellini al supermercato e poi disperdere ‘su per il camino’ energia e denaro che si potrebbe risparmiare. Non possiamo accettare di spartire l’inefficienza rinunciando ad esempio alla contabilizzazione individuale del calore. Vogliamo continuare a girare con una vettura ‘Euro 0’? Non credo. Serve un volano per partire, certo, ma anche qui le strade possono essere più aperte di quanto sembra.
  10. Il comfort. Non è solo ambiente ma è il comfort nostro e dei nostri figli. E, estendendo, il comfort nelle scuole dei nostri figli, negli uffici nei quali noi lavoriamo o lavorano i nostri cari. Non è solo tutela dell’ambiente, non è solo efficienza energetica, è qualità del vivere. Si tratta di invertire la tendenza e fare un retrofit non solo ‘del motore’ ma anche della qualità dell’ambiente (aria, suono, luce) in cui passiamo il 90% della nostra giornata. Prendiamocene cura tutti, singolarmente e nelle vivaci comunità che il progetto EPOurban ci sta facendo conoscere, poco a poco.

Prossimo appuntamento ufficiale del progetto: ai primi di dicembre a Lipsia per condividere con gli altri partner europei (Lipsia, Praga, Bratislava, Celje, Sopot, Voitsberg) i rispettivi piani d’azione e confrontarsi su strategie e … ricette magiche (che magiche non sono).

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C’è un EPO ‘buono’. Si chiama EPOurban.

EPOurban procede a tutto gas (risparmiato).

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epo_logoProcede speditamente EPOurban, il progetto del Comune di Bolzano che si prefigge di sviluppare un nuovo modello efficace di risanamento energetico ‘partecipato’ per gli edifici residenziali privati. Il progetto è collocato all’interno del programma europeo di sviluppo della competitività territoriale Central Europe, è iniziato al termine del 2011 per completarsi alla fine del 2014. Oltre alla città di Bolzano sono partner di questa iniziativa, finanziata in toto dall’Unione Europea, Lipsia (Leipzig – D), Sopot (PL), Voitsberg (A), Praga (distretto 11 – CZ), Celje (SLO) e Bratislava (SK).

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Un workshop del progetto

L’obiettivo strategico è duplice: stabilire benefici di lungo termine per i proprietari privati di alloggi, nelle città dell’Europa centrale, fornendo loro piani d’azione pronti all’uso per l’utilizzo ottimale delle loro proprietà. Più in generale stimolare gli investimenti privati in aree urbane degradate, migliorando di conseguenza la coesione a livello locale ed europeo tra le città dell’Europa centrale ed europee in generale. Nel concreto, per quanto riguarda Bolzano, l’obiettivo specifico è quello di sviluppare un servizio di consulenza qualificato (gratuito, in quanto finanziato dal progetto) a beneficio dei proprietari privati per incentivare e agevolare interventi di efficientamento energetico su edifici residenziali della città di Bolzano. Gli edifici privati costituiscono la stragrande maggioranza del patrimonio edilizio cittadino, e per tale motivo interventi finalizzati a migliorarne le prestazioni energetiche (retrofitting) sono fondamentali per ridurre i consumi energetici e l’emissione di CO2 dell’intera città. Ma, trattandosi appunto di edifici privati, il Comune non può che intervenire in modo indiretto, cercando di facilitare questo processo virtuoso. Come si può capire, è una grande operazione strategica sul piano urbano (si può dire l’operazione più importante dei prossimi 20-30 anni, anche in termini di impatto sociale ed economico) in piena rispondenza con gli obiettivi del Patto europeo dei Sindaci, al quale il Comune di Bolzano ha aderito (Masterplan, Piano CO2 neutrale).

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Gli edifici di EPOurban:
Piazza Sernesi 34
(progetto Luis Plattner, 1951)

Nella prima fase del progetto (2012) coordinato da Sara Verones (Ripartizione 5. Pianificazione e Sviluppo del Territorio del Comune di Bolzano – direzione Stefano Rebecchi) con il Cluster Edilizia del TIS come advisor tecnico, un’indagine approfondita ha riscontrato i fabbisogni locali in tema di riqualificazione energetica e la disponibilità attuale di servizi correlati, rilevando le principali criticità e le opportunità per lo sviluppo dell’iniziativa definita dal progetto. Inoltre è stata fatta una mappatura dei cosiddetti stakeholders locali, ovvero le varie parti (sociali, imprenditoriali, economiche) portatrici di interesse nella tematica; passaggio fondamentale per mobilitare e aggregare tutte le forze e le competenze necessarie per condurre in porto un progetto dagli obiettivi, come si è visto, così strategici per il territorio. È chiaro infatti che il risultato positivo di un’iniziativa di questo spessore potrebbe avere, nell’interesse di tutta la comunità, ricadute fondamentali sul benessere dei cittadini (risparmio energetico e comfort abitativo) e sul sistema economico (rimessa in moto del settore delle costruzioni, con tutto l’indotto di servizi che questo comporta).

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Piazza Erbe 11 (XII° secolo)

Nella seconda fase, avviata quest’anno, si è entrati nel vivo degli aspetti operativi del progetto. Tramite una selezione pubblica il Comune ha costituito un gruppo di consulenti, esperti nei vari ambiti considerati fondamentali per lo sviluppo del progetto (tecnici, legali, finanziari). Architetti, ingegneri, docenti universitari, avvocati ed economisti provenienti da Bolzano, Trento, Ferrara e Milano (c’è anche quindi l’opportunità di confrontare approcci ed esperienze diverse di differenti città) sono ora alle prese con la fase di analisi di un gruppo di edifici, per sviluppare un nuovo modello di ‘smart audit’. Si intende smart perché si tratta di indagare le prestazioni energetiche del singolo edificio e proporre uno studio di fattibilità di uno o più interventi di risanamento energetico affrontando in modo sistematico e integrato non solo gli aspetti tecnici, che allo stato dell’arte sembrano essere il problema minore, ma soprattutto quelli giuridici, amministrativi ed economici-finanziari. Sono questi gli aspetti più critici che di fatto ad oggi non consentono l’avvio di un progetto su larga scala di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Per usare una locuzione tanto di moda, un audit 2.0, cioè un approccio (nel caso di EPOurban appunto di tipo ‘consulenziale’) che sappia utilizzare in modo esaustivo tutte le informazioni e gli strumenti disponibili per agire sugli edifici, ma che sappia farlo anche cogliendo in modo agile e snello le peculiarità delle singole tipologie di edificio. Si pensi ad esempio alle differenze di approccio tra un edificio di importanza storica rispetto ad una delle tante palazzine più o meno scadenti degli anni del boom economico. In sintesi, una ‘mass customization’ del retrofitting, operazione evidentemente difficile anche sotto il profilo delle ‘policies’ e della regia degli interventi.

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Via Rencio 2 (1970)

Il ‘dream team’ dei consulenti ha quindi preso in esame una decina di edifici bolzanini, rappresentativi per tipologie, periodo storico, circoscrizione, individuati con avviso pubblico, che serviranno come ‘casi pilota’ per sperimentare il modello di intervento che i tecnici stanno elaborando. Per ognuno degli edifici (dieci su dieci) la partecipazione al progetto è stata ratificata formalmente all’interno dell’assemblea condominiale. Altri dieci edifici seguiranno nel 2014, con la logica: implemento il modello, lo applico, riscontro gli errori, sistemo il modello e lo riapplico su altri edifici per arrivare alla conclusione del progetto con un prodotto ‘validato’. Seguirà poi un periodo di 5 anni di rodaggio (sempre gratuito per i privati in quanto finanziato dal progetto – una grande opportunità !) per perfezionare un sistema in grado poi di procedere autonomamente. Insomma, un progetto di grande importanza strategica completamente allineato con le politiche di efficienza energetica e sostenibilità che l’Europa si sta dando in questi anni, con gli obiettivi di risparmio fissati per il 2020. Tre sono a mio avviso le sfide principali del progetto.

L’audit ‘intelligente’.

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Via Leonardo da Vinci 3 (1955)

Il modello di approccio al risanamento energetico di edifici privati sin qui adottato non ha funzionato in modo sistematico. Stiamo parlando in generale di edifici residenziali privati multipiano, più del 70% del patrimonio edilizio italiano, dove la proprietà è all’80 % suddivisa tra singoli proprietari (non mi riferisco quindi a grandi patrimoni immobiliari la cui proprietà è concentrata nelle mani di singole immobiliaristi o finanziarie, con una maggiore facilità decisionale e operativa). E’ la situazione tipica di Bolzano ma anche della maggior parte delle città italiane. Un approccio nel quale tipicamente un condomino (magari architetto, ingegnere, geometra), oppure l’amministratore condominiale, affiancato dal ‘tecnico di fiducia’ oppure da una società di facility-energy management o da una ESCo (Energy Service Company) propone nella ‘fossa dei leoni’ (l’assemblea condominiale …) l’intervento di risanamento energetico su tutto l’edificio (isolamento a cappotto, serramenti, caldaia e quant’altro). Si scatena la ‘bagarre’ dove ognuno dei condomini porta i propri interessi, accomunati da una generale mancanza di liquidità (il problema principale), dalla poca chiarezza delle regole e delle opportunità, dalle difficoltà operative. E tutto sfuma nel nulla. Ciò che EPOurban si prefigge di fare è appunto portare alle assemblee condominiali un modello di approccio al risanamento energetico – smart audit – (tecnico, giuridico, economico, anche comunicativo !) a 360° nel quale tutti gli aspetti (e le opportunità) siano stati preventivamente analizzati e sperimentati. Un approccio qualificato, trasparente e validato, presentato in modo imparziale con il coordinamento dell’amministrazione pubblica (se questa proposta arriva dal proprio Comune – garante dell’operazione – assume per il singolo condomino un aspetto ben diverso).

Il modello di business.

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Via Leonardo da Vinci 2a (1880)

Ma perché tutta l’operazione funzioni è necessario approntare un modello di business che garantisca un adeguato ritorno economico per gli operatori interessati. Non si parla solo del modello di business che sosterrà a regime l’attività consulenziale promossa dal Comune (potrebbe diventare uno ‘Sportello energia’ a beneficio dei cittadini, attualmente destinatari a Bolzano di una mole di informazioni non adeguatamente coordinate e a volte contradditorie). Mi riferisco appunto ad una soluzione win-win per il risanamento energetico residenziale. Quale sia il beneficio per i singoli proprietari è evidente, un risparmio energetico (ottenuto con soluzioni efficienti e impiego di energie rinnovabili) che si tramuta subito in risparmio economico e riduzione dalla dipendenza dai combustibili fossili. Ma tutto ciò possibilmente senza sborsare un euro (la mancanza di liquidità di cui sopra) e comunque continuando a pagare le stesse bollette fino alla concorrenza dell’investimento sostenuto. Chi è quindi che può gestire l’intera operazione dal punto di vista economico, tecnico e giuridico, tenendo conto soprattutto che gli interventi di risanamento più efficaci sono anche i più costosi e quindi quelli con tempi di ritorno dell’investimento più lunghi? Non certo il singolo condomino, non il condominio nel suo complesso (la cui identità è poco chiara in termini di responsabilità legali e finanziarie). L’idea può essere quella della ESCo una società che investe negli interventi di questo tipo ripagandosi con i risparmi energetici derivanti), meglio se una ESCo mista pubblico-privata che coinvolga appunto il Comune (per le garanzie di cui sopra e per la mission sociale che l’amministrazione pubblica dovrebbe avere) e tutti gli operatori principali interessati (gli stakeholders di cui sopra) che a Bolzano sono chiaramente definiti (associazioni dei condomini, artigiani e costruttori, ordini professionali, l’Agenzia CasaClima che certifichi la validità degli interventi). E ovviamente gli istituti di credito e/o per quanto possibile le risorse economiche provinciali eventualmente accantonate (il fondo di rotazione?) ecc. Coinvolgere il Comune vuol dire coinvolgere la municipalizzata (in questo caso l’Azienda Energetica). E qui sta chiaramente un’altra contraddizione (apparente?). Come può un’azienda energetica, che produce e comunque acquista e vende energia, essere interessata ad un’operazione finalizzata alla riduzione del consumo energetico? Potrebbe esserlo, in una logica di diversificazione dei servizi: ‘non vendo semplicemente energia, divento il partner energetico del cittadino, lo aiuto a risparmiare, lo coinvolgo nella micro produzione locale (le smart grid), gli vendo altri servizi correlati, ecc.’. Non dimentichiamo che le aziende energetiche stanno in un mercato liberalizzato dove la battaglia solo sul prezzo dell’energia può mettere in difficoltà municipalizzate poco avvezze ad innovare. Insomma, un modello tutto da costruire ma il cui risultato potrebbe non essere scontato, se visto in un’ottica complessiva di sviluppo territoriale.

Un processo partecipato.

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Una conferenza stampa del progetto

Un progetto di questa portata ha bisogno come linfa vitale di un adeguato sistema di comunicazione. Non a caso questo è uno dei punti premianti dell’iniziativa che potrebbe trasformare in elementi di successo anche alcuni aspetti apparentemente contraddittori. Una comunicazione a più livelli. Tra i partner del progetto: è di estremo interesse mettere ad esempio a confronto l’esperienza di Bolzano con quella di Lipsia, che ha già sperimentato questo processo consulenziale negli anni ’90 con circa tremila proprietari, oppure con quella di Celje (cittadina caratterizzata quasi integralmente da edifici di importanza storica). Tra il Comune e i partner e stakeholders locali: è stato istituito un tavolo di confronto permanente denominato ‘Cantiere EPOurban’ con l’obiettivo di trasmettere periodicamente e bilateralmente informazioni sull’avanzamento del progetto e spunti di sviluppo. Tra i tecnici del progetto: si è già detto delle competenze trasversali e multidisciplinari che dovrebbero costituire l’elemento fondante del valore aggiunto del progetto. Ma, soprattutto, la comunicazione ‘con gli edifici’ ovvero con i singoli e i nuclei famigliari che all’interno di quegli edifici abitano, in una logica partecipativa con approccio il più possibile ‘bottom-up’ (evitando le soluzioni ‘paracadutate’ dall’alto alle quali facevo riferimento nella premessa). Se l’obiettivo è quello di trasformare un insieme di approcci episodici alla tematica in un ‘movimento del risanamento energetico’ (‘Occupy Energy‘ ??) è necessario attivare il coinvolgimento urbano con una logica di massima partecipazione, anche per condividere un linguaggio comune per il momento ancora troppo tecnico. Lo scenario potrebbe essere ad esempio quello di una grande assemblea condominiale (la ‘madre di tutte le assemblee condominiali’) dove condividere i risultati parziali del progetto e sperimentare la condivisione di una diversa visione del futuro.

Per informazioni sul progetto: link al sito del Comune. Pagina Facebook.

EPOurban’s general objective is to establish long-term benefits to final beneficiaries of the project (private house / flat / property owners) in Central Europe Cities, by providing them with ready-to-use action plans to optimally utilize their property. The project is a counter measure to social segregation, an undertaking to overcome market failure in the private housing markets, caused by social, economic and demographic change. In addition core outputs of EPOurban are a proactive measure to raise the quality of life for citizens under the aspect of increasing attractiveness of districts, enhancing the value of private property and revitalizing deprived urban areas. The project is a counter measure to social segregation, an undertaking to overcome market failure in the private housing markets, caused by social, economic and demographic change. In addition core outputs of EPOurban are a proactive measure to raise the quality of life for citizens under the aspect of increasing attractiveness of districts, enhancing the value of private property and revitalizing deprived urban areas [web site EPOurban project].

EPOurban ist ein EU-finanziertes Projekt, dessen Schwerpunkt in der Aktivierung und Unterstützung der privaten Hauseigentümer bei der energetischen Sanierung des Wohngebäudebestandes liegt. Das Projekt fügt sich damit in den weiter gefassten Kontext der Stadterneuerung ein, ein Thema, dem derzeit besondere Aufmerksamkeit zuteil wird. Die Laufzeit des Projekts, das im Rahmen des EU-Programms “Central Europe” realisiert wird, beträgt 3 Jahre (bis November 2014). Partnerstädte sind u. a. Leipzig (Deutschland), Sopot (Polen), Prag (Tschechische Republik), Celje (Slowenien), Bratislava (Slowakei) und die Kernraumallianz Voitsberg (Österreich). Es zeichnete sich letzthin immer deutlicher ab, dass in dieser wirtschaftlich prekären Lage, die auch unser Land nicht verschont hat, mit innovativen Konzepten, die insbesondere auf die Sanierung des Gebäudebestandes fokussieren, zeitnah konkrete Erfolge erzielt werden können. Die Stadt Bozen hat bereits entsprechende Zeichen gesetzt und sich durch die Unterzeichnung des Konvents der Bürgermeister dazu verpflichtet, einen Aktionsplan für nachhaltige Energie und zur Senkung der CO2-Emissionen vorzulegen und umzusetzen [Web Seite Stadt Bozen].