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Arcipelago fondi.

L’arcipelago dei fondi UE per la ricerca e l’innovazione.

Quello dei finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, soprattutto a livello europeo ma anche nazionale e regionale, è un vero e proprio arcipelago dove è facile perdersi. Ecco di seguito una mappa sintetica dei principali programmi e “framework” europei 2014-2020.

Horizon 2020

Horizon 2020 (H2020) è il Programma Quadro dell’Unione Europea (UE) per la ricerca e l’innovazione relativo al periodo 2014-2020. I Programmi Quadro, di durata settennale, sono il principale strumento con cui l’Unione Europa (UE) finanzia la ricerca in Europa.

Horizon 2020 unifica in un unico strumento finanziario tre programmi precedenti (2007-2013) finalizzati a supportare la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico: il Settimo Programma Quadro (7PQ), il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP) e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT). La sua elaborazione è stata avviata nel 2011, quando i capi di Stato e di governo della UE hanno invitato la Commissione europea, per il periodo 2014-2020, a integrare in un quadro strategico comune i diversi strumenti dedicati a sostenere la ricerca e l’innovazione. La Commissione ha avviato così un’ampia consultazione che ha coinvolto tutti gli attori principali in tema di ricerca e ha portato all’istituzione del Programma.

Lo scopo di Horizon 2020 è sostenere la ricerca e l’innovazione: uno dei cinque obiettivi principali a cui mira Europa 2020, la strategia dell’Unione Europea per il decennio 2010-2020. In linea con questa Strategia, H2020 si propone di contribuire, in particolare, alla realizzazione di una società basata sulla conoscenza e sull’innovazione, orientata verso le grandi priorità indicate dall’Agenda europea per il 2020: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. [fonte. MIUR]

Portale per i partecipanti
H2020 (english)

Horizon 2020

Alpine Space

Il Programma Spazio Alpino 2014-2020 è un Programma transnazionale di “Cooperazione Territoriale Europea” e, assieme ad altri 15 Programmi, contribuisce al miglioramento della cooperazione tra le regioni europee.

In questo Programma, attori nazionali, regionali e locali, collaborano a livello transnazionale in diversi progetti, con una visione comune: supportare uno sviluppo regionale sostenibile nella regione Alpina. Contribuendo alla strategia EU 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, fornisce agli stakeholder un contesto per sviluppare, testare, implementare e coordinare nuove idee.

Il programma interessa un’area di quasi 450.000 km quadrati e una popolazione di circa 70 milioni di persone, rappresentando una delle regioni più diversificate d’Europa. Spazio Alpino  si occupa di:

  • coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione Europea
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (EU 2020)
  • sviluppo e cambiamento della regione alpina

A partire dall’analisi dei bisogni del sistema economico e sociale dello Spazio Alpino e della rilevanza del livello transnazionale, la strategia di intervento del Programma è stata concepita concentrando le risorse su 4 degli 11 obiettivi tematici proposti dai regolamenti europei che sono stati a loro volta articolati nelle seguenti 4 Priorità:

  • Asse 1 – SPAZIO ALPINO INNOVATIVO
  • Asse 2 – SPAZIO ALPINO A BASSE EMISSIONI DI CARBONIO
  • Asse 3 – SPAZIO ALPINO VIVIBILE
  • Asse 4 – SPAZIO ALPINO BEN GOVERNATO

[fonte: sito web Alpine Space]
Alpine Space (home page)

Central Europe

Central Europe

Il programma CENTRAL EUROPE supporta la cooperazione regionale tra i Paesi dell’Europa centrale nel periodo di programmazione 2014-2020, in particolare tra le regioni dei 9 Stati dell’Europa centrale coinvolti: Austria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria, Regioni orientali della Germania, e Regioni settentrionali dell’Italia.

Il programma CENTRAL EUROPE 2020 ha individuato quattro obiettivi tematici per le priorità di investimento.

  • Collaborare sull’innovazione per rendere l’Europa centrale più competitiva: i progetti saranno volti a maggiori investimenti nel campo della ricerca, innovazione e istruzione affrontando le disparità regionali in tema di conoscenza ed istruzione.
  • Cooperare sulle strategie per la riduzione delle emissioni di carbonio in Europa centrale: i progetti dovranno favorire l’uso di energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica creando l’opportunità di nuovi posti di lavoro nel settore low-carbon.
  • Cooperare sulle risorse naturali e culturali per una crescita sostenibile in Europa centrale: i progetti dovranno favorire la protezione e gestione del patrimonio naturale e culturale, sempre più vulnerabili alle pressioni ambientali ed economiche.
  • Cooperare sul trasporto per collegare meglio l’Europa centrale: i progetti mirano a migliorare i collegamenti delle regioni e delle città alle reti di trasporto europee e rafforzare il trasporto passeggeri e merci sviluppando e rafforzando sistemi di trasporto eco-compatibili [fonte: Regione Lombardia]

Central Europe (home page)

COST (Cooperation europeenne dans le domaine de la recherche Scientifique et Technique)

L’iniziativa COST è nata nel 1971 come quadro intergovernativo di cooperazione europea nella ricerca scientifica e tecnologica. Il finanziamento COST avviene tramite progetti, detti Azioni (Action), ciascuna delle quali dura quattro anni.

In totale ci sono 36 Stati Membri COST:

  • 35 Stati Membri: Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Turchia e Regno Unito.
  • 1 Stato Cooperante: Israele.

Questa tipologia di coordinamento serve in particolare per favorire lo sviluppo di ricerche di base e pre-competitive, che difficilmente possono accedere ad altre modalità di finanziamento europeo. E’ importante osservare che il COST finanzia esclusivamente il coordinamento di ricerche nazionali e che non finanzia l’attività di ricerca in sé: i fondi COST possono aiutare a sostenere spese di mobilità dei partecipanti alle Azioni, ma non eventuali costi della ricerca; per esempio non prevedono l’acquisto di materiale sperimentale e non possono essere utilizzati per l’assunzione di personale.

In generale, il singolo ricercatore non può rivolgersi al COST per ottenere direttamente un finanziamento, ma può trovare una rete di colleghi che collabori allo sviluppo di un progetto comune da sottomettere in una area tematica (Domain), esclusivamente tramite l’interfaccia informatica del sito COST, dapprima in forma preliminare e, previa una valutazione positiva, in forma estesa.

I progetti approvati diventano Action e i loro obiettivi sono definiti in un Memorandum of understanding, firmato dai Governi dei Paesi coinvolti. Sono previste due scadenze annuali per la sottomissione dei progetti e per la loro valutazione: una in primavera ed una in autunno [fonte: sito web MIUR]

COST (home page)

FSE (Fondo Sociale Europeo)

Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento utilizzato dall’UE per sostenere l’occupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti. A questo fine, l’FSE investe nel capitale umano dell’Europa: i lavoratori, i giovani e chi è alla ricerca di un lavoro. Grazie a una dotazione di 10 miliardi di euro l’anno, l’FSE aumenta le prospettive occupazionali di milioni di cittadini europei, prestando particolare attenzione a chi incontra maggiori difficoltà a trovare lavoro.

Il Fondo Sociale Europeo è istituito dal Trattato sul Funzionamento dell´Unione Europea all´art. 162, il quale prevede che: “per migliorare le possibilità di occupazione dei lavoratori nell’ambito del mercato interno e contribuire così al miglioramento del tenore di vita, è istituito un Fondo Sociale europeo che ha l’obiettivo di promuovere all’interno dell’Unione le possibilità di occupazione e la mobilità geografica e professionale dei lavoratori, nonché di facilitare l’adeguamento alle trasformazioni industriali e ai cambiamenti dei sistemi di produzione, in particolare attraverso la formazione e la riconversione professionale” [fonte: sito web Ripartizione Europa, Provincia Autonoma di Bolzano].

FSE (home page)

FESR

FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale)

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è uno dei fondi strutturali dell’Unione europea. È lo strumento principale della sua politica regionale ed è gestito dal Commissario europeo per la Politica Regionale

Il FESR concentra gli investimenti su diverse aree prioritarie chiave. Tale approccio assume il nome di «concentrazione tematica»:

  • innovazione e ricerca;
  • agenda digitale;
  • sostegno alle piccole e medie imprese (PMI);
  • economia a basse emissioni di carbonio.

Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità dipendono dalla categoria di regione:

  • nelle regioni più sviluppate almeno l’80 % dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità;
  • nelle regioni in transizione la concentrazione concerne il 60 % dei fondi;
  • nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione concerne il 50 % dei fondi.

Alcune risorse FESR, inoltre, devono essere specificamente destinate a progetti attinenti all’economia a basse emissioni di carbonio:

  • regioni più sviluppate: 20 %;
  • regioni in transizione: 15 %;
  • regioni in ritardo di sviluppo: 12 %.

Il FESR riserva particolare attenzione alle specificità territoriali. La sua azione mira a ridurre i problemi economici, ambientali e sociali che affliggono le aree urbane, investendo principalmente nello sviluppo urbano sostenibile. Almeno il 5 % delle risorse FESR è destinato alle specificità territoriali mediante le «azioni integrate» gestite dalle città.

Le aree svantaggiate dal punto di vista geografico (in quanto isolate, montagnose o a scarsa densità demografica) ricevono un trattamento particolare. Le aree più periferiche, infine, godono di specifici aiuti economici da parte del FESR per far fronte agli eventuali svantaggi derivanti dalle condizioni di lontananza [fonte: portale InfoRegio Commissione Europea].

FESR (Home page)

Interreg Italia – Austria

Interreg Italia – Austria

Interreg V-A Italia – Austria fa parte dei programmi di cooperazione territoriale europea per il periodo 2014-2020. Il programma promuove lo sviluppo equilibrato e sostenibile e l’integrazione armoniosa nell’area di confine tra Italia e Austria. Il programma è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e da contributi pubblici nazionali per un totale di 98 milioni di euro.

Con questi fondi, il programma promuove progetti di cooperazione italiana-austriaca nel campo della ricerca e innovazione, natura e la cultura, espansione delle competenze istituzionali e lo sviluppo regionale a livello locale.

Scopo principale del programma è il rafforzamento della cooperazione territoriale e il mantenimento della qualità della vita e della competitività nell’area di confine tra Italia e Austria. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso azioni mirate a superare le barriere date ai confini, alla creazione di nuove sinergie transfrontaliere, all’incremento dell’attrattività dei territori, alla crescita regionale in un’ottica sostenibile e al raggiungimento di alti livelli di termini di occupazione, produttività e coesione sociale.

La strategia del PC Interreg V-A Italia-Austria ha scelto quattro assi tematici, ovvero assi prioritari (PA), nell’ambito del quale il PC sosterrà progetti transfrontalieri nei prossimi 7 anni. Ogni PA è diviso in una (o più) priorità di investimento (IP), che definisce l’orientamento del PA e per ciascuno dei quali è stato definito un obiettivo specifico

  • Ricerca e innovazione
  • Natura e cultura
  • Istituzioni
  • Sviluppo regionale a livello locale (CLLD)

[fonte: sito web Interreg IT-AU]

Interreg Italia – Austria (home page)

Interreg Italia – Svizzera

Il Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020 contribuisce a conseguire gli obiettivi della Strategia Europa 2020 in linea con i Regolamenti comunitari e la Nuova Politica regionale svizzera (NPR), individuando i bisogni comuni ai due versanti della frontiera in ordine a: obiettivi, priorità, risultati attesi, azioni.

La strategia di Programma si declina in 5 Assi, oltre quello dedicato all’Assistenza tecnica, che rispecchiano gli ambiti di intervento in cui la collaborazione tra gli attori dei due versanti della frontiera è in grado di apportare un significativo valore aggiunto nei due Paesi:

  • Asse 1 Competitività delle imprese
  • Asse 2 Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale
  • Asse 3 Mobilità integrata e sostenibile
  • Asse 4 Servizi per l’integrazione delle comunità
  • Asse 5 Rafforzamento della governance transfrontaliera
  • Asse 6 Assistenza tecnica

L’area di Programma costituisce una delle frontiere esterne dell’Unione Europea ed è situata in posizione strategica sia rispetto al continente europeo nel suo insieme sia alle aree di cooperazione transnazionale del Mediterraneo, del Centro Europa e dello Spazio Alpino.

La dotazione finanziaria di Programma ammonta a € 158.435.912,00 di cui € 100.221.466 a valere sul FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) da parte dell’Unione europea, € 17.686.145,00 di parte nazionale e di € 40.528.301,00 (pari a 42.960.000 CHF) da parte della Confederazione svizzera (dei quali CHF 21.480.000,00 di finanziamento federale e cantonale) [fonte: sito web Interreg IT-CH].

Interreg Italia – Svizzera (home page)

Legge provinciale di Bolzano 13 dicembre 2006, n. 14 ”Ricerca e innovazione”

La legge provinciale 13 dicembre 2006, n. 14 “Ricerca e innovazione” stabilisce i presupposti per un finanziamento mirato e pluriennale della ricerca scientifica, di base e applicata.

La legge

  1. definisce il sistema provinciale della ricerca scientifica e dell’innovazione,
  2. disciplina gli strumenti di programmazione, promozione e monitoraggio della Provincia nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico,
  3. disciplina l’ambito delle attività meritevoli di essere sostenute e definisce i soggetti ammissibili,
  4. individua le risorse finanziarie necessarie per il conseguimento delle finalità della presente legge.

[fonte: portale web Provincia Autonoma di Bolzano]

LP 14/2006 Provincia di Bolzano – Innovazione (home page)

Guida ai finanziamenti UE (2017)

Guide to EU funding (2017)

 

 

 

Carlo Battisti è ingegnere civile e Project Manager certificato IPMA®. Dal 2009 si occupa di progetti di innovazione sostenibile nel settore delle costruzioni, soprattutto come consulente di IDM Südtirol Alto Adige. Ha assistito una dozzina di progetti di ricerca e sviluppo nel campo delle costruzioni e ha fornito 350+ servizi di consulenza tecnologica.

Ha seguito e coordina attualmente la partecipazione a bandi e la gestione di progetti nell’ambito di programmi di finanziamento locali, nazionali ed europei quali: Legge provinciale Bolzano 13 dicembre 2006, n. 14 ”Ricerca e innovazione”, Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Industria 2015 (Ministero dello Sviluppo Economico – MISE), Programma Operativo Interregionale (POI) “Energie rinnovabili e risparmio energetico”, Central Europe, Alpine Space, COST, Interreg Italia-Austria, Interreg Italia-Svizzera.

Maggiori informazioni e contatti qui.

La montagna ci salverà …

… se noi la salveremo.

Di ritorno da un’escursione sulle mie amate Maddalene, piena di buone idee e momenti di semplice felicità, sono ancora e più che mai convinto che la montagna continui ad offrirci un paradigma da seguire per salvarci da un modello di sviluppo dissennato.

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Vedetta Alta (2627 m), Cornicoletto (2418 m) e Monte Luc (2434 m)

Anche l’economia delle malghe viene continuamente influenzata e minacciata dallo sviluppo competitivo. Sussiste il pericolo che i pascoli alpini vengano sfruttati solo più estensivamente o per niente. La conseguenza sarebbe una drastica riduzione della loro superficie a seguito dell’imboschimento e della invasione degli arbusti. La molteplicità degli ecosistemi a lungo termine andrebbe persa.

Le misure per il mantenimento sono: la pulizia dei pascoli e gli incentivi. L’amministrazione forestale provvede in maniera prudente a decespugliare i pascoli invasi. Questo lavoro viene eseguito senza danneggiare il terreno, conservando così il fascino paesaggistico dei pascoli alpini. Mediante una pluralità di aiuti, le infrastrutture delle malghe vengono mantenute: risanamento delle baite, stalle degli alpeggi, approvvigionamento idrico ed elettrico, recinti e strade di accesso.

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Grazie al sostegno mirato della politica in Alto Adige, negli ultimi trent’anni non è stata abbandonata quasi nessuna delle 1.733 malghe. Già da molto tempo vengono “monticati” (monticazione = trasferimento delle mandrie all’alpeggio) circa 95.000 bovini, sgravando così, durante l’estate, i masi di montagna. Mentre le malghe trentine sono prevalentemente di proprietà pubblica, il 91% delle malghe sudtirolesi appartengono a persone fisiche o ad associazioni private.

Nella foto: un esempio di economia semplice che si basa sull’uso responsabile delle risorse e sulla fiducia tra le persone. Non serve altro dopo una faticosa camminata 🙂

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Auch die Almwirtschaft wird von der ständigen wirtschaftlichen Konkurrenzentwicklung beeinflusst und bedroht. Es besteht die Gefahr, dass die Almweiden nur mehr extensiv oder überhaupt nicht mehr genutzt werden. Eine drastische Flächenverminderung durch Verwaldung und Verstrauchung wäre die Folge. Die Vielfalt der Lebensräume würde langfristig verloren gehen.

Die Maßnahmen zur Erhaltung sind: die Weideräumungen und die Förderungsmaßnahmen. In einer schonenden Art und Weise werden von der Forstverwaltung verstrauchte Weideflächen freigeräumt. Dies erfolgt ohne dabei den Boden zu verletzen. Der landschaftliche Reiz der Almweiden bleibt somit erhalten. Durch eine Vielzahl an Förderungen werden die Infrastrukturen der Almen erhalten: Erneuerung von Almhütten, Almställen, Wasser- und Stromversorgung, Weidezäune, Erschließungswege, usw.

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Anbruchverbauung der Mitteregglawine

Aufgrund gezielter Unterstützung seitens der Politik wurde in Südtirol in den letzten 30 Jahren fast keine der 1733 Almen aufgelassen. Seit Jahren werden jährlich rund 95.000 Rinder aufgetrieben. Damit können im Sommer die Bergbauernhöfe entsprechend entlastet werden. Während die italienischen Almen vorwiegend in öffentlichen Besitz sind, gehören 91% der deutschen Almen Privatpersonen oder privaten Körperschaften.

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Le Maddalene

La catena delle Maddalene chiude la Val di Non a settentrione. Il Gruppo delle Maddalene, può essere definito “la montagna più dolce” della Val di Non; nonostante la vicinanza con il gruppo Ortles Cevedale e quello dell’Adamello-Brenta, infatti questi rilievi superano raramente i 2700 metri e pertanto sono caratterizzati da un ambiente estremamente suggestivo fatto di verdi pascoli e malghe d’alpeggio. In estate sono il teatro ideale per il trekking e il nordic walking, mentre in inverno diventano la patria delle escursioni con le ciaspole e lo scialpinismo.

Anello con salita alla Cima Cornicoletto, Belmonte e Vedetta Alta nel gruppo delle Maddalene

Escursione di un’intera giornata dalle grandi soddisfazioni che si svolge interamente in quota e attraverso le più belle cime e creste della selvaggia catena montuosa delle Maddalene, al confine con Trentino e Alto Adige. Avvincente escursione ad anello da svolgere nell’arco di un’intera giornata che concatena tre famose cime del gruppo delle Maddalene: Cima Cornicoletto, Cima Belmonte e Cima Vedetta Alta. L’escursione non comporta particolari difficoltà tecniche se non la confidenza con l’ambiente di alta montagna e con sentieri e creste esposte. Scendendo dalla Cima Vedetta Alta è consigliata una pausa presso una delle tre malghe che si incontrano lungo il rientro: Malga Kessel, Malga di Revò e Malga di Cloz. L’itinerario è sempre ben segnalato, l’unico tratto senza segnaletica a terra ma dalla traccia evidente è tra Cima Cornicoletto e Cima Belmonte [fonte: visittrentino.it]

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Die Magdalener Berge

Die Kette der Magdalener Trentino Berge, die das Val di Non gen Norden hin abschließt, gilt als „das lieblichste Gebirge“ im Val di Non. Trotz ihrer Nähe zur Ortler-Cevedale- und zur Adamello-Brenta-Gruppe überragen diese Erhebungen nur selten die 2700-Meter-Marke und sind durch eine besonders stimmungsvolle Landschaft mit grünen Weiden und Almen geprägt. Im Sommer eignet sich das Gebiet vorzüglich zum Trekking oder Nordic Walking, während man hier im Winter Ausflüge mit den Schneeschuhen oder Skitouren unternehmen kann.

Rundwanderung mit Besteigung des Kornigls, der Schöngrub und der Ultner Hochwart in den Magdalener Bergen

Erlebnisreiche Tagestour, die die schönsten Gipfel und Grate der wilden Magdalener Berge an der Grenze zwischen dem Trentino und Südtirol verbindet.

Eindrucksvolle Rundwanderung, für die man einen gesamten Tag einplanen sollte. Die Tour verbindet drei berühmte Gipfel der Magdalener Berge: den Kornigl, die Schöngrub und die Ultner Hochwart. Die Wanderung weist keine besonderen technischen Schwierigkeiten auf, jedoch sollte man mit der alpinen Umgebung, alpinen Wanderwegen und ausgesetzten Graten vertraut sein. Beim Abstieg von der Ultner Hochwart empfiehlt sich eine Rast auf einer der drei Almen, an denen man auf dem Rückweg vorbeikommt: Kesselalm, Rawauer Alm und Clozner Alm. Der Weg ist stets gut ausgeschildert; der einzige Abschnitt ohne Beschilderung aber mit gut erkennbaren Spuren ist zwischen Kornigl und Schöngrub [Quelle: visittrentino.it/de]

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Le belle scuole dell’Alto Adige.

School Buildings Tour
Quando pedagogia, architettura (e comfort) dialogano insieme.

In concomitanza con la mostra “Costruire scuole in Alto Adige”, TIS innovation park e la rete di competenze “spazio&apprendimento” in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) organizzano due giornate formative dedicate agli edifici scolastici.

Obiettivo delle giornate è approfondire il tema della relazione tra pedagogia e architettura, mostrando come i concetti pedagogici possono concretizzarsi in spazi architettonici innovativi, e scoprire cosa accade quando, nel momento progettuale, pedagogia e architettura dialogano insieme e studiano spazi in cui l’apprendimento e l’insegnamento possono trovare la giusta collocazione. L’evento si compone di un primo pomeriggio presso il Forte di Fortezza, in cui saranno illustrati i concetti di base e condivise le esperienze; seguirà la visita alla mostra “Costruire scuole in Alto Adige” allestita presso il Forte.

2015_10_07-05 Forte Fortezza

Il focus delle due giornate formative è anche sulla tematica del comfort e della qualità ambientale interna; sono previste il giorno successivo visite guidate con i progettisti a tre edifici scolastici dove il comfort interno è un obiettivo centrale:

Scuola Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt, Bolzano
Progetto: Cl&aa Claudio Lucchin e architetti associati
L’ampliamento dell’ex convento dei Frati Cappuccini è completamente sottoterra (10.300 mc su 4 piani) con vincoli in termini di illuminazione naturale e artificiale, ventilazione meccanica controllata e isolazione dal radon, dalla complessità facilmente intuibile.

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Scuola Hannah Arendt, Bolzano (foto: Domusweb)

Scuola primaria di primo grado di San Valentino in Campo e Planetario, Cornedo all’Isarco (Bz)
Progetto: Cez , Calderan e Zanovello architetti
Il nuovo edificio è certificato CasaClima A/Gold con riscaldamento a pavimento e ventilazione controllata ed è autosufficiente dal punto di vista energetico.

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Scuola di San Valentino in Campo (BZ) (foto © Gunter Richard Wett)

Scuola primaria di primo grado di Ora (Bz)
Progetto: Modus Architects, Bressanone
L’edificio esistente degli inizi del ‘900 è stato risanato da umidità e gas radon al piano terra. La nuova costruzione è certificata CasaClima B con pavimenti radianti nei corridoi.

2015_10_07-01 Scuola Ora

Scuola primaria di Ora (BZ)

Programma
Punto di ritrovo:

  • Venerdì 23 ottobre: ore 15.00 – Forte di Fortezza, via  Brennero, 39045 Fortezza (BZ)
  • Sabato 24 ottobre: ore 8.45 – TIS innovation park, Via Siemens 19, 39100 Bolzano

Costo:  245 € IVA inclusa

Queste le altre scuole in mostra a Fortezza:

A misura di bambino
Scuola per l’infanzia Terento, Comune di Rio Pusteria
progetto: Feld 72 – Vienna – A

2015_10_07-02 Scuola Terento

Scuola per l’infanzia di Terento (Bz) (foto: Hertha Hurnaus)

Design e innovazione
Scuola per l’infanzia e scuola elementare di Eores, Comune di Bressanone
progetto: Pedevilla – Brunico – I

Storia e modernità, insieme
Scuola elementare di Ora, Comune di Ora
progetto: MODUS – Bressanone

Studiare tra le stelle
Scuola elementare e planetarium di Cornedo, Comune di Cornedo
progetto: Zanovello & Calderan – Bolzano

Rinnovare l’esistente
Scuola media secondaria di Monguelfo, Comune di Monguelfo
progetto: Otto Irsara – Brunico

Comfort ipogeo
Scuola per le professioni sociali “Hannah Arendt”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Claudio Lucchin & associati – Bolzano

Da stalla a scuola
Istituto superiore per l’agricoltura “Happacherhof”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Josef March –Bolzano

Una vetrina sul gusto
Scuola alberghiera professionale provinciale “Savoy”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Stifter + Bachmann – Falzes

Un albergo per imparare
Scuola alberghiera e convitto per studenti, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Andrea Sega – Stefan Bauer – Josef March – Bolzano

La città nella città
Libera Universitá di Bolzano – Sede, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Bischoff & Azzola – Zurigo – CH

Vi aspettiamo 🙂 Iscrizioni: qui

La forza del gruppo. Die Stärke der Gruppe.

Fare rete tra imprese, liberi professionisti, istituti di ricerca ed enti pubblici è uno degli strumenti più efficaci per promuovere innovazioni sostenibili e competitive.

immagine evento facciate (media)I gruppi di lavoro TIS sono dedicati ai temi di eccellenza del settore altoatesino delle costruzioni. La partecipazione è gratuita. Lo scopo dei gruppi di lavoro è trovare sinergie e spunti per attività di innovazione in filiera. Alcuni risultati:

  • Corso “FACE”, per diventare esperti di facciate multifunzione; in pianificazione la seconda edizione del corso per il 2016.
  • Elaborazione della norma nazionale UNI 11235 “coperture verdi”, ora in fase di inchiesta
  • Manuale d’uso dell’edificio ad alta efficienza energetica (in corso di elaborazione)
  • Corso SUPSI per risanare edifici con problematiche di Radon (in corso di organizzazione la nuova edizione 2015)
  • Proposta di progetto di innovazione sul tema formaldeide
  • Progetto di innovazione sul tema facciate prefabbricate
  • Partecipazione ad un progetto sul tema dei capitolati prestazionali per le facciate multifunzione
  • Visita al laboratorio per le costruzioni CNR IVALSA di San Michele (TN) sul tema della reazione al fuoco dei materiali e Fire Safety Engineering
  • Serie di workshops sul tema dei processi efficienti / ottimizzazione delle interfacce in edilizia, in collaborazione con il Collegio Costruttori

Nelle riunioni plenarie, i membri dei gruppi propongono e discutono proposte di attività di innovazione (progetti di ricerca e sviluppo, viaggi studio, partecipazione a progetti EU), da sviluppare concretamente assieme al supporto del TIS.

GL Facciate

Networking von Unternehmen, Freiberufler, Forschungsinstitute und Öffentliche Institutionen ist einer der wirkungsvollsten Instrumente, nachhaltige und wettbewerbsfähige Innovation zu fördern. Cluster Bau verwaltet verschiedenen Innovationsarbeitsgruppen über die Excellenzthemen des südtirolers Baubranche.

2015_03_27-01 IEQDie TIS-Arbeitsgruppen beschäftigen sich mit den Exzellenz-Themen der Südtiroler Baubranche. Die Teilnahme ist kostenlos. Ziel ist, Synergien für Innovationsaktivitäten zu finden, in Kooperation mit der lokalen Lieferkette. Die Arbeitsgruppen lieferten beispielsweise die folgenden Ergebnisse:

  • “FACE” Kurs für Fassadenexperten. Eine Zweite Edition (2015) ist in Planung
  • Erarbeitung der nationalen Norm UNI 11235 “coperture verdi”, die sich jetzt in der Abstimmungsphase befindet
  • Handbuch für die Nutzung energieeffizienter Gebäude (in Bearbeitung)
  • Kurs “Sanierung von Gebäuden mit Radon-Problematik
  • 1 Innovationsprojekt zum Thema Multifunktionsfassaden
  • Teilnahme am Projekt “Leistungsorientierte Vergabe für komplexe Fassaden”
  • Technologiereise nach CNR IVALSA – San Michele (TN) zum Thema Brandverhalten von Bauprodukten und Fire Safety Engineering
  • Workshopsreiehe “Schnittstellenoptimiertesbauen” in Zusammenarbeit mit Baukollegium

Versäumen Sie nicht die Gelegneheit, beim nächsten Treffen dabeizusein, um Ihre Interessen auch in die Innovationsaktivitäten der Arbeitsgruppen einzubringen.

A Monocle over South Tyrol.

2014_07_11 immagine 03Monocle is a global briefing covering international affairs, business, culture, fashion and design. Monocle is has a multi-media approach, it is at the same time a lifestyle magazine, a 24-hour radio station, a website, a shop, a café and a strong media brand, all produced by Winkontent Ltd. It was founded in 2007 by Tyler Brûlé, a Canadian entrepreneur, previously Financial Times columnist and founder of the magazine Wallpaper. The CBC News reporter Harry Forestell describes it as a “meeting between Foreign Policy and Vanity Fair”, but it reminds me also the look of Wired, even if the overabundance of news is balanced by a more orderly layout and a rigorous style. Subscriptions cost £90 annually (10 issues, plus two seasonal newspapers), while single issues sell for $ 6 each (UK), 14 $ in the USA or 11 € in Italy, but you may find it at Mardi Gras, Bolzano for 10 😉 In 2011, Monocle was awarded one of the top ten titles of the year by AdAge USA’s ‘A List’ and Brûlé was named Editor of the Year.

The concept of Monocle is very well developed and gives the company a clear positioning in the world media market. Brûlé believed there was a place in the market for a magazine with no regional editions, all in English, that addressed a mobile global audience interested in discovering best practice and people benchmarking success in everything from city governance to simple architecture. 2014_07_11 immagine 05The other initiatives (the radio, the shop, etc.) are also functional in this and define a sort of spread microcosm in which many may recognize, however considering to represent an elite. The magazine believes in print media and has neither a Facebook nor a Twitter account. Ultimately Monocle builds and/or represents a way of life, following which the ‘fans’ (that maybe buy the magazine first of all to own it, then to read it …) read Monocle, dress Monocle, listen to Monocle, sip Monocle … in one word live Monocle, so that the company has published also The Monocle Guide to Better Living

2014_07_11 immagine 02In the July/August issue this month, Monocle has discovered … South Tyrol (not for the first time, it had already depicted Bolzano as one of the ‘coolest’ Italian small cities, some years ago) with a special report (regional travel guide) entitled ‘Südtirol: Italy’s power province’. Wow, great title … Furthermore, Monocle’s correspondents came to Bolzano to interview some ‘special’ Tyroleans. In what sense special? We asked one of them, Gabriele Paglialonga, strategy and innovation expert, born in Bolzano, but with some important experiences abroad (here is the interview – ‘The Briefing‘ broadcasting – on Monocle Radio, recorded at Palais Campofranco, nearby Walther’s Square in Bolzano).

Gabriele 2Q – Gabriele, first of all, why the guys from Monocle have decided to come to Bolzano and what’s the main content of your interview?

Gabriele: I think the main reason for Monocle to be in South Tyrol is a long-term cooperation between the magazine and the region  [see also SMG‘s web site]. There is the need and want from the region to have a presence in more international contexts so to appeal to global audiences, and Monocle definitely is a great partner in this sense. That being said, I found a genuine interest in the Monocle crew about South Tyrol and its peculiarities, such as being a bilingual region but also a beautiful setting.

Q – The South Tyrolean model described by Monocle is almost bucolic and fairy-like. “From award-winning vineyards to the finest hotels, restaurants and mountain retreats, we’ve surveyed the best this alpine Italian province has to offer” says the magazine. Is it really everything so perfect or are there opportunities, especially from an entrepreneurial point of view, that Bolzano and South Tyrol are struggling to seize on?

Monocle BZ

Monocle crew in Bolzano

Gabriele: The common feeling among all participants of the show, including Monocle, was that there is plenty of space for talent, creativity, and so on. We all agreed that we are good enough for all that concerns tourism, but we do need to move beyond that. Clearly, if you want to attract innovators, you need to position the region differently than just a spa/wellness area or a place to enjoy life after retirement.

Q – We generally assume that the joint position of South Tyrol between the Italian culture and the German world represents a huge potential for local companies, meaning that they have the opportunity to compete in a larger market. Is this advantage (if it is) really relevant?

Gabriele: This is a cliché rather than a real advantage. It is definitely true that the area might be more attractive for German-speaking companies that want to locate in Italy, as well as for local companies that can overcome the language barrier right away. However, the “world is flat” and speaks English…or Chinese…and technology enables companies to work on a global scale while sitting in a single location. Just being located across countries is not a value in itself. It would become one if we had – just saying – a common tax area or a mutual recognition of the education systems.

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University Library, Bolzano

Q – How do you see the working future for our local youth (e.g. young people leaving university)? Is it still necessary to leave our country? But above all, is there the possibility to come back and put into action what one has learned, making a real difference and driving our land to become a top-level innovation ecosystem, like other areas in Europe?

Gabriele: Living abroad is a must for all young generations. It is a rich experience that goes beyond studying or working and it is absolutely necessary to have an impact in today’s globalized world. What happens in Haiti rather than Syria has an effect on our lives, same as what happened during the financial crisis had an impact on the whole world. That being said, I think it takes decades for our region to have a role in the international innovation eco-system, because that requires intangible assets that need to be built. For example, we know that one driver of innovation is how fast the adoption of novelties happen. For that, we need lots of “early birds” that have the attitude to experiment. If we look at our demographics, we easily understand why innovation happens faster in California or in Berlin that in South Tyrol. However, it does not mean we should not try, because each of us has the potential to be part of a change and have a positive impact on our community.

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Val di Funes | Villnößtal

 

L’assemblea delle facciate.

Due giorni fa l’assemblea plenaria al TIS innovation park di Bolzano del Gruppo di Lavoro Facciate degli Edifici è stata l’occasione periodica per fare il punto su quanto realizzato l’anno scorso e le attività in programma per il 2014. Nato nel marzo 2012, il GL Facciate include i più importanti operatori del settore altoatesino delle facciate complesse per edifici: aziende general contractor, fornitori specializzati, progettisti, committenti, centri di ricerca e laboratori, università. Il Gruppo opera come un incubatore di idee e progetti di innovazione nel settore delle facciate complesse. Le aziende partecipanti hanno la possibilità di svolgere in cooperazione una serie di attività finalizzate allo sviluppo strategico del settore e al consolidamento dell’eccellenza altoatesina.

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Accanto a tavoli tecnici organizzati su specifiche tematiche (formazione, normativa, retrofit energetico), il Gruppo Facciate opera secondo diverse attività:

  • Formazione qualificata per progettisti e tecnici locali delle facciate
  • Analisi dello stato dell’arte e della normativa
  • Sviluppo di progetti di innovazione in cooperazione
  • Consulenze tecnologiche per lo sviluppo di prodotti e servizi o il miglioramento di processi
  • Promozione delle attività del gruppo
  • Elaborazione di linee guida sulla progettazione, costruzione e gestione di facciate
  • Organizzazione di convegni e workshop sulle facciate
  • Confronto tecnico con i principali committenti edilizi
  • Trasferimento tecnologico tra aziende delle facciate ed enti di ricerca
  • Organizzazione di trasferte per l’acquisizione di know-how (progetti, centri di ricerca, laboratori).

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Nel 2013 il Gruppo ha sviluppato un programma denso di eventi, progetti e contenuti:

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Dopo i risultati già positivi che questo network ha saputo esprimere (da un sondaggio interno presso le aziende il gradimento è dell’80%) il 2014 richiede un ulteriore cambio di marcia. I partner del Gruppo propongono la costituzione di tavoli tecnici su ulteriori tematiche di interesse generale, oltre ad un rafforzamento e ad un ampliamento del bouquet di servizi. Il programma di attività prevede il completamento del Corso FACE e l’approfondimento sui risultati emersi, il completamento del progetto Capitolato Prestazionale Facciate (ne parlerò in un prossimo post), la creazione di una piattaforma di comunicazione condivisa, l’organizzazione di alcuni eventi, come la trasferta a Fensterbau-Frontale (la manifestazione europea più importante del settore, 27-28.03.2014 a Norimberga), l’evento Questioni di Facciata 2014 e altro ancora … Come al solito, stay tuned 😉

Per ulteriori informazioni: qui.

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Die Gebäudehülle erfüllt eine Reihe wichtiger Funktionen, vom Wetterschutz über Transparenz und Ästhetik, bis hin zu ihren energetischen Eigenschaften als Schnittstelle zwischen Innen und Außen. Lokale Akteure haben in Südtirol in den letzten Jahren einige interessante Gebäude realisiert, in denen die Fassadentechnik eine zunehmend bedeutende Rolle spielt. Dank dem hiesigen Unternehmergeist, der Leidenschaft für Innovation und der Qualitätsarbeit lokaler Unternehmen entwickelt sich derzeit ein echtes, lokales Know-how über Fassaden „made in South Tyrol“.

Für weitere Informationen: hier.