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L’autunno è green con il nuovo ciclo di convegni MDS.

Dopo il buon riscontro della prima edizione del 2014, ritorna l’appuntamento con “Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio“, il ciclo di 5 convegni organizzato da Macro Design Studio sempre il giovedì, nei giorni 08.10, 29.10, 12.11, 26.11 e 10.12.2015, presso Progetto Manifattura Rovereto, orario 14:00 – 18:30. Sulla base dei risultati del primo ciclo, ci sono diversi relatori nuovi e i contenuti sono stati aggiornati. Il programma vale quindi anche come aggiornamento professionale (sono disponibili 20 crediti formativi per architetti e periti industriali) anche per coloro che avessero già partecipato nel 2014. Sconto del 20% per gli architetti e ingegneri iscritti alla Fondazione Inarcassa.
Di tutto rilievo i numeri di quest’anno:

  • 5 eventi tematici
  • 20 0re di formazione qualificata
  • 27 relatori
  • 21 partner
  • 20 CFP – crediti formativi professionali (architetti e periti)

2015_09_11-01 Ciclo MDS

Come nella prima edizione, 5 sono gli “hashtag” ovvero le tematiche attuali che caratterizzano quello che è ormai diventato il programma di aggiornamento professionale nel settore delle costruzioni sostenibili di riferimento a livello regionale.

#retrofit
2015_09_11-02 Ciclo MDS
Il risanamento del patrimonio edilizio è la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di dare strumenti utili al fine di risanare il patrimonio edilizio esistente sia per quanto riguarda le prestazioni passive che per quelle attive. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con RISANAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO: 8 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#standard
2015_09_11-03 Ciclo MDS
La sempre maggior richiesta di qualità e sostenibilità ambientale nel mondo dell’edilizia ha portato ad un proliferare di protocolli di certificazione. Obiettivo del seminario è quello di fare chiarezza sullo stato dell’arte dei più diffusi protocolli di certificazione di sostenibilità degli edifici, anche alla luce delle nuove normative europee. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con CERTIFICARE GLI EDIFICI: 29 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#facciate
2015_09_11-04 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con INVOLUCRO TRASPARENTE: 12 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#legno
2015_09_11-05 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con COSTRUZIONI IN LEGNO: 26 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#EPD
2015_09_11-06 Ciclo MDS
Da materia prettamente accademica, le analisi del ciclo di vita dei prodotti stanno diventando sempre più un’occasione per ripensare i processi produttivi delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel nostro settore, anche nell’integrazione con i protocolli ambientali. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con VALUTAZIONE LCA ED EPD DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI: 10 dicembre 2015, ore 14:00-18:30.

Scarica il programma. Per informazioni: eventi@macrodesignstudio.it
Iscrizioni (entro 3 giorni prima del convegno) su Eventbrite qui

#retrofit

2014_03_28 immagine 03Parte bene il ciclo di 5 convegni sulle costruzioni sostenibili organizzato da Macro Design Studio, con la sala piena per il primo evento di mercoledì 26 marzo presso Progetto Manifattura dedicato al risanamento. Il filo logico del #retrofit (era questo l’hashtag scelto su Twitter) ha collegato gli interventi di Giuliano Venturelli della Facoltà di Ingegneria di Brescia (Risanare partendo dall’involucro), Enrico Moschini di Rockwool Italia (Soluzioni tecnologiche a cappotto), Matteo Santucci di Dot.matic (Edifici ad energia quasi zero) e Alberto Basso di Indea (Sistemi di riscaldamento con moduli solari ibridi). Ha concluso Sara Verones del Comune di Bolzano che, con il caso studio del progetto EPOurban, ha dato una visione multidisciplinare e su scala urbana della strategia per il retrofitting degli edifici.

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Molti spunti di discussione sono emersi nell’incontro moderato da Paola Moschini e Carlo Battisti, ed è questo forse il risultato più importante che organizzatori, relatori e partecipanti hanno condiviso. Un’occasione preziosa in sostanza per avere dagli specialisti il quadro sullo stato dell’arte e un’opportunità per interrogarsi su diversi temi, non solo tecnologici, di sviluppo del settore. E’ apparso chiaramente che è necessaria da parte di tutti gli attori in gioco una visione improntata all’innovazione sostenibile, multidisciplinare e integrata. Il seminario di mercoledì è stato anche una testimonianza concreta di collaborazione tra tecnici e professionisti del Trentino e dell’Alto Adige, per unire le forze e scambiare buone pratiche, amplificando le opportunità di ripresa.

Al termine gli organizzatori hanno rilanciato l’invito per altre due iniziative di sicuro interesse: il secondo degli incontri in Manifattura di mercoledì 16 aprile 2014, dedicato alle più importanti certificazioni di sostenibilità degli edifici presenti sul mercato, e l’evento al TIS innovation park di Bolzano del giorno dopo, giovedì 17 aprile, con il confronto tra i team universitari coinvolti nel Solar Decathlon, la più importante competizione internazionale per case passive.

Date dei prossimi incontri del ciclo Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio

Vi aspettiamo 🙂

Sostenibilità in edilizia. 5 incontri in Manifattura.

Sostenibilità, riqualificazione e valorizzazione degli edifici sono oggi l’asse portante per una strategia di rilancio del settore edile e dell’architettura italiana. Da marzo fino a giugno, per cinque mercoledì presso Progetto Manifattura di Rovereto si terrà il ciclo di convegni ‘Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio’.

Il ciclo di incontri è organizzato da Macro Design Studio, società di consulenza all’avanguardia in materia di sostenibilità energetico-ambientale per sviluppatori, progettisti e imprese di costruzioni. La serie di convegni ha lo scopo di offrire ai professionisti spunti di riflessione e momenti di confronto tecnico tra esperti nel settore della riqualificazione green, della conservazione delle risorse e delle energie, dello sviluppo sostenibile e della qualità dell’abitare. Questo è il calendario degli appuntamenti, tutti presso la sala conferenze di Progetto Manifattura, per 5 mercoledì con orario 14:00-18:30 (coffee break e aperitivo finale inclusi):

  1. 26.03.2014 | Risanamento del patrimonio edilizio
  2. 16.04.2014 | Certificare gli edifici
  3. 14.05.2014 | Involucro trasparente
  4. 28.05.2014 | Costruzioni in legno e certificazione ARCA
  5. 18.06.2014 | Valutazione LCA ed EPD del settore delle costruzioni
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ex Manifattura Tabacchi, Rovereto

Spiega Paola Moschini, amministratore di Macro Design Studio, architetto e LEED AP: «Affronteremo il tema del risanamento del patrimonio edilizio, la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni – anche con il caso studio del progetto EPOurban del Comune di Bolzano. Si parlerà poi di certificazioni per la sostenibilità in edilizia, facendo chiarezza sullo stato dell’arte dei protocolli più diffusi. Nel terzo incontro – con la collaborazione del Gruppo di Lavoro Facciate del TIS innovation park di Bolzano – si analizzerà l’involucro la cui rilevanza è centrale oggi nel tema architettonico, sia come durabilità e estetica ma soprattutto come scambio energetico tra interno ed esterno. Negli ultimi due incontri invece si affronterà il tema delle costruzioni in legno e della certificazione ad essi dedicata, ARCA (ARchitettura, Comfort, Ambiente), analizzando i vantaggi qualitativi ed economici di questo nuovo strumento. Il ciclo si chiude infine con l’incontro di giugno con una discussione sulla valutazione LCA (Life Cycle Assessment, l’analisi del ciclo di vita del prodotto), e l’EPD (Environmental Product Declaration, dichiarazione ambientale di prodotto), con l’obiettivo di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel settore costruzioni. Al termine di ogni incontro verrà rilasciato l’attestato di partecipazione. E’ stato richiesto al Consiglio Nazionale degli Architetti,  Pianificatori Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) per ogni evento il riconoscimento di 4 crediti formativi, nell’ambito della formazione continua permanente, così come stabilito dal Regolamento per l’aggiornamento obbligatorio dei professionisti vigente dal 1 gennaio 2014.

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Info: scrivete a eventi@macrodesignstudio.it

Iscrizioni: cliccate qui

Qui sotto trovate il programma generale del ciclo di incontri ed i programmi dettagliati dei singoli appuntamenti. Vi aspettiamo 🙂

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Abbiamo lanciato il sasso nello stagno.

E ora discutiamo delle onde nell’acqua.

La mega-assemblea condominiale di EPOurban. 

10 edifici x 250 alloggi x 2 ore e mezzo di confronto.

2013_11_15 immagine 01Ciò a cui abbiamo assistito lunedì sera a Bolzano è per certi versi un evento che può cambiare il modo di affrontare il tema dell’efficienza energetica e del risanamento sostenibile degli edifici, residenziali ma non solo, a Bolzano, ma non solo. In una fredda serata di San Martino si sono incontrate presso il Centro Parrocchiale a pochi passi dal Duomo di Bolzano circa 80 persone che in comune hanno una cosa sola: abitano in un alloggio, e considerata la situazione tipica di Bolzano, in un alloggio spesso di proprietà e comunque all’interno di un edificio pluripiano.

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Le assessore Patrizia Trincanato (ambiente) e Maria Chiara Pasquali (urbanistica)

L’incontro è nato con l’obiettivo primario di spiegare e discutere i risultati della prima fase operativa del progetto, dieci audit ‘smart’ (vedremo più avanti cosa intendiamo per ‘smart’) su dieci edifici residenziali bolzanini, per un totale di circa 250 alloggi. Ma al di là dei freddi aspetti tecnici, la serata si è presto trasformata in un’ampia e multi-localizzata discussione itinerante sul tema dell’efficienza energetica nelle nostre case. Un’introduzione generale sul progetto nella sala plenaria, poi discussioni parallele nelle sale divise tra edifici storici, edifici tutelati ed edifici anni ’60-’70 (le tipologie architettoniche di Bolzano) e infine di nuovo nella plenaria per confrontare i temi emersi. Tenere 80 persone (alcune anziane) fino alle 23 di un lunedì sera per parlare di efficienza energetica in una specie di mega assemblea condominiale (se è noiosa una tipica assemblea condominiale immaginate quanto può esserlo una allargata a dieci condomini) è già di per sé una notizia. Forse sbaglio a dire che si è trattato della prima assemblea condominiale ‘distribuita’ (dieci condomini in un colpo solo) d’Italia su questo tema, ma di certo questo schema di approccio (anche comunicativo) rappresenta un primo codice caratteristico di EPOurban.

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Norbert Klammsteiner spiega le proposte di risanamento
per gli edifici anni ’60

Un pubblico già in molti casi competente (vivaci discussioni sulla ventilazione meccanica controllata, vantaggi e svantaggi – la casa passiva non è una cosa astrusa e se ne parla come una scelta praticabile). Non è mancato qualche profeta ante litteram: ‘Io l’ho sempre detto che dobbiamo mettere i pannelli fotovoltaici sul tetto !! …’. Ehi, una volta per tutte, l’efficienza energetica non sono le fonti rinnovabili, è chiaro questo punto? Prima abbatti il consumo di energia con un involucro energeticamente efficiente e con impianti moderni, poi e solo poi produci quel po’ di energia che ti serve con le rinnovabili. Ma nessuno per fortuna ipotizza più ‘Ma il prezzo del combustibile non potrà mica continuare a salire, no?’ Sì, aumenta sempre: il prezzo medio del gasolio era 838 € per 1000 litri a ottobre 2003, 1.410 € a ottobre 2013, pari al +68% in dieci anni. È decisamente più dell’inflazione.

Insomma lunedì, cito Norbert Klammsteiner, uno degli esperti del team di consulenti di EPOurban, abbiamo lanciato il sasso nello stagno, ora discutiamo delle onde nell’acqua (ma prima dovevamo lanciare il sasso !).

L’innovazione di EPOurban

epo_logoIl progetto e l’approccio EPOurban sono a mio avviso innovativi per almeno 10 punti, che provo a sintetizzare di seguito:

  1. Multidisciplinarietà. EPOurban non è solo gli aspetti tecnici e tecnologici del risanamento energetico, che comunque sono importanti. Diciamo che la tecnologia non è un problema. Il progetto affronta gli aspetti finanziari e sociali e lo fa con esperti di finanza, di diritto del condominio, di processi decisionali. Lo fa coinvolgendo i proprietari privati e gli stakeholders sin dal primo momento e anche in seguito, dopo aver sviluppato uno studio di fattibilità. È, in questo senso, un audit ‘smart’ che non si limita agli aspetti tecnici del processo, per poi depositare una fredda relazione tecnica sul tavolo di qualche amministratore, ma che prende in esame tutti gli aspetti del problema, declinando le opportunità dell’edificio.
  2. Centralità del proprietario. È lui il protagonista del processo, è lui che ha in mano l’efficienza energetica. Non è il tecnico, non è l’amministratore condominiale. Possiamo discutere delle situazioni in cui l’alloggio è in affitto, l’affittuario paga le bollette dell’energia e il proprietario non ha interesse alla riduzione dei consumi. Ma efficienza energetica e sostenibilità avanzano se il proprietario diventa centrale (anche ‘stanandolo’ per partecipare a momenti di confronto come quello descritto).
  3. Un nuovo amministratore condominiale. Serve una nuova figura di amministratore del condominio. Reso ancor più responsabile dal nuovo regolamento nazionale, stretto tra le sollecitazioni ‘top-down’ delle opportunità di efficienza energetica, rese possibili dalla tecnologia, e i bisogni ‘bottom-up’ avanzati dai condòmini amministrati, è l’amministratore condominiale che deve capire che non ha alternative; cavalcare l’onda della sostenibilità e farla diventare un programma d’azione per i prossimi anni oppure rimanere confuso tra obblighi e oneri e perdere il treno, magari a favore di nuovi amministratori più ‘imprenditori’ di se stessi e del condominio.
  4. Lavoro di squadra. Non è un gioco da ragazzi. La sostenibilità è una cosa complessa, da misurare e gestire con il bilancino e buone pratiche continue. A semplificarla si rischia di banalizzarla, alimentare false illusioni e vanificare i giusti sforzi. L’approccio multidisciplinare deve diventare multilivello (sensibilizzazione, informazione, formazione, consulenza diretta, confronto tra buone pratiche ed esperienze comuni). Serve una manovra ‘a tenaglia’ per affrontare il problema da tutte le direzioni, codificando soluzioni intelligenti ed efficaci (non sono infinite).
  5. Project management. Questo è un progetto o se preferite un programma o un portfolio di progetti. Quindi servono i project manager, per passare dalla teoria all’azione, dall’analisi ai risultati. Servono PM di nuova generazione. PM della sostenibilità o ancora meglio dell’innovazione sostenibile (è la matrice di questo blog). Intrinsecamente tecnici, ma sempre più trasversali, orientati ad un obiettivo futuro spesso non definito chiaramente a priori, se non nella sua mission. Mutanti. Che utilizzano gli strumenti del project management declinati nelle forme di gestione e comunicazione moderne (dal calcolo della trasmittanza di una muratura esterna fino alla comunicazione attraverso i  social network).
  6. Popolarità. Non auspico che l’efficienza energetica e la sostenibilità diventino di colpo discorsi da bar, come il calcio, nel senso deteriore del termine (ci improvvisiamo tutti allenatori, ognuno può dire la propria sul calcio, tanto nessuno ne ha la controprova) ma nel senso della popolarità dei concetti, sì. Diffondiamo l’efficienza energetica a partire dall’elite dei tecnici e facciamola diventare materia di discussione comune. Ancora una volta, parliamo delle onde nell’acqua. Non discutiamo il ‘se’ e il ‘perché’ ma il ‘come’ e il ‘quanto’.
  7. Tecnici evangelisti. Il ruolo del tecnico assume un’aura diversa, quella, perché no, di un ‘evangelista’ che diffonde il verbo ma in modo concreto, in grado di abbracciare fasce e profili sociali diversi. Dall’anziano attento al portafoglio sino al giovane che si disinteressa totalmente di efficienza energetica ma magari è inconsapevolmente abituato a ottimizzare le risorse (ricicla i rifiuti e si interfaccia online con il mondo). Informazioni chiare, senza pessimismo né facili entusiasmi, soprattutto sugli aspetti finanziari. Un consulente che sta dalla parte del consumatore e diffonde il messaggio per un fine comune.
  8. Abbiamo lanciato il sasso. Il merito di EPOurban è di aver lanciato il sasso (e non aver nascosto la mano…). Dopo l’assemblea di lunedì sera qualcosa è cambiato. La partecipazione dei proprietari è un segnale forte che non va diluito. C’eravamo abituati a pensare che gli interventi di risanamento energetico dovessero necessariamente rimanere progetti complicati, finanziariamente inarrivabili. Qualcosa solo per la singola villetta, non condivisibile in una riunione di condominio. Scopriamo che la realtà non è solo o bianca o nera, ci sono diverse sfumature di possibili interventi, per tutte le tasche e le tempistiche di ritorno dell’investimento.
  9. Il portafoglio. Ormai è chiaro, non è solo una questione ambientale o da ambientalisti. L’efficienza energetica riguarda in primis il nostro portafogli. In una crisi con recessione perdurante non possiamo non-scegliere di risparmiare. Non possiamo confrontare i cartellini al supermercato e poi disperdere ‘su per il camino’ energia e denaro che si potrebbe risparmiare. Non possiamo accettare di spartire l’inefficienza rinunciando ad esempio alla contabilizzazione individuale del calore. Vogliamo continuare a girare con una vettura ‘Euro 0’? Non credo. Serve un volano per partire, certo, ma anche qui le strade possono essere più aperte di quanto sembra.
  10. Il comfort. Non è solo ambiente ma è il comfort nostro e dei nostri figli. E, estendendo, il comfort nelle scuole dei nostri figli, negli uffici nei quali noi lavoriamo o lavorano i nostri cari. Non è solo tutela dell’ambiente, non è solo efficienza energetica, è qualità del vivere. Si tratta di invertire la tendenza e fare un retrofit non solo ‘del motore’ ma anche della qualità dell’ambiente (aria, suono, luce) in cui passiamo il 90% della nostra giornata. Prendiamocene cura tutti, singolarmente e nelle vivaci comunità che il progetto EPOurban ci sta facendo conoscere, poco a poco.

Prossimo appuntamento ufficiale del progetto: ai primi di dicembre a Lipsia per condividere con gli altri partner europei (Lipsia, Praga, Bratislava, Celje, Sopot, Voitsberg) i rispettivi piani d’azione e confrontarsi su strategie e … ricette magiche (che magiche non sono).

Articoli collegati:

C’è un EPO ‘buono’. Si chiama EPOurban.

EPOurban procede a tutto gas (risparmiato).

EPOurban procede a tutto gas (risparmiato).

EPOurban geht mit vollgas (sparsam) weiter.

epo_logoProcede speditamente EPOurban, il progetto del Comune di Bolzano che si prefigge di sviluppare un nuovo modello efficace di risanamento energetico ‘partecipato’ per gli edifici residenziali privati. Il progetto è collocato all’interno del programma europeo di sviluppo della competitività territoriale Central Europe, è iniziato al termine del 2011 per completarsi alla fine del 2014. Oltre alla città di Bolzano sono partner di questa iniziativa, finanziata in toto dall’Unione Europea, Lipsia (Leipzig – D), Sopot (PL), Voitsberg (A), Praga (distretto 11 – CZ), Celje (SLO) e Bratislava (SK).

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Un workshop del progetto

L’obiettivo strategico è duplice: stabilire benefici di lungo termine per i proprietari privati di alloggi, nelle città dell’Europa centrale, fornendo loro piani d’azione pronti all’uso per l’utilizzo ottimale delle loro proprietà. Più in generale stimolare gli investimenti privati in aree urbane degradate, migliorando di conseguenza la coesione a livello locale ed europeo tra le città dell’Europa centrale ed europee in generale. Nel concreto, per quanto riguarda Bolzano, l’obiettivo specifico è quello di sviluppare un servizio di consulenza qualificato (gratuito, in quanto finanziato dal progetto) a beneficio dei proprietari privati per incentivare e agevolare interventi di efficientamento energetico su edifici residenziali della città di Bolzano. Gli edifici privati costituiscono la stragrande maggioranza del patrimonio edilizio cittadino, e per tale motivo interventi finalizzati a migliorarne le prestazioni energetiche (retrofitting) sono fondamentali per ridurre i consumi energetici e l’emissione di CO2 dell’intera città. Ma, trattandosi appunto di edifici privati, il Comune non può che intervenire in modo indiretto, cercando di facilitare questo processo virtuoso. Come si può capire, è una grande operazione strategica sul piano urbano (si può dire l’operazione più importante dei prossimi 20-30 anni, anche in termini di impatto sociale ed economico) in piena rispondenza con gli obiettivi del Patto europeo dei Sindaci, al quale il Comune di Bolzano ha aderito (Masterplan, Piano CO2 neutrale).

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Gli edifici di EPOurban:
Piazza Sernesi 34
(progetto Luis Plattner, 1951)

Nella prima fase del progetto (2012) coordinato da Sara Verones (Ripartizione 5. Pianificazione e Sviluppo del Territorio del Comune di Bolzano – direzione Stefano Rebecchi) con il Cluster Edilizia del TIS come advisor tecnico, un’indagine approfondita ha riscontrato i fabbisogni locali in tema di riqualificazione energetica e la disponibilità attuale di servizi correlati, rilevando le principali criticità e le opportunità per lo sviluppo dell’iniziativa definita dal progetto. Inoltre è stata fatta una mappatura dei cosiddetti stakeholders locali, ovvero le varie parti (sociali, imprenditoriali, economiche) portatrici di interesse nella tematica; passaggio fondamentale per mobilitare e aggregare tutte le forze e le competenze necessarie per condurre in porto un progetto dagli obiettivi, come si è visto, così strategici per il territorio. È chiaro infatti che il risultato positivo di un’iniziativa di questo spessore potrebbe avere, nell’interesse di tutta la comunità, ricadute fondamentali sul benessere dei cittadini (risparmio energetico e comfort abitativo) e sul sistema economico (rimessa in moto del settore delle costruzioni, con tutto l’indotto di servizi che questo comporta).

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Piazza Erbe 11 (XII° secolo)

Nella seconda fase, avviata quest’anno, si è entrati nel vivo degli aspetti operativi del progetto. Tramite una selezione pubblica il Comune ha costituito un gruppo di consulenti, esperti nei vari ambiti considerati fondamentali per lo sviluppo del progetto (tecnici, legali, finanziari). Architetti, ingegneri, docenti universitari, avvocati ed economisti provenienti da Bolzano, Trento, Ferrara e Milano (c’è anche quindi l’opportunità di confrontare approcci ed esperienze diverse di differenti città) sono ora alle prese con la fase di analisi di un gruppo di edifici, per sviluppare un nuovo modello di ‘smart audit’. Si intende smart perché si tratta di indagare le prestazioni energetiche del singolo edificio e proporre uno studio di fattibilità di uno o più interventi di risanamento energetico affrontando in modo sistematico e integrato non solo gli aspetti tecnici, che allo stato dell’arte sembrano essere il problema minore, ma soprattutto quelli giuridici, amministrativi ed economici-finanziari. Sono questi gli aspetti più critici che di fatto ad oggi non consentono l’avvio di un progetto su larga scala di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio. Per usare una locuzione tanto di moda, un audit 2.0, cioè un approccio (nel caso di EPOurban appunto di tipo ‘consulenziale’) che sappia utilizzare in modo esaustivo tutte le informazioni e gli strumenti disponibili per agire sugli edifici, ma che sappia farlo anche cogliendo in modo agile e snello le peculiarità delle singole tipologie di edificio. Si pensi ad esempio alle differenze di approccio tra un edificio di importanza storica rispetto ad una delle tante palazzine più o meno scadenti degli anni del boom economico. In sintesi, una ‘mass customization’ del retrofitting, operazione evidentemente difficile anche sotto il profilo delle ‘policies’ e della regia degli interventi.

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Via Rencio 2 (1970)

Il ‘dream team’ dei consulenti ha quindi preso in esame una decina di edifici bolzanini, rappresentativi per tipologie, periodo storico, circoscrizione, individuati con avviso pubblico, che serviranno come ‘casi pilota’ per sperimentare il modello di intervento che i tecnici stanno elaborando. Per ognuno degli edifici (dieci su dieci) la partecipazione al progetto è stata ratificata formalmente all’interno dell’assemblea condominiale. Altri dieci edifici seguiranno nel 2014, con la logica: implemento il modello, lo applico, riscontro gli errori, sistemo il modello e lo riapplico su altri edifici per arrivare alla conclusione del progetto con un prodotto ‘validato’. Seguirà poi un periodo di 5 anni di rodaggio (sempre gratuito per i privati in quanto finanziato dal progetto – una grande opportunità !) per perfezionare un sistema in grado poi di procedere autonomamente. Insomma, un progetto di grande importanza strategica completamente allineato con le politiche di efficienza energetica e sostenibilità che l’Europa si sta dando in questi anni, con gli obiettivi di risparmio fissati per il 2020. Tre sono a mio avviso le sfide principali del progetto.

L’audit ‘intelligente’.

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Via Leonardo da Vinci 3 (1955)

Il modello di approccio al risanamento energetico di edifici privati sin qui adottato non ha funzionato in modo sistematico. Stiamo parlando in generale di edifici residenziali privati multipiano, più del 70% del patrimonio edilizio italiano, dove la proprietà è all’80 % suddivisa tra singoli proprietari (non mi riferisco quindi a grandi patrimoni immobiliari la cui proprietà è concentrata nelle mani di singole immobiliaristi o finanziarie, con una maggiore facilità decisionale e operativa). E’ la situazione tipica di Bolzano ma anche della maggior parte delle città italiane. Un approccio nel quale tipicamente un condomino (magari architetto, ingegnere, geometra), oppure l’amministratore condominiale, affiancato dal ‘tecnico di fiducia’ oppure da una società di facility-energy management o da una ESCo (Energy Service Company) propone nella ‘fossa dei leoni’ (l’assemblea condominiale …) l’intervento di risanamento energetico su tutto l’edificio (isolamento a cappotto, serramenti, caldaia e quant’altro). Si scatena la ‘bagarre’ dove ognuno dei condomini porta i propri interessi, accomunati da una generale mancanza di liquidità (il problema principale), dalla poca chiarezza delle regole e delle opportunità, dalle difficoltà operative. E tutto sfuma nel nulla. Ciò che EPOurban si prefigge di fare è appunto portare alle assemblee condominiali un modello di approccio al risanamento energetico – smart audit – (tecnico, giuridico, economico, anche comunicativo !) a 360° nel quale tutti gli aspetti (e le opportunità) siano stati preventivamente analizzati e sperimentati. Un approccio qualificato, trasparente e validato, presentato in modo imparziale con il coordinamento dell’amministrazione pubblica (se questa proposta arriva dal proprio Comune – garante dell’operazione – assume per il singolo condomino un aspetto ben diverso).

Il modello di business.

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Via Leonardo da Vinci 2a (1880)

Ma perché tutta l’operazione funzioni è necessario approntare un modello di business che garantisca un adeguato ritorno economico per gli operatori interessati. Non si parla solo del modello di business che sosterrà a regime l’attività consulenziale promossa dal Comune (potrebbe diventare uno ‘Sportello energia’ a beneficio dei cittadini, attualmente destinatari a Bolzano di una mole di informazioni non adeguatamente coordinate e a volte contradditorie). Mi riferisco appunto ad una soluzione win-win per il risanamento energetico residenziale. Quale sia il beneficio per i singoli proprietari è evidente, un risparmio energetico (ottenuto con soluzioni efficienti e impiego di energie rinnovabili) che si tramuta subito in risparmio economico e riduzione dalla dipendenza dai combustibili fossili. Ma tutto ciò possibilmente senza sborsare un euro (la mancanza di liquidità di cui sopra) e comunque continuando a pagare le stesse bollette fino alla concorrenza dell’investimento sostenuto. Chi è quindi che può gestire l’intera operazione dal punto di vista economico, tecnico e giuridico, tenendo conto soprattutto che gli interventi di risanamento più efficaci sono anche i più costosi e quindi quelli con tempi di ritorno dell’investimento più lunghi? Non certo il singolo condomino, non il condominio nel suo complesso (la cui identità è poco chiara in termini di responsabilità legali e finanziarie). L’idea può essere quella della ESCo una società che investe negli interventi di questo tipo ripagandosi con i risparmi energetici derivanti), meglio se una ESCo mista pubblico-privata che coinvolga appunto il Comune (per le garanzie di cui sopra e per la mission sociale che l’amministrazione pubblica dovrebbe avere) e tutti gli operatori principali interessati (gli stakeholders di cui sopra) che a Bolzano sono chiaramente definiti (associazioni dei condomini, artigiani e costruttori, ordini professionali, l’Agenzia CasaClima che certifichi la validità degli interventi). E ovviamente gli istituti di credito e/o per quanto possibile le risorse economiche provinciali eventualmente accantonate (il fondo di rotazione?) ecc. Coinvolgere il Comune vuol dire coinvolgere la municipalizzata (in questo caso l’Azienda Energetica). E qui sta chiaramente un’altra contraddizione (apparente?). Come può un’azienda energetica, che produce e comunque acquista e vende energia, essere interessata ad un’operazione finalizzata alla riduzione del consumo energetico? Potrebbe esserlo, in una logica di diversificazione dei servizi: ‘non vendo semplicemente energia, divento il partner energetico del cittadino, lo aiuto a risparmiare, lo coinvolgo nella micro produzione locale (le smart grid), gli vendo altri servizi correlati, ecc.’. Non dimentichiamo che le aziende energetiche stanno in un mercato liberalizzato dove la battaglia solo sul prezzo dell’energia può mettere in difficoltà municipalizzate poco avvezze ad innovare. Insomma, un modello tutto da costruire ma il cui risultato potrebbe non essere scontato, se visto in un’ottica complessiva di sviluppo territoriale.

Un processo partecipato.

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Una conferenza stampa del progetto

Un progetto di questa portata ha bisogno come linfa vitale di un adeguato sistema di comunicazione. Non a caso questo è uno dei punti premianti dell’iniziativa che potrebbe trasformare in elementi di successo anche alcuni aspetti apparentemente contraddittori. Una comunicazione a più livelli. Tra i partner del progetto: è di estremo interesse mettere ad esempio a confronto l’esperienza di Bolzano con quella di Lipsia, che ha già sperimentato questo processo consulenziale negli anni ’90 con circa tremila proprietari, oppure con quella di Celje (cittadina caratterizzata quasi integralmente da edifici di importanza storica). Tra il Comune e i partner e stakeholders locali: è stato istituito un tavolo di confronto permanente denominato ‘Cantiere EPOurban’ con l’obiettivo di trasmettere periodicamente e bilateralmente informazioni sull’avanzamento del progetto e spunti di sviluppo. Tra i tecnici del progetto: si è già detto delle competenze trasversali e multidisciplinari che dovrebbero costituire l’elemento fondante del valore aggiunto del progetto. Ma, soprattutto, la comunicazione ‘con gli edifici’ ovvero con i singoli e i nuclei famigliari che all’interno di quegli edifici abitano, in una logica partecipativa con approccio il più possibile ‘bottom-up’ (evitando le soluzioni ‘paracadutate’ dall’alto alle quali facevo riferimento nella premessa). Se l’obiettivo è quello di trasformare un insieme di approcci episodici alla tematica in un ‘movimento del risanamento energetico’ (‘Occupy Energy‘ ??) è necessario attivare il coinvolgimento urbano con una logica di massima partecipazione, anche per condividere un linguaggio comune per il momento ancora troppo tecnico. Lo scenario potrebbe essere ad esempio quello di una grande assemblea condominiale (la ‘madre di tutte le assemblee condominiali’) dove condividere i risultati parziali del progetto e sperimentare la condivisione di una diversa visione del futuro.

Per informazioni sul progetto: link al sito del Comune. Pagina Facebook.

EPOurban’s general objective is to establish long-term benefits to final beneficiaries of the project (private house / flat / property owners) in Central Europe Cities, by providing them with ready-to-use action plans to optimally utilize their property. The project is a counter measure to social segregation, an undertaking to overcome market failure in the private housing markets, caused by social, economic and demographic change. In addition core outputs of EPOurban are a proactive measure to raise the quality of life for citizens under the aspect of increasing attractiveness of districts, enhancing the value of private property and revitalizing deprived urban areas. The project is a counter measure to social segregation, an undertaking to overcome market failure in the private housing markets, caused by social, economic and demographic change. In addition core outputs of EPOurban are a proactive measure to raise the quality of life for citizens under the aspect of increasing attractiveness of districts, enhancing the value of private property and revitalizing deprived urban areas [web site EPOurban project].

EPOurban ist ein EU-finanziertes Projekt, dessen Schwerpunkt in der Aktivierung und Unterstützung der privaten Hauseigentümer bei der energetischen Sanierung des Wohngebäudebestandes liegt. Das Projekt fügt sich damit in den weiter gefassten Kontext der Stadterneuerung ein, ein Thema, dem derzeit besondere Aufmerksamkeit zuteil wird. Die Laufzeit des Projekts, das im Rahmen des EU-Programms “Central Europe” realisiert wird, beträgt 3 Jahre (bis November 2014). Partnerstädte sind u. a. Leipzig (Deutschland), Sopot (Polen), Prag (Tschechische Republik), Celje (Slowenien), Bratislava (Slowakei) und die Kernraumallianz Voitsberg (Österreich). Es zeichnete sich letzthin immer deutlicher ab, dass in dieser wirtschaftlich prekären Lage, die auch unser Land nicht verschont hat, mit innovativen Konzepten, die insbesondere auf die Sanierung des Gebäudebestandes fokussieren, zeitnah konkrete Erfolge erzielt werden können. Die Stadt Bozen hat bereits entsprechende Zeichen gesetzt und sich durch die Unterzeichnung des Konvents der Bürgermeister dazu verpflichtet, einen Aktionsplan für nachhaltige Energie und zur Senkung der CO2-Emissionen vorzulegen und umzusetzen [Web Seite Stadt Bozen].

Upgrade.

Storie di persone e di case. Geschichten von Menschen und Häusern.

2013_03_13 immagine 06Con il progetto ‘upgrade – storie di persone e di case’ la Fondazione Architettura Alto Adige affronta criticamente l’attuale tema del risanamento energetico degli edifici storici. Upgrade significa migliorare, stare al passo con i tempi, rinnovare.

Mit dem Projekt „upgrade – Geschichten von Menschen und Häusern“ nimmt die Architekturstiftung Südtirol kritisch Stellung zum aktuellen Thema der „energetischen Sanierung“ in Zusammenhang mit „alter Bausubstanz“. upgrade bedeutet verbessern, der Zeit anpassen, erneuern.

Prosegue l’interessante iniziativa della Fondazione Architettura Alto Adige, che ha finalità non solo didattiche ma anche di stimolo al confronto sul tema del recupero (anche energetico) del patrimonio costruito di valore storico. Sabato 13.03.2013, dopo l’area di espansione della città nel periodo fascista, oggetto della visita del 09.03 è stata la volta delle zone abitative realizzate negli anni ’70, quando la città fu oggetto di un imponente programma di edilizia popolare, attuato dall’Istituto per l’Edilizia Abitativa dell’Alto Adige (ora IpES, Istituto per l’Edilizia Sociale). Programma:

  • Viale Europa 136 ‘I flauti’ (Oswald Zoeggeler – Roland Veneri)
  • Viale Europa 35 (Aquilina & Veneri)
  • Via Alessandria 51-55 (Antonello Marastoni)
  • Via Cagliari ‘Case degli inglesi’ (Darbourne & Darke)
  • Via Cagliari (Carlo Aymonino)

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Viale Europa 35 (Aquilina & Veneri)
1975

La visita, condotta dagli architetti della Fondazione, in particolare Rodolfo Zancan e Carlo Azzolini, ha interessato 5 complessi realizzati tra gli anni 1971-1983, alcuni dei quali di imponenti dimensioni (le Case di Aymonino di Via Cagliari contengono quasi 400 alloggi). Oltre alla presenza degli architetti progettisti originari (per il complesso ‘I flauti’, l’arch. Oswald Zoeggeler) o che ne hanno curato il risanamento (Andrea Fregoni e Roberto Pauro, Area architetti associati, per il risanamento energetico di uno degli edifici in Via Alessandria) sono state di particolare importanza le testimonianze dei cosiddetti ‘fiduciari’ IpES, incaricati che mediano le istanza tra gli uffici dell’ente, i condomini assegnatari degli alloggi e i singoli amministratori di condominio. ‘Gestisco un complesso di alloggi per quasi 1.500 abitanti, come se fossi il sindaco di un paese!’ ha commentato divertito uno di questi rappresentanti che potremmo definire super-esperti di condominio.

Via Alessandria 51-55 (Antonello Marastoni)
1971

Come nelle precedenti tappe del percorso, queste visite nascono come una parziale ricognizione negli stili dell’architettura cittadina di epoche passate ma poi finiscono per sviluppare, nel corso del pomeriggio del sabato (la durata è di circa 4-5 ore) temi ben più complessi e integrati.

Risanamento energetico edificio
(Fregoni & Pauro)

Si discute così, durante la passeggiata e nel dibattito finale, delle scelte della pianificazione urbana di Bolzano nelle epoche passate, dei fabbisogni che l’hanno condizionata, di esempi buoni e meno buoni nelle scelte architettoniche, distributive e tecnologiche (dai sistemi prefabbricati in conglomerato cementizio armato a ‘tunnel’ fino alle casette singole di stile inglese progettate da Darbourne & Darke nei primi anni ’80 in Via Cagliari), dei vincoli posti dalla legislazione sull’edilizia e naturalmente di riqualificazione energetica. Come intervenire ad esempio sugli edifici energivori del complesso ‘I flauti’? Quelle facciate in pannelli di calcestruzzo rigati degli anni ’70 hanno un valore storico (prevalente) da mantenere?

Case ‘degli inglesi’ (Darbourne & Darke)
1983

In queste visite risaltano in modo evidente gli aspetti sociali (anche da qui il titolo dell’iniziativa – Storie di persone e di case), in forte relazione con le dinamiche demografiche degli ultimi anni. Emergono spesso contraddizioni tra gli scenari sociali ipotizzati dagli architetti nei decenni passati (scenari ai quali corrispondono precise scelte architettoniche) e il reale sviluppo che le esigenze e i comportamenti di queste comunità hanno avuto nel tempo. E così l’upgrade auspicato, che fa da titolo a questo progetto, potrebbe essere riferito non solo agli edifici ma anche all’approccio urbanistico e architettonico che guida (o dovrebbe guidare) la politica di gestione del territorio urbano della città.

Case via Cagliari (Carlo Aymonino)
1981

Upgrade.

Storie di persone e di case. Geschichten von Menschen und Häusern.

2013_03_13 immagine 06Con il progetto ‘upgrade – storie di persone e di case’ la Fondazione Architettura Alto Adige affronta criticamente l’attuale tema del risanamento energetico degli edifici storici. Upgrade significa migliorare, stare al passo con i tempi, rinnovare. Obiettivo del programma annuale 2013 della Fondazione Architettura Alto Adige, ‘upgrade’, è la sensibilizzazione del pubblico rispetto a quei valori del patrimonio edilizio esistente che permettano un risanamento energetico coerente.

Mit dem Projekt „upgrade – Geschichten von Menschen und Häusern“ nimmt die Architekturstiftung Südtirol kritisch Stellung zum aktuellen Thema der „energetischen Sanierung“ in Zusammenhang mit „alter Bausubstanz“. upgrade bedeutet verbessern, der Zeit anpassen, erneuern. Das Ziel des Jahresprogrammes 2013 der Architekturstiftung Südtirol „upgrade“ ist es, auf bestehende Werte hinzuweisen, welche eine sinnvolle energetische Sanierung ermöglichen.

2013_03_13 immagine 02Il progetto upgrade si concentra sull’abitare e vuole illustrarne il tema partendo dalla visita di alcune case emblematiche della nostra storia edilizia. Contemporaneamente vuole raccontare l’esperienza vissuta dalle persone che le abitano, con le loro storie e i loro sogni mai realizzati. Da qui si comincerà a ragionare su quelle che devono essere le regole per un nuovo modo di costruire (dal sito della Fondazione Architettura Alto Adige).

Oltre a convegni, workshop e tavole rotonde, la parte forse più interessante del progetto è quella di portare i cittadini di Bolzano, guidati da architetti della Fondazione, a contatto con le persone che abitano edifici significativi per tipologia ed epoca storica sia di Bolzano che di due importanti vallate altoatesine. Cinque gli appuntamenti previsti, il sabato pomeriggio.

  • Bolzano centro storico | 2. marzo 2013 | ore 14.00
  • Bolzano città nuova | 9. marzo 2013 | ore 14.00
  • Bolzano Don Bosco | 16. marzo 2013 | ore 14.00
  • Val Venosta | 6. aprile 2013 | ore 9.00
  • Val Pusteria | 13. aprile 2013 | ore 9.00.
Marcello Piacentini

Marcello Piacentini

Armando Ronca

Armando Ronca

Luis Trenker

Luis Trenker

In particolare la visita guidata del 09.03.2013 si è concentrata su alcuni esempi della Bolzano nuova, quella che va dal ventennio fascista (e che si sviluppa intorno a Piazza Vittoria e al Monumento costruito nel 1926-’28 su progetto di Marcello Piacentini) fino agli anni ’50-’60 di Armando Ronca, tra gli altri. A pochi passi da Piazza Vittoria, in Via Diaz, una casa progettata da Clemens Holzmeister e Luis Trenker (del quale si conosce la carriera come regista, attore, alpinista, ma forse meno come architetto, attività che svolse a Bolzano nei primi anni dopo la laurea a Graz). La proprietaria ci ha mostrato un libretto delle misure della contabilità dei lavori per la costruzione della casa compilato (nel 1924, in italiano …) e firmato da Luis Trenker, nella sua veste di direttore dei lavori !

Libretto delle misure a firma Luis TrenkerCasa Via Diaz (1924)

Libretto delle misure dei lavori a firma Luis Trenker
Casa Via Diaz, 27 (1925)

L'arch. Azzolini illustra la pianificazione di Viale Venezia (1929)

L’arch. Azzolini illustra la pianificazione
di Viale Venezia (1929)

Casa Viale Venezia 6 (Paolo Bertanza)

Casa Viale Venezia, 6
(progetto Paolo Bertanza)

Il valore aggiunto di questa iniziativa, oltre alle preziose spiegazioni degli architetti accompagnatori (oggi ad esempio grazie alla memoria storica dell’arch. Carlo Azzolini, presidente della Fondazione) risiede nella possibilità di conoscere e intervistare i proprietari delle case, degli appartamenti, chi vive nei palazzi (ad esempio il generale Alberto Primicerj comandante delle Truppe Alpine, con base a Bolzano, ci ha aperto gli alloggi ufficiali del Palazzo del Corpo d’Armata, sempre su progetto di Piacentini). Per chi è quotidianamente alle prese con la tematica dell’efficienza energetica, è una grande opportunità per trovare consapevolezza dell’equilibrio che deve restare tra esigenze di risanamento, architettura e storia degli edifici e delle persone.

Casa De Mattio, Piazza Adriano, 1

Casa De Mattio, Piazza Adriano, 1
(progetto Armando Ronca)

È giusto cercare un approccio sistemico al grande tema della riqualificazione energetica e di sostenibilità degli edifici, che deve essere e sarà la grande sfida dei prossimi trent’anni. Ma non dimentichiamo che ogni progetto va studiato come un caso a sé e in questo senso la tutela del valore architettonico costituisce elemento di garanzia di un risultato finale corretto anche dal punto di vista culturale.

Piazza Vittoria 39

Piazza Vittoria, 39
(progetto Paolo Rossi de Paoli)

In questo scenario è di grande importanza la collaborazione tra gli enti maggiormente coinvolti (Ordine degli Architetti di Bolzano, Agenzia CasaClima, TIS) così come il collegamento con alcuni progetti di valore strategico (come EPOurban, il progetto europeo del Comune di Bolzano sulla riqualificazione energetica degli edifici residenziali privati cittadini, assistito dal TIS) e con l’innovazione che le aziende locali sviluppano su alcune tecnologie specifiche (vedi per esempio il Gruppo Facciate del TIS, che studia nuove soluzioni di retrofit energetico tramite componenti prefabbricati di facciata).