Il pifferaio magico.

Floating peers. Galleggiando tra simili.

“Il pifferaio di Hamelin” (in tedesco Der Rattenfänger von Hameln, letteralmente Il cacciatore di topi di Hameln) è il soggetto di una leggenda tedesca, anche nota come “Il pifferaio magico”, ambientata nella città di Hamelin, in Bassa Sassonia. La storia si svolge nel 1284 ad Hameln (Bassa Sassonia). Un uomo con un piffero si presenta in città e propone di disinfestarla dai ratti; il borgomastro acconsente promettendo all’uomo un adeguato pagamento. Non appena il Pifferaio inizia a suonare, i ratti, incantati dalla sua musica, si mettono a seguirlo, lasciandosi condurre fino al fiume Weser, dove annegano. La spergiura gente di Hamelin, ormai liberata dai ratti, decide incautamente di non pagare il Pifferaio. Questi, per vendetta, riprende a suonare mentre gli adulti sono in chiesa, attirando dietro di sé tutti i bambini della città. Centotrenta bambini lo seguono in campagna e vengono rinchiusi dal Pifferaio in una caverna. Nella maggior parte delle versioni, non sopravvive nessun bambino, oppure se ne salva uno che, zoppo, non era riuscito a tenere il passo dei compagni.

2016_07_08-01 Christo

Sulla passerella di Christo al lago di Iseo ci si è potuto andare in tutte le versioni, tranne in auto e in motorino, per ovvi motivi. Pare che con il passeggino si potesse saltare qualsiasi coda, tipo “Priority boarding” con Ryanair, per cui mi immagino insospettabili signori a spingere passeggini con bambolotti, o simili trovate. Perché l’importante era andare. Come nei thriller più classici, il colpevole smascherato alla fine del film confessa le proprie motivazioni. Così, pochi giorni fa, al termine di due settimane di passione, accolto da applausi a Milano alla seconda conferenza generale dell’Organizzazione Internazionale dei Musei, Christo se ne è uscito con un «opera inutile per andare da nessuna parte».

Ma certo, che credevate? E ha detto che neppure lui si era immaginato che così tanta gente avrebbe partecipato al suo progetto – ha ripetuto «inutile, irrazionale, irresponsabile, non giustificabile» (Giornale di Brescia, 05.07.2016). «Non ero sicuro che la gente avrebbe voluto camminarci. Ma ci sono stati 1 milione e 200 mila visitatori che hanno camminato per andare da nessuna parte. Non per andare al centro commerciale, non per trovare amici. Camminavano davvero per andare da nessuna parte, perché il progetto era interamente sotto i loro piedi. Si sono tolti le scarpe, e non c’era niente attorno a loro, solo l’acqua e la superficie che mimava i movimenti dell’acqua».

2016_07_08-09 Trenord

Christo & Trenord. Stazione di Brescia.

Premetto, non capisco l’arte moderna, mi fermo all’astrattismo di Klee e Kandinsky. Ma non serve giustificarsi, no? Tanto, cos’è l’arte? Oppure, questa è arte? E non serve sentirsi in buona compagnia, con le bordate di Vittorio Sgarbi «È una passerella verso il nulla» il quale sperava che con la passerella la gente scoprisse Pisogne, Predore (le terme romane), Credaro, San Paolo d’Argon, Alzano, Lovere (la pinacoteca Tadini), Sarnico (il più bel Liberty d’Italia). Ma figuriamoci, che illusione. Come illusi si sono ritrovati i commercianti di Sale Marasino (poco a nord di Sulzano, il paese di accesso diretto alla passerella) che come per altri paesi delle sponde del Sebino speravano di beneficiare del boom improvviso di turisti, che invece avevano una sola meta, il tappeto arancione. Non parliamo poi delle speculazione impietose, hotel più cari fino al 137%, con prezzi medi a notte che sono arrivati a superare i 250 euro in camera doppia (analisi di Trivago).

Dello stesso tenore di Sgarbi, Philippe Daverio «Per me non è altro che una semplice baracconata. Come quando si facevano le fiere paesane. The Floating Piers ha sì una funzione aggregante, ma non è altro che un’alternativa spiritosa alla sagra del ravanello o della lumaca gialla».

Sul nonsense ambientale, è fin troppo facile immaginarlo. Chi fosse affascinato (comprensibilmente) dalla qualità ingegneristica della realizzazione (dopotutto, si è trattato di fare camminare sull’acqua 80.000 persone al giorno …) deve mettere in conto l’inutile impatto ambientale (come ripreso da Luca Mercalli dal sito ufficiale di Christo) di:

“220.000 cubi di polietilene …” (ing. Cane)

  • 220.000 cubi di polietilene ad alta densità, prodotto dalla F.lli Cane (quelli dell’ing. Cane?!?) di Fondotoce/Verbania coadiuvata dalle aziende bresciane Asco Plast, Ziber Plast, Zetabi, Artigiana Stampi e Seven Plast per una striscia larga 16 metri per una lunghezza di 3 km.
  • 220.000 perni, sempre di polietilene, che tengono insieme i cubi.
  • 200 ancore del peso di 5,5 tonnellate l’una, che mantengono i 16 metri di larghezza del pontile in posizione (blocchi di cemento trasportati nelle posizioni finali da mezzi nautici grazie all’utilizzo di palloni industriali che, una volta raggiunta la postazione, sono stati svuotati dell’aria e hanno adagiato sul fondo le zavorre).
  • 37.000 metri di corda, che connettono gli ancoraggi al pontile.
  • 70.000 m2 di feltro, che ricoprono i pontili e le strade al di sotto del tessuto.
  • 100.000 m2 di tessuto, in fibra poliammidica (Nylon), prodotto in Germania dalla Setex Textiles e confezionato dalla Luftwerkern di Lubecca, che coprono i 3 chilometri di pontile e 2,5 chilometri di strada.

E il tutto per un’installazione della durata di 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Land art?!? No grazie🙂

Le riprese per Google Street View

Le riprese per Google Street View

Per saperne di più:
The Floating Piers chiuso durante la notte (Giornale di Brescia, 22.06.2016)
Christo, lo sfogo di una volontaria: «Sole a picco, genitori irresponsabili» (Brescia Today, 25.06.2016)
The Floating Piers: la situazione (se possibile) peggiora (Giornale di Brescia, 26.06.2016)
Passerella, un soccorritore racconta: «Ma dov’è finito il buon senso?» (Eco di Bergamo, 26.06.2016)
The Floating Piers percorribile da oggi anche su Google Street View (30.06.2016)

Falling piers

Falling piers

2016_07_08-06 Shining piers

Shining piers

 

La lotteria dei rigori non è una lotteria.

Tra le espressioni più scontate che popolano la cultura degli alibi sportivi (vedi gli aneddoti di Julio Velasco al riguardo) la frase calcistica “la lotteria dei rigori” (a volte declinata in “la cinica lotteria dei rigori” come nel video di Elio e le storie tese, sigla di “Mai dire goal” 1994-‘95) è una delle più fastidiose. Ora, lo dico forte e chiaro, la lotteria dei rigori non è una lotteria.

La lotteria è un gioco d’azzardo, di fatto mai equo, dato che il rapporto tra la probabilità di vincere e il prezzo del biglietto è sempre sproporzionato, dove comunque è la sorte a “stabilirne” il vincitore. Nelle competizioni calcistiche nelle quali è necessario stabilire un vincitore che passa il turno, come negli Europei in corso in Francia, se le partite terminano in parità anche dopo i tempi supplementari (90’+15’+15’) è una sequenza di rigori tirati dai giocatori delle due squadre a stabilire il vincitore della partita. Quindi, la sequenza dei rigori fa parte della partita, vincere o perdere ai rigori è parte (fondamentale!) del gioco e in definitiva, parafrasando Boskov, «partita finisce quando finisce serie rigori».

Ed è del tutto evidente, che una squadra deve essere pronta, in casi come questi, ad affrontare questa “sfida nella sfida” con la squadra avversaria, così come è stata in grado di tenerle testa durante tutto l’incontro. E servono molto probabilmente qualità, competenze, capacità, doti, rafforzate con l’allenamento (fisico, mentale) del tutto specifiche, magari completamente diverse da quelle messe in campo in uno scontro finito in parità dopo 120 minuti. Insomma, non è proprio per niente una casualità, non è affatto una lotteria.

2016_07_05-03 Conte

Sapete benissimo a cosa mi riferisco. Un applauso va a come il nostro “commissario tecnico” della Nazionale di calcio Antonio Conte, è riuscito a costruire e consolidare un gruppo di giocatori senza particolari talenti (a detta della stragrande maggioranza dei commentatori sportivi), così come va a una squadra che contro ogni pronostico (teoricamente inferiore a Belgio e Spagna, ad esempio) è arrivata alla solita sfida al cardiopalma nei quarti di finale del campionato europeo di calcio con la Germania campione mondiale. Ma lì, al termine di 120’ dove l’Italia ha giocato alla pari, rimontando una partita messa male, arriva il fatidico (vedi? ancora il fato di mezzo!) momento dei rigori. E la coesione della Nazionale si sfalda …

Riepilogo la situazione:

Germania-Italia al 45′ 0-0, al 90′ 1-1, al 120′ 1-1
Marcatori: Özil (G) al 20′, Bonucci (I) su rigore al 33′ del secondo tempo

Iniziano i calci di rigore.

  • Insigne (I) gol (2-1)
  • Kroos (G) gol (2-2)
  • È il turno di Zaza (I), appena inserito da Conte al posto di Chiellini, proprio perché esperto nel tirare i rigori. Entra “a freddo”, senza la possibilità di scaldarsi nella mischia della partita. Questa sostituzione è un errore di Conte? Il giocatore juventino fa una rincorsa comica saltellando come un pennuto (la scenetta è già un “meme” sul web): palla fuori (2-2)

2016_07_05-01 Zaza

  • ma il grande Gigi Buffon subito dopo para il tiro di Müller (G) (ancora 2-2)
  • Barzagli (I) gol (3-2)
  • Özil (G) palo, e siamo sul (3-2) con la palla a disposizione, potremmo andare sul (4-2) e sarebbe praticamente fatta
  • È il turno di Pellè (I) che si trova davanti Neuer, il portiere tedesco, che è il miglior portiere del mondo, campione del mondo in carica, 4 volte campione di Germania, già vincitore di una Champions League, una Supercoppa europea, un mondiale per Club e un europeo Under 21. «E – come descrive Matteo Grandi – invece di mettere il pallone a terra, farsi il segno della croce e tirare in porta con tutta la forza che ha in corpo, fa il bulletto con la stessa strafottenza di un tamarro che minaccia il buttafuori davanti all’Hollywood … e tira un rigore che neanche Conchita Wurst con le infradito». (fuori) (3-2)

Euro 2016, Germania vs Italia - Quarti di Finale

  • Draxler (G) gol (3-3)
  • E poi Bonucci (I) che probabilmente aveva già compiuto una prodezza (è un terzino …) angolando con precisione il rigore del pareggio nei tempi regolamentari: parato (3-3)
  • Ma nella “sagra degli errori” (altra locuzione calcistica) Schweinsteiger (G) spara alto (ancora 3-3)
  • Giaccherini (I) gol (4-3)
  • Hummels (G) gol (4-4)
  • Parolo (I) gol (5-4)
  • Kimmich (G) gol (5-5)
  • De Sciglio (I) gol (6-5); non finisce più, paralizzati davanti allo schermo abbiamo la sensazione di aver perso l’occasione della vita, arrivare in semifinale con i padroni di casa francesi sprofondando nella maledizione la “Mannschaft” (che mai ha vinto con noi in partite ai mondiali o agli europei!)
  • Boateng (G) gol (6-6); è una guerra di nervi e il dramma sta per sopraggiungere
  • Darmian (I) 26 anni (ancora un difensore) l’espressione spaventata di un giovane che non ha ancora molta esperienza: parato (6-6)
  • e poi Hector (G) gol (6-7)

2016_07_05-04 Hector

E la “maledizione dei rigori” aggiunge un altro episodio a una statistica che fa riflettere:

  • Europei Italia ’80: finale 3° posto, perdiamo ai rigori contro la Cecoslovacchia (al nono rigore, errore di Collovati)
  • Mondiali Italia ’90: fuori ai rigori nella semifinale con l’Argentina (Donadoni e Serena parati)
  • Mondiali USA ’94: battuti ai rigori in finale dal Brasile (sbagliano Baresi e Massaro e poi il famoso tiro in tribuna di Baggio)
  • Mondiali Francia ’98: fuori ai quarti di finale contro la Francia (sbagliano Albertini e poi una traversa di Di Biagio)
  • Europei 2000 in Belgio e Olanda: siamo noi a vincere ai rigori in semifinale contro l’Olanda (poi perderemo al “golden goal” in finale con la Francia).
  • Mondiali Germania 2006: ci ripetiamo contro la Francia nella finale di Berlino.
  • Europei 2008 in Austria e Svizzera: perdiamo ai rigori con la Spagna ai quarti di finale (errori di De Rossi e Di Natale).
  • Confederations Cup 2013 in Brasile: ancora perdenti contro la Spagna (sbaglia Bonucci …)

Ai rigori io conto 7 sconfitte contro 2 vittorie. Se non è una lotteria … è forse una sindrome? E se è una sindrome, la malattia va curata …😦
… mentre De Gregori canta “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia”  [La Leva Calcistica Della Classe ’68, Titanic – 1982].

Ritorna FACE (edizione 2016)

Ritorna FACE | Façades Architecture Construction Engineering il Corso di alta formazione sulle facciate innovative per edifici (2^ edizione). Compatto, denso di contenuti di qualità e di casi studio, con 20+ docenti specialisti del settore, per creare “super-facciatisti” in grado di affrontare la progettazione e la realizzazione delle facciate hi-tech e hi-performance che i progetti di architettura innovativi di oggi richiedono  :-)

Frener & Reifer: Dockland, Hamburg | BRT – Bothe Richter Teherani

EURAC e il Cluster Edilizia di IDM Südtirol Alto Adige propongono un percorso formativo che mira ad accrescere il know-how di aziende e liberi professionisti operanti nel settore delle facciate tecnologiche complesse per edifici.

2016_06_08-01 FACE2Il corso intende trasferire a liberi professionisti e personale tecnico di aziende concetti e metodi innovativi relativamente al settore delle facciate tecnologiche complesse. Il percorso didattico presenta una struttura completa per quanto riguarda gli argomenti trattati, in modo da fornire concetti, strumenti e metodi innovativi, stimolando l’aumento di competenze locali in un settore, quello delle costruzioni, sempre più soggetto a regolamentazioni di natura ambientale ed energetica e gravemente colpito dalla crisi economica globale.

Stahlbau Pichler: De Rotterdam | Studio Oma, Arch. Rem Koolhaas

Stahlbau Pichler: De Rotterdam | Studio Oma, Arch. Rem Koolhaas

Attraverso questo percorso si mira ad accrescere il know-how specifico di aziende e liberi professionisti operanti nel settore e si cerca di costruire una rete di operatori tecnici e soggetti specializzati che possano porsi sul mercato con qualità e competenza, al fine di raggiungere importanti obiettivi in termini di posizionamento e fatturato. Lo scopo è quindi quello di formare una figura professionale specializzata che sia in grado di padroneggiare le conoscenze tecniche e gestionali per sfruttare al massimo le potenzialità dell’involucro edilizio, partendo dalla progettazione e finendo con la corretta esecuzione.

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Il corso è suddiviso in 6 unità, per un totale di 15 giornate di corso. È caratterizzato da un forte orientamento alla pratica e si avvale di relatori esperti in materia e conosciuti per le loro competenze nel settore. Tutti i contenuti sono stati concepiti e ideati con lo scopo di affrontare le principali tematiche relative all’ideazione, progettazione, calcolo, produzione, installazione e manutenzione delle facciate complesse degli edifici. È previsto un viaggio studio a Milano per analizzare da vicino esempi particolarmente significativi di innovazione tecnologica nel campo delle facciate.

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Iscrivetevi prima del 30 giugno per poter usufruire dello sconto di 500€ sulla quota d’iscrizione!

Brochure del corso

Informazioni e iscrizioni: qui
Marco Cecchellero – education@eurac.edu
Tel. +39 0471 055 444

“Casa SN”. At Arco the first LBC registered project in Italy

Arco opens the way for the “Living Buildings”.

Living Building Challenge2016_05_30-01 LBC (LBC), created in 2006 by the International Living Future Institute (Seattle, WA), is a philosophy, an advocacy tool and a certification program. The LBC is the most advanced sustainability protocol for buildings and communities. A year has passed since the establishment of the Living Building Challenge Collaborative: Italy (the group of volunteers based at Progetto Manifattura in Rovereto, committed in the implementation of the LBC principles in Italy) and the second edition of REGENERATION (the first European design contest for young architects and engineers entirely based on LBC) has just ended. The “cultural” investment promoted by Macro Design Studio, the proactive consulting company of Rovereto working on the sustainability of the built environment, begins to bear fruits.

Casa SN” will be built in Arco and it is the first Italian project pursuing the Living Building Challenge certification. There are more than 330 LBC registered or certified projects in the world so far (the certification program was launched eight years ago) and the number is growing, not only in the US but also in Europe, in different climate zones and with different typologies (schools, offices, communities, research centers, dwellings). “Casa SN” will demonstrate that it is possible to create a building without environmental impact. It is a radical change: instead of designing buildings that consume a bit less than the traditional ones, we will create buildings that are capable of creating a positive impact on the environment.

2016_05_30-04 Casa SNThe design process of Casa SN is in full swing, the beginning of the construction phase is scheduled for this summer. They expect to complete the project sometime during 2017. One of the features that radically differentiate Living Building Challenge from other certification programs the final certificate may be issued only after twelve months of operations, in which the consumption will be periodically measured. The building will prove to be completely self-sufficient in terms of energy through the use of renewable sources. The Living Building Challenge already anticipates what before long will become the new standard for European construction.

Further information: info@macrodesignstudio.it

2016_05_30-03 Arco

Arco (photo: vacanzatrentina.it)

Happy anniversary ! 4 anni di post.

anniversary-2xThe Sustainable Innovation Management Blog compie 4 anni (e 408 articoli) … Grazie a chi mi ha seguito fin qui e a chi continuerà a seguirmi ! The Sustainable Innovation Management Blog wird 4 Jahre (und 408 Artikeln) alt … Ich bedanke mich bei all jenen, die mir bis jetzt gefolgt sind und es weiterhin machen werden ! The Sustainable Innovation Management Blog celebrates 4 years (and 408 posts)  Thanks to those who have followed me so far and to whom will continue to follow me !

REGENERATION rocks!

A “Rocky Station” for REGENERATION

Good also the second one, one might say, after the conclusion of REGENERATION 2016 which repeats, after one year, the success of the European design competition by Macro Design Studio in collaboration with the International Living Future Institute (ILFI), that promotes the Living Building philosophy, the most rigorous standard in the world for sustainability of the built environment. REGENERATION is not just a design contest, it is a multi-disciplinary experience, a real evolutionary path bringing through the technical challenge of Living Building Challenge the best young architects and engineers from all over Europe to face the future of our communities, by combining with a systemic approach to the problems a creative freedom with a robust technical competence.

2016_04_21-02 team blueThe competition among the projects of the three international teams was so heated, that the international jury composed of Amanda Sturgeon, chairwoman of ILFI, Michele Stramandinoli, of Inarcassa Foundation and Giulia Peretti of Werner Sobek Green Technologies encountered difficulties in choosing the winner. So, at the end of the 64 hours workshop, it was the “Rocky Mountain” project of the YELLOW team (composed by Jernej Markelj, architect of Ljubljana, Cinzia Polesini, architect of Rome, Zuzana Prochazkova, engineer from Bratislava, Marco Scarlini, engineer from Modena and Cecilia Tosto, architect of Catania) to take home the € 3,000 prize offered also this year by the Italian Foundation of freelance Architects and Engineers.

2016_04_21-06 Rocky StationThe renovation project of the decayed bus station building in Arco presented by the yellow team combines highly sustainable performances (LBC design requires a building environmental impact equal to zero) with an interesting redevelopment of the surrounding area (another need expressed by the Municipality of this Alto Garda city). Why ‘Rocky’? Because one of the strong ideas of the winning project is the construction of a climbing wall adjacent to the building (a pastime while waiting the coach?), designed to ideally connect the local transport hub with the beautiful cliffs and the sporty vocation of Arco.

2016_04_21-03 Amanda SturgeonThe award ceremony of Saturday, April 16 afternoon was the final event of the three days in Central Fies dedicated to a regenerative approach, beyond a mere sustainability for buildings and communities. Principles that have been presented and discussed in the event of the morning, REGENERATION. The Conference, where Amanda Sturgeon described how ILFI is currently focusing on the transparency of manufacturing companies (Declare is de facto an ingredient label for construction products, which prefigures an epochal revolution) and how to switch from building to ‘living communities’ certification . Martin Brown, a prominent UK figure of sustainability, then told us about the growth of the first project in UK that will achieve the LBC certification. Emanuele Naboni, Italian professor at KADK, Faculty of Architecture of Copenhagen, led some examples of architectural solutions designed for extreme environments (from the Amazon to the Arctic). In closing, the testimony of the winning team of REGENERATION 2015, with the “Proud to be zero” project, regarding the redevelopment of the city library building in Dro.

2016_04_21-05 Stazione ArcoAlso this REGENERATION edition showed that a zero impact redevelopment project of a public building is not only technically feasible, but it can start positive energies such as to stimulate the regeneration of a whole community. With the added complication this year of an intervention on a historic building bound by the local Conservation Authority, which has greatly restricted the space for participants’ manoeuvre.

To thank individually all the people, companies and institutions that have collaborated in 2016 REGENERATION would require too much time; we send a huge thanks to everyone. Without so a choral participation and commitment REGENERATION simply wouldn’t exist.

The thing always happens that you really believe in; and the belief in a thing makes it happen’.- Frank Lloyd Wright.

Buona Pasqua ! Frohe Ostern ! Happy Easter !

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The Italian designer Giorgio Armani has agreed to stop using fur for all his products following years of lobbying by animal rights activists. Armani, 81, said in a statement on Tuesday that new technologies “render the use of cruel practices unnecessary as regards animals” and that the decision reflected his luxury group’s attention to “the critical issues of protecting and caring for the environment and animals” [The Guardian, March 22, 2016]

2016_03_25-01 Easter Armani 7 2016_03_25-01 Easter Armani 6 2016_03_25-01 Easter Armani 5 2016_03_25-01 Easter Armani 3 2016_03_25-01 Easter Armani 2