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Arcipelago fondi.

L’arcipelago dei fondi UE per la ricerca e l’innovazione.

Quello dei finanziamenti per la ricerca e l’innovazione, soprattutto a livello europeo ma anche nazionale e regionale, è un vero e proprio arcipelago dove è facile perdersi. Ecco di seguito una mappa sintetica dei principali programmi e “framework” europei 2014-2020.

Horizon 2020

Horizon 2020 (H2020) è il Programma Quadro dell’Unione Europea (UE) per la ricerca e l’innovazione relativo al periodo 2014-2020. I Programmi Quadro, di durata settennale, sono il principale strumento con cui l’Unione Europa (UE) finanzia la ricerca in Europa.

Horizon 2020 unifica in un unico strumento finanziario tre programmi precedenti (2007-2013) finalizzati a supportare la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico: il Settimo Programma Quadro (7PQ), il Programma Quadro per la Competitività e l’Innovazione (CIP) e l’Istituto Europeo di Innovazione e Tecnologia (EIT). La sua elaborazione è stata avviata nel 2011, quando i capi di Stato e di governo della UE hanno invitato la Commissione europea, per il periodo 2014-2020, a integrare in un quadro strategico comune i diversi strumenti dedicati a sostenere la ricerca e l’innovazione. La Commissione ha avviato così un’ampia consultazione che ha coinvolto tutti gli attori principali in tema di ricerca e ha portato all’istituzione del Programma.

Lo scopo di Horizon 2020 è sostenere la ricerca e l’innovazione: uno dei cinque obiettivi principali a cui mira Europa 2020, la strategia dell’Unione Europea per il decennio 2010-2020. In linea con questa Strategia, H2020 si propone di contribuire, in particolare, alla realizzazione di una società basata sulla conoscenza e sull’innovazione, orientata verso le grandi priorità indicate dall’Agenda europea per il 2020: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. [fonte. MIUR]

Portale per i partecipanti
H2020 (english)

Horizon 2020

Alpine Space

Il Programma Spazio Alpino 2014-2020 è un Programma transnazionale di “Cooperazione Territoriale Europea” e, assieme ad altri 15 Programmi, contribuisce al miglioramento della cooperazione tra le regioni europee.

In questo Programma, attori nazionali, regionali e locali, collaborano a livello transnazionale in diversi progetti, con una visione comune: supportare uno sviluppo regionale sostenibile nella regione Alpina. Contribuendo alla strategia EU 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, fornisce agli stakeholder un contesto per sviluppare, testare, implementare e coordinare nuove idee.

Il programma interessa un’area di quasi 450.000 km quadrati e una popolazione di circa 70 milioni di persone, rappresentando una delle regioni più diversificate d’Europa. Spazio Alpino  si occupa di:

  • coesione economica, sociale e territoriale dell’Unione Europea
  • crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (EU 2020)
  • sviluppo e cambiamento della regione alpina

A partire dall’analisi dei bisogni del sistema economico e sociale dello Spazio Alpino e della rilevanza del livello transnazionale, la strategia di intervento del Programma è stata concepita concentrando le risorse su 4 degli 11 obiettivi tematici proposti dai regolamenti europei che sono stati a loro volta articolati nelle seguenti 4 Priorità:

  • Asse 1 – SPAZIO ALPINO INNOVATIVO
  • Asse 2 – SPAZIO ALPINO A BASSE EMISSIONI DI CARBONIO
  • Asse 3 – SPAZIO ALPINO VIVIBILE
  • Asse 4 – SPAZIO ALPINO BEN GOVERNATO

[fonte: sito web Alpine Space]
Alpine Space (home page)

Central Europe

Central Europe

Il programma CENTRAL EUROPE supporta la cooperazione regionale tra i Paesi dell’Europa centrale nel periodo di programmazione 2014-2020, in particolare tra le regioni dei 9 Stati dell’Europa centrale coinvolti: Austria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Ungheria, Regioni orientali della Germania, e Regioni settentrionali dell’Italia.

Il programma CENTRAL EUROPE 2020 ha individuato quattro obiettivi tematici per le priorità di investimento.

  • Collaborare sull’innovazione per rendere l’Europa centrale più competitiva: i progetti saranno volti a maggiori investimenti nel campo della ricerca, innovazione e istruzione affrontando le disparità regionali in tema di conoscenza ed istruzione.
  • Cooperare sulle strategie per la riduzione delle emissioni di carbonio in Europa centrale: i progetti dovranno favorire l’uso di energie rinnovabili e migliorare l’efficienza energetica creando l’opportunità di nuovi posti di lavoro nel settore low-carbon.
  • Cooperare sulle risorse naturali e culturali per una crescita sostenibile in Europa centrale: i progetti dovranno favorire la protezione e gestione del patrimonio naturale e culturale, sempre più vulnerabili alle pressioni ambientali ed economiche.
  • Cooperare sul trasporto per collegare meglio l’Europa centrale: i progetti mirano a migliorare i collegamenti delle regioni e delle città alle reti di trasporto europee e rafforzare il trasporto passeggeri e merci sviluppando e rafforzando sistemi di trasporto eco-compatibili [fonte: Regione Lombardia]

Central Europe (home page)

COST (Cooperation europeenne dans le domaine de la recherche Scientifique et Technique)

L’iniziativa COST è nata nel 1971 come quadro intergovernativo di cooperazione europea nella ricerca scientifica e tecnologica. Il finanziamento COST avviene tramite progetti, detti Azioni (Action), ciascuna delle quali dura quattro anni.

In totale ci sono 36 Stati Membri COST:

  • 35 Stati Membri: Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Turchia e Regno Unito.
  • 1 Stato Cooperante: Israele.

Questa tipologia di coordinamento serve in particolare per favorire lo sviluppo di ricerche di base e pre-competitive, che difficilmente possono accedere ad altre modalità di finanziamento europeo. E’ importante osservare che il COST finanzia esclusivamente il coordinamento di ricerche nazionali e che non finanzia l’attività di ricerca in sé: i fondi COST possono aiutare a sostenere spese di mobilità dei partecipanti alle Azioni, ma non eventuali costi della ricerca; per esempio non prevedono l’acquisto di materiale sperimentale e non possono essere utilizzati per l’assunzione di personale.

In generale, il singolo ricercatore non può rivolgersi al COST per ottenere direttamente un finanziamento, ma può trovare una rete di colleghi che collabori allo sviluppo di un progetto comune da sottomettere in una area tematica (Domain), esclusivamente tramite l’interfaccia informatica del sito COST, dapprima in forma preliminare e, previa una valutazione positiva, in forma estesa.

I progetti approvati diventano Action e i loro obiettivi sono definiti in un Memorandum of understanding, firmato dai Governi dei Paesi coinvolti. Sono previste due scadenze annuali per la sottomissione dei progetti e per la loro valutazione: una in primavera ed una in autunno [fonte: sito web MIUR]

COST (home page)

FSE (Fondo Sociale Europeo)

Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento utilizzato dall’UE per sostenere l’occupazione, aiutare i cittadini a trovare posti di lavoro migliori e assicurare opportunità lavorative più eque per tutti. A questo fine, l’FSE investe nel capitale umano dell’Europa: i lavoratori, i giovani e chi è alla ricerca di un lavoro. Grazie a una dotazione di 10 miliardi di euro l’anno, l’FSE aumenta le prospettive occupazionali di milioni di cittadini europei, prestando particolare attenzione a chi incontra maggiori difficoltà a trovare lavoro.

Il Fondo Sociale Europeo è istituito dal Trattato sul Funzionamento dell´Unione Europea all´art. 162, il quale prevede che: “per migliorare le possibilità di occupazione dei lavoratori nell’ambito del mercato interno e contribuire così al miglioramento del tenore di vita, è istituito un Fondo Sociale europeo che ha l’obiettivo di promuovere all’interno dell’Unione le possibilità di occupazione e la mobilità geografica e professionale dei lavoratori, nonché di facilitare l’adeguamento alle trasformazioni industriali e ai cambiamenti dei sistemi di produzione, in particolare attraverso la formazione e la riconversione professionale” [fonte: sito web Ripartizione Europa, Provincia Autonoma di Bolzano].

FSE (home page)

FESR

FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale)

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) è uno dei fondi strutturali dell’Unione europea. È lo strumento principale della sua politica regionale ed è gestito dal Commissario europeo per la Politica Regionale

Il FESR concentra gli investimenti su diverse aree prioritarie chiave. Tale approccio assume il nome di «concentrazione tematica»:

  • innovazione e ricerca;
  • agenda digitale;
  • sostegno alle piccole e medie imprese (PMI);
  • economia a basse emissioni di carbonio.

Le risorse FESR stanziate a favore di tali priorità dipendono dalla categoria di regione:

  • nelle regioni più sviluppate almeno l’80 % dei fondi deve concentrarsi su almeno due priorità;
  • nelle regioni in transizione la concentrazione concerne il 60 % dei fondi;
  • nelle regioni in ritardo di sviluppo la concentrazione concerne il 50 % dei fondi.

Alcune risorse FESR, inoltre, devono essere specificamente destinate a progetti attinenti all’economia a basse emissioni di carbonio:

  • regioni più sviluppate: 20 %;
  • regioni in transizione: 15 %;
  • regioni in ritardo di sviluppo: 12 %.

Il FESR riserva particolare attenzione alle specificità territoriali. La sua azione mira a ridurre i problemi economici, ambientali e sociali che affliggono le aree urbane, investendo principalmente nello sviluppo urbano sostenibile. Almeno il 5 % delle risorse FESR è destinato alle specificità territoriali mediante le «azioni integrate» gestite dalle città.

Le aree svantaggiate dal punto di vista geografico (in quanto isolate, montagnose o a scarsa densità demografica) ricevono un trattamento particolare. Le aree più periferiche, infine, godono di specifici aiuti economici da parte del FESR per far fronte agli eventuali svantaggi derivanti dalle condizioni di lontananza [fonte: portale InfoRegio Commissione Europea].

FESR (Home page)

Interreg Italia – Austria

Interreg Italia – Austria

Interreg V-A Italia – Austria fa parte dei programmi di cooperazione territoriale europea per il periodo 2014-2020. Il programma promuove lo sviluppo equilibrato e sostenibile e l’integrazione armoniosa nell’area di confine tra Italia e Austria. Il programma è finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e da contributi pubblici nazionali per un totale di 98 milioni di euro.

Con questi fondi, il programma promuove progetti di cooperazione italiana-austriaca nel campo della ricerca e innovazione, natura e la cultura, espansione delle competenze istituzionali e lo sviluppo regionale a livello locale.

Scopo principale del programma è il rafforzamento della cooperazione territoriale e il mantenimento della qualità della vita e della competitività nell’area di confine tra Italia e Austria. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso azioni mirate a superare le barriere date ai confini, alla creazione di nuove sinergie transfrontaliere, all’incremento dell’attrattività dei territori, alla crescita regionale in un’ottica sostenibile e al raggiungimento di alti livelli di termini di occupazione, produttività e coesione sociale.

La strategia del PC Interreg V-A Italia-Austria ha scelto quattro assi tematici, ovvero assi prioritari (PA), nell’ambito del quale il PC sosterrà progetti transfrontalieri nei prossimi 7 anni. Ogni PA è diviso in una (o più) priorità di investimento (IP), che definisce l’orientamento del PA e per ciascuno dei quali è stato definito un obiettivo specifico

  • Ricerca e innovazione
  • Natura e cultura
  • Istituzioni
  • Sviluppo regionale a livello locale (CLLD)

[fonte: sito web Interreg IT-AU]

Interreg Italia – Austria (home page)

Interreg Italia – Svizzera

Il Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera 2014-2020 contribuisce a conseguire gli obiettivi della Strategia Europa 2020 in linea con i Regolamenti comunitari e la Nuova Politica regionale svizzera (NPR), individuando i bisogni comuni ai due versanti della frontiera in ordine a: obiettivi, priorità, risultati attesi, azioni.

La strategia di Programma si declina in 5 Assi, oltre quello dedicato all’Assistenza tecnica, che rispecchiano gli ambiti di intervento in cui la collaborazione tra gli attori dei due versanti della frontiera è in grado di apportare un significativo valore aggiunto nei due Paesi:

  • Asse 1 Competitività delle imprese
  • Asse 2 Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale
  • Asse 3 Mobilità integrata e sostenibile
  • Asse 4 Servizi per l’integrazione delle comunità
  • Asse 5 Rafforzamento della governance transfrontaliera
  • Asse 6 Assistenza tecnica

L’area di Programma costituisce una delle frontiere esterne dell’Unione Europea ed è situata in posizione strategica sia rispetto al continente europeo nel suo insieme sia alle aree di cooperazione transnazionale del Mediterraneo, del Centro Europa e dello Spazio Alpino.

La dotazione finanziaria di Programma ammonta a € 158.435.912,00 di cui € 100.221.466 a valere sul FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) da parte dell’Unione europea, € 17.686.145,00 di parte nazionale e di € 40.528.301,00 (pari a 42.960.000 CHF) da parte della Confederazione svizzera (dei quali CHF 21.480.000,00 di finanziamento federale e cantonale) [fonte: sito web Interreg IT-CH].

Interreg Italia – Svizzera (home page)

Legge provinciale di Bolzano 13 dicembre 2006, n. 14 ”Ricerca e innovazione”

La legge provinciale 13 dicembre 2006, n. 14 “Ricerca e innovazione” stabilisce i presupposti per un finanziamento mirato e pluriennale della ricerca scientifica, di base e applicata.

La legge

  1. definisce il sistema provinciale della ricerca scientifica e dell’innovazione,
  2. disciplina gli strumenti di programmazione, promozione e monitoraggio della Provincia nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico,
  3. disciplina l’ambito delle attività meritevoli di essere sostenute e definisce i soggetti ammissibili,
  4. individua le risorse finanziarie necessarie per il conseguimento delle finalità della presente legge.

[fonte: portale web Provincia Autonoma di Bolzano]

LP 14/2006 Provincia di Bolzano – Innovazione (home page)

Guida ai finanziamenti UE (2017)

Guide to EU funding (2017)

 

 

 

Carlo Battisti è ingegnere civile e Project Manager certificato IPMA®. Dal 2009 si occupa di progetti di innovazione sostenibile nel settore delle costruzioni, soprattutto come consulente di IDM Südtirol Alto Adige. Ha assistito una dozzina di progetti di ricerca e sviluppo nel campo delle costruzioni e ha fornito 350+ servizi di consulenza tecnologica.

Ha seguito e coordina attualmente la partecipazione a bandi e la gestione di progetti nell’ambito di programmi di finanziamento locali, nazionali ed europei quali: Legge provinciale Bolzano 13 dicembre 2006, n. 14 ”Ricerca e innovazione”, Fondo sociale europeo (FSE), Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), Industria 2015 (Ministero dello Sviluppo Economico – MISE), Programma Operativo Interregionale (POI) “Energie rinnovabili e risparmio energetico”, Central Europe, Alpine Space, COST, Interreg Italia-Austria, Interreg Italia-Svizzera.

Maggiori informazioni e contatti qui.

Il radon. Se sai come evitarlo, lo eviti.

Risanare edifici dal radon.
Il corso specialistico per professionisti delle costruzioni, 24-25 settembre 2015 al TIS di Bolzano (2^ edizione).

2015_09_09-04 radonForse non tutti sanno che il radon è la seconda causa di tumore ai polmoni (fonti: Ufficio Federale della Sanità pubblica di Berna – CH, Environmental Protection Agency, USA, etc.). E forse non tutti sanno che il problema del radon nelle case interessa molte zone di diverse regioni italiane: Alto Adige, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Val d’Aosta, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia (vedi la mappa dell’Istituto Superiore di Sanità). In Alto Adige la situazione radon è tenuta sotto controllo da anni, grazie al lavoro delle istituzioni, che hanno maturato una esperienza rilevante su questo tema delicato ed importante per la salute. Tuttavia, sono molti i casi che si presentano, sia localmente che fuori provincia, dove è necessario intervenire su edifici ed abitazioni in cui si è rilevato un superamento dei limiti. Talvolta il superamento è addirittura provocato dall‘intervento di efficientamento energetico dell‘edificio, che grazie alla migliore tenuta all‘aria, trattiene anche maggiori quantità di radon.

Mettere in atto misure efficaci per la bonifica non è una operazione banale, e sono diversi i casi di intervento inefficaci o addirittura peggiorativi.
L‘obiettivo del corso (2^ edizione, vale anche come aggiornamento per i partecipanti del 2014) è fornire nozioni, metodi ed esperienze utili al progettista, tecnico, utente o impresa incaricata di condurre interventi di bonifica. C’è necessità di esperti a livello locale, nell’ambito delle nuove costruzioni, sia pubbliche che private, ma soprattutto nei risanamenti energetici. Una domanda che potrebbe provocare la nascita di nuovi “green jobs”.
Il corso di due giorni è organizzato con il Laboratorio Provinciale di Chimica-Fisica, il Centro competenza radon della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI, CH) e gli esperti del Gruppo di Lavoro “Qualità dell‘aria e dell‘ambiente indoor“.

I trainer sono specialisti riconosciuti del settore:

2015_09_09-02 Luca Verdi

Luca Verdi – Direttore del Laboratorio di Chimica Fisica presso l’Agenzia Provinciale per l’ambiente di Bolzano. Laurea e PhD in fisica. Attività: radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, misure di acustica, rete di monitoraggio della qualità dell’aria, misurazioni dell’inquinamento dell’aria in immissione ed emissione.

2015_09_09-03 Luca Pampuri

Luca Pampuri – Ricercatore al Centro competenza radon della SUPSI. Maturità federale a Bellizona, ha studiato a Losanna ed a Zurigo dove ha conseguito rispettivamente il Bachelor in scienze ed ingegneria abientale e il Master in scienze ambientali. Attività: Politica energetica, efficienza energetica, energie rinnovabili, clima, ambiente, radon, qualità dell’aria indoor.

Programma
Iscrizioni entro il 18.09.2015.

2015_09_09-01 Radon

Radon-Sanierung von Gebäuden.
24-25. September 2015, TIS innovation park, Bozen

Radon gilt als die zweithäufigste Ursache für Lungenkrebs. Dank den Bemühungen der lokalen Institutionen, die über einschlägige Erfahrungen zu diesem sensiblen und gesundheitsrelevanten Thema verfügen, ist die Gefahr in Südtirol seit Jahren unter Kontrolle. Allerdings gibt es, sowohl lokal als auch außerhalb der Provinz, viele Fälle mit Handlungsbedarf weil die Grenzwerte in Gebäuden und Wohnungen überschritten wurden. Es kommt sogar vor, dass diese Überschreitung erst durch Maßnahmen zur Verbesserung der Energieeffizienz hervorgerufen wurden, weil mit der erhöhten Luftdichtheit auch größere Mengen an Radon im Gebäude verbleiben.

Die Durchführung einer wirksamen Sanierung ist keine einfache Aufgabe und in mehreren Fällen waren die Ergebnisse wirkungslos oder sogar verschlechternd. In diesem Kurs werden daher sinnvolle Konzepte, Methoden und Erfahrungen für die Durchführung von Radon-Sanierungen vorgestellt, die sich an die verantwortlichen Planer, Techniker, Nutzer oder die ausführenden Firmen richten. Der zweitägige Kurs wurde zusammen mit dem Labor für physikalische Chemie der Provinz, der Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) und den Mitgliedern der Arbeitsgruppe „Qualità dell‘aria e dell‘ambiente indoor“ organisiert.

Programm
Anmeldung: bis 18. September 2015

Articoli collegati:
Caccia al radon (04.06.2014)

Wake up. Innovazione nell’edilizia alpina.

2015_01_29 immagine 04Edilizia alpina e progetti europei per il mercato dell‘edilizia: questi i temi trattati durante il Wake upArchitettura alpina” organizzato dal Cluster Edilizia lunedì 02.02.2015 dalle 09:00 alle 17:30.

L‘evento inoltre sarà l‘occasione per discutere delle opportunità di ricerca regionale e internazionale e per informare i professionisti del settore su fabbisogni, certificazioni e requisiti necessari per dare impulso all’edilizia.

Nel pomeriggio si proseguirà con la presentazione dei risultati dell‘Acceleratore d‘innovazione, l‘iniziativa del Cluster finanziata dal progetto europeo Alpine SpaceAlpBC che mette in contatto le imprese altoatesine del settore edile con professionisti e ricercatori per avviare progetti di ricerca & sviluppo.

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Al termine della giornata è previsto un “world café” con le quattro tematiche sviluppate dall‘Acceleratore d‘innovazione: il format dà al pubblico la possibilità di partecipare a diverse discussioni su temi specifici che si svolgeranno ognuno a un tavolo diverso; ogni discussione verrà moderata da un tecnico esperto di un tema specifico; ogni tema verrà trattato per 20 minuti, dando così la possibilità ai partecipanti di partecipare a più discussioni. A termine dei confronti si farà il punto della situazione, presentando i risultati di ogni tavolo.

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Programma

  • 09.10 Il mondo delle coperture verdi – biodiversità | Maria Giulia Faiella, Cluster Edilizia, TIS
  • 09:30 L’esperienza dell’Azienda Climagrün | Anita Tschigg, Climagrün
  • 10:30 Il Gruppo di Lavoro Facciate | Carlo Battisti, Cluster Edilizia, TIS
  • 10:50 L’esperienza dell’azienda Frener & Reifer | Michael Reifer, Frener & Reifer
  • 11:10 Progetti EU – quali possibilità | Davide Gigli, Cluster Edilizia, TIS
  • 11:50 Finanziamenti | Giuseppe Franco, Project Planning & Funding, TIS
  • 12:10 Progetto e start-up A-skin | Gabriele Zini, A-skin
  • 14.00 Acceleratore d’innovazione: Team Röfix, Team Beton Isack, Team Karl Pichler, Team Südtirol E.S.Co.
  • 15.30 World café sulle tematiche dell´Acceleratore d’innovazione

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Alpines Bauen und europäische Projekte für das Baugewerbe: um diese Themen geht es beim Wake UpAlpines Bauen” des Cluster Bau Montag 02.02.2015 von 09:00 bis 17:30.

Die Veranstaltung wird außerdem Gelegenheit bieten, regionale und internationale Forschungs-möglichkeiten zu besprechen und die Fachkräfte des Sektors über Bedarfe, Zertifikate und Voraussetzungen zu informieren, die es braucht, um das Bauwesen anzukurbeln.

Am Nachmittag folgt eine Präsentation der Ergebnisse des Innovations-beschleunigers, einer Initiative des Cluster, die durch das europäische Projekt Alpine SpaceAlpBC finanziert wurde. Hier kamen Südtiroler Unternehmen des Bausektors mit Fachkräften und Forschern zusammen, um gemeinsam Forschungs- und Entwicklungsprojekte einzuleiten.

2015_01_29 immagine 03Zum Ende der Veranstaltung wird es ein „World Café” zu den vier Themenfeldern geben, mit denen sich der Innovationsbeschleuniger beschäftigt hat: das Format gibt dem Publikum die Möglichkeit, an Diskussionen teilzunehmen, die jeweils an verschiedenen Tischen zu spezifischen Themen stattfinden. Jede Diskussion wird von einem technischen Experten zum jeweiligen Thema moderiert und dauert jeweils 20 Minuten. So können die Event-Besucher an mehreren Diskussionen teilnehmen. Am Ende der Begegnungen werden die Ergebnisse der einzelnen Tische vorgestellt und so der aktuelle Stand der Dinge festgehalten.

Programm

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Immagine: Funders and Founders

 

Un’iniezione di innovazione.

Così pare, se accettiamo l’equazione: personale altamente qualificato in discipline tecnico-scientifiche = innovazione. Perché la strada che la Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano ha (definitivamente?) intrapreso con la delibera 978 del 26 agosto scorso è quella di finanziare direttamente al 50% per due anni (!) per impresa e per persona, l’assunzione, da parte di aziende (piccole, medie, grandi) dell’Alto Adige, di laureati tecnici. Il budget complessivo è di 1.600.000 €. «Numeri … da fare accapponare la pelle» direbbe l’indimenticato ing. Cane di ‘Mai dire goal‘. Insomma, le aziende che assumeranno personale tecnico in più (quindi non in sostituzione di personale in uscita) su due anni di stipendio si troveranno a pagarne uno solo; all’altro ci penserà la Provincia di Bolzano. Oppure, se vogliamo metterla in un altro modo, 2 ingegneri al prezzo di 1, per due anni.

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Si tratta, dal punto di vista normativo, di una modifica dei criteri di attuazione della Legge provinciale 13 dicembre 2006, n. 14, che disciplina la ricerca e l’innovazione. Quali sono più in dettaglio i contorni dell’iniziativa?

Beneficiari:

  1. le piccole, medie e grandi imprese che assumono personale altamente qualificato;
  2. le piccole e medie imprese che impiegano personale altamente qualificato messo a disposizione da parte di un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa.

Aiuti

  • Per l’assunzione di personale altamente qualificato sono previsti aiuti fino al 50% del costo del personale in applicazione del regime ‘de minimis‘ (sono gli aiuti che si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo).
  • Nel caso di messa a disposizione di personale altamente qualificato sono previsti aiuti fino al 50% del costo del personale fatturato all’impresa beneficiaria in applicazione del regolamento generale di esenzione per categoria.

Per personale altamente qualificato si intende personale:

  • con laurea magistrale in discipline tecnico-scientifiche, quali Architettura, Biologia, Biotecnologia, Chimica, Design, Farmacia, Fisica, Informatica, Ingegneria, Matematica, Scienze e tecnologie, Statistica, oppure
  • con dottorato di ricerca conseguito presso una università italiana o presso una università estera, se equipollente in base alla legislazione vigente, con l’esperienza professionale sotto indicata.

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Nel caso di assunzione (in regime de minimis) il personale altamente qualificato ha un’esperienza professionale di tre anni nel settore, che può comprendere anche una formazione di dottorato. Nel caso di messa a disposizione il personale altamente qualificato ha un’esperienza professionale pertinente di almeno cinque anni, che può comprendere anche una formazione di dottorato.

La clausola base è ovviamente che il personale altamente qualificato si occuperà delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito dell’impresa che riceve l’aiuto (no ingegneri a fare le fotocopie, per capirsi).

Il ‘bando 2014 a favore dell’assunzione o della messa a disposizione di personale altamente qualificato’ ha in definitiva l’obiettivo di elevare il grado di qualificazione del personale coinvolto nei processi di innovazione nelle imprese altoatesine e conseguentemente di aumentare nel medio periodo i risultati delle imprese nell’ambito della ricerca e dello sviluppo. Il presupposto è la cosiddetta ‘fuga di cervelli” che ha interessato l’Alto Adige negli ultimi anni. E così, mentre in Lombardia ci sono 0,84 occupati altamente qualificati su mille, in Alto Adige ce ne sono solo 0,25; dato che assegna a Bolzano il titolo di fanalino di coda del Nord-Est, dopo il Trentino che ne ha quasi il doppio (0,47) e il Veneto che invece sale ancora a 0,60. Scaturisce quindi la necessità di dare un impulso alle assunzioni di personale qualificato, secondo la strategia di trasformare la provincia di Bolzano in una regione ad alto contenuto di ricerca e innovazione.

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Sarà sufficiente? Sarà efficace? Come sempre accade in Alto Adige, dopo l’annuncio del presidente Arno Kompatscher (vedi ‘La Provincia paga chi assume laureati‘ su Alto Adige del 27.08.2014) tutti i titolati a rappresentare i vari interessi di parte (ma quando supereremo questo modello corporativo??…) stanno prendendo posizione (mi domando sempre, ma sono i media che li contattano uno a uno secondo una lista prestabilita o sono uscite spontanee?).  Prima l’ok dagli imprenditori (‘Le aziende: «Pronte a fare nuove assunzioni»‘ su Alto Adige del 28.08) che finalmente vedono all’orizzonte liquidità fresca a copertura dei costi di personale. Mentre invece, le agevolazioni finalizzate ai progetti di Ricerca & Sviluppo – la Provincia aiuta l’imprenditore riducendo il rischio che questo corre in un’innovazione pianificata – pare non piacciano molto. Poi gli artigiani (‘La Cna: «Sulle assunzioni non creare mercati di serie B»‘, Alto Adige del 31.08): «Bene gli sgravi fiscali per chi assume laureati, prospettati dalla Provincia. Ma si rischia di fare una differenza con chi non ha una laurea, ma è capace e dotato di qualità nel proprio…» eh no, se la laurea tecnica (con esperienza) è una dimostrazione di competenza, quella serve. Questi ‘distinguo’ non entrano nelle statistiche degli indicatori… Infine (ma solo per ora) l’Università (‘Il bonus laureati favorirà la crescita della ricerca‘ su Alto Adige dell’01.09).

Insomma, l’amministrazione Provinciale fa la sua parte, con un approccio alla Keynes. Ora vediamo se questo volano farà esplodere potenziali di innovazione a lungo sopiti.

Alto Adige Award | Südtirol Awards.

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Conto alla rovescia…

A questa edizione 2013 hanno partecipato 62 imprese con 69 progetti. Le imprese altoatesine rafforzano la location Alto Adige con investimenti sostenibili, successi nell’export, idee di marketing realizzate molto bene e capacità di innovare. Le imprese e i progetti migliori vengono premiatati ogni due anni nelle categorie Marketing, Export, Innovation e Investment.

Ormai ci siamo! Chi si aggiudicherà i premi della seconda edizione degli Alto Adige Award nelle categorie export, marketing, innovation e investment? Tra poche ore vi sveleremo tutti i vincitori!

2013_10_18 immagine 01Investment | BLS2013_10_18 immagine 02Export |EOS

2013_10_18 immagine 03Marketing |SMG2013_10_18 immagine 04Innovazione | TIS

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Countdown läuft…

62 Unternehmen – 69 Projekte haben sich zur Ausgabe 2013 beworben. Südtirol Unternehmer stärken den Standort Südtirol durch nachhaltige Investitionen, Exporterfolge, gut umgesetzte Marketingideen und Innovationsfähigkeit. Alle zwei Jahre werden die besten Unternehmen und Projekte der Kategorien Investment, Export, Marketing und Innovation prämiert.

Letzte Vorbereitungen dann kann es losgehen! Wer wird in der zweiten Auflage der Südtirol Awards die Preise in den Kategorien Export, Innovation, Markting und Investment gewinnen…? Bleibt dran, bald wird das Geheimnis gelüftet!

Stay tuned…!

Twitter @battisti_c

Ampie vedute | Weitblick.

2013_06_03 immagine 03Ritorna l’Innovation Festival, a Bolzano 26-27-28.09.2013. Dopo le ‘Nuove Energie’ ed il successo della prima edizione dell’Innovation Festival 2012 (25.000 visitatori in tre giorni), il tema di quest’anno sarà ‘Ampie vedute – Montagna. Società. Tecnologia.‘ La tecnica da sola non basterà per mantenere il livello di benessere che si è sviluppato in Alto Adige negli ultimi decenni, soprattutto nelle zone montane e periferiche. Quali sono le opportunità e quali i rischi legati allo sviluppo nell’ambiente alpino? Nel corso dell’Innovation Festival Bolzano-Bozen verrà discusso come l’innovazione e le nuove tecnologie – dalla mobilità al turismo, dalla tutela dell’ambiente ai nuovi processi in agricoltura – potranno contribuire a mantenere elevati standard di vita e a tutelare i sistemi naturali.

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L’Innovation Festival è un incontro delle idee e offre spazio al dibattito tecnico-scientifico ed economico. Dal 26 al 28 settembre 2013 vi aspettano workshop, discussioni, relazioni e stazioni interattive, con un ricco programma anche per famiglie e studenti. Potrete comunicare con persone innovative e conoscere realtà e idee di successo a livello internazionale. Rafforzerete così la vostra fiducia nell’innovazione, che dà risposte concrete alle esigenze e alle sfide sociali, economiche ed ambientali. L’Innovation Festival valorizza il profilo dell’Alto Adige come territorio autenticamente innovativo e ricco di tradizione che può essere un esempio da seguire in materia di sostenibilità ambientale. Inoltre il Festival darà risalto anche alla varietà culturale ed economica che caratterizza il territorio e che ispira l’innovazione di imprese, ricercatori e istituzioni.

Gli 8 luoghi dell’Innovation Festival si trovano tutti nel centro storico di Bolzano: qui trovate le indicazioni per arrivarci. Piazza Walther è il cuore dell’Innovation Festival Bolzano-Bozen. Tutte le location sono raggiungibili comodamente a piedi: per percorrere la distanza maggiore, dal Museion alla Casa della Cultura “Waltherhaus”, ci vogliono circa 20 minuti.

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Die 8 Austragungsorte des Innovation Festivals befinden sich allesamt in  der Bozner Altstadt. Hier finden  Sie alle Infos, wie Sie zur richtigen Location kommen. Zentrum des Innovation  Festival Bolzano-Bozen ist der Waltherplatz. Alle  Locations des Festivals sind bequem zu Fuß zu erreichen. Die längste Strecke –  vom Museion bis zum Waltherhaus – ist in etwa 20 Gehminuten zurückzulegen.

Val di Funes

Weitblick – Berg. Gesellschaft. Technologie“, lautet das Thema der diesjährigen Ausgabe des Festivals. Technologische Innovationen allein werden nicht ausreichen, um den Wohlstand zu erhalten, den sich Südtirol in den vergangenen Jahrzehnten erarbeitet hat. Ein allumfassendes und interdisziplinäres Nachhaltigkeitsdenken ist gefordert – vor allem für die strukturschwachen Gebiete Südtirols. Das Potenzial für eine nachhaltige Weiterentwicklung Südtirols in den Bereichen Mobilität, Tourismus, Umweltschutz, Landwirtschaft ist vorhanden. Nun muss es nur noch intelligent genutzt werden. Wie dies gelingen kann, wird beim Innovation Festival Bolzano-Bozen diskutiert.

2013_06_03 immagine 04Das Innovation Festival ist ein Ideen-Treff, ein Diskussionsforum für Technik, Wissenschaft und Wirtschaft. Vom 26. bis 28. September 2013 erwarten Sie Workshops, Diskussionen, Vorträge, interaktive Mitmach-Stationen und ein spannendes Programm für Schüler, Studenten und Familien. Im Gedankenaustausch soll klar werden, dass Innovation die Antwort auf viele soziale, wirtschaftliche und ökologische Fragen bereit hält. Das Innovation Festival zeigt auch, dass in Südtirol Authentizität, Tradition und Innovation ein unschlagbares Trio für eine Regionalentwicklung mit Weitblick bilden und dass die kulturelle und gesellschaftliche Vielfalt Südtirols die Quelle ist, aus der Unternehmer, Forscher, Ingenieure, und sogar die öffentliche Verwaltung in Südtirol ihre Ideen schöpfen.

sustainable manufacturingGo Green!

Green is this year’s colour of the Innovation Festival Bolzano-Bozen!

I 9+ colori dell’innovazione.

BannerHome1In un settore tradizionale e competitivo come quello delle costruzioni, due scelte sono fondamentali per le piccole e medie imprese: innovare e cooperare in filiera.

I partner del progetto nove+, assistiti dal Cluster Edilizia del TIS, sono riusciti a combinare le due strategie in un progetto di Ricerca e Sviluppo portato a termine con risultati ad alto valore aggiunto. Una ‘best practice’ che dimostra che quando le imprese vogliono innovare, mettendo in gioco le proprie competenze senza pregiudizi, trovando in alleati complementari le risorse che da sole non sarebbero in grado di produrre e lavorando in modo ostinato allo sviluppo dei progetti, il risultato arriva e crea nuovi spazi di mercato prima impensabili. Innovare coincide in questo caso proprio con … costruire.

costruire

-007Il progetto nove+ assicura la realizzazione di edifici abitativi multipiano di elevato profilo qualitativo, a costi competitivi ben rispondenti alla domanda immobiliare, sia pubblica sia privata. Questo nuovo processo progettuale, produttivo e costruttivo combina la prefabbricazione, la razionalizzazione del cantiere e l’uso consapevole dei materiali in modo fortemente innovativo, per ottenere prestazioni di alto livello a costi realizzativi molto competitivi.

-009Il sistema costruttivo 9+ è il risultato di un progetto di Ricerca & Sviluppo, cofinanziato dall’Assessorato all’Innovazione della Provincia Autonoma di Bolzano, che quattro aziende altoatesine, Calligione, LignoAlp, Schmidhammer e Obrist, guidate dall’arch. Silvia Cappelli, hanno portato a termine in due anni come risposta alla sfida di ridefinire il processo edile, dalla progettazione alla costruzione, secondo criteri improntati alla standardizzazione, alla qualità e al reale fabbisogno degli utenti di oggi.  Le aziende hanno sviluppato un sistema costruttivo per edifici in legno pluripiano, ad alte prestazioni e costo contenuto, destinato al mercato del ‘social housing’.

-013Il supporto scientifico è stato garantito da una collaborazione continua del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, che dopo aver analizzato lo stato dell’arte e il contesto normativo di partenza, ha validato tutte le fasi cruciali del progetto (progettazione, prototipazione, risultati), portando il sistema ad un elevato contenuto di innovazione e qualità, funzionale e prestazionale. Il Centre for Aesthetics in Practice della Facoltà di Filosofia dell’Università di Trento ha invece guidato l’indagine iniziale sull’abitare, concetto che non riguarda solo i professionisti del settore che deve spingere a costruire in sintonia con il cuore della società che cambia.

-015Il Cluster Edilizia del TIS ha seguito passo a passo tutto il progetto, dalla definizione dell’idea iniziale fino al prodotto finale, fornendo servizi di gestione dell’innovazione ad alto valore aggiunto e integrando le competenze dei partner nelle fasi strategiche di sviluppo del sistema.

Ecco i 9+ colori dell’innovazione, nove concetti di innovazione sostenibile che integrati in un unico processo portano ad un risultato finale ad alto valore aggiunto (+), in grado di proporre su mercato una soluzione particolarmente interessante e competitiva. Costruire con il 9+ vuol dire …

  1. 1 flessibilitàFlessibilità: griglia di costruzione ottimizzata, che regola la flessibilità del sistema in termini di utilizzo, lay-out, tecnologia e modulabilità delle prestazioni, dell’involucro e dell’edificio stesso, in armonia tra le soluzioni strutturali e le possibili combinazioni delle unità funzionali, degli spazi accessori esterni e degli elementi modulari di facciata.
  2. 2 sostenibilitàSostenibilità ambientale: legno proveniente da foreste gestite in maniera sostenibile e certificate PEFC o FSC. Il legno non ha bisogno di energia esterna per essere creato, si “autoproduce” naturalmente ed è l’unico materiale davvero rinnovabile ed illimitato
  3. 3 risparmio energeticoRisparmio energetico: potere termoisolante, inerzia termica e volano igrometrico, con un taglio dei costi energetici, sia durante l’inverno che in estate. Il sistema assicura livelli prestazionali da Casa Clima A (fabbisogno termico < 30 kWh/m²anno – casa da 3 litri).
  4. 4 comfortMassimo comfort abitativo: doppio affaccio che favorisce un’efficace e gradevole ventilazione naturale, dotazione, su richiesta di arredo base comprendente cucina, armadi in nicchia nelle camere da letto e nei disimpegni e bagno/i già completamente attrezzato/i. Ventilazione meccanica controllata e un raffinato sistema di deumidificazione e di riscaldamento/raffrescamento a regolazione automatica.
  5. 5 qualitàQualità controllata: La produzione in stabilimento dei principali elementi costruttivi, in condizioni ambientali controllate, al riparo dagli agenti atmosferici e con metodiche costantemente soggette a verifica, garantisce una qualità accertata sin dall’origine e su livelli difficilmente ottenibili in elementi realizzati direttamente in opera.
  6. 6 tempiRiduzione dei tempi: gli impianti vengono integrati all’interno delle pareti e dei solai già in stabilimento, durante la fase di prefabbricazione. Per ridurre ulteriormente il numero di lavorazioni in opera è previsto l’impiego di cellule bagno prefabbricate, che una volta posizionate, richiedono solamente rapide operazioni di collegamento alle reti elettrica, idrica e di scarico. I tempi realizzativi sono così nettamente più brevi e sicuri, rispetto ad una commessa tradizionale, con ulteriore vantaggio per l’utente finale.
  7. 7 sicurezzaSicurezza in cantiere: Il sistema costruttivo adottato consente di procedere alla realizzazione dell’edificio in assoluta sicurezza: vengono gettati in opera solo la platea di fondazione ed i nuclei dei corpi scala e dei vani ascensore: questa è l’unica fase per la quale vengono temporaneamente eretti i ponteggi tradizionali, subito smontati al termine dei getti.
  8. 8 sicurezzaSicurezza garantita: statica, dinamica, antincendio. Le strutture proposte sono ampiamente verificate rispetto alle sollecitazioni sismiche, per le quali le pannellature lignee adottate garantiscono resistenza ottimale. In caso di incendio l’edificio infatti non collassa ma mantiene inalterata la propria struttura e la portanza per un tempo garantito dall’appropriato dimensionamento delle sezioni resistenti.
  9. 9 risparmioSostenibilità economica: la progettazione integrata dell’intero sistema costruttivo, l’efficienza del processo di prefabbricazione, il controllo e la riduzione delle lavorazioni in cantiere e dei tempi di edificazione garantiscono oltre a prestazioni certe e ben definite preventivamente, un notevole risparmio economico all’utente finale, dell’ordine di oltre il 20% rispetto ad una commessa tradizionale di pari livello qualitativo.

E per ultimo … ma non per importanza, Il progetto nove+ offre ai suoi clienti un servizio ‘chiavi in mano’ che comprende la realizzazione dell’edificio dalla progettazione preliminare al rilascio della licenza d’uso.

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9+ … i 9 lati vincenti del sistema costruttivo

Per informazioni: www.progettonove.net