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Ride With Us a Bolzano … e tre, verso Bonn.

RIDE WITH US 2017
Da Venezia a Bonn, una lunga pedalata per il clima
1 novembre – 10 novembre 2017

TORNA A PASSARE PER BOLZANO LA CAROVANA DI BICI PER IL CLIMA
Dopo Copenaghen, Parigi e Torino Ride With Us, la carovana simbolica di biciclette che dal 2014 parte da Venezia e attraversa l’Europa per diffondere il messaggio di urgenza e gravità del cambiamento climatico, torna a fare tappa a Bolzano il 2 novembre c.a.
Quest’anno il gruppo di ciclista si dirige verso Bonn (1.300 km), sede dell’incontro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP23).
Nella città tedesca i rappresentanti di tutto il mondo si troveranno per discutere come dare attuazione all’Accordo di Parigi del 2015 e i ciclisti di RWU vogliono mantenere alta l’attenzione sull’importanza dell’incontro attraverso un tour ciclistico aperto a tutti e l’organizzazione di una serie d’incontri serali lungo il percorso dedicati al cambiamento climatico.

La partecipazione al progetto è cresciuta nel tempo e ai due ideatori del progetto, Daniele Pernigotti e Claudio Bonato, si sono poi unite diverse associazioni e molti singoli cittadini che condividono le finalità del tour. Saranno, infatti, 22 le persone che pedaleranno fino a Monaco e 15 di questi continueranno fino a Bonn, per raggiungere la sede della COP23. Il gruppo pedalerà in completa autonomia, con i propri bagagli a seguito e senza nessun automezzo di supporto.
Le varie tappe del tour sono l’occasione per affrontare a livello locale i temi connessi col cambiamento climatico.
Dal sapore provocatorio l’evento che avrà luogo il 2 novembre dalle 17.30 alle 17.30 presso la sede dell’EURAC research, Viale Druso 1, 39100 Bolzano (sala SEM7): Va bene i green building, ma basteranno?

L’evento vedrà la partecipazione di Daniele Pernigotti (Ride With Us), Marco Caffi (Green Building Council Italia), Roberto Lollini (EURAC research, Istituto per le Energie Rinnovabili), Ulrich Santa (Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima) e sarà coordinato da Carlo Battisti (IDM Südtirol Alto Adige).

L’indomani mattina il tour ripartirà da Bolzano per affrontare il Brennero e fare tappa a Innsbruck. L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio di molti Comuni lungo il percorso, tra cui Venezia, Bolzano e Bonn, oltre che del Ministero dell’Ambiente italiano e d’importanti associazioni che operano in materia di cambiamento climatico, come Kyoto Club e Italian Climate Network.
La lista completa dei patrocini, oltre che il tracciato delle singole tappe del tour Venezia-Bonn e la documentazione dei viaggi precedenti è disponibile nel sito www.ridewithus.eu. Chi volesse unirsi alla pedalata può facilmente identificare la posizione della carovana ciclistica geolocalizzata nella sezione live del sito.

LE TAPPE
La partenza avverrà simbolicamente venerdì pomeriggio 31 ottobre con il prologo Venezia-Mestre, mentre la mattina del 1 novembre vi sarà la partenza ufficiale del tour da Marghera.
Di seguito il dettaglio delle tappe del tour.

I CONTATTI
Daniele Pernigotti dpernigotti@aequilibria.com 340 9783337
Alberto Fiorin (Pedale Veneziano) afiorin@libero.it 320 4253630

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RESTORE | REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy

logo_costApproved by the COST Committee of Senior Officials on 24 October 2016, REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy (RESTORE) is one out of the 25 new Actions that were selected out of 478 eligible proposals collected earlier in April.

RESTORE: ‘to return something or someone to an earlier good condition or position’.

Sustainable buildings and facilities are critical to a future that is socially just, ecologically restorative, culturally rich and economically viable within the climate change context.

Despite over a decade of strategies and programmes, progress on built environment sustainability fails to address these key issues. Consequently the built environment sector no longer has the luxury of being incrementally less bad, but, with urgency, needs to adopt net-positive, restorative sustainability thinking to incrementally do ‘more good’.

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Within the built environment sustainability agenda a shift is occurring, from a narrow focus on building energy performance, mitigation strategies, and minimisation of environmental impacts to a broader framework that enriches places, people, ecology, culture, and climate at the core of the design task, with particular emphasis on the benefits towards health. 

Sustainability in buildings, as understood today, is an inadequate measure for current and future architectural design, for it aims no higher than trying to make buildings ‘less bad’. Building on current European Standards restorative sustainability approaches will raise aspirations and deliver restorative outcomes. 

Walden Pond, Concord (MA, USA)

Walden Pond, Concord (MA, USA)

The RESTORE Action will affect a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings, promoting forward thinking and multidisciplinary knowledge, leading to solutions that celebrate the richness of design creativity while enhancing users’ experience, health and wellbeing inside and outside buildings, in harmony with urban ecosystems, reconnecting users to nature. 

The COST proposal will advocate, mentor and influence for a restorative built environment sustainability through work groups, training schools (including learning design competitions) and Short Term Scientific Missions (STSMs).

General information:

CA COST Action CA16114 REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy
Start of Action: 09.03.2017  End of Action: 08.03.2021
Proposers: Carlo Battisti w/ Martin Brown, Sue Clark, Emanuele Naboni
Science Officer: Estelle Emeriau
Administrative Officer: Aranzazu Sanchez

For further information: carlo.battisti@eurac.edu

COST (European Cooperation in Science and Technology) is the longest-running European framework supporting trans-national cooperation among researchers, engineers and scholars across Europe. It is a unique means for them to jointly develop their own ideas and new initiatives across all fields in science and technology, including social sciences and humanities, through pan-European networking of nationally funded research activities. Based on a European intergovernmental framework for cooperation in science and technology, COST has been contributing – since its creation in 1971 – to closing the gap between science, policy makers and society throughout Europe and beyond. 

Il clima sta cambiando, ok??

E i nostri edifici sono parte del problema.

Lunedì scorso presso EURAC con Daniele Pernigotti, Ulrich Santa (Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima) e Roberto Lollini (EURAC, Istituto per le Energie Rinnovabili) abbiamo preso spunto dalla splendida iniziativa di Daniele e dei suoi amici Ride With Us (da Venezia a Parigi in bicicletta per partecipare alla conferenza COP21) per parlare di cambiamento climatico e di edifici ecosostenibili.
2015_11_26-07 Ride With Us EURAC
Due fatti sono ormai inconfutabili. 1. Il clima sta cambiando, 2. La responsabilità è dell’uomo e dipende in buona parte dai consumi energetici e dall’impatto ambientale degli obsoleti edifici nei quali viviamo, lavoriamo, studiamo.

Il clima sta cambiando.

«La scienza non è una democrazia. È una dittatura. Sono le evidenze che guidano questa dittatura.» dice John Reisman. Gli eventi estremi sono più che raddoppiati rispetto agli anni ’80, soprattutto per quanto riguarda l’acqua, ad esempio con le cosiddette “bombe d’acqua” neologismo pericolosissimo che fa sembrare questi fenomeni come assolutamente eccezionali, mentre in realtà stanno diventando consueti.

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Ghiacciaio della Marmolada (foto: forum.meteo4.com)

Diverse situazioni nel mondo lo dimostrano. Lo scioglimento dei ghiacciai, vedi ad esempio lo splendido film documentario “Chasing Ice” e le foto del ghiacciaio della Marmolada.

Kiribati (Oceania), 33 isole sparse in un’area larga quattromila chilometri per duemila, abitata da poco più di centomila persone, che rischiano di scomparire per sempre nell’arco di pochi decenni, a causa dell’innalzamento dei mari per il riscaldamento globale (con il primo caso di “richiesta di asilo climatico” rifiutata dalla Nuova Zelanda). La storia di Siabatou Sanneh, che si è presentata allo start della maratona di Parigi lo scorso aprile con una tanica in testa e una scritta appesa al collo “Questa è la stessa distanza che in Africa le donne fanno per prendere l’acqua”. E tanti altri esempi.

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Arcipelago Kiribati (Oceania)

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Siabatou Sanneh, Maratona di Parigi 12.04.2015

La colpa è dell’uomo

Il “Consensus Project” ha misurato il livello di consenso scientifico internazionale sul fatto che gli esseri umani stiano causando il riscaldamento globale, analizzando 21 anni di articoli “peer-reviewed” (cioè validati da esperti del settore). Tra i 12.465 documenti, sono stati identificati oltre 4.014 articoli scritti da 10.188 scienziati che hanno preso posizione sul riscaldamento globale e tra questi il 97,1% è del parere che sia scientificamente provato che questo cambiamento dipende dall’uomo. I media in generale non hanno ancora preso atto definitivamente di questa condivisione planetaria, continuando ad alimentare una confusione generale nella discussione su questi temi. Le opinioni di segno opposto vengono spesso esposte ad arte come se il mondo scientifico fosse diviso su questa tematica con un rapporto 50/50, quando in realtà il rapporto è appunto 97% contro 3%.

Lo denuncia in modo divertente “Last Week Tonight with John Oliver” (della rete HBO) inscenando un finto dibattito sul cambiamento climatico come davvero dovrebbe essere. Insomma, possiamo definitivamente archiviare il negazionismo, iniziando a lavorare tutti per invertire la tendenza e mantenere l’aumento della temperatura media del globo sotto quei fatidici 2° C che rappresentano la soglia della catastrofe.

2015_11_26-04 Consensus Project

Sono gli edifici ad avere il maggior impatto ambientale

Molti pensano che le industrie, il traffico, i trasporti siano i principali responsabili. No, l’impatto ambientale maggiore è provocato dagli edifici. Per questo è importante realizzare nuovi edifici ad alte prestazioni energetiche ma soprattutto è di gran lunga più importante migliorare prestazioni di quelli esistenti. Ed è altrettanto fondamentale adottare sistemi di misurazione oggettiva e olistica della sostenibilità come i protocolli internazionali riconosciuti (LEED). Le tecnologie necessarie già esistono ma non basta, è indispensabile un profondo e diffuso cambiamento culturale, che va dall’adozione di idonei regolamenti al comportamento virtuoso degli utenti. Tutti possono fare qualcosa, tutti i giorni, sia nelle piccole azioni che nei grandi cambiamenti. E questi cambiamenti possono avvenire solo con il contributo di tutti.

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Cosa fare? Bisogna cambiare marcia

La politica e l’industria rispondono con lentezza, lontane dall’essere all’altezza delle sfide mondiali“. È il messaggio di assoluta chiarezza contenuto nell’ultima enciclica di Papa Francesco, “Laudato si’”. La lentezza con la quale stiamo agendo su questi problemi non ci consentirà mai di arrivare a risolverli efficacemente. Si sta manifestando un fenomeno che potrebbe essere spiegato con la storiella della rana e della pentola d’acqua sul fuoco. Se gettate (non fatelo, è un esempio!) una rana viva in una pentola d’acqua che bolle, questa schizzerà fuori all’istante. Ma se mettete una rana in una pentola d’acqua fredda e riscaldate l’acqua fino a ebollizione, la rana morirà bollita, perché si è adattata via via all’aumento della temperatura.

E sta succedendo proprio questo; resilienza e capacità di adattamento stanno rallentando la battaglia contro il cambiamento climatico, dato che la velocità di adattamento dell’uomo si sta rivelando molto maggiore di quella del cambiamento climatico. Un esempio? La creazione negli USA, di un sistema di certificazione delle “case resilienti” (FORTIFIED Home), dove la strategia è quella di non agire direttamente sulle cause, ma continuare a vivere con lo stile di vita corrente, cercando di mettersi il più possibile al riparo dalle conseguenze. È insomma un grave problema di percezione. Ma ripeto, le tecnologie e i sistemi ci sono ed è il caso di affrontare la questione tramite un approccio radicalmente innovativo, ad esempio sposando una filosofia e una metodologia per progettare e realizzare edifici, come il Living Building Challenge.

Ancora Papa Francesco: “Affinché sorgano nuovi modelli di progresso abbiamo bisogno di cambiare il modello di sviluppo globale“. E allora è forse proprio il caso di ripensare la nostra strategia di sviluppo, come ci ammonisce Pepe Mujica, l’ex presidente uruguaiano, in uno stralcio dell’intervista tratta dallo splendido “Human” di Yann Arthus-Bertrand.

Vuoi rivedere la presentazione fatta durante Ride With Us (EURAC, 23.11.2015)? Clicca qui 🙂

#EverydayClimateChange

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[Photo: Matthieu Paley]

Nella Galleria dell’Institut français Milano, al Palazzo delle Stelline, in #EverydayClimateChange sono protagonisti i lavori di 25 fotografi con l’obiettivo di mostrare e sensibilizzare il pubblico sulle problematiche legate agli effetti reali dei cambiamenti climatici sulla natura e sulla vita dell’uomo in diversi luoghi del mondo. La mostra, curata James Whitlow Delano e Matilde Gattoni, rimarrà aperta fino al 28 agosto 2015.

Attraverso 62 opere, suddivise per capitoli-continenti, verranno raccontati gli effetti dei cambiamenti climatici e saranno proposte le azioni necessarie per mitigarne le inevitabili conseguenze. Le immagini di questi fotografi, provenienti da luoghi così diversi, si propongono di andare oltre la patina e le rigidità accademiche proprie talvolta della fotografia, per avvicinare il pubblico a qualcosa che può sembrare lontano ma riguarda tutti da vicino.

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[Photo: Nina Berman]

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[Photo: Bernardo De Niz]

Nel cuore della Milano di Expo 2015 e in vista dei temi che verranno trattati nell’appuntamento internazionale COP21 – il summit sui cambiamenti climatici ospitato a Parigi il prossimo dicembre – questa mostra vuole offrire una chiave di lettura che stimoli in modo concreto, grazie al potere della fotografia, una presa di coscienza immediata e diretta su alcune delle conseguenze dei cambiamenti climatici, in primis la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile delle comunità.

La Fondazione Eni Enrico Mattei si occupa da più di 25 anni di ricerca sul cambiamento climatico e sviluppo sostenibile ed è anche grazie alle analisi scientifiche della Fondazione, come quelle a supporto dei rapporti dell’IPCC, che si conosco costi e difficoltà nel raggiungere accordi internazionali sul clima, come tenteranno di fare i leader mondiali al prossimo summit di Parigi COP21 [da La Stampa].

#EverydayClimateChange
Galleria dell’Institut français
Corso Magenta 63, Milano
Mostra curata da James Whitlow Delano e Matilde Gattoni
In collaborazione con Fondazione Eni Enrico Mattei
Orari di apertura: da lunedì a venerdì, 14.00 > 19.00 fino al 28.08.2015
Ingresso libero.

Kenya - Dadaab – 21st July 2011. Somali refugees collecting wood for cooking. It is illegal to cut wood inside the camp, the refugees are supposed to use only dead wood.

[Photo: Matilde Gattoni]

Innovation in music. 8. Björk’s Biophilia

… and what she is doing for the environment.

The biophilia hypothesis suggests that there is an instinctive bond between human beings and other living systems. Edward O. Wilson introduced and popularized the hypothesis in his book, Biophilia (1984). He defines biophilia as “the urge to affiliate with other forms of life“. The term “biophilia” literally means “love of life or living systems.” It was first used by Erich Fromm to describe a psychological orientation of being attracted to all that is alive and vital. Wilson uses the term in the same sense when he suggests that biophilia describes “the connections that human beings subconsciously seek with the rest of life” (source: Wikipedia).

2015_06_10-01 Biophilia project

The Biophilia Educational Project is a large-scale pilot project that builds on the participation of academics, scientists, artists, teachers and students at all academic levels. It is based around creativity as a teaching and research tool, where music, technology and the natural sciences are linked together in an innovative way. The project presents an example of dynamic collaboration between different areas in society, such as the education system, cultural institutions, science and research institutes. It creates a platform for dialogue and debate which encourages both personal and social development, thereby contributing to a sustainable society where new approaches are actively explored.
The project was originally developed by Björk Guðmundsdóttir, the City of Reykjavík and the University of Iceland, in connection with the release of Björk’s 2011 album Biophilia.

Reykjavík

Reykjavík

The Biophilia Educational Project aims to inspire children to explore their own creativity, while learning about music, nature and science through new technologies. The project has thus far mainly been aimed at children aged 10-12 years, and the programme is based on Björk’s Biophilia app suite of music and interactive, educational artefacts. Students learn through hands-on participation, composition and collaboration. Participants acquire the skills to develop their musical imagination, to push their creative boundaries and make music in an impulsive and responsive way, inspired by the structures and phenomena of the natural world.

“Dark matter” – Sigur Rós performing Ólsen Ólsen (in Vonlenska)

The Biophilia Educational project has the potential to bring arts experience to children who might otherwise not have access to it. The method tries to change the traditional way of teaching. It is based on the fundamental idea that it is best for children to start practising art with a creative process, where music, science and technology are linked in a new way.

Teachers, researchers, scientists, artists, entrepreneurs and other participants work across disciplines and school classes, subjects, science and art forms to introduce creativity as an educational method and, simultaneously, to stimulate greater environmental awareness in pupils and students.

Each app has its own theme (in connection with a corresponding song) and combines a natural element with a musicological feature. The layers of content in each feature include: an interactive game based on the song’s scientific and musical subject matter; a musical animation of the song; an animated score; lyrics; and an academic essay.

2015_06_10-03 Björk Biophilia

Resources:

2015_06_10-06 Biophilia guideTeaching guidelines

Biophilia sparks children’s interest in nature, science and music (Green growth web magazine, April 2015)

Iceland’s Björk is transforming environmental education in Europe (Climate-KIC  News)

Bjork’s Biophilia on Wired2015_06_10-05 Björk Wired

 

 

Björk: Biophilia | Solstice app tutorial

L’insostenibile mondo di NOOR.

2015_05_20-02 Fotografia europeaIn una quindicina di palazzi storici del centro di Reggio Emilia è iniziata il 15 maggio e durerà sino al 26 luglio la rassegna Fotografia Europea015, un vero e proprio festival che mette al centro dell’attenzione la fotografia come strumento privilegiato per riflettere sulle complessità della contemporaneità. Nelle sale dei Chiostri Benedettini di San Pietro (1524-1584) va in scena, tra gli altri anche A NOOR journal on the changing planet, 2009 – 2015, la rappresentazione del danno che la mano dell’uomo ha prodotto sulla Terra, una testimonianza straordinaria e completa, imperdibile per chi ama la fotografia e per chi ha a cuore il nostro pianeta.

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Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia

Dal 2009 i fotoreporter di fama internazionale rappresentati dall’agenzia NOOR documentano i disastrosi effetti dei cambiamenti climatici nel mondo denunciando le condizioni in cui vivono popolazioni intere colpite da carestie, malattie, conflitti, migrazioni forzate e perdita dei mezzi di sussistenza. Il progetto collettivo di ampio respiro sottolinea l’urgenza di intervenire su realtà cruciali e drammatiche.

Presentato per la prima volta a Copenaghen nel dicembre 2009, in occasione della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite con il titolo Consequences, il progetto continua da allora ad articolarsi in diversi capitoli grazie alla produzione di nuove serie. In parallelo, una seconda fase del progetto, Solutions, si è interessata a esperienze capaci di far fronte al cambiamento, dal ricorso a risorse alternative e a energie rinnovabili, alla ricerca di equilibrio tra innovazioni tecnologiche e scelte consapevoli di sostenibilità, per intervenire su realtà che sembrano troppo spesso imporsi come ineluttabili.

2015_05_20-03 Noor

La questione ecologica, che fino a qualche anno fa sembrava interessare solo un ristretto circolo di “visionari”, investe ormai il nostro quotidiano ed è determinante per l’avvenire e l’equilibrio planetario. Il liberalismo economico, basato sul consumismo, ha migliorato i tassi di produttività e di sviluppo ma ha soprattutto aumentato i profitti e le ineguaglianze a danno del rispetto fondamentale degli uomini e dell’ambiente.

2015_05_20-05 Noor

L’economia globale ha accelerato e amplificato i processi coinvolgendo nella corsa i paesi emergenti. Doppiamente penalizzati, i paesi del Sud non solo continuano a fornire mano d’opera e materie prime sottocosto, ma sono diventati anche nuovi mercati attraenti e facili “discariche” dove sbarazzarsi di produzione eccedente e di materie tossiche. Le conseguenze dello sviluppo selvaggio non sono solo economiche, politiche e sociali, ma hanno un impatto diretto sul clima, sulla terra, sull’acqua e sulle condizioni di vita e di salute di popolazioni intere. E come lo sviluppo, le conseguenze sono ormai globali.

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I fotografi di NOOR con un lavoro sistematico di ricerca e di inchiesta realizzato in vari continenti, tracciano un état de lieux delle problematiche attuali e delle risposte tese a risolvere problemi specifici e a suggerire soluzioni più generali, messe in opera in diverse regioni del pianeta. Per una visione globale del presente e delle forme di resistenza possibili [Laura Serani, dal catalogo della mostra].

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NOOR sono

  • Nina Berman (USA, 1960) – I suoi progetti a lungo termine si sono incentrati prioritariamente sul panorama sociale e politico degli stati Uniti. Vive a New York.
  • Pep Bonet (Spagna, 1974) – Video maker e fotografo. Il suo lavoro su temi sociali ha prodotto tantissimi libri di fotografia e mostre in tutto il mondo. Vive a Maiorca.
  • Andrea Bruce (USA, 1973) – Attraverso la fotografia documentaria focalizza la sua attenzione su popolazioni che vivono le conseguenze della guerra. Vive a Città del Messico.
  • Alixandra Fazzina (Gran Bretagna, 1974) – Si focalizza sulla denuncia dei conflitti e sulle conseguenze umanitarie della guerra. Vive a Londra.
  • Stanley Greene (USA, 1949) – Il suo ambito di lavoro più conosciuto è costituito dai suoi servizi sulla guerra in Cecenia. Vive a Beirut.
  • Yuri Kozyrev (Russia, 1963) – Ha indagato i maggiori conflitti dell’ex Unione Sovietica. Ha vissuto a Baghdad, in Iraq, dal 2003 al 2009. Vive a Mosca.
  • Bénédicte Kurzen (Francia, 1980) – Focalizza la sua attenzione sui conflitti ed i cambiamenti socio-economici dell’Africa. Vive a Lagos.
  • Sebastián Liste (Spagna, 1985) – Fotografo e sociologo, documenta i profondi cambiamenti culturali dell’America Latina e dell’area Mediterranea. Vive tra il Brasile e la Spagna.
  • Kadir van Lohuizen (Olanda, 1963) – Ha indagato conflitti in Africa e in tantissimi altri luoghi. Deve la sua notorietà al suo progetto sui sette fiumi del mondo, l’industria legata ai diamanti e la migrazione nelle Americhe. Vive ad Amsterdam.
  • Jon Lowenstein (USA, 1970) – Negli ultimi 10 anni, Jon si è specializzato in progetti di documentazione fotografica complessi e di lunga durata che indagano la condizione sociale. Risiede a Chicago.
  • Asim Rafiqui (Svezia e USA, 1966) – Fotoreporter indipendente che risiede a Stoccolma, in Svezia e a Kagali in Ruanda. Ha documentato l’occupazione israeliana della striscia di Gaza.
  • Francesco Zizola (Italia, 1962) – Ha fotografato i maggiori conflitti mondiali e i contesti di crisi più nascosti. Vive a Roma.

2015_05_20-01 Noor logoNOOR is an international photo agency and foundation represented and co-owned by ten photographers and its managing director. Its cooperative model is in the tradition of Magnum Photos. It is headquartered in Amsterdam with photographers based worldwide. It is known for producing independent visual reports that stimulate positive social change, and impact views on human rights and other issues of global concern. Climate Change by NOOR is a long-term group project that focuses on two issues. The first, ‘Consequences by NOOR’ is an eyewitness record of the devastating effects of climate change around the globe. Produced in the autumn of 2009, these visual reportages show not ‘what might happen’ in the future but what is happening right now, emphasizing the urgency of addressing the issues at stake. NOOR continued the project in autumn 2010, with ‘Solutions’ a visual project investigating what is and what can be done to slow down or reverse climate change. This focuses on human stories about alternative power sources, renewable energies, and attempts to alleviate, adjust or cope with the rise of global temperatures, the biggest challenge our world has ever faced [Wikipedia].

Pedalare contro il cambiamento climatico.

E del perché gli edifici possono fare molto per contrastarlo.

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Da Venezia a Copenaghen in bici per sensibilizzare al cambiamento climatico. Ha fatto tappa a Bolzano l’iniziativa Ride With Us, con una pedalata collettiva e il successivo evento all’EURAC. Daniele Pernigotti – titolare di Aequilibria, società di consulenza ambientale, accompagnato dall’amico Claudio Bonato, ha inforcato la sua bici a Venezia lo scorso 14 ottobre e in 17 tappe e altrettante giornate arriverà a Copenaghen a fine mese, giusto in tempo per la presentazione dell’ultimo volume del rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sul cambiamento climatico. Giovedì 16 ottobre pomeriggio, dopo aver accolto Daniele e i suoi accompagnatori al Parco delle Semirurali di Bolzano abbiamo percorso insieme in bici poco più di due chilometri lungo la ciclabile che affianca l’Isarco, per raggiungere l’ampia e luminosa hall al piano terra di EURAC.

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Qual è l’impatto degli edifici sul cambiamento climatico e quali soluzioni possiamo mettere in atto per contrastarlo? Gli edifici sono infatti tra i principali responsabili delle emissioni di CO2: in Europa si calcola che il loro impatto superi il 35 per cento delle emissioni totali. Ne abbiamo parlato nel corso della piacevole chiacchierata presso EURAC, oltre che con Daniele, con Roberto Lollini – coordinatore del gruppo “Energy Management in Buildings”, EURAC Istituto per le Energie Rinnovabili) e con Ulrich Santa – direttore dell’Agenzia per l’Energia Alto Adige, CasaClima.

Dopo un resoconto da parte di Daniele su come sono andate le prime tre tappe del tour, abbiamo affrontato diversi argomenti cercando di inquadrare gli scenari attuali e futuri dell’efficienza energetica e della sostenibilità per gli edifici nei quali viviamo. Dal confronto tra gli esperti abbiamo cercato di offrire risposte a diversi interrogativi.

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Genova. Foto: Marco Bertorello, Getty Images

Perché gli edifici sono legati al cambiamento climatico? Come l’Alto Adige sta affrontando questo tema, con l’esperienza di CasaClima e i progetti di ricerca e sviluppo di EURAC? Come si può “sfruttare” positivamente il clima, per ventilare, raffrescare, illuminare gli edifici? Se l’efficienza energetica è destinata a diventare uno standard, può il confort divenire, il nuovo obiettivo futuro dell’innovazione per aziende e progettisti? Come si possono affrontare i costi del risanamento energetico degli edifici e cosa s’intende per “costo ottimale” (vedi la direttiva 2010/31/EU)? Cosa si intende per il “lock-in effect” descritto dall’IPCC? (ovvero la scelta di progettare edifici di bassa qualità dopo il secondo dopoguerra, in presenza di prezzi bassi dell’energia, che si è rivelata responsabile dell’aumento delle emissioni di gas serra mondiali). Perché certificare gli edifici? E numerosi altri spunti di discussione.

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IPCC – Implications for Buildings

Abbiamo lasciato spazio in conclusione a “What’s possible” un video emozionante realizzato da Louie Schwartzberg, per l’ultimo summit sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite dello scorso 23 settembre a New York, con la voce narrante di Morgan Freeman.

Have an enjoyable Ride With Us (Against climate change) !

Hey, questo era il 300° post 🙂 ! Buon blog …