Archivi tag: jazz

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«A genius is the one most like himself». – Thelonious Monk

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«Jazz is the only music in which the same note can be played night after night but differently each time». – Ornette Coleman (R.I.P. 11.06.2015)

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«If you don’t make mistakes, you aren’t really trying». – Coleman Hawkins

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«When people believe in boundaries, they become part of them». – Don Cherry

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«Don’t play what’s there, play what’s not there». – Miles Davis

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

Innovation in music. 6. Steely Dan.

Gli Steely Dan appartengono alla ristretta élite dei musicisti universali, capaci di catturare gli ascoltatori più disparati per gusti e attitudini. Nelle loro canzoni, infatti, l’istinto pop – indispensabile per sedurre il grande pubblico – si unisce a una tecnica quasi avanguardistica che non può passare inosservata anche alle orecchie più esigenti. La loro musica è un jazz alle fragole, fruibile e strepitoso, tutto intriso di proclami di raffinatezza sonora e di amore per l’ambiente sofisticato. Un collage variopinto, frutto di molteplici influenze – jazz, certo, ma anche rock, pop, country, soul, blues, funk – che collimano fra loro, bilanciandosi in perfetto equilibrio.

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2014_05_30 immagine 04Così Claudio Fabretti su Ondarock in un articolo per l’uscita nel 2000 di Two Against Nature del rinnovato duo Donald Fagen (voce e tastiere) e Walter Becker (chitarra e basso). Steely Dan è un termine ripreso dal ‘Pasto nudo’ di W.S. Burroughs (numerose sono le sue ispirazioni in copertine dei loro album), dove indicava un vibratore a vapore (!). Innovazione, per questa band nata negli USA negli anni ’70,  significa soprattutto l’inconfondibile stile musicale e sonoro derivante dalla fusione soprattutto di jazz e pop, oltre a funk, rhythm and blues, un’esplorazione che anticipa di diverso tempo molte delle tendenze dei decenni successivi. Ma oltre all’eleganza infinita del loro sound, l’innovazione risiede anche nell’eccelsa professionalità e maniacale ricerca della perfezione. Memorabile è la storia della travagliata genesi di Gaucho (1980), che li vede impegnati in sala d’incisione per un tempo superiore alle 1000 ore di registrazione. Gaucho segna l’apice ma anche la chiusura del gruppo e del percorso iniziato con Can’t buy a thrill del 1972.

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2014_05_30 immagine 06Il duo pubblicherà un nuovo lavoro, appunto Two Against Nature, solo 20 anni dopo. In mezzo, reciproche produzioni dei rispettivi lavori solisti; tra questi un assoluto capolavoro di Donald Fagen, The nightfly (1983)  un album semplicemente perfetto, un gioiellino notturno che contiene alcune gemme come I.G.Y., Ruby Baby, New Frontier. La carriera di Donald proseguirà poi con Kamakiriad (1993), Morph the Cat (2006) e Sunken Condos (2012). Insieme, gli Steely Dan avevano realizzato anche Countdown to Ecstasy (1973), 2014_05_30 immagine 05l’ottimo Pretzel Logic (1974), Katy Lied (1975) e The Royal Scam (1977), il tutto con la collaborazione di uno stuolo di musicisti sopraffini tra i quali vanno ricordati per lo meno Larry Carlton, Lee Ritenour tra i chitarristi, Steve Gadd, Jeff Porcaro alla batteria, bassisti come Marcus Miller, tastieristi come Joe Sample, una sezione di fiati stratosferica con Michael e Randy Brecker, David Sanborn, Wayne Shorter, Tom Scott e per concludere le voci di Michael McDonald e Valerie Simpson.

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Ma il punto più alto della loro classe è probabilmente Aja, uscito nel 1977, che contiene l’hit Peg. Così Ondarock descrive il disco: tutto è maniacale, su Aja, dal lavoro sul sound, sempre curato e levigatissimo (Grammy come Best Engineered Non-Classical Recording dell’anno), alla scrittura dei brani, i più lunghi e jazzati del loro repertorio, eppure capaci di piazzare sempre il ritornello accattivante al momento giusto, intrappolando l’ascoltatore. E maniacale è anche la sua lavorazione dove il gruppo racconta che l’incisione dei brani avveniva attraverso due passaggi: il raggiungimento della perfezione e il suo superamento, che conferiva al lavoro un afflato più ‘umano’. Una specie di odissea perfezionista trascorsa per mesi in studio da Becker e Fagen, in compagnia di favolosi musicisti […] fuori c’è l’inferno – il 1977 è l’anno dell’esplosione mondiale del punk – ma negli studi di produzione di Gary Katz si vive semplicemente su un altro pianeta, dove può bastare un filo di fruscio a compromettere giorni di lavoro. Uno splendido documentario della serie ‘Classic Albums’ ripercorre, con la guida di Donald Fagen e Walter Becker, il ‘making of’ di quel capolavoro. Guardatelo tutto (una goduria) fino all’ultima scena, che forse meglio di ogni altra rappresenta lo strepitoso ‘understatement’ della perfezione targata Steely Dan.

It’s Jazz Day !

2014_04_30 immagine 01Is there something more innovative than … jazz ?!? April 30 was declared International Jazz Day by UNESCO in 2011 to celebrate ‘the virtues of jazz as an educational tool, and a force for peace, unity, dialogue and enhanced cooperation among people‘. The first annual International Jazz Day was kicked off in Paris by UNESCO Goodwill Ambassador Herbie Hancock. Each year, the All-Star Global Concert brings together acclaimed jazz artists from around the world for a performance spanning styles, cultures, and languages. Given its legendary history as Japan’s ‘jazz mecca’ in the early to mid 1920s, Osaka is an ideal choice to serve this year as the International Jazz Day Global Host City.

The 24 hours celebration is on line webcast available on demand within 4 hours of the original start time that are: New York: 6am | London: 11am | Istanbul: 1pm | Tokyo: 7pm | Sydney: 8pm. International Jazz Day is celebrated with hundreds of events around the world. Here is the full list. Also in Italy with more than 40 concerts. The International JazzDay All-Star Global Concert on April 30, 2014 will feature internationally renowned artists including pianists: Toshiko Akiyoshi, Kris Bowers, John Beasley, Herbie Hancock and Makoto Ozone; vocalists Dee Dee Bridgewater, Jonathan Butler, Roberta Gambarini, Lalah Hathaway, Gregory Porter and Oumou Sangaré; trumpeters Theo Croker, Roy Hargrove, Claudio Roditi and Terumasa Hino; bassists James Genus, Marcus Miller and Esperanza Spalding; drummers Terri Lyne Carrington and T.S.Monk; percussionists Pete Escovedo and Sheila E.; saxophonists Kenny Garrett, Courtney Pine, Troy Roberts, Wayne Shorter and Lew Tabackin; trombonist Steve Turre; guitarists Chris Thomas King, Follow the event on

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2014_04_30 immagine 06Even today’s musicians know jazz has a rapidly-changing, living, breathing history. In a new video, young Kris Bowers (Thelonious Monk Competition winner) takes a YouTube tour (thanks to Monica Alba for highlighting this) from ragtime and stride through the present day, covering over 40 Tunes (this is the 5th in CDZA‘s The Instrumental Series). Pianist Kris Bowers is one of the newest and brightest lights on the jazz landscape. Schooled in jazz and classical music, raised amid the rap and hip-hop of the 1990s, inspired by the cinematic power of the great film composers of recent decades, Bowers’ sound – though rooted in traditional styles – is open to numerous external influences that keep the music fresh and vibrant for a new century. This rich and eclectic sensibility is evident from the very first notes of Heroes + Misfits, his debut recording on Concord Jazz.

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United Nations Postal Administration honours International Jazz Day

The history of jazz piano in 11 minutes ! Featuring: Scott Joplin, Jelly Roll Morton, Lil Hardin Amstrong, Count Basie, Fats Waller, Duke Ellington, Thelonious Monk, Billy Strayhorn, Bud Powell, Art Tatum, Lennie Tristano, Bill Evans, Ahmad Jamal, Dave Brubeck, Ray Charles, Herbie Hancock, Stevie Wonder, Booker T., Cedar Walton, Professor Longhair, Horace Silver, Nina Simone, Cecil Taylor, McCoy Tyner, Chick Corea, Jimmy Smith, George Duke, Keith Jarrett, Dave Grusin, Patrice Rushen, Mulgrew Miller, Guru, D’Angelo, Brad Mehldau, Jason Moran, Robert Glasper and … Kris Bowers. Here it is

Have a joyful Jazz Day 🙂

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the poster in my living room