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«A genius is the one most like himself». – Thelonious Monk

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«Jazz is the only music in which the same note can be played night after night but differently each time». – Ornette Coleman (R.I.P. 11.06.2015)

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

Animal House.

The world’s best animal architecture – in pictures, by Ingo Arndt.

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European red wood ant nests in Hessen, Germany © Ingo Arndt

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Huge fields littered with compass termite towers, which average 3m tall, throughout northern Australia © Ingo Arndt

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Australian weaver ants building their nest by pulling on leaves and working in chains, in Northern Territory, Australia © Ingo Arndt

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Grey bowerbird bower in Northern Territory, Australia © Ingo Arndt

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The bower of the vogelkop gardener bowerbird is a complex architectural masterpiece © Ingo Arndt

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A wasp nest made of masticated wood © Ingo Arndt

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Beaver lodges are only accessible through an underwater entrance, which offers them protection against enemies, cold and heat © Ingo Arndt

2015_05_17-01 Animal ArchitectureAnimal Architecture by Ingo Arndt, Jurgen Tautz and Jim Brandenburg.

In Animal Architecture, Ingo Arndt explores marvels of nature with spectacular imagery, showcasing the complex and elegant structures that animals create both for shelter and for capturing prey. Arndt’s photographs display wonders such as the colourful mating arenas of bowerbirds in West Papua and the fantastic nests created by ants in Africa. Studio photographs supplement the images from Arndt’s journey and offer close-up views of the nests, mounds and webs constructed by the animals. Features both breathtaking photography and scientific insight into animal behavior.

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«If you don’t make mistakes, you aren’t really trying». – Coleman Hawkins

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«When people believe in boundaries, they become part of them». – Don Cherry

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

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«Don’t play what’s there, play what’s not there». – Miles Davis

© jazzquote [Un’idea ispirata alla mostra “E lo chiamano jazz …” con le immagini di Riccardo Schwamenthal, presso Spazio Gerra – Reggio Emilia, all’interno della rassegna “Fotografia Europea 015” dal 15 maggio al 26 luglio 2015].

L’insostenibile mondo di NOOR.

2015_05_20-02 Fotografia europeaIn una quindicina di palazzi storici del centro di Reggio Emilia è iniziata il 15 maggio e durerà sino al 26 luglio la rassegna Fotografia Europea015, un vero e proprio festival che mette al centro dell’attenzione la fotografia come strumento privilegiato per riflettere sulle complessità della contemporaneità. Nelle sale dei Chiostri Benedettini di San Pietro (1524-1584) va in scena, tra gli altri anche A NOOR journal on the changing planet, 2009 – 2015, la rappresentazione del danno che la mano dell’uomo ha prodotto sulla Terra, una testimonianza straordinaria e completa, imperdibile per chi ama la fotografia e per chi ha a cuore il nostro pianeta.

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Chiostri di San Pietro, Reggio Emilia

Dal 2009 i fotoreporter di fama internazionale rappresentati dall’agenzia NOOR documentano i disastrosi effetti dei cambiamenti climatici nel mondo denunciando le condizioni in cui vivono popolazioni intere colpite da carestie, malattie, conflitti, migrazioni forzate e perdita dei mezzi di sussistenza. Il progetto collettivo di ampio respiro sottolinea l’urgenza di intervenire su realtà cruciali e drammatiche.

Presentato per la prima volta a Copenaghen nel dicembre 2009, in occasione della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite con il titolo Consequences, il progetto continua da allora ad articolarsi in diversi capitoli grazie alla produzione di nuove serie. In parallelo, una seconda fase del progetto, Solutions, si è interessata a esperienze capaci di far fronte al cambiamento, dal ricorso a risorse alternative e a energie rinnovabili, alla ricerca di equilibrio tra innovazioni tecnologiche e scelte consapevoli di sostenibilità, per intervenire su realtà che sembrano troppo spesso imporsi come ineluttabili.

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La questione ecologica, che fino a qualche anno fa sembrava interessare solo un ristretto circolo di “visionari”, investe ormai il nostro quotidiano ed è determinante per l’avvenire e l’equilibrio planetario. Il liberalismo economico, basato sul consumismo, ha migliorato i tassi di produttività e di sviluppo ma ha soprattutto aumentato i profitti e le ineguaglianze a danno del rispetto fondamentale degli uomini e dell’ambiente.

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L’economia globale ha accelerato e amplificato i processi coinvolgendo nella corsa i paesi emergenti. Doppiamente penalizzati, i paesi del Sud non solo continuano a fornire mano d’opera e materie prime sottocosto, ma sono diventati anche nuovi mercati attraenti e facili “discariche” dove sbarazzarsi di produzione eccedente e di materie tossiche. Le conseguenze dello sviluppo selvaggio non sono solo economiche, politiche e sociali, ma hanno un impatto diretto sul clima, sulla terra, sull’acqua e sulle condizioni di vita e di salute di popolazioni intere. E come lo sviluppo, le conseguenze sono ormai globali.

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I fotografi di NOOR con un lavoro sistematico di ricerca e di inchiesta realizzato in vari continenti, tracciano un état de lieux delle problematiche attuali e delle risposte tese a risolvere problemi specifici e a suggerire soluzioni più generali, messe in opera in diverse regioni del pianeta. Per una visione globale del presente e delle forme di resistenza possibili [Laura Serani, dal catalogo della mostra].

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NOOR sono

  • Nina Berman (USA, 1960) – I suoi progetti a lungo termine si sono incentrati prioritariamente sul panorama sociale e politico degli stati Uniti. Vive a New York.
  • Pep Bonet (Spagna, 1974) – Video maker e fotografo. Il suo lavoro su temi sociali ha prodotto tantissimi libri di fotografia e mostre in tutto il mondo. Vive a Maiorca.
  • Andrea Bruce (USA, 1973) – Attraverso la fotografia documentaria focalizza la sua attenzione su popolazioni che vivono le conseguenze della guerra. Vive a Città del Messico.
  • Alixandra Fazzina (Gran Bretagna, 1974) – Si focalizza sulla denuncia dei conflitti e sulle conseguenze umanitarie della guerra. Vive a Londra.
  • Stanley Greene (USA, 1949) – Il suo ambito di lavoro più conosciuto è costituito dai suoi servizi sulla guerra in Cecenia. Vive a Beirut.
  • Yuri Kozyrev (Russia, 1963) – Ha indagato i maggiori conflitti dell’ex Unione Sovietica. Ha vissuto a Baghdad, in Iraq, dal 2003 al 2009. Vive a Mosca.
  • Bénédicte Kurzen (Francia, 1980) – Focalizza la sua attenzione sui conflitti ed i cambiamenti socio-economici dell’Africa. Vive a Lagos.
  • Sebastián Liste (Spagna, 1985) – Fotografo e sociologo, documenta i profondi cambiamenti culturali dell’America Latina e dell’area Mediterranea. Vive tra il Brasile e la Spagna.
  • Kadir van Lohuizen (Olanda, 1963) – Ha indagato conflitti in Africa e in tantissimi altri luoghi. Deve la sua notorietà al suo progetto sui sette fiumi del mondo, l’industria legata ai diamanti e la migrazione nelle Americhe. Vive ad Amsterdam.
  • Jon Lowenstein (USA, 1970) – Negli ultimi 10 anni, Jon si è specializzato in progetti di documentazione fotografica complessi e di lunga durata che indagano la condizione sociale. Risiede a Chicago.
  • Asim Rafiqui (Svezia e USA, 1966) – Fotoreporter indipendente che risiede a Stoccolma, in Svezia e a Kagali in Ruanda. Ha documentato l’occupazione israeliana della striscia di Gaza.
  • Francesco Zizola (Italia, 1962) – Ha fotografato i maggiori conflitti mondiali e i contesti di crisi più nascosti. Vive a Roma.

2015_05_20-01 Noor logoNOOR is an international photo agency and foundation represented and co-owned by ten photographers and its managing director. Its cooperative model is in the tradition of Magnum Photos. It is headquartered in Amsterdam with photographers based worldwide. It is known for producing independent visual reports that stimulate positive social change, and impact views on human rights and other issues of global concern. Climate Change by NOOR is a long-term group project that focuses on two issues. The first, ‘Consequences by NOOR’ is an eyewitness record of the devastating effects of climate change around the globe. Produced in the autumn of 2009, these visual reportages show not ‘what might happen’ in the future but what is happening right now, emphasizing the urgency of addressing the issues at stake. NOOR continued the project in autumn 2010, with ‘Solutions’ a visual project investigating what is and what can be done to slow down or reverse climate change. This focuses on human stories about alternative power sources, renewable energies, and attempts to alleviate, adjust or cope with the rise of global temperatures, the biggest challenge our world has ever faced [Wikipedia].