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Highlights from the Innovation Festival | Day #3.

In tre giorni circa 18.000 presenze per l’Innovation Festival, ben oltre le aspettative (nel 2012 furono 25.000 ma c’era la Lunga Notte della Ricerca, che ha cadenza biennale e quest’anno non c’era). 460 persone per Philippe Daverio, 300 per il ministro per l’istruzione Maria Chiara Carrozza, 250 circa per Jessica Jackley, Carlo Ratti, Alberto Tomba, e così via.

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BBT Brenner Basistunnel

Sabato pomeriggio gli interessanti interventi sui grandi progetti europei e su come il coinvolgimento pubblico sia praticamente indispensabile per il loro successo. Ne hanno parlato al Museion in ‘Mumbai, Francoforte, Alto Adige‘ Eva-Maria Börschlein, Johann-Dietrich Wörner e Konrad Bergmeister. Eva-Maria Börschlein dirige il progetto delle cooperazioni culturali BMW Guggenheim Lab e ha avviato innovativi progetti di sviluppo urbano in città come Mumbai, Berlin o New York. Johann-Dietrich Wörner, presidente del centro tedesco per l’aeronautica e l’astronautica e responsabile per la mediazione nella costruzione dell’aeroporto di Francoforte ha sottolineato come possano essere soggetti ai conflitti i grandi progetti se i cittadini hanno la sensazione che si decida sopra le loro teste. Konrad Bergmeister, presidente del Tunnel di Base del Brennero, ha concluso l’evento parlando della costruzione del tunnel e dei diversi eventi di comunicazione per rendere partecipe la popolazione sulla questione. (Per un ulteriore approfondimento: news sulla rassegna stampa del Festival).

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Alexander M. Orlando intervistato da Carlo Massarini

L’atmosfera si è decisamente ‘scaldata’ con il successivo evento al Museion ‘Finanziare i rischi delle start-up‘ con la partecipazione di Alexander M. Orlando, il venture capitalist americano, fondatore, tra le altre della piattaforma InnoCentive. Una delle doti principali quando si presenta la propria idea a un venture capitalist è la sintesi: il progetto che viene presentato deve essere riassumibile nelle tre semplici fasi di valutazione, aggiustamento e implementazione. E si devono presentare forze e debolezze, essendo sinceri sulle proprie debolezze. L’investitore ha parlato anche dell’Italia, che giudica il Paese dove la mente ‘costa’ meno e che non permette gli investimenti, perché penalizza coloro che vogliono investire facendo riferimento alle barriere legislative che ostacolano l’affluire di capitali. Nell’evento, moderato da uno strepitoso Carlo Massarini (ma Vi ricordate Mister Fantasy?) si sono presentate anche alcune nuove start-up insediate nel TIS innovation park: Cartorender, Ecofarming, Hektros. (Per un ulteriore approfondimento: news sulla rassegna stampa del Festival).

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Carlo Ratti

Gran finale sabato sera, sempre al Museion (che si è rivelata una ‘location’ molto piacevole, elegante e funzionale) con Carlo Ratti, architetto e ingegnere responsabile del SENSEable City Lab al MIT di Boston. Ratti ha rappresentato in un decalogo, attraverso i progetti sviluppati all’MIT, come potrebbe essere la smart city del prossimo futuro: 1. Partecipazione pubblica ‘2.0’ | Le persone segnalano in tempo reale i problemi della città in modo che le amministrazioni possano intervenire. Un esempio: Fix my transport (UK). 2. Servizi urbani e palmare | Prenotare un ristorante a NY con OpenTable oppure un taxi con Uber. 3. La città ci parla | Le etichette intelligenti sui prodotti ci informano sulla loro provenienza. Lo stesso vale per i rifiuti, il cui percorso può essere tracciato per ridurne l’impatto, con il progetto Trash | Track. 4. Mobilità intelligente | Sapere in tempo reale se c’è un ingorgo e avere la possibilità di cambiare strada, con Google Transit. O addirittura veicoli autonomi che procedono da sole intersecandosi agli incroci senza incidenti. 5. Nuovi modi di lavorare | Non è più necessario rimanere chiusi in ufficio, ora c’è la possibilità di creare spazi ibridi e vivere di più all’aria aperta, come nella città di Guadalajara (Mexico). 6. Fine delle barriere disciplinari | Sia le scienze che studieremo che gli spazi nei quali vivremo, saranno caratterizzati da una grande flessibilità. Aumenteranno le interferenze tra i vari settori e la multidisciplinarietà. 7. Energia | Scaldiamo le case di giorno e gli uffici di notte, quando ambedue gli spazi sono vuoti, è questo il grande paradosso. Quindi il tema del risparmio energetico, ottenuto anche attraverso termostati intelligenti come Nest, facile da installare e azionabile anche via telefono, così da consentire risparmi anche del 20% sulle bollette. 8. Università | Molti corsi di Harvard e dell’MIT sono già disponibili on-line sulla piattaforma edX, un’opportunità fino a poco tempo fa impensabile, che apre le possibilità di istruzione qualificata anche ai paesi emergenti e alle persone meno abbienti. 9. Le fabbriche in città | Produrre in modo localizzato, vicino al consumatore. Concentrare le energie su ciò che fa la differenza: l’invenzione., recuperando un’artigianalità grazie a tecnologie come le stampanti 3D. 10. Incontri ravvicinati | Le nuove tecnologie non sostituiscono la necessità di incontrarci. Sarà ancora così, con Skype e le altre tecnologie presenti ma invisibili.

Si chiude così un Innovation Festival pieno di idee e dedicato ai temi più importanti del momento, l’innovazione declinata attraverso la sostenibilità, la responsabilità sociale, la tecnologia, le connessioni (i ‘dot’ come direbbe Hitendra Patel) all’interno delle comunità.

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Jessica Jackley

Gli eventi più intensi? La testa mi dice lo scenario futuribile messo in scena per progetti da Carlo Ratti e il vivace dibattito tra Carlo Massarini, Fabio Lalli e Alexander M. Orlando. A parte la differenza sensibile tra Massarini e altri moderatori del Festival, è stato molto interessante prendere drasticamente atto che per sviluppare i progetti servono i soldi e che per i soldi bisogna convincere gli investitori. Ma prima di convincere gli investitori, gli startupper devono convincere se stessi, ovvero essere in grado nel modo più assertivo possibile di difendere e portare avanti la propria idea in modo efficace. Non abbiamo certo l’ecosistema dell’innovazione di una Silicon Valley ma il mondo delle start-up è cresciuto enormemente in questi 2-3 anni. Dobbiamo insomma (ancora A. Orlando) trovare una nostra dimensione e specificità puntando sui prodotti che siamo bravi a fare. Ma, tornando al mio ‘best of’ il cuore dice Jessica Jackley e Hitendra Patel. E per un motivo molto semplice, anche se declinato in due modi diversi: ‘passion’, passione. E’ quella che ho visto nell’entusiasmo della presentazione di Jessica e nella scoppiettante verve di Patel. Dico in due modi diversi perché la Jackley ha trasmesso l’energia di credere così fortemente nella propria missione e buttarcisi dentro anche a costo di errori pericolosi: con una formazione universitaria in filosofia e scienze politiche si è trovata a gestire l’innovazione finanziaria forse più interessante (e di certo sussidiaria) degli ultimi dieci anni. Ma l’abnegazione non basta, servono metodo scientifico e una chiara strategia di sviluppo. Ciò che possono dare le migliori scuole di business, come ha spiegato Hitendra Patel con una sequenza inesauribile di suggerimenti che hanno colpito nel segno: ‘Technology is an enabler for innovation, it isn’t innovation’. ‘Innovation is not Powepoint. Prototype, go straight to the market, talk to the client. That’s innovation !’ ‘Change + Value = Innovation.’ ‘You don’t need a crystal ball to predict the future … but megatrends may help you.’ ‘What characterizes italian innovation is the ‘feeling of things’. That makes the difference’. ‘Knowledge to apply is the knowledge (and education) you need to innovate.’

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Al prossimo Festival 😉

Non siamo tutti uguali. Lo dice la carbon footprint.

2013_09_13 immagine 03Lo spunto per parlare di carbon footprint è questa bella infografica realizzata dallo studio Stanford Kay. Originariamente concepita per l’edizione internazionale di Newsweek, questa immagine è stata pubblicata sul numero di aprile del mensile Atlantic. L’immagine è composta da cerchi la cui dimensione si riferisce alle emissioni di gas serra di ogni nazione, con un colore corrispondente al continente. La versione finale di questa infografica riporta invece una seconda carbon footprint relativa alle emissioni pro capite. In questo caso la ‘classifica’ cambia; al primo posto Gibilterra seguita dalle Isole Vergini. Gli USA sono al 12° posto mentre la Cina scende verso la parte bassa della lista a causa della sua enorme popolazione. Risulta che le nazioni che non crescono o producono poco hanno l’impronta più alta perché sono costrette a importare quasi tutto ciò di cui hanno bisogno.

2013_09_13 immagine 06La carbon footprint è una misura che esprime in CO2 equivalente il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate direttamente o indirettamente ad un prodotto, un’organizzazione o un servizio. In conformità al Protocollo di Kyoto, i gas ad effetto serra da includere sono: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), idrofluorocarburi (HFCs), esafluoruro di zolfo (SF6) e perfluorocarburi (PFCs). La tCO2e (tonnellate di CO2 equivalente) permette di esprimere l’effetto serra prodotto da questi gas in riferimento all’effetto serra prodotto dalla CO2, considerato pari a 1 (ad esempio il metano ha un potenziale serra 25 volte superiore rispetto alla CO2, e per questo una tonnellata di metano viene contabilizzata come 25 tonnellate di CO2 equivalente).

2013_09_13 immagine 07La misurazione della carbon footprint di un prodotto o di un processo richiede in particolare l’individuazione e la quantificazione dei consumi di materie prime e di energia nelle fasi selezionate del ciclo di vita dello stesso. A questo proposito l’esperienza degli ultimi anni suggerisce che il label di carbon footprint è percepito dai consumatori come un indice di qualità e sostenibilità delle imprese. Le aziende, oltre a condurre l’analisi e la contabilizzazione delle emissioni di CO2, si impegnano a definire un sistema di carbon management finalizzato all’identificazione e realizzazione di quegli interventi di riduzione delle emissioni, economicamente efficienti, che utilizzano tecnologie a basso contenuto di carbonio. Le misure di riduzione possono essere integrate dalle misure per la neutralizzazione delle emissioni (carbon neutrality), realizzabili attraverso attività che mirano a compensare le emissioni con misure equivalenti volte a ridurle con azioni economicamente più efficienti o più spendibili in termini di immagine (es. piantumazione di alberi, produzione di energia rinnovabile, etc.). [dal sito del Ministero dell’Ambiente].

2013_09_13 immagine 04La specifica tecnica ISO/TS 14067Greenhouse gases – Carbon footprint of products – Requirements and guidelines for quantification and communication” – recentemente pubblicata da ISO e per cui è in corso l’iter di adozione come norma nazionale UNI – definisce i principi, i requisiti e le linee guida per il calcolo dell’impronta climatica dei prodotti, in collaborazione con le norme sulla valutazione del ciclo di vita (UNI EN ISO 14040 e 14044) e sulle etichette e dichiarazioni ambientali (UNI EN ISO 14020, 14024 e 14025). Dopo l’incontro di presentazione del 16.07.2013, UNI organizza per il prossimo 18.09.2013, un corso finalizzato a trasmettere le basi tecniche e normative della carbon footprint di prodotto (CFP). Saranno esaminate le sfide e le opportunità legate all’applicazione della CFP, analizzando il panorama dello stato dell’arte internazionale ed approfondendo gli aspetti legati alla parte di comunicazione. Al termine del corso il partecipante dovrà essere in grado di valutare la complessità dello sviluppo della CFP per i propri prodotti e le opportunità legate al proprio mercato di riferimento.

2013_09_13 immagine 01Un altro prossimo evento importante sulla tematica è la presenza di Ron Dembo all’Innovation Festival di Bolzano. Ron Dembo è fondatore e CEO di Zerofootprint, Toronto (CAN).

2013_09_13 immagine 02Zerofootprint punta a ridurre il più possibile l’impronta ecologica attraverso l’impiego delle tecnologie mentre la fondazione omonima supporta in tutto il mondo città, comuni e provincie nella loro lotta contro i cambiamenti climatici. Dembo parlerà di come ridurre l’impronta ecologica il giorno 26 settembre dalle 19:30 alle 21:oo presso la Casa della Cultura, in Via Crispi a Bolzano.

EDA_132*185_capitolo_2livelliConsiglio inoltre di leggere ‘Carbon footprint. Calcolare e comunicare l’impatto dei prodotti sul clima’ di Daniele Pernigotti. Aggiornato, completo e interessante anche per capire le dinamiche che stanno dietro lo sviluppo delle norme internazionali.

Ampie vedute | Weitblick.

2013_06_03 immagine 03Ritorna l’Innovation Festival, a Bolzano 26-27-28.09.2013. Dopo le ‘Nuove Energie’ ed il successo della prima edizione dell’Innovation Festival 2012 (25.000 visitatori in tre giorni), il tema di quest’anno sarà ‘Ampie vedute – Montagna. Società. Tecnologia.‘ La tecnica da sola non basterà per mantenere il livello di benessere che si è sviluppato in Alto Adige negli ultimi decenni, soprattutto nelle zone montane e periferiche. Quali sono le opportunità e quali i rischi legati allo sviluppo nell’ambiente alpino? Nel corso dell’Innovation Festival Bolzano-Bozen verrà discusso come l’innovazione e le nuove tecnologie – dalla mobilità al turismo, dalla tutela dell’ambiente ai nuovi processi in agricoltura – potranno contribuire a mantenere elevati standard di vita e a tutelare i sistemi naturali.

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L’Innovation Festival è un incontro delle idee e offre spazio al dibattito tecnico-scientifico ed economico. Dal 26 al 28 settembre 2013 vi aspettano workshop, discussioni, relazioni e stazioni interattive, con un ricco programma anche per famiglie e studenti. Potrete comunicare con persone innovative e conoscere realtà e idee di successo a livello internazionale. Rafforzerete così la vostra fiducia nell’innovazione, che dà risposte concrete alle esigenze e alle sfide sociali, economiche ed ambientali. L’Innovation Festival valorizza il profilo dell’Alto Adige come territorio autenticamente innovativo e ricco di tradizione che può essere un esempio da seguire in materia di sostenibilità ambientale. Inoltre il Festival darà risalto anche alla varietà culturale ed economica che caratterizza il territorio e che ispira l’innovazione di imprese, ricercatori e istituzioni.

Gli 8 luoghi dell’Innovation Festival si trovano tutti nel centro storico di Bolzano: qui trovate le indicazioni per arrivarci. Piazza Walther è il cuore dell’Innovation Festival Bolzano-Bozen. Tutte le location sono raggiungibili comodamente a piedi: per percorrere la distanza maggiore, dal Museion alla Casa della Cultura “Waltherhaus”, ci vogliono circa 20 minuti.

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Die 8 Austragungsorte des Innovation Festivals befinden sich allesamt in  der Bozner Altstadt. Hier finden  Sie alle Infos, wie Sie zur richtigen Location kommen. Zentrum des Innovation  Festival Bolzano-Bozen ist der Waltherplatz. Alle  Locations des Festivals sind bequem zu Fuß zu erreichen. Die längste Strecke –  vom Museion bis zum Waltherhaus – ist in etwa 20 Gehminuten zurückzulegen.

Val di Funes

Weitblick – Berg. Gesellschaft. Technologie“, lautet das Thema der diesjährigen Ausgabe des Festivals. Technologische Innovationen allein werden nicht ausreichen, um den Wohlstand zu erhalten, den sich Südtirol in den vergangenen Jahrzehnten erarbeitet hat. Ein allumfassendes und interdisziplinäres Nachhaltigkeitsdenken ist gefordert – vor allem für die strukturschwachen Gebiete Südtirols. Das Potenzial für eine nachhaltige Weiterentwicklung Südtirols in den Bereichen Mobilität, Tourismus, Umweltschutz, Landwirtschaft ist vorhanden. Nun muss es nur noch intelligent genutzt werden. Wie dies gelingen kann, wird beim Innovation Festival Bolzano-Bozen diskutiert.

2013_06_03 immagine 04Das Innovation Festival ist ein Ideen-Treff, ein Diskussionsforum für Technik, Wissenschaft und Wirtschaft. Vom 26. bis 28. September 2013 erwarten Sie Workshops, Diskussionen, Vorträge, interaktive Mitmach-Stationen und ein spannendes Programm für Schüler, Studenten und Familien. Im Gedankenaustausch soll klar werden, dass Innovation die Antwort auf viele soziale, wirtschaftliche und ökologische Fragen bereit hält. Das Innovation Festival zeigt auch, dass in Südtirol Authentizität, Tradition und Innovation ein unschlagbares Trio für eine Regionalentwicklung mit Weitblick bilden und dass die kulturelle und gesellschaftliche Vielfalt Südtirols die Quelle ist, aus der Unternehmer, Forscher, Ingenieure, und sogar die öffentliche Verwaltung in Südtirol ihre Ideen schöpfen.

sustainable manufacturingGo Green!

Green is this year’s colour of the Innovation Festival Bolzano-Bozen!

Innovarsi per innovare

Riflessioni in libertà dall’Innovation Festival

Il Festival dell’Innovazione è dietro le nostre spalle e già ci costringe a pensare a quello che abbiamo davanti a noi o meglio a quello che dobbiamo creare davanti a noi, perché questo è il messaggio principale che ne è emerso, innovare non è un’alternativa accademica, è una necessità industriale. L’esperienza dei tre giorni passati davanti ai riflettori (e dei mesi di lavoro dietro le quinte) è stata intensa, motivante e soddisfacente, per lo meno per chi l’ha vissuta (al TIS) in prima persona e con il giusto spirito di iniziativa e collaborazione.

La mission era chiara: rappresentare al meglio il sistema locale dell’innovazione, il che ha spinto ancora una volta a radiografare questo sistema, a capire ancora una volta quali sono le sue potenzialità e come è possibile aiutare le aziende altoatesine a fare ancora meglio. Ed è per questo che l’obiettivo non era certo la semplice fotografia espositiva di un contesto, ma l’attivazione di ulteriori collegamenti virtuosi tra aziende, tra aziende e ricerca, e, forse mai in modo così aperto come stavolta, tra aziende e cittadini dell’Alto Adige (e non solo).

Insomma, una nuova puntata (e che puntata …) del percorso che il TIS sta facendo per diventare un vero e proprio volano dell’innovazione locale e che va ad aggiungersi a tutta una serie di altri strumenti già sperimentati, che di questo ‘metodo TIS’ sono parte integrante.

Come in tutti gli eventi ‘mediatici’ di una certa portata, anche in questo caso i pareri contrastanti non sono mancati. Come è giusto che sia le critiche sono bene accette se stimolano la discussione e promuovono il superamento degli errori, spesso, come in questo caso, scaturiti dall’inesperienza. Una sintesi può essere rappresentata da tre articoli usciti in questi giorni sui quotidiani locali. Due posizioni contrapposte: ‘Il precedente altoatesino della Silicon Valley’ di Florian Kronbichler (Corriere dell’Alto Adige del 30.09.2012) e ‘L’assalto al futuro comincia dalle idee’ di Roberto Magurano (stesso giornale) e quella che mi sembra una sintesi tra le due ‘E’ nata una nuova capitale, ma la città è ancora fredda’ di Alberto Faustini, direttore dell’Alto Adige.

Approfitto degli articoli per fare qualche considerazione.

Kronbichler parla di innvazione come ‘positive thinking’ che di fatto corrisponde a ‘non pensare’, di Festival come fiera delle vanità, di onnipresente azzurrino delle event-agency, di sale fintamente sempre –piene e del sito web che è andato in tilt smascherando un’innovazione che non è nemmeno virtuale. Ora, se il ‘non pensare’ equivale al ‘perché no?’ del celebre aforisma di G. B. Shaw (Some men see things as they are and ask why. Others dream things that never were and ask why not), mi va più che bene. Quanto alle t-shirt azzurrine, non era una web agency ma uno stuolo di persone del TIS e di altre organizzazioni che in questi mesi hanno preparato l’evento e che nei tre giorni del Festival hanno messo da parte giacca e cravatta (per quelli che la mettono di solito) per indossare le magliette blu con le pile cariche tutti ‘accesi’ dalla scintilla dell’innovazione. Quello che ha colpito è che le sale fossero realmente piene (cosa insolita – come ha fatto notare Gianni Riotta, moderatore dell’incontro ‘Stimolare un ecosistema per l’innovazione’ con

Kenneth Paul Morse, foto TIS

Kenneth Morse – per una tematica che in genere passa per seriosa). Per non parlare della coda per Jeremy RifkinRigoberta Menchù, e del successo della Lunga Notte della Ricerca 3.0. Il sito web poi è andato in tilt, certo, forse per un eccesso di contatti, il che comunque è stato un segnale dell’interesse provocato (e comunque anche un sito web potenziato ha un extra costo così come ce l’ha il sistema per trasmetter in streaming gli incontri – bisognava anche non spendere troppi soldi pubblici ! …). Il rischio della fiera delle vanità c’è, come c’è in tutte le … fiere, ma per una volta (e questa era la volta) il coraggio di far bene deve essere accompagnato in modo assertivo dalla trasparente comunicazione di quello che si fa (altri ‘mercati’ sono ben più smaliziati e aggressivi …).

Magurano nel suo articolo lancia messaggi più concilianti parlando di un clima frizzante, di guardare al di là dell’orizzonte, di crescere malgrado la crisi, di quanto sta facendo una realtà piccola come l’Alto Adige (popolata come un quartiere di Milano …) e soprattutto di come mele e turismo (citando Riccardo Illy) non siano sufficienti a reggere la concorrenza.

Per Faustini infine Bolzano ha fatto di più, grazie al Festival: ha dimostrato che l’innovazione è pratica quotidiana e insieme conquista collettiva, calando l’asso della concretezza, anche se è mancato l’effetto Festival, in grado di coinvolgere la popolazione in ogni angolo della città; ma era una prima volta e come tutti i processi di cambiamento ci sarebbe da stupirsi se la trasformazione fosse stata così facile e repentina (segno magari di una condivisione solo di superficie).

Foto Ivo Corrà

Credo però che alcune ‘navi’ siano andate in porto. È andata in porto la partecipazione entusiastica di tanti giovani (del TIS ma non solo) che in quanto giovani hanno saputo avvicinare altri giovani (l’esperienza davvero coinvolgente della Lunga Notte, ad esempio) e in quanto appassionati del loro settore sono stati in grado di mostrare ai cittadini che non basta la creatività (il ‘non pensare’ di prima) ma ci vogliono alte professionalità e competenze rigorose.

È andato in porto il ‘metodo TIS’, in una nuova versione: dopo i Cluster, i workshop, gli eventi, i gruppi di lavoro, l’Innovation School, il ‘framework’ (my input, my network, my product, my office), i games, i progetti R&S in cooperazione, insomma tutte le declinazioni dell’innovation managenent, ecco il grande contenitore, il ‘Festival’. L’innovazione come motore del cambiamento strategico. Sostenibile, perché solo così può risolvere i mali ambientali, economici e sociali che ci portiamo dietro frutto di un’industrializzazione sconsiderata. ‘Sustainable innovation’, gestita con metodi efficaci ed efficienti (management) per trasformare nuove idee in nuove soluzioni reali. Insomma, Sustainable Innovation Management, come il titolo di questo blog.

E sono andati in porto soprattutto il network e la cooperazione; perché senza network non c’è cooperazione e la cooperazione è il vero assetto ‘mentale’ necessario per catalizzare l’innovazione nelle aziende del nostro territorio. Let’s network, la sezione del Festival costituita dalla ‘expo’ in Piazza Walther ha presentato all’Alto Adige molti ‘gruppi di lavoro’: Facciate, Intertech, Badl/Regiokorn, E-mobility, Smart green mobility, Solare termico, Pellets, Pietra naturale dell’Alto Adige.  Sono tutte aziende che stanno cooperando per creare insieme qualcosa di nuovo, sia in forma di filiera sia come partner paritetici che consolidano la propria competenza intorno ad una tematica forte che, anche per questo, diventa strategica. Come il Gruppo Facciate, le migliori aziende altoatesine del settore riunite dal TIS, che provano a superare la crisi cooperando tra di loro, integrando i sistemi, innovando le soluzioni.

Sede De Cecco, Pescara. Arch. Massimiliano Fuksas
Realizzazione: Stahlbau Pichler, Bolzano

Live from Innovation Festival

In diretta dall’Innovation Festival di Bolzano.

È partito l’Innovation Festival di Bolzano, siamo al 2° giorno! Fino a domani sera Con l’Innovation Festival Bolzano-Bozen, l’Alto Adige si presenta nella sua veste innovativa. Nel corso dell’Innovation Festival Bolzano-Bozen si susseguono i relatori prestigiosi nell’ambito dell’innovazione: ai visitatori è dedicato un ricco programma, il cui cuore è in piazza Walther. Il programma prevede il Percorso dell’innovazione, la Lunga Notte della Ricerca e stimolanti iniziative culturali e di intrattenimento. Il primo Innovation Festival Bolzano-Bozen è dedicato alle “nuove energie” ovvero alle fonti rinnovabili, all’efficienza energetica, alle “energie vive” che muovono la società.

D’accordo, L’Alto Adige non sarà al vertice nella classifica mondiale dei brevetti (pensiamo ad esempio che l’Italia in generale registra in un anno un numero di brevetti pari a quello che la Svezia deposita in due mesi …) ma non dimentichiamo che l’Alto Adige conta la popolazione di un quartiere di Milano e ciò nonostante alcune aziende locali sono delle eccellenze in campo mondiale, pensiamo a Leitner, Microtec, Frener & Reifer, Autotest, Microgate, Tecno Spot, ecc.

Presso lo stand in Piazza Walther il Gruppo Facciate, animato dal Cluster Edilizia del TIS innovation park, presenta il meglio delle facciate ‘Made in South-Tyrol’ (Frener & Reifer, Stahlbau Pichler, Glas Müller, Alpewa, Inpek, Expan, Climagrün, ecc.). Queste aziende hanno realizzato tra le architetture più belle e innovative in Italia e all’estero e sono capaci di confrontarsi con gli architetti e le committenze più esigenti.

Stahlbau Pichler | Maciachini Center, Milano, progetto Sauerbruch & Hutton

Facciamo rete ! Vernetzen wir uns ! Let’s network !

Innovation Festival | Cooperazioni altoatesine. Südtiroler Kooperationen. South Tyrolean Cooperations.

Foto © DOC.bz

Venite a visitarci allo Stand TIS del Gruppo Facciate in Piazza Walther a Bolzano dal 27 al 29 settembre. | Besuchen Sie uns am TIS-Stand der Arbeitsgruppe Baufassaden am Waltherplatz in Bozen vom 27. bis 29. September. | Come and visit us at the TIS Stand of Façades Group in Walther’s Square in Bolzano from 27th to 29th of September.

Let’s network !

Piazza Walther, Bolzano | 27.09.2012, Ore: 12.00 – 20.00, 28.09.2012, Ore: 10.00 – 22.00, 29.09.2012, Ore: 10.00 – 20.00

Waltherplatz, Bozen | 27.09.2012, 12.00 Uhr – 20.00 Uhr, 28.09.2012, 10.00 Uhr – 22.00 Uhr, 29.09.2012, 10.00 Uhr – 20.00 Uhr.

Walther Square, Bolzano | 27.09.2012 from 12 p.m. to 8 p.m, 28.09.2012 from 10 a.m. to 10 p.m., 29.09.2012 from 10 a.m. to 8 p.m.

Il Gruppo di Lavoro ‘Facciate degli edifici‘ | Die Arbeitsgruppe ‘Bau-Fassaden‘ | The Working Group ‘Building Façades‘:

Aziende ed enti di ricerca dell’Alto Adige | Unternehmen und Forschungszentren in Südtirol | Companies and research centres in South Tyrol

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