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Sustainability, Restorative to Regenerative.

An exploration in progressing a paradigm shift in built environment thinking, from sustainability to restorative sustainability and on to regenerative sustainability.

Do you want to explore the new frontiers of sustainability? From the work of the COST Action CA16114 RESTORE: REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy, Working Group 1. Restorative Sustainability, here is our first booklet (downloadable for free). Enjoy 🙂

With contributions by Martin Brown, Edeltraud Haselsteiner, Diana Apró, Diana Kopeva, Egla Luca, Katri-Liisa Pulkkinen, Blerta Vula Rizvanolli and many others …

This publication, with contributions from over 20 EU countries is an exploration in progressing a paradigm shift in built environment thinking, from sustainability to restorative sustainability and on to regenerative sustainability.

It presents a reference document for future work of the RESTORE Action, for other Cost Actions and for built environment academia and industry organisations.

VanDusen Botanical Garden, Vancouver (CAN)

Summary

  • Introduction
  • Definitions – the Language for Sustainability
  • Social, Health and Participation in Sustainability
  • Living Buildings
  • Regenerative Heritage
  • Circular Economy
  • WG1 Activities
  • Epilogue
  • WG1 People

Portland Japanese Garden, Portland (OR, USA)

(From the Introduction by Martin Brown and Edeltraud Haselsteiner)

It is now some 30 years since Brundtland defined sustainable development, broadly defined as not doing anything today to compromise tomorrow’s generation, and in doing so defined sustainability for business and enterprises globally.
Many in the built environment have taken this passive ‘do nothing’ approach, as license to do the least possible. Consequently, we have and we continue to compromise future generations.
The built environment is a huge influencer on ‘sustainability’, we spend over 90% of our time working, living and playing within our buildings. Despite sustainability and corporate social responsibility initiatives it is irresponsible that we have generally failed to grasp our influence and to address the potential to move the needle on wider global sustainability and climate issues.
Buildings, and the manner in which we design, construct and maintain them have been a significant contributor to climate breakdown we are witnessing.

Restorative and regenerative approaches can flip this enabling buildings to become part of climate regeneration solutions.
Maybe sustainability is not a journey, but a state of equilibrium, based on giving as much as we take. On the negative side where we take more, we are unsustainable and no matter how much we reduce our impacts we will always remain unsustainable. On the positive side ‘to do more good‘ we open doors to
restore environments and communities, and to create and enable conditions for environmental, social and economic regenerative growth […].

We no longer have the luxury of just being less bad.” (RESTORE)

Matera. Benessere e felicità riscoprendo il proprio passato.

[Questo articolo, scritto in collaborazione con Giuseppe Larato, Michele Massaro e Michele Scavetta, è la versione estesa in italiano dell’articolo “Matera, Italy: the original Living Community“, pubblicato sull’ultimo numero di Trim Tab (vol. 33) dell’International Living Future Institute, che potete leggere qui].

Matera, da vergogna nazionale a patrimonio dell’umanità.

Matera rappresenta il paradigma dell’evoluzione di un insediamento umano riferibile essenzialmente a due elementi che nei Sassi[1] hanno un’evidenza particolare:

  • un assetto spaziale organizzato attorno a spazi comuni che determina pratiche collaborative tra gli abitanti nella gestione delle attività quotidiane;
  • una piena integrazione dell’insediamento umano nell’ambiente naturale, ottenuta sviluppando e perfezionando tecniche di costruzione finalizzate a utilizzare le caratteristiche orografiche per adattarsi al clima arido del sito. L’elemento che ha condizionato in modo determinate l’evoluzione urbana è la necessità di garantire l’approvvigionamento idrico attraverso la raccolta e l’accumulo dell’acqua sorgiva e piovana con un sistema capillare e diffuso di canalizzazioni e cisterne.

Gli studi, che hanno interessato Matera nell’immediato dopoguerra, hanno enfatizzato la vita comunitaria che caratterizzava l’assetto sociale dei Sassi considerando il “vicinato” come modello da conservare e trasferire nei nuovi insediamenti che si andavano realizzando.

La scarsa considerazione assegnata dagli studi alla “qualità” dell’insediamento urbano nelle sue componenti relative alla sostenibilità e alla resilienza può essere addebitata alle particolari condizione abitative che caratterizzavano i Sassi nell’immediato dopoguerra riconducibili:

  • ai fenomeni di sovraffollamento delle abitazioni determinatasi storicamente nel periodo tra le due guerre che aveva visto Matera passare dai 20.163 abitanti del censimento del 1931 ai 30.390 del Censimento del 1951;
  • alle evidenti criticità che il sovraffollamento aveva creato, squilibrando il rapporto tra risorse, unità abitative e popolazione.

La mancanza di salubrità delle abitazioni dei Sassi non è stata considerata una condizione contingente ma una “vergogna” da sanare con il trasferimento in abitazioni “moderne”, senza cogliere le possibilità, recuperando la sapienza costruttiva accumulata nel corso dei secoli dagli abitanti, di traghettare con continuità l’insediamento dei Sassi nella “modernità”.

Solo nel 1993, con l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità, viene riconosciuto ai Sassi, dopo 40 anni di abbandono il loro valore di:

  • “eccezionale testimonianza … per le generazioni future per il modo di utilizzare la qualità dell’ambiente naturale per l’uso delle risorse del sole, della roccia e dell’acqua” (Criterio 3)
  • “esempio rilevante di un insieme architettonico e paesaggistico testimone di momenti significativi della storia dell’umanità” che hanno portato alla realizzazione di “sofisticate strutture urbane costruite con i materiali di scavo” (Criterio 4)
  • “rilevante esempio di insediamento umano tradizionale … che ha, dalle sue origini, mantenuto un armonioso rapporto con il suo ambiente naturale e un equilibrio tra intervento umano ed ecosistema per oltre nove millenni” (Criterio 5)

Le leggi speciali che hanno accompagnato l’evoluzione di Matera e dei Sassi da “Vergogna nazionale” a “Patrimonio dell’Umanità” e recentemente a “Capitale europea della cultura 2019” hanno svolto un ruolo rilevante.

Dalle prime leggi che hanno previsto lo sfollamento dei Sassi, il trasferimento della popolazione nei nuovi quartieri e il conferimento al demanio statale delle abitazioni abbandonate, con la legge 771/1986 si è arrivati ad avviare un vasto intervento di recupero che ha visto come protagonisti il Comune e i privati, attraverso l’istituto della subconcessione onerosa[2], i cui risultati sono evidenti.

Le particolari suggestioni che oggi la città di Matera offre possono essere ricondotte alla sensazione di “coerenza” complessiva dell’insediamento che gli interventi di recupero sono riusciti a realizzare nei singoli elementi costruttivi. Questo fa sì che i Sassi di Matera possano rappresentare, in modo esemplare, i valori presenti in molte città bacino del mediterraneo.

Matera, la comunità biofilica e sana.

L’antica città di Matera è un modello insediativo caratterizzato da un rapporto stretto con la natura del luogo.  Una città mediterranea, un “rifugio” scavato nella roccia, che ha i principi basilari di una comunità sana e felice. L’ambiente, a misura d’uomo, è fatto di luoghi sani, biofilici ed è costituito da invisibili connessioni che consentono flessibilità, efficienza e libertà.

Da ogni punto della città antica, dal Sasso Barisano, alla Civita, al Sasso Caveoso, ci si rapporta strettamente alla gravina[3]. Tale solco torrentizio non è che l’immagine della preistoria, appartenenza ancestrale alla madre terra, MATER- Matera.

Le caratteristiche ambientali costruiscono la città in una molteplicità di stratificazioni. C’è il colore cangiante della roccia, il suono dell’acqua della gravina, colonna sonora del giorno; c’è il senso di grande respiro che sale verso il cielo lungo i pendii.  Il sole e le ombre si seguono fino in fondo alle grotte scavate in obliquo, magiche e misteriose meridiane.

Una moltitudine di giardini pensili, di piante di vite si arrampicano come ragni alle pareti scavate a coprire i patii a mezzogiorno. Il paesaggio geologico diventa materiale costruttivo e attore protagonista della vita quotidiana. Tra le macchie e lungo il torrente non è raro scorgere una volpe con la fulgida coda come un pennello a dipingere il sentiero.

Le forme naturali sono nei sentieri curvi, disegnati per gli asini, un fiorire di segni botanici. Tutto si avvolge in se stesso come i canali di raccolta dell’acqua che con vortici veloci e le fenditure nette si riposano in ampie e placide cisterne, immobili ed eterne. Tutto è biomimesi, tutto appare come natura umanizzata. I percorsi e gli ambienti interni sono variabili alle stagioni e al tempo; sistemi aperti e chiusi s’intrecciano tra loro in una successione tra pubblico e privato in cui tutto è interconnesso. C’è una gerarchia complessa, come arterie e capillari nel corpo degli esseri viventi.

La luce naturale, simbolo di vita e colore, ha costruito questi ambienti, indicando la linea di scavo delle grotte fino a illuminarne le profondità.

Matera è spazio dell’anima, connessa con la storia umana e con la cultura materiale. Il senso che pervade la città è la verità e l’autenticità. Si esprime un grande senso di empatia, di forte connessione d’animo. E’ un equilibrio perfetto tra l’antico e il moderno in cui l’essere umano può sentirsi parte integrante della natura, sicuro rifugio. Un complesso sistema di stratificazioni che non esprime mai disordine ma continuo senso di scoperta e sicurezza. La contiguità nel vicinato esprime affezione umana, confronto in uno scambio di umanità. Un modello di comunità di grande spiritualità e bellezza che come diceva Stendhal “… è una promessa di felicità”.

Matera, Living Community?

La città di Matera è un luogo unico dove non è più possibile distinguere l’ambiente naturale e il luogo antropizzato perché il primo ha invaso il secondo e viceversa, un luogo in cui grotte naturali diventano casa e grotte scavate diventano naturali in un continuo rapporto osmotico che perdura anche oggi. Le abitazioni conservano quelle caratteristiche che le hanno connaturate per millenni, in un efficace dialogo con la contemporaneità che contribuisce alla sua stessa tutela.

L’impossibilità di raggiungere tutte le abitazioni con mezzi a motore regala inaspettati silenzi e una qualità della vita all’aperto ineguagliabile, oltre che un ambiente salubre e sicuro, in cui la mobilità lenta allontana i rischi prodotti dagli autoveicoli.

Da un punto di vista energetico potremmo immaginare che l’intero rione Sassi sia un’immensa massa con grande inerzia termica, se questo impone apporti energetici durante il periodo invernale, annulla l’utilizzo di metodi di raffrescamento estivi che sono preponderanti a queste latitudini.

L’essere Patrimonio Mondiale UNESCO, insieme con enormi vantaggi legati alla visibilità e al valore intrinseco del riconoscimento, impone degli obblighi, obblighi di rispetto del patrimonio stesso e del suo valore. Ne segue la necessità di utilizzare unicamente materiali della tradizione, privi quindi di agenti inquinanti. Pietra (tufo), legno, vetro e ferro li ritroviamo nelle facciate, nelle porte di accesso alle grotte, nelle piccole finestre e nelle ringhiere che disegnano il prospetto dei sassi, perché i Sassi questo sembrano, un unico indistinguibile prospetto nel quale colori e materiali in una danza silenziosa si uniscono agli spuntoni di roccia e all’azzurro del cielo per donarci immagini meravigliose.

Alicia Daniels Uhlig (International Living Future Institute)

Living Buildings e Living Communities: la sfida della rigenerazione, Matera, 6 febbraio 2018

L’evento organizzato dal Living Building Challenge Collaborative: Italy, ha portato il protocollo e la filosofia LBC nel cuore dell’estremo sud d’Italia. All’interno di Casa Cava – un’ex cava di tufo nei Sassi di Matera adibita a spazio per eventi culturali – si sono riuniti più di 120 architetti e ingegneri dalla Puglia e dalla Basilicata.

Alicia Daniels Uhlig, in collegamento da Seattle, ha illustrato il protocollo Living Community Challenge, con alcuni paralleli interessanti con l’esperienza di Matera. Nell’introduzione all’evento Michele Massaro, del Collaborative Italy, ha sottolineato come le buone pratiche di sviluppo urbano di Matera, siano un esempio ancora molto attuale di sostenibilità dell’ambiente costruito. Giuseppe Larato, pure del Collaborative, ha poi sintetizzato i più diffusi protocolli sulla sostenibilità degli edifici, aprendo la strada a una riflessione su LBC. Dal Politecnico di Bari, Francesco Fiorito ha evidenziato l’importanza di ridurre l’effetto isola di calore all’interno dei centri urbani; mentre Fabio Fatiguso ha analizzato i Sassi come caso studio di resilienza urbana per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Carlo Battisti, facilitatore del Collaborative italiano, ha infine fornito una panoramica sul protocollo LBC e sulla missione dell’International Living Future Institute.

I principi di LBC si ritrovano anche nelle attività di RESTORE (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy), un progetto di 4 anni finanziato dall’Unione Europea, che mira a creare le condizioni per una sostenibilità ristorativa dell’ambiente costruito, grazie ad una rete di più di 140 professionisti e ricercatori da 38 nazioni europee e internazionali.

Qui di seguito le presentazioni dell’evento:

[1] Con il nome “Sassi” a Matera s’intendono due grandi quartieri che costituiscono, insieme alla “Civita” e al “Piano”, il centro storico della città di Matera.

[2] Il concessionario di un bene demaniale può dare in uso a terzi, a titolo oneroso e dietro corrispettivo, locali facenti parte del demanio, sia mediante locazione che mediante subconcessione.

[3] La gravina è una tipica morfologia carsica della Murgia. Le gravine sono incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, molto simili ai Canyon, scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Le loro pareti, molto inclinate e in alcuni casi verticali, possono distare tra loro da poche decine a più di 200 metri.

This article, written in collaboration with Giuseppe Larato, Michele Massaro and Michele Scavetta, is the extended version of ‘Matera, Italy: the original Living Community’, featured on the last number of Trim Tab (Issue 33) of the International Living Future Institute, that you may read here.

Restorative buildings across Europe.

Join us for a series of talks between Berlin and London about restorative buildings.

Sustainability in buildings, as understood today, is an inadequate measure for architectural design, for it aims no higher than trying to make buildings ‘less bad’. Please join us in a series of events on week 16/2018 between Berlin and London to understand how we can bring restorative principles to buildings across Europe. Here is the program, enjoy 🙂

Greenbuild Europe Reception
April 16, 2018
6-7:30 PM
Humboldt-Box
Schloßpl. 5, 10178 Berlin, Germany

The International Living Future Institute would like to invite you to join a reception at the inaugural Greenbuild Europe Conference for a special announcement.
This exciting event and presentation will feature Amanda Sturgeon, CEO and author of Creating Biophilic Buildings, talking about the future of green buildings and regenerative design.
The event is free, but registration is required. Food and drink will be provided.
with Amanda Sturgeon (ILFI, CEO) and Carlo Battisti.

Bringing Restorative and Living Buildings to Europe. The COST Action RESTORE.
April 18, 2018
10-11 AM
Greenbuild Europe, Radisson Blu Hotel
Karl-Liebknecht-Str. 3, 10178 Berlin, Germany

The COST Action CA16114 ‘REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy’ (RESTORE) will affect a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings, promoting forward thinking and multidisciplinary knowledge, leading to solutions that celebrate the richness of design creativity while enhancing users’ experience, health and wellbeing inside and outside buildings, in harmony with urban ecosystems, reconnecting users to nature.
– with Carlo Battisti, Martin Brown (Fairsnape) and Amanda Sturgeon (ILFI, CEO).

Life Cycle Assessment as a tool for design.
April 18, 2018
10-11 AM
Greenbuild Europe, Radisson Blu Hotel
Karl-Liebknecht-Str. 3, 10178 Berlin, Germany

This session will focus on tools available to practitioners to assess and lower emissions of their projects, through environmental-oriented material and construction choices. New information will include an inventory of available data in Europe, an overview of LCA tools, a proposed simplification and standardisation of uncertainty in LCA and a hands-on case study.
– with Catherine De Wolf (EPFL), Giulia Peretti (WSGT), Lisanne Havinga (TU Eindhoven) and Emanuele Naboni (KADK).

Healthy habitats for humans.
April 20, 2018
8:30 AM – 12:30 PM
Interface London, 1 Northburgh Street, London EC1V 0AL, United Kingdom

“Biophilic design is a design philosophy, and has the potential to intentionally reconnect people and nature through buildings. It goes beyond adding plants or a water feature and focuses on connecting to the particular ecology of a place, to its culture and climate to create buildings that are full of life.”
– with Amanda Sturgeon, author of Creating Biophilic Buildings, CEO, International Living Future Institute.
Price £ 53,59. Tickets here.

Come ti facilito il facility (management).

District and Facility Management, il corso di IDM.

Il Facility Manager in Italia non è ancora molto diffuso, ma l’Alto Adige è all’avanguardia: è infatti la prima provincia in cui pubblico e privato, coordinati da IDM Alto Adige – Südtirol, hanno collaborato per pubblicare delle Linee Guida e organizzare un corso che inizierà a maggio.
“Vogliamo ridurre i costi generati dai 598 edifici che amministriamo come Provincia imparando a gestirli in modo più strategico e sistematico”, afferma il presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher, che continua: “È per questo che stiamo puntando sul Facility Management, che ci permetterebbe risparmiare fino al 30%; le iniziative di IDM sono un supporto per farci raggiungere questo obiettivo”.

Il Facility Management, infatti, permette di sistematizzare la gestione di terreni, impianti, infrastrutture e aspetti commerciali di un immobile e di valutarne l’efficienza. Per pianificare come introdurre a livello provinciale questa metodologia, l’Ecosystem Constructions di IDM ha riunito nel Gruppo di Lavoro “District & Facility Management” enti di ricerca come Eurac Research e Fraunhofer Italia, diverse imprese, l’Agenzia Casa Clima, l’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige e l’Ufficio manutenzione opere edili della Provincia [ANSA].

Eurac Research e l’Ecosystem Constructions di IDM propongono un percorso formativo che mira ad accrescere il know-how di aziende e liberi professionisti operanti nel settore del facility management. Il corso intende trasferire a liberi professionisti e personale tecnico di aziende concetti e metodi innovativi relativamente al settore del facility management. Il percorso didattico presenta una struttura completa per quanto riguarda gli argomenti trattati, in modo da fornire concetti, strumenti e metodi innovativi, nonché il necessario approfondimento sulle norme tecniche del settore.

L’obiettivo è stimolare l’aumento di competenze in un settore, quello delle costruzioni, sempre più soggetto a regolamentazioni di natura gestionale degli edifici. Oltre accrescere il know-how specifico di aziende e liberi professionisti operanti nel settore e si cerca di costruire una rete di operatori tecnici e soggetti specializzati che possano porsi sul mercato con qualità e competenza, rispondendo in maniera efficace alle richieste di mercato. Lo scopo è quindi quello di formare una figura professionale specializzata che sia in grado di padroneggiare le conoscenze tecniche e gestionali per sfruttare al massimo le potenzialità del patrimonio edilizio, partendo dalla progettazione e finendo con la corretta esecuzione e gestione.

Foto: Gensler

DATE DEL CORSO
17.05-18.05.2018
07.06-08.06.2018
04.10-05.10.2018
25.10-26.10.2018

STRUTTURA

  • Unità 01 Introduzione al Facility Managment – Strumenti Gestionali
  • Unità 02 Diagnosi e diagnostica – Gestione quotidiana dell‘immobile
  • Unità 03 Normativa e certificazione
  • Unità 04 Finalizzazione project work e presentazione finale

DOCENTI

  • Daniele Antonucci (EURAC research)
  • Carlo Battisti (IDM Südtirol – Alto Adige)
  • Marco Castagna (EURAC research)
  • Maurizio Costantini (Università degli Studi di Trento)
  • Mario Dejaco (Politecnico di Milano)
  • Stefano Nardon (Agenzia CasaClima)
  • Roberta Pernetti (EURAC research)
  • Marco Piovano (Fraunhofer Italia)
  • Alexander Schweigkofler (Facility Tirol)
  • Emilio Tonetta (FM Pool)
  • Giuliano Venturelli (Sistemi e Progetti)
  • Massimiliano Zurli (TOL)

DESTINATARI
Liberi professionisti, progettisti, tecnici del settore delle costruzioni, gestori e committenti di immobili pubblici e privati, imprese di manutenzione e fornitori di servizi per la gestione degli edifici pubblici e privati.

REQUISITI DI AMMISSIONE
Diploma o laurea ad indirizzo tecnico, o equivalente esperienza nella gestione di edifici o fornitura di servizi per la gestione di immobili pubblici e privati.

DURATA
4 unità per complessive 7,5 giornate (60 ore)

LUOGO DI SVOLGIMENTO
Bolzano – NOI Techpark

QUOTA DI ISCRIZIONE 950 €

LINGUA DEL CORSO Italiano

CREDITI FORMATIVI
Verranno richiesti i crediti formativi agli Ordini di competenza

INFORMAZIONI, ISCRIZIONE E TUTORING
Marco Cecchellero education@eurac.edu
Tel. +39 0471 055 444

Brochure

FACE goes international!

FACE | Façades Architecture Construction Engineering (3rd edition).
April – November 2018 | Applications are now open!

The FACEcamp project offers to a selected number of professionals a free of charge training program aimed at increasing the know-how of companies and freelance professionals operating in the field of complex technological building façades. The course aims to transfer to freelance professionals and technical staff of façade construction companies, concepts and innovative methods in the sector of complex technological façades.

The educational program has a complete structure regarding the covered topics, to provide innovative concepts, tools and methods, while stimulating the growth of local skills in the construction sector, increasingly subject to environmental and energy regulations.

The course is divided into 6 units, for a total of 15 days (120 hours).

Applications deadline: 4 March 2018

Language: English
Coordination: Carlo Battisti, IDM Südtirol – Alto Adige carlo.battisti@idm-suedtirol.com
Organisation: Marco Cecchellero, EURAC research education@eurac.edu

Further information and application instructions here.

FACEcamp ̬ finanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale e Interreg V-A Italia РAustria 2014-2020.
FACEcamp ist durch den Europäischen Fonds für regionale Entwicklung und Interreg V-A Italien-Österreich 2014-2020 gefördert.
(cover photo: © IDM /A.Filz)

Restorative Budapest.

ABOUT RESTORE

RESTORE advocates for a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings across Europe.
The built environment sector no longer has the luxury of being incrementally less bad, but, with urgency, needs to adopt net-positive, restorative sustainability thinking to incrementally do ‘more good’.
Within the built environment sustainability agenda a shift is occurring, from a narrow focus on building energy performance, mitigation strategies, and minimisation of environmental impacts to a broader framework that enriches places, people, ecology, culture, and climate at the core of the design task, with a particular emphasis on the salutogenic benefits towards health.
Sustainability in buildings, as understood today, is an inadequate measure for current and future architectural design, for it aims no higher than trying to make buildings “less bad”. Building on current European Standards restorative sustainability approaches can and will raise aspirations and deliver restorative outcomes.
RESTORE CA16114 is an EU COST Action network with 130+ participants across 38 countries, representing a wide spectrum of academic, client, design and construction individuals and organisations.

Night view of The Széchenyi Chain Bridge from Buda Castle

RESTORE CONFERENCE, BUDAPEST

The conference in Budapest will cover exciting new insights in restorative sustainability for new and existing buildings across Europe. The event will focus on Restorative Sustainability and Restorative Design.
Restorative Sustainability is an Evolving Agenda of Restorative Design, which introduces the evolving spectrum of paradigms, design challenges, opportunities, and perspectives for sustainable architecture and urban design. It discusses the knowledge, skills, and competence that should inform and orient the practice shift required by an approach to architecture informed by restorative sustainability.
Restorative Design focuses on processes, methods and tools for Restorative Design. Primarily based on case studies derived from workshops, it constitutes the core of the action and intends to provide “hands-on” guidance to the practice of restorative design.

The building of the Hungarian Parliament

CONFERENCE PROGRAMME

  • 09.00-09.15 Welcome
    Dr. András Reith, ABUD, RESTORE WG5 Vice leader
  • 09.15-09.30 Status of sustainable building in Hungary
    Gábor Radványi, Vice President of HuGBC, Chief Architect of Futureal
  • 09.30-09.45 ONE YEAR OF RESTORE
    Carlo Battisti, Eurac Research, RESTORE Chair
  • 09.45-10.15 Sustainability: from Restorative to Regenerative
    Martin Brown, Fairsnape, RESTORE Vice-Chair & WG1 Leader
  • 10.15-10.45 Processes and Tools for Restorative Design
    Emanuele Naboni, KADK Faculty of Architecture, RESTORE WG2 Leader
  • 10.45-11.05 COFFEE BREAK
  • 11.05-11.50 STSM: FROM EXPERIENCE TO DISSEMINATION
    Chair: Michael Burnard, University of Primorska, RESTORE STSM Manager
    Krzysztof Herman (PL) – STSM Title:
    Traces of upcycling and low-budget design in the public space of Faro
    Madalina Sbarcea (RO) – STSM Title:
    A Biophilic Mindset for Restorative Buildings
    Thomas Panagopoulos (PT)
    Experience of STSM Host Organization, University of Algarve, Faro
    Lisanne Havinga (NL) – STSM Title:
    Life Cycle Assessment as a Tool to Guide the Regenerative Design Process
    Giulia Sonetti (IT) – STSM Title:
    Outdoor Space Comfort Perception in University Campuses
  • 11.50-12.05 RESTORE: HOW TO GET INVOLVED?
    Bartosz Zajączkowski, Wroclaw University of Science and Technology, RESTORE Science Communication Officer
  • 12.05-12.15 Questions and Answers
    Dr. András Reith, ABUD, RESTORE WG5 Vice leader
  • 12.15-12.30 Final Remarks & Closing
    Dr. András Reith, ABUD, RESTORE WG5 Vice leader
  • 12.30-13.00 TOUR IN THE KINNARPS HOUSE
  • 13.00-14.00 LUNCH AND NETWORKING OPPORTUNITY

Date: February 13th, 2018
Time: 9:00 am – 12:30 pm
Venue: Váci út 92. Kinnarps House, Jarl Conference Hall
Budapest , Hungary
Website: http://www.eurestore.eu/restore-public-conference/
Registration: here
Program and further details

Living Communities a Matera.

Living Buildings & Living Communities: la sfida della rigenerazione.

Quando: martedì 6 febbraio 2018, ore 15:30-19:00
Dove: Casa Cava
Indirizzo: Via S. Pietro Barisano, Matera
L’evento è gratuito, previa registrazione qui. Posti limitati.

Living Building Challenge

Il Living Building Challenge (LBC) è il più rigoroso standard prestazionale dell’ambiente costruito. Prevede la progettazione e realizzazione di edifici funzionanti in modo pulito, bello ed efficiente così come lo richiede un’architettura ispirata alla natura. Questi sono i “Petali” LBC (le categorie prestazionali di sostenibilità Living Building Challenge): PLACE (Luogo), WATER (Acqua), ENERGY (Energia), HEALTH & HAPPINESS (Salute e felicità), MATERIALS (Materiali), EQUITY (Equità), BEAUTY (Bellezza).

Maggiori informazioni: http://living-future.org/lbc

Obiettivi

I partecipanti acquisiranno una conoscenza di base del Living Building Challenge – una filosofia, uno strumento di patrocinio ambientale e un programma di certificazione che affrontano lo sviluppo sostenibile a tutti i livelli. Per essere certificati secondo LBC, i progetti devono soddisfare una serie di requisiti prestazionali ambiziosi misurati per un minimo di 12 mesi di occupazione continua.

Come possiamo estendere questi concetti a livello di comunità? Con la guida di Alicia Daniels Uhlig dell’International Living Future Institute di Seattle (WA, USA) scopriremo il Living Community Challenge, uno strumento di pianificazione urbana, progettazione e costruzione per creare una relazione simbiotica tra le persone e tutti gli aspetti dell’ambiente costruito.

Con la partecipazione di:

Living Building Challenge Collaborative: Italy, un gruppo di professionisti volontari impegnati per la sostenibilità, la formazione e l’attuazione del Living Building Challenge, lo standard di sostenibilità dell’ambiente costruito più avanzato al mondo.
Naturalia-BAU, l’azienda altoatesina che da 25 anni propone prodotti e sistemi naturali di alta qualità per una casa sana e rappresenta in Italia un importante punto di riferimento del settore bio-edile.
DICATECh, il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale, del Territorio, Edile e di Chimica del Politecnico di Bari.

Programma

Alicia Daniels Uhlig è un architetto e appassionato sostenitore della bioedilizia, con 20 anni di esperienza nella progettazione sostenibile. Alicia è direttore per l’International Living Future Institute del protocollo Living Community Challenge e responsabile per le policies, è impegnata ad accelerare la creazione di comunità vivaci, sane e sostenibili. Prima di unirsi a ILFI, ha praticato la libera professione di architetto a Seattle (Washington, USA) con GGLO, in California con Van der Ryn Architects e nelle Isole Vergini americane. Il focus di Alicia sulla sostenibilità l’ha portata anche a lavorare su progetti di architettura locale in Italia (segue).

Informazioni e registrazione

Dove: Casa Cava, via San Pietro Barisano 47, Matera
Parcheggi: consigliato Via Roma/Piazza Matteotti.  Tuteliamo l’ambiente, prediligiamo mezzi pubblici o mezzi in condivisione.
Informazioni:  +39 340 8003909
Registrazione: Partecipazione gratuita, posti limitati. Iscrizione tramite Eventbrite qui.
Scadenza per la registrazione: lunedì 05.02.2018.
Crediti formativi professionali: verranno riconosciuti 3 CFP per gli ingegneri, in accordo con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Matera.

Vi aspettiamo 🙂

Casa Cava, Matera