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Il wellbeing che vorrei.

Appunti per un comfort sostenibile.

Di ritorno da un weekend in un wellness hotel, la domanda principale che mi sono fatto è “Ma, qual è il wellness che vorrei?”. Perché, diciamolo, l’esperienza mi ha lasciato qualche perplessità e mi spinge a tornare ancora una volta sul tema comfort e sostenibilità, ovvero “Un comfort sostenibile ?” Partiamo dagli hotel, che rappresentano proprio un ambito di riferimento per il tema.

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Oberoi Udaivilas in Udaipur, Rajasthan (India)

Primo punto. Comfort = lusso? Come in questo splendido hotel indiano? Comfort = abbondanza? Ovvero una lista infinita di possibilità e servizi che è impossibile sfruttare tutti, a meno che non si soggiorni nell’albergo per un mese? Perché se tenti di fare tutto in un weekend (e questo è il tempo a disposizione che mi è capitato di avere) ti ricoverano in preda ad una crisi di nervi. La novità degli ultimi anni è la ¾ pensione, che è più di mezza pensione e meno di una pensione completa. Ovvero, torni presto dalla sciata (ma perché dovresti farlo?) e trovi un buffet per uno “spuntino”, magari alle due o alle tre del pomeriggio, che vi assicuro alla fine è come un pranzo. E all’orizzonte incombe la cena, di almeno 5 portate. Nel mezzo, bisogna affrettarsi a frequentare l’area wellness, sperando che vapori e acqua calda ti brucino qualche caloria (difficile).

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Troppi servizi, troppa offerta … riuscirò a far tutto in un weekend??

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WALL•E – Pixar Animation Studios & Walt Disney Pictures (2008)

Insomma lo scenario apocalittico di una società viziata e sedentaria alla “Wall-e” è dietro l’angolo. Ma tutti i suddetti comfort alla fine vengono dimenticati velocemente, se l’impianto di ventilazione dell’albergo è progettato o realizzato male, e nella tua mansarda arriva sin dal primo mattino l’odore di aglio. Allora, prima curare la corretta ventilazione dell’edificio e poi pensare ai succhi di frutta tropicali nell’area piscina.

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In definitiva, il troppo finisce per darmi fastidio e ripenso al “Less is more” di Ludwig Mies van der Rohe. Ed è questa ad esempio la strategia intrapresa dalla catena canadese Alt Hotels, che con l’ossimoro “Affordable luxury” caratterizzano la loro offerta con l’eliminazione di tutto ciò che non è davvero necessario, pur mantenendo un adeguato livello di comfort.

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E poi c’è la questione dei “termostati truccati”. Sì, avete capito bene. Una recente indagine documentata sul Wall Street Journal del 25.01.2017 ha scoperto che in un numero rilevante di hotel i termostati sono bloccati e non consentono la regolazione individuale della temperatura nella camera. Cioè, la rotella del termostato gira, ma in realtà la temperatura della stanza è fissata e regolata centralmente dall’hotel. E così sono spuntati in rete addirittura dei tutorial che spiegano come rimuovere il blocco dell’apparecchio e riprendere il comando delle operazioni. Insomma … “Occupy thermostats”.

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Walden Pond, Concord (MA, USA)

Secondo punto. E se tutto questo approccio bulimico al comfort fosse sbagliato? Se avesse ragione Henry David Thoreau (il più sottovalutato dei filosofi americani dell’800)? Se fosse comfort = frugalità?Walden, ovvero Vita nei boschi” è il resoconto dell’avventura dell’autore, che dedicò oltre due anni della propria vita, nell’estate del 1847, a cercare un rapporto intimo con la natura e insieme a ritrovare se stesso in una società che non rappresentava ai suoi occhi i veri valori da seguire, ma solo l’utile mercantile. Il suo fu un esperimento avente per obiettivo quello di cercare la conciliazione tra artista e il mondo naturale grazie all’ottimismo scaturito dal considerare l’uomo come artefice del proprio destino e come essere dipendente da sensazioni ed emozioni. Il libro fu scritto quasi interamente durante il soggiorno di Thoreau in una capanna, costruita in gran parte da solo, sulle sponde del lago Walden che si trova vicino alla cittadina di Concord in Massachusetts [Wikipedia].

Thoreau è sicuramente un riferimento per l’approccio biofilico. Biophilia = ipotesi scientifica proposta nel 1984 da Edward O. Wilson che rileva empiricamente nell’essere umano la “tendenza innata a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali”. Si può ottenere un comfort sostenibile seguendo questi principi e ci sono ormai molti studi che dimostrano i benefici tangibili sulla salute della persona e sulla riduzione dei costi operativi legati a una progettazione virtuosa degli spazi abitati. Seguendo ad esempio il protocollo (filosofia e sistema di certificazione allo stesso tempo) Living Building Challenge creato e mantenuto dall’International Living Future Institute (ILFI).

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Terzo punto. Viviamo il 90% della nostra vita all’interno di edifici. E’ una notizia tanto assodata quanto banale, ma poiché lo sappiamo, perché non puntiamo a garantire una qualità del vivere all’interno di questi spazi (Indoor Environmental Quality)? E’ la strategia dell’International WELL Building Institute. La riflessione di partenza è semplice: in un’organizzazione (immaginiamo un edificio per uffici) la stragrande maggioranza dei costi operativi riguarda i costi del personale. Circa il 90%, a fronte di un 1% per l’energia. Negli ultimi anni ci siamo battuti per l’efficienza energetica e questo è un bene, perché l’efficienza energetica è amica dell’ambiente. Ma ci siamo dimenticati delle persone. Bene, con il protocollo WELL rimettiamo al centro la persona. Un progetto certificato WELL ha il potenziale di aggiungere un valore misurabile per la salute, il benessere e la felicità degli occupanti dell’edificio. Detto in altri termini, se le persone vivono e lavorano all’interno di un ambiente salubre e confortevole, ne beneficiano umore, salute e quindi produttività. È migliora il margine di profitto. Si tratta di un nuovo ROI (Return on Investment) a beneficio del capitale investito dal conduttore e dal proprietario dell’immobile.

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Quarto punto. Tutto quanto sopra descritto è un driver micidiale per l’innovazione. Solo per quanto riguarda la misurazione e il mantenimento della qualità dell’aria interna di un ambiente stanno spuntando numerose soluzioni interessanti, come ad esempio il purificatore molecolare di aria interna, sviluppato dalla startup di San Francisco Molekule.

Per questo stiamo stimolando in IDM Südtirol Alto Adige la discussione e lo sviluppo di nuove idee proprio attraverso un Gruppo di Lavoro trasversale dedicato alla tematica del comfort e dell’Indoor Environmental Quality (IEQ).

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Quinto punto
. Abbiamo detto di quanto contano gli edifici, perché consumano risorse e con la propria efficienza energetica possono ridurre l’impatto sull’ambiente, e perché la qualità (o la mancanza di qualità) degli ambienti interni influenza direttamente la qualità della vita e il comfort delle persone. Quanto abbiamo detto per gli edifici può essere “scalato” a livello di quartieri, comunità, città intere. Gli “edifici viventi” (i Living Building di ILFI) possono trasformarsi in Living Communities. Possiamo riportare i principi virtuosi (un edificio autonomo, che non impatta sull’ambiente, che produce ciò che consuma, che ha un effetto positivo sulle persone) a una dimensione urbana più ampia. Anche questo (o proprio questo) è wellbeing.

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Riepilogando, ecco il mio decalogo per la discussione:

  1. Definire il wellness (lusso vs. frugalità, mass customization?)
  2. Less is more
  3. Dalla sostenibilità ambientale-energetica a quella delle persone
  4. Misurare e certificare le prestazioni e il wellbeing (la persona nell’edificio)
  5. Monitorare il comportamento e dialogare con gli occupanti
  6. Wellbeing come leva economica
  7. Wellness come driver per soluzioni innovative
  8. Declinare il wellbeing per tipologie di edifici (hotel, uffici, scuole, ospedali, ecc.)
  9. Recuperare il rapporto con la natura (Biofilia, Living Buildings)
  10. Saltare di scala: dai Living Buildings alle Living Communities

Siete pronti per un manifesto del comfort sostenibile, per un wellbeing a misura di uomo e di ambiente? 🙂

[Carlo Battisti è Living Future Accredited e WELL Accredited Professional. Coordina il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) presso l’Ecosystem Construction di IDM Südtirol Alto Adige].

RESTORE | REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy

logo_costApproved by the COST Committee of Senior Officials on 24 October 2016, REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy (RESTORE) is one out of the 25 new Actions that were selected out of 478 eligible proposals collected earlier in April.

RESTORE: ‘to return something or someone to an earlier good condition or position’.

Sustainable buildings and facilities are critical to a future that is socially just, ecologically restorative, culturally rich and economically viable within the climate change context.

Despite over a decade of strategies and programmes, progress on built environment sustainability fails to address these key issues. Consequently the built environment sector no longer has the luxury of being incrementally less bad, but, with urgency, needs to adopt net-positive, restorative sustainability thinking to incrementally do ‘more good’.

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Within the built environment sustainability agenda a shift is occurring, from a narrow focus on building energy performance, mitigation strategies, and minimisation of environmental impacts to a broader framework that enriches places, people, ecology, culture, and climate at the core of the design task, with particular emphasis on the benefits towards health. 

Sustainability in buildings, as understood today, is an inadequate measure for current and future architectural design, for it aims no higher than trying to make buildings ‘less bad’. Building on current European Standards restorative sustainability approaches will raise aspirations and deliver restorative outcomes. 

Walden Pond, Concord (MA, USA)

Walden Pond, Concord (MA, USA)

The RESTORE Action will affect a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings, promoting forward thinking and multidisciplinary knowledge, leading to solutions that celebrate the richness of design creativity while enhancing users’ experience, health and wellbeing inside and outside buildings, in harmony with urban ecosystems, reconnecting users to nature. 

The COST proposal will advocate, mentor and influence for a restorative built environment sustainability through work groups, training schools (including learning design competitions) and Short Term Scientific Missions (STSMs).

General information:

CA COST Action CA16114 REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy
Start of Action: 09.03.2017  End of Action: 08.03.2021
Proposers: Carlo Battisti w/ Martin Brown, Sue Clark, Emanuele Naboni
Science Officer: Estelle Emeriau
Administrative Officer: Aranzazu Sanchez

For further information: carlo.battisti@eurac.edu

COST (European Cooperation in Science and Technology) is the longest-running European framework supporting trans-national cooperation among researchers, engineers and scholars across Europe. It is a unique means for them to jointly develop their own ideas and new initiatives across all fields in science and technology, including social sciences and humanities, through pan-European networking of nationally funded research activities. Based on a European intergovernmental framework for cooperation in science and technology, COST has been contributing – since its creation in 1971 – to closing the gap between science, policy makers and society throughout Europe and beyond. 

REGENERATION 2017 – Apply now!

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Living Building Challenge Collaborative: Italy with Macro Design Studio and Carlo Battisti is organising the third edition of: REGENERATION , the design competition in Europe entirely based on the sustainability certification standard Living Building Challenge.

The competition is open to professionals (architects, engineers, environmental sustainability and landscape experts) in Europe, under 35 years old. The deadline for the request of participation is next January 31^st, 2017. We will select the best 15 on the basis of the documentation submitted.

The event will take place at Centrale Fies, Dro (Trento – Italy), on April, 26^th to 29^th, 2017. 64 non-stop hours of integrative design in which each team, assisted by tutors expert of LBC, will compete in designing the best redevelopment project of an existing local public building. There will be side events i.e. a final conference open to the public on the issues of LBC as well as the final presentation of the projects, with the proclamation of the best project by an international jury.

Participants (after the selection of the 15) are required to pay a registration fee of 240 € + VAT. Room and board are paid by the organization. The award for the best team of the project is 3,000 € (cash).

You may find all the information about REGENERATION on:

The deadline for the request of participation is next January 31^st, 2017.
Do you want to regenerate with us? Help us spread the word!
Thank you and a warm greeting from

The REGENERATION Team

APPLY NOW!

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La montagna ci salverà …

… se noi la salveremo.

Di ritorno da un’escursione sulle mie amate Maddalene, piena di buone idee e momenti di semplice felicità, sono ancora e più che mai convinto che la montagna continui ad offrirci un paradigma da seguire per salvarci da un modello di sviluppo dissennato.

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Vedetta Alta (2627 m), Cornicoletto (2418 m) e Monte Luc (2434 m)

Anche l’economia delle malghe viene continuamente influenzata e minacciata dallo sviluppo competitivo. Sussiste il pericolo che i pascoli alpini vengano sfruttati solo più estensivamente o per niente. La conseguenza sarebbe una drastica riduzione della loro superficie a seguito dell’imboschimento e della invasione degli arbusti. La molteplicità degli ecosistemi a lungo termine andrebbe persa.

Le misure per il mantenimento sono: la pulizia dei pascoli e gli incentivi. L’amministrazione forestale provvede in maniera prudente a decespugliare i pascoli invasi. Questo lavoro viene eseguito senza danneggiare il terreno, conservando così il fascino paesaggistico dei pascoli alpini. Mediante una pluralità di aiuti, le infrastrutture delle malghe vengono mantenute: risanamento delle baite, stalle degli alpeggi, approvvigionamento idrico ed elettrico, recinti e strade di accesso.

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Grazie al sostegno mirato della politica in Alto Adige, negli ultimi trent’anni non è stata abbandonata quasi nessuna delle 1.733 malghe. Già da molto tempo vengono “monticati” (monticazione = trasferimento delle mandrie all’alpeggio) circa 95.000 bovini, sgravando così, durante l’estate, i masi di montagna. Mentre le malghe trentine sono prevalentemente di proprietà pubblica, il 91% delle malghe sudtirolesi appartengono a persone fisiche o ad associazioni private.

Nella foto: un esempio di economia semplice che si basa sull’uso responsabile delle risorse e sulla fiducia tra le persone. Non serve altro dopo una faticosa camminata 🙂

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Auch die Almwirtschaft wird von der ständigen wirtschaftlichen Konkurrenzentwicklung beeinflusst und bedroht. Es besteht die Gefahr, dass die Almweiden nur mehr extensiv oder überhaupt nicht mehr genutzt werden. Eine drastische Flächenverminderung durch Verwaldung und Verstrauchung wäre die Folge. Die Vielfalt der Lebensräume würde langfristig verloren gehen.

Die Maßnahmen zur Erhaltung sind: die Weideräumungen und die Förderungsmaßnahmen. In einer schonenden Art und Weise werden von der Forstverwaltung verstrauchte Weideflächen freigeräumt. Dies erfolgt ohne dabei den Boden zu verletzen. Der landschaftliche Reiz der Almweiden bleibt somit erhalten. Durch eine Vielzahl an Förderungen werden die Infrastrukturen der Almen erhalten: Erneuerung von Almhütten, Almställen, Wasser- und Stromversorgung, Weidezäune, Erschließungswege, usw.

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Anbruchverbauung der Mitteregglawine

Aufgrund gezielter Unterstützung seitens der Politik wurde in Südtirol in den letzten 30 Jahren fast keine der 1733 Almen aufgelassen. Seit Jahren werden jährlich rund 95.000 Rinder aufgetrieben. Damit können im Sommer die Bergbauernhöfe entsprechend entlastet werden. Während die italienischen Almen vorwiegend in öffentlichen Besitz sind, gehören 91% der deutschen Almen Privatpersonen oder privaten Körperschaften.

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Le Maddalene

La catena delle Maddalene chiude la Val di Non a settentrione. Il Gruppo delle Maddalene, può essere definito “la montagna più dolce” della Val di Non; nonostante la vicinanza con il gruppo Ortles Cevedale e quello dell’Adamello-Brenta, infatti questi rilievi superano raramente i 2700 metri e pertanto sono caratterizzati da un ambiente estremamente suggestivo fatto di verdi pascoli e malghe d’alpeggio. In estate sono il teatro ideale per il trekking e il nordic walking, mentre in inverno diventano la patria delle escursioni con le ciaspole e lo scialpinismo.

Anello con salita alla Cima Cornicoletto, Belmonte e Vedetta Alta nel gruppo delle Maddalene

Escursione di un’intera giornata dalle grandi soddisfazioni che si svolge interamente in quota e attraverso le più belle cime e creste della selvaggia catena montuosa delle Maddalene, al confine con Trentino e Alto Adige. Avvincente escursione ad anello da svolgere nell’arco di un’intera giornata che concatena tre famose cime del gruppo delle Maddalene: Cima Cornicoletto, Cima Belmonte e Cima Vedetta Alta. L’escursione non comporta particolari difficoltà tecniche se non la confidenza con l’ambiente di alta montagna e con sentieri e creste esposte. Scendendo dalla Cima Vedetta Alta è consigliata una pausa presso una delle tre malghe che si incontrano lungo il rientro: Malga Kessel, Malga di Revò e Malga di Cloz. L’itinerario è sempre ben segnalato, l’unico tratto senza segnaletica a terra ma dalla traccia evidente è tra Cima Cornicoletto e Cima Belmonte [fonte: visittrentino.it]

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Die Magdalener Berge

Die Kette der Magdalener Trentino Berge, die das Val di Non gen Norden hin abschließt, gilt als „das lieblichste Gebirge“ im Val di Non. Trotz ihrer Nähe zur Ortler-Cevedale- und zur Adamello-Brenta-Gruppe überragen diese Erhebungen nur selten die 2700-Meter-Marke und sind durch eine besonders stimmungsvolle Landschaft mit grünen Weiden und Almen geprägt. Im Sommer eignet sich das Gebiet vorzüglich zum Trekking oder Nordic Walking, während man hier im Winter Ausflüge mit den Schneeschuhen oder Skitouren unternehmen kann.

Rundwanderung mit Besteigung des Kornigls, der Schöngrub und der Ultner Hochwart in den Magdalener Bergen

Erlebnisreiche Tagestour, die die schönsten Gipfel und Grate der wilden Magdalener Berge an der Grenze zwischen dem Trentino und Südtirol verbindet.

Eindrucksvolle Rundwanderung, für die man einen gesamten Tag einplanen sollte. Die Tour verbindet drei berühmte Gipfel der Magdalener Berge: den Kornigl, die Schöngrub und die Ultner Hochwart. Die Wanderung weist keine besonderen technischen Schwierigkeiten auf, jedoch sollte man mit der alpinen Umgebung, alpinen Wanderwegen und ausgesetzten Graten vertraut sein. Beim Abstieg von der Ultner Hochwart empfiehlt sich eine Rast auf einer der drei Almen, an denen man auf dem Rückweg vorbeikommt: Kesselalm, Rawauer Alm und Clozner Alm. Der Weg ist stets gut ausgeschildert; der einzige Abschnitt ohne Beschilderung aber mit gut erkennbaren Spuren ist zwischen Kornigl und Schöngrub [Quelle: visittrentino.it/de]

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I’m doing WELL.

The WELL Building Standard (WELL) focuses on the people in the building.

Over the last decade, green building standards and standard-setting organizations have made significant strides towards the market transformation of the building industry, resulting in a rapid expansion of green buildings and environmentally conscious building practices throughout the world.

Over the same period, strategies to enhance human health and well-being have played a relatively small role in the evolution of building standards. The time has come to elevate human health and comfort to the forefront of building practices and reinvent buildings that are not only better for the planet, but also for people.

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The WELL Building Standard (WELL)

  • is the first standard of its kind that focuses solely on the health and wellness of building occupants.
  • identifies 100 performance metrics, design strategies, and policies that can be implemented by the owners, designers, engineers, contractors, users and operators of a building.
  • is based on a thorough review of the existing research on the effects of spaces on individuals and has been advanced through a thorough scientific and technical review.
  • requires that the space must undergo a process that includes an on-site assessment and performance testing by a third party.

WELL is the culmination of seven years of rigorous research in collaboration with leading physicians, scientists and industry professionals. Pioneered by Delos, WELL is administered by the International WELL Building Institute (IWBI) and third-party certified through IWBI’s collaboration with Green Business Certification Inc. (GBCI), the certification body that administers the LEED Green Building Rating System.

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Haworth new showroom, Los Angeles (CA)

What are the interactions between humans and the built environment? Traditional healthcare delivery systems primarily focus on addressing health after people have already become sick. With rising costs and the increased burden of chronic diseases such as diabetes, cardiovascular disease and cancer, people are turning to more lifestyle-oriented and preventative approaches to health.

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LEED: the building as a human body

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WELL: the human body within the building

The WELL Building Standard is founded on the understanding that facets of our environment interact with personal, genetic and behavioral factors to shape our overall health and well-being. WELL measures attributes of buildings that impact occupant health by looking at seven factors, or Concepts, relevant to occupant health and well-being: air, water, nourishment, light, fitness, comfort and mind:

Air – Clean air is a critical component to our health. Air pollution is the number one environmental cause of premature mortality, contributing to 50,000 premature deaths annually in the United States and approximately 7 million, or one in eight premature deaths Worldwide.

Water – Drinking water contamination is a major public health issue. Many people receive water that has been exposed to potentially harmful levels of biological, chemical and mineral contaminants. The World Health Organization (WHO) reports that almost one billion people lack access to safe drinking water worldwide, and two million annual deaths are attributable to unsafe water, sanitation and hygiene.

Nourishment – Nutrition plays a key role in health maintenance, weight management and chronic disease prevention. However, adherence to the dietary recommendations in the U.S. is poor. Similarly, global dietary patterns are also less than optimal; in many countries, people consume more than 500 calories from added sugars per day.

Light – In addition to facilitating vision, light influences the human body in non-visual ways. Humans and animals have internal clocks that synchronize physiological functions on roughly a 24-hour cycle called the circadian rhythm.

Fitness – Modern transportation, labor saving conveniences and sedentary jobs have created an environment in which millions of people fail to achieve the minimum level of activity necessary to help prevent type 2 diabetes, metabolic syndrome, obesity, heart disease and other chronic conditions.

Comfort – The indoor environment should be a place of comfort. In pursuit of that vision, the WELL Building Standard® focuses on significantly reducing the most common sources of physiological disruption, distraction and irritation and on enhancing acoustic, ergonomic, olfactory and thermal comfort to prevent stress and injury and facilitate comfort, productivity and well-being.

Mind – While mental and physical health are often conceptualized as separate domains, our minds and bodies are inextricably connected. Because the mind plays a vital role in an individual’s overall health and well-being, an atmosphere that supports a healthy mental state can have significant psychological and physical benefits.

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Phipps Conservatory and Botanical Gardens, Pittsburgh (PA)

If you consider the life of a building over 30 years, personnel costs significantly outweigh any other building and operational cost. By introducing WELL into built spaces, we can significantly reduce personnel costs — health, medical and productivity — in the long run. Clearly long term value can be generated by addressing occupant health in both commercial and residential spaces.

2016_08_18-04 WELL scorecardWELL Certification allows building owners and employers to know their space is performing as intended to support human health and wellness. The WELL Building Standard v1 is optimized for commercial and institutional buildings and can be applied to three project typologies: New and Existing Buildings, New and Existing Interiors, Core and Shell Compliance.

WELL works harmoniously with LEED and the Living Building Challenge. IWBI welcomes projects to pursue both LEED and the Living Building Challenge alongside WELL in order to promote both environmental sustainability and human health. A number of overlapping features exist between WELL and both LEED and the Living Building Challenge, which are described in detail in the appendices of the WELL Building Standard. «Working together to optimize building performance for human health and our environment».

2016_08_18-02 WELL APThe WELL Accredited Professional (WELL AP) credential is an advanced credential intended for experienced building professionals. The WELL AP ensures to the public, building owners and other building professionals that the credential holder has demonstrated advanced knowledge and proficiency in building wellness and the principles, practices and applications of the WELL Building Standard. A couple of weeks ago I earned the WELL Accredited Professional credential :-).

[Sources: WELL Building Standard® v1, September 2015; WELL Brochure; WELL One pager. Copyright© 2015 by Delos Living LLC. The WELL AP™ trademark is used with permission from the International WELL Building Institute™]

Il pifferaio magico.

Floating peers. Galleggiando tra simili.

“Il pifferaio di Hamelin” (in tedesco Der Rattenfänger von Hameln, letteralmente Il cacciatore di topi di Hameln) è il soggetto di una leggenda tedesca, anche nota come “Il pifferaio magico”, ambientata nella città di Hamelin, in Bassa Sassonia. La storia si svolge nel 1284 ad Hameln (Bassa Sassonia). Un uomo con un piffero si presenta in città e propone di disinfestarla dai ratti; il borgomastro acconsente promettendo all’uomo un adeguato pagamento. Non appena il Pifferaio inizia a suonare, i ratti, incantati dalla sua musica, si mettono a seguirlo, lasciandosi condurre fino al fiume Weser, dove annegano. La spergiura gente di Hamelin, ormai liberata dai ratti, decide incautamente di non pagare il Pifferaio. Questi, per vendetta, riprende a suonare mentre gli adulti sono in chiesa, attirando dietro di sé tutti i bambini della città. Centotrenta bambini lo seguono in campagna e vengono rinchiusi dal Pifferaio in una caverna. Nella maggior parte delle versioni, non sopravvive nessun bambino, oppure se ne salva uno che, zoppo, non era riuscito a tenere il passo dei compagni.

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Sulla passerella di Christo al lago di Iseo ci si è potuto andare in tutte le versioni, tranne in auto e in motorino, per ovvi motivi. Pare che con il passeggino si potesse saltare qualsiasi coda, tipo “Priority boarding” con Ryanair, per cui mi immagino insospettabili signori a spingere passeggini con bambolotti, o simili trovate. Perché l’importante era andare. Come nei thriller più classici, il colpevole smascherato alla fine del film confessa le proprie motivazioni. Così, pochi giorni fa, al termine di due settimane di passione, accolto da applausi a Milano alla seconda conferenza generale dell’Organizzazione Internazionale dei Musei, Christo se ne è uscito con un «opera inutile per andare da nessuna parte».

Ma certo, che credevate? E ha detto che neppure lui si era immaginato che così tanta gente avrebbe partecipato al suo progetto – ha ripetuto «inutile, irrazionale, irresponsabile, non giustificabile» (Giornale di Brescia, 05.07.2016). «Non ero sicuro che la gente avrebbe voluto camminarci. Ma ci sono stati 1 milione e 200 mila visitatori che hanno camminato per andare da nessuna parte. Non per andare al centro commerciale, non per trovare amici. Camminavano davvero per andare da nessuna parte, perché il progetto era interamente sotto i loro piedi. Si sono tolti le scarpe, e non c’era niente attorno a loro, solo l’acqua e la superficie che mimava i movimenti dell’acqua».

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Christo & Trenord. Stazione di Brescia.

Premetto, non capisco l’arte moderna, mi fermo all’astrattismo di Klee e Kandinsky. Ma non serve giustificarsi, no? Tanto, cos’è l’arte? Oppure, questa è arte? E non serve sentirsi in buona compagnia, con le bordate di Vittorio Sgarbi «È una passerella verso il nulla» il quale sperava che con la passerella la gente scoprisse Pisogne, Predore (le terme romane), Credaro, San Paolo d’Argon, Alzano, Lovere (la pinacoteca Tadini), Sarnico (il più bel Liberty d’Italia). Ma figuriamoci, che illusione. Come illusi si sono ritrovati i commercianti di Sale Marasino (poco a nord di Sulzano, il paese di accesso diretto alla passerella) che come per altri paesi delle sponde del Sebino speravano di beneficiare del boom improvviso di turisti, che invece avevano una sola meta, il tappeto arancione. Non parliamo poi delle speculazione impietose, hotel più cari fino al 137%, con prezzi medi a notte che sono arrivati a superare i 250 euro in camera doppia (analisi di Trivago).

Dello stesso tenore di Sgarbi, Philippe Daverio «Per me non è altro che una semplice baracconata. Come quando si facevano le fiere paesane. The Floating Piers ha sì una funzione aggregante, ma non è altro che un’alternativa spiritosa alla sagra del ravanello o della lumaca gialla».

Sul nonsense ambientale, è fin troppo facile immaginarlo. Chi fosse affascinato (comprensibilmente) dalla qualità ingegneristica della realizzazione (dopotutto, si è trattato di fare camminare sull’acqua 80.000 persone al giorno …) deve mettere in conto l’inutile impatto ambientale (come ripreso da Luca Mercalli dal sito ufficiale di Christo) di:

“220.000 cubi di polietilene …” (ing. Cane)

  • 220.000 cubi di polietilene ad alta densità, prodotto dalla F.lli Cane (quelli dell’ing. Cane?!?) di Fondotoce/Verbania coadiuvata dalle aziende bresciane Asco Plast, Ziber Plast, Zetabi, Artigiana Stampi e Seven Plast per una striscia larga 16 metri per una lunghezza di 3 km.
  • 220.000 perni, sempre di polietilene, che tengono insieme i cubi.
  • 200 ancore del peso di 5,5 tonnellate l’una, che mantengono i 16 metri di larghezza del pontile in posizione (blocchi di cemento trasportati nelle posizioni finali da mezzi nautici grazie all’utilizzo di palloni industriali che, una volta raggiunta la postazione, sono stati svuotati dell’aria e hanno adagiato sul fondo le zavorre).
  • 37.000 metri di corda, che connettono gli ancoraggi al pontile.
  • 70.000 m2 di feltro, che ricoprono i pontili e le strade al di sotto del tessuto.
  • 100.000 m2 di tessuto, in fibra poliammidica (Nylon), prodotto in Germania dalla Setex Textiles e confezionato dalla Luftwerkern di Lubecca, che coprono i 3 chilometri di pontile e 2,5 chilometri di strada.

E il tutto per un’installazione della durata di 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Land art?!? No grazie 🙂

Le riprese per Google Street View

Le riprese per Google Street View

Per saperne di più:
The Floating Piers chiuso durante la notte (Giornale di Brescia, 22.06.2016)
Christo, lo sfogo di una volontaria: «Sole a picco, genitori irresponsabili» (Brescia Today, 25.06.2016)
The Floating Piers: la situazione (se possibile) peggiora (Giornale di Brescia, 26.06.2016)
Passerella, un soccorritore racconta: «Ma dov’è finito il buon senso?» (Eco di Bergamo, 26.06.2016)
The Floating Piers percorribile da oggi anche su Google Street View (30.06.2016)

Falling piers

Falling piers

2016_07_08-06 Shining piers

Shining piers

 

REGENERATION rocks!

A “Rocky Station” for REGENERATION

Good also the second one, one might say, after the conclusion of REGENERATION 2016 which repeats, after one year, the success of the European design competition by Macro Design Studio in collaboration with the International Living Future Institute (ILFI), that promotes the Living Building philosophy, the most rigorous standard in the world for sustainability of the built environment. REGENERATION is not just a design contest, it is a multi-disciplinary experience, a real evolutionary path bringing through the technical challenge of Living Building Challenge the best young architects and engineers from all over Europe to face the future of our communities, by combining with a systemic approach to the problems a creative freedom with a robust technical competence.

2016_04_21-02 team blueThe competition among the projects of the three international teams was so heated, that the international jury composed of Amanda Sturgeon, chairwoman of ILFI, Michele Stramandinoli, of Inarcassa Foundation and Giulia Peretti of Werner Sobek Green Technologies encountered difficulties in choosing the winner. So, at the end of the 64 hours workshop, it was the “Rocky Mountain” project of the YELLOW team (composed by Jernej Markelj, architect of Ljubljana, Cinzia Polesini, architect of Rome, Zuzana Prochazkova, engineer from Bratislava, Marco Scarlini, engineer from Modena and Cecilia Tosto, architect of Catania) to take home the € 3,000 prize offered also this year by the Italian Foundation of freelance Architects and Engineers.

2016_04_21-06 Rocky StationThe renovation project of the decayed bus station building in Arco presented by the yellow team combines highly sustainable performances (LBC design requires a building environmental impact equal to zero) with an interesting redevelopment of the surrounding area (another need expressed by the Municipality of this Alto Garda city). Why ‘Rocky’? Because one of the strong ideas of the winning project is the construction of a climbing wall adjacent to the building (a pastime while waiting the coach?), designed to ideally connect the local transport hub with the beautiful cliffs and the sporty vocation of Arco.

2016_04_21-03 Amanda SturgeonThe award ceremony of Saturday, April 16 afternoon was the final event of the three days in Central Fies dedicated to a regenerative approach, beyond a mere sustainability for buildings and communities. Principles that have been presented and discussed in the event of the morning, REGENERATION. The Conference, where Amanda Sturgeon described how ILFI is currently focusing on the transparency of manufacturing companies (Declare is de facto an ingredient label for construction products, which prefigures an epochal revolution) and how to switch from building to ‘living communities’ certification . Martin Brown, a prominent UK figure of sustainability, then told us about the growth of the first project in UK that will achieve the LBC certification. Emanuele Naboni, Italian professor at KADK, Faculty of Architecture of Copenhagen, led some examples of architectural solutions designed for extreme environments (from the Amazon to the Arctic). In closing, the testimony of the winning team of REGENERATION 2015, with the “Proud to be zero” project, regarding the redevelopment of the city library building in Dro.

2016_04_21-05 Stazione ArcoAlso this REGENERATION edition showed that a zero impact redevelopment project of a public building is not only technically feasible, but it can start positive energies such as to stimulate the regeneration of a whole community. With the added complication this year of an intervention on a historic building bound by the local Conservation Authority, which has greatly restricted the space for participants’ manoeuvre.

To thank individually all the people, companies and institutions that have collaborated in 2016 REGENERATION would require too much time; we send a huge thanks to everyone. Without so a choral participation and commitment REGENERATION simply wouldn’t exist.

The thing always happens that you really believe in; and the belief in a thing makes it happen’.- Frank Lloyd Wright.