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Un divano come si deve.

Come tutti, immagino, siete bombardati dalle pubblicità (soprattutto) di una nota marca di divani, che ormai da tempo, cogliendo lo spirito del fare “manuale” tanto di moda ultimamente e tipicamente Made in Italy, ci segnala incessantemente da quali mani esperte nascono i propri divani. E se proprio non riesce a convincervi, ecco ribadito che il mega sconto è ancora disponibile fino alla prossima domenica (mi pare che la promozione perduri da anni ormai, essendo diventata ormai di fatto permanente). A giudicare dal tam-tam pubblicitario di questa e di altre marche, pare proprio che l’aspirazione principale degli italiani sia quella di acquistare un divano.

Ma com’è fatto davvero un divano? O, allargando il discorso, visto che parliamo di “qualità”, come si assembla un divano davvero “sostenibile” o “green”, se così vogliamo chiamarlo? A questo dubbio ho dato la risposta nella mia ultima trasferta a Seattle, dove ho scoperto che c’è qualcuno che davvero realizza divani … come si dovrebbe.

Ecobalanza si potrebbe definire una start-up dei divani, per come è nata e si è sviluppata, grazie alla passione e all’impegno di Aimee Robinson. Aimee – brillante imprenditrice di origine messicana trapiantata a Seattle dove coordina un gruppo di lavoranti tutti messicani, con buona pace dell’attuale presidente americano – si è messa in testa di realizzare “the ultimate sofa”. E’ il divano che manda in soffitta tutti gli altri, perché realizzato unicamente (e senza compromessi) in maniera artigianale, senza componenti chimici e con materiali biologici. E il più possibile “a chilometri zero”. Un divano con tutte queste caratteristiche, ma che sia anche e soprattutto bello e confortevole. La vision non è da poco: “We are working to build the most comfortable, beautiful and environmentally responsible luxury upholstered furniture in the world”.

Come si realizza un divano così (non lo chiamo “di nuova generazione” perché dovrebbe essere il divano della generazione alla quale ci siamo dimenticati di appartenere). Due azioni convinte sono necessarie: 1. Andare nel dettaglio e 2. Studiare molto.

La cura del dettaglio non è solo un modo di dire. Per capire dove rendere più sostenibile ambientalmente un divano bisogna scomporlo nei suoi componenti, capire perché servono e perché servono determinati materiali, da dove questi materiali provengono e come sono stati realizzati, con quali materie prime, da quali mani (toccare davvero la responsabilità sociale). Davvero il diavolo sta nei dettagli.

Le molle di un divano EcoBalanza (sopra) e quelle di un divano “comune” (sotto)

Studiare: bisogna studiare come funziona un divano, e quali sono le prestazioni necessarie, richieste dal cliente, gradite. Un divano deve sorreggere un peso (statico o dinamico), deve essere confortevole, al tatto, all’olfatto, alla vista … deve essere resistente, duraturo, trasportabile, ignifugo, lavabile, ecc. ecc. E deve essere anche producibile, fattibile artigianalmente e non eccessivamente complicato, per far sì che i costi non schizzino alle stelle. Bisogna studiare per capire come ottenere le prestazioni con materiali più sostenibili, naturali, biologici, in totale assenza di componenti o additivi chimici. Bisogna studiare per trovare delle alternative accettabili al 100%, anche cambiando i componenti o ottenendo le stesse prestazioni con una struttura diversa. Aimee non è cresciuta … producendo divani. È una passione che è emersa nel suo percorso professionale e per la quale da dieci anni ha studiato tanto per essere preparata, padroneggiare la materia e avere gli strumenti della conoscenza indispensabili per cambiare lo status quo.

See, smell (annusa!), feel, & learn about the materials and techniques we use to handcraft luxury upholstered furniture that is safe for homes & businesses and kind to the environment” – recita l’invito sul sito web dell’azienda. Nella visita alla produzione, Aimee mi ha mostrato com’è fatto un divano come la stragrande maggioranza di quelli che siamo abituati a vedere (e acquistare) e come viene invece realizzato il divano di EcoBalanza, spiegandomi, pezzo per pezzo, materiale per materiale, dove lei ha … ha cambiato le regole del gioco.

I colori per i rivestimenti

Chiaramente un divano così costa di più del solito divano (ma non così tanto come mi sarei aspettato) e, dopotutto, è personalizzato secondo le richieste del singolo cliente, alla quale il processo e le condizioni di acquisto sono spiegate in maniera chiara e trasparente. È altresì ovvio che costa di più e perché costa di più, e la considerazione che ho fatto al termine di questo viaggio nel mondo dei divani è che più che altro ho capito perché gli altri divani costano così poco. Perché vale poco l’ambiente che ci circonda? Perché vale poco la vita delle persone che lavorano per realizzare il divano sul quale siate accovacciati? Perché vale poco la nostra salute, abituati sempre di più come siamo a riempirci la casa di sostanze chimiche a basso prezzo e dannose?

Aimee è inoltre convinta dell’importanza delle certificazioni di sostenibilità. In esse non vede solo l’aspetto di marketing; lo ritiene vincente, sì, ma non ne ha bisogno per farsi strada nel mercato dei divani: dopotutto vuole mantenersi su numeri bassi, altrimenti sa che perderebbe quella artigianalità (lei sì! …) che rappresenta uno dei suoi valori distintivi. Nelle etichette di sostenibilità EcoBalanza vede il riconoscimento neutrale (di parte terza) della qualità e della coerenza ambientale di ciò che sta facendo. “We believe we can make our world safer and more sustainable one sofa, one chair, one ottoman and one upholstered headboard at a time.”

Legno FSC. No VOC. Sostenibilità e impatto sulla salute sono stati valutati e certificati per ogni componente e materia prima.

E più questi protocolli sono rigorosi e sfidanti, meglio è, perché il fine ultimo e il rigore dei principi sui quali ha fondato il suo business valgono l’impegno. Sta perseguendo la certificazione Living Product Challenge (che rappresenta la naturale evoluzione di quanto tracciato da Declare). Le chiedo “Ma non sei spaventata dall’impegno necessario, anche economico?” “Perché dovrei, mi risponde, lo devo fare perché questo riconoscimento senza pari è pienamente allineato con ciò che sto facendo”. E l’International Living Future Institute ha scelto proprio un suo divano per accogliere i propri ospiti nella lobby 😊 E scopro che la nostra battaglia per un futuro diverso può partire per cominciare proprio dal sofà dal quale sto scrivendo.

Aimee e Pinuta (Peanuts)

Carlo Battisti ha esperienza pluriennale nella verifica della conformità di materiali, componenti e sistemi per l’edilizia rispetto ai requisiti degli standard di certificazione della sostenibilità. Ha creato il sito web greenmap.it, il primo database italiano di prodotti per le costruzioni conformi ai requisiti dei crediti LEED®, per il quale ha coordinato l’analisi puntuale della conformità di più di 800 prodotti. È professionista accreditato LEED AP BD+C e ID+C, in conformità alla norma ISO/IEC 17024. Assiste i produttori nella verifica di conformità e nella certificazione dei propri prodotti secondo i più diffusi e rigorosi protocolli e marchi di sostenibilità internazionali e nazionali quali LEED, Living Building Challenge, Living Product Challenge, Declare, BREEAM, GBC Italia. Ha fornito negli ultimi otto anni 350+ servizi di consulenza tecnologica per conto di IDM Alto Adige e ha seguito alcuni progetti R&S per lo sviluppo di prodotti innovativi. Oltre alle aziende, assiste le amministrazioni pubbliche sui Criteri Ambientali Minimi (Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 gennaio 2017) collegati al nuovo Codice degli Appalti.

Maggiori informazioni e contatti qui.

Alle Marcelline si fa festa.

Partito a Bolzano il cantiere da 15 milioni € per il nuovo edificio scolastico. Riporto di seguito il testo integrale dell’articolo di Alto Adige del 18.062017, che è possibile anche leggere qui.

Di recente c’è stata una giornata significativa per la Comunità delle Marcelline, con l’atto simbolico della deposizione della “prima pietra” per la costruzione del nuovo edificio scolastico che comprenderà la scuola primaria e quella secondaria di primo e secondo grado. Costo dell’intera operazione: 15 milioni di euro per la parte edilizia, altri 5 per gli arredi. La gara, per le opere murarie, se l’è aggiudicata la ditta “Carron Bau“. L’opera sarà in buona parte finanziata dalla mano pubblica (Provincia e Comune), vista l’utilità socio-educativa e soprattutto l’apertura di un nuovo asilo che per metà sarà pubblico, ossia gestito secondo i criteri comunali.

La responsabile dell’Istituto Suor Maria Grazia Cazzato ha rivolto un cordiale saluto alle autorità presenti, nelle persone dell’assessore provinciale alla scuola italiana Christian Tommasini, dell’assessora comunale alla scuola Monica Franch e di Don Luigi Cassaro che portava la benedizione a nome del vescovo. La responsabile ha tenuto a precisare che «la cerimonia simbolica della posa della prima pietra è significativa e importante sia per la comunità religiosa sia per le aspettative degli alunni e dei genitori ed è un segno di gratitudine perché dopo oltre ottant’anni e dopo tanta attesa e diverse battaglie, il sogno di una nuova scuola sta diventando realtà, grazie soprattutto al generoso contributo della Provincia e del Comune che hanno scelto di investire sul futuro delle nuove generazioni e credono nella validità del progetto formativo dell’Istituto Marcelline». È stato inoltre indirizzato un ringraziamento nei confronti dei progettisti, degli operai e di tutti coloro che, in varia misura, contribuiscono con il loro lavoro a creare una struttura all’avanguardia, nei tempi stabiliti.

Hanno poi preso la parola l’assessora Franch e il collega Tommasini che hanno espresso il loro compiacimento per un’opera «che costituirà un valore aggiunto sia per il quartiere di Gries sia per la città di Bolzano». Dato che l’area del cantiere messa a disposizione dalle maestranze per la cerimonia era piuttosto ristretta per garantire tutti i requisiti della sicurezza solo una rappresentanza di alunni e docenti ha potuto presenziare alla manifestazione. Gli alunni, anche a nome dei loro compagni, hanno rivolto dediche molto originali e simpatiche su come vorrebbero che fosse la nuova scuola. Questi biglietti sono stati poi inseriti in un cilindro che è stato posto dalla responsabile in un apposito spazio all’interno delle fondazioni sopra il quale è stata cementata la prima pietra. A questo passaggio della cerimonia è seguito un canto di ringraziamento da parte dei bambini e il lancio dei palloncini con il loro carico di biglietti ben auguranti [Alto Adige, 18.06.2017].

Per approfondire: “Nuove Marcelline di Bolzano, approvato il progetto di ristrutturazione” (Alto Adige 18.03.2016).

Carlo Battisti è professionista certificato LEED© AP BD+C e ID+C, ai sensi della norma ISO/IEC 17024, e assiste le aziende e i progetti di costruzione per l’introduzione, l’applicazione e la verifica in cantiere delle corrette procedure per il “Cantiere sano“. In particolare, il programma messo in atto si basa sui requisiti, sulle prestazioni e sulle buone pratiche LEED v4 e ha l’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale del cantiere, secondo i seguenti obiettivi principali:

  • abbattere l’inquinamento dovuto al cantiere, controllare l’erosione dei pendii e la filtrazione nelle reti di scarico, le polveri e il rumore;
  • non mandare in discarica i rifiuti ma riciclarli il più possibile;
  • mantenere un livello idoneo della qualità dell’aria in cantiere anche in previsione della salute dei futuri occupanti;
  • consegnare l’edificio agli occupanti con un’idonea qualità dell’aria interna (IAQ).

Maggiori informazioni e contatti qui.

My Klimahouse ’17.

2017_01_25-04-klimahouseMancano ormai poche ore a Klimahouse 2017, la fiera di riferimento a livello nazionale, che mette in mostra una serie di alternative ed economiche tecniche nell’edilizia in grado di garantire un consistente risparmio energetico. La formula vincente della manifestazione è una giusta miscela tra lo spazio espositivo con le novità di prodotto proposte da 450 aziende di settore selezionate da una giuria di qualità, e un fitto programma di eventi formativi e informativi, quali congressi e visite guidate.

Se volete qualche consiglio, ecco la mia personalissima selezione:

26-27 gennaio 2017 | ore 9-18

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Startup Innovation Day

La novità di questa edizione, organizzata da IDM Südtirol Alto Adige. Un premio dedicato alle startup italiane che lavorano ogni giorno per un futuro green e sostenibile migliorando l’efficienza energetica degli edifici. Ecco il primo Klimahouse Startup Award, premio nazionale che Klimahouse offre all’ecosistema italiano dell’innovazione con lo scopo di dare un impulso al settore green. Il premio offre alle 10 migliori startup del settore l’ingresso in una matching platform con le migliori imprese del green, un’opportunità concreta di business per accelerare il proprio sviluppo. Qui il programma della due giorni (26-27 gennaio). Ed ecco le 10 finaliste … io ho una mia preferenza 😉

Marco Parisi Fotografo

Foto © Marco Parisi

26-29 gennaio 2017 | ore 8:20-18:45

Enertour

Fitto programma con ben 11 visite tecniche guidate, a cura del team enertour di IDM Südtirol Alto Adige, da giovedì 26 fino a domenica 29. In aggiunta la visita al NOI park, il nuovo parco tecnologico di Bolzano in fase di costruzione sull’area ex Alumix, a bordo di un autobus a cella a combustibile alimentato ad idrogeno! Il luogo i cui negli anni ’30 e ’40 si producevano i due terzi di tutto l’alluminio italiano si avvia a diventare il primo quartiere certificato LEED in Italia.

Tra le trasferte in programma segnalo i due enertour organizzati in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) di IDM:

Giovedì 26 gennaio 2017 | ore 13:50-17:30

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Condominio Aurum a Ora (BZ)

enertour 2Costruire condomini ad alta efficienza e massimo comfort:

  • Condominio Aurum a Ora (BZ), con guida: Ing. Oscar Stuffer, Solarraum
  • Condominio Toggenburg a Laives (BZ), con guida: Arch. Alessio Condotta

Venerdì 27 gennaio 2017 | ore 13:50-18:30

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Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (foto © Günther Richard Wett)

enertour 9 School buildings Tour: quando architettura e pedagogia dialogano insieme (con la collaborazione della prof. Beate Weyland, pedagogista)

  •  Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (BZ), con guida: Arch. Rinaldo Zanovello
  • Scuola per l’infanzia e asilo nido Casanova a Bolzano (in fase di cantiere avanzato), con guida: Arch. Antonio D’Alessandro e collaboratore Ligno Alp

27-28 gennaio 2017 | ore 9-14

Il convegno CasaClima – Putting sustainability into practice

2017_01_25-11-convegnoIn un mondo che cambia ad una velocità mai vista prima nella storia l’importante è non disperdere nessun tipo di risorsa. Con una parola: perseguire l’efficienza in tutti i settori è ormai un fatto ineludibile per garantire alle generazioni future cibo, acqua ed energia. Non perdetevi venerdì mattina Michael Braungart (Cradle to Cradle), Cino Zucchi (Nuovi approcci alla rigenerazione urbana), Luca Mercalli (Perché ignoriamo la crisi climatica?) e sabato Enrico Giovannini (L’Italia e la sfida dello sviluppo sostenibile). Qui il programma completo.

Le aziende dei gruppi di lavoro IDM @ Klimahouse

Per finire non perdetevi le novità dei partner dei gruppi di lavoro dell’Ecosystem Construction di IDM. Ecco la lista di chi visitare e dove:

immagine evento facciate (media)Gruppo di Lavoro Facciate
A Klimahouse 2017 trovate queste aziende:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Inpek Srl/GmbH, Settore CD :: Nr. stand – D24/62
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Tip Top Fenster GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/20
Vitralux GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/50

IEQ (stretto) - CopiaGruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ)
a Klimahouse 2017 espongono:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Eurotherm AG / Spa, Settore CD :: Nr. stand – C21/58
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Naturalia-BAU GmbH / Srl, Settore AB :: Nr. stand – A03/16, A03/18
Rotho Blaas SRL, Settore CD :: Nr. stand – D22/58
Wolf System GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D22/62

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allora, ci vediamo in Fiera? … 😉

Anno nuovo, nuovo logo (ma non solo).

logo Carlo BattistiBuon Anno! … che comincia con il logo rimesso a nuovo (by Ideenfabrik). Gestione e consulenza di progetti di innovazione sostenibile, nell’ambiente costruito (ma non solo). Se pensate che passiamo il 90% della nostra giornata all’interno di edifici – per vivere, lavorare e studiare – e quando ci muoviamo lo facciamo spesso per spostarci da un edificio all’altro… Insomma la sostenibilità dell’ambiente costruito è importante, rappresenta un valore e un’opportunità di innovazione che va affrontata con un approccio di project management. Qui trovate la lista aggiornata dei servizi di Carlo Battisti | Sustainable Innovation Management & Consulting. E qui i principali progetti in corso. Se poi credete nell’aggiornamento continuo e nel valore dei contatti e delle reti, qui trovate una lista dei principali eventi di quest’anno di interesse su innovazione, sostenibilità, project management. Buon lavoro 😉

A proposito, io mi occupo di questo, ma … cosa fanno gli altri 7.476.672.269 (circa) persone nel mondo ?? (grafica di Funders and Founders)

7-billion-people

business-cardHappy New Year! … which begins with an updated logo. Management and consulting for sustainable innovation projects in the built environment (but not limited to). If you only think that we spend 90% of our time inside buildings – to live, work and study – and when we move we commute from one building to another … shortly, sustainability of the built environment matters, it is a value and an innovation opportunity that should be addressed with a project management approach. Here you may find the updated list of Carlo Battisti services | Sustainable Innovation Management & Consulting. And here the main projects in progress. Lastly, if you believe in the value and continuous learning and networking, here is a list of this year’s main events in the fields of innovation, sustainability, and project management. All the best 😉

CAM (Criteri ambientali minimi): il diavolo sta nei dettagli.

Cosa sono i CAM.

2016_02_10-01 MATTM I “Criteri Ambientali Minimi” o “CAM”, adottati con Decreto Ministeriale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) riportano delle indicazioni generali volte a indirizzare gli enti pubblici verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono delle “considerazioni ambientali”, collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, caratteristiche tecniche premianti collegati alla modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto) volte a qualificare dal punto di vista della riduzione dell’impatto ambientale sia le forniture sia gli affidamenti lungo l’intero ciclo di vita del servizio/prodotto.

In altre parole, adottano l’approccio degli Acquisti Verdi o GPP (Green Public Procurement) che, come definito dalla Commissione europea, è quello in base al quale “le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”. I CAM vengono quindi sviluppati da apposite commissioni nell’ambito del Piano d’azione nazionale per il GPP (PAN GPP).

2016_02_10-02 GPP

Vista l’importanza dell’argomento, ho accolto con estremo interesse il D.M. 24 dicembre 2015 (G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016) che ha stabilito l’adozione dei CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione (oltre a, e non si capisce il perché, le forniture di ausili per l’incontinenza … mah) e mi sono affrettato a leggerlo. Il documento di circa quaranta pagine descrive i criteri ambientali – si badi bene – minimi che le amministrazioni pubbliche devono applicare per lavori di edilizia, se vogliono qualificare come “green” le proprie gare d’appalto. E il fatto che un appalto debba o meno essere “green” non è più una questione di nicchia, dato che già l’obiettivo nazionale per il 2015 era quello di raggiungere una quota di almeno il 50% (in termini di numero e di importo economico) di appalti “verdi” sul totale di appalti aggiudicati.  Puntualmente disatteso – in Italia solo il 9,3% degli acquisti è green, secondo CompraVerde-BuyGreen.

I CAM per l’edilizia pubblica. Un patchwork (a tanti colori).

L’iniziativa del MATTM non è estemporanea, dato che la nuova direttiva 2014/24/UE in materia di appalti pubblici del 26.02.2014 ha già introdotto un’enfasi decisamente maggiore sull’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con l’attribuzione di un punteggio tecnico a prestazioni ambientali e sociali più elevate per prodotti e servizi.

L’impressione che ricavo dalla prima lettura dei CAM è controversa. Resta l’idea di un tentativo encomiabile, ma di un’occasione mancata, attraverso una serie di contraddizioni, fughe in avanti, tentennamenti, diktat e “brodini caldi” (nel senso normativo) che di fatto renderanno i criteri di volta in volta inapplicabili, inutili, incompresi. È palese la scrittura a più mani e la mancanza di una regia “illuminata”, dove le varie “lobby” hanno tirato la coperta ora da una parte ora dall’altra, senza una visione globale equilibrata e mettendo sullo stesso piano principi fondamentali e questioni del tutto marginali o di dettaglio. Ma c’è anche qualche elemento di novità che pone ottimismo sul futuro di un settore trainante per il Paese.

L’approccio olistico non s’improvvisa

2016_02_10-03 LEED“LEED, ma non posso” verrebbe da parafrasare. L’approccio alla sostenibilità della progettazione, costruzione, riqualificazione e gestione degli edifici non può che essere olistico, ormai è risaputo. Un esempio su tutti: USGBC lavora da più di vent’anni allo sviluppo del sistema di valutazione LEED, che è “voluntary, consensus, market-driven and based on proven technology” ovvero volontario, basato sul consenso, indirizzato al mercato e sostenuto da tecnologie garantite. Dietro USGBC c’è una macchina che conta su più di 13.000 organizzazioni socie che partecipano allo sviluppo dello standard. Difficile riproporre nei CAM qualcosa di alternativo, senza percorrere un processo di sviluppo e condivisione adeguati. Si sarebbe quindi potuto dichiarare semplicemente “Edifici sostenibili = Edifici certificati LEED”? Il risultato è un insieme di prescrizioni (quindi “si deve” e non “si può”, il che sovverte la logica di LEED) che sono state estrapolate da LEED, ma senza un collegamento organico. E per salvare capra e cavoli, con l’aggiunta pressoché in ogni paragrafo del seguente testo:

Verifica: Per dimostrare la conformità al presente criterio, il progettista deve presentare una relazione tecnica, con allegato un elaborato grafico, nella quale sia evidenziato lo stato ante operam, gli interventi previsti, i conseguenti risultati raggiungibili e lo stato post-operam. Qualora il progetto sia sottoposto ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating system) di livello nazionale o internazionale, (così, generico, in pratica sono tutti uguali, CasaClima, ITACA, LEED, BREEAM, Living Building Challenge, ecc.) la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti tutti i requisiti riferibili alle prestazioni ambientali richiamate nel presente criterio. In tali casi il progettista è esonerato dalla presentazione della documentazione sopra indicata, ma è richiesta la presentazione degli elaborati e/o dei documenti previsti dallo specifico protocollo di certificazione di edilizia sostenibile perseguiti.”

2016_02_10-05 Phipps

Phipps Conservatory and Botanical Gardens, Pittsburgh (PA) – certificato Living Building Challenge, LEED e WELL

Insomma, si poteva dire in premessa: “se è LEED va bene”. O comunque – “va bene un edificio certificato secondo un qualsiasi altro sistema per la valutazione degli edifici verdi rilasciato da un ente terzo, indipendente, imparziale che sia stato accreditato o dimostri di possedere i requisiti richiesti dalla norma ISO/IEC 17021 e, quando disponibile, dalla norma ISO/IEC 17065″.

Talmente restrittivo da risultare inapplicabile, con alcune incongruenze.

Dove il decreto dei CAM vuole essere “più realista del re”, i risultati sono inapplicabili, a volte contradditori e inspiegabili, anche perché si entra direttamente nel dettaglio dei numeri e delle misure. Si badi che è quasi sempre un “deve”, più che un “può”, “il progettista deve”, “l’appaltatore deve”, ecc. Alcuni esempi:

  • Possesso da parte dell’offerente di una registrazione EMAS oppure una certificazione secondo la norma ISO14001 (tutto bello, ma quante imprese in Italia?).
  • Un’attenzione esagerata a tutti gli aspetti legati alla sistemazione aree a verde (si vede che la lobby dei paesaggisti o dei giardinieri era agguerrita …); il tasso (inteso come pianta) pare che sia altamente velenoso, quindi, bandito.
  • Scotico superficiale di almeno 60 cm (prescrizione che ricorre diverse volte).
  • Rimozione di rifiuti e di materiale legnoso depositatosi nell’alveo e lungo i fossi in caso di nuovi edifici prossimi (quanto?) a corsi d’acqua. Per quale estensione? E chi paga?
  • Copertura dei parcheggi (sempre devono) realizzate con pensiline fotovoltaiche a servizio dell’illuminazione del parcheggio (la lobby del fotovoltaico?)
  • Raccolta delle acque piovane per l’innaffiamento delle aree verdi e per gli scarichi sanitari (anche qui, obbligo).
  • Garantire l’aerazione naturale diretta (bye bye casa passiva?)
  • Piano di manutenzione che deve includere anche le prestazioni ambientali, compreso il monitoraggio e controllo della qualità dell’aria interna dell’edificio.
  • Grande enfasi sul contenuto di riciclato, per qualsiasi prodotto (compreso quelli di legno).
  • EPD obbligatorie per praticamente ogni categoria di prodotti (compresi i rubinetti, per i quali forse era più urgente l’efficienza idrica e gli impianti aeraulici).
  • Verifiche (dal punto di vista ambientale) programmate dell’attività di cantiere da parte di un organismo di valutazione (?)
  • Dichiarazione da parte dell’impresa (in sede di gara) di quali materiali soddisfino il criterio della distanza produttiva dal cantiere (350 km), con il calcolo delle distanze percorse, ecc.

Good news

Le buone notizie sono almeno tre.

C’è un giro di vite sulla composizione chimica dei materiali e anche sulla messa al bando di prodotti contenenti sostanze dannose per lo strato d’ozono (sappiamo comunque che il buco nell’ozono si sta chiudendo, pare che ce la farà entro il 2050 – stime ONU). Sul primo punto, non sono ammesse sostanze elencate nella Candidate List o per le quali è prevista una “autorizzazione per usi specifici” ai sensi del Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals). È qualcosa di molto simile alla Red List di Living Building Challenge.

EPD_BV_4cL’altra notizia è appunto che grande spazio viene dato alle Environmental Product Declaration (EPD) ovvero le dichiarazioni ambientali di Tipo III, conformi alla norma UNI EN ISO 15804 e alla ISO 14025. Il settimo requisito del Regolamento 305/2011 (Construction Product Regulation, CPR) che prevede un uso sostenibile delle risorse naturali – “le opere da costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l’uso delle risorse naturali sia sostenibile” va nella direzione delle EPD (dove l’Italia è indietro di anni, non ha un Program Operator come altre nazioni e ha pochissimi prodotti per le costruzioni con questa dichiarazione). E quindi nei CAM, EPD per qualsiasi prodotto, con gli eccessi citati sopra.

2016_02_10-06 LEED ID+CInfine al punto “Specifiche tecniche premianti” (non è quindi obbligatorio ma dà dei punti nella gara d’appalto), nel caso di servizi di progettazione, viene introdotta la figura del “professionista accreditato dagli organismi di certificazione energetico-ambientale degli edifici accreditati secondo la norma ISO/IEC 17024”. Quindi, in pratica, il LEED AP (secondo GBCI), o anche il BREEAM Assessor (secondo UKAS). Non l’esperto ITACA, non il consulente CasaClima.

Conclusioni

Ciò che ricavo è che questo decreto sui CAM probabilmente farà venire il mal di testa a qualche RUP (Responsabile unico del procedimento). Se è nobile l’intenzione, il risultato è così complesso e contraddittorio da diventare inattuabile, di certo nella sua interezza. Si sarebbe potuto ottenere un’azione più efficace (ma vedremo nei prossimi mesi) nei confronti delle amministrazioni pubbliche o ammettendo in blocco i protocolli di sostenibilità degli edifici, senza ulteriori distinguo, oppure limitandosi alla stesura di Linee Guida. Nel primo caso un esempio viene dall’Olanda, che nel 2014 ha recepito l’utilizzo di LEED e BREEAM (in particolare LEED nella sua versione più recente, dimostrando un approccio innovativo del governo) come certificazioni idonee per ottenere un’agevolazione fiscale sugli immobili. Sul secondo punto, è chiaro che è più facile mettersi d’accordo sui principi che sui dettagli applicativi. Nel momento in cui stabilisco che devo “prevedere una superficie territoriale permeabile non inferiore al 60% della superficie di progetto” è evidente che magari in alcuni casi può andar bene, magari in altri no e poi perché 60% e non 55 oppure 65%.

2016_02_10-07 LEED Netherlands

Foto: USGBC

E per concludere, i tanto proclamati aspetti sociali dei CAM si riassumono in poche righe all’ultima pagina. Clausola sociale – I lavoratori dovranno essere inquadrati con contratti che rispettino almeno le condizioni di lavoro e il salario minimo dell’ultimo contratto collettivo nazionale CCNL sottoscritto. Verifica: l’appaltatore dovrà fornire il numero ed i nominativi dei lavoratori che intende utilizzare in cantiere. Inoltre su richiesta della stazione appaltante, in sede di esecuzione contrattuale, dovrà presentare i contratti individuali dei lavoratori che potranno essere intervistati (!) per verificare la corretta ed effettiva applicazione del contratto.

Ci mancherebbe altro.

L’autunno è green con il nuovo ciclo di convegni MDS.

Dopo il buon riscontro della prima edizione del 2014, ritorna l’appuntamento con “Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio“, il ciclo di 5 convegni organizzato da Macro Design Studio sempre il giovedì, nei giorni 08.10, 29.10, 12.11, 26.11 e 10.12.2015, presso Progetto Manifattura Rovereto, orario 14:00 – 18:30. Sulla base dei risultati del primo ciclo, ci sono diversi relatori nuovi e i contenuti sono stati aggiornati. Il programma vale quindi anche come aggiornamento professionale (sono disponibili 20 crediti formativi per architetti e periti industriali) anche per coloro che avessero già partecipato nel 2014. Sconto del 20% per gli architetti e ingegneri iscritti alla Fondazione Inarcassa.
Di tutto rilievo i numeri di quest’anno:

  • 5 eventi tematici
  • 20 0re di formazione qualificata
  • 27 relatori
  • 21 partner
  • 20 CFP – crediti formativi professionali (architetti e periti)

2015_09_11-01 Ciclo MDS

Come nella prima edizione, 5 sono gli “hashtag” ovvero le tematiche attuali che caratterizzano quello che è ormai diventato il programma di aggiornamento professionale nel settore delle costruzioni sostenibili di riferimento a livello regionale.

#retrofit
2015_09_11-02 Ciclo MDS
Il risanamento del patrimonio edilizio è la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di dare strumenti utili al fine di risanare il patrimonio edilizio esistente sia per quanto riguarda le prestazioni passive che per quelle attive. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con RISANAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO: 8 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#standard
2015_09_11-03 Ciclo MDS
La sempre maggior richiesta di qualità e sostenibilità ambientale nel mondo dell’edilizia ha portato ad un proliferare di protocolli di certificazione. Obiettivo del seminario è quello di fare chiarezza sullo stato dell’arte dei più diffusi protocolli di certificazione di sostenibilità degli edifici, anche alla luce delle nuove normative europee. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con CERTIFICARE GLI EDIFICI: 29 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#facciate
2015_09_11-04 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con INVOLUCRO TRASPARENTE: 12 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#legno
2015_09_11-05 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con COSTRUZIONI IN LEGNO: 26 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#EPD
2015_09_11-06 Ciclo MDS
Da materia prettamente accademica, le analisi del ciclo di vita dei prodotti stanno diventando sempre più un’occasione per ripensare i processi produttivi delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel nostro settore, anche nell’integrazione con i protocolli ambientali. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con VALUTAZIONE LCA ED EPD DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI: 10 dicembre 2015, ore 14:00-18:30.

Scarica il programma. Per informazioni: eventi@macrodesignstudio.it
Iscrizioni (entro 3 giorni prima del convegno) su Eventbrite qui

Jungle of sustainability.

2015_07_15-02 Wood

Image: Hugh Kretschmer

Lost in the jungle of sustainability acronyms? Don’t worry, here comes TriplePundit to our rescue with (very incomplete and partial) list of the most important acronyms you should know. Thanks TriplePundit !

Vi siete persi nella giungla delle sigle della sostenibilità? Niente paura, ecco che in nostro soccorso arriva TriplePundit con l’elenco (assolutamente incompleto e parziale) delle più importanti sigle da sapere. Grazie TriplePundit !

  • Agenda 21 A non-binding, voluntarily-implemented action plan of the United Nations with regard to sustainable development.
  • AODP The Asset Owners Disclosure Project survey of investors on climate actions
  • BCI The Better Cotton Initiative, guidance on fair labor and sustainable cotton production
  • B Corp B Corp, or B Corporation, is a business certification from B Labs. benefit corporation is a legal business construct, like an LLC or C Corp, except it has sustainability at its core.
  • BREEAM Building Research Establishment Global’s Environmental Assessment Method for green building
  • BSR BSR is a global nonprofit organization with member companies and a widely attended annual conference.
  • CCS Carbon capture and storage (or sequester) projects
  • CDP Formerly the Carbon Disclosure Project (now just CDP); issues corporate surveys on climate change, water and forestry, with additional supply chain reporting guidance.
  • CDSB Climate Disclosure Standards Board; provides guidance on climate reporting, and proposed stock exchange listing rule on climate emissions reporting.
  • CITES Convention on International Trade in Endangered Species
  • CO2e Carbon dioxide equivalent — frequently used in emissions reporting.
  • COP Communication on progress — a reporting requirement of being a signatory to the United Nations Global Compact.
  • CSR or CR Corporate social responsibility or corporate responsibility, commonly used interchangeably
  • DFPRW Declaration on fundamental principals and rights to work
  • DJSI Dow Jones Sustainability Index
  • EEIC Electronic Industry Citizenship Coalition: a code of conduct for the electronics supply chain
  • EIA Environmental Impact Assessment
  • EPD Environmental product declaration
  • ESG Environment, social and governance disclosure. Used interchangeably with CSR.
  • FiT  Feed-in tariff, the price renewable energy generators are paid by utility companies for their energy
  • FLA Fair Labor Association
  • FSC Forest Stewardship Council, creates standards for sustainably-harvested woods and fibers.
  • FT Fair Trade
  • G3/G3.1 Global reporting initiative’s third generation of sustainability reporting guidelines
  • G4 Global reporting initiative’s fourth generation of sustainability reporting guidelines
  • GEP Gender equality principals
  • GHGP Greenhouse gas protocol for emissions reporting
  • GIIRS Global impact investing rating system; third-party ratings for impact investments
  • GISR Global Initiative for Sustainability Ratings
  • GRI Global Reporting Initiative
  • ILO  International Labor Organization core labor standards
  • IR/IIRC Integrated reporting framework of the International Integrated Reporting Council
  • ISO 14001 International Standards Organization’s Environmental Management System
  • ISO 26000 ISO social responsibility standard
  • ISO 31000 ISO risk management standard
  • IUCN International Union for Conservation of Nature, helps the world find pragmatic solutions to our most pressing environment and development challenges. See also ICUN Red List of threatened species
  • KPI Key performance indicator
  • LBC The Living Building Challenge™ is a building certification program, advocacy tool and philosophy that defines the most advanced measure of sustainability in the built environment possible today
  • LCA Lifecycle assessment or Lifecycle analysis
  • LEED Leadership in Energy and Environmental Design for green buildings
  • MDGs United Nations Millennium Development Goals
  • OSHA U.S. Occupational Health and Safety Administration, provides standards for workplace safety
  • RECs Renewable Energy Credits — similar to carbon offsets, but just for renewable energy
  • REDD Reducing Emissions from Deforestation and Degradation, a U.N. forestry program
  • RSPO Roundtable on Sustainable Palm Oil
  • SASB Sustainability Accounting Standards Board; offers sustainability accounting standards by industry
  • SEA Strategic Environmental Assessment
  • SFI Sustainable Forestry Initiative
  • SDGs U.N. Sustainable Development Goals
  • SRI Socially Responsible Investing
  • ULE UL Environment, a standards board
  • UNDHR United Nations Declaration on Human Rights
  • UNGC U.N. Global Compact; companies endorse and report on their progress in meeting 10 CSR principals
  • USGBC U.S. Green Building Council; responsible for the LEED standard for green building
  • VCS Verified carbon standard, carbon offset certification body.

2015_07_15-01 Triple PunditTriple Pundit is a new-media company for highly conscious business laders.  They have grown to become one of the world’s most well read websites on ethical, sustainable & profitable business with over 450,000 unique monthly readers. Their philosophy is based on the triple bottom line, People, Planet & Profit.  The TBL argues that economy, environment and society are inseparably related and an understanding of all three is critical to long term profitability.