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My Klimahouse ’17.

2017_01_25-04-klimahouseMancano ormai poche ore a Klimahouse 2017, la fiera di riferimento a livello nazionale, che mette in mostra una serie di alternative ed economiche tecniche nell’edilizia in grado di garantire un consistente risparmio energetico. La formula vincente della manifestazione è una giusta miscela tra lo spazio espositivo con le novità di prodotto proposte da 450 aziende di settore selezionate da una giuria di qualità, e un fitto programma di eventi formativi e informativi, quali congressi e visite guidate.

Se volete qualche consiglio, ecco la mia personalissima selezione:

26-27 gennaio 2017 | ore 9-18

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Startup Innovation Day

La novità di questa edizione, organizzata da IDM Südtirol Alto Adige. Un premio dedicato alle startup italiane che lavorano ogni giorno per un futuro green e sostenibile migliorando l’efficienza energetica degli edifici. Ecco il primo Klimahouse Startup Award, premio nazionale che Klimahouse offre all’ecosistema italiano dell’innovazione con lo scopo di dare un impulso al settore green. Il premio offre alle 10 migliori startup del settore l’ingresso in una matching platform con le migliori imprese del green, un’opportunità concreta di business per accelerare il proprio sviluppo. Qui il programma della due giorni (26-27 gennaio). Ed ecco le 10 finaliste … io ho una mia preferenza 😉

Marco Parisi Fotografo

Foto © Marco Parisi

26-29 gennaio 2017 | ore 8:20-18:45

Enertour

Fitto programma con ben 11 visite tecniche guidate, a cura del team enertour di IDM Südtirol Alto Adige, da giovedì 26 fino a domenica 29. In aggiunta la visita al NOI park, il nuovo parco tecnologico di Bolzano in fase di costruzione sull’area ex Alumix, a bordo di un autobus a cella a combustibile alimentato ad idrogeno! Il luogo i cui negli anni ’30 e ’40 si producevano i due terzi di tutto l’alluminio italiano si avvia a diventare il primo quartiere certificato LEED in Italia.

Tra le trasferte in programma segnalo i due enertour organizzati in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) di IDM:

Giovedì 26 gennaio 2017 | ore 13:50-17:30

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Condominio Aurum a Ora (BZ)

enertour 2Costruire condomini ad alta efficienza e massimo comfort:

  • Condominio Aurum a Ora (BZ), con guida: Ing. Oscar Stuffer, Solarraum
  • Condominio Toggenburg a Laives (BZ), con guida: Arch. Alessio Condotta

Venerdì 27 gennaio 2017 | ore 13:50-18:30

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Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (foto © Günther Richard Wett)

enertour 9 School buildings Tour: quando architettura e pedagogia dialogano insieme (con la collaborazione della prof. Beate Weyland, pedagogista)

  •  Scuola elementare e scuola astronomica con planetario a San Valentino in Campo (BZ), con guida: Arch. Rinaldo Zanovello
  • Scuola per l’infanzia e asilo nido Casanova a Bolzano (in fase di cantiere avanzato), con guida: Arch. Antonio D’Alessandro e collaboratore Ligno Alp

27-28 gennaio 2017 | ore 9-14

Il convegno CasaClima – Putting sustainability into practice

2017_01_25-11-convegnoIn un mondo che cambia ad una velocità mai vista prima nella storia l’importante è non disperdere nessun tipo di risorsa. Con una parola: perseguire l’efficienza in tutti i settori è ormai un fatto ineludibile per garantire alle generazioni future cibo, acqua ed energia. Non perdetevi venerdì mattina Michael Braungart (Cradle to Cradle), Cino Zucchi (Nuovi approcci alla rigenerazione urbana), Luca Mercalli (Perché ignoriamo la crisi climatica?) e sabato Enrico Giovannini (L’Italia e la sfida dello sviluppo sostenibile). Qui il programma completo.

Le aziende dei gruppi di lavoro IDM @ Klimahouse

Per finire non perdetevi le novità dei partner dei gruppi di lavoro dell’Ecosystem Construction di IDM. Ecco la lista di chi visitare e dove:

immagine evento facciate (media)Gruppo di Lavoro Facciate
A Klimahouse 2017 trovate queste aziende:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Inpek Srl/GmbH, Settore CD :: Nr. stand – D24/62
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Tip Top Fenster GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/20
Vitralux GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D25/50

IEQ (stretto) - CopiaGruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ)
a Klimahouse 2017 espongono:

EURAC research, Gallerie livello -1 :: Nr. stand – G-1/29
Eurotherm AG / Spa, Settore CD :: Nr. stand – C21/58
KlimaHaus Agentur, Settore AB :: Nr. stand – A04/26
Naturalia-BAU GmbH / Srl, Settore AB :: Nr. stand – A03/16, A03/18
Rotho Blaas SRL, Settore CD :: Nr. stand – D22/58
Wolf System GmbH / Srl, Settore CD :: Nr. stand – D22/62

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allora, ci vediamo in Fiera? … 😉

Anno nuovo, nuovo logo (ma non solo).

logo Carlo BattistiBuon Anno! … che comincia con il logo rimesso a nuovo (by Ideenfabrik). Gestione e consulenza di progetti di innovazione sostenibile, nell’ambiente costruito (ma non solo). Se pensate che passiamo il 90% della nostra giornata all’interno di edifici – per vivere, lavorare e studiare – e quando ci muoviamo lo facciamo spesso per spostarci da un edificio all’altro… Insomma la sostenibilità dell’ambiente costruito è importante, rappresenta un valore e un’opportunità di innovazione che va affrontata con un approccio di project management. Qui trovate la lista aggiornata dei servizi di Carlo Battisti | Sustainable Innovation Management & Consulting. E qui i principali progetti in corso. Se poi credete nell’aggiornamento continuo e nel valore dei contatti e delle reti, qui trovate una lista dei principali eventi di quest’anno di interesse su innovazione, sostenibilità, project management. Buon lavoro 😉

A proposito, io mi occupo di questo, ma … cosa fanno gli altri 7.476.672.269 (circa) persone nel mondo ?? (grafica di Funders and Founders)

7-billion-people

business-cardHappy New Year! … which begins with an updated logo. Management and consulting for sustainable innovation projects in the built environment (but not limited to). If you only think that we spend 90% of our time inside buildings – to live, work and study – and when we move we commute from one building to another … shortly, sustainability of the built environment matters, it is a value and an innovation opportunity that should be addressed with a project management approach. Here you may find the updated list of Carlo Battisti services | Sustainable Innovation Management & Consulting. And here the main projects in progress. Lastly, if you believe in the value and continuous learning and networking, here is a list of this year’s main events in the fields of innovation, sustainability, and project management. All the best 😉

CAM (Criteri ambientali minimi): il diavolo sta nei dettagli.

Cosa sono i CAM.

2016_02_10-01 MATTM I “Criteri Ambientali Minimi” o “CAM”, adottati con Decreto Ministeriale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) riportano delle indicazioni generali volte a indirizzare gli enti pubblici verso una razionalizzazione dei consumi e degli acquisti e forniscono delle “considerazioni ambientali”, collegate alle diverse fasi delle procedure di gara (oggetto dell’appalto, specifiche tecniche, caratteristiche tecniche premianti collegati alla modalità di aggiudicazione all’offerta economicamente più vantaggiosa, condizioni di esecuzione dell’appalto) volte a qualificare dal punto di vista della riduzione dell’impatto ambientale sia le forniture sia gli affidamenti lungo l’intero ciclo di vita del servizio/prodotto.

In altre parole, adottano l’approccio degli Acquisti Verdi o GPP (Green Public Procurement) che, come definito dalla Commissione europea, è quello in base al quale “le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull’ambiente lungo l’intero ciclo di vita”. I CAM vengono quindi sviluppati da apposite commissioni nell’ambito del Piano d’azione nazionale per il GPP (PAN GPP).

2016_02_10-02 GPP

Vista l’importanza dell’argomento, ho accolto con estremo interesse il D.M. 24 dicembre 2015 (G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016) che ha stabilito l’adozione dei CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione (oltre a, e non si capisce il perché, le forniture di ausili per l’incontinenza … mah) e mi sono affrettato a leggerlo. Il documento di circa quaranta pagine descrive i criteri ambientali – si badi bene – minimi che le amministrazioni pubbliche devono applicare per lavori di edilizia, se vogliono qualificare come “green” le proprie gare d’appalto. E il fatto che un appalto debba o meno essere “green” non è più una questione di nicchia, dato che già l’obiettivo nazionale per il 2015 era quello di raggiungere una quota di almeno il 50% (in termini di numero e di importo economico) di appalti “verdi” sul totale di appalti aggiudicati.  Puntualmente disatteso – in Italia solo il 9,3% degli acquisti è green, secondo CompraVerde-BuyGreen.

I CAM per l’edilizia pubblica. Un patchwork (a tanti colori).

L’iniziativa del MATTM non è estemporanea, dato che la nuova direttiva 2014/24/UE in materia di appalti pubblici del 26.02.2014 ha già introdotto un’enfasi decisamente maggiore sull’applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, con l’attribuzione di un punteggio tecnico a prestazioni ambientali e sociali più elevate per prodotti e servizi.

L’impressione che ricavo dalla prima lettura dei CAM è controversa. Resta l’idea di un tentativo encomiabile, ma di un’occasione mancata, attraverso una serie di contraddizioni, fughe in avanti, tentennamenti, diktat e “brodini caldi” (nel senso normativo) che di fatto renderanno i criteri di volta in volta inapplicabili, inutili, incompresi. È palese la scrittura a più mani e la mancanza di una regia “illuminata”, dove le varie “lobby” hanno tirato la coperta ora da una parte ora dall’altra, senza una visione globale equilibrata e mettendo sullo stesso piano principi fondamentali e questioni del tutto marginali o di dettaglio. Ma c’è anche qualche elemento di novità che pone ottimismo sul futuro di un settore trainante per il Paese.

L’approccio olistico non s’improvvisa

2016_02_10-03 LEED“LEED, ma non posso” verrebbe da parafrasare. L’approccio alla sostenibilità della progettazione, costruzione, riqualificazione e gestione degli edifici non può che essere olistico, ormai è risaputo. Un esempio su tutti: USGBC lavora da più di vent’anni allo sviluppo del sistema di valutazione LEED, che è “voluntary, consensus, market-driven and based on proven technology” ovvero volontario, basato sul consenso, indirizzato al mercato e sostenuto da tecnologie garantite. Dietro USGBC c’è una macchina che conta su più di 13.000 organizzazioni socie che partecipano allo sviluppo dello standard. Difficile riproporre nei CAM qualcosa di alternativo, senza percorrere un processo di sviluppo e condivisione adeguati. Si sarebbe quindi potuto dichiarare semplicemente “Edifici sostenibili = Edifici certificati LEED”? Il risultato è un insieme di prescrizioni (quindi “si deve” e non “si può”, il che sovverte la logica di LEED) che sono state estrapolate da LEED, ma senza un collegamento organico. E per salvare capra e cavoli, con l’aggiunta pressoché in ogni paragrafo del seguente testo:

Verifica: Per dimostrare la conformità al presente criterio, il progettista deve presentare una relazione tecnica, con allegato un elaborato grafico, nella quale sia evidenziato lo stato ante operam, gli interventi previsti, i conseguenti risultati raggiungibili e lo stato post-operam. Qualora il progetto sia sottoposto ad una fase di verifica valida per la successiva certificazione dell’edificio secondo uno dei protocolli di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici (rating system) di livello nazionale o internazionale, (così, generico, in pratica sono tutti uguali, CasaClima, ITACA, LEED, BREEAM, Living Building Challenge, ecc.) la conformità al presente criterio può essere dimostrata se nella certificazione risultano soddisfatti tutti i requisiti riferibili alle prestazioni ambientali richiamate nel presente criterio. In tali casi il progettista è esonerato dalla presentazione della documentazione sopra indicata, ma è richiesta la presentazione degli elaborati e/o dei documenti previsti dallo specifico protocollo di certificazione di edilizia sostenibile perseguiti.”

2016_02_10-05 Phipps

Phipps Conservatory and Botanical Gardens, Pittsburgh (PA) – certificato Living Building Challenge, LEED e WELL

Insomma, si poteva dire in premessa: “se è LEED va bene”. O comunque – “va bene un edificio certificato secondo un qualsiasi altro sistema per la valutazione degli edifici verdi rilasciato da un ente terzo, indipendente, imparziale che sia stato accreditato o dimostri di possedere i requisiti richiesti dalla norma ISO/IEC 17021 e, quando disponibile, dalla norma ISO/IEC 17065″.

Talmente restrittivo da risultare inapplicabile, con alcune incongruenze.

Dove il decreto dei CAM vuole essere “più realista del re”, i risultati sono inapplicabili, a volte contradditori e inspiegabili, anche perché si entra direttamente nel dettaglio dei numeri e delle misure. Si badi che è quasi sempre un “deve”, più che un “può”, “il progettista deve”, “l’appaltatore deve”, ecc. Alcuni esempi:

  • Possesso da parte dell’offerente di una registrazione EMAS oppure una certificazione secondo la norma ISO14001 (tutto bello, ma quante imprese in Italia?).
  • Un’attenzione esagerata a tutti gli aspetti legati alla sistemazione aree a verde (si vede che la lobby dei paesaggisti o dei giardinieri era agguerrita …); il tasso (inteso come pianta) pare che sia altamente velenoso, quindi, bandito.
  • Scotico superficiale di almeno 60 cm (prescrizione che ricorre diverse volte).
  • Rimozione di rifiuti e di materiale legnoso depositatosi nell’alveo e lungo i fossi in caso di nuovi edifici prossimi (quanto?) a corsi d’acqua. Per quale estensione? E chi paga?
  • Copertura dei parcheggi (sempre devono) realizzate con pensiline fotovoltaiche a servizio dell’illuminazione del parcheggio (la lobby del fotovoltaico?)
  • Raccolta delle acque piovane per l’innaffiamento delle aree verdi e per gli scarichi sanitari (anche qui, obbligo).
  • Garantire l’aerazione naturale diretta (bye bye casa passiva?)
  • Piano di manutenzione che deve includere anche le prestazioni ambientali, compreso il monitoraggio e controllo della qualità dell’aria interna dell’edificio.
  • Grande enfasi sul contenuto di riciclato, per qualsiasi prodotto (compreso quelli di legno).
  • EPD obbligatorie per praticamente ogni categoria di prodotti (compresi i rubinetti, per i quali forse era più urgente l’efficienza idrica e gli impianti aeraulici).
  • Verifiche (dal punto di vista ambientale) programmate dell’attività di cantiere da parte di un organismo di valutazione (?)
  • Dichiarazione da parte dell’impresa (in sede di gara) di quali materiali soddisfino il criterio della distanza produttiva dal cantiere (350 km), con il calcolo delle distanze percorse, ecc.

Good news

Le buone notizie sono almeno tre.

C’è un giro di vite sulla composizione chimica dei materiali e anche sulla messa al bando di prodotti contenenti sostanze dannose per lo strato d’ozono (sappiamo comunque che il buco nell’ozono si sta chiudendo, pare che ce la farà entro il 2050 – stime ONU). Sul primo punto, non sono ammesse sostanze elencate nella Candidate List o per le quali è prevista una “autorizzazione per usi specifici” ai sensi del Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorization and Restriction of Chemicals). È qualcosa di molto simile alla Red List di Living Building Challenge.

EPD_BV_4cL’altra notizia è appunto che grande spazio viene dato alle Environmental Product Declaration (EPD) ovvero le dichiarazioni ambientali di Tipo III, conformi alla norma UNI EN ISO 15804 e alla ISO 14025. Il settimo requisito del Regolamento 305/2011 (Construction Product Regulation, CPR) che prevede un uso sostenibile delle risorse naturali – “le opere da costruzione devono essere concepite, realizzate e demolite in modo che l’uso delle risorse naturali sia sostenibile” va nella direzione delle EPD (dove l’Italia è indietro di anni, non ha un Program Operator come altre nazioni e ha pochissimi prodotti per le costruzioni con questa dichiarazione). E quindi nei CAM, EPD per qualsiasi prodotto, con gli eccessi citati sopra.

2016_02_10-06 LEED ID+CInfine al punto “Specifiche tecniche premianti” (non è quindi obbligatorio ma dà dei punti nella gara d’appalto), nel caso di servizi di progettazione, viene introdotta la figura del “professionista accreditato dagli organismi di certificazione energetico-ambientale degli edifici accreditati secondo la norma ISO/IEC 17024”. Quindi, in pratica, il LEED AP (secondo GBCI), o anche il BREEAM Assessor (secondo UKAS). Non l’esperto ITACA, non il consulente CasaClima.

Conclusioni

Ciò che ricavo è che questo decreto sui CAM probabilmente farà venire il mal di testa a qualche RUP (Responsabile unico del procedimento). Se è nobile l’intenzione, il risultato è così complesso e contraddittorio da diventare inattuabile, di certo nella sua interezza. Si sarebbe potuto ottenere un’azione più efficace (ma vedremo nei prossimi mesi) nei confronti delle amministrazioni pubbliche o ammettendo in blocco i protocolli di sostenibilità degli edifici, senza ulteriori distinguo, oppure limitandosi alla stesura di Linee Guida. Nel primo caso un esempio viene dall’Olanda, che nel 2014 ha recepito l’utilizzo di LEED e BREEAM (in particolare LEED nella sua versione più recente, dimostrando un approccio innovativo del governo) come certificazioni idonee per ottenere un’agevolazione fiscale sugli immobili. Sul secondo punto, è chiaro che è più facile mettersi d’accordo sui principi che sui dettagli applicativi. Nel momento in cui stabilisco che devo “prevedere una superficie territoriale permeabile non inferiore al 60% della superficie di progetto” è evidente che magari in alcuni casi può andar bene, magari in altri no e poi perché 60% e non 55 oppure 65%.

2016_02_10-07 LEED Netherlands

Foto: USGBC

E per concludere, i tanto proclamati aspetti sociali dei CAM si riassumono in poche righe all’ultima pagina. Clausola sociale – I lavoratori dovranno essere inquadrati con contratti che rispettino almeno le condizioni di lavoro e il salario minimo dell’ultimo contratto collettivo nazionale CCNL sottoscritto. Verifica: l’appaltatore dovrà fornire il numero ed i nominativi dei lavoratori che intende utilizzare in cantiere. Inoltre su richiesta della stazione appaltante, in sede di esecuzione contrattuale, dovrà presentare i contratti individuali dei lavoratori che potranno essere intervistati (!) per verificare la corretta ed effettiva applicazione del contratto.

Ci mancherebbe altro.

L’autunno è green con il nuovo ciclo di convegni MDS.

Dopo il buon riscontro della prima edizione del 2014, ritorna l’appuntamento con “Sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio“, il ciclo di 5 convegni organizzato da Macro Design Studio sempre il giovedì, nei giorni 08.10, 29.10, 12.11, 26.11 e 10.12.2015, presso Progetto Manifattura Rovereto, orario 14:00 – 18:30. Sulla base dei risultati del primo ciclo, ci sono diversi relatori nuovi e i contenuti sono stati aggiornati. Il programma vale quindi anche come aggiornamento professionale (sono disponibili 20 crediti formativi per architetti e periti industriali) anche per coloro che avessero già partecipato nel 2014. Sconto del 20% per gli architetti e ingegneri iscritti alla Fondazione Inarcassa.
Di tutto rilievo i numeri di quest’anno:

  • 5 eventi tematici
  • 20 0re di formazione qualificata
  • 27 relatori
  • 21 partner
  • 20 CFP – crediti formativi professionali (architetti e periti)

2015_09_11-01 Ciclo MDS

Come nella prima edizione, 5 sono gli “hashtag” ovvero le tematiche attuali che caratterizzano quello che è ormai diventato il programma di aggiornamento professionale nel settore delle costruzioni sostenibili di riferimento a livello regionale.

#retrofit
2015_09_11-02 Ciclo MDS
Il risanamento del patrimonio edilizio è la vera grande sfida oggi per il rilancio economico e il risparmio energetico del settore delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di dare strumenti utili al fine di risanare il patrimonio edilizio esistente sia per quanto riguarda le prestazioni passive che per quelle attive. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con RISANAMENTO DEL PATRIMONIO EDILIZIO: 8 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#standard
2015_09_11-03 Ciclo MDS
La sempre maggior richiesta di qualità e sostenibilità ambientale nel mondo dell’edilizia ha portato ad un proliferare di protocolli di certificazione. Obiettivo del seminario è quello di fare chiarezza sullo stato dell’arte dei più diffusi protocolli di certificazione di sostenibilità degli edifici, anche alla luce delle nuove normative europee. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con CERTIFICARE GLI EDIFICI: 29 ottobre 2015, ore 14:00-18:30.

#facciate
2015_09_11-04 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con INVOLUCRO TRASPARENTE: 12 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#legno
2015_09_11-05 Ciclo MDS
L’involucro è diventato ormai il sistema più importante di un edificio. Architettura, durabilità ma soprattutto scambio energetico tra interno ed esterno. Obiettivo del seminario è quello di dare una panoramica sull’innovazione nelle facciate e descrivere lo stato dell’arte tramite progetti realizzati e attività di ricerca e sviluppo focalizzate sugli aspetti energetici. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con COSTRUZIONI IN LEGNO: 26 novembre 2015, ore 14:00-18:30.

#EPD
2015_09_11-06 Ciclo MDS
Da materia prettamente accademica, le analisi del ciclo di vita dei prodotti stanno diventando sempre più un’occasione per ripensare i processi produttivi delle costruzioni. Obiettivo del seminario è quello di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel nostro settore, anche nell’integrazione con i protocolli ambientali. Il convegno si rivolge a professionisti del settore delle costruzioni che hanno interesse nella riqualificazione del patrimonio esistente e nella conservazione delle risorse e delle energie, nello sviluppo sostenibile e nella qualità dell’abitare degli edifici e della città. Appuntamento con VALUTAZIONE LCA ED EPD DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI: 10 dicembre 2015, ore 14:00-18:30.

Scarica il programma. Per informazioni: eventi@macrodesignstudio.it
Iscrizioni (entro 3 giorni prima del convegno) su Eventbrite qui

Jungle of sustainability.

2015_07_15-02 Wood

Image: Hugh Kretschmer

Lost in the jungle of sustainability acronyms? Don’t worry, here comes TriplePundit to our rescue with (very incomplete and partial) list of the most important acronyms you should know. Thanks TriplePundit !

Vi siete persi nella giungla delle sigle della sostenibilità? Niente paura, ecco che in nostro soccorso arriva TriplePundit con l’elenco (assolutamente incompleto e parziale) delle più importanti sigle da sapere. Grazie TriplePundit !

  • Agenda 21 A non-binding, voluntarily-implemented action plan of the United Nations with regard to sustainable development.
  • AODP The Asset Owners Disclosure Project survey of investors on climate actions
  • BCI The Better Cotton Initiative, guidance on fair labor and sustainable cotton production
  • B Corp B Corp, or B Corporation, is a business certification from B Labs. benefit corporation is a legal business construct, like an LLC or C Corp, except it has sustainability at its core.
  • BREEAM Building Research Establishment Global’s Environmental Assessment Method for green building
  • BSR BSR is a global nonprofit organization with member companies and a widely attended annual conference.
  • CCS Carbon capture and storage (or sequester) projects
  • CDP Formerly the Carbon Disclosure Project (now just CDP); issues corporate surveys on climate change, water and forestry, with additional supply chain reporting guidance.
  • CDSB Climate Disclosure Standards Board; provides guidance on climate reporting, and proposed stock exchange listing rule on climate emissions reporting.
  • CITES Convention on International Trade in Endangered Species
  • CO2e Carbon dioxide equivalent — frequently used in emissions reporting.
  • COP Communication on progress — a reporting requirement of being a signatory to the United Nations Global Compact.
  • CSR or CR Corporate social responsibility or corporate responsibility, commonly used interchangeably
  • DFPRW Declaration on fundamental principals and rights to work
  • DJSI Dow Jones Sustainability Index
  • EEIC Electronic Industry Citizenship Coalition: a code of conduct for the electronics supply chain
  • EIA Environmental Impact Assessment
  • EPD Environmental product declaration
  • ESG Environment, social and governance disclosure. Used interchangeably with CSR.
  • FiT  Feed-in tariff, the price renewable energy generators are paid by utility companies for their energy
  • FLA Fair Labor Association
  • FSC Forest Stewardship Council, creates standards for sustainably-harvested woods and fibers.
  • FT Fair Trade
  • G3/G3.1 Global reporting initiative’s third generation of sustainability reporting guidelines
  • G4 Global reporting initiative’s fourth generation of sustainability reporting guidelines
  • GEP Gender equality principals
  • GHGP Greenhouse gas protocol for emissions reporting
  • GIIRS Global impact investing rating system; third-party ratings for impact investments
  • GISR Global Initiative for Sustainability Ratings
  • GRI Global Reporting Initiative
  • ILO  International Labor Organization core labor standards
  • IR/IIRC Integrated reporting framework of the International Integrated Reporting Council
  • ISO 14001 International Standards Organization’s Environmental Management System
  • ISO 26000 ISO social responsibility standard
  • ISO 31000 ISO risk management standard
  • IUCN International Union for Conservation of Nature, helps the world find pragmatic solutions to our most pressing environment and development challenges. See also ICUN Red List of threatened species
  • KPI Key performance indicator
  • LBC The Living Building Challenge™ is a building certification program, advocacy tool and philosophy that defines the most advanced measure of sustainability in the built environment possible today
  • LCA Lifecycle assessment or Lifecycle analysis
  • LEED Leadership in Energy and Environmental Design for green buildings
  • MDGs United Nations Millennium Development Goals
  • OSHA U.S. Occupational Health and Safety Administration, provides standards for workplace safety
  • RECs Renewable Energy Credits — similar to carbon offsets, but just for renewable energy
  • REDD Reducing Emissions from Deforestation and Degradation, a U.N. forestry program
  • RSPO Roundtable on Sustainable Palm Oil
  • SASB Sustainability Accounting Standards Board; offers sustainability accounting standards by industry
  • SEA Strategic Environmental Assessment
  • SFI Sustainable Forestry Initiative
  • SDGs U.N. Sustainable Development Goals
  • SRI Socially Responsible Investing
  • ULE UL Environment, a standards board
  • UNDHR United Nations Declaration on Human Rights
  • UNGC U.N. Global Compact; companies endorse and report on their progress in meeting 10 CSR principals
  • USGBC U.S. Green Building Council; responsible for the LEED standard for green building
  • VCS Verified carbon standard, carbon offset certification body.

2015_07_15-01 Triple PunditTriple Pundit is a new-media company for highly conscious business laders.  They have grown to become one of the world’s most well read websites on ethical, sustainable & profitable business with over 450,000 unique monthly readers. Their philosophy is based on the triple bottom line, People, Planet & Profit.  The TBL argues that economy, environment and society are inseparably related and an understanding of all three is critical to long term profitability.

Tutto su LEED in Zona K.

imageEcco il nuovo programma di alta formazione di Macro Design Studio Eventi, presso Zona K a Milano, Via Spalato 11 (Metro M5 Isola), nei giorni 05.03, 19.03, 28-29.05 e 02-03.07, con Paola Moschini ed Elisa Sirombo. Vuoi sapere tutto sulla nuova versione di LEED v4? Vuoi diventare un professionista della sostenibilità Green Associate o LEEP AP? Non mancare i giovedì in Zona K. E per concludere un modulo imperdibile per progettisti (architetti e ingegneri) su Daylight and quality views in LEED: il comfort visivo è un caposaldo della qualità ambientale interna (IEQ).

Cosa distingue i corsi di Macro Design Studio? Competenze qualificate integrate e multidisciplinari, esempi pratici grazie all’esperienza sul campo maturata attraverso diversi progetti di sostenibilità, curiosità perenne, passione per ciò che facciamo. Vi piace l’approccio? … seguiteci 🙂

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Formazione LEED a Milano

La crescente attenzione ai temi della sostenibilità nel settore delle costruzioni unitamente alla necessità di misurare in modo oggettivo le prestazioni ambientali di un intervento edilizio hanno condotto alla diffusione di metodi a punteggio per la valutazione del livello di sostenibilità del costruito.

In programma a partire da marzo i corsi LEED® a Milano organizzati da Macro Design Studio.

LEED®, Leadership in Energy & Environmental Design, è un sistema di certificazione di natura volontaria fra i più diffusi in ambito internazionale ed europeo, per la valutazione del livello di sostenibilità degli edifici; costituisce uno schema strutturato per l’implementazione di strategie efficaci e di prestazioni ambientali misurabili per la progettazione, la costruzione e la gestione di edifici sostenibili.

Realizzare e ristrutturare edifici ad alte prestazioni energetiche ed ambientali richiede nuove professionalità con competenze specifiche nel settore della sostenibilità.

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ZONA K – Via Spalato 11, 20124 Milano

I corsi che Macro Design Studio propone sono i seguenti:

05.03.2015       >> Preparazione esame LEED Green Associate

LEED GAAcquisire le conoscenze di base e gli strumenti utili a sostenere l’esame di accreditamento professionale LEED Green Associate, primo passo per affrontare l’esame di LEED AP.

19.03.2015       >> Preparazione esame LEED AP BD+C

LEED AP BD+CAcquisire le conoscenze di base e gli strumenti utili a sostenere l’esame di accreditamento professionale LEED AP BD+C.

28-29.05.2015 >> Il protocollo per la sostenibilità LEED v4 BD+C

LEED v4Acquisire le conoscenze tecniche e di processo per affrontare l’iter di certificazione LEED di un edificio secondo il sistema di rating LEEDv4 BD+C.

02-03.07.2015 >> Daylight e Quality views in LEED

2015_02_04 immagine 03Approfondire il tema del comfort visivo attraverso l’analisi delle strategie progettuali, dei requisiti prestazionali minimi e dei metodi di verifica contenuti nel sistema LEED.

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MDS-01Orange is the new green. Beyond sustainability.

Green historical renovations in Zagreb.

Here is my interview on January 23rd on Zelena Zona, the page about sustainability of the Croatian Bank  Zagrebačka website, about

Historical Renovation using Green Principles

2015_01_27 immagine 01As an Engineer and certified Project Manager IPMA Carlo Battisti has acquired a 20 years long experience in the construction sector. He has coordinated energy audit activities on forty public buildings in the South of Italy (mostly historic ones), on behalf of the Ministry of the Environment (‘Green Communities’ Project). He has LEED AP BD+C, ID+C and LFA (Living Future Accredited) and actually works as sustainable innovation consultant. As a member of the Standard Committee ‘GBC Historic Building’ of the Green Building Council Italy, is involved in implementing a certification protocol focused on historic buildings. His lecture within the fifth module of Green building professional education (GBPro) 2014/2015 in Zagreb is about historical renovations using sustainable principles. It was an opportunity to ask him some questions.

Are the sustainable principles incorporated in European and worldwide regulatory framework for renovation of historical buildings?

2015_01_27 immagine 03Not really, if we think first of all that according to the 2012/27/EU Directive member states may decide not to set or apply the requirements to buildings officially protected or with special architectural or historical merit, in so far as compliance with certain minimum energy performance requirements would unacceptably alter their character or appearance. But if we consider that approximately one third of the building stock in Europe has been built before 1960, thus in many cases with an “architectural merit” but poor energy performances and we want to reach Europe 20-20-20 goals we cannot ignore this type of buildings.

According to your experience, what is the biggest obstacle in historical renovations using sustainable principles? Are that conservators, a lack of financial resources, ownership or local and national lack of knowledge and information or something else?

All the factors you mentioned are present and relevant. In my experience technical problems generally can be solved, also because innovation in constructions’ sector has provided new solutions so far. Obviously lack of financial resources is generally considered by stakeholders the main bottleneck. In the case of buildings with historic importance, however, it’s not only a matter of business opportunity; there is also a social mission to be considered: the conservation of our cultural heritage for the future generations.

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Ca’ Foscari – Venice (image Ca’ Foscari University)

Investors who are focused to achieve greater savings with the least possible investment are usually on the opposite side of the conservator – who has a basic interest in preserving the building in its original state. How to bridge this gap, what you usually say to conservationists?

The final function and intended use we want to give to a historic building have a great importance and could act as a business driver capable to attract private and public funds. If we expect large energy savings in a historic building, we pursue a wrong strategy. The key point is that the importance of the building lies in its own historical value; this increases its prestige and value on the real estate market. From this perspective, developers and conservators should be on the same side. If the goal is the same, a transparent and technically correct dialogue between conservators and designers/owners can lead to acceptable solutions, there are many examples in this sense.

2015_01_27 immagine 07One of the common problems in practice that highlight our experts is the inability to put the thermal insulation from the outside of the building due to the retention of architectural interest, so they put the thermal insulation of the inner side. Some of them say that there are a number of suitable materials on the market now which can be to supplant the such and similar problems. What is your experience?

Aerogel, for its nano-porous structure, is for instance an excellent thermal insulator and a good inhibitor convective because the air can not circulate inside, opposing an extraordinary resistance to the passage of heat flow. 30 mm of an aerogel based insulation panel has a thermal resistance equivalent to about 85-90 mm of wood fibre or rock wool panel. So we can obtain a good insulation with minimum thickness, without reducing excessively the commercial space inside. For buildings whose façade is under protection (I’m thinking for example to the buildings of the XIX° century in Zagreb) this is a very interesting solution.

Does the EU Energy Efficiency Directive contain some controversial place in terms of historic buildings? Some people argue that there are some of them.

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Weigh House, Bolzano (3encult Project)

As I mentioned before European Directive (EPBD) allows member states to be free with regard to the historic buildings, in the sense that they are exempt from the energy efficiency improvement requirements. But we know that this does not help us to reach the 2020 targets. Anyway, at the European level, the standard committees (CEN) working on conservation of cultural heritage and the ones dealing with EPBD are effectively cooperating, so the issue on how to find a good compromise between energy efficiency and historic buildings conservation is on the agenda, and there are some interesting R&D projects working in this direction.

Can you point out 2-3 examples of the world’s best historic buildings reconstruction.

There is a project that I like very much, because it is an example of a renovation process on historic buildings minimal, able to be distinguished, reversible and compatible, all characteristics that I think this type of projects should have. It’s the conversion of the Broerenherk Church  (15th century) in Zwolle (NL) into a bookstore

Another interesting case is Ca’ Foscari, the University of Venice headquarter, a Venetian Gothic palazzo built in 1453 and overlooking the Grand Canal. Now it’s the oldest LEED certified building in the world, thus overtaking the Empire State Building.

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Broerenherk Church – Zwolle NL (image BK Architecten)

What will certificate “GBC Historic Building” mean to his owners? Can we expect a similar certificate in the global or European level in the near future?

“GBC Historic Building” is born in June 2012 from an agreement between the U.S. Green Building Council and GBC Italia. To summarize, USGBC has recognized the Italian competence and knowledge about heritage conservation, while Italy already in 2009 had implemented LEED in the national market. After a two years’ work, the standard committee, of which I was a member, has come to a public “short” version of the handbook, while a “long” version is actually under evaluation. We are now in a pilot phase, with some case studies just started, and the whole certification system is to be implemented. There have been some requests from foreign countries about it, the hope of course is to export the methodological Italian experience at the European level.

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Sant’Agostino – Modena (image Progettare)

In Croatia, the owner of cultural property shall be entitled to apply for reimbursement of additional costs to be paid from the budget of the institution under whose protection the building is located (municipality, city, state). The budget is collected from monument rent that is paid by taxpayers. Do you have the same principle in Italy?

We have a similar situation in Italy. The Ministry of Heritage and Cultural Activities may require the owner to implement the necessary actions to ensure the preservation of the cultural heritage or carry out them directly. The costs are charged to the owner. However, if the measures are particularly important or are run on assets in public use, the Ministry can contribute entirely or in part to the expenses. Given that we talk about a building of public interest, I believe that this can be considered a correct approach.

What would be your recommendation to Croatian conservators and architects – how to move in a more agile application of green building principles without major (negative) impact of investors?

I think they are two important points:
– to create and consolidate a basic culture of conservation of buildings with an architectural and historic value, starting from education in the schools, in order to build a common national heritage;
– to develop a methodological approach to the problem; other countries in Europe, (e.g. Austria, Scotland) have drawn up specific guidelines, in Italy with GBC Historic Building we tried to go further by launching a certification system.
The important thing is that the architect shouldn’t decide by himself case-by-case, even arguing with the conservators, but benefit of a common platform established in cooperation among all the stakeholders.

Intervista alla rivista di architettura romena “Igloo”, febbraio 2015

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There’s only about ten days to the deadline for applications on 64-hour European competition REGENERATION organized by your company Macro Design Studio Srl and ILFI (International Living Future Institute). What kind of competition is it and to whom is intended? Is there any application from Croatia?

REGENERATION_BANNERThanks a lot for the opportunity to talk about it and I want also to thank Croatia GBC that promptly (first in Europe) helped us to spread the word. REGENERATION is the first design competition in Europe entirely based on the Living Building Challenge protocol. REGENERATION is a design workshop in which teams composed of young professionals (under 35 years) are called to develop a project of sustainable requalification of an existing public building for the local community. The purpose of the competition is to show the best sustainable regeneration project for the existing building in terms of architecture, energy efficiency, liveability and relationship with social, urban and natural context. REGENERATION is the first “generation” of young professionals (architects, engineers) that can “regenerate” with their own ideas the built environment, getting the best possible performances for the building. The competition will take place at Centrale Fies, Dro (Trento – Italy), on April 15th to 18th, 2015. We haven’t received yet applications from Croatia, so my message to young Croatian architects and engineers is “do you want to regenerate? come forward ! and remember, the deadline for applications is January 30”.

Finally, here is my interview in the TV report by Hrvatska radiotelevizija (national Croatian television). Enjoy 🙂

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