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Matera. Benessere e felicità riscoprendo il proprio passato.

[Questo articolo, scritto in collaborazione con Giuseppe Larato, Michele Massaro e Michele Scavetta, è la versione estesa in italiano dell’articolo “Matera, Italy: the original Living Community“, pubblicato sull’ultimo numero di Trim Tab (vol. 33) dell’International Living Future Institute, che potete leggere qui].

Matera, da vergogna nazionale a patrimonio dell’umanità.

Matera rappresenta il paradigma dell’evoluzione di un insediamento umano riferibile essenzialmente a due elementi che nei Sassi[1] hanno un’evidenza particolare:

  • un assetto spaziale organizzato attorno a spazi comuni che determina pratiche collaborative tra gli abitanti nella gestione delle attività quotidiane;
  • una piena integrazione dell’insediamento umano nell’ambiente naturale, ottenuta sviluppando e perfezionando tecniche di costruzione finalizzate a utilizzare le caratteristiche orografiche per adattarsi al clima arido del sito. L’elemento che ha condizionato in modo determinate l’evoluzione urbana è la necessità di garantire l’approvvigionamento idrico attraverso la raccolta e l’accumulo dell’acqua sorgiva e piovana con un sistema capillare e diffuso di canalizzazioni e cisterne.

Gli studi, che hanno interessato Matera nell’immediato dopoguerra, hanno enfatizzato la vita comunitaria che caratterizzava l’assetto sociale dei Sassi considerando il “vicinato” come modello da conservare e trasferire nei nuovi insediamenti che si andavano realizzando.

La scarsa considerazione assegnata dagli studi alla “qualità” dell’insediamento urbano nelle sue componenti relative alla sostenibilità e alla resilienza può essere addebitata alle particolari condizione abitative che caratterizzavano i Sassi nell’immediato dopoguerra riconducibili:

  • ai fenomeni di sovraffollamento delle abitazioni determinatasi storicamente nel periodo tra le due guerre che aveva visto Matera passare dai 20.163 abitanti del censimento del 1931 ai 30.390 del Censimento del 1951;
  • alle evidenti criticità che il sovraffollamento aveva creato, squilibrando il rapporto tra risorse, unità abitative e popolazione.

La mancanza di salubrità delle abitazioni dei Sassi non è stata considerata una condizione contingente ma una “vergogna” da sanare con il trasferimento in abitazioni “moderne”, senza cogliere le possibilità, recuperando la sapienza costruttiva accumulata nel corso dei secoli dagli abitanti, di traghettare con continuità l’insediamento dei Sassi nella “modernità”.

Solo nel 1993, con l’iscrizione nella lista del Patrimonio Mondiale dell’umanità, viene riconosciuto ai Sassi, dopo 40 anni di abbandono il loro valore di:

  • “eccezionale testimonianza … per le generazioni future per il modo di utilizzare la qualità dell’ambiente naturale per l’uso delle risorse del sole, della roccia e dell’acqua” (Criterio 3)
  • “esempio rilevante di un insieme architettonico e paesaggistico testimone di momenti significativi della storia dell’umanità” che hanno portato alla realizzazione di “sofisticate strutture urbane costruite con i materiali di scavo” (Criterio 4)
  • “rilevante esempio di insediamento umano tradizionale … che ha, dalle sue origini, mantenuto un armonioso rapporto con il suo ambiente naturale e un equilibrio tra intervento umano ed ecosistema per oltre nove millenni” (Criterio 5)

Le leggi speciali che hanno accompagnato l’evoluzione di Matera e dei Sassi da “Vergogna nazionale” a “Patrimonio dell’Umanità” e recentemente a “Capitale europea della cultura 2019” hanno svolto un ruolo rilevante.

Dalle prime leggi che hanno previsto lo sfollamento dei Sassi, il trasferimento della popolazione nei nuovi quartieri e il conferimento al demanio statale delle abitazioni abbandonate, con la legge 771/1986 si è arrivati ad avviare un vasto intervento di recupero che ha visto come protagonisti il Comune e i privati, attraverso l’istituto della subconcessione onerosa[2], i cui risultati sono evidenti.

Le particolari suggestioni che oggi la città di Matera offre possono essere ricondotte alla sensazione di “coerenza” complessiva dell’insediamento che gli interventi di recupero sono riusciti a realizzare nei singoli elementi costruttivi. Questo fa sì che i Sassi di Matera possano rappresentare, in modo esemplare, i valori presenti in molte città bacino del mediterraneo.

Matera, la comunità biofilica e sana.

L’antica città di Matera è un modello insediativo caratterizzato da un rapporto stretto con la natura del luogo.  Una città mediterranea, un “rifugio” scavato nella roccia, che ha i principi basilari di una comunità sana e felice. L’ambiente, a misura d’uomo, è fatto di luoghi sani, biofilici ed è costituito da invisibili connessioni che consentono flessibilità, efficienza e libertà.

Da ogni punto della città antica, dal Sasso Barisano, alla Civita, al Sasso Caveoso, ci si rapporta strettamente alla gravina[3]. Tale solco torrentizio non è che l’immagine della preistoria, appartenenza ancestrale alla madre terra, MATER- Matera.

Le caratteristiche ambientali costruiscono la città in una molteplicità di stratificazioni. C’è il colore cangiante della roccia, il suono dell’acqua della gravina, colonna sonora del giorno; c’è il senso di grande respiro che sale verso il cielo lungo i pendii.  Il sole e le ombre si seguono fino in fondo alle grotte scavate in obliquo, magiche e misteriose meridiane.

Una moltitudine di giardini pensili, di piante di vite si arrampicano come ragni alle pareti scavate a coprire i patii a mezzogiorno. Il paesaggio geologico diventa materiale costruttivo e attore protagonista della vita quotidiana. Tra le macchie e lungo il torrente non è raro scorgere una volpe con la fulgida coda come un pennello a dipingere il sentiero.

Le forme naturali sono nei sentieri curvi, disegnati per gli asini, un fiorire di segni botanici. Tutto si avvolge in se stesso come i canali di raccolta dell’acqua che con vortici veloci e le fenditure nette si riposano in ampie e placide cisterne, immobili ed eterne. Tutto è biomimesi, tutto appare come natura umanizzata. I percorsi e gli ambienti interni sono variabili alle stagioni e al tempo; sistemi aperti e chiusi s’intrecciano tra loro in una successione tra pubblico e privato in cui tutto è interconnesso. C’è una gerarchia complessa, come arterie e capillari nel corpo degli esseri viventi.

La luce naturale, simbolo di vita e colore, ha costruito questi ambienti, indicando la linea di scavo delle grotte fino a illuminarne le profondità.

Matera è spazio dell’anima, connessa con la storia umana e con la cultura materiale. Il senso che pervade la città è la verità e l’autenticità. Si esprime un grande senso di empatia, di forte connessione d’animo. E’ un equilibrio perfetto tra l’antico e il moderno in cui l’essere umano può sentirsi parte integrante della natura, sicuro rifugio. Un complesso sistema di stratificazioni che non esprime mai disordine ma continuo senso di scoperta e sicurezza. La contiguità nel vicinato esprime affezione umana, confronto in uno scambio di umanità. Un modello di comunità di grande spiritualità e bellezza che come diceva Stendhal “… è una promessa di felicità”.

Matera, Living Community?

La città di Matera è un luogo unico dove non è più possibile distinguere l’ambiente naturale e il luogo antropizzato perché il primo ha invaso il secondo e viceversa, un luogo in cui grotte naturali diventano casa e grotte scavate diventano naturali in un continuo rapporto osmotico che perdura anche oggi. Le abitazioni conservano quelle caratteristiche che le hanno connaturate per millenni, in un efficace dialogo con la contemporaneità che contribuisce alla sua stessa tutela.

L’impossibilità di raggiungere tutte le abitazioni con mezzi a motore regala inaspettati silenzi e una qualità della vita all’aperto ineguagliabile, oltre che un ambiente salubre e sicuro, in cui la mobilità lenta allontana i rischi prodotti dagli autoveicoli.

Da un punto di vista energetico potremmo immaginare che l’intero rione Sassi sia un’immensa massa con grande inerzia termica, se questo impone apporti energetici durante il periodo invernale, annulla l’utilizzo di metodi di raffrescamento estivi che sono preponderanti a queste latitudini.

L’essere Patrimonio Mondiale UNESCO, insieme con enormi vantaggi legati alla visibilità e al valore intrinseco del riconoscimento, impone degli obblighi, obblighi di rispetto del patrimonio stesso e del suo valore. Ne segue la necessità di utilizzare unicamente materiali della tradizione, privi quindi di agenti inquinanti. Pietra (tufo), legno, vetro e ferro li ritroviamo nelle facciate, nelle porte di accesso alle grotte, nelle piccole finestre e nelle ringhiere che disegnano il prospetto dei sassi, perché i Sassi questo sembrano, un unico indistinguibile prospetto nel quale colori e materiali in una danza silenziosa si uniscono agli spuntoni di roccia e all’azzurro del cielo per donarci immagini meravigliose.

Alicia Daniels Uhlig (International Living Future Institute)

Living Buildings e Living Communities: la sfida della rigenerazione, Matera, 6 febbraio 2018

L’evento organizzato dal Living Building Challenge Collaborative: Italy, ha portato il protocollo e la filosofia LBC nel cuore dell’estremo sud d’Italia. All’interno di Casa Cava – un’ex cava di tufo nei Sassi di Matera adibita a spazio per eventi culturali – si sono riuniti più di 120 architetti e ingegneri dalla Puglia e dalla Basilicata.

Alicia Daniels Uhlig, in collegamento da Seattle, ha illustrato il protocollo Living Community Challenge, con alcuni paralleli interessanti con l’esperienza di Matera. Nell’introduzione all’evento Michele Massaro, del Collaborative Italy, ha sottolineato come le buone pratiche di sviluppo urbano di Matera, siano un esempio ancora molto attuale di sostenibilità dell’ambiente costruito. Giuseppe Larato, pure del Collaborative, ha poi sintetizzato i più diffusi protocolli sulla sostenibilità degli edifici, aprendo la strada a una riflessione su LBC. Dal Politecnico di Bari, Francesco Fiorito ha evidenziato l’importanza di ridurre l’effetto isola di calore all’interno dei centri urbani; mentre Fabio Fatiguso ha analizzato i Sassi come caso studio di resilienza urbana per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Carlo Battisti, facilitatore del Collaborative italiano, ha infine fornito una panoramica sul protocollo LBC e sulla missione dell’International Living Future Institute.

I principi di LBC si ritrovano anche nelle attività di RESTORE (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy), un progetto di 4 anni finanziato dall’Unione Europea, che mira a creare le condizioni per una sostenibilità ristorativa dell’ambiente costruito, grazie ad una rete di più di 140 professionisti e ricercatori da 38 nazioni europee e internazionali.

Qui di seguito le presentazioni dell’evento:

[1] Con il nome “Sassi” a Matera s’intendono due grandi quartieri che costituiscono, insieme alla “Civita” e al “Piano”, il centro storico della città di Matera.

[2] Il concessionario di un bene demaniale può dare in uso a terzi, a titolo oneroso e dietro corrispettivo, locali facenti parte del demanio, sia mediante locazione che mediante subconcessione.

[3] La gravina è una tipica morfologia carsica della Murgia. Le gravine sono incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, molto simili ai Canyon, scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Le loro pareti, molto inclinate e in alcuni casi verticali, possono distare tra loro da poche decine a più di 200 metri.

This article, written in collaboration with Giuseppe Larato, Michele Massaro and Michele Scavetta, is the extended version of ‘Matera, Italy: the original Living Community’, featured on the last number of Trim Tab (Issue 33) of the International Living Future Institute, that you may read here.

The WELL Tour.

Con IDM alla scoperta del WELL Living.

Le tecnologie innovative al servizio del Well Living, le soluzioni progettuali attente alla salute e le idee di design pensate per favorire il benessere sono oggetto di interesse crescente da parte delle imprese che operano nel settore salute & benessere. Aspetti quali la qualità dell’aria, l’acustica, le scelte cromatiche e i materiali impiegati agiscono in modo concreto e quantificabile sulla nostra salute e il nostro benessere.

COOKFOX , 300 Lafayette St. – New York, NY

Il programma del viaggio imprenditoriale prevede la visita a edifici e strutture innovative di particolare interesse e rilievo in tale ambito. A New York City è in programma un “Well Certified Spaces Tour”. A Pittsburgh verranno illustrati ai partecipanti i principi del design biofilico nel contesto della progettazione salutare d’interni. A Rochester verrà data l’opportunità di visitare l’unico “Well Living Lab” al mondo e di parlare con gli ideatori del progetto. Un ulteriore momento di grande interesse è rappresentato dalla visita alla Mayo Clinic, una struttura sanitaria privata di eccellenza a livello mondiale nel settore salute & benessere.

Programma

Target

Imprese, progettisti e architetti che operano nelle seguenti aree: qualità degli interni, illuminotecnica, comfort abitativo, cliniche private, case di riposo e case di cura; imprese che operano nel settore biomedicale e decisori del settore sanitario.

Quando: 09/10/2017 – 15/10/2017
Dove: New York City, Pittsburgh, Rochester (USA)
Termine d’iscrizione: 19/09/2017
Iscrizione: qui
Accompagnatori: Sabine Schnarf, Carlo Battisti

Phipps Conservatory and Botanical Gardens – Pittsburgh, PA

Unternehmerreise USA – Well Living Technologien

Innovative Well-Living Technologien, gesundheitsfördernde Gebäude sowie neue Wellness-Designprinzipien werden für die Unternehmen der Branche Gesundheit & Wellness zunehmend an Bedeutung gewinnen. Luftqualität und Akustik, Farbwahl und Materialien ‒ all diese Faktoren haben einen messbaren und wesentlichen Einfluss auf unsere Gesundheit und auf unser Wohlbefinden.

Das Programm der Reise umfasst spannende Besuche bei innovativen und führenden Einrichtungen in diesem Bereich. In New York City steht eine „Well Certified Spaces Tour“ auf dem Programm. In Pittsburgh werden biophile Designprinzipien in Verbindung mit dem Konzept der gesunden Innenraumqualität veranschaulicht. In Rochester bekommen Sie die Gelegenheit, das weltweit einzige „Well Living Lab“ zu besichtigen und mit den Ideatoren zu sprechen. Ein weiteres Highlight ist die Besichtigung der Mayo Clinic ‒ eine Privatklinik, weltweit führend im Wohlfühlbereich.

WELL Living Lab – Rochester, MN

Programm

Zielgruppe

Unternehmen, Planer, Architekten im Bereich Innenraumqualität, Lichttechnik, Wohnkomfort, Privatkliniken, Altersheime, Pflegeeinrichtungen, Medizintechnik-Unternehmen, Entscheider im Gesundheitswesen.

Wann: 09.10.2017 – 15.10.2017
Wo: New York City, Pittsburgh, Rochester (USA)
Anmeldeschluss: 19.09.2017
Anmeldung: hier
Begleitpersonen: Sabine Schnarf, Carlo Battisti

The RESTORE web site is online.

The RESTORE web site is on line 😊

We are happy to announce that the RESTORE website is now up and running. You can visit it at http://www.eurestore.eu

The RESTORE Action aims at a paradigm shift towards restorative sustainability for new and existing buildings, promoting forward thinking and multidisciplinary knowledge, leading to solutions that celebrate the richness of design creativity while enhancing users’ experience, health and wellbeing inside and outside buildings, in harmony with urban ecosystems, reconnecting users to nature.

The RESTORE website is designed to provide you the most important information about RESTORE COST Action. You will be able to find all necessary details about the people involved, their work, the work and outputs from the Working Groups, but also about Short Training Scientific Mission funding opportunities and Training Schools.

Many sections of the website are still under development, but our goal is to make these web pages your hub for RESTORE information. We plan to communicate and disseminate the outcomes of the Action, but we also want to provide you with the information about the activities and involvement of our members. If you are organising any kind of event that might be of interest of other RESTORE participants, please contact us. We will happily share the information.

A reminder that applications for our First Training School are now invited. Please spread the word and be sure to apply if you are at all interested in Restorative Sustainability. Click here for more information.

Our goal is to make this page your hub for RESTORE information. We plan to communicate and disseminate the outcomes of the Action, but we also want to provide you with the information about the activities and involvement of our members. If you are organising any kind of event that might be of interest of other RESTORE participants, please contact us. We will happily share the information.

We look forward to seeing you engage with other RESTORE participants through the important and vibrant discussions and information sharing on our Twitter account and Facebook pages.

The website is based upon work from COST Action CA16114 RESTORE, supported by COST Programme (European Cooperation in Science and Technology).

Copyright © 2017 COST Action CA16114 RESTORE, All rights reserved.

  

 

 

 

Un divano come si deve.

Come tutti, immagino, siete bombardati dalle pubblicità (soprattutto) di una nota marca di divani, che ormai da tempo, cogliendo lo spirito del fare “manuale” tanto di moda ultimamente e tipicamente Made in Italy, ci segnala incessantemente da quali mani esperte nascono i propri divani. E se proprio non riesce a convincervi, ecco ribadito che il mega sconto è ancora disponibile fino alla prossima domenica (mi pare che la promozione perduri da anni ormai, essendo diventata ormai di fatto permanente). A giudicare dal tam-tam pubblicitario di questa e di altre marche, pare proprio che l’aspirazione principale degli italiani sia quella di acquistare un divano.

Ma com’è fatto davvero un divano? O, allargando il discorso, visto che parliamo di “qualità”, come si assembla un divano davvero “sostenibile” o “green”, se così vogliamo chiamarlo? A questo dubbio ho dato la risposta nella mia ultima trasferta a Seattle, dove ho scoperto che c’è qualcuno che davvero realizza divani … come si dovrebbe.

Ecobalanza si potrebbe definire una start-up dei divani, per come è nata e si è sviluppata, grazie alla passione e all’impegno di Aimee Robinson. Aimee – brillante imprenditrice di origine messicana trapiantata a Seattle dove coordina un gruppo di lavoranti tutti messicani, con buona pace dell’attuale presidente americano – si è messa in testa di realizzare “the ultimate sofa”. E’ il divano che manda in soffitta tutti gli altri, perché realizzato unicamente (e senza compromessi) in maniera artigianale, senza componenti chimici e con materiali biologici. E il più possibile “a chilometri zero”. Un divano con tutte queste caratteristiche, ma che sia anche e soprattutto bello e confortevole. La vision non è da poco: “We are working to build the most comfortable, beautiful and environmentally responsible luxury upholstered furniture in the world”.

Come si realizza un divano così (non lo chiamo “di nuova generazione” perché dovrebbe essere il divano della generazione alla quale ci siamo dimenticati di appartenere). Due azioni convinte sono necessarie: 1. Andare nel dettaglio e 2. Studiare molto.

La cura del dettaglio non è solo un modo di dire. Per capire dove rendere più sostenibile ambientalmente un divano bisogna scomporlo nei suoi componenti, capire perché servono e perché servono determinati materiali, da dove questi materiali provengono e come sono stati realizzati, con quali materie prime, da quali mani (toccare davvero la responsabilità sociale). Davvero il diavolo sta nei dettagli.

Le molle di un divano EcoBalanza (sopra) e quelle di un divano “comune” (sotto)

Studiare: bisogna studiare come funziona un divano, e quali sono le prestazioni necessarie, richieste dal cliente, gradite. Un divano deve sorreggere un peso (statico o dinamico), deve essere confortevole, al tatto, all’olfatto, alla vista … deve essere resistente, duraturo, trasportabile, ignifugo, lavabile, ecc. ecc. E deve essere anche producibile, fattibile artigianalmente e non eccessivamente complicato, per far sì che i costi non schizzino alle stelle. Bisogna studiare per capire come ottenere le prestazioni con materiali più sostenibili, naturali, biologici, in totale assenza di componenti o additivi chimici. Bisogna studiare per trovare delle alternative accettabili al 100%, anche cambiando i componenti o ottenendo le stesse prestazioni con una struttura diversa. Aimee non è cresciuta … producendo divani. È una passione che è emersa nel suo percorso professionale e per la quale da dieci anni ha studiato tanto per essere preparata, padroneggiare la materia e avere gli strumenti della conoscenza indispensabili per cambiare lo status quo.

See, smell (annusa!), feel, & learn about the materials and techniques we use to handcraft luxury upholstered furniture that is safe for homes & businesses and kind to the environment” – recita l’invito sul sito web dell’azienda. Nella visita alla produzione, Aimee mi ha mostrato com’è fatto un divano come la stragrande maggioranza di quelli che siamo abituati a vedere (e acquistare) e come viene invece realizzato il divano di EcoBalanza, spiegandomi, pezzo per pezzo, materiale per materiale, dove lei ha … ha cambiato le regole del gioco.

I colori per i rivestimenti

Chiaramente un divano così costa di più del solito divano (ma non così tanto come mi sarei aspettato) e, dopotutto, è personalizzato secondo le richieste del singolo cliente, alla quale il processo e le condizioni di acquisto sono spiegate in maniera chiara e trasparente. È altresì ovvio che costa di più e perché costa di più, e la considerazione che ho fatto al termine di questo viaggio nel mondo dei divani è che più che altro ho capito perché gli altri divani costano così poco. Perché vale poco l’ambiente che ci circonda? Perché vale poco la vita delle persone che lavorano per realizzare il divano sul quale siate accovacciati? Perché vale poco la nostra salute, abituati sempre di più come siamo a riempirci la casa di sostanze chimiche a basso prezzo e dannose?

Aimee è inoltre convinta dell’importanza delle certificazioni di sostenibilità. In esse non vede solo l’aspetto di marketing; lo ritiene vincente, sì, ma non ne ha bisogno per farsi strada nel mercato dei divani: dopotutto vuole mantenersi su numeri bassi, altrimenti sa che perderebbe quella artigianalità (lei sì! …) che rappresenta uno dei suoi valori distintivi. Nelle etichette di sostenibilità EcoBalanza vede il riconoscimento neutrale (di parte terza) della qualità e della coerenza ambientale di ciò che sta facendo. “We believe we can make our world safer and more sustainable one sofa, one chair, one ottoman and one upholstered headboard at a time.”

Legno FSC. No VOC. Sostenibilità e impatto sulla salute sono stati valutati e certificati per ogni componente e materia prima.

E più questi protocolli sono rigorosi e sfidanti, meglio è, perché il fine ultimo e il rigore dei principi sui quali ha fondato il suo business valgono l’impegno. Sta perseguendo la certificazione Living Product Challenge (che rappresenta la naturale evoluzione di quanto tracciato da Declare). Le chiedo “Ma non sei spaventata dall’impegno necessario, anche economico?” “Perché dovrei, mi risponde, lo devo fare perché questo riconoscimento senza pari è pienamente allineato con ciò che sto facendo”. E l’International Living Future Institute ha scelto proprio un suo divano per accogliere i propri ospiti nella lobby 😊 E scopro che la nostra battaglia per un futuro diverso può partire per cominciare proprio dal sofà dal quale sto scrivendo.

Aimee e Pinuta (Peanuts)

Carlo Battisti ha esperienza pluriennale nella verifica della conformità di materiali, componenti e sistemi per l’edilizia rispetto ai requisiti degli standard di certificazione della sostenibilità. Ha creato il sito web greenmap.it, il primo database italiano di prodotti per le costruzioni conformi ai requisiti dei crediti LEED®, per il quale ha coordinato l’analisi puntuale della conformità di più di 800 prodotti. È professionista accreditato LEED AP BD+C e ID+C, in conformità alla norma ISO/IEC 17024. Assiste i produttori nella verifica di conformità e nella certificazione dei propri prodotti secondo i più diffusi e rigorosi protocolli e marchi di sostenibilità internazionali e nazionali quali LEED, Living Building Challenge, Living Product Challenge, Declare, BREEAM, GBC Italia. Ha fornito negli ultimi otto anni 350+ servizi di consulenza tecnologica per conto di IDM Alto Adige e ha seguito alcuni progetti R&S per lo sviluppo di prodotti innovativi. Oltre alle aziende, assiste le amministrazioni pubbliche sui Criteri Ambientali Minimi (Decreto del Ministero dell’Ambiente 11 gennaio 2017) collegati al nuovo Codice degli Appalti.

Maggiori informazioni e contatti qui.

Feeling REGENERATED, at last.

Five takeaways from REGENERATION 2017, 3rd edition.

Another edition (the third) is gone and I think of the punctual and constant work we did in these five months (yes, that is what it takes to organize REGENERATION) to get the most out of these 64 hours (from Wednesday, 26 at 9 o’ clock, to Friday 28, April night at 1 AM, April 29) super-concentrated of enthusiasm, innovation, creativity, internationality and robust technical skills.

I’m often flattering myself that the process is so well-known that I’m not able to grasp the differences between one edition and another. But every time the surprise catches me, little by little as I cross the Centrale Fies gates the days before; I feel the energy that is coming up. It’s never the same experience and I’m fond of people and teams (people make teams …) and so impressed with their willingness to give the best of themselves for a common end result. Also this time it was different, these are my five main take-aways.

1. The force is in the group

People make the group. Thus begins, the theoretical exercise that we make every year at the end of the selection process, to form groups as much balanced as we can. We try to balance everything: architects and engineers, Italians and foreigners (but we are all Europeans, what really changes between an engineer from Turin and a Slovakian architect?), males and females (yes, “males and females”, not “men and women”, as we used to say when we were kids and we went to school ;-), age (the teams are more or less of the same average age, about thirty years old), the areas of sustainability (energy, water or materials? ), curricula, graduates, doctorates, masters, experiences, projects’ portfolio, etc. etc. etc.

YELLOW team

Then, throughout the workshop, little by little, it is the group that emerges, it is the group that makes people, and among three teams theoretically perfectly balanced, in the end there is only one who wins; and it is always, I say always, the best-knit. Dynamics, synergies, continuous confrontation, optimism, and a pinch of calm in the creative disorder. After three years I know how you can win REGENERATION 😉

2. If energy is limitless.

Energy begins to grow in the days before the start of REGENERATION. We do the inspections and each time I understand that no coincidence brought us here. Here, where the Fies hydroelectric plant started producing in 1909 to cover the energy needs of the city of Trento, the factory continues to produce creative energy. Energy is not unlimited and it is consumed, someone would think. But when it comes to competition, energy instead of being consumed, is produced, by the quiet and constant interaction of the 15 participants. It’s a renewable energy, actually.

BLUE team (with Martin Brown, tutor)

This year, unlike the previous editions, we anticipated the entire program of half a day, to allow young professionals to conclude the three projects within Friday night, at 1 AM. But they started to stay up late (3, 4, …) already from the first night. When creativity is bulimia. 64 hours x 5 people = 320 men/women hours… I thought they would have been completely squeezed on Friday night… nothing, they were more or less as fresh as a daisy. Energy regenerates. And it is contagious.

3. Living Building Challenge. We can do it.

Once again the Living Building Challenge has been won. You can re-qualify a building with a zero environmental impact; yes, you can do it and it’s also fun. In 2015, the first REGENERATION building was the municipal library of Dro (1975), a building with good potential for transformation, also in relation to the nearby Sarca River. Last year, for the second edition, an additional complication, a historic building with preservation constraints – the Arco Bus Station (1891) – and also in this case the teams (all of them) did it.

GREEN team (with Emanuele Naboni, tutor)

This time, we have broadened the range of action, asking the participants to analyze the relationship between the “A. Zadra” elementary school and the Degasperi district, in Riva del Garda. A jump in scale, where you can see the transition between the building and the community, always following the Living Building Challenge philosophy. And even in this case the challenge (technical, architectural, technological, urban planning) was won. I continue to say, and I really start to convince myself, Living Building Challenge buildings are the buildings of the future, like the NZEBs (Nearly Energy Zero Buildings) that will be mandatory in Italy since 2019 according to 2010/31 EU Directive.

4. A replicable model

2015, Dro. 2016, Arco. 2017, Riva del Garda. We arrived at the lake front. A typical 70s building, a historic building, this time a neighborhood. And now? How to go on? The question turns in my head for a while.

The mechanism is running, the scheme works, and the model is replicable. Boundaries are now too small; the gameplay is ready to be re-presented in new contexts. European, like Europeans are the brilliant professionals who come to Fies every year to come out to promote the principles of the Living Building Challenge in their cities and nations. In addition, the surprising results (the three projects submitted are always valid and feasible) triggered by the almost three days of intense work by each of the three teams, clash with the solid procedures practice (policy choices, funding decrees, bidding, permissions, etc., etc.) and enthusiasm is blurred on time. In short, REGENERATION needs a regeneration…

Centrale Fies

5. Genius loci

The Genius loci is a natural and supernatural entity linked to a place and object of worship in the Roman religion. This association between Genius and the physical site originates from the Augustan age. According to Servio, nullus locus sine Genio (no place is without a Genius) (Commentary to Eneide, 5, 95). Genius loci is now understood in architecture to identify the set of socio-cultural, architectural, linguistic, and habitat characteristics that characterize a place, an environment, a city. A transversal term, which deals with the characteristics of an environment interlaced with man and the habits with which he lives in this environment. It indicates the “character” of a place.

There is a genius in the locus of Centrale Fies. Something that was there, that is there now, that has appeared at each REGENERATION, something that remains behind us as we pass the gate in the cold last night, before the final presentations. Some things are really difficult to be written in a call for a design competition…

#REGENERATION

What is REGENERATION?

It is a design workshop – entirely based on the Living Building Challenge standard – in which teams composed of young professionals under 35 years old, are called to develop a project of sustainable requalification of an existing public building for the local community. Every team should respond to specific requirements defined in the announcement Integrative design, synergistic development of the project and sharing of expertise are necessary prerogatives to tackle this challenge. The purpose of the competition is to show the best sustainable regeneration project for the existing building in terms of architecture, energy efficiency, livability and relationship with social, urban and natural context.

3rd edition teams and projects:

YELLOW team (winner): Francesco Perozzo (leader, Italy), Giulia Guglielmo (Italy), Louise Hamot (France), Sonia-Iulia Raetchi (Romania), Eugenijus Sapel (Lithuania). Project: COLSFOOT.

BLUE team: Estelle Cruz (leader, France), Ilaria Lando (Italy), Marco Rossato (Italy), Anamaria Vasile (Romania), Jurgis Zemitis (Latvia). Project: GROWING BUILDING.

GREEN team: Nicolò Santon (leader, Italy), Marta Frolova (Latvia), Federica Grott (Italy), Isabela Manu (Romania), Marian Ontkoc (Slovakia). Project: L’INFINITO.

REGENERATION è il primo concorso di progettazione per giovani (meno di 35 anni) architetti e ingegneri europei interamente basato sul protocollo di sostenibilità dell’ambiente costruito Living Building Challenge, il più rigoroso al mondo. Giunto alla terza edizione, è organizzato da Carlo Battisti con Macro Design Studio e il Living Building Challenge Collaborative: Italy e con il supporto dell’International Living Future Institute di Seattle (WA, USA), l’ente che ha sviluppato e promuove lo standard LBC.

Pioneering a new frontier for healthy buildings.

The WELL Faculty™ Program is a network of educators – authorized by the International WELL Building Institute™ (ILFI) – who are highly experienced and knowledgeable on the topic of the WELL Building Standard™ and who have demonstrated and maintain well-honed presentation and facilitation skills.

After becoming in 2016 the first in Italy to earn the WELL Accredited Professional (WELL AP™) credential, Carlo Battisti has just entered – first in EU – the WELL Faculty family, placing him among a group of leading professionals who are dedicated to supporting human health and well-being in the built environment. There are currently 32 WELL Faculty educators under the Program (11 of them are outside US).

Our buildings have a profound impact on our health, well-being and productivity.

WELL is an independently verified, performance-based system for measuring, certifying and monitoring features of buildings that impact human health and well-being. WELL is also the first building standard to focus exclusively on the human health and wellness in our buildings and communities.

WELL combines best practices in design and construction with evidence-based medical and scientific research – harnessing buildings as vehicles to support human health and well-being.

WELL Certified™ spaces can help create buildings that improve the nutrition, fitness, mood, sleep patterns, productivity and performance of its occupants.

WELL is composed of over 100 features that are applied to each building project. Each WELL feature is designed to address issues that impact the health, comfort or knowledge of occupants through design, operations and behavior.

Our buildings can shape our habits and choices, regulate our sleep-wake cycle, drive us toward healthy and unhealthy choices, and passively influence our health through the quality of our surroundings.

WELL provides a framework for project teams to incorporate a variety of strategies to integrate human health and well-being at the heart of building design, construction and operations. WELL also allows project teams to innovate and transform the way humans can interact with the buildings and spaces they live in. WELL allows people to connect with buildings. [Sources: WELL Brochure. Copyright© 2016 by Delos Living LLC]

Carlo Battisti is WELL AP™ and WELL Faculty™. Interested in hosting a WELL presentation or conducting a WELL pre-assessment of your project? Contact and information here.

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Living Future unConference 2017
THE LEADING EVENT FOR REGENERATIVE DESIGN

Living Future unConference is an annual event that attracts disruptive design leaders. Join a cross-industry collaborative network that is creating a healthy built environment.


Celebrate Genius and Courage in all of its forms during the 11th Annual Living Future unConference, May 17-19 in Seattle, WA. Join us for unconventional sessions + dynamic speakers, including Van Jones, Naomi Klein, and Kirsti Luke.  Living Future brings hundreds of thought-leaders to the table to create a healthy and just future for all. #ChallengetheNorm and uncover your role to make this future a reality. Register here 🙂

Living Future unConference is the forum for leading minds in the green building movement to make strides toward a healthy future for all. This year, we will focus on the layers of Genius and Courage during unconventional sessions and dynamic speaking engagements with top-notch keynotes. We’ll open the unConference with Van Jones, a civil rights leader, former Obama White House advisor and CNN political correspondent. Celebrate 11 years of innovation and partake in the out-of-the-ordinary experience that is the essence of the unConference.

Unforgettable keynotes

Van Jones is a civil rights leader, former Obama White House advisor, and CNN political correspondent. He is the Founder and President of Dream Corps — an incubator, platform and home for world-changing initiatives that empower the most vulnerable in our society. The Dream Corps three programs,#cut50, #YesWeCode, and Green For All, work to close prison doors and open doors of opportunity. A Yale-educated attorney, Van has written two New York Times bestsellers: The Green Collar Economy, the definitive book on green jobs, and Rebuild the Dream, a roadmap for progressives.

Naomi Klein is an award-winning journalist, syndicated columnist and author of the international bestsellers, No Logo, The Shock Doctrine, and most recently This Changes Everything: Capitalism vs the Climate (2014) which is being translated into over 25 languages.  This Changes Everything, the documentary inspired by the book and narrated by Naomi premiered at the Toronto International Film Festival. In 2017 she joined The Intercept as Senior Correspondent. Recent articles have also appeared in The Guardian, The Nation, The New York Times, the New Yorker, Le Monde, The London Review of Books.

Kirsti Luke is Chief Executive of Tūhoe Te Uru Taumatua, Ngāi Tūhoe’s Tribal Authority. She holds a Bachelor of Law (LLB), is extremely knowledgeable about the tribe’s treaty claims, and was involved in the establishment of Te Uru Taumatua. Her goal is to build the organization and the tribe’s economy and improve descendants’ quality of life. Her role includes recruiting management staff, building relationships with stakeholders and government agencies, developing policies to improve or coordinate options for housing, health and employment for Tūhoe and providing business recommendations to build up the tribe’s economy.

The full program

Browse the full LF17 program here.


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The International Living Building Institute
The International Living Future Institute is an environmental NGO committed to catalyzing the transformation toward communities that are socially just, culturally rich and ecologically restorative. Composed of leading green building experts and thought-leaders, the Institute is premised on the belief that providing a compelling vision for the future is a fundamental requirement for reconciling humanity’s relationship with the natural world.
https://living-future.org/