Upgrade.

Storie di persone e di case. Geschichten von Menschen und Häusern.

2013_03_13 immagine 06Con il progetto ‘upgrade – storie di persone e di case’ la Fondazione Architettura Alto Adige affronta criticamente l’attuale tema del risanamento energetico degli edifici storici. Upgrade significa migliorare, stare al passo con i tempi, rinnovare.

Mit dem Projekt „upgrade – Geschichten von Menschen und Häusern“ nimmt die Architekturstiftung Südtirol kritisch Stellung zum aktuellen Thema der „energetischen Sanierung“ in Zusammenhang mit „alter Bausubstanz“. upgrade bedeutet verbessern, der Zeit anpassen, erneuern.

Prosegue l’interessante iniziativa della Fondazione Architettura Alto Adige, che ha finalità non solo didattiche ma anche di stimolo al confronto sul tema del recupero (anche energetico) del patrimonio costruito di valore storico. Sabato 13.03.2013, dopo l’area di espansione della città nel periodo fascista, oggetto della visita del 09.03 è stata la volta delle zone abitative realizzate negli anni ’70, quando la città fu oggetto di un imponente programma di edilizia popolare, attuato dall’Istituto per l’Edilizia Abitativa dell’Alto Adige (ora IpES, Istituto per l’Edilizia Sociale). Programma:

  • Viale Europa 136 ‘I flauti’ (Oswald Zoeggeler – Roland Veneri)
  • Viale Europa 35 (Aquilina & Veneri)
  • Via Alessandria 51-55 (Antonello Marastoni)
  • Via Cagliari ‘Case degli inglesi’ (Darbourne & Darke)
  • Via Cagliari (Carlo Aymonino)

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Viale Europa 35 (Aquilina & Veneri)
1975

La visita, condotta dagli architetti della Fondazione, in particolare Rodolfo Zancan e Carlo Azzolini, ha interessato 5 complessi realizzati tra gli anni 1971-1983, alcuni dei quali di imponenti dimensioni (le Case di Aymonino di Via Cagliari contengono quasi 400 alloggi). Oltre alla presenza degli architetti progettisti originari (per il complesso ‘I flauti’, l’arch. Oswald Zoeggeler) o che ne hanno curato il risanamento (Andrea Fregoni e Roberto Pauro, Area architetti associati, per il risanamento energetico di uno degli edifici in Via Alessandria) sono state di particolare importanza le testimonianze dei cosiddetti ‘fiduciari’ IpES, incaricati che mediano le istanza tra gli uffici dell’ente, i condomini assegnatari degli alloggi e i singoli amministratori di condominio. ‘Gestisco un complesso di alloggi per quasi 1.500 abitanti, come se fossi il sindaco di un paese!’ ha commentato divertito uno di questi rappresentanti che potremmo definire super-esperti di condominio.

Via Alessandria 51-55 (Antonello Marastoni)
1971

Come nelle precedenti tappe del percorso, queste visite nascono come una parziale ricognizione negli stili dell’architettura cittadina di epoche passate ma poi finiscono per sviluppare, nel corso del pomeriggio del sabato (la durata è di circa 4-5 ore) temi ben più complessi e integrati.

Risanamento energetico edificio
(Fregoni & Pauro)

Si discute così, durante la passeggiata e nel dibattito finale, delle scelte della pianificazione urbana di Bolzano nelle epoche passate, dei fabbisogni che l’hanno condizionata, di esempi buoni e meno buoni nelle scelte architettoniche, distributive e tecnologiche (dai sistemi prefabbricati in conglomerato cementizio armato a ‘tunnel’ fino alle casette singole di stile inglese progettate da Darbourne & Darke nei primi anni ’80 in Via Cagliari), dei vincoli posti dalla legislazione sull’edilizia e naturalmente di riqualificazione energetica. Come intervenire ad esempio sugli edifici energivori del complesso ‘I flauti’? Quelle facciate in pannelli di calcestruzzo rigati degli anni ’70 hanno un valore storico (prevalente) da mantenere?

Case ‘degli inglesi’ (Darbourne & Darke)
1983

In queste visite risaltano in modo evidente gli aspetti sociali (anche da qui il titolo dell’iniziativa – Storie di persone e di case), in forte relazione con le dinamiche demografiche degli ultimi anni. Emergono spesso contraddizioni tra gli scenari sociali ipotizzati dagli architetti nei decenni passati (scenari ai quali corrispondono precise scelte architettoniche) e il reale sviluppo che le esigenze e i comportamenti di queste comunità hanno avuto nel tempo. E così l’upgrade auspicato, che fa da titolo a questo progetto, potrebbe essere riferito non solo agli edifici ma anche all’approccio urbanistico e architettonico che guida (o dovrebbe guidare) la politica di gestione del territorio urbano della città.

Case via Cagliari (Carlo Aymonino)
1981

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