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Come ti appalto la facciata.

I risultati del progetto “Capitolato Prestazionale Facciate” in un articolo di EURAC per Elsevier.

Il Journal scientifico Sustainable Cities and Society di Elsevier ha pubblicato un articolo in versione Open Access, a firma Pascal Vullo, Alessio Passera e Roberto Lollini, ricercatori di Eurac Research di Bolzano, che apre la strada a un nuovo approccio nella redazione dei capitolati di facciate tecnologicamente complesse.

Lo studio nasce sulla scorta delle risultanze del progetto “Capitolato Prestazionale Facciate” svolto per conto della Ripartizione Edilizia e servizio tecnico della Provincia Autonoma di Bolzano, in collaborazione EURAC research (Istituto per le Energie Rinnovabili), IDM (Ecosystem Construction) e Università di Bolzano (Facoltà di Scienze e Tecnologie).

Questo lavoro rappresenta un possibile nuovo approccio per l’introduzione di criteri prestazionali sull’involucro, nella pianificazione e gestione degli appalti di progetti di edifici con facciate tecnologicamente complesse e fa da ponte per le attività per gli studi sulle prestazioni delle facciate che vengono svolte all’interno del progetto Interreg IT-AU FACEcamp.

Il titolo dell’articolo è “Implementation of a multi-criteria and performance-based procurement procedure for energy retrofitting of facades during early design”. Qui l’abstract e alcuni commenti nella news di GuidaFinestra e qui il collegamento con l’articolo su Sustainable Cities and Societies di Elsevier. Buona lettura 🙂

Per maggiori informazioni: carlo.battisti@idm-suedtirol.com

It’s LUNA day :-)

2016_09_30-09-lunaOne city. 16 locations. More than 120 activities.
During the European Researchers‘ Night the researchers and scientists of Bolzano will show you how they keep an eye on the big picture while working on the details.

Lunga Notte della Ricerca (LUNA)
Bolzano | Venerdì 30.09.2016 ore 17-24
1 città. 16 location. 120+ stazioni.

The Big Picture

Tenere d’occhio il quadro generale pur avendo cura dei dettagli: questa è la sfida quotidiana degli scienziati. La ricerca spacca il capello con indagini minuziosissime, ma deve poi anche fornire un’immagine a 360° dei cambiamenti che stanno avvenendo e di cosa ci aspetterà in futuro. Sotto il motto “The Big Picture” torna quest’anno la Lunga Notte della Ricerca – giunta alla quinta edizione – con oltre 120 stazioni interattive per sperimentare, costruire, chiacchierare, incontrarsi e divertirsi. Tutto ovviamente a ingresso libero!

2016_09_30-06-luna

EURAC, unibz e IDM si prendono una notte intera – il 30 settembre 2016 dalle ore 17 alle 24 – per accompagnarvi nella città di Bolzano, tra scienza e divertimento. Dal piccolo al grande, dal dettaglio al contesto, dal presente al futuro… e ritorno!

2016_09_30-01-mylunamyLUNA – il Tuo programma personalizzato

La Lunga Notte della Ricerca è lunga, ma probabilmente non abbastanza per poter visitare ogni stazione. Per questo puoi personalizzare il tuo programma per la LUNA 2016 e avere sempre la panoramica delle tue stazioni preferite! Scopri qui come funziona e prova anche tu!

Al programma partecipano tra gli altri i partner del Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) di IDM Südtirol – Alto Adige, il gruppo di aziende, centri di ricerca, enti pubblici e professionisti focalizzato sul comfort all’interno degli edifici. Vi segnalo:

Agenzia CasaClima
2016_09_30-02-lunaL’ Agenzia CasaClima, nata nel 2006 e al 100 per cento società di proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano, è un ente pubblico non coinvolto nel processo edilizio, che si occupa della certificazione energetica e ambientale di edifici e prodotti. Ad oggi l’Agenzia ha certificato più di 6000 edifici, distribuiti su tutto il territorio nazionale. La trovate alla tappa
Sotto la pelle degli edifici
Dove: Piazza Fiera, Bolzano

Eco-Research
2016_09_30-03-lunaEco-Research è un laboratorio di analisi, che nel tempo ha maturato una solida esperienza nella ricerca ambientale.  Il suo team di chimici, biologi, ingegneri e tecnici di laboratorio si è specializzato nello studio dei microinquinanti inorganici e organici.
Segnalo in particolare le due tappe di Eco-Research su
Cosa c’è nel respiro?
Allarme polveri sottili!
Dove: Eco-Research, Via Luigi Negrelli 13, Bolzano

EURAC Research
2016_09_30-05-lunaL’Accademia Europea di Bolzano – EURAC  è un centro di ricerca privato. Nel cuore delle Alpi studiosi da ogni parte del mondo elaborano strategie sui temi più sensibili del nostro tempo e in particolare per il benessere dei territori di montagna. In particolare l’Istituto per le Energie Rinnovabili conduce attività di ricerca applicata nel campo di sistemi energetici avanzati che prevedono l’utilizzo di fonti energetiche sostenibili. Tra le numerose tappe di EURAC segnalo
La casa del futuro
Pareti a sorpresa
Dove: EURAC, Viale Druso 1, Bolzano

Thimus
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Thimus studia i meccanismi del cervello che determinano la preferenza nella scelta di un prodotto o di una esperienza, per poi soddisfare i desideri degli utenti anticipandone le risposte. Thimus sarà presente presso IDM con la tappa
Viaggio dentro la mente
Dove: IDM Südtirol – Alto Adige, Via Siemens 19, Bolzano

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Lange Nacht der Forschung
Bozen | Freitag, 30.09.2016 | 17-24 Uhr
1 Stadt. 16 Forschungseinrichtungen. 120+ Stationen.

Das große Ganze im Blick haben und dennoch die Liebe zum Detail pflegen – eine alltägliche Herausforderung in der Welt der Wissenschaft. Den Schwenk vom kleinen Detail zu den großen Zusammenhängen und wieder zurück unternimmt heuer die fünfte Ausgabe der LUNA unter dem Motto „The Big Picture“. Sie bietet eine Nacht lang Wissenschaft und Forschung für alle Sinne und Altersstufen an über 120 Stationen in ganz Bozen. Eintritt frei!

EURAC, unibz und IDM begleiten die Besucher am 30. September von 17 bis 24 Uhr durch die Bozner Nacht zwischen Wissenschaft und Unterhaltung: Vom Detail zu den großen Zusammenhängen, von der Gegenwart in die Zukunft und wieder zurück!

Le classifiche delle università. Graduatorie per migliorare.

ArwuL’uscita delle annuali classifiche delle migliori università del mondo suscita come al solito polemiche, in particolare da parte di francesi e italiani, che lamentano la presa in esame dei soli corsi di laurea in inglese. Le graduatorie confrontate dal Corriere della Sera del 18.08.2013 si riferiscono a quattro classifiche: Arwu (Academic Ranking of World Universities) della Jiao Tong University di Shanghai, l’ultima in ordine di tempo, il Taiwan Ranking e le inglesi QS (Quacquarelli Symonds) World University Rankings e Times Higher Education. Colpiscono le rilevanti differenze tra una classifica e l’altra, ad esempio la Johns Hopkins compare al 2° posto per la Taiwan Ranking ma non compare tra le prime dieci nelle altre tre classifiche. Per Taiwan è insolita anche la posizione dell’MIT (decima), che nelle altre tre classifiche compare tra il 1° e il 4° posto. Per fare un po’ di chiarezza ho provato a mediare i risultati delle 4 classifiche (assegnando convenzionalmente la posizione 11° nel caso in cui l’università in questione non fosse presente in una o più delle classifiche) determinando la nuova classifica complessiva seguente:

  1. Harvard
  2. MIT
  3. Cambridge (UK)
  4. Stanford
  5. Berkeley
  6. Oxford (UK)
  7. Princeton
  8. Johns Hopkins
  9. UCLA
  10. Washington – Seattle
  11. London College (UK)
  12. Caltech
  13. Michigan – Ann Arbor
  14. Chicago
  15. London Imperial College (UK)
  16. Yale
  17. Toronto (CAN)
  18. Columbia
  19. Tokyo (JAP)
MIT

Edifici del campus MIT

La sostanza non cambia di molto, se consideriamo che tra le prime dieci ce ne sono ben otto di americane! In particolare, in base alla media dei risultati conseguiti nei quattro studi, svetta Harvard (prima in tre su quattro), seguita a una certa distanza dall’MIT, poi da Cambridge (UK) e Stanford, da Berkeley e Oxford (UK) e, ulteriormente staccate, da un gruppo di università che comprende Princeton, Johns Hopkins. UCLA, Washington Seattle, London College (UK), Caltech e così via.

Stanford

Un edificio a Stanford

Le migliori italiane sono oltre la 100.a posizione: Milano (Università degli Studi e Politecnico), Padova, Pisa, Roma La Sapienza, Bologna. Risultato scoraggiante, anche se nelle prime 500 c’’è un indice di concentrazione delle italiane abbastanza alto, secondo Marino Regini, esperto di sistemi universitari. Ma in ogni caso il divario è impressionante. Ciò che viene messo in discussione è però il metodo utilizzato per stilare le classifiche, che è basato su due criteri principali: quello linguistico e quello quantitativo. Da una parte le due classifiche asiatiche privilegiano gli studi in inglese escludendo tutti quelli in italiano, francese, tedesco. Dall’altra vengono premiate soprattutto le pubblicazioni scientifiche (su riviste ad esempio come Nature e Science), il che finisce per favorire le grandi istituzioni accademiche (ma anche questo è un indicatore essenziale) e penalizza un po’ i risultati delle facoltà umanistiche.

Berkeley

Un edificio a Berkeley

Andrea Ichino, nell’articolo ‘Le classifiche delle università: possiamo davvero fidarci’ del Corriere del 18.08.2013 prova a tracciare una metodologia più trasparente, riferendosi soprattutto al lavoro svolto dall’Anvur (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca), basato sui seguenti criteri: tenere distinte le singole materie e inoltre indicare, oltre al risultato medio di ogni dipartimento, anche se tale risultato è omogeneo oppure derivi da punte di eccellenza combinate con zone d’ombra. Ichino suggerisce inoltre che sia lo Stato a rendere disponibili queste informazioni, in modo trasparente, tramite un sito web che gestisca informazioni sulle università a livello di singolo dipartimento. Informazioni riguardanti: ricerca, strutture, dimensioni, didattica, risultati ottenuti dai laureati nel mercato del lavoro (!) ecc., in modo che si riducano le infruttuose discussioni di principio e ci sia la possibilità per l’utente di interrogare il sistema ottenendo risultati efficaci e utili per la proprie scelte.

FinancialTimesAltre classifiche internazionali sono disponibili, ad esempio: Education World’s Best di US News oppure il ranking delle business school del Financial Times. Nel 2014 è atteso l’arrivo di una classifica tutta europea (anche come finanziamento pubblico) che analizzerà circa 700 atenei di tutto il mondo. Si tratta di ‘U-Multirank’, evidentemente una risposta alle quattro classifiche in questione. Al di là dei risultati, mi sembra logico che questi sistemi di informazioni vengano utilizzati dalle università ‘nostrane’ (pur con il finanziamento insufficiente con il quale fa attualmente i conti il sistema universitario italiano) come spunto di riflessione per il miglioramento. Ad esempio tramite il potenziamento del legame tra conoscenza e mondo produttivo, come commenta Franco Mosconi, in riferimento alla situazione dell’Emilia-Romagna, sul Corriere di Bologna del 19.08.2013. Secondo questo esempio queste classifiche sono l’occasione per puntare a consolidare un sistema – ad esempio come quello emiliano romagnolo – che includa distretti produttivi (macchine per l’imballaggio – Bologna, meccatronica – Reggio, farmaceutica – Parma, wellness – Cesena), poli tecnologici (ICT – Bologna e Modena, biomedicale – Mirandola) e una rete regionale di università a ‘cooperazione rafforzata’ (che equivale a network + massa critica) tra Bologna, Ferrara, Modena-Reggio e Parma), per una ‘Via Emilia dell’innovazione’.

EuregioE’ qualcosa di analogo a ciò che è già realtà con l’accordo di cooperazione transfrontaliera firmato ieri ad Alpbach tra le università di Bolzano, Trento e Innsbruck. Dopo il protocollo di intenti firmato il 05.05.2012 a San Michele all’Adige, si tratta di un accordo programmatico che prevede una serie di progetti in comune nell’ambito sia della ricerca sia della didattica, nelle aree disciplinari che vedono eccellere le tre provincie (Bolzano, Trento, Tirolo): ingegneria, fisica, informatica, lettere e filosofia, scienze cognitive. In concreto, ci sarà la possibilità per i ricercatori di prestare la loro attività su più sedi, per gli studenti di frequentare i corsi nelle diverse sedi, ecc. Una vera e propria ‘Università dell’Euregio’, seppur virtuale, dove comunque ogni ateneo possa consolidare la propria specializzazione; ad esempio, per Bolzano, l’orientamento alla tutela dell’ambiente e del futuro e la spinta verso uno sviluppo equilibrato. Il tutto già in piena sintonia con gli obiettivi di Horizon 2020, il nuovo programma europeo sulla ricerca e innovazione, che prevede sinergie internazionali di questo tipo.

Link alle interviste dei rettori di Bolzano e Trento sull’accordo Euregio di Alpbach.