Un’iniezione di innovazione.

Così pare, se accettiamo l’equazione: personale altamente qualificato in discipline tecnico-scientifiche = innovazione. Perché la strada che la Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano ha (definitivamente?) intrapreso con la delibera 978 del 26 agosto scorso è quella di finanziare direttamente al 50% per due anni (!) per impresa e per persona, l’assunzione, da parte di aziende (piccole, medie, grandi) dell’Alto Adige, di laureati tecnici. Il budget complessivo è di 1.600.000 €. «Numeri … da fare accapponare la pelle» direbbe l’indimenticato ing. Cane di ‘Mai dire goal‘. Insomma, le aziende che assumeranno personale tecnico in più (quindi non in sostituzione di personale in uscita) su due anni di stipendio si troveranno a pagarne uno solo; all’altro ci penserà la Provincia di Bolzano. Oppure, se vogliamo metterla in un altro modo, 2 ingegneri al prezzo di 1, per due anni.

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Si tratta, dal punto di vista normativo, di una modifica dei criteri di attuazione della Legge provinciale 13 dicembre 2006, n. 14, che disciplina la ricerca e l’innovazione. Quali sono più in dettaglio i contorni dell’iniziativa?

Beneficiari:

  1. le piccole, medie e grandi imprese che assumono personale altamente qualificato;
  2. le piccole e medie imprese che impiegano personale altamente qualificato messo a disposizione da parte di un organismo di ricerca e diffusione della conoscenza o da una grande impresa.

Aiuti

  • Per l’assunzione di personale altamente qualificato sono previsti aiuti fino al 50% del costo del personale in applicazione del regime ‘de minimis‘ (sono gli aiuti che si presume non incidano sulla concorrenza in modo significativo).
  • Nel caso di messa a disposizione di personale altamente qualificato sono previsti aiuti fino al 50% del costo del personale fatturato all’impresa beneficiaria in applicazione del regolamento generale di esenzione per categoria.

Per personale altamente qualificato si intende personale:

  • con laurea magistrale in discipline tecnico-scientifiche, quali Architettura, Biologia, Biotecnologia, Chimica, Design, Farmacia, Fisica, Informatica, Ingegneria, Matematica, Scienze e tecnologie, Statistica, oppure
  • con dottorato di ricerca conseguito presso una università italiana o presso una università estera, se equipollente in base alla legislazione vigente, con l’esperienza professionale sotto indicata.

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Nel caso di assunzione (in regime de minimis) il personale altamente qualificato ha un’esperienza professionale di tre anni nel settore, che può comprendere anche una formazione di dottorato. Nel caso di messa a disposizione il personale altamente qualificato ha un’esperienza professionale pertinente di almeno cinque anni, che può comprendere anche una formazione di dottorato.

La clausola base è ovviamente che il personale altamente qualificato si occuperà delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione nell’ambito dell’impresa che riceve l’aiuto (no ingegneri a fare le fotocopie, per capirsi).

Il ‘bando 2014 a favore dell’assunzione o della messa a disposizione di personale altamente qualificato’ ha in definitiva l’obiettivo di elevare il grado di qualificazione del personale coinvolto nei processi di innovazione nelle imprese altoatesine e conseguentemente di aumentare nel medio periodo i risultati delle imprese nell’ambito della ricerca e dello sviluppo. Il presupposto è la cosiddetta ‘fuga di cervelli” che ha interessato l’Alto Adige negli ultimi anni. E così, mentre in Lombardia ci sono 0,84 occupati altamente qualificati su mille, in Alto Adige ce ne sono solo 0,25; dato che assegna a Bolzano il titolo di fanalino di coda del Nord-Est, dopo il Trentino che ne ha quasi il doppio (0,47) e il Veneto che invece sale ancora a 0,60. Scaturisce quindi la necessità di dare un impulso alle assunzioni di personale qualificato, secondo la strategia di trasformare la provincia di Bolzano in una regione ad alto contenuto di ricerca e innovazione.

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Sarà sufficiente? Sarà efficace? Come sempre accade in Alto Adige, dopo l’annuncio del presidente Arno Kompatscher (vedi ‘La Provincia paga chi assume laureati‘ su Alto Adige del 27.08.2014) tutti i titolati a rappresentare i vari interessi di parte (ma quando supereremo questo modello corporativo??…) stanno prendendo posizione (mi domando sempre, ma sono i media che li contattano uno a uno secondo una lista prestabilita o sono uscite spontanee?).  Prima l’ok dagli imprenditori (‘Le aziende: «Pronte a fare nuove assunzioni»‘ su Alto Adige del 28.08) che finalmente vedono all’orizzonte liquidità fresca a copertura dei costi di personale. Mentre invece, le agevolazioni finalizzate ai progetti di Ricerca & Sviluppo – la Provincia aiuta l’imprenditore riducendo il rischio che questo corre in un’innovazione pianificata – pare non piacciano molto. Poi gli artigiani (‘La Cna: «Sulle assunzioni non creare mercati di serie B»‘, Alto Adige del 31.08): «Bene gli sgravi fiscali per chi assume laureati, prospettati dalla Provincia. Ma si rischia di fare una differenza con chi non ha una laurea, ma è capace e dotato di qualità nel proprio…» eh no, se la laurea tecnica (con esperienza) è una dimostrazione di competenza, quella serve. Questi ‘distinguo’ non entrano nelle statistiche degli indicatori… Infine (ma solo per ora) l’Università (‘Il bonus laureati favorirà la crescita della ricerca‘ su Alto Adige dell’01.09).

Insomma, l’amministrazione Provinciale fa la sua parte, con un approccio alla Keynes. Ora vediamo se questo volano farà esplodere potenziali di innovazione a lungo sopiti.

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