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Le letture estive del Collaborative.

Il Living Building Challenge Collaborative: Italy Vi augura una rilassante pausa di agosto tra mare, montagna, lago, città d’arte e viaggi più o meno lontani, proponendovi una lista di letture estive “must read” per inspirarvi nella ricerca di una sostenibilità rigenerativa. Buone Ferie ! (tra parentesi: chi vi suggerisce il libro 🙂

The Living Building Challenge Collaborative: Italy wishes you a relaxing break in August at seaside, mountain, lake, cities of art and journeys, more or less distant, proposing a list of “must read” summer readings to inspire you while searching for a regenerative sustainability . Have great vacations! (in brackets: who suggests the book 🙂

Powell Books, Portland (OR, USA)

Giuseppe Barbiero – Ecologia affettiva

Giuseppe Barbiero – Introduzione alla biofilia

Paolo Cognetti – Le otto montagne [Alessandro Speccher]

Elena Dal Pra – Haiku: Il fiore della poesia giapponese da Basho all’Ottocento [Michele Massaro]

Rudolf Finsterwalder – Form follows nature [Michele Massaro]

Marco Aurelio – Colloqui con se stesso [Marco Rossato]

Roberto Pagani, Giacomo Chiesa, Jean-Marc Tulliani – Biomimetica e Architettura. Come la natura domina la tecnologia [Michele Massaro]

Peter Wohlleben – Das geheime Leben der Bäume: Was sie fühlen, wie sie kommunizieren – die Entdeckung einer verborgenen Welt [Carlo Battisti]

Il Living Building Challenge Collaborative: Italy (LBCC Italy) è un gruppo di professionisti locali volontari impegnati per la sostenibilità, la formazione e l’attuazione del Living Building Challenge. Il LBCC Italy fornisce un forum unico di confronto “dal vivo” per facilitare il cambiamento nell’ambiente costruito. LBC è lo standard di sostenibilità più avanzato al mondo. Il numero di gruppi che sta cercando di realizzare in varie parti del mondo le condizioni del Living Building Challenge cresce ogni anno.

The Living Building Challenge Collaborative: Italy (LBCC Italy) is a group of local professional volunteers committed to sustainability, education and implementation of the Living Building Challenge. The LBCC Italy provides a unique in person forum to facilitate change in the built environment. LBC is the most progressive sustainability standard in the world.  The number of teams trying to achieve Living Building Challenge status increase every year.

Chiunque sia interessato a partecipare al LBC Collaborative: Italy, può contattarci o trovarci ai seguenti numeri | Anyone interested in getting involved in the LBCC Italy, please contact us or find us at

Living Building Challenge Collaborative: Italy
c/o International Living Future Institute
Voltastraße / Via Volta 13°
I-39100 Bozen / Bolzano
Tel. +39 0471 094989
LBCCItaly@gmail.com
Web:                    http://collaboratives.living-future.org/italy
Facebook:           https://www.facebook.com/LBCCollaborativeItaly
Twitter:               @LBCItaly
YouTube             LBC Collaborative Italy
SlideShare          http://www.slideshare.net/LBCCItaly

 

 

 

Sustainability, Restorative to Regenerative.

An exploration in progressing a paradigm shift in built environment thinking, from sustainability to restorative sustainability and on to regenerative sustainability.

Do you want to explore the new frontiers of sustainability? From the work of the COST Action CA16114 RESTORE: REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy, Working Group 1. Restorative Sustainability, here is our first booklet (downloadable for free). Enjoy 🙂

With contributions by Martin Brown, Edeltraud Haselsteiner, Diana Apró, Diana Kopeva, Egla Luca, Katri-Liisa Pulkkinen, Blerta Vula Rizvanolli and many others …

This publication, with contributions from over 20 EU countries is an exploration in progressing a paradigm shift in built environment thinking, from sustainability to restorative sustainability and on to regenerative sustainability.

It presents a reference document for future work of the RESTORE Action, for other Cost Actions and for built environment academia and industry organisations.

VanDusen Botanical Garden, Vancouver (CAN)

Summary

  • Introduction
  • Definitions – the Language for Sustainability
  • Social, Health and Participation in Sustainability
  • Living Buildings
  • Regenerative Heritage
  • Circular Economy
  • WG1 Activities
  • Epilogue
  • WG1 People

Portland Japanese Garden, Portland (OR, USA)

(From the Introduction by Martin Brown and Edeltraud Haselsteiner)

It is now some 30 years since Brundtland defined sustainable development, broadly defined as not doing anything today to compromise tomorrow’s generation, and in doing so defined sustainability for business and enterprises globally.
Many in the built environment have taken this passive ‘do nothing’ approach, as license to do the least possible. Consequently, we have and we continue to compromise future generations.
The built environment is a huge influencer on ‘sustainability’, we spend over 90% of our time working, living and playing within our buildings. Despite sustainability and corporate social responsibility initiatives it is irresponsible that we have generally failed to grasp our influence and to address the potential to move the needle on wider global sustainability and climate issues.
Buildings, and the manner in which we design, construct and maintain them have been a significant contributor to climate breakdown we are witnessing.

Restorative and regenerative approaches can flip this enabling buildings to become part of climate regeneration solutions.
Maybe sustainability is not a journey, but a state of equilibrium, based on giving as much as we take. On the negative side where we take more, we are unsustainable and no matter how much we reduce our impacts we will always remain unsustainable. On the positive side ‘to do more good‘ we open doors to
restore environments and communities, and to create and enable conditions for environmental, social and economic regenerative growth […].

We no longer have the luxury of just being less bad.” (RESTORE)

La corsa della Regina Rossa.

In “Attraverso lo specchio” di Lewis Carroll, la Regina Rossa dice ad Alice “Now, here, you see, it takes all the running you can do, to keep in the same place, if you want to get somewhere else, you must run at least twice as fast as that!”. Possiamo provare a tradurre così: “Ora, qui, vedi, ci vuole tutta la velocità di cui si dispone se si vuole rimanere in un posto. Se si vuole andare da qualche parte, si deve correre almeno due volte più veloce di così!”.

2015_12_04-01 Alice and the Red Queen

Illustration by John Tenniel of the Red Queen lecturing Alice for Lewis Carroll’s “Through The Looking Glass”

L’effetto della Regina Rossa si può ritrovare in alcune situazioni, di cui parla ad esempio questo post della Società Scacchistica Torinese.

In economia, nella competizione tra aziende, dove a volte “correre veloci” non basta più neanche per rimanere fermi (qualcuno parla anche di “escaping the red queen effect”) e per progredire e innovare bisogna “correre” in maniera diversa dalla concorrenza, inventandosi nuovi mercati, cambiando le regole del gioco, ecc. In un articolo del 1995 Stuart Kauffman fa notare come la maniera in cui evolvono le tecnologie è simile all’esplosione “biologica” del periodo Cambriano (primo periodo del Paleozoico, 540 milioni di anni fa) in cui in un breve (relativamente parlando) lasso di tempo nacquero, si evolsero e scomparvero, interi tipi animali. Così nel periodo in cui si stava sviluppando la bicicletta, se ne costruivano modelli molto diversi, ma una volta che i modelli principali (o vincenti) si sono affermati, è sempre più difficile portare dei miglioramenti.

2015_12_04-03 The red queen
Negli scacchi esiste un effetto “Regina Rossa”: arriva un momento, per ogni giocatore, in cui è sempre più difficile migliorare il proprio livello di conoscenza del gioco. Chi nonostante questo, fosse disperatamente in cerca di un’ulteriore evoluzione, dovrebbe iniziare a correre in maniera diversa dall’avversario, dedicandosi al miglioramento delle proprie capacità di concentrazione, del controllo delle reazioni emotive e così via.

2015_12_04-04 Ferdinando Boero

Ferdinando Boero

L’effetto Regina Rossa è ben noto anche nella biologia che si occupa di evoluzionismo. La “corsa della Regina Rossa” è un ipotesi teorica che afferma che in un sistema in evoluzione, il continuo sviluppo è necessario anche solo per mantenere l’adattamento relativo all’ambiente in cui esso evolve (“For an evolutionary system, continuing development is needed just in order to maintain its fitness relative to the systems it is co-evolving withGraham Bell, 1982). Ne parla diffusamente Ferdinando Boero in “Economia senza natura. La grande truffa” e in questo articolo su Internazionale del 28.11.2013, “L’ecoevoluzione spiegata da Alice“.

2015_12_04-05 Economia senza natura«Nell’Origine delle specie troviamo un concetto che potrebbe essere una chiave di volta dell’ecoevoluzione. Eccolo qua, tradotto all’impronta dal testo originale: – Non possiamo trovare alcuna regione in cui tutti gli abitanti nativi siano ora così perfettamente adattati gli uni agli altri, e alle condizioni fisiche in cui vivono, che nessuno di essi possa in qualche modo migliorare. Se qualcuna di queste molte specie viene modificata e migliorata (dalla selezione naturale, n.d.t.), altre dovranno migliorare in modo corrispondente o saranno sterminate –   Molti anni dopo, questo concetto è stato chiamato l’Ipotesi della Regina rossa dal biologo statunitense Leigh Van Valen. L’erbivoro corre veloce per sfuggire al predatore, e il predatore deve correre sempre più veloce se vuole acchiappare qualche erbivoro. Ogni cambiamento che avvantaggia una specie svantaggia le specie con cui interagisce (o come competitore o come predatore-preda). Da questo risulta che l’equilibrio non esiste o, meglio, ci troviamo di fronte a un equilibrio dinamico. L’equilibrio c’è, ma cambia sempre. L’evoluzione è come una reazione a catena nel teatro dell’ecologia».

Ma mi raccomando, non confondete la Regina Rossa con la Regina di Cuori nei libri di Lewis Carroll! La prima appare in “Attraverso lo specchio” (Through the Looking-Glass, and What Alice Found There, 1871) mentre la seconda è in “Alice nel Paese delle Meraviglie” (Alice’s Adventures in Wonderland, 1865). Due caratteri completamente diversi.

The Red Queen is a fictional character in Lewis Carroll‘s fantasy novel, Through the Looking-Glass. She is often confused with the Queen of Hearts from the previous book Alice’s Adventures in Wonderland, although the two are very different. The two share the characteristics of being strict queens associated with the color red. However, their personalities are very different. Indeed, Carroll, in his lifetime, made the distinction between the two Queens by saying: “I pictured to myself the Queen of Hearts as a sort of embodiment of ungovernable passion – a blind and aimless Fury. The Red Queen I pictured as a Fury, but of another type; her passion must be cold and calm – she must be formal and strict, yet not unkindly; pedantic to the 10th degree, the concentrated essence of all governesses!

Ferdinando Boero e Frank Zappa

2015_12_04-06 Frank Zappa

Statua di Frank Zappa a Vilnius (14.12.2014)

La Phialella zappai è una specie di Cnidaria il cui nome è stato scelto in onore del musicista Frank Zappa. Si tratta di un idrozoo scoperto nel 1983 da Ferdinando Boero, oggi professore di zoologia all’Università del Salento, durante un periodo di studio presso il Bodega Marine Laboratory dell’University of California Berkeley, ora University of California Davis. Boero scrisse a Frank Zappa, dicendo che avrebbe voluto dare il suo nome a una medusa fino a quel momento sconosciuta. Zappa rispose: «There is nothing I would like better than to have a jellyfish named after me».

To learn more: Interview with Ferdinando Boero (03.05.2015)

Le belle scuole dell’Alto Adige.

School Buildings Tour
Quando pedagogia, architettura (e comfort) dialogano insieme.

In concomitanza con la mostra “Costruire scuole in Alto Adige”, TIS innovation park e la rete di competenze “spazio&apprendimento” in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Indoor Environmental Quality (IEQ) organizzano due giornate formative dedicate agli edifici scolastici.

Obiettivo delle giornate è approfondire il tema della relazione tra pedagogia e architettura, mostrando come i concetti pedagogici possono concretizzarsi in spazi architettonici innovativi, e scoprire cosa accade quando, nel momento progettuale, pedagogia e architettura dialogano insieme e studiano spazi in cui l’apprendimento e l’insegnamento possono trovare la giusta collocazione. L’evento si compone di un primo pomeriggio presso il Forte di Fortezza, in cui saranno illustrati i concetti di base e condivise le esperienze; seguirà la visita alla mostra “Costruire scuole in Alto Adige” allestita presso il Forte.

2015_10_07-05 Forte Fortezza

Il focus delle due giornate formative è anche sulla tematica del comfort e della qualità ambientale interna; sono previste il giorno successivo visite guidate con i progettisti a tre edifici scolastici dove il comfort interno è un obiettivo centrale:

Scuola Superiore per le Professioni Sociali Hannah Arendt, Bolzano
Progetto: Cl&aa Claudio Lucchin e architetti associati
L’ampliamento dell’ex convento dei Frati Cappuccini è completamente sottoterra (10.300 mc su 4 piani) con vincoli in termini di illuminazione naturale e artificiale, ventilazione meccanica controllata e isolazione dal radon, dalla complessità facilmente intuibile.

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Scuola Hannah Arendt, Bolzano (foto: Domusweb)

Scuola primaria di primo grado di San Valentino in Campo e Planetario, Cornedo all’Isarco (Bz)
Progetto: Cez , Calderan e Zanovello architetti
Il nuovo edificio è certificato CasaClima A/Gold con riscaldamento a pavimento e ventilazione controllata ed è autosufficiente dal punto di vista energetico.

2015_10_07-03 Scuola San Valentino

Scuola di San Valentino in Campo (BZ) (foto © Gunter Richard Wett)

Scuola primaria di primo grado di Ora (Bz)
Progetto: Modus Architects, Bressanone
L’edificio esistente degli inizi del ‘900 è stato risanato da umidità e gas radon al piano terra. La nuova costruzione è certificata CasaClima B con pavimenti radianti nei corridoi.

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Scuola primaria di Ora (BZ)

Programma
Punto di ritrovo:

  • Venerdì 23 ottobre: ore 15.00 – Forte di Fortezza, via  Brennero, 39045 Fortezza (BZ)
  • Sabato 24 ottobre: ore 8.45 – TIS innovation park, Via Siemens 19, 39100 Bolzano

Costo:  245 € IVA inclusa

Queste le altre scuole in mostra a Fortezza:

A misura di bambino
Scuola per l’infanzia Terento, Comune di Rio Pusteria
progetto: Feld 72 – Vienna – A

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Scuola per l’infanzia di Terento (Bz) (foto: Hertha Hurnaus)

Design e innovazione
Scuola per l’infanzia e scuola elementare di Eores, Comune di Bressanone
progetto: Pedevilla – Brunico – I

Storia e modernità, insieme
Scuola elementare di Ora, Comune di Ora
progetto: MODUS – Bressanone

Studiare tra le stelle
Scuola elementare e planetarium di Cornedo, Comune di Cornedo
progetto: Zanovello & Calderan – Bolzano

Rinnovare l’esistente
Scuola media secondaria di Monguelfo, Comune di Monguelfo
progetto: Otto Irsara – Brunico

Comfort ipogeo
Scuola per le professioni sociali “Hannah Arendt”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Claudio Lucchin & associati – Bolzano

Da stalla a scuola
Istituto superiore per l’agricoltura “Happacherhof”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Josef March –Bolzano

Una vetrina sul gusto
Scuola alberghiera professionale provinciale “Savoy”, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Stifter + Bachmann – Falzes

Un albergo per imparare
Scuola alberghiera e convitto per studenti, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Andrea Sega – Stefan Bauer – Josef March – Bolzano

La città nella città
Libera Universitá di Bolzano – Sede, Provincia Autonoma di Bolzano – Ripartizione edilizia
progetto: Bischoff & Azzola – Zurigo – CH

Vi aspettiamo 🙂 Iscrizioni: qui

Human.

The works of Yann Arthus-Bertrand

Yann Arthus-Bertrand, born in 1946, has always had a passion for the animal world and the natural environment. When he was 30, he travelled to Kenya with his wife with whom he carried out a three-year study on the behaviour of a family of lions in the Massaï Mara reserve. While in Africa, he earned his living as a hot-air balloon pilot. This was when he really discovered the earth from above and the advantages of viewing what he was studying from afar to gain an overall picture of an area and its resources.

Little by little, Yann became a reporter focusing on environmental issues, and collaborating with Géo, National Geographic, Life, Paris Match, Figaro Magazine etc. In 1991, he founded the first aerial photography agency in the world.

2015_09_25-01 Yann-Arthus BertrandFor the First Rio Conference in 1992, Yann decided to prepare a big work for the year 2000 on the state of the planet: The Earth From the Air. This book encountered a great success and over 3 million copies were sold. The outdoor exhibitions have been seen so far by about 200 Million people. Yann then created the Goodplanet Foundation that aims to raise public awareness of environmental issues, implement carbon offset programmes and fight deforestation with local NGOs.

2015_09_25-02 Yann-Arthus Bertrand

Within the Foundation, he developed the 6 billion Others project, that has just changed names and become 7 billion Others. More than 6000 interviews were filmed in 84 countries. From a Brazilian fisherman to a Chinese shopkeeper, from a German performer to an Afghan farmer, all answered the same questions about their fears, dreams, ordeals, hopes: “What have you learned from your parents? What do you want to pass on to your children? What difficult circumstances have you been through? What does love mean to you?” Forty or so questions that help us to find out what separates and what unites us.

2015_09_25-04 Yann-Arthus BertrandIn 2006, Yann started the series Vu Du Ciel, a television documentary series of several one-and-a-half hour episodes, each dealing with a particular environmental problem. Encouraged by his television experiment, Yann Arthus-Bertrand undertook the production of a full-length feature film, HOME, that deals with the state of our planet. The film was released on 2009 on television, on the Internet, on DVD and in cinemas simultaneously worldwide, almost entirely free of charge to the public. More than 600 million people have seen it so far.

2015_09_25-03 Yann-Arthus Bertrand

In 2011, Yann directed two films for the United Nations : the film Forest, official film of the 2011 International Year of the Forest, and the film Desertification. For Rio + 20, Yann directed the film “Planet Ocean” with Michael Pitiot. This film aims to promote understanding of the importance of oceans in the ecosystem. In the same time, the GoodPlanet Foundation initiated a “Ocean Programme”, to raise awareness of the importance of marine ecosystems.

HOME (2009) – the movie

In 2012, Yann began filming his next feature film called “Human“. At the crossroads of “Home” and the project “7 Billion Others”, “Human” is comprised of interviews with people from all conditions in over 45 countries, and aerial images gleaned all over the world. Filming takes place in very diverse landscapes since June 2012. Particular, from January 2014, Thailand, Antarctica, Dubai, Brazil, Pakistan, Cuba or Japan. The film is now available.

In July 2013, Yann Arthus-Bertrand opened his photographic studio in Paris. This friendly place, open to all, is to allow everyone to discover his way of working, to better understand what happens behind each of his photos and meet his team.

FacebookThe work of Yann Arthus-Bertrand has shown its commitment to awaken a collective responsibility and conscience. In this awareness “campaign” the objective is to reach to the most people possible. All the films produced by HOPE are available free of charge to NGOs, nonprofits and schools in the frame work of environmental education [from Yann Arthus-Bertrand’s web site].

Here is the complete series of “Human” movies. Enjoy 🙂

HUMAN (2015) – the movie


Who is Ayn Rand?

2015_08_26-04 Atlas shrugged1168 pages of mystery, science fiction, suspense, romance, erotism, capitalism or better to say industrialism. A great effort for me, to be frank (it is one of the longest novels ever written), but it was worth it. Atlas Shrugged (1957) is Ayn Rand‘s fourth and last novel, it was also her longest, and the one she considered to be her magnum opus in the realm of fiction writing.

Atlas Shrugged is as relevant and stimulating to an active-minded person today as on the day it was written. The reason is not hard to identify. In Atlas Shrugged Rand is concerned with timeless, fundamental issues of human existence. The book explores a number of philosophical themes from which Rand would subsequently develop Objectivism. In doing so, it expresses the advocacy of reason, individualism, capitalism, and the failures of governmental coercion [Wikipedia].

“My personal life,” says Ayn Rand, “is a postscript to my novels; it consists of the sentence: ‘And I mean it.’ I have always lived by the philosophy I present in my books— and it has worked for me, as it works for my characters. The concretes differ, the abstractions are the same. Ayn Rand wrote volumes urging people to be selfish.

What? Aren’t people already too selfish? Just do whatever you feel like, be a thoughtless jerk, and exploit people to get ahead. Easy, right? Except that acting thoughtlessly and victimizing others, Rand claims, is not in your self-interest. What Rand advocates is an approach to life that’s unlike anything you’ve ever heard before. Selfishness, in her philosophy, means:

  • Follow reason, not whims or faith.
  • Work hard to achieve a life of purpose and productiveness.
  • Earn genuine self-esteem.
  • Pursue your own happiness as your highest moral aim.
  • Prosper by treating others as individuals, trading value for value.

At the dawn of our lives, writes Rand, we “seek a noble vision of man’s nature and of life’s potential.” Rand’s philosophy is that vision. Objectivism, a philosophy for living on earth.

2015_08_26-01 Ayn Rand

METAPHYSICS: REALITY
“Wishing won’t make it so”

Ayn Rand’s philosophy, Objectivism, begins by embracing the basic fact that existence exists. Reality is, and in the quest to live we must discover reality’s nature and learn to act successfully in it.
To exist is to be something, to possess a specific identity. This is the Law of Identity: A is A. Facts are facts, independent of any consciousness. No amount of passionate wishing, desperate longing or hopeful pleading can alter the facts. Nor will ignoring or evading the facts erase them: the facts remain, immutable.
In Rand’s philosophy, reality is not to be rewritten or escaped, but, solemnly and proudly, faced. One of her favorite sayings is Francis Bacon’s: “Nature, to be commanded, must be obeyed.”
Reality — that which exists — has no alternatives, no competitors, nothing “transcending” it. To embrace existence is to reject all notions of the supernatural and the mystical, including God.

2015_08_26-03 Ayn Rand

ESPISTEMOLOGY: REASON
“You can’t eat your cake and have it, too”

The essential advice of Rand’s philosophy is: embrace reason as an absolute. This means: choose to face the facts at all times, in all areas, whether at work or at home, in business or in love — and no matter what conclusion logically ensues, whether pleasant or unpleasant.
The purpose of epistemology is to help teach us how to reason: how to think conceptually, how to properly define our terms, how to form and apply principles.
Reason doesn’t work automatically. We have to choose to activate our minds, to set them in motion, to direct them to the task of understanding the facts, and to actively perform the steps that such understanding requires. Our basic choice in life is “to think or not.”
To choose to follow reason, Rand argues, is to reject emotions, faith or any form of authoritarianism as guides in life.

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Atlas (Lee Lawrie), Rockefeller Center, NYC (17 Nov 2013)

ETHICS: SELF INTEREST
“Man is an end in himself”

Why does man need morality?
The typical answer is that we must learn to deny our own interests and happiness in order to serve God or other people — and morality will teach us to do this.
Rand’s answer is radically different. The purpose of morality, she argues, is to teach us what is in our self-interest, what produces happiness.
“Man has,” she observes, “no automatic code of survival. . . . His senses do not tell him automatically what is good for him or evil, what will benefit his life or endanger it, what goals he should pursue and what means will achieve them, what values his life depends on, what course of action it requires.”
This is what the science of ethics studies — and what Objectivism offers. “Man must choose his actions, values and goals,” she summarizes, “by the standard of that which is proper to man — in order to achieve, maintain, fulfill and enjoy that ultimate value, that end in itself, which is his own life.”

2015_08_26-08 John Galt

POLITICS: CAPITALISM
“Give me liberty or give me death!”

The ideal social system, Rand holds, is laissez-faire capitalism. Economically, this means not today’s mixture of freedom and government controls but “a complete separation of state and economics, in the same way and for the same reasons as the separation of state and church.”
Rand’s advocacy of laissez-faire capitalism is a consequence of her deeper philosophical views. An individual who eagerly faces reality, who embraces his own rational mind as an absolute, and who makes his own life his highest moral purpose will demand his freedom. He will demand the freedom to think and speak, to earn property and associate and trade, and to pursue his own happiness.
Laissez-faire capitalism, Rand argues, is the system of individual rights. In such a system the government has only one function, albeit a vital one: to protect the rights of each individual by placing the retaliatory use of physical force under objective control. [from AynRand.org]

If you want to know more about:

2015_08_26-05 Ayn Rand FacebookAynRand.org by Ayn Rand Institute (ARI), the source for information on the life, writings and work of Ayn Rand, headquartered in Irvine, California, with a second office in Alexandria, Virginia.
Ayn Rand Facebook page (433k followers)
Ayn Rand on Twitter: @AynRandInst
Ayn Rand Institute on YouTube
2015_08_26-02 Ayn Rand InstituteAtlas Shrugged teacher’s guide

Più Ayn Rand e meno sussidi per il web (Corriere della Sera, La Lettura 12.08.2012). L’imprenditoria europea è schiacciata da burocrati e assistenza. La svolta è ritrovare lo spirito della filosofa liberale.

2015_08_26-06 Ayn RandAyn Rand O’Connor (nata Alisa Zinov’evna Rozenbaum, San Pietroburgo, 2 febbraio 1905 – New York, 6 marzo 1982) è stata una scrittrice, filosofa e sceneggiatrice, autrice di Noi vivi, La fonte meravigliosa e La rivolta di Atlante, fondatrice della corrente filosofica dell’oggettivismo.
Sostenitrice dell’individualismo e dell’egoismo razionale, da lei inteso come la più naturale e importante delle virtù, in quanto consiste nel cercare il proprio bene senza arrecare danno agli altri. Tale visione etica è madre del capitalismo senza limiti, unica società possibile al che l’uomo raggiunga la propria felicità individuale grazie al proprio lavoro e quindi alla sua abilità. Ostile ad ogni forma di collettivismo socialista e fascista, la sua filosofia si basava sul concetto che «la più piccola minoranza al mondo è l’individuo. Chiunque neghi i diritti dell’individuo non può sostenere di essere un difensore delle minoranze». [Wikipedia]

Perdonaci, Cecil.

La mamma dei cretini è sempre incinta” recita un collaudatissimo detto popolare. C’è poco da scherzare, purtroppo, sulla triste storia di Cecil, il leone simbolo dello Zimbabwe, ucciso in un parco naturale da un dentista del Minnesota, simbolo invece a sua volta della stupidità. Ma come, nel 2015 c’è ancora qualcuno che va a caccia di leoni? Che potrebbe aggiungersi a – Ma come, c’è ancora qualcuno che si serve degli animali nei circhi? – e altri simili anacronismi.

Piper Hoppe, 10, from Minnetonka, Minnesota, holds a sign at the doorway of River Bluff Dental clinic in protest against the killing of a famous lion in Zimbabwe, in Bloomington, Minnesota July 29, 2015. A Zimbabwean court on Wednesday charged a professional local hunter Theo Bronkhorst with failing to prevent an American from unlawfully killing 'Cecil', the southern African country's best-known lion. The American, Walter James Palmer, a Minnesota dentist who paid $50,000 to kill the lion, has left Zimbabwe. He says he did kill the animal but believed the hunt was legal and that the necessary permits had been issued. REUTERS/Eric Miller      TPX IMAGES OF THE DAY

Photo: Reuters/Eric Miller

La questione è giustamente seria, tanto che Change.org (a proposito, brava Elisa Liberatori Finocchiaro) ha promosso una petizione per 1 milione di firme, che è già arrivata (in 3 ore!) a 575.800 sostenitori (ok 575.801, fatto) che in sintesi richiede che 1) lo United States Fish and Wildlife Service (USFWS) inserisca il leone africano nella propria lista di animali tutelati dalla legge 2) che esamini le violazioni del Lacey Act (la legge che proibisce il commercio di animali selvaggi cacciati illegalmente) 3) che i due cittadini dello Zimbabwe già arrestati siano giudicati per questi fatti.

2015_07_31-03 Cecil 2015_07_31-01 Cecil

I media e la rete si sono ovviamente scatenati. Massimo Gramellini su La Stampa (“Il cretino della savana”) propone di concedere a qualche leone superstite la possibilità di una rivincita contro il cretino da disputarsi al Colosseo (sempre che gli scioperi della metro consentano al leone di arrivarci). Qualcuno è arrivato a sollecitare la rivincita del Leone di Judah, simbolo della tribù ebraica di Giuda, che per i Rastafariani rappresenta la genia della terra d’Etiopia, considerata la nazione più antica e immutata del mondo.

2015_07_31-04 Cecil

Ma come si definisce un cretino? Cioè, voglio dire, chi sono io per dare del cretino a un altro e viceversa (“Ascolta un cretino” – direbbe l’indimenticabile Micio, il procuratore sportivo ideato da Claudio Bisio), il che implica che nel farlo operi un giudizio personale ma definitivo? E ciò in una società che vorrebbe essere politicamente corretta, libera e democratica, dove il libero arbitrio e le opinioni personali di ciascuno di noi trovino il proprio spazio.

2015_07_31-07 Allegro ma non troppoMi è tornato in mente Carlo M. Cipolla, storico di economia (la M. fu un’invenzione da parte sua di un inesistente secondo nome, che viene di solito erroneamente interpretato come Maria …) che in Allegro ma non troppo (1988, libretto fondamentale) aveva teorizzato Le leggi fondamentali della stupidità umana. Perché sì, ci sono dei criteri oggettivi per individuare un cretino (ok, ci sono delle differenze di significato tra stupido e cretino, ma qui sorvolerei), eccoli (da Wikipedia).

Cipolla vede gli stupidi come un gruppo di gran lunga più potente delle maggiori organizzazioni come le mafie o le lobby industriali, non organizzato e senza ordinamento, vertici o statuto, ma che tuttavia riesce a operare con incredibile coordinazione ed efficacia.

  1. Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  2. Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
  3. Terza (e aurea) Legge Fondamentale: Una persona stupida è una persona che causa un danno a un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.
  4. Quarta Legge Fondamentale: Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
  5. Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista. Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

Come si vede dalla terza legge, Cipolla individua due fattori da considerare per indagare il comportamento umano:

  • Danni o vantaggi che l’individuo procura a se stesso
  • Danni o vantaggi che l’individuo procura agli altri

2015_07_31-05 Cipolla

Creando un grafico col primo fattore sull’asse delle ascisse e il secondo sull’asse delle ordinate si ottengono quindi quattro gruppi di persone:

  • Intelligenti (in alto a destra): fanno il proprio vantaggio e quello degli altri
  • Sprovveduti (in alto a sinistra): danneggiano se stessi e avvantaggiano gli altri
  • Stupidi (in basso a sinistra): danneggiano gli altri e se stessi
  • Banditi (in basso a destra): danneggiano gli altri per trarne vantaggio

E’ tutto qui. Non c’è bisogno di spiegare altro. Quindi, occhio ai quadranti del grafico.

Perdonaci, Cecil 😦

cipollaCarlo M. Cipolla (August 15, 1922 – September 5, 2000) was an Italian economic historian. Cipolla produced two tongue-in-cheek essays on economics, published in 1988 (in Italian) under the title “Allegro ma non troppo” (“Happy but not too much”). The second essay, The Basic Laws of Human Stupidity, explores the controversial subject of stupidity. Stupid people are seen as a group, more powerful by far than major organizations such as the Mafia and the industrial complex, which without regulations, leaders or manifesto nonetheless manages to operate to great effect and with incredible coordination. Cipolla identifies two factors to consider when exploring human behaviour: benefits and losses that an individual causes to him or herself; benefits and losses that an individual causes to others.

2015_07_31-08 CipollaBy creating a graph with the first factor on the x-axis and the second on the y-axis, we obtain 4+1 groups of people: 1. Intelligent people (top right), who contribute to society and who leverage their contributions into reciprocal benefits; 2. Naive people (top left), who contribute to society but are taken advantage of by it, 3. Bandits (bottom right), who pursue their own self-interest even when doing so poses a net detriment to societal welfare, 4. Stupid people (bottom left), whose efforts are counterproductive to both their and others’ interests, 5. Helpless/ineffectual people (center).