Innovation School 2013. Scuola di innovazione sostenibile.

Una lezione su ‘Sustainable Innovation Management’.

E’ partita questa settimana la 3^ edizione dell’Innovation School, la scuola di innovazione sostenibile. Innovation School è un metodo sviluppato da EURAC e TIS, per facilitare il trasferimento tecnologico e l’innovazione, avvicinando ricerca e imprese. Partecipanti selezionati da tutta Italia hanno formato 3 gruppi, ciascuno coordinato da un imprenditore e da un tutor del TIS o dell’EURAC, per sviluppare insieme alle aziende delle idee di progetto per prodotti o servizi innovativi, concrete e immediatamente attuabili. I temi affrontati da Innovation School presentano un alto grado di innovazione e sono orientati alle tecnologie per la sostenibilità. Alcuni esempi di applicazione sono i NZEB (Net o Nearly Zero Energy Building), edifici ad elevatissima efficienza energetica (edizione 2011), i prodotti da costruzione sostenibili e le tematiche legate al ciclo di vita e all’utilizzo delle risorse rinnovabili (edizione 2012). Il tema di quest’anno è più che mai attuale: la riqualificazione sostenibile degli edifici. Il corso si sviluppa secondo due fasi, una teorica ed una pratica:

  • Workshop formativi – 10 moduli di alta formazione sui temi legati all’innovazione, alla sostenibilità e alla riqualificazione del patrimonio costruito;
  • Job training – due settimane di collaborazione intensiva tra i partecipanti e le aziende. Tre gruppi di studenti vengono ospitati dalla imprese e assistiti da un tutor nell’elaborazione delle idee di progetto.

A conclusione del percorso, la presentazione delle 3 idee di progetto nella cornice della nuova edizione dell’Innovation Festival (Bolzano, 26-27-28 settembre 2013). Per i partecipanti è una grande opportunità di ricevere una formazione di alto livello, referenziata e orientata ai nuovi trend, spendibile immediatamente nella propria professione ed entrare in contatto diretto con imprese di spicco nel settore dell’edilizia, orientate all’innovazione e alla ricerca. Le aziende partner altoatesine di quest’anno sono Wolf Artec (facciate ed elementi esterni ed interni innovativi ad alte prestazioni e funzionalità), Eurotherm (soluzioni per il riscaldamento e il raffrescamento radiante) ed Expan (sistemi di costruzione leggeri con pannelli metallici coibentati per l’edilizia commerciale). I risultati della Scuola sono particolarmente efficaci: uno dei team dell’edizione 2011 è giunto tra i cinque finalisti italiani 2012 della business competition Clean Tech Challenge organizzata dalla London Business School e dal MIP, Business School del Politecnico di Milano.

Nel programma di quest’anno, focalizzato al tema della riqualificazione energetica e sostenibile degli edifici, è stato dato spazio agli aspetti di gestione dell’innovazione, in modo da fornire ai partecipanti, tipicamente competenti e specializzati negli aspetti tecnici, un supporto metodologico orientato a fare emergere gli aspetti innovativi dell’idea e a prefigurarne un possibile sviluppo industriale. E’ possibile teorizzare un concetto di Sustainable Innovation Management?

idea 2Ne ho parlato nella lezione di ieri dove ho prima di tutto cercato di definire l’innovazione, i vari modi in cui può essere declinata e quali sono i principali concetti che la guidano: immaginazione, competenza, prodotti nuovi, prodotti o processi ottimizzati, invenzione e innovazione, innovazione incrementale e radicale, cooperazione, design, normative, serendipity, supporto economico all’innovazione, ecc. Il TIS sta avendo un ruolo a livello locale sempre più centrale e importante, in questo senso, in particolare differenziando strategicamente i modi nei quali aiutare ad innovare le piccole e medie imprese altoatesine. Il ventaglio dei servizi offerti ormai si è molto allargato: il metodo TIS, basato sui 4 concetti My input, My network, My product e My office comprende tante attività a supporto: viaggi tecnologici, le visite Enertour, eventi come La Lunga Notte della Ricerca o Wake up!, i convegni come Questioni di Facciata, i progetti in rete come Pro Green, l’attività dei Cluster, i Gruppi di Lavoro (come quello delle Facciate), l’assistenza allo sviluppo di nuovi prodotti, anche nell’ambito di progetti R&S in cooperazione tra aziende e università, l’incubazione delle start-up, la formazione sull’innovazione (Innovation School, FACE), la vetrina dell’Innovation Festival, occasione di network e di rilancio di nuove idee strategiche di sviluppo, la competizione di idee di innovazione (Start-Up!, Open Innovation), i progetti europei (Enerbuild, EPOurban), ecc. ecc. Insomma, mi sembra che la struttura sia ormai molto attiva e i risultati arrivino. Quest’innovazione non può ormai più prescindere dai concetti di sostenibilità.

3RMa come definire la sostenibilità? Anche in questo caso ho cercato di suggerire dei concetti principali. Il tentativo di misurare e certificare la sostenibilità ha portato purtroppo al proliferare di una miriade di marchi e sistemi di certificazione e spesso si perde la cosiddetta ‘big picture’. La filosofia alla base del metodo di The Natural Step punta ad uno sguardo di insieme allo sviluppo sostenibile che consenta di pianificare strategicamente le azioni per arrivare a cambiare il declino ambientale e sociale che i modelli economici degli ultimi decenni hanno provocato. Altri sistemi di pensiero come Cradle to Cradle, Biomimicry vanno in questa direzione. E’ necessario ad esempio ‘chiudere il ciclo’ dei rifiuti, non possiamo più pensare di continuare a riempire la Terra di scarti, di buttare via le cose (via non esiste; via è comunque = da un’altra parte sulla Terra). Le aziende hanno una grande responsabilità e opportunità di un business più sostenibile in tal senso, anche gestendo in modo più snello (lean construction) i propri processi. Lo stesso dicasi per la progettazione e gestione sostenibile degli interventi (operiamo soprattutto sul costruito!) sugli edifici: LEED, CasaClima Nature, ecc.

PM toolsInfine, la gestione per progetti. Sviluppare in modo efficace ed efficiente i progetti e processi di innovazione sostenibile richiede un approccio serio di project management che, al solito, tenga conto dei 5 aspetti fondamentali: tempi, costi, qualità , scopo e rischi. Ciò può avvenire seguendo metodologie consolidate come la IPMA Competence Baseline (46 ! aspetti cruciali della gestione di progetti che debbono essere tenuti sott’occhio) anche cogliendo, nella gestione, le differenze che ci sono tra un progetto tradizionale ed un progetto più incerto e a rischio di risultato come è tipicamente un progetto R&S. Sviluppare progetti per un’innovazione orientata chiaramente alla sostenibilità, con un approccio concreto e metodico di project management può essere la svolta strategica verso un successo sostenibile, per le aziende, per le organizzazioni, per le persone, per tutti noi. Sustainable Innovation Management, in sintesi. Buon lavoro…

SIM

© Carlo Battisti

3 risposte a “Innovation School 2013. Scuola di innovazione sostenibile.

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