Project FROG. It’s green, it jumps forward … and maybe it’s a prince. Anzi no, è una casa.

2013_04_17 immagine 01Secondo GreenBiz.com Project Frog potrebbe essere esattamente quel tipo di start-up tecnologica innovativa in grado di far crescere sia il settore commerciale residenziale sia di dare una risposta ai programmi federali americani sul risanamento energetico, come EEB Hub (Energy Efficient Buildings). FROG sta per Flexible Response to On-going Growth (Risposta flessibile alla crescita continua) ed è un sistema costruttivo ‘smart’ soprattutto per l’edilizia scolastica, ma non solo. La sua storia nasce circa 6 anni fa e l’azienda sale alla ribalta della cronaca con Greenbuild 2008 a Boston, dove presenta un prototipo di un piccolo edificio scolastico di 120 mq, costruito sul posto in 6 giorni e completamente a energia = O (infatti il prototipo viene chiamato Frog Zero).

Tre anni dopo, Project Frog ottiene un finanziamento di 22 milioni di € da General Electric e da alcuni venture capitalist partner della competizione Ecomagination Challenge, finalizzato ad implementare la rete commerciale e ad aumentare numero e dimensioni degli edifici in produzione (da edifici ad un piano di circa 450 mq si passa a edifici multipiano fino a 2000 mq). Oggi Project Frog ha al suo attivo, in 6 anni, circa una ventina di progetti, tra realizzati e in fase di ultimazione.

Quali sono i punti di forza degli edifici Project Frog?

2013_04_17 immagine 05Innanzitutto le prestazioni energetiche, con una riduzione del 75% nel fabbisogno, con soffitti alti e abbastanza finestre da garantire un’ottima illuminazione naturale. Poi la qualità dell’aria interna e l’uso delle tecnologie più avanzate per personalizzare e regolare i microclimi interni. L’edificio inoltre virtualmente non produce, a detta dei costruttori, emissioni di anidride carbonica, è in grado di fornire 100 ore di comfort termico e ha la capacità di restituire cinque volte il suo consumo di energia attraverso la produzione di energia solare.

2013_04_17 immagine 06Queste prestazioni sono racchiuse in un sistema costruttivo modulare incentrato su 4 componenti strutturali base, che l’azienda chiama wings (ali), spines (spine dorsali), front porch (il portico o veranda sul prospetto principale) e the engine room, ovvero la sala macchine, che funge da centrale energetica per tutto l’edificio. I componenti sono pre-ingegnerizzati e vengono assemblati come pezzi di LEGO, possono essere personalizzati e configurati a piacere, con una flessibilità estrema nella composizione delle forme e nella dimensione dell’edificio. Insomma un processo progettuale e costruttivo ispirato al concetto di mass customization e con una filosofia lean.

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Image: Project FROG

Infine, i costi, che l’azienda dichiara essere circa del 20-30 % inferiori a quelli di un edificio comparabile, realizzato con un processo tradizionale.

2013_04_17 immagine 07Secondo Mark Miller, il fondatore che ha lanciato la start-up nel 2006 e che è ora alla guida di MKThink (società di consulenza per l’innovazione nelle costruzioni, a San Francisco), l’idea di Project Frog è nata proprio osservando che circa un terzo delle aule della scuola pubblica sono ricavate in container inizialmente pensati come soluzioni provvisorie, ma destinate a diventare di fatto definitive. Quello che lo colpiva era il tema degli edifici scolastici in generale. Il fatto che in buona parte fossero realizzati con prefabbricati mobili era dovuto alla necessità di risolvere il problema in modo veloce e poco costoso. Questo fabbisogno è cresciuto con gli anni e in più si è manifestata la totale inadeguatezza della qualità costruttiva di queste soluzioni standard, poco luminose, mal ventilate, roventi d’estate e fredde d’inverno, di qualità estetica scadente e in generale poco confortevoli. Ciò che diede la spinta finale al lancio del progetto furono lo tsunami in Indonesia e l’uragano Katrina, che misero in luce la necessità di soluzioni costruttive veloci e di qualità.

2013_04_17 immagine 08Il primo passo fu l’approccio all’edificio scolastico come un prodotto disegnato sulla base dei reali bisogni delle persone e così il team diede vita ad un kit in grado di realizzare un ambiente ideale per l’apprendimento scolastico. Questo approccio fa la differenza rispetto ad altri costruttori modulari. Anche in questo caso la modularità è importante ma questa è solo la tecnica e l’ingegneria, non rappresenta il risultato finale, che invece fa delle aule scolastiche FROG ambienti costruiti davvero intorno all’esperienza umana. Un approccio analogo, anche se in un ambito differente, a quello affrontato dal team del progetto altoatesino 9+ (qui il tema è quello degli edifici residenziali pluripiano).

Frogs are green – questo è uno dei concetti alla base del progetto, per Miller – They only jump forward and each frog is a prince with the message, ‘Do not be afraid of what’s not familiar.’ Because if you embrace it, it is a prince.

Come è organizzata Project Frog?

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Ann Hand

L’azienda risponde ad un board di manager riconducibili alla società di venture capital Rockport (nel portfolio una settantina di marchi dei settori energia, mobilità e sostenibilità) ed altri investitori e acceleratori di impresa. Nel consiglio di indirizzo, tra gli altri, David Gottfried, fondatore nei primi anni ’90 dell’U.S. Green Building Council. A guidare Project Frog è Ann Hand, nominata da Fast Company una delle 100 persone più creative nel business, nel 2011. Con un passato come CEO della business unit Global Liquefied Petroleum Gas e vicepresidente del reparto Global Brand, Marketing and Innovation di BP, ora come CEO di Project Frog ha il compito di aumentare le quote di mercato, creare nuovi prodotti e consolidare il marchio, facendo leva sull’innovazione dell’azienda in grado di cambiare le regole del mercato. Pochi giorni fa Ann ha partecipato ad un interessante discussione organizzata da Inhabitat, dal titolo ‘Design With a Conscience’ sui punti di contatto tra architettura e design delle automobili (l’ispirazione di Project Frog dal mondo automotive è evidente). E’ possibili rivederla in streaming qui.

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Ash Notaney

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Nikki Chang

Il team che gestisce Project Frog comprende un’altra trentina di persone. Responsabile dell’innovazione di prodotto è Ash Notaney, forte di una precedente esperienza di 10 anni in Booz & Company e Booz Allen Hamilton. Ash è responsabile di tutto quanto riguarda il prodotto, dalla progettazione, all’ingegnerizzazione fino alla produzione. Direttrice del marketing è Nikki Tankursley Chang, precedentemente in MKThink, che ha guidato la crescita del brand e tutte le iniziative di marketing dell’azienda sin dall’inizio. Ash e Nikki hanno presentato le attività di Project Frog e coordinato una delle ‘Guru Sessions’ sul tema ‘Sustainable Buildings’ all’ultimo Verge San Francisco 12.11.2012.

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Hunters Point Community Center, San Francisco

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Golden Gate Bridge Pavilion, San Francisco

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Vaughn Next Century Learning Center, Los Angeles

altri articoli:

The ‘Componentized’ School of the Future, Built in 90 Days [Wired, 02.05.2013]

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