Archivi tag: prodotto innovativo

Chi ha detto che nelle costruzioni non si innova ?!

L’innovazione è considerata una chiave fondamentale per il successo aziendale. Tra il 2012 e il 2014 sono state 908 le imprese altoatesine con 10 o più addetti che hanno svolto attività di innovazione (anche chiamate imprese innovative). Tale cifra è pari al 44,2% dell’universo considerato (2.053 imprese). Vengono considerate imprese con attività innovative tutte le imprese che hanno dichiarato di aver introdotto innovazioni di prodotto, servizio o processo oppure svolto attività finalizzate all’introduzione di tali innovazioni. Vengono inoltre incluse in tale definizione anche le imprese con attività che implicano innovazioni di tipo organizzativo e di marketing. Delle imprese considerate, 630 (30,7%) hanno introdotto almeno un nuovo prodotto, un nuovo servizio o un nuovo processo produttivo o intrapreso attività innovative e quindi si possono definire imprese innovatrici.

È quello che si evince dal notiziario ASTAT “Innovazione nelle imprese 2012-2014” pubblicato l’01.06.2017. Nel triennio 2012-2014 il 30,7% delle imprese altoatesine con almeno 10 addetti ha introdotto sul mercato o nel proprio processo produttivo almeno un’innovazione, o ha avviato un’attività di innovazione. Nel 2014 la spesa complessivamente sostenuta dalle imprese locali per le attività innovative è pari a 199 milioni di euro, che corrisponde in media all’1,7% del fatturato registrato nello stesso anno e a 4.550 euro per addetto.

Il settore delle costruzioni non se la passa poi così male con l’innovazione, con il 18,6% di imprese innovatrici. La percentuale invece di imprese con innovazioni organizzative o innovazioni di marketing nello stesso settore è pure del 18,6%. Le costruzioni prevalgono addirittura se si considerano solo le imprese che hanno introdotto innovazioni di prodotto, servizio o processo. A livello provinciale, come anche a livello nazionale, emerge chiaramente la tendenza delle imprese innovatrici ad innovare sia i prodotti (o servizi) che i processi di produzione. Il 47,3 % delle imprese delle costruzioni ha scelto questo tipo di innovazione congiunta.

Osservando la suddivisione della spesa nei settori economici si nota che, mentre per l’Industria in senso stretto la spesa più rilevante si riferisce alla spesa per la R&S intra-muros (50,6%), per le Costruzioni è più consistente l’esborso per l’acquisto di macchinari e impianti innovativi (50,9%).

Nel triennio 2012-2014 il 44,7% delle imprese innovatrici altoatesine ha dichiarato di aver beneficiato di un finanziamento pubblico per l’innovazione, proveniente soprattutto da amministrazioni locali o regionali (40,6%). Il settore in cui le imprese ricevono maggiori sovvenzioni risulta quello dell’Industria in senso stretto, con il 59,0% di imprese beneficiarie. Seguono le imprese attive nelle Costruzioni (43,4%).

Interessante è il dato sulla cooperazione per l’innovazione. I partner preferiti sono stati i fornitori di attrezzature, materiali, componenti o software (51,1%), seguiti da consulenti, istituti di ricerca o laboratori privati (scelti dal 42,6% delle imprese cooperanti). Il 28,0% si è affidato alla cooperazione con imprese concorrenti, il 26,8% ha collaborato con altre imprese appartenenti allo stesso gruppo, mentre il 17,1% ha stretto delle partnership con i propri clienti. (L’approccio all’innovazione attraverso i gruppi di lavoro di IDM pare quindi coerente in questo senso).

Assolutamente incoraggiante infine, a mio avviso, il dato sull’efficacia dell’innovazione. Nel 2014 in Alto Adige il fatturato delle imprese innovatrici derivante dalla vendita di prodotti e servizi nuovi (sia per l’impresa sia per il mercato) ammonta al 18,5% del loro fatturato totale. Sia questo risultato che quello precedente sulla cooperazione sono 4-5 punti % superiori alle medie nazionali. L’incidenza nel fatturato dei prodotti-servizi nuovi per il settore delle Costruzioni è del 12,1%. Considerando anche la quota di fatturato che si investe in innovazione – per il settore delle costruzioni – a fronte di un investimento dello 0,9% di fatturato in innovazione, si ha un ritorno economico, derivante dai nuovi prodotti, pari al 17,6% del volume d’affari (!).

Maggiori dettagli qui nel notiziario ASTAT.

L’importanza di essere normato.

ISO-logoAlcuni interessanti video promozionali di ISO, International Organization for Standardization, ci aprono le porte al mondo delle norme. Le norme sono intorno a noi, verrebbe da dire. ISO and food safety ad esempio: quando mangi o bevi qualcosa, ti sei mai interrogato sul lungo tragitto che porta gli alimenti dal produttore al consumatore? Le norme ISO rappresentano fiducia e sicurezza in tal senso.

ISO and energy management invece sottolinea come le sfide energetiche influenzeranno pesantemente e sempre di più il futuro prossimo. Migliorare l’efficienza energetica contribuisce a tagliare i costi e a ridurre il riscaldamento globale. C’è una norma anche per questo: la ISO 50001 (recepita in Italia con la UNI CEI EN ISO 50001:2011 ‘Sistemi di gestione dell’energia – Requisiti e linee guida per l’uso’).

Cos’è una norma? Semplicemente un documento che dice ‘come fare bene le cose’, garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Secondo il Regolamento UE 1025 del Parlamento Europeo per norma si intende: ‘una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi, e che appartenga a una delle seguenti categorie:

  1. norma internazionale: una norma adottata da un organismo di normazione internazionale;
  2. norma europea: una norma adottata da un’organizzazione europea di normazione;
  3. norma armonizzata: una norma europea adottata sulla base di una richiesta della Commissione ai fini dell’applicazione della legislazione dell’Unione sull’armonizzazione;
  4. norma nazionale: una norma adottata da un organismo di normazione nazionale’.

Le norme, quindi, sono documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di qualità, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo o servizio, secondo lo stato dell’arte e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. [dal sito di UNI(*)]. Tutto è normato, si potrebbe dire. Se ne ricava che ogni prodotto immesso sul mercato ne deve tener conto. Quando un’azienda sviluppa un prodotto innovativo, l’analisi tecnica che ne è alla base deve occuparsi anche delle norme alle quali questo prodotto dovrà essere rispondente. Ma se il prodotto è veramente innovativo, le norme già esistenti sono in grado di contemplarne le caratteristiche? O sono necessarie nuove norme o norme aggiornate? Insomma, è nato prima l’uovo o la gallina? Prima il prodotto o prima la norma? Si intuisce allora che lo sviluppo di una norma assume un’importanza strategica per il posizionamento del prodotto sul mercato. E’ sufficiente pensare all’iter tradizionale di elaborazione di una norma. I rappresentanti delle parti economico/sociali interessate possono prendere parte attivamente ai lavori dello specifico organo tecnico (gruppo di lavoro, sottocommissione o commissione tecnica) insediato per elaborarla. Chiaro, no? Alla de Coubertin, qui l’importante è … partecipare.

(*) Al TIS innovation park di Bolzano, punto UNI regionale per il Trentino-Alto Adige trovate informazioni e consulenza sulle norme, in particolare delle costruzioni (Cluster Edilizia | Bau).

iecplug_thumbnailChe le norme incidano continuamente sulla nostra vita quotidiana, emerge anche da un divertente articolo di Linkiesta (che si sta affermando ormai come il più vivace quotidiano web based in circolazione, n.d.r.) Spine e prese elettriche, l’atlante mondiale, con una sorprendente rassegna dei 14 (quattordici !) tipi diversi di prese elettriche che ci potrebbe capitare di dover usare viaggiando nel mondo. Tutte normate e standardizzate, naturalmente. Solo Israele ha la sua, diversa da tutti gli altri Stati (il tipo H). Alle Maldive se ne usano addirittura sette tipi. In Italia ci limitiamo a tre (la C, la F e la L). Anche tensione e frequenza variano (da 100 a 240 V e a 50 o 60 Hz).

Purtroppo il tentativo di standardizzazione è arrivato tardi. Ci sta lavorando la IEC, International Electrotechnical Commission, con scarsi risultati, perché nessuno Stato vuole affrontare investimenti giganteschi per un cambio simile. Quattordici, eccole di seguito (trovate tutti i dati tecnici sul sito di IEC, alla pagina World Plugs).

01

Per ogni presa selezionata nella tabella, una mappa mondiale Vi indica in quali paesi questa presa è in uso.

02

A_3d_plug_l

A – N/C America, JPN

B_3d_plug_l

B – N/C America, JPN

C_3d_plug_l

C – Europe

D_3d_plug_l

D – India

E_3d_plug_l

E – France

F_3d_plug_l

F – Germany

G_3d_plug_l

G – UK, Ireland

H_3d_plug_l

H – Israel

I_3d_plug_l

I – Australia

J_3d_plug_l

J – Switzerland

K_3d_plug_l

K – Denmark

L_3d_plug_l

L – Italy

M_3d_plug_l

M – South Africa

N_3d_plug_l

N – Brazil