#EPD

foto(1)Come Environmental Product Declaration, ovvero dichiarazioni ambientali di prodotto. Si conclude con un vivace confronto sulla sostenibilità dei materiali e prodotti da costruzione il ciclo di eventi di Macro Design Studio su sostenibilità e valorizzazione del patrimonio edilizio. La tematica è centrale: gli edifici sono responsabili nella loro operatività per il 40% circa di consumo di energia primaria così come di emissioni di CO2. Ma gli edifici non sono altro che un assemblaggio di materiali e prodotti edili e questi a loro volta nascono da processi industriali spesso energivori e inquinanti. Insomma, oltre ad una realizzazione e gestione più efficienti delle strutture nelle quali viviamo, dobbiamo concentrare la nostra attenzione su questi processi produttivi, se vogliamo davvero invertire la tendenza e ridurre l’impatto ambientale delle nostre attività.

fotoDa materia prettamente accademica, le analisi del ciclo di vita (Life Cycle Analysis, LCA) dei prodotti stanno diventando sempre più un’occasione per ripensare i processi produttivi delle costruzioni. Obiettivo del seminario del 18.06 presso Manifattura a Rovereto è stato quello di descrivere l’applicabilità di queste analisi e l’importanza delle etichette ambientali nel nostro settore, anche nell’integrazione con i protocolli ambientali.

2014_06_19 immagine 02

Maria Cristina Grillo, Università degli Studi di Trento

Come di consueto, il format dei convegni MDS ha affrontato il contesto attuale e evidenziato le pratiche innovative attraverso i punti di vista di università, enti di certificazione e aziende manifatturiere del settore. Il programma del pomeriggio ha visto quindi succedersi davanti ad un pubblico eterogeneo (professionisti, universitari, associazioni e imprese di costruzione): Antonio Frattari e Maria Cristina Grillo, Università degli Studi di Trento (LCA come metodo scientifico di valutazione della sostenibilità), Michele Paleari, Dipartimento ABC., Politecnico di Milano (L’importanza della valutazione LCA), Marco Mari, Senior business developer, Bureau Veritas (Certificazione di terza parte: EPD – Environmental Product Declaration) e infine l’esperienza di tre aziende internazionali ‘apripista’ che hanno già affrontato il percorso di certificazione dei loro prodotti (Trasparenza delle prestazioni ambientali di prodotto a confronto): Luca Battaglia di Rockwool Italia, Emanuele Rotta di Fermacell e infine Alessandro Miliani di Ytong.

2014_06_19 immagine 03

Michele Paleari, Politecnico di Milano

2014_06_19 immagine 04

Marco Mari, Bureau Veritas

2014_06_19 immagine 05

Luca Battaglia, Rockwool Italia (a sin.)

2014_06_19 immagine 09

Emanuele Rotta, Fermacell

2014_06_19 immagine 06

Alessandro Miliani, Ytong

Nell’esposizione degli specialisti, l’LCA è apparsa una materia complessa, nella quale la sostenibilità viene valutata ‘con il bilancino’ e seguendo criteri scientifici rigorosi. Ma appunto, come in altri ambiti (esempio: progettazione e collaudo delle opere) il settore delle costruzioni richiede professionalità complesse in grado di fornire soluzioni e approcci innovativi. E’ opportuno e anche commercialmente logico che questi processi passino attraverso una validazione di terza parte di enti indipendenti. In questo modo le dichiarazioni dei produttori (EPD) sono oggettive, trasparenti e seguono delle procedure condivise a livello internazionale (ISO 14040). Tutto ciò a beneficio del cliente ed evitando derive di ‘green washing‘.

Particolarmente concrete e interessanti sono state le ‘storie’ dei percorsi verso l’EPD delle aziende intervenute. E’ emerso quanto è importante che questi processi di cambiamento non vengano vissuti solo come opportunità di mercato, ma siano parte integrante di una strategia di sviluppo sostenibile dell’azienda. In questo senso i produttori nordeuropei (Germania, Scandinavia) sono al momento più evoluti, mentre le aziende italiane del settore arrancano (le EPD sono invece per noi più diffuse ad esempio nel settore alimentare). E’ probabile che per l’adozione a regime di questi sistemi di valutazione ambientale (e la scelta da parte di clienti e progettisti) ci voglia del tempo, specie se in assenza di incentivi o imposizioni normative pubbliche (le EPD sono volontarie). Ma è chiaro che la strada è segnata e passa necessariamente attraverso la misurazione e l’attenuazione delle caratteristiche ambientali negative dei prodotti. E’ ancora una volta una prospettiva innovativa di sviluppo che speriamo il nostro sistema imprenditoriale sappia cogliere tempestivamente.

Si conclude così il ciclo SOSTENIBILITA’ E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO. con risultati più che soddisfacenti: 5 seminari tematici per 20 ore complessive di formazione e confronto, 3 mesi di lavoro, circa 30 relatori, un centinaio di partecipanti diversi e un gradimento medio del pubblico stabilmente sopra l’80%. Ma soprattutto, la creazione e il consolidamento di un network di appassionati della sostenibilità delle costruzioni, con il lancio di almeno 5 grandi tematiche di discussione che confidiamo vivano un ulteriore approfondimento nel prossimo futuro. Magari con ulteriori proposte di sensibilizzazione e formazione. Grazie da Macro Design Studio, a presto 🙂

2014_06_19 immagine 01

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...