I giovedì dell’innovazione.

Con ItaliaCamp Trentino-Alto Adige.

2013_11_20 immagine 04Molto piacevole la serata organizzata ieri da ItaliaCamp Trentino-Alto Adige all’interno degli uffici di MMDesign a Bolzano (tutti per noi, dopo l’orario di lavoro). Per il primo ‘giovedì dell’innovazione’ (come potrebbero chiamarsi questi appuntamenti, se si ripetessero di giovedì …) ospite Alessandro Garofalo. Curriculum lunghissimo; per sintetizzare per lo meno la sua esperienza nel campo dell’innovazione: presidente e consigliere delegato di Trentino Sviluppo dal 2005 al 2012, dal 1997 fondatore e titolare di Idee Associate – Pinto & Garofalo S.r.l. (sviluppo creativo di nuovi product-concept e formazione manageriale innovativa), dal 1990 docente e responsabile del laboratorio creatività del Master innovazione della Fondazione Cuoa a Vicenza.

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Alessandro Garofalo e i soci di ItaliaCamp Trentino-Alto Adige

In un breve spazio di tempo credo che Alessandro sia riuscito a farci entrare nella logica dell’innovazione attraverso pochi, semplici e chiari concetti rappresentati da esempi noti e comprensibili. L’innovazione è innanzitutto profittabilità della creatività. Avere una chiara idea della propria idea di business e concretizzarla con metodo. Saper riconoscere le possibilità di business soprattutto in quelle aree di risoluzione di problemi o fabbisogni dove più forte è la mancanza di indicatori. Se mancano indicatori chiari insomma, c’è più possibilità di business. Se si vende un profumo, non si vende una miscela chimica (misurabile), ma una storia, un cocktail di sensazioni, un modo di essere, uno stile personale (tutte cose poco misurabili …). Qui sta il business.

Tre le azioni fondamentali per massimizzare il successo di un prodotto:

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  1. Rovesciare il paradigma (bello l’esempio del Cirque du Soleil, il noto circo di mimo, acrobazie, giocoleria, generalmente numeri di grande rilevanza artistica, che non impiega animali nei suoi spettacoli). Sovvertire, ribaltare il significato, posizionandosi in una zona del mercato (Strategia oceano blu – W. Chan Kim, R. Mauborgne) poco esplorata e più profittevole.
  2. 2013_12_07 immagine 04Perseguire il paradosso. Ad esempio ridurre la scala dell’oggetto ma aumentandone le prestazioni. Si può realizzare un orologio più piccolo con un quadrante più leggibile? Penso ad esempio alle case: un alloggio più ridotto ma con uno spazio meglio organizzato e il comfort di una villa di lusso? Sottrarre, ridurre la complessità, semplificare (come non pensare a Mies van der Rohe e Italo Calvino ?!). E’ una direzione di sviluppo opposta a quella più facile e prevedibile, e pochi o nessuno la prenderanno. Vedi John Maeda – Le leggi della semplicità.
  3. Sperimentare la multisensorialità. Non sottovalutare il fatto che noi possediamo cinque sensi. Sfruttarli tutti, anche il tatto. Le ‘app’ toccano tutti questi aspetti? Realizzare un prodotto (anche con l’uso di mappe mentali) che intercetti tutti i nostri sensi e ci dia un’esperienza completa.

Nella seconda parte dell’incontro, Garofalo ha passato in rassegna i fattori di successo di un’idea e di una start up. Ciò che accomuna idee, prodotti o servizi vincenti sul mercato sono 6 caratteristiche fondamentali:

  1. 2013_12_07 immagine 05Semplicità. Se l’idea non è semplice non si vende. Quindi bisogna puntare su idee semplici ed efficaci (e scoraggiare quelle complesse, ci tolgono risorse da dedicare a quelle semplici !). L’idea semplice è comprensibile ai più, quindi troverà più riscontro sul mercato. Vedi Donald A. Norman – La caffettiera del masochista (The design of everyday things).
  2. Concretezza. ‘Demo or die‘ è il motto all’MIT. E ciò vale per un servizio. Può essere l’idea più bella del mondo ma devi essere in grado di dimostrarla con un prototipo, altrimenti non vale niente. Prototipare, lo diceva anche Hitendra Patel al Festival dell’Innovazione di quest’anno.
  3. Credibilità. Dell’innovatore. Non solo la tua idea deve essere valida ma tu devi avere una credibilità come persona e imprenditore, perché la tua impresa venga presa in considerazione.
  4. Sorpresa. L’idea, il prodotto, ecc. devono sorprendere il cliente, provocare stupore. Una grande sorpresa aumenterà la possibilità di un grande supporto da parte del possibile investitore.
  5. Emozione. Il prodotto, il servizio, devono creare emozione. E’ la ‘pancia’ che decide l’acquisto, non il cervello.
  6. Narrazione. Infine il prodotto (e tu novello imprenditore) deve essere in grado di raccontare una storia, di affascinare l’interlocutore (storytelling). Una storia anche di pochi anni di sviluppo (come Facebook) ma di travolgente interesse.

Per fare tutto ciò, per diventare imprenditori di idee e prodotti di successo occorre secondo Garofalo seguire alcuni semplici consigli:

  1. Non essere soli. Sviluppare l’impresa insieme ad uno o più compagni di viaggio in grado di compensare le rispettive competenze e dare solidità alla proposta (tecnico vs commerciale, ad esempio).
  2. Avere capacità di negoziazione. Senza quella non si è in grado di difendere, proteggere, sviluppare e promuovere adeguatamente l’idea innovativa. Per fare ciò serve metodo, anche per processi non studiati nelle università (project management, lean management).
  3. Agire anche da ‘copycat’ se necessario. L’idea non deve essere per forza geniale. La maggior parte dei prodotti di successo sono un assemblaggio in una forma innovativa di prodotti già esistenti. Prendere idee altrui e rielaborarle in nuove declinazioni. Il mercato degli accessori ad esempio supera quello dei prodotti originali ai quali si riferiscono (custodie per tablet, ecc.).
  4. Saper ascoltare gli esperti e i lori consigli (business angels, ecc.).

Il successo di un’idea innovativa dipende per concludere da 4 fattori, in una interessante formula moltiplicativa (dove se uno dei fattori è = 0 il risultato è ahimè negativo):

  • know-how
  • motivazione
  • regia (capacità di coordinamento della propria rete)
  • parlare (bene) in pubblico

e fare tutte queste cose insieme, come quando si guida una bicicletta, e servono: controllo, equilibrio, forza, ecc. ecc. Serve insomma una forma di imprenditore simile all’uomo vitruviano di Leonardo dove, parafrasando, devono esserci una giusta proporzione ed un equilibrio tra competenza (il corpo, il busto) e multidisciplinarietà (le braccia, che danno equilibrio alla figura). Con solo una o l’altra il fallimento sarà purtroppo probabile. Grazie Alessandro. Al prossimo meeting soci di ItaliaCamp TN AA … 😉

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Le attività di ItaliaCamp proseguono con un sacco di iniziative per il 2014, prime fra tutte USACamp, un road show a New York e Washington dal 25 febbraio al 4 marzo 2014, nel corso del quale ItaliaCamp presenterà le migliori idee di policy e di business (startup) raccolte attraverso la 3° edizione del concorso “La tua idea per il Paese”. Così come proseguono le attività del camp regionale Trentino-Alto Adige; rimanete sintonizzati …

Una risposta a “I giovedì dell’innovazione.

  1. Pingback: Design for simplicity. | carlobattisti

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