Passivhaustour in Vorarlberg

Il 24 aprile a Bregenz, nell’ambito del meeting finale del progetto europeo Enerbuild, l’Istituto per l’Energia del Vorarlberg (Energieinstitut Vorarlberg) ha organizzato un interessante tour di edifici “passivi”.

Cos’è una “casa passiva”? E’ un edificio che è capace di garantire un comfort interno sia in estate come in inverno, senza avere un impianto di riscaldamento. Il termine passivo deriva dagli elementi costruttivi passivi (isolamento termico, efficienza energetica, utilizzo dei raggi solari, calore dalle apparecchiature e dalle persone) che, insieme con l’edificio, tengono la temperatura interna piacevole anche nel periodo in cui normalmente è richiesto il riscaldamento.

Il concetto di casa passiva è nato nel maggio del 1988 dalla collaborazione tra Bo Adamson dell’università svedese di Lund e il tedesco Wolfgang Feist. Il loro concetto fu sviluppato attraverso una serie di progetti di ricerca finanziati in parte dal land tedesco Hessen.

Per realizzare l’indispensabile cambio d’aria dovuto a ragioni igieniche e al medesimo tempo perdere il minor quantitativo possibile di energia, è previsto un impianto di ventilazione con recupero di calore alimentato con motore ad alta efficienza (potenza richiesta nell’ordine dei 40W). L’aria calda in uscita (dalla cucina, dal bagno e dal WC) viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove l’aria fredda in ingresso riceverà dall´80% sino al 90% del calore. L´aria di alimentazione viene così riconvogliata verso la casa (soggiorno e camere da letto).Il flusso d’aria esterno prima di raggiungere lo scambiatore di calore in alcuni edifici è convogliato attraverso una pompa di calore geotermica.

Helmut Krapmeier, padre delle case passive in Vorarlberg e architetto “solare” dell’Energieinstitut Vorarlberg, ci accompagnato spiegandoci le caratteristiche tecniche e gli accorgimenti utilizzati in alcuni edifici della zona di Bregenz.

Wohnanlage, Wolfurt (complesso 8 alloggi)

Uno dei primi edifici passivi del Vorarlberg (1999), un complesso di due case collegate dal piano interrato, con un’efficiente disposizione delle 8 unità abitative in modo da ottimizzare lo spazio. Il fabbisogno di calore è di 13,5 kWh/m2 anno.

Wohnanlage Frühlingsstrasse

Il complesso, terminato nel 2006, è nato dalla cooperazione tra 7 famiglie del posto che si sono unite per realizzare insieme la loro casa comune. Sono edifici in legno, con una dimensione di circa 140 m2 per alloggio e un fabbisogno di 14 kWh/m2 anno. Da notare la disposizione sfalsata delle case, in modo da consentire per tutti l’adeguato apporto solare. Due accorgimenti “socialmente sostenibili”: gli spigoli della casa rivolti verso la casa adiacente sono sempre arrotondati, in segno di armonia e inoltre la disposizione delle finestre e alcune paratie garantiscono la riservatezza tra i vicini.

Grundschüle Mähdle (scuola elementare), Wolfurt

In questo edificio di quasi 12.000 m3, completato nel 2009, l’energia è fornita da riscaldamento solare, pannelli fotovoltaici, geotermia, con una ventilazione decentralizzata.

Mi ha colpito soprattutto il rivestimento di tutta la facciata con la tecnica delle scandole, che pare essere abbastanza tradizionale nel Vorarlberg ma che certo è suggestivo trovare in un edificio moderno e di queste dimensioni. Un rivestimento naturale, impermeabile, pressoché eterno e con delle variazioni cromatiche piacevoli.

 

 

 Drexel und Weiss Energieeffiziente Haustechniksysteme GmbH, Wolfurt

Per concludere un edificio commerciale, la sede di Drexel & Weiss, un’azienda specializzata in piccoli impianti di ventilazione per case passive. La struttura dell’edificio è come migliaia di edifici simili in calcestruzzo prefabbricato eppure alcuni accorgimenti semplici garantiscono un piacevole comfort interno, termico e luminoso. Il fabbisogno termico è di soli 10 kWh/m2 anno, la ventilazione naturale controllata dà una piacevole sensazione in tutti gli uffici (anche in una giornata piovosa !). I singoli locali si affacciano tutti con delle ampie finestrature in legno sul fronte principale, dove una serie di porte a vetro collega tutti gli uffici garantendo la sufficiente illuminazione naturale e la massima “trasparenza” dei rapporti, anche se ogni ufficio ha delle pareti fonoassorbenti che  garantiscono riservatezza.

Tutto è ordinato, silenzioso, luminoso, la produzione e la logistica seguono i criteri della “lean production” … insomma, una bella azienda (finalista anche quest’anno al premio Great Place To Work Austria).

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