L’umanità allo specchio.

Il sale della terra, il manifesto di Sebastião Salgado.

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Wim Wenders e Sebastião Salgado

Il documentario monumentale che Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado hanno realizzato sulla carriera fotografica capolavoro di Sebastião Salgado è un film che ti riempie il cuore e travolge l’anima. Un’epopea da Fitzcarraldo fatta di quarant’anni di splendide immagini in bianco e nero, attraverso ventisei paesi del mondo. Il sale della terra (Le sel de la Terre | The salt of the Earth – l’umanità è il sale della Terra …) è un inno alla salvaguardia della dignità umana, offesa da condizioni miserabili, e alla tutela di un ambiente irrimediabilmente (ma la storia contiene un messaggio di ottimismo, con il progetto Instituto Terra) compromesso da un’economia folle e senza scrupoli. E’ un vero e proprio manifesto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica (Salgado ha studi di economia alle spalle e solo tardi nella vita approda al mondo della fotografia, occupandovi subito una posizione di primo rango).

 

2014_11_12 immagine 02Il documentario di Wenders e Salgado (figlio) unisce in un flusso continuo i grandi progetti fotografici pluriennali della carriera di Salgado padre: The Other Americas, Sahel, Workers, Migrations e Genesis. Workers. La mano dell’uomo (1993), con le sue immagini della povertà del mondo offre un omaggio altissimo alla condizione umana. E’ una “fotografia militante, volta a una migliore comprensione dell’uomo” – descrive Salgado – che per decenni, con la sua professione, ha cercato di restituire dignità agli isolati e ai reietti. In questo volume, le 350 fotografie compongono una archeologia visiva del “lavoro pesante” da prima della rivoluzione industriale fino ai nostri giorni.

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© Sebastião Salgado/Amazonas Images

2014_11_12 immagine 01In Migrations (2000) Salgado rivolge la sua attenzione al fenomeno impressionante delle migrazioni di massa. Le fotografie scattate in sette anni in più di 35 paesi documentano lo spostamento epico della popolazione mondiale alla fine del XX secolo. Le guerre, le catastrofi naturali, il degrado ambientale, la crescita esplosiva della popolazione e il crescente divario tra ricchi e poveri hanno portato a oltre un centinaio di milioni di migranti internazionali, un numero che è raddoppiato in un decennio. Latinoamericani che entrano negli Stati Unitiebrei che lasciano l’ex Unione Sovietica, africani in viaggio verso l’Europa, kosovari in fuga in Albania e molti altri.

2014_11_12 immagine 03Genesis (2013) è il risultato di una spedizione durata otto anni alla scoperta di montagne, deserti, oceani, animali e popolazioni che, si sono finora sottratti al contatto con la cosiddetta società civile – una terra e una vita incontaminate. Un progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni con 245 eccezionali immagini che compongono un itinerario fotografico  in un bianco e nero di grande incanto, Genesi è suddivisa in cinque sezioni che ripercorrono le zone in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl.

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© Sebastião Salgado/Amazonas Images

2014_11_12 immagine 04Sebastião Salgado was born in 1944 in Brazil. Having studied economics, Salgado began his career as a professional photographer in 1973 in Paris, working with the photo agencies Sygma, Gamma, and Magnum Photos until 1994, when he and his wife, Lélia Wanick Salgado, formed Amazonas Images, an agency created exclusively for his work. His books include, Other Americas (1986), Sahel: l’homme en détresse (1986), Sahel: el fin del camino (1988), Workers (1993), Terra (1997), Migrations and Portraits (2000), Africa (2007) and Genesis (2013). Salgado’s exhibitions have been seen by millions of people throughout the world and he has been awarded numerous major photographic prizes. He is a Unicef Goodwill Ambassador and an honorary member of the Academy of Arts and Sciences in the United States. He lives in Paris [© Unicef/Nicole Toutounji].

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