Se Skanska dice no.

If Skanska says no.

Per chi si occupa di sostenibilità nel mondo delle costruzioni credo che due siano le notizie importanti delle ultime due settimane. Da una parte indubbiamente la conclusione della fase di ballottaggio e l’approvazione da parte dei soci di dello U.S. Green Building Council della nuova versione 4 della certificazione LEED, dopo un periodo di analisi e revisione durato circa 3 anni (ne parleremo presto in un prossimo post). Ma dall’altra parte, soprattutto per quanto riguarda il mondo delle aziende, la notizia di grande impatto è l’uscita di Skanska dalla Camera di Commercio degli Stati Uniti. Cosa c’è dietro quest’annuncio e perché quest’atto è un gesto significativo nello scenario globale della sostenibilità?

Skanska

Light-blue-Skanska-flagsPer i lettori di Stieg Larsson Skanska è quella gigantesca impresa di costruzioni svedese che specula sui prezzi delle case (La regina dei castelli di carta, 2007) imponendo il proprio monopolio in un mercato nazionale chiuso, senza preoccuparsi di diventare efficiente. Ma al di là dell’antipatia di Larsson, Skanska è di fatto una delle più grandi imprese di costruzioni del mondo, all’avanguardia nell’organizzazione, nell’innovazione e nella sostenibilità. Con sede a Solna, vicino a Stoccolma e cantieri in Europa, Stati Uniti e Sudamerica, l’azienda fondata nel 1887 (ha festeggiato i 125 anni l’anno scorso), conta su una forza lavoro di più di 50.000 collaboratori e un fatturato nel 2012 di più di 15 miliardi di euro. Questi alcuni dei recenti progetti più importanti: 30 St Mary Axe a Londra così come la Heron Tower (il più alto edificio londinese, 230 metri), il MetLife Stadium a New York (‘casa’ dei Giants e dei Nets), la ristrutturazione del Madison Square Garden, la sistemazione dell’area Ground Zero, oltre al retrofit energetico del celeberrimo Empire State Building (video). In particolare la filiale americana (suddivisa in Skanska USA Building e Skanska USA Civil) si basa su circa 40 uffici in tutto il paese e 9.400 dipendenti, per un fatturato di 5,5 miliardi $ (circa un terzo del totale del gruppo svedese).

L’uscita di Skanska dalla Camera di Commercio US

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Sen. Jeanne Shaheen

Con il comunicato stampa del 9 luglio Skanska ha portato a conoscenza i media delle proprie dimissioni da membro della Camera di Commercio degli Stati Uniti, come atto di protesta contro il sostegno dato dalla stessa Camera ad un’iniziativa per limitare l’adozione della certificazione LEED per gli edifici pubblici. L’oggetto del contendere è il progetto di legge (bipartisan) presentato nel 2011 dalla senatrice Jeanne Shaheen (New Hampshire) e dal senatore Rob Portman (Ohio): ‘The Energy Savings and Industrial Competitiveness Act’, sottotitolo ‘To promote energy savings in residential and commercial buildings and industry, and for other purposes’. (Per promuovere il risparmio energetico negli edifici residenziali e commerciali e l’industria, e per altri scopi).

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Skanska | Green Thinking Book (download)

In particolare la Camera di Commercio sostiene AHBPC (American High-Performance Building Coalition) un’organizzazione di lobbying che include l’American Chemistry Council e che si oppone appunto al nuovo programma di certificazione LEED (LEED v4), che tra le importanti novità ha quella di incoraggiare la trasparenza nel riportare la composizione chimica dei materiali da costruzione (una vera e propria etichetta degli ingredienti del prodotto !).

Immagine1Nello specifico, AHBPC è a favore di un emendamento alla proposta di legge che vieti da parte del governo americano l’adozione della certificazione LEED per tutti gli edifici pubblici. La posizione di AHBPC non è una novità, dato che la schermaglia dura da una decina di anni e non è la prima volta che LEED viene messo in discussione (leggere ‘Will the plastic industry kill LEED?’ di Joel Makeover su GreenBiz di un anno fa) soprattutto dall’industria plastica (PVC, coibenti schiumati, ecc.). Quello che fa specie, come fa notare Makeover, è che alcuni grandi player (Dow, Dupont, BASF) sono comunque attivamente coinvolti in una reindustrializzazione dei loro prodotti, volta a ridurre ed eliminare gli agenti nocivi inclusi, il che pone qualche dubbio sulla coerenza strategica delle loro politiche industriali.

Palette

‘Gradazioni’ di sostenibilità
dell’approccio Skanska agli edifici

Skanska, membro di USGBC dal 2000, ha quindi trascorso l’ultima settimana discutendo con la Camera di Commercio, per ottenerne il recesso dal sostegno della posizione AHBPC riguardo a LEED. Secondo Skanska, questa posizione comprometterebbe il progresso avviato dal protocollo di certificazione, che ha aiutato in questi anni il settore dell’edilizia sostenibile, che attualmente contribuisce all’economia statunitense per una cifra intorno ai 550 miliardi $ con poco meno di 8 milioni di posti di lavoro creati ogni anno. Di fronte al diniego, Skanska ha rimosso la propria partecipazione dalla Camera di Commercio, così come il proprio finanziamento. ‘La Camera di Commercio sta in questo problema dalla parte sbagliata – ha detto Mike McNally, presidente e CEO di Skanska USA – e il suo sostegno alla AHBPC è fuori luogo e fuorviante’. Oltre agli aspetti di sostenibilità, Skanska ne fa principalmente una questione di business. Il ragionamento è semplice: LEED e l’edilizia sostenibile creano posti di lavoro e sostengono l’economia. Alcune aziende non amano questo programma di certificazione e vogliono coinvolgere l’amministrazione pubblica (U.S. General Services Association) per l’adozione di un nuovo sistema (Green Globes) specifico per gli edifici pubblici. Una ridondanza burocratica fatta per proteggere lo status quo – secondo Skanska – con l’appoggio della Camera di Commercio, quando la stessa dovrebbe invece tutelare e promuovere le azioni di chi sta innovando, ottenendo un adeguato compromesso tra responsabilità sociale-ambientale e profitto.

skanska

Insomma, una discussione che travalica evidentemente i confini dell’ambientalismo per approdare concretamente sul piano della redditività del green business. Questo mi sembra il primo segnale importante che affiora dalla disputa. Secondariamente, confortante è la presa di posizione da parte di un’impresa di costruzioni (certo, autorevole e con una larga quota di mercato) quando per troppo tempo siamo stati abituati a vedere i costruttori pronti a fluttuare a seconda delle spinte economiche del momento, senza una precisa strategia di responsabilità e una visione di lungo periodo. ‘Construction firms have a responsibility to customers and shareholders, but longterm success requires a longer view. At Skanska, the intersection of that responsibility and profitability is in green buildings, and that’s why we are members of the U.S. Green Building Council and proponents of Leadership in Energy and Environmental Design, the most recognized and widely used green building system in the world’ – prosegue infatti McNally in un’intervista al Washington Post. E’ la leadership che ci si aspetta dalle grandi aziende, che comprendono quanto le proprie azioni, anche dal punto di vista della comunicazione, possano creare un impatto positivo rilevante sulla strada della sostenibilità.

Skanska USA, an international construction and development firm, announced today that it has resigned as a member of the U.S. Chamber of Commerce to protest the organization’s backing of a chemical industry-led initiative to effectively ban the future use of LEED for government buildings. The initiative, linked to lobbying efforts by the chemical industry related to the Shaheen-Portman Energy Efficiency Bill (S. 761), threatens to halt years of progress in energy-efficient and environmentally responsible construction. The LEED program is the most recognized and widely used green building program globally. It is maintained and implemented by the independent U.S. Green Building Council (USGBC) through a public and transparent comment and balloting process engaging its nearly 13,000 member companies. Skanska USA is one of the largest, most financially sound construction and development networks in the country, serving a broad range of industries including healthcare, education, sports, data centers, government, aviation, transportation, power, energy, water/wastewater and commercial. Headquartered in New York with 39 offices across the country, Skanska USA employs approximately 9,400 employees committed to sustainable construction and development and an injury-free workplace.

2 risposte a “Se Skanska dice no.

  1. La trasparenza è l’ingrediente segreto. Notizia di oggi su BuildingGreen: ‘A new program called Declare provides a database of building products with at least 99% of their ingredients fully disclosed’. E’ l’inizio di una nuova era per i prodotti da costruzione …

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  2. Pingback: Happy anniversary ! 2 anni di post. | carlobattisti

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