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L’università dei decatleti.

Sì, sono queste le università che ci piacciono … ragazzi che studiano con passione ed entusiasmo, sviluppano e sperimentano soluzioni innovative per risolvere i grandi problemi del mondo. Il cambiamento climatico si attenua con l’applicazione dell’efficienza energetica e dell’autosufficienza negli edifici, con una grande attenzione al comfort (termico, acustico, luminoso e dell’aria) e alla qualità della vita. E’ ciò che è andato in scena al TIS il 17.04.2014 con un evento tutto dedicato alla competizione internazionale delle case solari realizzate da studenti universitari di tutto il mondo: Solar Decathlon.

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David Calas, TU Wien (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon è un concorso internazionale promosso dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti che mette a confronto 20 squadre universitarie nel progettare, costruire e far funzionare la casa a energia solare più attraente, efficace e a basso consumo energetico. Vince la squadra che ottiene il maggior punteggio su 10 discipline e riesce a fondere al meglio accessibilità, impatto sul cliente, eccellenza nel design e prestazioni energetiche. Il primo concorso si è tenuto nel 2002 poi ogni due anni dal 2005 al 2013. Il Solar Decathlon permette al pubblico di visitare le case, raccogliere idee e imparare come applicazioni per il risparmio energetico possomo ridurre le bollette. Solar Decathlon Europe è stato istituito nel 2007 con un accordo tra USA e Spagna (ogni due anni pari), quest’anno si terrà a Versailles dal 14.06 al 19.07. Dall’anno scorso c’è anche un Solar Decathlon Cina mentre la versione sudamericana è attesa nel 2016 in Colombia.

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Mario Grimaudo, Roma Tre (foto M. Gretter)

Ne hanno parlato al TIS, nell’evento moderato da Carlo Battisti e Giulia Faiella, i protagonisti che hanno vissuto e stanno vivendo in prima persona questa esperienza incredibile. Una staffetta che ha collegato idealmente Solar Decathlon 2012 (Madrid), SD 2013 (Irvine, California), SD 2014 (Paris) e SD 2015 (ancora Irvine): David Calas, architetto bolzanino trasferito a Vienna, che nel 2013 è stato responsabile della simulazione energetica della casa LISI (Living Inspired by Sustainable Innovation) del team Austria (Technische Universität Wien) clamoroso 1° classificato in California; Mario Grimaudo, contest captain ed energy strategy manager del progetto MED in Italy, brillante 3° posto a Madrid nel 2012 e che quest’anno ci riprova, sempre con l’Università degli Studi Roma Tre, a Versailles con la casa RhOME for denCity e infine Stefania Rossi, laureanda dell’Università di Roma Tor Vergata, che condurrà il team del progetto STILE (Sustainable Technologies Integrated ad a Learning Experience – gli acronimi del SD sono sempre affascinanti) a Irvine (CA) 08-18.10.2015, in partnership con la West Virginia University. Una sequenza di ‘prime assolute’: la prima volta che il team austriaco (Vienna) e quelli italiani (Roma) vengono messi a confronto, la prima presentazione in Italia di LISI, trionfatrice in California, la prima volta che vengono messi in fila quattro progetti per quattro edizioni consecutive del SD e la prima uscita pubblica di STILE, il progetto di Tor Vergata che corre per il SD 2015.

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Stefania Rossi, Tor Vergata (foto M. Gretter)

Il Solar Decathlon si propone come una vera e propria fucina di soluzioni innovative per le costruzioni. I relatori si sono alternati per tutto il pomeriggio,  davanti ad un pubblico attento di architetti, ingegneri e aziende del settore delle costruzioni sostenibili, raccontando come hanno affrontato la sfida della competizione. Le 20 squadre universitarie che partecipano al concorso annuale, scelte dopo una lunga selezione, spendono quasi due anni per creare case in grado di competere in 10 gare: architettura, marketing, ingegneria, comunicazione, affidabilità, comfort, acqua calda, impianti, vivibilità e bilancio energetico.

Tra una presentazione e l’altra e nel dibattito finale molti gli argomenti trattati: come si adatta la stessa casa a condizioni climatiche molto diverse (da Vienna alla California), come si sviluppa la collaborazione tra università e aziende partner (nel caso di Roma, con molte delle aziende dell’Alto Adige: Rubner, Naturalia-Bau, Eurotherm, ecc.) anche sulla base di piattaforme di progettazione integrata (cloud computing), come interagiscono team universitari di paesi radicalmente differenti (il caso di Tor Vergata e West Virginia), l’applicabilità nel mercato delle costruzioni delle soluzioni sperimentate durante il concorso, cosa ne è della casa del Solar Decathlon una volta conclusa la competizione, l’importanza del project management (rispetto dei costi, dei tempi e della qualità prevista) in un’esperienza così sfidante.

Insomma, un pomeriggio … solare, traboccante di entusiastica innovazione. Congratulazioni al team LISI che l’anno scorso ha lasciato di stucco gli americani (tanto che ora le regole sono cambiate, all’edizione US possono partecipare da quest’anno solo università americane, per lo meno come capogruppo). Complimenti alla simbiosi tra passione mediterranea e tecnologia altoatesina che con MED in Italy ha tenuto alta la bandiera delle università italiane, due anni fa a Casa de Campo, Madrid (noi c’eravamo). Ma il racconto va avanti, a Chienes nel cuore della Val Pusteria nello stabilimento di Rubner si apparecchia la nuova sfida che Roma Tre giocherà nei giardini di Versailles: il concetto di RhOME for denCity affronta il tema del degrado urbano delle metropoli, come ci ha raccontato Mario attraverso le parole di Pasolini da ‘Il fronte della città’. In bocca al lupo ! E tutta la simpatia in chiusura va ad una ragazza al quarto anno di università che per la prima volta (il team STILE ha saputo solo a febbraio di essere stato scelto per SD 2015) ha esposto, di fronte ad un pubblico di navigati professionisti, come la tradizione architettonica romana e l’innovazione si siano incontrate nell’idea che gli studenti di Tor Vergata stanno sviluppando. In bocca al lupo Stefania a Te, ai tuoi compagni e agli attenti docenti che Vi stanno sostenendo in questa esperienza indimenticabile 🙂

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(foto M. Gretter)

Non avete potuto partecipare e Vi siete persi l’evento? Peccato, ma di seguito trovate le presentazioni. Restate connessi, il campionato delle case solari prosegue. Vi terremo informati … 😉

  • LISI, Living Inspired by Sustainable Innovation | David Calas, Technische UniversitätWien (A)
  • MED in Italy, the SustainableMediterranean House | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • RhOME for denCity, a home for ROME | Mario Grimaudo, Università degli Studi Roma Tre
  • Dopo Solar Decathlon: LISI on tour | David Calas, Technische Universität Wien (A)
  • STILE: an ITALY-US cooperation toward the Solar Decathlon 2015 | Stefania Rossi, Università di Roma Tor Vergata / West Virginia University

 

A better future for our past.

Yes, we should give a better future to our past. I’m talking about the architectural and cultural value of our buildings, we have the duty to preserve and transfer it to the generations that will come after us. I used in the title a quote by Loredana Bruma, an architect who is carrying out as president of the Rhabillage Association a lot of important activities to create awareness of the risks involved in the loss of architectural heritage in Bucharest. Furthermore she has coordinated RePAD, the first guide in Romania to approach the heritage in all its complexity.

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Aula Paolo VI, Rome

The conservation and renovation of historic properties is an important part of a sustainable, smart growth approach. The renovation of an historic property is often a starting point and anchor for the redevelopment of a block, street, or district. An historic building or district can be a tangible symbol of a community’s interest in honouring its heritage, valuing its character and sense of place, getting the most out of prior investments in infrastructure and development, and encouraging growth in already-developed areas. Rehabilitating historic properties can also be a critical part of promoting energy efficiency by preserving the energy already represented by existing buildings (known as ‘embodied energy’), rather than expending additional energy for new construction.

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It is estimated that a new, green, energy-efficient office building that includes as much as 40 percent recycled materials would nevertheless take approximately 65 years to recover the energy lost in demolishing a comparable existing building. Furthermore, repurposing old buildings—particularly those that are vacant—reduces the need for construction of new buildings and the consumption of land, energy, materials, and financial resources that they require [US Environmental Protection Agency]. Cultural heritage (‘national heritage’ or just ‘heritage’) is the legacy of physical artefacts (cultural property) and intangible attributes of a group or society that are inherited from past generations, maintained in the present and bestowed for the benefit of future generations. The deliberate act of keeping cultural heritage from the present for the future is known as preservation (American English) or conservation (British English).

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Museo del Forte, Fortezza (Bolzano)

EPBD, the European Energy Performance of Buildings Directive, establishes that member States may decide not to set or apply the requirements referred to [from 1 January 2014, 3 % of the total floor area of heated and/or cooled public buildings is renovated each year to meet at least the minimum energy performance requirements of Directive 2010/31/EU] to buildings officially protected as part of a designated environment, or because of their special architectural or historical merit, in so far as compliance with certain minimum energy performance requirements would unacceptably alter their character or appearance. But at the same time we perfectly know that improving energy efficiency in the historical heritage is an urgent and topical issue, now undervalued by the legislation, which tends to act more incisively on new constructions.

2014_04_04 immagine 03Recent studies (Eurostat, 2009) have shown that act by imposing limits on consumption only to new buildings is not enough to achieve these goals. The intervention to improve the efficiency of existing homes, most clearly in the case of goods identified as belonging to the cultural heritage, always poses a fundamental question linked to the risks of a transformation that could lead to a decrease in the value of the building.So, what to do? Sustainability and energy efficiency against heritage conservation? The issue is complex, there are several research and development ongoing projects that are studying technological solutions as well as defining a methodological approach. The project 3ENCULT coordinated by EURAC Research (Institute for Renewable Energy) for example bridges the gap between conservation of historic buildings and climate protection, which is not an antagonism at all: historic buildings will only survive if maintained as living space. Energy efficient retrofit is useful for structural protection as well as for comfort reasons, like comfort for users and ‘comfort’ for heritage collections. 3ENCULT will demonstrate the feasibility of a considerable reduction in energy demand, depending on the case and the heritage value.

2014_04_04 immagine 06In other words, is sustainability in historic buildings possible? Yes, if we read the third cornerstone of sustainability (see the Brundtland definition), the protection of the social aspects of life in buildings, also as ‘related to the life of the buildings’ because the culture related to the preservation of historic buildings is a social must. For this reason GBC Italia has started in 2012 a project for the development of a standard that would take account of this. Paola Boarin, of the Faculty of Architecture of Ferrara is leading with perseverance the development of GBC Historic Building, a voluntary certification protocol of the level of sustainability of conservation, rehabilitation, recovery and integration works on historic buildings with different uses. A short version and the checklist of the protocol are actually available for consultation, while the long version of the handbook will be completed within the first half of this year, also thanks to the work of about 60 professionals (volunteers) and the valuable contributions of the case studies; the process of certification for historic buildings will then begin.

2014_04_04 immagine 05Considering only the aspects of management and operation of historic buildings, also the LEED EB:O&M (LEED for Existing Buildings: Operations and Maintenance) standard can be used. It’s the case of Ca’ Foscari, the University of Venice headquarter, a Venetian Gothic palazzo built in 1453 and overlooking the Grand Canal. It’s the oldest LEED certified building in the world, thus overtaking the Empire State Building. Water efficiency, energy and atmosphere, materials and resources, indoor environmental quality, sustainable sites, these are the sustainability areas assessed and improved during the certification process. Not considering the installation of new heat generators with high efficiency and the optimization of centralized HVAC control systems (available in free loan from the general contractor) the ROI (return on investments) is very good: about 18 months. Assuming stable energy prices, carried out works will lead to estimated average savings of € 23,400/year (13.5% out of total annual costs (electricity + gas) of about € 173,000) [Source: Habitech].