PCP: se è l’ente pubblico a guidare l’innovazione

L’ Assessorato all’ Innovazione della Provincia di Bolzano ha organizzato la prima Conferenza Italiana per la costituzione di una rete europea di pubbliche amministrazioni nel campo del pre-commercial procurement. All’incontro di oggi al TIS, introdotto da Maurizio Bergamini Riccobon, direttore della Ripartizione Innovazione, Ricerca, Sviluppo e Cooperative della Provincia di Bolzano, hanno partecipato il maggiore esperto mondiale di PCP, William Lucyshyn della School of Public Policy dell’Universita’ del Maryland USA nonche’  alcuni fra i maggiori esponenti europei istituzionali ed imprenditoriali, che hanno testimoniato esperienze dall’Olanda (Marieke Van Putten, del Ministero Affari Economici), Gran Bretagna (Michael Wilkinson di BaxiPartnership) e Italia.

 Il pre-commercial procurement

Nel marzo 2000, al Consiglio Europeo di Lisbona, i capi di Stato e di governo hanno fissato per l’Unione l’ambizioso obiettivo di diventare “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”. Il 3 marzo 2010 la Commissione europea ha presentato la “Strategia Europa 2020” per uscire dalla crisi e preparare l’economia dell’UE ad affrontare le sfide del prossimo decennio. La Commissione individua tre motori di crescita, da mettere in atto mediante azioni concrete a livello europeo e nazionale:

  1. crescita intelligente (promuovendo la conoscenza, l’innovazione, l’istruzione e la società digitale),
  2. crescita sostenibile (rendendo la nostra produzione più efficiente sotto il profilo dell’uso delle risorse, rilanciando nel contempo la nostra competitività) e
  3. crescita inclusiva (incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, l’acquisizione di competenze e la lotta alla povertà).

In particolare e’ previsto un aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo ed innovazione pari al 3% del PIL dell’UE (pubblico e privato insieme). Da tali analisi risulta essenziale che accanto agli strumenti di sostegno all’innovazione dal lato dell’offerta (volti a stimolare la R&S), occorra operare sul versante della domanda pubblica (Public Procurement of Innovation).

Vi sono due tendenze in atto che portano sempre più a qualificare la P.A. come importante driver di innovazione:

  1. la Pubblica Amministrazione esprime attraverso gli appalti pubblici un’importante domanda di acquisto di beni e servizi corrispondente a circa il. il 19% del PIL europeo;
  2. la Pubblica Amministrazione  si trova a dover erogare servizi sostenibili e di elevata qualità, che spesso richiedono soluzioni innovative.

A fronte di queste considerazioni, la strategia Europa 2020 sottolinea il ruolo chiave che può avere la Pubblica Amministrazione come driver di innovazione e sollecita gli Stati Membri a destinare parte del proprio budget ad acquisti innovativi, al fine di diventare motore dell’innovazione in Europa. In particolare cio’  si traduce in una nuova generazione di strumenti pubblici a sostegno dell’innovazione, volti ad accompagnare l’investimento in ricerca (politiche a sostegno dell’offerta) e che non richiedano risorse finanziarie aggiuntive, ma che facciano invece leva su una riqualificazione della spesa pubblica per rendere l’azione della Pubblica Amministrazione più efficace dal punto di vista dell’impatto che essa può avere sulla competitività del sistema.

In particolare le direttrici dell’azione sono le seguenti:

  • qualificare maggiormente gli acquisti della Pubblica Amministrazione e quindi anche la P.A. stessa, migliorando i servizi offerti;
  • utilizzare gli acquisiti pubblici come politica di innovazione;
  • favorire un maggiore confronto e dialogo tra la Pubblica Amministrazione e gli attori del processo di innovazione, in particolare le PMI.

Ciò ha un duplice vantaggio: da una parte porta la Pubblica Amministrazione a conoscere maggiormente l’offerta e dall’altra di consentire alle imprese di meglio qualificare e finalizzare le proprie competenze e partnership strategiche per rispondere alla domanda di servizi pubblici di elevata qualità. Tali obiettivi richiedono anzitutto una strategia concertata volta a combinare in una visione integrata interventi dal lato dell’offerta e interventi regolatori e di incentivo dal lato della domanda.

Per quanto riguarda invece gli strumenti a sostegno della domanda di innovazione di nuova concezione, l’attenzione si focalizza sulla strategia degli appalti pre-commerciali, in quanto si  ritiene sia un approccio importante per accrescere la capacità di innovazione dell’Unione Europea, migliorando allo stesso tempo la qualità ed efficienza dei servizi pubblici.

Il pre-commercial procurement in Provincia di Bolzano

In questo nuovo scenario l’Alto Adige-Südtirol e l’Italia sono avanti nel processo di recepimento, come si può vedere dal quadro qui sotto.

Gli appalti pre-commerciali possono essere utilizzati nell’ambito dell’attuale quadro giuridico delle direttive 2004/18/CE, che disciplinano a livello europeo gli appalti pubblici e  introducono nuovi meccanismi per l’innovation procurement. La portata innovativa della procedura risiede nel fatto che nel processo la Pubblica Amministrazione esprime requisiti di innovazione sfidanti (esplicitati come requisiti prestazionali), non soddisfatti dalla tecnologia esistente, senza suggerire la soluzione o strada tecnologica da seguire. Poiché il processo sottende un alto rischio di R&S esso è fondato sulla condivisione di rischi e benefici tra Pubblica Amministrazione acquirente e imprese, al fine di incentivare entrambi a perseguire l’adozione delle nuove soluzioni ed una successiva commercializzazione delle stesse.

Il pre-commercial procurement può essere schematizzato dal grafico seguente.

Il primo caso di applicazione del PCP a Bolzano, presentato da Maurizio Bergamini Riccobon, fautore della cooperazione territoriale tra pubblico e privato nei processi di innovazione (vedi “L’innovazione duale. Il territorio come base per lo sviluppo globale”) è nell’ambito delle tecnologie medicali, in particolare grazie ad un contratto tra l’Azienda Sanitaria locale di Bolzano e Health Robotics.

La novità principale del PCP è che viene rovesciato il processo del finanziamento pubblico all’innovazione.

Nello schema tradizionale l’azienda privata deve dimostrare all’ente pubblico che il progetto di Ricerca e Sviluppo è veramente innovativo, motivato da fabbisogni reali, da una domanda forte del mercato e con ricadute significative sul territorio (aumento posti di lavoro, fatturato, quote di mercato) .

Con il PCP è l’ente pubblico che opera in modo proattivo, sulla base di fabbisogni certi e impellenti che non trovano soluzioni immediate disponibili sul mercato. Per fare ciò commissiona quindi un progetto R&S, sulla base di una selezione rigorosa, ad aziende all’avanguardia nel settore, condividendo con queste rischi ma anche benefici: profitti (royalties) che possono essere nuovamente messi in circolo per finanziare altra R&S su temi stringenti di interesse comune. Sulla carta un migliore modo di spendere i soldi raccolti sul territorio con le tasse, in un processo più efficace (aumento dell’innovazione e della probabilità di successo) e più efficiente (riduzione dei costi di investimento,  grazie alla competizione tra aziende, e dei tempi, sulla base di una procedura focalizzata sui risultati).

Il pre-commercial procurement per le costruzioni sostenibili e l’efficienza energetica

Ma l’applicazione del PCP non è solo per soluzioni innovative radicali e non solo nel campo medico. Ci sono già interessanti esempi nei settori del facility management, dei green buildings, della difesa ambientale, della gestione dei rifiuti e dell’uso di materie prime da riciclo.

Lo ha raccontato Marieke Van Putten, program manager del Ministero olandese degli Affari economici, Agricoltura e Innovazione, illustrando alcuni casi interessanti, promossi attraverso il programma SBIR (Small Business Innovation Research Programme) grazie ad un’agenzia appositamente creata per la gestione di appalti e progetti con il pre-commercial procurement, PIANOo. PIANOo è anche promotrice della piattaforma europea per il PCP, il Procurement Forum.

The Procurement Forum is a free online network for procurement professionals. It is a space where the public and private sectors interact on specific themes and topics. It allows you to have detailed exchanges with your peers in open or more private settings within its groups. Learning from each other and sharing experience is at the heart of the Procurement Forum. Use it as an online space to manage your projects, to ask questions and to share documents.

Questi i casi presentati:

il monitoraggio remoto di dighe e argini in Olanda, con le soluzioni Geobeads di Alert Solutions e il Remote Sensing di Hansje Brinker

l’uso di prodotti industriali da materie prime di origine biologica

l’edificio “più sostenibile” d’Olanda (Sustainable Architecture Award 2011), The Netherlands Institute of Ecology (NIOO-KNAW)

e infine 15 progetti sul risparmio energetico con soluzioni innovative per ben 33.500 case ed edifici in Olanda!

The public sector in the EU, as elsewhere in the world, is faced with important societal challenges. These include ensuring high quality affordable health care to cope with the impacts of an ageing population, the fight against climate change, improving energy efficiency, ensuring higher quality and better access to education, and more effective dealing with security threats. Addressing such challenges can require new and better solutions. Some of the required improvements are so technologically demanding that either no commercially stable solution exists yet on the market, or existing solutions exhibit shortcomings which require new R&D. By developing forward looking procurement strategies that include R&D procurement to develop new solutions that address these challenges, the public sector can have a significant impact on the mid to long term efficiency and effectiveness of public services as well as on the innovation performance and the competitiveness of European industry. This is generally not the case yet in Europe. Public procurement uses taxpayers’ money and so is traditionally risk averse, meaning that procurement by the public sector does not stimulate innovation as much as it could. However, there are ways to reduce these risks in R&D procurements to a level public authorities are used to work with, whilst still resulting in better value for money products at the end for the procurer and in more interesting market opportunities for participating companies.

per maggiori informazioni: sito della Ripartizione Innovazione della Provincia di Bolzano

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